Zago, ali ai piedi verso Piacenza

Pubblicato Giovedì, 09 Maggio 2013 12:02
Scritto da administrator

Eliseo Zago(fonte L'Arena 08.05.2013). È partito all'alba di oggi l'alpino e il camminatore instancabile Eliseo Zago. Da San Peretto di Negrar raggiungerà a piedi, come da circa 15 anni a questa parte, i compagni e amici delle penne nere di Parona e di tutta Italia riuniti a festa nell'adunata nazionale.

Quest'anno la meta è Piacenza e Zago, 71 anni ben portati, camminerà per 150 chilometri pianeggianti: la prima tappa, dopo Sommacampagna e Valeggio sul Mincio, sarà Asola, in provincia di Mantova. L'arrivo a Piacenza è previsto per venerdì, alle 12. Nel pomeriggio stesso, Zago incontrerà il sindaco e il presidente della Provincia, mentre sabato, in privato, sarà accolto dal vescovo. Dopo il suo pellegrinaggio a Roma nell'anno del Giubileo, infatti, non passa anno che l'alpino podista di Negrar non faccia visita alle autorità religiose e guide pastorali delle città in cui si tiene l'adunata nazionale. Al vescovo di Piacenza, tra l'altro, deve consegnare una lettera di don Mario Urbani, parroco di Parona e guida spirituale dell'associazione veronese dei pellegrini. «Sarà un onore e un piacere», avvisa Zago, «in fondo, gli alpini sono i pellegrini delle montagne». Infermiere in pensione con il pallino del camminare a passo svelto, con qualunque tempo e qualunque siano le sue condizioni fisiche, è anche tra i primi aderenti del Gruppo Infermieristico Volontario Alpini di Parona, che fornisce supporto prezioso ad anziani e famiglie, aderisce a programmi di solidarietà e ha adottato tre bambini del Mozambico. Zago, premiato come «Alpino dell'anno 2012», è nato a Castelcerino di Soave, ormai si sente adottato dalla Valpolicella e da Negrar. Alla vigila dell'impresa non si sente molto allenato. «Potevo fare di più per preparami, ma ho avuto molti imprevisti. Pazienza», dice, «in fondo non sono poi così tanti chilometri e il percorso non è troppo impegnativo». Lo rincuorano i 350 chilometri del 2012 verso Torino e gli oltre 700 di «pedaggio» di quando è andato a Latina nel 2009: gambe e fiato non dimenticano. E nemmeno il cuore. Poi ci sono la soppressa fornitagli come omaggio culinario dalla macelleria La Porchetta di San Peretto, che lui usa come benzina per le gambe e ristoro per lo spirito, nonché l'appoggio e supporto della moglie Ombretta, della sorella Gianpaola e della coppia di amici Olimpia e Pierino. I suoi quattro angeli custodi lo seguono passo passo in camper e non lo perdono di vista. «Ce la farò, per amore o per forza», dice scherzando. C.M.