Oi cara mamma ...

Pubblicato Venerdì, 10 Febbraio 2017 19:07
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oi cara mamma i baldi alpin van via

Oi cara mamma i baldi alpini van via

Venerdì 3 Marzo alle ore 20.30 presso il Centro Polifunzionale di Pacengo ( via croce Papale,4) si svolgerà la presentazione del volume: "Oi cara mamma i baldi alpini van via" a cura degli autori Flavio Melotti e Gianmarco Lazzarini. Storie di vita della Lessinia nel periodo della Grande Guerra. Evento organizzato dal gruppo alpini di Pacengo in occasione del raduno di zona "bassolago" e nel 50° anniversario di fondazione del gruppo.

Storia di un altopiano nella grande guerra

(di Vasco Senatore Gondola, 27 dicembre 2016) E' appena uscito "Oi cara mamma i baldi alpin van via - storia di un altopiano nella Grande Guerra", un nuovo libro sulla Grande Guerra in Lessinia, frutto di una lunga ricerca di archivio effettuata da Flavio Melotti, che ha anche recuperato documenti, aneddoti e testimonianze. Il volume è corredato da una serie di itinerari tematici redatti da Gianmarco Lazzarin, percorsi che attraversano i luoghi interessati dagli interventi militari..

La Lessinia, realtà tra le più variegate e preziose del territorio scaligero oltre che più care al cuore dei veronesi, a partire dal Settecento fino ai giorni nostri è stata ripetutamente trattata, analizzata, studiata ed illustrata in tutti i suoi aspetti, da quelli preistorici e storici a quelli naturalistici, architettonici, linguistici, etnografici, sociali, religiosi ed economici da un numero incalcolabile di autori competenti e prestigiosi, che con le loro opere hanno creato un patrimonio culturale bibliografico di straordinaria ricchezza.

In esso entra ora a pieno titolo il presente studio di storia militare della Lessinia con il quale Flavio Melotti, attraverso un paziente pluriennale lavoro di integrazione tra documentazione scritta, memoria collettiva e testimonianze popolari orali e scritte, ha ripercorso la presenza dei militari sull’altipiano a partire dal 1866, quando il Veneto divenne italiano e qui cominciarono ad arrivare le prime truppe alpine per le esercitazioni ed i campi estivi ed invernali, fino alla prima guerra mondiale, quando il baluardo lessinico fu solcato da strade militari, dotato di apprestamenti, fortificazioni, postazioni d’artiglieria, trincee, infermerie, magazzini, polveriere, sedi di comando, mascalcìe. Melotti indica con esattezza d’esperto i luoghi di ciascuna struttura; si sofferma, in particolare, a spiegare minutamente la trasformazione delle “città di pietra” in articolati e sicuri fortilizi per le truppe di presidio, come quello di malga Pedocchio, esemplarmente ripristinato di recente dagli alpini e divenuto meta di visite didattiche e turistiche; ricorda la costruzione della caserma alpina di Boscochiesanuova nel 1880, che nel 1896 venne dedicata alla memoria del brillante e amato colonnello Davide Menini, caduto ad Adua.

Ma il nucleo centrale della ricerca di Melotti, la parte più innovativa e preziosa, è costituita dall’individuazione del significato che la presenza così rilevante dei militari ebbe per la vita delle popolazioni, per le loro attività lavorative e per l’assetto del territorio. Quegli abitanti, infatti, che prima erano tranquilli agricoltori, boscaioli, allevatori e, perché no, anche occasionali contrabbandieri, si trasformarono in operai, imprenditori, osti e commercianti, i primi coinvolti come maestranze esperte nella realizzazione di circa 80 chilometri di una nuova viabilità trasversale tra le vallate lessiniche e di ulteriori opere di supporto, gli altri per offrire servizi di accoglienza, ristoro e intrattenimento per il vivere quotidiano dei militari, ben 20.000, presenti in una Lessinia divenuta un’enorme caserma.

Il libro non manca di ricordare il contributo di vite umane che la Lessinia dette alla guerra con i propri giovani caduti su altri fronti, aggiunge un’ampia serie di piacevoli episodi e aneddoti di colore legati alla vita degli anni di guerra, ma soprattutto aggiunge due testimonianze scritte assolutamente inedite: la prima un interessantissimo diario di guerra di Vittorio Fontana, che fu artigliere sul Grappa con Agostino Melotti, nonno dell’autore; la seconda un diario in versi, commovente per la sua schiettezza e semplicità, scritto da Santo Zanolli, alpino della 58a compagnia del battaglione Verona, che fu in servizio attivo sull’altipiano. Il tutto è corredato da fotografie e documenti originali e completato dalla dettagliata proposta di sei distinti itinerari di visita ai luoghi notevoli della Grande Guerra in Lessinia egregiamente illustrati dal professor Gianmarco Lazzarin.