Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di ...

In Gran Guardia “essere nemici”, lo spettacolo di musica e parole dedicato a Vittorio Bozzini, alpino reduce di russia e autore di “neve rossa”, nel ...

Dopo cento anni, qualcuno può portare un fiore sulle loro tombe. I parenti non sapevano dove fossero sepolti i bisnonni e i prozii caduti sul fronte ...

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la ...

Domenica 2 giugno si terrà a Bistagno (Alessandria) la 4ª edizione del Campionato Ana di mountain bike sui 27 km del percorso, per un dislivello complessivo di 600 metri, che si snoda sul sentiero naturalistico “500”. Le iscrizioni dovranno essere ...

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12/07/2019 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara „I più avevano 18 - 20 anni appena. Zaino in spalla, un penna nera sul cappello, sono partiti per difendere i ...

Zaino in spalle, motosega in una mano, carburante e altri attrezzi nell’altra. E chilometri macinati a piedi dentro ai pesanti vestiti antitaglio. Nell’ultimo mese, il Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona è stato impegnato sui monti dell’Agordino per liberare decine di chilometri di sentieri interrotti, quando non letteralmente sepolti, dagli alberi caduti durante la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito il Veneto e l’Alto Adige lo scorso novembre, radendo al suolo interi boschi.

L’operazione “Esercitazione tempesta Vaia”, dal nome della tempesta che ha flagellato il territorio in autunno, è stata organizzata dalla Regione Veneto. Ha preso il via il primo giugno scorso e si concluderà con la fine del mese. In queste settimane e fino a domenica, sono complessivamente quasi 150 i volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona che si stanno alternando sulle alture dell’Agordino, da Falcade al monte Civetta. Dopo Treviso, si tratta del nucleo più numeroso. Organizzati in due turni a settimana, con campo base a Caprile nel Comune di Alleghe (Belluno) a un’altitudine di circa mille metri, i volontari sono impegnati nelle zone boschive per liberare passo dopo passo i sentieri di montagna sepolti anche da cinque strati di tronchi ammassati l’uno sopra l’altro. E stanno operando sia con le motoseghe nei sentieri più impervi, sia con escavatori e ruspe dove il terreno lo permette. Oltre al taglio e alla rimozione dei tronchi caduti, alcune squadre specializzate si sono occupate, con gli opportuni mezzi, di ripristinare il normale corso di alcuni ruscelli che lo hanno deviato a causa dell’alluvione, provocando l’inondazione di alcune strade forestali. “I cantieri aperti sono decine e per lo più dislocati in luoghi molto difficili da raggiungere. Solo per arrivare a Falcade, dal campo base, c’è mezzora di macchina. Poi si prosegue a piedi e i punti chiusi da liberare distano anche un’ora in salita”, elenca Luca Brandiele, coordinatore del Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona.

“Non possiamo che essere orgogliosi dei nostro volontari del Nucleo della Protezione Civile che anche in questo caso hanno dimostrato non solo impegno, disponibilità e dedizione ma anche professionalità”, commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

“Abbiamo lavorato ininterrottamente per settimane con attrezzi pericolosi e in situazioni senza registrare alcun incidente. Un ottimo risultato che fa ben comprendere anche il grado di formazione e professionalità dei volontari della nostra Protezione Civile”, analizza infatti il vicepresidente sezionale dell’ANA Verona Elio Maurizio Marchesini, con delega alla Commissione Protezione Civile.

L’Operazione Vaia si chiuderà domenica, il 30 giugno. “Possiamo dire: missione compiuta”, commenta soddisfatto Brandiele. E stagione turistica salvata.

“Davvero la quasi totalità dei sentieri è stata liberata, ripristinata e messa in sicurezza. Solo alcuni punti sono ancora inagibili e lo saranno ancora per qualche tempo. Si tratta di quelle zone in cui lavorare per noi, ma anche camminare poi per gli escursionisti, sarebbe stato troppo rischioso a causa delle decine di alberi e tronchi pericolosamente in bilico sui pendii delle montagne. A smuoverli ci vuole poco e trovarsi nella loro traiettoria è decisamente sconsigliabile”.

Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

4 novembre 1918 - 4 novembre 2018

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in cui si chiede il ripristino della festività del 4 Novembre.

Milano, 22 ottobre 2018

Prot. S 793/2018

Ill.mo Signor Presidente,

il  4  novembre  del  1918,  con  la  firma  dell’armistizio  a  Villa  Giusti,  si  è concluso  uno  degli  eventi  più  tragici  nella  storia  d’Italia,  che  da  un  lato  ha  portato  alla  completa unificazione  del  territorio  italiano,  ma dall’altro  è  costato  la  vita  a  centinaia  di  migliaia  di  giovani italiani immolatisi sui fronti della Grande Guerra.  I  nostri  Padri  già  dal  1919  istituirono,  nella  giornata  del  4  novembre,  la Festa  delle  Forze  Armate  e  dell’Unità  d’Italia, unendo  in  questo  modo,  indissolubilmente,  il sacrificio  di  così  tanti  uomini  in  armi  e  la  riunificazione  della  nostra  Nazione.  Questa  giornata  fu decretata  Sacra  e festiva  per  consentire  a  tutti  di recarsi  nei  luoghi  della memoria  e  tributare  un doveroso  e  riconoscente  omaggio  a  tutti  i  Caduti,  là dove  anche  le  più  alte cariche  dello  Stato  si sono  sempre  recate  in  muto  pellegrinaggio  e  raccoglimento.  Poi,  nel  1976,  un  improvvido provvedimento  legislativo  relegò  questo  giorno  della  memoria  a celebrazione  di  second’ordine, aggregandolo alla prima domenica di novembre.  

Signor    Presidente,    a    nome    degli    oltre    350.000    Soci    ed    Amici dell’Associazione  Nazionale  Alpini,  La  prego  di  farsi  promotore  nel  ripristino  della  festività  nella  giornata del 4 novembre, ridando la legittima autorevolezza ad una data che rappresenta il sacrificio di tanti italiani in armi, ieri come oggi, e richiama a tutti gli Italiani l’identità in una Patria ed ai suoi valori.

Certo che saprà interpretare il nostro sentimento di devozione nei confronti  dei nostri Padri che seppero costruire la nostra Nazione, Le porgo i più distinti saluti. 

Sebastiano Favero

Ottimi risultati nella preparazione tecnica dei nostri volontari del Nucleo Cinofili ANA Verona. Si concluso oggi l’ Iro test a Torino, presso il centro Cinofilo La Piota; ottimo debutto per Tommaso Maschio con Batu’, classe V superficie, 91/100 in ricerca , 90/100 in condotta e si aggiudica il 3 posto in classifica. Risultati eccellenti invece per Enea Dalla Valentina e Maverick che alla gara di questo week end ottengono la qualifica Iro B superficie con 258/300 punti e accedono al campionato del Mondo per cani da soccorso che si terrano a Parigi a fine settembre.Tanto impegno e tanta passione al servizio degli altri.

Gara Production Carabina Lr22

Gara Production Carabina Lr22

Il gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto in collaborazione con il TSN di Verona, sotto l’egida del GSA della Sezione ANA di Verona organizza una gara promozionale aperta a tutti  "Gara Production Carabina Lr22"  Sabato 22 – Domenica 23 Settembre 2018 .

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori piazzamenti di ben sette categorie e i migliori tre risultati, Alpini, concorreranno ad aggiudicarsi la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, con esclusione del Gruppo organizzatore, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni, di Verona. È obbligo, per gli Alpini, di presentarsi alla due giorni di gara e alle premiazioni, di domenica, con il cappello in testa.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile GSA SGL Provedelli Claudio Tel. 045/9250848

Corresponsabile GSA SGL Perbellini Aldo Cel. 347.6014995

Segretario GSA SGL Ciocchetta Giampietro Cell. 347.9952532

 

In occasione del 70°anniversario di fondazione, il gruppo alpini Marcellise ha organizzato la serata culturale dal titolo: "PER NON DIMENTICARE ",

il giorno 16 marzo alle ore 21.00 presso il teatro E. PERONI in San Martino Buon Albergo.

 

alpini a...scuola (S.Martino Buon Albergo)

Lunedì 29 Aprile il gruppo alpini di San Martino Buon Albergo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente, 1940-1943 Africa Settentrionale – El Alamein

Il maltempo non concede tregua. E la Protezione Civile dell’ANA Verona è già attiva e operativa per far fronte alle emergenze che in queste ore si stanno moltiplicando sia nel veronese che in provincia di Modena, dove il fiume Secchia è a grave rischio esondazione.

Da ieri pomeriggio, sono circa una cinquantina gli uomini della Protezione Civile dell’ANA Verona mobilitati e operativi su più fronti. E dieci uomini sono in partenza in questi minuti alla volta del modenese.

“Una prima allerta c’è stata nel pomeriggio intorno alle 16.30, qualche ora è arrivata dopo la chiamata effettiva. Quella di questa notte sarà un’azione preventiva: faremo sacchi di sabbia per creare dei soprasogli nelle parti basse, dove sono attese esondazioni, con l’obiettivo di alzare gli argini, rinforzarli ed evitare il peggio”, spiega Luca Brandiele, coordinatore provinciale Protezione Civile Ana Verona. In partenza alle 21.30 dal veronese sono le squadre Mincio, Verona città e Lessinia. “La piena è attesa per domani mattina: nelle prossime ore, a seconda di come evolve la situazione, si deciderà se inviare altre persone”, aggiunge Brandiele.

Ma la situazione è critica anche sul territorio. Il preallarme – allerta arancione – per la parte Adige è stato emanato ancora nel primo pomeriggio, soprattutto nelle zone del Basso Veronese e in particolare a Cerea, Bovolone e Legnago. A seguire, le squadre operative della Protezione civile dell’ANA hanno effettuato i primi interventi. Le situazioni più critiche si sono verificate a Caldiero e Caldierino, a Castagnè, a Lavagno e Zevio (qui poi l’allarme è rientrato in serata), a Colognola ai Colli con strade e scantinati allagati e forti difficoltà nelle vie di deflusso delle acque. “In queste e nelle prossime ore siamo sia operativi sul campo che attivi nella fase di monitoraggio delle varie situazioni da tenere sotto controllo”, spiega Brandiele. Complessivamente, tra già operative o solo mobilitate, sono una cinquantina le persone allertate. A queste, si aggiungono una quindicina di uomini della Val d’Alpone, pronti a rincalzare le squadre presenti  e a dare una mano.

(Nelle foto la situazione nel modenese. Fonte: Squadra P.C. Mincio)

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
I più avevano 18 - 20 anni appena. Zaino in spalla, un penna nera sul cappello, sono partiti per difendere i confini della Patria sull’altopiano di Asiago. E lì sono rimasti. Le vittime veronesi della tragica battaglia dell’Ortigara furono circa 250. Per ricordare e commemorare queste e le molte altre vite spezzate su quella cima, le Penne Nere torneranno in massa sull’altopiano domenica, in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato dall’ANA Verona in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. La sezione veronese anche quest'anno ci sarà con la presenza di tutti i suoi 200 gagliardetti a testimoniare in questo modo, il senso di riconoscenza e di memoria che ogni nostro gruppo della provincia di Verona e Mantova ha con quei luoghi. Una quindicina di pullman da città e provincia si sono già accreditati per raggiungere piazzale Lozze, sull’altopiano, e molti altri raggiungeranno i luoghi del pellegrinaggio in auto e camper partendo già domani, per un totale di circa tremila persone attese dall'area scaligera. «Quello che abbiamo con l’Ortigara è un cordone ombelicale che non vogliamo e non possiamo recidere: tanti ricordi, molti tragici, ci legano a queste cime. Abbiamo un debito ancora da saldare coi nostri ragazzi – avevano vent’anni, potrebbero essere i nostri figli – che sono rimasti lassù, sepolti per oltre un secolo: non dobbiamo dimenticare mai», commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.



 Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia dell’Ortigara: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865 persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, oltre cent’anni fa. Tra questi, anche i giovani e giovanissimi alpini veronesi. Molti di questi sono stati censiti con precisione grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera. Uno studio che si è concluso due anni fa, nel centenario della tragica battaglia. E che nel pellegrinaggio del ’17, le Penne Nere veronesi hanno voluto commemorare creando il Giardino della Memoria, a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze, dove hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui cent’anni prima erano partiti quei ragazzi.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Il pellegrinaggio nazionale prende il via già sabato (13 luglio) alle 15 con l’Ammassamento nel piazzale dello Stadio del Ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini. Alle 15.30 la Resa degli onori al Labaro dell’Ana, l’alzabandiera e, a seguire, la partenza dello sfilamento in direzione del Sacrario Militare dove verrà deposta una corona.


 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Domenica (14 luglio) il Labaro, seguito dai vessilli sezionali, partirà verso il Monte Ortigara alle 7 da piazza II Risorgimento. L’inizio della cerimonia alla Colonna Mozza a oltre duemila metri d’altitudine è fissato per le 9.45. A seguire, la messa sarà concelebrata dal cappellano degli alpini veronesi don Rino Massella e da Padre Milan Pregelj. Terminata la funzione religiosa sarà deposta una corona d’alloro sul cippo austroungarico.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Per quanti non possono salire in quota fino ai cippi, alle 11 alla chiesetta del Monte Lozze, sarà celebrata una messa, musicata dal Coro Valbronzale di Ospedaletto Valsugana, Trento. Ultimo appuntamento del pellegrinaggio, ma tra i più sentiti, la cerimonia di deposizione delle reliquie di Beato don Carlo Gnocchi, alle 12.30, sempre nella chiesetta, “a benedizione perenne dei caduti dell’Ortigara: cappellano degli alpini, presente nella ritirata di Russia nella guerra del ’45 e autore di “Cristo con gli alpini” è una figura a noi tutti molto cara”, precisa Bertagnoli.


 

In Gran Guardia “essere nemici”, lo spettacolo di musica e parole dedicato a Vittorio Bozzini, alpino reduce di russia e autore di “neve rossa”, nel decennale della morte.

Uno sfondo scuro su cui risaltavano le luci del Tricolore. Le voci calde del coro degli alpini, le note a tratti vivaci, a tratti dure dell’orchestra, passi di danza popolare e le parole toccanti dei brani più intensi di “Neve Rossa” di Vittorio Bozzini, a perenne ricordo della tragedia di Nikolajevka. Nel decennale della morte, l’ANA Verona e la città hanno voluto rendere a Bozzini con lo spettacolo di musica e parole – le sue, intense e talvolta strazianti ma mai banali – “Eravamo Nemici”, che ieri sera ha visto alternarsi sul palco oltre una trentina di artisti, diretti dal Maestro Vladimir Belonojkine, direttore artistico dello spettacolo nonché fondatore dell’associazione culturale “Vittorio Bozzini” Bella Musica.

Per celebrare l’alpino, il reduce di Russia nonché lo scrittore, preside e sindaco di Lazise Bozzini, l’evento ha arruolato le più belle melodie russe e italiane del tempo della seconda guerra mondiale per commemorare anche i molti giovani che sono partiti per quel fronte insidioso e gelido senza fare ritorno.

Sul palco si sono esibiti le voci del coro di Costabella dirette dal maestro Stefano Rigo, le ballerine in costumi tradizionali della compagnia Russiyana e i musicisti della Dixiebell Orchestra. La lettura di alcune pagine di “Neve Rossa” è stata invece affidata all’attore Michelangelo Brunelli.

“Nel decennale della morte di Bozzini, la sezione di Verona e gli alpini tutti hanno voluto ricordare l’Uomo e l’Alpino. Chi ha conosciuto Vittorio l’ha poi amato per il suo impeto, per il suo carisma, e per la sua passione alpina”, ha commentato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli seduto in platea a fianco dell’assessore al Decentramento Marco Padovani. “La nostra esistenza nell’ANA è merito di chi ci ha preceduto, e riteniamo di averne colto lo spirito e l’ardore. Nel tragico vissuto di Bozzini, possiamo ancora una volta comprendere la sofferenza, il dolore, e il valore degli affetti umani, ma possiamo anche carpirne l’essenza e lo slancio, per  coltivare sempre la memoria, ed essere veramente degni dei nostri avi”, ha aggiunto Bertagnoli.

“Non è facile parlare di mio papà Vittorio ma la sua personalità è rimasta nel cuore di chi lo ha conosciuto apprezzandone la bontà d’animo, l’attaccamento ai valori e alla sacralità della famiglia. Inoltre la devozione per tutti gli alpini che non sono più tornati a “baita””, ha ricordato la figlia Elena.

Bozzini partì per il fronte russo appena ventenne, nel luglio del ’42, inquadrato nella Divisione Alpina “Tridentina”, 5° Reggimento Alpini, Battaglione “Edolo”, 52ma Compagnia, al comando di una squadra di assaltatori. Il 19 gennaio 1943, in uno scontro a fuoco presso Scororib, rimase ferito ad una gamba e il successivo 2 febbraio, nella periferia di Karkov, fu catturato dai russi. Trascorse interminabili e dolorosi mesi di prigionia, per più di tre anni costretto a lavorare in condizioni disumane, nei campi di cotone, al sud della Russia, e nelle miniere di carbone in Siberia. Riuscì a riuscì a sopravvivere e fece infine ritorno in Italia: era il 31 Marzo 1946 quando giunse a Lazise. Nel’ 61 gli venne conferita la Croce al merito di guerra. Fu scrittore, poeta, docente e preside della Scuola Media Statale “Nazario Sauro” di Lazise, sindaco di Lazise dal ’64 al ’70 e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, lo nominò Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica.

In occasione dello spettacolo-evento “Eravamo nemici”, patrocinato dal Comune di Verona, l’ANA Verona ha fatto ristampare il libro “Neve rossa”.

Le celebrazioni per il decennale della scomparsa sono proseguite a Lazise dove è stata intitolata a Bozzini una piazzetta.

I ragazzi delle scuole medie, una visita gratificante!

Una sfida per il nostro museo, al giorno d’oggi, è quella di attirare gli adolescenti. Essi hanno bisogno di attenzioni particolari, apposite metodologie, azioni didattiche mirate, per questo motivo noi alpini offriamo visite guidate concordate con gli insegnanti su argomentazioni e programmi con loro condivisi. Nel mese di aprile due classi della terza media della Scuola Anna Frank, accompagnate da alcuni insegnanti, sono venute a far visita al nostro Museo. I ragazzi hanno trascorso circa due ore della loro mattinata, ore in cui hanno potuto ammirare i reperti di un mondo istruttivo, e grazie anche al nostro aiuto hanno potuto scoprire nozioni e curiosità a loro sconosciute. In particolar modo ad attrarre i ragazzi sono stati i reperti bellici e le radio militari, mentre le ragazze hanno preferito la zona ove sono raggruppati gli attrezzi agricoli, la parte con oggetti della vecchia chiesa e le vetrine dedicate alle macchine da cucire di un tempo. La visita al museo ha rappresentato per i ragazzi un’ottima occasione per trascorrere un po’ del loro tempo in modo istruttivo, l’ambiente museale ha offerto un’esperienza di apprendimento ed approfondimento di materie spesso a loro sconosciute e diverse dall’abitudinario scolastico, alcuni di loro si sono promessi di ripetere la visita al museo con le proprie famiglie. Sarebbe importante per i ragazzi visitare il museo con i propri cari, con genitori e nonni che si trasformerebbero in formidabili guide nel riscoprire le cose che avevano conosciuto da giovani nella convinzione che fossero andate perdute.  Albino Turata

Arturo Andreoletti: storia di un uomo, storia dell’Ana
Tra le iniziative culturali di avvicinamento alla 92 a Adunata, dedicata al Centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, non poteva mancare la presentazione del libro intitolato al suo fondatore, il 7 maggio a Palazzo Marino. Fresco di stampa e con un suggestivo corredo di immagini in bianco e nero e a colori, il volume ARTURO ANDREOLETTI 1884-1977, pubblicato da Nomos Edizioni e promosso dal Museo del Risorgimento di Milano, è disponibile in libreria e online. Prezzo scontato per i soci Ana. E’ stato un gran lavoro ricostruire la figura carismatica ma anche complessa e sfaccettata di Arturo Andreoletti capitano degli Alpini, pioniere dell’esplorazione alpinistica, grande esperto dell’ambiente dolomitico, appassionato di fotografia, pluridecorato e fondatore dell’Ana- ma il risultato è eccezionale: il prestigioso volume fotografico ARTURO ANDREOLETTI 1884-1977, di 224 pagine, fortemente voluto dal Museo del Risorgimento di Milano e appena pubblicato da Nomos Edizioni, proprio nel Centenario dell’Associazione Nazionale Alpini. Il libro, accurato ed esaustivo, vuole presentare –sottolinea il Comune di Milano- Arturo Andreoletti non solo come Alpino, ma anche come impiegato della ragioneria municipale, fervente promotore dell’Archivio della Guerra presso il Museo del Risorgimento di Milano nel primo dopoguerra, capo di gabinetto del podestà di Milano nel biennio 1928-1929, personalità di rilievo nell’attività di finanziamento del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia tra il 1943 e il 1945, industriale di successo presso grandi aziende come S.N.I.A. Viscosa, nonché medaglia d’oro di benemerenza del Comune di Milano. Realizzato grazie a una rigorosa e approfondita ricerca condotta sulla base dei documenti inediti conservati negli archivi delle Civiche Raccolte Storiche di Milano e dell’Associazione Nazionale Alpini, è impreziosito da uno straordinario corredo iconografico, che comprende anche le spettacolari vedute dolomitiche scattate dallo stesso Andreoletti e che restituisce allo stesso tempo la suggestione dei luoghi e la memoria viva dei protagonisti. Il fondo fotografico, composto da oltre 1100 opere, è stato oggetto nel 2018 di un intervento di studio, digitalizzazione e catalogazione finalizzato alla consultazione on line sul portale fotografieincomune. Il volume, curato da Saverio Almini, ospita i contributi di Gregorio Taccola e Andrea Bianchi e le testimonianze di Orazio Andrich, Andrea Bianchi e Mariolina Cattaneo. Il volume -in vendita nelle librerie e online al prezzo di 24,90 euro (sconto per i soci Ana)- verrà presentato ufficialmente martedì 7 maggio, alle ore 17, nella Sala Alessi di Palazzo Marino (piazza della Scala, 2), alla presenza degli autori. Interverranno Filippo Del Corno (assessore alla Cultura), Mario Vanni (capo di gabinetto del Sindaco), Claudio A. M. Salsi (direttore Area Soprintendenza Castello Musei Archeologici e Musei Storici), Sebastiano Favero (presidente Associazione Nazionale Alpini) e Saverio Almini (curatore del volume).

Domenica 2 giugno si terrà a Bistagno (Alessandria) la 4ª edizione del Campionato Ana di mountain bike sui 27 km del percorso, per un dislivello complessivo di 600 metri, che si snoda sul sentiero naturalistico “500”.

Le iscrizioni dovranno essere redatte sugli appositi moduli che dovranno pervenire entro le ore 18 di giovedì 30 maggio, all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nel pomeriggio del 1° giugno sono in programma l’omaggio ai Caduti e la cerimonia di apertura del campionato.

 

scarica modulo iscrizione

https://www.ana.it/2019/05/14/il-4-campionato-ana-di-mountain-bike-a-bistagno/

 

VERONA – Palazzo della Gran Guardia Sabato 22 Giugno  (ore 21,00) - Gli alpini ricordano Vittorio Trento Bozzini (entrata libera)

E' andato avanti il 19 aprile del 2009. A 10 anni di distanza gli alpini della sezione ANA Verona vogliono ricordare con lui, tutti i reduci della Campagna di Russia.

Vittorio Bozzini ,“El Trento”, era nato il 4 dicembre 1921 e fu uno dei pochi alpini che riuscirono a tornare “a baita” dopo la tremenda tragedia di Nikolajewka. Alpino del 5°, fu fatto prigioniero dai russi nel febbraio 1943.

Lo salvarono la sua tenacia, la pietà delle donne ucraine, la Speranza e la Fede in Dio, cui non mollò mai, ed il pensiero della mamma.

Ha raccontato la sua prigionia, il suo destino, la traversie impossibili della sua esistenza fra i ghiacci e la temperatura e meno -40 gradi, fra le miniere ucraine ed i còlcos siberiani nel libro Neve Rossa.

Ma Vittorio Bozzini è stato sindaco nella sua Lazise e preside della locale Scuola media, uno dei fondatori della sezione Avis per la donazione del sangue.

Nel decennale della morte di Vittorio Bozzini la sezione di Verona e gli alpini tutti desiderano ricordare l’Uomo e l’Alpino. Vittorio, chi l’ha conosciuto l’ha poi amato per il suo impeto, per il suo carisma, e per la sua passione alpina. La nostra esistenza nell’ANA è merito di chi ci ha preceduto, e riteniamo di averne colto lo spirito e l’ardore. Nel tragico vissuto di Bozzini, possiamo ancora una volta comprendere la sofferenza,il dolore, e il valore degli affetti umani, ma possiamo anche carpirne l’essenza e lo slancio, per coltivare sempre la memoria, ed essere veramente degni dei nostri avi.

Il presidente sez. ANA Verona
Luciano Bertagnoli

logocomuneVeronacon il patrocinio del Comune di Verona

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo

Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la vita degli alpini nella grande guerra e nel gioco delle trasposizioni fra la storia e l’attualità, sono entrati a pieno titolo da protagonisti i piccoli alunni della scuola primaria di Erbezzo, vincendo i 500 euro messi in palio dal concorso nazionale «Il milite non più ignoto», promosso dall’Associazione nazionale alpini in collaborazione con il ministero della difesa.

Nella cerimonia di consegna, svoltasi nel teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, oltre ai sindaci Lucio Campedelli e Claudio Melotti, c’erano il presidente di Ana Verona Luciano Bertagnoli, il vicario nazionale Alfonsino Ercole e i dirigenti scolastici di Bosco Chiesanuova Alessio Perpolli e dell’Istituto Cangrande Sara Agostini, perché anche gli studenti della scuola superiore hanno mostrato il video del lavoro di rilievo delle trincee della Lessinia condotto sotto la guida del professore Aldo Romanelli e dell’ideatore del loro recupero Flavio Melotti. I canti del coro La Sengia della Lessinia di Stallavena e la presenza del gruppo storico del battaglione Verona con il gagliardetto della sezione hanno dato solennità all’evento.

L’insegnante Barbara Massella, a nome di tutti i colleghi, si è detta emozionata ed orgogliosa del lavoro svolto insieme ai bambini, un viaggio alla ricerca della memoria, partito da un questionario che gli alunni hanno affidato a genitori e nonni e che ha portato allo scoperto informazioni, lettere, oggetti, sui quali è stato facile costruire una storia su tematiche anche impegnative, in una continua trasposizione fra il presente e il passato, in cui i giovanissimi studenti sono diventati artefici in prima persona della cultura della memoria. V.Z.

https://www.larena.it/territori/lessinia/erbezzo/il-milite-non-pi%C3%B9-ignoto-vincono-gli-alunni-di-erbezzo-1.7339933

http://video.larena.it/video-server/media/video/175401.mp4

 

 

Dopo le forti grandinate della notte scorsa che ha visto impegnati alcuni volontari della nostra protezione civile, la situazione questa mattina era ancora critica nella zona del Lago di Garda.

Oltre ai problemi dovuti ad allagamenti in più punti della zona, si sono registrati anche interventi a causa della caduta di alberi, che ha visto i nostri volontari impegnati fino a tarda sera.

foto: PC ANA Squadra Basso Lago
foto: PC ANA Squadra Mincio

47^ edizione campionato sezionale ANA di tiro a segno con pistola standard

La Sezione di Tiro a Segno Nazionale di Verona, con la collaborazione dei Gruppi ANA di Avesa e San Giovanni Lupatoto, organizza nei giorni di sabato 18 e domenica 19 Maggio la 47^ edizione del Campionato Sezionale di tiro a segno con pistola standard calibro 22. Dedicheremo la gara alla memoria del Maresciallo Alpino Giuseppe De Chirico recentemente “andato avanti”.

“1° Trofeo Maresciallo Giuseppe De Chirico”

Regolamento

Partecipazione: La gara avrà carattere promozionale e vi possono partecipare tutti gli Alpini ed Aggregati ANA in regola con il tesseramento 2019, nonché gli iscritti ad una Sezione di Tiro a Segno Nazionale della

Provincia di Verona e zone limitrofe divisi in categorie di appartenenza.

Categorie: ANA Maestri – 1^ classe – 2^ classe – Veterani – Maestri Veterani – Aggregati – Signore e Allievi  Open. Chi spara con un arma propria sarà inserito nelle classifiche Maestri – Maestri Veterani e Open

gli altri spareranno con le pistole messe a disposizione del TSN di Verona. Per stabilire le classi si farà riferimento a gare disputate negli anni scorsi.

Svolgimento: Si spareranno 5 colpi di prova su di un bersaglio posto alla distanza di 25 metri. Seguiranno altri due bersagli di gara dove si spareranno 10 colpi ciascuno – sempre in serie di cinque colpi nel tempo

massimo di 150 secondi. Posizione in piedi e si spara con una sola mano. Sarà possibile sparare con due mani solo nelle categorie ANA Veterani, 2^ classe e Signore/Allievi.

Classifiche: Come da regolamento UITS. Eventuali reclami dovranno essere presentati entro 30 minuti

dall’esposizione dei risultati e accompagnati da una tassa di 25 Euro, saranno resi solo in caso di avvenuto accoglimento del reclamo.

Armi e colpi: Saranno messe a disposizione dal TSN di Verona pistole standard di buona qualità con caratteristiche simili e con 25 colpi calibro 22 lr. per ogni prestazione di tiro.

Quota di iscrizione: E’ stata fissata in euro 15 per tutte le categorie escluso la mista Signore/Allievi che pagheranno 10 euro. Eventuali rientri 10 euro ma solo se il tempo a disposizione lo permette e comunque

in classifica sarà valida solo la prima gara. E’ possibile sparare nella propria categoria e nella categoria Open entrando così nelle due classifiche. Le iscrizioni si riceveranno direttamente al poligono.

E’ importante sapere quali saranno i Gruppi ANA che parteciperanno.

Premiazioni: Al temine della gara di domenica alle circa 12,30 / 13. Premi individuali per le otto categorie.

Verranno premiati i Gruppi ANA, con almeno 3 tiratori Alpini, con coppe o targhe.

Per incentivare la partecipazione a questa gara, che ha dato grandi soddisfazioni alla Sezione di Verona

nelle gare nazionali, il “1° Trofeo Maresciallo Giuseppe De Chirico” verrà consegnato al gruppo che porterà più concorrenti sulle linee di tiro.

Il gruppo alpini di Lugagnano organizza la serata culturale presso la propria sede in Via Caduti del Lavoro, 4 a Lugagnano

Giovedì 16 Maggio 2019 Ore 20.45 in Baita

PRIGIONIERI: ULTIMI FRA LE VITTIME - Il campo delle Beccarie del 1918

Relatore: MASSIMO GASPARATO - Storico

con l'assistenza di GIOVANNI ZANDONÀ

Al termine della serata il gruppo alpini offrirà un gustoso piatto a tutti i presenti

INFO: 045 984396

www.analugagnanovr.it email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sezione di Verona - Gruppo alpini di Lugagnano

Associazione Museo Storico "Baita Monte Baldo"

Il bacco da Seta

Con il patrocinio del Comune di Sona

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