Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Verona

venerdì 19 gennaio 2018

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Giornata in Grigio Verde - Malga Lessinia 10 Settembre 2017
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Scozzaro: l'ultimo...

Scozzaro tridentina
Scozzaro: l'ultimo comandante della Brigata Tridentina

Il Generale Div.R.Girolamo Scozzaro è andato avanti - Domenica 13 aprile, a Torino, il Gen. Div. R.Girolamo Scozzaro  ha terminato il suo percorso terreno di uomo e di alpino, per inerpicarsi, questa volta, verso una vetta molto diversa da quelle che aveva conquistato da alpino e comandante di alpini. Una vetta molto in alto, e raggiunta attraverso un percorso estremamente  difficile e doloroso, come può essere  quello di una  malattia che non concede respiro. L’amico Mimmo (così gli piaceva essere chiamato dagli amici) non si è tirato indietro e ha combattuto, con tenacia come sapeva fare, con l’elmetto in testa come diceva lui. Mimmo è stato un alpino da sempre, e non solo per divisa. Lo era nell’anima.  La sua vita militare si è sempre svolta, dopo l’Accademia, tra le truppe alpine percorrendo brillantemente tutta la scala gerarchica e con incarichi di prestigio, anche all’estero come addetto Militare in Bulgaria. Ci eravamo conosciuti, lui allora Colonnello, quasi per caso, dopo una assemblea sezionale. Fu subito simpatia reciproca, tanto che la prima cosa che mi disse fu “gli amici mi chiamano Mimmo” e da allora è sempre stato così.  Sia quando era a Verona, presso il Comando di via Roma,e anche  a Bressanone, è stato molto vicino alla sezione veronese, e sue sono state alcune  copertine natalizie realizzate per il Montebaldo. Era spesso pure presente alle manifestazioni , e molti veronesi se lo ricorderanno anche per la sua gentilezza e giovialità. In particolare ricordo una solenne e tremenda lavata e grandinata, sull’Ortigara, con la signora Valentina, sua moglie, che ci aspettava intirizzita in macchina giù a Passo Stretto e noi fradici su e giù per quelle balze. Quando fu nominato Comandate della Brigata Alpina Tridentina, a Bressanone il 7 ottobre 2000, mi disse “spero di non essere io che la chiude” e invece fu così. Conservo tra le cose importanti il volume che fu edito nel 2001, dal suo Comando, per i 50 anni della Tridentina, e da lui autografatomi. Raggiunto il pensionamento, Mimmo ha potuto coltivare, negli spazi che lui da sempre voleva ritagliarsi,  le sue passioni: la pittura, la chitarra, il pianoforte, gli adorati nipoti e ovviamente le camminate in montagna, senza mai dimenticare però la sua Tridentina. Un suo sogno era anche quello di vedere quella terra di Russia che vide l’epico tragico cammino della allora Divisione Tridentina nel 1943. Lo fece, con commozione e devozione, con il pellegrinaggio organizzato , nell’agosto del 2003, da Renato Buselli e con molti alpini veronesi e ne rimase molto colpito. Abitando  a Bressanone, fu uno degli organizzatori dei raduni della Tridentina e venne eletto presidente del’UNUCI di Bressanone/Brunico. Si battè inoltre, con molta forza, affinchè venisse intitolata alla Brigata Alpina Tridentina  la strada di fronte alla ex  Caserma Schenoni a Bressanone, cosa frutto di lungo dibattito in sede comunale  ma non ancora realizzata. Ci eravamo sentiti attorno a Natale dello scorso anno, per i nostri consueti auguri e mi era sembrato non brillante come il solito. Non potevo immaginare che quello sarebbe stato, invece, il nostro ultimo incontro, sia pure per mezzo di un telefono. Ora è lassù, dove il male non tesse più la sua beffarda tela, e certamente troverà il modo di organizzare qualche cosa, di dipingere qualche angelo, e ricordarsi certamente anche di noi.

Alla signora Valentina, ai figli Alberto ed Andrea  le più sentite condoglianze di noi tutti.

Carlo Chemello