Gli alpini difendono la loro preghiera

Pubblicato Lunedì, 22 Luglio 2013 17:44
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Fittanze 2013(fonte l'Arena) Si è aperto con una supplica e chiuso con la commovente recita della Preghiera dell'alpino il pellegrinaggio sezionale dell'Associazione nazionale alpini di Verona a passo Fittanze. La supplica è stata quella del presidente sezionale Ilario Peraro, che ha chiesto al vescovo monsignor Giuseppe Zenti di precisare a qualche parroco, restio a far recitare in chiesa la preghiera dell'alpino, che il testo, in occasioni particolari come i funerali di qualche alpino si adatta perfettamente alla liturgia e allo spirito evangelico.

«La costituzione conciliare Gaudium et Spes cita espressamente, al paragrafo 79», ha ricordato Peraro, mostrando di essersi ben informato, «che la guerra non è estirpata dal mondo e che esaurite tutte le possibilità di dialogo e chiarimento uno stato sovrano non può rinunciare alla legittima difesa. Del resto le parole stesse della preghiera “rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana” non lasciano dubbi che le armi sono imbracciate solo per la difesa», ha concluso. La risposta del vescovo Zenti non è tardata: «Se c'è qualche prete che impedisce questa preghiera in chiesa è una mosca bianca. Comunque avvertitemi perché non sarebbe in sintonia con il suo vescovo e non si possono trascurare certe preghiere che sono in sintonia di fede», ha esordito il presule rimarcando che il pellegrinaggio sezionale non è semplicemente una festa tra amici ma ha un senso profondo di chiedere di essere uniti a chi ci ha preceduti e di essere purificati nel nostro cuore». Il presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, di Possagno, iscritto alla sezione di Bassano del Grappa, ha fatto le corse, attraversando mezza Italia settentrionale per essere presente all'appuntamento di Fittanze, provenendo da una manifestazione analoga nella zona di Caporetto, in Slovenia: «Sono venuto per i reduci, che sono il nostro timone e il nostro esempio. La gente ci guarda con fiducia e speranza perché siamo sempre disponibili nel bisogno e lo siamo anche per chi ci governa», ha aggiunto, «perché dovrebbe capire che cosa significhi un momento della propria vita dedicato al servizio degli altri. Basterebbe obbligare a qualche mese di educazione civica per capire che è più bello dare che ricevere, che obbedire anche su cose per le quali non si è sempre d'accordo aiuta a temprare il carattere. Così si può pensare di recuperare anche i nostri valori di alpini in un momento di crisi profonda, non solo economica», ha suggerito Favero fra gli applausi. Il tema è stato ripreso anche dal vescovo nell'omelia della messa concelebrata anche con don Rino Massella, cappellano degli alpini: «La corruzione dilaga ma non ha contagiato gli alpini che sono ancora un corpo sano perché dove ci sono loro si può stare tranquilli come se si fosse nella propria famiglia. Noi galantuomini dovremmo farci sentire di più e voi avere più voce sui media, perché i giovani attendono esempi e vi guardano per la vostra spiona dorsale dritta e per la grande solidarietà che avete verso tutti i bisogni», ha concluso strappando un applauso. Il benvenuto ai gagliardetti dei gruppi veronesi e trentini che da anni celebrano questo evento è stato dato dai sindaci di Erbezzo Lucio Campedelli e di Ala Luigino Peroni. «Quassù ci sentiamo tutti migliori, qui si vive un senso mistico di bellezza, di silenzio, di partecipazione», ha detto Campedelli, ricordando che «la montagna a cui oggi siamo chiamati è la crisi mondiale, che uccide i sogni dei nostri figli e l'alpinità è più che mai necessaria per affrontarla, perché dà senso di appartenenza, ideali, capacità organizzative». «Qui vengo volentieri perché non si celebra la guerra ma si ricorda la pace e non esiste un'associazione comunale che non abbia al suo interno almeno un alpino», ha aggiunto il sindaco di Ala per ricordare la generosità e il grande cuore degli alpini che a Fittanze si è concretizzato anche nel pacco di solidarietà che la sezione di Trento ha istituito per contribuire alla ricostruzione della palestra di Rovereto sulla Secchia, danneggiata dal terremoto dello scorso anno in Emilia. I saluti della sezione trentina sono arrivati dal vicepresidente Ennio Barozzi che sostituiva il presidente Maurizio Pinamonti impegnato in una manifestazione concomitante. Vittorio Zambaldo