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Adunata Bolzano locandinaBolzano sarà la sede dell’85ª Adunata nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, l'11, 12 e 13 maggio 2012. E' già on line il sito ufficiale della 85ª Adunata nazionale: http://www.adunatabz2012.it/

storia della sezione di Verona

Nasce l’Associazione Nazionale Alpini

L’Associazione Nazionale Alpini nacque all’ombra del Tricolore per iniziativa d’un gruppo di reduci, l’8 luglio del 1919. Al termine del conflitto mondiale 1915-18, fra i reduci che venivano congedati ed in particolare fra quelli che provenivano da Corpi e Reparti omogenei e ben affiatati fra loro, come gli Alpini, non venne meno – anzi si rinsaldò in maggior misura – quello spirito di solidarietà, di cameratismo e di fratellanza che li aveva contraddistinti e  sostenuti nel corso della dura guerra trascorsa. A mantenerli ancora più uniti contribuì anche la precaria e incerta situazione politico- sociale che ritrovarono al loro ritorno nella vita civile, dopo vari duri anni di trincea. Non solo, come a volte accade quando non c’è chiarezza di idee, essi divennero subito bersaglio d’una serie di decise ed ingenerose campagne denigratorie – supportate da accese manifestazioni antimilitariste – quasi fossero loro, in definitiva, i responsabili della guerra e fossero, per di più, “colpevoli”… d’averla vinta! D’altronde in questa strana presa di posizione pesavano i circa 600.000 morti e altrettanti fra feriti, congelati e mutilati che avevano costituito il duro prezzo da pagare per l’annessione all’Italia dei territori di Trento e Trieste, dell’Istria e della Dalmazia. Per naturale reazione e contrapposizione a questo stato di cose – che colpiva ingiustamente la gran massa dei reduci – in breve tempo s’andarono a costituire, istintivamente, diverse Associazioni d’Arma. Tra queste vi fu quella degli Alpini. Un gruppo di questi ul-timi, infatti, avevano cominciato ad incontrarsi – dalla primavera del 1919 – in una birreria sita nel centro di Milano, di proprietà dell’Alpino Angelo Colombo. Avevano tutti qualche ferita di guerra addosso, dell’azzurro sul petto, pochi quattrini in tasca ed un profondo senso di delusione per la ritrovata “borghesia”. Ma erano sempre ben vivi anche l’amor di Patria, la Fede negli ideali ed in quel cappello con la penna, con cui avevano giocato a rimpiattino con la morte, negli anni di guerra. Frequentatori abituali della stessa birreria erano anche diversi soci del Club Alpino Italiano. E fu proprio presso la sede di Milano del C.A.I. che – il 12 giugno 1919 – il Capitano Arturo Andreoletti presentò ai presenti una sua proposta che prevedeva di riunire in una sola grande famiglia tutti gli Alpini: Ufficiali, Sottufficiali e Soldati che avevano prestato servizio nel Corpo – in pace ed in guerra – oltre a tutti coloro che avrebbero prestato servizio nel Corpo degli Alpini in futuro, in modo da garantire continuità al sodalizio, in avvenire. Lo scopo primario era quello di rievocare i ricordi di guerra, che erano rimasti ben vivi in loro, dei commilitoni caduti, dei sacrifici compiuti, affermando di volersi mantenere uniti come lo erano stati in trincea fra i disagi e le privazioni. Si trattava di un concetto nuovo per quel tempo, un esempio di democrazia che gli Alpini di oggi sono lieti di additare in quanto risale a quasi 85 anni fa! Quel concetto di democrazia – senza distinzione di grado, di condizione sociale e di ideologia politica – che dovrebbe sottendere ben altra politica! Una grande famiglia “verde” che è passata integra ed indenne attraverso le vicissitudini, le peripezie, le guerre, i lutti che hanno funestato la nostra Nazione in questi ultimi 85 anni. Approvata all’unanimità – dopo ampia e dibattuta, ma fattiva discussione – la proposta dell’Andreoletti, i soci promotori (circa 80) si riunirono l’8 luglio successivo, in una sala dell’Associazione Capimastri, di via Felice Cavallotti, sempre a Milano, per discutere i contenuti dello Statuto che si sarebbe dovuto approntare di lì a poco, nel corso della seduta. Da quel giorno l’Associazione Nazionale Alpini fu una magnifica realtà! L’assemblea nominò all’unanimità Presidente dell’Associazione il decoratissimo Magg. On. Daniele Crespi (del 6° Alpini, Btg. “Verona”),

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Cronistoria dell’A.N.A. di Verona

Nel lontano 1919, in un momento particolarmente triste della storia patria, quando venivano offesi i più sacri ideali, venivano oltraggiati i sacrifici dei nostri Eroi e dei gloriosi Morti, e misconosciuto il valore di coloro che ritornavano dal dovere compiuto, un « manipolo di alpini veronesi » riunitosi, in un locale superiore del Caffè Europa, in Piazza Brà, gettò le basi della Sezione Veronese della Associazione Nazionale Alpini. Segui l’esempio e raccolse l’appello di quella di Milano, costituitasi nel giugno 1919, e divenendo, cosf, con quella di Torino, la seconda in ordine di tempo in Italia.
Gli Alpini che la costituirono furono: l’avv. Luigi Sancassani, Eustacchio Stevani, Antonio Lavagnolo, Angelo Adamoli, Ottavio Visentini, Sandro e Gianni Baganzani, Dal Lago, Piccoli, Argento, Gedeone Besenzon, Ottavio Ermini, Castagna, Tregnaghi...
A Loro giunga il memore commosso nostro omaggio e riconoscente fraterno pensiero.

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