Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di ...

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L’improvvisa scomparsa di Pompeo Scalorbi aveva lasciato l’intera Sezione di Verona in uno stato di completa costernazione. La guerra in corso, con ...

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“Missioni fuori area”: Le operazioni di sostegno della pace (Parte generale) Le cosiddette “Missioni Fuori Area” consistono in quelle Operazioni condotte fuori dai confini nazionali, denominate anche “Operazioni di Sostegno della Pace”. Questi ...

Zaino in spalle, motosega in una mano, carburante e altri attrezzi nell’altra. E chilometri macinati a piedi dentro ai pesanti vestiti antitaglio. Nell’ultimo mese, il Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona è stato impegnato sui monti dell’Agordino per liberare decine di chilometri di sentieri interrotti, quando non letteralmente sepolti, dagli alberi caduti durante la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito il Veneto e l’Alto Adige lo scorso novembre, radendo al suolo interi boschi.

L’operazione “Esercitazione tempesta Vaia”, dal nome della tempesta che ha flagellato il territorio in autunno, è stata organizzata dalla Regione Veneto. Ha preso il via il primo giugno scorso e si concluderà con la fine del mese. In queste settimane e fino a domenica, sono complessivamente quasi 150 i volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona che si stanno alternando sulle alture dell’Agordino, da Falcade al monte Civetta. Dopo Treviso, si tratta del nucleo più numeroso. Organizzati in due turni a settimana, con campo base a Caprile nel Comune di Alleghe (Belluno) a un’altitudine di circa mille metri, i volontari sono impegnati nelle zone boschive per liberare passo dopo passo i sentieri di montagna sepolti anche da cinque strati di tronchi ammassati l’uno sopra l’altro. E stanno operando sia con le motoseghe nei sentieri più impervi, sia con escavatori e ruspe dove il terreno lo permette. Oltre al taglio e alla rimozione dei tronchi caduti, alcune squadre specializzate si sono occupate, con gli opportuni mezzi, di ripristinare il normale corso di alcuni ruscelli che lo hanno deviato a causa dell’alluvione, provocando l’inondazione di alcune strade forestali. “I cantieri aperti sono decine e per lo più dislocati in luoghi molto difficili da raggiungere. Solo per arrivare a Falcade, dal campo base, c’è mezzora di macchina. Poi si prosegue a piedi e i punti chiusi da liberare distano anche un’ora in salita”, elenca Luca Brandiele, coordinatore del Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona.

“Non possiamo che essere orgogliosi dei nostro volontari del Nucleo della Protezione Civile che anche in questo caso hanno dimostrato non solo impegno, disponibilità e dedizione ma anche professionalità”, commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

“Abbiamo lavorato ininterrottamente per settimane con attrezzi pericolosi e in situazioni senza registrare alcun incidente. Un ottimo risultato che fa ben comprendere anche il grado di formazione e professionalità dei volontari della nostra Protezione Civile”, analizza infatti il vicepresidente sezionale dell’ANA Verona Elio Maurizio Marchesini, con delega alla Commissione Protezione Civile.

L’Operazione Vaia si chiuderà domenica, il 30 giugno. “Possiamo dire: missione compiuta”, commenta soddisfatto Brandiele. E stagione turistica salvata.

“Davvero la quasi totalità dei sentieri è stata liberata, ripristinata e messa in sicurezza. Solo alcuni punti sono ancora inagibili e lo saranno ancora per qualche tempo. Si tratta di quelle zone in cui lavorare per noi, ma anche camminare poi per gli escursionisti, sarebbe stato troppo rischioso a causa delle decine di alberi e tronchi pericolosamente in bilico sui pendii delle montagne. A smuoverli ci vuole poco e trovarsi nella loro traiettoria è decisamente sconsigliabile”.

Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

4 novembre 1918 - 4 novembre 2018

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in cui si chiede il ripristino della festività del 4 Novembre.

Milano, 22 ottobre 2018

Prot. S 793/2018

Ill.mo Signor Presidente,

il  4  novembre  del  1918,  con  la  firma  dell’armistizio  a  Villa  Giusti,  si  è concluso  uno  degli  eventi  più  tragici  nella  storia  d’Italia,  che  da  un  lato  ha  portato  alla  completa unificazione  del  territorio  italiano,  ma dall’altro  è  costato  la  vita  a  centinaia  di  migliaia  di  giovani italiani immolatisi sui fronti della Grande Guerra.  I  nostri  Padri  già  dal  1919  istituirono,  nella  giornata  del  4  novembre,  la Festa  delle  Forze  Armate  e  dell’Unità  d’Italia, unendo  in  questo  modo,  indissolubilmente,  il sacrificio  di  così  tanti  uomini  in  armi  e  la  riunificazione  della  nostra  Nazione.  Questa  giornata  fu decretata  Sacra  e festiva  per  consentire  a  tutti  di recarsi  nei  luoghi  della memoria  e  tributare  un doveroso  e  riconoscente  omaggio  a  tutti  i  Caduti,  là dove  anche  le  più  alte cariche  dello  Stato  si sono  sempre  recate  in  muto  pellegrinaggio  e  raccoglimento.  Poi,  nel  1976,  un  improvvido provvedimento  legislativo  relegò  questo  giorno  della  memoria  a celebrazione  di  second’ordine, aggregandolo alla prima domenica di novembre.  

Signor    Presidente,    a    nome    degli    oltre    350.000    Soci    ed    Amici dell’Associazione  Nazionale  Alpini,  La  prego  di  farsi  promotore  nel  ripristino  della  festività  nella  giornata del 4 novembre, ridando la legittima autorevolezza ad una data che rappresenta il sacrificio di tanti italiani in armi, ieri come oggi, e richiama a tutti gli Italiani l’identità in una Patria ed ai suoi valori.

Certo che saprà interpretare il nostro sentimento di devozione nei confronti  dei nostri Padri che seppero costruire la nostra Nazione, Le porgo i più distinti saluti. 

Sebastiano Favero

Ottimi risultati nella preparazione tecnica dei nostri volontari del Nucleo Cinofili ANA Verona. Si concluso oggi l’ Iro test a Torino, presso il centro Cinofilo La Piota; ottimo debutto per Tommaso Maschio con Batu’, classe V superficie, 91/100 in ricerca , 90/100 in condotta e si aggiudica il 3 posto in classifica. Risultati eccellenti invece per Enea Dalla Valentina e Maverick che alla gara di questo week end ottengono la qualifica Iro B superficie con 258/300 punti e accedono al campionato del Mondo per cani da soccorso che si terrano a Parigi a fine settembre.Tanto impegno e tanta passione al servizio degli altri.

Gara Production Carabina Lr22

Gara Production Carabina Lr22

Il gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto in collaborazione con il TSN di Verona, sotto l’egida del GSA della Sezione ANA di Verona organizza una gara promozionale aperta a tutti  "Gara Production Carabina Lr22"  Sabato 22 – Domenica 23 Settembre 2018 .

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori piazzamenti di ben sette categorie e i migliori tre risultati, Alpini, concorreranno ad aggiudicarsi la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, con esclusione del Gruppo organizzatore, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni, di Verona. È obbligo, per gli Alpini, di presentarsi alla due giorni di gara e alle premiazioni, di domenica, con il cappello in testa.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile GSA SGL Provedelli Claudio Tel. 045/9250848

Corresponsabile GSA SGL Perbellini Aldo Cel. 347.6014995

Segretario GSA SGL Ciocchetta Giampietro Cell. 347.9952532

 

In occasione del 70°anniversario di fondazione, il gruppo alpini Marcellise ha organizzato la serata culturale dal titolo: "PER NON DIMENTICARE ",

il giorno 16 marzo alle ore 21.00 presso il teatro E. PERONI in San Martino Buon Albergo.

 

alpini a...scuola (S.Martino Buon Albergo)

Lunedì 29 Aprile il gruppo alpini di San Martino Buon Albergo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente, 1940-1943 Africa Settentrionale – El Alamein

La coralità degli alpini, un valore d’arte e d’umanità. Ma va salvaguardata l’originalità storica.

“Canta, che ti passa”, è uno dei motti degli alpini. Ma cosa significa la coralità alpina? perché è gradita, oggi più che mai? come è nata e come si è evoluta, dai canti spontanei popolari ottocenteschi alle successive dotte armonizzazioni novecentesche? e ancora, cos’è oggi, potrà ambire al riconoscimento di patrimonio mondiale dell’Unesco e potrà aprirsi anche alle voci femminili? Questi ed altri aspetti e interrogativi sono stati al centro dell’interessantissimo convegno nazionale “La coralità degli alpini. Musiche, testi, esperienze”, svoltosi l’8 giugno scorso a Milano, presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”. Organizzato dal Centro Studi dell’A.N.A., è stato aperto dal presidente Sebastiano Favero, il quale ha introdotto i lavori ricordando che i cori dell’Associazione sono attualmente ben 150 e che fondamentalmente gli alpini cantano sia per ricordare eventi e momenti storici, sia per esprimere la gioia di stare insieme. Coordinatore autorevole il professor Nicola Labanca, il quale, da storico qual è, s’è soffermato sul permanere dell’interesse per i canti alpini di montagna in un mondo in trasformazione sempre più urbanizzato ed ha affermato che in questo settore l’A.N.A. vanta autentiche eccellenze e presenta, nel contempo, nei cori quell’ “anarchia organizzata” che è la nota tipica dell’Associazione. È seguita una serie di relazioni di notevole spessore culturale svolte dagli studiosi Carlo Perucchetti (Il canto della tradizione orale nei repertori dei cori), Alessio Benedetti (Come cantavano i soldati?), Bruno Zanolini (Evoluzione delle armonizzazioni e delle elaborazioni corali), Mauro Zuccante (Canti degli alpini, alio modo), Alberto Lovatto (Il lunghissimo passato dei acanti alpini sino alla Grande Guerra), Quinto Antonelli (I canti alpini fra Grande guerra, fascismo e seconda guerra mondiale), Domenico Rizzo (Il linguaggio di caserma e la figura della donna nei canti alpini), Massimo Marchesotti (La socialità nei cori e i cori nella società attuale) e Filippo Masina (La coralità alpina oggi: continuità e discontinuità), intervallate da felici ed originali esecuzioni esemplificative dei cori spontanei di Reggio Emilia e Premana. Impossibile in questa sede dar conto dei contenuti delle singole relazioni, che compariranno in un prossimo volume degli Atti del convegno. Ci limitiamo a riprendere qualcuno dei concetti emersi. Innanzitutto è stato chiarito che le radici della coralità alpina vanno individuate già nella tradizione orale popolare anonima prebellica di canti di lavoro, d’evasione e d’altro, portati poi come bagaglio affettivo dai soldati in guerra, ripresi nelle melodie, ma modificati nei testi; la guerra fu un crogiuolo in cui s’incontrarono le tradizioni canore delle diverse regioni, distinguibili in due macroaree, una mediterranea-meridionale, più lirico-melodica, ed un’altra settentrionale, più corale. È stato ricordato il ruolo fondamentale per la prima raccolta e valorizzazione dei canti di guerra svolto dall’ufficiale alpino e poeta Piero Jahier, che li raccolse nel 1919 in Canti di soldati con versione musicale curata da Vittorio Gui, intendendoli come espressione più autentica dei valori e dei sentimenti del popolo. Si è parlato delle successive armonizzazioni (per qualcuno “tradimenti”) di quei canti, di qualità non più popolare, della ridefinizione del repertorio dei canti alpini negli anni del fascismo, funzionali alle logiche del regime, e del ruolo rilevante che vi ebbe l’on. Angelo Manaresi, presidente dell’ANA e poi del CAI; s’è fatto cenno alla posizione guida assunta allora dal coro della trentina SOSAT (Sezione Operaia Società Alpinisti Tridentini), divenuta poi solo “Coro della SAT”. Sempre in tema di armonizzazioni s’è osservato che, anche quelle più recenti, seppur in sé valide e apprezzabili, sono lontane dalla realtà del canto popolare, che invece va lasciato com’è; ed al riguardo s’è ripercorsa la polemica contro le armonizzazioni sviluppatasi nel secondo dopoguerra che aveva portato ad un convegno nel 1965 per la difesa del canto alpino autentico, cui aveva fatto seguito la definizione di un “canone” di soli 31 canti, oggi per altro in buona parte disatteso. Nel convegno ha trovato posto anche un’analisi approfondita delle forti valenze sociali presenti nei canti popolari, i quali hanno rispecchiato le trasformazioni della società e dell’economia da contadine a industriali e operaie. Acute considerazioni sono state svolte pure
sulla rappresentazione della donna nei canzonieri alpini, più “puliti” rispetto alle licenziosità da caserma; in essi si parla delle diverse fasi dell’amore giovanile, della partenza del soldato, della nostalgia che lo attanaglia, con la costante d’una donna lontana, sofferente, in attesa. S’è riflettuto infine su quanto di quel patrimonio corale sopravviva nella società odierna, nella quale esso può rischiare di essere relegato e snaturato in una dimensione meramente tecnica o folkloristica. L’auspicio dell’Associazione, invece, come ha scritto Mauro Azzi, presidente del Centro Studi dell’A.N.A., è che il tema della coralità sia “restituito a tutta l’Associazione, nella sua complessità e soprattutto nella sua bellezza… e che i cori tornino ai canti alpini e gli alpini a cantare insieme. Il sogno sono i concerti all’aperto, le voci che si uniscono fino a diventare una sola”.

Vasco Senatore Gondola

Anche quest’anno si rinnova l’impegno dell’Associazione Nazionale Alpini con la Fondazione Banco Alimentare Onlus che organizza, l’ultimo sabato di novembre, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, giunta alla 23ª edizione.

Sabato 30 novembre, in molti dei supermercati aderenti su tutto il territorio nazionale, gli alpini aiuteranno a raccogliere gli alimenti non deperibili donati dai cittadini che verranno distribuiti a 1milione e mezzo di poveri del nostro Paese tramite gli enti convenzionati con la rete del Banco Alimentare e le strutture caritative. Lo scorso anno sono state raccolte 8.200 tonnellate di prodotti alimentari.

CENTENARIO SEZIONE ALPINI DI VERONA (16- 17- 18 ottobre 2020)

Concorso per la medaglia e il manifesto

L’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona organizza, per i festeggiamenti del proprio CENTENARIO di FONDAZIONE, una manifestazione nelle giornate di 16, 17 e 18 ottobre 2020 nella città di VERONA.
Il Consiglio Direttivo Sezionale, con la presente, bandisce un concorso per la realizzazione di due elaborati grafici relativi alla medaglia ricordo e al manifesto ufficiale del CENTENARIO della SEZIONE.
Il concorso è aperto a tutti e non prevede alcuna quota di iscrizione. Per i minorenni la domanda dovrà essere controfirmata da almeno uno degli esercenti la potestà genitoriale.

scarica il regolamento

Gara Production Carabina Lr22

“Gara Production Carabina Lr22”

Il gruppo alpini di San Giovanni Lupatoto, organizza la “Gara Production Carabina Lr22”, gara promozionale alla portati di tutti.

La gara si svolgerà, presso il TSN di Verona, sito in Via Magellano 15/A, sabato 21 e domenica 22 settembre 2019, nei tempi e modi riportati nel regolamento.

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori assoluti delle sette categorie; i primi tre risultati, Alpini, concorreranno per la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni.

NON SERVE IL MANEGGIO D'ARMA E NON SERVE POSSEDERE UN ARMA, VERRA' FORNITO DAL TSN QUANTO NECESSARIO, ARMI E COLPI.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Provedelli Claudio        cell. 349/1867742
  • Perbellini Aldo          cell. 347/6014995
  • Ciocchetta Giampietro cell. 347/9952532

Serata di canti alpini a Roncolevà

Sabato 28 Settembre allo ore 20.30 presso la chiesa parrocchiale di Roncolevà, gli alpini organizzano una serata culturale con "canti alpini" (coro Voci del Baldo di Verona) e poesie dialettali. Entrata Libera

https://www.facebook.com/VocidelBaldo

 

 
 

Il gruppo alpini “Cristo Risorto” Bussolengo organizza il 24° campionato sezionale di carabina e pistola ad aria compressa presso il poligono di Verona il 23 - 24 Novembre 2019

Trofeo “gruppo alpini Cristo Risorto” con cadenza triennale, anche non consecutiva, al gruppo primo classificato

           Il gruppo alpini  “Cristo Risorto” con la collaborazione della sezione di tiro a segno di verona, sotto l'egida del g.s.a. di verona, organizza il 24° campionato provinciale indoor, di carabina e pistola ad aria compressa, presso il poligono di verona, per i giorni:

- sabato 23 novembre – dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00

- domenica 24 novembre - dalle ore 9.00 – al termine premiazioni

con il seguente programma:

partecipazione: possono partecipare i soci ana. (alpini e amici degli alpini) in regola con il tesseramento per il 2019, ed iscritti al tiro a segno nazionale; a titolo promozionale - come nelle precedenti edizioni - sono ammesse anche le signore, i ragazzi/e dai 12 ai 16 anni e bambini/e dai 10 ai 12 anni.

quote: € 9,00 per ogni prova, per i soci ana., € 5,00 per signore, ragazzi e bambini.

iscrizioni: per una miglior organizzazione, si prega di voler comunicare il numero dei partecipanti ai seguenti numeri: 0457151102 (zanotti) e 3393397888 (zamboni) entro venerdì 22 novembre 2019. e' ammessa la partecipazione ad entrambe le gare (carabina e pistola).

armi e munizioni: messe a disposizione dal poligono di verona; potranno essere usate anche armi e munizioni personali purché regolamentari uits.

bersagli: regolamentari uits per c10 e p10, 10 bersagli di gara + 1 di prova.

colpi: 20 di gara + 5 di prova.

tempo: 20 minuti complessivi.

posizione: regolamentare in piedi (senza giacca), i bambini (dai 10 ai 12 anni) spareranno utilizzando gli appositi appoggi messi a disposizione dal poligono.

categorie: 1ª e 2ª soci ana carabina, 1ª e 2ª soci ana pistola. in queste categorie ci saranno le categorie senior (oltre i 55 anni). categoria unica per gli altri, distinta per partecipanti (bambini, ragazzi, signore) e specialità (carabina, pistola).

classifiche: individuale per categoria e specialità, individuale signore, bambini e ragazzi solo per specialità; classifica gruppi: saranno considerati i tre migliori punteggi, nelle due specialità, anche se conseguiti dallo stesso tiratore, purché alpino.

premiazioni: si svolgeranno alla fine della gara; a tutti i partecipanti verrà dato un omaggio. premi particolari  ai primi tre  classificati di ogni categoria e specialità. coppa a tutti i gruppi partecipanti con almeno tre tiratori alpini, per ogni specialità (carabina e pistola).

            per tutto quanto non espressamente indicato si farà riferimento al regolamento uits vigente.

il gruppo organizzatore e la sezione di tiro a segno di verona declinano ogni responsabilità per ogni eventuale danno a persone o cose prima, durante o dopo la gara, e si riservano la facoltà di apportare al presente programma tutte le variazioni che si rendessero necessarie.

vi aspettiamo numerosi.

per snellire i tempi delle premiazioni, domenica,  le iscrizioni si accettano tassativamente fino alle 10,45

Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione del coro della Brigata Alpina Tridentina.

Il grande legame di amicizia che unisce il Coro e il Gruppo, permette l'unione di intenti nel segno dei valori alpini di fratellanza, solidarietà e senso di Patria.

I due eventi principali della anniversario saranno:

- il concerto di sabato 26 ottobre 2019 alle ore 20.00

- la Santa Messa di domenica 27 ottobre 2019 alle ore 11.00

Entrambi gli appuntamenti si terranno presso la Chiesa Parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo di Marano di Valpolicella.


Il Tempio Ossario per i Caduti della Grande Guerra apre le porte alla città: il sacrario militare, che ospita le spoglie di circa 4000 caduti del primo conflitto mondiale, sarà visitabile ogni secondo fine settimana del mese.

Le aperture straordinarie saranno gestite dagli alpini volontari membri dell'A.N.A. - Sezione di Verona, che saranno presenti e a disposizione dei visitatori negli orari indicati.
 
Sabato     12 Ottobre con orario 09.00 - 18.00
Domenica 13 Ottobre con orario 09.00 - 18.00
 
Sabato       9 Novembre con orario 09.00 - 17.00
Domenica 13 Novembre con orario 09.00 - 17.00
 
Sabato     14 Dicembre con orario 09.00 - 17.00
Domenica 15 Dicembre con orario 09.00 - 17.00
 

iniziativa gratuita

❓ informazioni
☎️ +39 045 8002546
? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

https://www.facebook.com/events/430289187611924/?active_tab=about

 

Ritorno nella terra delle Aquile

Sabato 22 giugno 2019 il gruppo legato alla missione in Albania per la ristrutturazione del ponte sul fiume Kiri è ritornato a Scutari per mettere una targa in ricordo di quanto fatto nel giugno del 2018. La comitiva formata da Ferrari Giglio, Luca Cordioli, Ilario Bombieri, Ilario Peraro, Umberto Zanon, Fiore Costantino, Fortunato Gastaldelli e Fausto Mazzi, è partita dall’aeroporto di Villafranca con il volo delle 14,25 diretto a Tirana; all’arrivo ad attenderci abbiamo trovato suor Bardha e suor Fatjona, sono stati momenti di vera commozione con le sorelle, suffragati da un abbraccio intenso a conferma del grande legame. Ma il motivo più importante di quel fine settimana è stata la visita all’associazione “PROGETTO SPERANZA” di Scutari che ha il compito di assistere 60 casi di disabilità diverse, comprendente ragazzi abbandonati e con deficit psichici.

scarica il notiziario

Serata culturale presso la sede del gruppo alpini di Lugagnao Giovediì 19 Settembre ore 20.30

Via Caduti del Lavoro, 4

Il Gen. Maurizio Lazzaro de Castiglioni

Ingresso gratuito.

UN ALPINO DALLA GUERRA DI LIBIA ALLA GUERRA FREDDA
Conduce la serata: Ten. Col. Massimo Beccati

INFO: 045 984396  www.analugagnanovr.it email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Al termine della serata il Gruppo Alpini offrirà un gustoso piatto a tutti i presenti

Sezione di Verona
Gruppo Lugagnano

Associazione Museo Storico
"Baita Monte Baldo" Con il patrocinio del Comune di Sona

scarica la locandina

Pellegrinaggio Scalorbi 2017

Domenica 27 agosto, in una bellissima giornata di sole, si è svolto il Pellegrinaggio
Sezionale al Passo della Pelagatta, più conosciuto come “Scalorbi”, luogo spirituale per gli
alpini per la presenza, in quel magnifico anfiteatro naturale nel Gruppo del Carega, del
Rifugio e della Chiesetta. Il Rifugio, costruito dal GAO e dagli Alpini veronesi, è intitolato al
Capitano Pompeo Scalorbi che fu anche Presidente Sezionale, mentre la costruzione della
Chiesetta “Ai Morti Alpini”, fu avviata per volontà di Mons. Giuseppe Gonzato, “Don Bepo”,
Cappellano eroe sull'Ortigara, che purtroppo, a causa di morte prematura, non ebbe modo
di inaugurarla.
La manifestazione ha avuto inizio con la Corsa Alpina, organizzata da ben 26 anni dagli
alpini della Val d'Illasi in collaborazione con il GSA Verona. Sono stati 82 i partecipanti che
hanno concluso la gara; la classifica ha visto ancora una volta vincitore assoluto Piubelli
Isacco del Gruppo di Badia Calavena che ha percorso i 5,5 km con 432 m. di dislivello in
26' 2''. Brave anche le donne con in testa Lavagnoli Marina (GS Biasin) con il tempo di 38'
29''.
Il Gruppo di Badia Calavena, con gli alpini Tanara Francesco, Piubelli Bruno e Truzzoli
Samuele e il tempo complessivo di 51' 37'' si è aggiudicato per quest'anno il Trofeo in
memoria di “Gino Marchi” reduce di Russia.
Dopo le premiazioni ha preso il via la Cerimonia con Alzabandiera, breve sfilata e S. Messa
presso la Chiesetta celebrata da Don Rino e solennizzata dal Coro Tre Torri di Tregnago.
Presenti ben 47 gagliardetti tra i quali quello di Ala, provincia di Trento, portato dall'amico
Egidio Bruni. Oltre al Sindaco di Selva di Progno e al Consigliere delegato di Grezzana,
folta partecipazione sezionale con il Presidente, i Vice Sartori e Marchesini, i Consiglieri
Bentivoglio, Ferlini, Marini, Rambaldel e CdZ Dal Dosso, Gecchele e Venturini.
Con queste premesse, fatti i dovuti ringraziamenti a tutti i volontari che hanno reso
possibile lo svolgersi della manifestazione in tutti i suoi aspetti, i discorsi ufficiali del
Sindaco, del Consigliere di Zona, del Presidente e l'omelia del Celebrante non potevano
non avere un collegamento con il grande Pellegrinaggio Nazionale che ha commemorato il
Centenario della battaglia dell'Ortigara e con i suoi significati più profondi, a partire dallo
spirito di sacrificio e dall'eroismo di quanti vi furono coinvolti. Simbolo forte, ma non unico
di questi valori, la figura di Don Bepo che dopo aver soccorso sul campo tanti feriti fu a
sua volta colpito e fatto prigioniero.
Il Presidente Bertagnoli ha espresso soddisfazione per la grande partecipazione alpina e la
nutrita presenza dei gagliardetti ed ha reso merito ai Gruppi presenti, cogliendo nel
contempo l'occasione per rilevare che purtroppo a mancare, nelle varie manifestazioni,
sono sempre più gli alpini, segnale di una certa stanchezza nei Gruppi. Ha così lanciato un
accorato appello alla partecipazione come cardine della vita associativa e come unico
modo di testimonianza e di condivisione degli ideali di amicizia, solidarietà e speranza,
essenza del rispetto e dell'amore degli alpini per la Patria, valori fondamentali per la
convivenza civile che dobbiamo tramandare alle future generazioni.
Agostino Dal Dosso

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