I ragazzi con l'ultimo reduce

Pubblicato Mercoledì, 28 Gennaio 2015 00:40
Scritto da administrator

tregnago 2015

I ragazzi con l'ultimo reduce Il testimone ora passa a loro

(fonte: www.larena.it) Per la prima volta, dopo 44 anni dall'inizio della commemorazione, un solo reduce ha partecipato al raduno organizzato dall'associazione combattenti e reduci tregnaghese e dagli alpini del paese: il peso dell'età si fa sentire anche in tempre forti come quanti hanno sopportato le fatiche e i dolori della guerra, del fronte e della prigionia. Ma, per la prima volta, c'erano anche i giovani studenti di terza media dell'istituto comprensivo i quali hanno partecipato alla sfilata con la propria bandiera, al seguito della banda «La Primula», di Cogollo, che ha accompagnato tutta la cerimonia di commemorazione. 

Alfredo Laiti, originario di Sant'Anna d'Alfaedo ma da tempo residente a Grezzana è della classe 1921, 94 anni compiuti a inizio mese, partito per la guerra a vent'anni, nel 1941, e destinato al fronte jugoslavo, dove è rimasto fino all'8 settembre del 1943 quando, dopo aver tentato di resistere, dovette arrendersi ai tedeschi che lo deportarono in Germania a lavorare: «Sono stato in un porto sulla foce dell'Elba e poi in una fabbrica di munizioni dove lavorando a fianco di un tedesco ho potuto imparare qualche parola perché ogni lavoro che sbagliavo erano botte e sgridate. È stato così che, quando si presentò un tedesco a chiedere se qualcuno sapesse fare il muratore, mi sono subito offerto perché avevo capito cosa avesse chiesto e soprattutto volevo uscire da quella fabbrica dove sarei morto di fame e di botte».
Laiti fu liberato nel 1945 dagli americani, ma dovette aspettare da aprile a settembre per tornare a casa, in un paese che non aveva più infrastrutture, distrutte dai bombardamenti. Il reduce della Seconda guerra mondiale ha promesso che sarà sul palco anche l'anno prossimo, se continuerà ad assisterlo la forte fibra di cui attualmente gode.
I ragazzi delle medie avevano aperto la commemorazione, dopo la messa e la sfilata, con la lettura di brani di autori che hanno affrontato il tema della guerra come impegno di denuncia civile e, verso i giovani e i loro insegnanti, si sono espressi con un plauso tutti i relatori che si sono alternati sul palco. Agostino Dal Dosso, capozona Ana Val d'Illasi, ha invitato a ripudiare qualunque tipo di violenza, odio e sopraffazione dell'uomo sull'uomo e il sindaco Renato Ridolfi si è detto certo che «il senso del dovere non è andato perso e con questi ragazzi continueremo a celebrarlo non solo come ricordo ma come valore irrinunciabile. Il luogotenente Salvatore Rainone, a nome dei vertici dell'Ancr provinciale, ha ripercorso la cronaca dei giorni della grande ritirata di Russia ed ha esaltato il valore dei combattenti animati da fede, che si chiama amor di Patria», ha concluso.
Hanno infine chiuso la manifestazione, con due appassionati interventi, Luciano Bertagnoli, presidente dell'Ana veronese, e la senatrice Maria Pia Garavaglia che da insegnante ha apprezzato molto l'azione educativa svolta dalla scuola nei confronti dei propri giovani allievi.
«La guerra è il male assoluto e sta a noi coltivare una cultura di pace», ha concluso il presidente Bertagnoli, lasciando in eredità ai giovani studenti una frase dello scrittore, e deportato, Primo Levi: «Comprendere è impossibile; ricordare è un dovere»  (Vittorio Zambaldo)