Associazione Nazionale Alpini - Sezione di Verona

domenica 22 ottobre 2017

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Sisma Centro Italia - raccolta fondi
Ass. Nazionale Alpini - Sezione di Verona
Pellegrinaggio a Scalorbi - 27 Agosto 2017
Giornata in Grigio Verde - Malga Lessinia 10 Settembre 2017
Giornata in Grigio Verde - Malga Lessinia 10 Settembre 2017
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145° anniversario delle truppe alpine -
8 x 1000 alla solidarietà
1915 - 1918 Centenario della Grande Guerra



 






pellegrinaggio sul Don

Pellegrinaggio sul Don 2015

Pellegrinaggio sul Don - Agosto 2015

La partenza per la Russia pensando di poter calpestare la terra nera dove sono passati gli Alpini che ritirandosi dal fronte del Don hanno percorso per 200 Km., ci ha messo in fibrillazione morale e massima emozione. I 17 pellegrini che sono volati prima a Mosca e poi in treno cuccetta fino a Rossosch sono arrivati pieni di volontà di ripercorrere la pista dei nostri padri e nonni quando hanno avuto l’ordine di ritirarsi verso ovest  per rivedere l’Italia. Il primo giorno di marcia è stato un torrido battesimo di calore a 40 gradi all’ombra ma 70/80 gradi sulla testa. Calore insopportabile per 25 km. Per fortuna avevamo negli zaini litri e litri di acqua che hanno alleviato la sete per il sudore perso durante questa prima esperienza. Il calore solare eccessivo, si subiva tutti i giorni, ma noi non abbiamo ceduto dal percorrere questa strada che gli Alpini hanno fatto in senso inverso proprio nel mese di agosto arrivando sulla sponda ovest del placido Don. La prima emozione avuta da noi tutti quando Francesca, prima Alpina che mette piede in Russia, accompagnata dal suono del silenzio con la tromba di Renato, ha gettato un mazzo di fiori tricolore nel fiume in onore di tutti i Caduti di tutte le nazione che hanno arrossato le acque con il loro sangue. Il “Monte Bianco” cosi chiamato dai nostri Alpini è la sponda del Don formata totalmente da gesso e in una località è stato traforato per chilometri da una pia donna eremita e alcuni “pope” per rifugiarsi dai bombardamenti ma poi diventata riserva e magazzino di armi e munizioni della Cuneense. Durante il percorso alcuni contadini uscivano dalle loro isbe e ci offrivano latte appena munto, angurie, miele e soprattutto ci abbeveravano con fresca acqua dei loro pozzi e facendoci festa per la nostra volontà di ricordare tutti i Caduti senza distinzione di nazionalità. Una donna anziana ci ha raggiunti nei pressi di Opith e tra le lacrime ci ha raccontato che, ancora bambina, aveva assistito alla fucilazione di molti soldati italiani che, arrendendosi, hanno sperato invano di aver salva la vita, è venuta da noi, in quel luogo dove mani pietose avevano seppellito i nostri soldati sotto una croce formata da bianche betulle, solo per condividere il dolore che ancora provava. Da una isba è uscito un ragazzo che ci ha consegnato una piastrina di riconoscimento di un soldato Italiano (forse Alpino) apprezzando la nostra felicità di riportarla in Italia e consegnarla ai famigliari. Purtroppo il tempo è volato tra emozioni fatiche e gioia di essere stati protagonisti di questa meravigliosa ma mesta avventura, ricordando le cerimonie sui vari monumenti, sui cippi, al sottopasso di Nikolajewka, le preghiere, il suono del silenzio, la deposizione di corone fiorite e di bandiere tricolori, rimarranno per sempre nei nostri pensieri. - Renato Buselli