Passo Buole 1916

Pubblicato Sabato, 21 Maggio 2016 19:29
Scritto da administrator

Passo Buole Cogni Zugna

Passo Buole (15 maggio - 10 ottobre 1916)

La difesa di Malga Zugna e la resistenza a Passo Buole (15 maggio - 10 ottobre 1916). Nella notte del 13 maggio il Battaglione alpini “Val d’Adige” viene sostituito sulle posizioni del solco Loppio-Mori dal « Monte Baldo » e si avvia alla volta di Brentonico per un periodo di riposo, il primo che gli viene concesso dall'inizio delle ostilità, cioè dopo quasi un anno di guerra combattuta. Ma il riposo dura appena un giorno. Cominciata, come è ben noto, il 15, l'offensiva austriaca (la famosa Strafe expedition) sugli Altopiani, il « Val d'Adige » quella sera stessa viene avviato, per Pilcante, a Coni Zugna. Marcia lunga, sforzata, lenta a causa della stanchezza della truppa, mentre non pochi soldati di fanteria, sorpresi e sbandati, riferiscono notizie disastrose, catastrofiche: che cioè gli austriaci hanno sfondato tutte le linee e avanzano in tutta la zona. All'alba del giorno 16 il Battaglione prosegue per raggiungere la prima linea, in rinforzo ai reparti della brigata « Taro » che, sotto la forte pressione avversaria, hanno dovuto ripiegare sulla linea Costa Violina - Zugna Torta. Giunto a tarda sera, circa la mezzanotte, a Malga Zugna si porta in posizione a nord di Cisterna. Il bombardamento nemico continua persistente. Nella giornata del 17 le truppe di Zugna Torta resistono validamente agli attacchi, ma a sera sono obbligati a ripiegare sulle trincee costruite e presidiate dal Battaglione, rinforzato da elementi del 114° fanteria. Il giorno successivo, dopo un fuoco intenso di artiglieria con grossi, medi e piccoli calibri, il nemico, persuaso di trovar le trincee sconvolte e svuotate di difensori, avanza in formazioni serrate, sul terreno scoperto, contro le nostre posizioni, ma giunto alla distanza di circa trecento metri viene accolto dal fuoco nutrito dei fucili del Battaglione, di tre nostre sezioni mitragliatrici e di una batteria da montagna, di cui un pezzo è situato proprio in trincea, poco sopra gli alpini. Gli austriaci rimangono sorpresi, si arrestano, vacillano per qualche minuto, poi si volgono in fuga disordinata, inseguiti e falciati dal fuoco sempre più intenso dei nostri. Ma, di lì a poco, riprendono il bombardamento e rinnovano l'attacco contro la nostra posizione, ma senza raggiungere alcun risultato. E così per ben quattro volte di seguito, fino a che rinunziano a ogni altro inutile tentativo. Relativamente lievi le nostre perdite: 10 morti, circa, e 56 feriti. Il Battaglione viene citato con onore, come « salvatore dello Zugna » Nelle prime ore del giorno 25 (precisamente alle 1,30) pattuglie austriache, di forza imprecisata, si avanzano ancora una volta verso le nostre linee, ma alcune scariche di fucileria le volgono in fuga. Più tardi, alle 6, cioè alle prime luci del giorno, il nemico inizia un fuoco di artiglieria che si fa man mano più intenso e che dura di continuo.

Per questo glorioso fatto d'arme vennero accordate ricompense al caporale Demetrio Cappieri (medaglia d'argento), al maggiore Arturo Pugnani, al caporale Natale Zanolli [1], Cirillo Sterzi[2], e tributati quattro encomi.

Senza alcuna interruzione, per oltre tredici ore, sino cioè alle 19,30. Vengono adoperati grossi calibri: ogni cinque minuti arrivano quattro colpi da 305 e due da 420, accompagnati o seguiti nell'intervallo da proiettili di medio e piccolo calibro.

Non un metro della nostra linea viene risparmiato da questa tempesta di fuoco, da questa pioggia di colpi calcolati poi dal Comando d'artiglieria a non meno di 11 mila. Ma scarsi, anzi quasi nulli sono i resultati conseguiti, e piuttosto lievi le nostre perdite. Due morti e otto feriti alla 256' compagnia; due morti e sei feriti alla 257', un solo morto alla 258a, l'alpino Gaetano Turri [3]. All'imbrunire, cessato il bombardamento, piccoli nuclei nemici tentano l'occupazione delle nostre trincee; ma ai primi nostri colpi di fucile si accorgono subito che il bombardamento continuo pauroso assillante delle loro artiglierie non ha minimamente smosso i difensori e non tardano a battere in ritirata. Ma rimaneva al nemico un altro mezzo. quello dell'aggiramento.

A sud est di Coni Zugna, la costa del monte, fatta a schiena d'asino, digrada dolcemente, formando un passo che rimane e rimarrà famoso nella storia d'Italia per la strenua resistenza opposta dai nostri soldati all'invasione straniera: il Passo Buole. Sotto di esso corre la strada che dalla valle dell'Adige sale a Coni Zugna: se il passo fosse stato occupato, lo Zugna sarebbe dovuto cadere e il nemico avrebbe avuto la via aperta su Ala e su Verona. Appunto per questo, il Comando austriaco dirige ogni suo sforzo su questo valico, come puntando a posta decisiva. All'alba del giorno 30 ha inizio un intenso bombardamento e solo verso il pomeriggio i fanti nemici vengono lanciati all'attacco. Si succedono cinque assalti, uno più fiero e impetuoso dell'altro. Gli austriaci avanzano salendo a squadre e gridando ebbri « Verona, Verona » che è evidentemente la meta a loro promessa. Ma accolti dai nostri con un nutrito fuoco di fucileria e di mitragliatrici cadono feriti, morti, gli uni sugli altri, mentre altre truppe senza sosta salgono ancora, spaventosamente, incontrando la stessa misera orribile sorte. I nostri, che sanno di combattere per le loro case e per le loro famiglie (« pro aria et focis »), spiegano un ardore sovrumano nel respingere i successivi ritorni degli assalitori e si valgono, per raggiungere lo scopo supremo, di ogni mezzo, ruinando anche sassi e rottami di ricoveri. Nell'ora più critica della lotta il colonnello brigadiere Gualtieri, comandante della difesa, presente sul posto, può fieramente telefonare al Comando superiore: « Non abbiamo ceduto di un passo e non cederemo finché vi sarà un solo uomo ». Alla fine, l'intervento provvidenziale di alcuni nostri pezzi di artiglieria infrange gli ultimi supremi sforzi del nemico e decide della nostra vittoria. Nell'epica difesa gareggia con i fanti e compie prodigi di eroismo il plotone Esploratori del « Val d'Adige », comandato dal s. tenente Zaccaria Almici, bresciano. Concorre validamente a predisporre la difesa e a coordinare l'azione concomitante delle truppe impiegate il maggiore Arturo Pugnani che, oltre il Battaglione, si trova ad avere altri reparti alle sue dipendenze tattiche. A Cominciare dal 3 giugno l’artiglieria nemica bombarda ogni giorno, per più ore di seguito, con bocche da fuoco 305 e 420, le nostre posizioni di Malga Zugna. A ore 12.30 del giorno 5 si portano avanti reparti di fanteria austriaca con mitragliatrici e si arrestano a un certo punto. L’attacco non è spinto a fondo; ma subito dopo riprende più intenso il fuoco dell’artiglieria avversaria che evidentemente vuole aprire il varco alle truppe attraverso i nostri reticolati e le nostre difese accessorie.

Alle 15 i reparti della fanteria nemica si avvicinano nuovamente alle nostre linee ma sono subito arrestati da scariche intense di fucileria e di mitragliatrici. L’attacco si protrae sino alle 18 ma gli austriaci non avanzano più di un passo. Per fortuna si hanno a lamentare tra i nostri lievi perdite: una decina circa tra feriti e contusi. Il giorno seguente, verso le 16, il nemico tenta un altro attacco contro il fronte tenuto dai Bersaglieri e dal plotone Esploratori del Battaglione; ma viene ugualmente ributtato sulle sue posizioni. Perdite tra gli alpini: un morto, quattro feriti. Il 10 giugno, vengono cedute le posizioni al Battaglione “Aosta”.

Tra i caduti Alpini di questa battaglia a difesa dello Zugna e di Passo Buole citiamo anche :

Benini Giuseppe di Bartolomeo e Galvani Libera nato a Villafranca l’11.4.1887. Contadino alfabeta. Soldato 1° categoria, matricola n. 25186. Chiamato alle armi e giunto in territorio di guerra 31.7.1915. Assegnato nel 114° reggimento fanteria 31.8.1915. Morto ore 10.20 anni 29 per ferita arma da fuoco il 20.5.1916 in combattimento località Zugna Torta (Per certificato atto di morte deceduto a Malga Zugna). Sepolto Malga Zugna.

Castellani Zefferino nato a Cerro il 14.9.1891. Soldato 6° rgt alpini 258° compagnia. Morto ore 17, anni 25 il 6.6.1916 in località Cisterna Coni Zugna (Val Lagarina) per ferite da scheggia di granata. Sepolto a Fornaci di Zugna. Atto di morte nel registro Stato civile del Comune di Cerro anno 1916.

Donatoni Giovanni di Francesco e Pachera Giuseppa nato a Sant’Ambrogio il 26.1.1883. Contadino alfabeta, emigrato negli Imperi Centrali nel 1907. Coniugato con Boari Francesca Soldato 1° categoria, matricola n. 16250. Chiamato alle armi per mobilitazione e mandato in territorio di guerra 22.5.1915 con il 6° reggimento alpini. Morto ore 18.30, anni 32 il 25.5.1916 in località Cisterna di Coni Zugna per scoppio granata da 305 mm. Dichiarazione firmata dal cappellano militare del battaglione Val d'Adige don Silvio Aldrighetti. Atto di morte nel registro Stato civile del Comune di Dolcè anno 1916.

Sabaini Giovanni di Gaetano e Fasoli Giuditta nato a Cavaion 21.11.1886. Contadino alfabeta. Emigrato in Germania 1910. Soldato 1° categoria, matricola n. 23935. Chiamato alle armi per mobilitazione, assegnato nel 6° rgt alpini 256° compagnia e giunto in territorio di guerra 31.7.1915. Morto ore 17, anni 29 in combattimento il 25.5.1916 a monte Zugna per ferita con frattura del cranio. Sepolto a Zugna. Atto di morte nel registro Stato civile del Comune di Lazise anno 1916.

Sguazzardo Virgilio di Luigi e Arduini Maria nato a Cadidavid l'8.8.1883. Muratore alfabeta. Soldato 1° categoria, matricola n. 17190. Assegnato nel 1904 nel 6° rgt alpini battaglione Verona. Emigrato negli Stati europei nel 1908. Chiamato alle armi 7.4.1915. Giunto in territorio di guerra 22.5.1915. Morto il 25.5.1916 in combattimento a Coni Zugna. Atto di morte nel registro della 257° compagnia 6° rgt alpini.

Tosoni Emilio di Giuseppe e Mazzoselli Rosa Maria nato a Valeggio il 21.7.1892. Bracciante alfabeta. Soldato 3° categoria, matricola militare n. 23966. Chiamato alle armi per istruzione 21.2.1915 e assegnato nel 6° reggimento Alpini 257° compagnia. Trattenuto alle armi e mandato in territorio dichiarato in stato di guerra 22.5.1915. Morto, ore 17, anni 24 il 3.6.1916 in combattimento in località Cisterna di Coni Zugna (Val Lagarina) per ferite subite da scoppio di granata. Sepolto a Coni Zugna. Atti di morte del tempo di guerra della 257° compagnia del 6° Alpini pagina 12 n. 28.

Fonti consultate:

-          Batt. Val d’Adige 10° reggimento alpini Editore Roma

-          “La mia guerra” di Giorgio Bini-Cima

-          Ricerca storica dei caduti veronesi di Dario Graziani

Ricerca storica a cura del Centro Studi ANA Verona

[1] Natale Zanolli da Bardolino (Verona) caporale del 6° Reggimento alpini Matricola 23316. Medaglia di Bronzo al Valor Militare“ Trovandosi in appostamento isolato con la propria squadra sotto violento bombardamento, con l’esempio e con la parola mantenne elevato il morale dei propri dipendenti che seppero così resistere all’attacco dell’avversario”. Coni Zugna 25 maggio 1916

[2] Cirillo Sterzi da San Michele Extra (Verona) soldato del 6° Reggimento alpini Matricola 17161. Medaglia di Bronzo al Valor Militare. “Noncurante di se stesso, accorreva nella zona intensamente battuta dall’artiglieria avversaria per soccorrere un artigliere gravemente ferito, riuscendo, con grandi sforzi, a trarlo al sicuro” Coni Zugna 25 maggio 1916

[3] Turri Gaetano di Giuseppe e Cavicchiolo Marianna nato a Bussolengo il 4.12.1893. Falegname alfabeta. Soldato 3° categoria, matricola n. 25266. Chiamato alle armi per istruzione e assegnato nel 6° rgt alpini 20.2.1915. Trattenuto alle armi. Giunto in territorio di guerra 22.5.1915. Morto ore 17.30, anni 23 il 25.5.1916 in combattimento in località Cisterna di Coni Zugna per ferita da palletta di shrapnel austriaco. Sepolto a Villette di Zugna. Atto di morte nel registro Stato civile del Comune di Bussolengo anno 1916.

leggi il file