Bozzini è andato avanti

Pubblicato Lunedì, 07 Dicembre 2015 16:59
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Bruno Bozzini

il reduce Bruno Bozzini è andato avanti

l'Alpino e reduce di Russia Bruno Bozzini è andato avanti. Tutta la sezione ANA di Verona, il presidente Luciano Bertagnoli, i vicepresidenti, i consiglieri e capozona; si stringono attorno alla famiglia e porgono le più senite condoglianze per la perdita del caro Bruno Bozzini.

(da "Il Montebaldo" di Luglio-Agosto 2013) Nulla è casuale nella vita. In essa tutto ha un significato: ogni nascita, ogni respiro, ogni gesto, ogni pensiero, ogni momento del vivere e del morire hanno un senso nel libro immenso del tempo e dell'essere; lo ha la durata stessa di quell'avventura meravigliosa che è l'esistenza, della quale ciascuno è a un tempo protagonista, fruitore e servitore. La vita... chi la conclude in giovane età, chi a sessanta, settanta, ottanta, novant'anni; chi si inoltra più avanti; qualcuno raggiunge ed oltrepassa il secolo. Difronte a questi ultimi casi, non ci si può non chiedere perché la vita li ami tan-to, che cosa voglia esprimere con loro, di che cosa la vita voglia che essi siano testimoni. Tutte riflessioni che s'accavallano nella mente quando ci troviamo al cospetto dei nostri grandi "vecchi" e che s'intrecciano in noi con sentimenti di stupore, di rispetto, di gioia, ma anche di affetto e di orgoglioso compiacimento, nella consapevo-lezza di trovarci di fronte ad autentiche grandi pagine viventi di storia. Tale è, senza dubbio, Bruno Bozzini, figura meravigliosa di alpino, che ha fatto dell'alpinità la corda vibrante ed armonio-sa di tutta la sua esistenza e che sta gagliardamente avvicinandosi al traguardo straordinario del secolo di vita. E' sicuramente uno dei più anziani, se non il più anziano in assoluto, fra gli alpi-ni veronesi, il nonno di tutta la Sezione e dei circa ventimila alpini che ne fanno parte. A lui mi lega una conoscenza, subito divenuta amicizia, maturata alcuni decenni fa, quando io ero giovane capogruppo degli alpini a Spiazzi ed egli, già pensionato, veniva a trascorrere, sul Baldo, le sue vacanze estive con l'amata Teresa. Ricordo l'interesse con cui seguiva quanto si organizzava nel Gruppo, la passione con cui partecipò alla grande aduna-ta che celebrammo per il sessantesimo della Sezione alle "Buse dei Morti" nel 1980, le chiacchierate con il presidente nazionale Bertagnolli, con l'indimenticato padre Mario Tonidandel, con Pier Emilio Anti, Tito Nicolis, Nane Ainardi. Prodigo di consigli, desideroso sempre di conoscere cose ed amici nuovi, mi accompagnava in serate ed appuntamenti, amava in particolare venire a qualche manifestazione in Municipio a Caprino in quel Palazzo Carlotti che era stato, per qualche tempo, la sua caserma e, dalla quale, mi raccontava di aver fatto qualche audace "fuga" notturna per andare a trovare la "morosa", ripresentandosi vispo e puntuale alla sveglia all'alba. A sua volta, mi coinvolgeva negli incontri con i suoi amici, che erano tutti alti ufficiali alpini, da Pomarici a Pelosio, a Di Prisco, al gen. Carlo Meozzi, che era allora, sindaco di Ferrara di Monte Baldo. Per quest'ultimo, nutriva un affetto profondo perché lo aveva conosciuto come comandante di artiglieria nei momenti difficili e cruenti della Campagna di Russia. Bruno Bozzini, nacque quasi un secolo fa, il 24 dicembre 1913, a Valeggio s/M da Cesare Luigi e da Maria Cordioli: una famiglia sana, legata alla terra, ancorata ai valori più profondi del mondo contadino, quali l'amore per la famiglia, la laboriosità, l'onestà, il rispetto per gli altri, il senso del Divino, che rimasero la bussola sicura per tutta la vita. A poco più di vent'anni, fu chiamato al-le armi e fu destinato al 6° Alpini, nella 57a Compagnia del glorioso Btg. "Verona". Da allora, il cappello con la penna ne-ra, gli si incollò al capo per non staccarsene più. Seguirono alcuni congedi e richiami, finché giunse il momento della prova su-prema: la guerra. Richiamato, sempre nel Btg. "Verona" il 14 marzo 1941, partì con l'Armata militare italiana di Russia (ARMIR) il 26 luglio 1942. Con gli alpini del "Verona", fu chiama-to a far parte della Divisione "Tridentina", la quale, con le Divisioni "Cuneense" e "Julia", costituì il Corpo D'Armata Alpi-no. Fu là, che conobbe il maggiore Carlo Meozzi, che comandava il Gruppo "Bergamo" del 2° Reggimento di artiglieria al-pina, pure inglobata nella "Tridentina". Attestato con gli alpini sul Don, Bruno, visse il dramma del terribile attacco russo del dicembre, che costrinse gli alpini alla ritirata. Il 12 febbraio 1943, egli venne ricoverato in ospedale a Leopoli e, qualche giorno, dopo fu rispedito con treno ospedale, in Italia. Durante la ritirata, riportò il congela-mento di 2° grado al piede sinistro e un aggravamento dei disturbi polmonari, per i quali, nel 1951, ottenne la pensione di guerra e nel 1961 la Croce al Merito. Bruno Bozzini, però, non amava soffermarsi troppo sui ricordi tristi della guerra. Era sì un testimone di essa, ma nel dopo-guerra, preferì operare, come alpino di pace, stare con i giovani, lavorare con gli al-pini e, per gli alpini, proiettato verso l'avvenire. Fu a lungo capogruppo a Salionze, do-ve, anche dopo aver abbandonato tale in-carico, continuò ad essere il punto di riferimento del "mondo alpino" della zona. Da autentico alpino, amava il buon vi-no, le lunghe camminate in montagna o in campagna, le levate all'alba per andare a pesca, a lumache, le cene cordiali con gli amici. Lo assistette l'amata Teresa, compagna della sua vita, finché una paralisi non la bloccò; allora tutte le attenzioni di Bruno, furono per lei, la accudì con ogni cura cercando di prolungarne l'esistenza, di manifestarle fino all'ultimo il suo affetto. La sua casa è rimasta semplice ed accogliente, luogo di fraternità e di sorriso. La sua vita un libro aperto in cui si possono leggere storia e valori del popolo italiano e del mondo alpino veronese. Vasco Senatore Gondola