Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Verona

lunedì 22 gennaio 2018

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145° anniversario delle truppe alpine -
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1915 - 1918 Centenario della Grande Guerra



 






Fincato, figlio del martire

Gen. Lucio Alberto Fincato
Addio a Fincato, figlio del martire

(fonte: l'Arena.it) Lucio Alberto onorò la memoria del papà Giovanni torturato e ucciso dai repubblichini settant'anni fa. Si è spento a 89 anni il generale degli alpini Lucio Alberto Fincato. Fu l'ultimo a vedere suo padre Giovanni Fincato, colonnello degli alpini, partigiano Trifesto (tre volte ferito, durante la prima Guerra mondiale) attivo nella missione Rye, quando fu arrestato dai fascisti il 30 settembre 1944. Prima di essere torturato per 16 ore, senza rivelare alcun nome, e ucciso il 6 ottobre. Poi, avvolto in un telo, gettato in Adige dal ponte di Pescantina. Una targa, nell'ex carcere dei repubblichini, vicino al Teatro Romano, lo ricorda.  «ERANO I GIORNI dei grandi rastrellamenti e mio padre era stato avvertito di stare molto attento. Salì su un'auto rossa, dove tre uomini in borghese lo aspettavano. Sta' vicino alla mamma, mi disse. Fui l'ultimo a vederlo». Così il generale Lucio Alberto Fincato ricordava gli ultimi momenti a contatto con il papà, a cui è intitolata una via in Borgo Venezia. Lucio Alberto lascia la moglie Carla e i figli Paolo, Roberto e Federica e il fratello Giancarlo, medico, rimasto l'ultimo in vita della famiglia del colonnello Giovanni che sposò Carmela Cappellari da cui ebbe anche i figli Marcello, Maria Teresa, Giovanni e Francesco. «Lucio era attaccatissimo agli alpini e al ricordo del padre a cui a Enego, il paese natale che già ha una strada con il suo nome, verrà intitolato un museo degli alpini, in occasione dei cent'anni della Grande Guerra, in cui il suo papà Giovanni aveva combattuto». Così la moglie Carla, residente a Ponte Crencano, tratteggia la figura del marito scomparso, che come il padre abbracciò la carriera militare negli alpini. Accademia a Modena, poi a Lecce, quindi il primo servizio a Verona e poi in Friuli, Aosta, Modena e quindi a Monguelfo dove comandò la Compagnia 94 «L'invincibile», la stessa che aveva comandato suo padre. E poi fino al '78 a Brunico fino agli ultimi quattro anni al distretto militare di Verona. Sul padre Giovanni, Lucio Alberto ha scritto un libro. Ricordando anche i tanti patrioti caduti per la libertà, fino alla Liberazione, nel 1945. Attivo in quest'opera di divulgazione e di memoria per una quindicina d'anni nel direttivo dell'Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'Età contemporanea. Che fra l'altro è stato editore del libro, rivisto e integrato cinque anni fa. «Il generale Fincato, con la consueta delicatezza e signorilità, ha saputo coniugare la sua dirittura morale con la disponibilità a comprendere le posizioni degli altri», dice Maurizio Zangarini, docente universitario di storia contemporanea, presidente onorario dell'Istituto dopo esserne stato direttore e presidente. «Ha spinto l'Istituto a capire la motivazioni anche dell'altra parte, rispetto a chi combatté per la Resistenza, ma senza mai confondere il giusto con lo sbagliato e senza rischiare mai quell'embrassons nous che alcuni utilizzano per giustificare l'ingiustificabile». Come sottolinea l'attuale presidente dell'Istituto, Stefano Biguzzi, storico, collaboratore del nostro giornale, «il generale Fincato era un militare sui generis: rappresentava la vera anima delle truppe alpine, nate per essere milizie territoriali di difesa, e aveva anche una coscienza democratica molto forte, unita a una profonda umiltà e semplicità. Era un galantuomo, che ha onorato la memoria del padre». (fonte: l'Arena.it Enrico Giardini)