Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Verona

sabato 21 ottobre 2017

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Un Tricolore per tutti i caduti «Solo così cresce una nazione»

Parpari 2013 foto(fonte l'Arena) ROVERÈ. I gruppi alpini e centinaia di persone alla Conca dei Parpari per il trentennale della festa della bandiera. Il sindaco Erbisti: «Diventiamo popolo se ricordiamo chi è morto per dare a noi la democrazia» Piantate due lapidi sul sacrari. I gagliardetti di tutti i gruppi alpini affiliati alla sezione veronese dell'Ana e centinaia di persone raccolte in preghiera hanno celebrato la 30esima festa del Tricolore.

Nella cerimonia, lo scoprimento di due lapidi ai deportati nei lager nazisti, scolpite da Luigi Scardoni e volute dal cavaliere Elio Comerlati a Conca dei Parpari, in quello che da tre decenni è diventato un sacrario ai caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace, un monumento agli emigranti, celebrazione della bandiera. Dopo la sfilata aperta dal Corpo bandistico di Illasi e prima della messa celebrata dal cappellano degli alpini don Rino Massella, animata dal coro La Stele, Comerlati con il presidente della sezione Ana di Verona, Ilario Peraro, ha provveduto allo scoprimento di una targa, mentre all'altra si sono avvicinati e hanno tolto il tricolore che la ricopriva il sindaco Fabio Erbisti e l'assessore provinciale Stefano Marcolini. «Siamo qui per non dimenticare i caduti lontani dalla patria, al fronte o in prigionia», ha esordito don Massella, «ma anche altri sepolti vivi nei lager. Queste lapidi li ricorderanno sempre come fratelli, ma per noi cristiani il ricordo più alto è nella preghiera e nel sacrificio della messa, perché», ha aggiunto il cappellano ricordando le parole del beato don Gnocchi che vedeva il soldato come «un piccolo e umano redentore, perché morto innocente come Cristo». Ha poi esortato a non temere di incidere una croce su ogni cippo di soldato morto, «perché un monumento senza croce», ha detto don Massella, «è insignificante, segno che invece unisce alle vittime di ogni violenza e segno che con un po' di buona volontà tutti possiamo vivere in pace e sperare in un mondo migliore. Non facciamoci togliere questa speranza», ha concluso il sacerdote la sua omelia, fra gli applausi del numeroso pubblico presente. Le 500 ostie consacrate non sono bastate a soddisfare i tanti che si sono accostati al sacramento, sorprendendo lo stesso cappellano, che a fine celebrazione ha ringraziato per il silenzio e la devozione con cui è stata seguita la cerimonia. La liberazione in cielo di un gruppo di palloncini tricolore che ha trasportato in alto una bandiera con il messaggio della festa, ha preceduto i discorsi di commemorazione davanti al monumento ai caduti. Il primo a parlare è stato il capogruppo di Roverè Fabrizio Pomari, accanto ai reduci Paolo Pomari, Alfredo Laiti e poi è toccato allo stesso Elio Comerlati a cui alla fine, tra la commozione generale, è stata donata una targa in riconoscimento del servizio svolto in questi trent'anni a Conca dei Parpari, per mantenere il decoro del luogo e abbellirlo sempre con nuove iniziative e celebrazioni. «A noi il compito di continuare il suo lavoro», ha detto il capogruppo Pomari, «di tramandare alle future generazioni la sua grande passione per la patria, per la famiglia e per tutta la nostra storia». «Diventiamo popolo, crescendo insieme, se capiamo quali sono state le difficoltà per la generazione che ha vissuto la guerra», ha commentato il sindaco Erbisti, «ma il ricordo è come un fiore: va coltivato giorno per giorno se vogliamo che duri e resti viva la nostra democrazia, che poi è il modo migliore per onorare i nostri caduti». «Qui veniamo per nutrire il nostro spirito», ha aggiunto l'assessore Marcolini, «e ogni volta mi stupisco di quante siano le realtà che partecipano attivamente, dai carabinieri, agli alpini, alla Protezione civile, all'Avis». «Alpini siamo, qui e ovunque andiamo per dare: non voglio sentire discorsi del tipo: Che cosa ricaviamo noi da questo impegno?, perché sarebbe contrario allo spirito della nostra associazione», ha incitato il presidente Peraro. Alla manifestazione erano presenti anche l'alpino in servizio Giorgio Gaole, in licenza da missioni di pace, il generale Mario Castellani e il comandante dei carabinieri Fernando Pe. La cerimonia, infatti, dal 2007 unisce anche il ricordo dei carabinieri e dei soldati caduti nelle missioni di pace. Tra le autorità, i militari e i politici presenti, c'erano anche il maresciallo Basaldella del Comando forze operative terrestri di Verona, l'assessore regionale Stefano Valdegamberi e gli assessori del Comune di Verona Antonio Lella e Pier Luigi Paloschi. Vittorio Zambaldo

 

Vittorio Zambaldo