museo baita montabaldo

Pubblicato Domenica, 22 Gennaio 2012 21:38
Scritto da Giorgio Sartori

museo logoIl Museo storico “Baita Montebaldo” è un luogo d'incontro e di comunicazione, dove avvengono scambi di esperienze, appartenenze ad identità e nuovi assaggi di cultura. Non è chiuso nelle sue quattro mura, ma si apre al territorio, facendo nascere un legame con la comunità che permette di tramandarne la storia. La nostra grande caratteristica è di essere un museo A.N.A, ovvero di concentrarci su un periodo di tempo molto recente e inoltre diffondere lo “Spirito Alpino” che caratterizza da sempre l'associazione, portatore di valori che stanno alla base di una solida società.

I reperti da noi raccolti, grazie alla generosità di molti paesani e il lavoro dei volontari, hanno reso questo luogo come l'accoglienza della memoria non solo locale del paese di Lugagnano, ma anche provinciale e cittadino che arricchisce tutta Verona.

Che significa essere un museo contemporaneo, soprattutto in ambito Alpino?

Vuol dire costruire e raccontare la storia di ieri, di oggi e di domani attraverso l'esperienza diretta con tutti questi momenti della vita, in modo da non creare spazi temporali, ma un continuo scambio di informazioni da “vecio a bocia”, come è nel più bel legame Alpino.

Questo lo possiamo trarre dagli oggetti stessi, farli parlare attraverso quello che sono le esperienze sia di persone viventi o andate avanti, mettendo al centro quello che è l'essere umano.

Tutto si incentra sull'uomo, sulla famiglia, sul paese e i suoi componenti, fino a porci la domanda: chi è il soldato, chi è l'Alpino?

Caratterizza dall'essere prima di tutto un fabbro, un contadino, un “scarpolin”, un allevatore, un operaio e con lui la sua famiglia come padre, zio, fratello, marito, cugino, che lo aiuta nei lavori, che lo piange quando è lontano immigrato o in guerra.

Quindi nelle nostre collezioni fanno da testimoni materiali di un ampio scenario una realtà recente vissuta da tramandare, perché sono il fondamento della vita stessa, come ci raccontano anche nella letteratura alpina molti uomini che hanno vissuto la difficile situazione della guerra.

Da ogni fronte di battaglia fin dalle origini del corpo stesso nel 1872, in ogni tempo la vera forza era la famiglia, il paese, il lavoro che manteneva viva la capacità di combattere e di tornare.

Il nostro museo, attraverso il suo percorso etnografico e bellico si occupa proprio di questo legame tra la terra natia e il momento difficile dell'impresa lontana.

E lo fa attraverso i suoi reperti, le fonti scritte, i racconti, le esperienze, la ricerca e la didattica per seguire le impronte dei Veci in quel lontano 1920 quando sull'Ortigara venne inaugurata la Colonna Mozza con il messaggio a chiare lettere “NON DIMENTICARE!

Vogliamo cercare di tramandare valori che non appartengono solo all'ANA, come ha detto di recente il nostro presidente nazionale Corrado Perona, ma alla comunità stessa e quindi diventare contenitore che conserva ed espande, come un grande”patto umano”.

Questo, come disse lo stesso Giulio Bedeschi, reduce e scrittore della ritirata di Russia, è il vero segreto degli Alpini. Ed è anche la base con cui si presenta il nostro museo.

Inaugurato all'interno di un progetto Nazionale più ampio dal titolo “Diamo un futuro al nostro passato”, gestito dal Centro Studi nella persona di Mauro De Petroni, si trova ad essere un grande passo sia in ambito della conservazione e fruizione di questi beni culturali che da poco sono stati classificati come tali e lancia un messaggio nuovo alle diverse generazioni.

Sul sito Ana.it è presente la guida ai musei: http://ana.it/page/guida-ai-musei-dell-associazione-nazionale-alpini-2011-04-13