quell'elmetto salvò la vita

Pubblicato Giovedì, 02 Luglio 2015 22:20
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 Elmetto Grande guerra Nocca

quell'elmetto salvò la vita a mio padre

Gianfranco Nocca, 90 anni, ha consegnato al Museo l'elmetto del padre Gino, Medaglia d'Argento al Valor Militare. «Non volevo finisse in un cassonetto. I giovani non possono sapere cos'è la guerra, ma devono conoscere il passato». «Quell'elmetto gli salvò la vita». La voce trema un po' per l'emozione. Gianfranco Nocca, 90 anni, tiene tra le mani l'elmetto che fu di suo padre Gino, Medaglia d'Argento al Valor Militare. Sottotenente del 6° Reggimento alpini Luigi "Gino" Nocca combatté da volontario durante la Grande Guerra. E in occasione del Centenario, il figlio Gianfranco ha deciso di fare tutto il possibile per evitare che quel «pezzo di storia non finisse in un cassonetto dell'immondizia». Per questo, con la collaborazione della sezione veronese dell'Associazione Nazionale Alpini e con il gruppo alpini di Lugagnano, ha deciso di valorizzare al massimo la "memoria tangibile" di quei ricordi. Mercoledì sera, nella Baita degli Alpini di Lugagnano, Nocca ha donato al Museo allestito dalle penne nere, l'elmetto e il cappello alpino di suo padre. Oltre agli attestati originali al Valor Militare: distintivo d'onore rilasciato dal 6° Reggimento Alpini di Verona il 13 Agosto 1917, Medaglia d'Argento al Valor Militare quale Sottotenente della 156esima compagnia mitraglieri Fiat (monte Cornone, 28 Gennaio 1918) e Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la propria sezione mitraglieri Fiat nella battaglia dell'Ortigara (Passo dell'Agnella, 10 Giugno 1917). «Non volevo che andasse perso, perché mio padre aveva una vera e propria venerazione per quell'elmetto - ha raccontato Nocca -. E quando ho saputo di questo museo degli alpini, non ho avuto alcun dubbio: era la sede perfetta perché gli alpini condividono da sempre il valore del ricordo. So di lasciarli in ottime mani». Entusiasta il presidente della sezione ANA, Luciano Bertagnoli: «Il nostro impegno è volto a "fare memoria" e a fare in modo che il patrimonio di valori e di esperienze di chi ci ha preceduto, non vada perso. Il Museo di Lugagnano sta riscontrando sempre maggior interesse da parte dei giovani visitatori e delle scolaresche». Da mercoledì sera, è in bella mostra anche quell'elmetto con due fori. «Mio padre ci raccontava spesso la storia di come fu salvato dall'elmetto - ha raccontato Nocca -. Nel corso di un'azione di guerra contro gli austriaci si ritrovò sotto il tiro del nemico e si rannicchiò su se stesso per proteggersi. Il colpo partì all'improvviso, ma grazie alla curvatura dell'elmetto, la pallottola fu deviata e uscì senza nemmeno sfiorare la sua testa».
Un racconto commovente, perché anche Gianfranco ha vissuto il dramma della guerra: «Ero bersagliere - ha ricordato - e nel corso della Seconda Guerra Mondiale persi mio fratello, aveva solo 18 anni. I giovani d'oggi non possono sapere cosa significa il dramma di un conflitto. Forse sentono meno quei sentimenti patriottici di una volta, ma è importante che conoscano la storia per evitare di ripetere tragici errori».

 

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