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11/04/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
La nascita ufficiale della Sezione: 11 aprile 2020 L’8 luglio 1919, per iniziativa di un gruppo di reduci della Grande Guerra fu costituita a Milano l’Associazione Nazionale Alpini; essa, come ...
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24/03/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Il nostro presidente Luciano Bertagnoli fa un appello alla fratellanza e all'unione, «per uscire da questo lungo buio». La nostra sezione è stata colpita dai lutti proprio a causa del coronavirus, ...
17/03/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19   In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali ...

alpini a...scuola (S.Martino Buon Albergo)

Lunedì 29 Aprile il gruppo alpini di San Martino Buon Albergo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente, 1940-1943 Africa Settentrionale – El Alamein

In occasione del 70°anniversario di fondazione, il gruppo alpini Marcellise ha organizzato la serata culturale dal titolo: "PER NON DIMENTICARE ",

il giorno 16 marzo alle ore 21.00 presso il teatro E. PERONI in San Martino Buon Albergo.

 

Gara Production Carabina Lr22

Gara Production Carabina Lr22

Il gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto in collaborazione con il TSN di Verona, sotto l’egida del GSA della Sezione ANA di Verona organizza una gara promozionale aperta a tutti  "Gara Production Carabina Lr22"  Sabato 22 – Domenica 23 Settembre 2018 .

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori piazzamenti di ben sette categorie e i migliori tre risultati, Alpini, concorreranno ad aggiudicarsi la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, con esclusione del Gruppo organizzatore, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni, di Verona. È obbligo, per gli Alpini, di presentarsi alla due giorni di gara e alle premiazioni, di domenica, con il cappello in testa.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile GSA SGL Provedelli Claudio Tel. 045/9250848

Corresponsabile GSA SGL Perbellini Aldo Cel. 347.6014995

Segretario GSA SGL Ciocchetta Giampietro Cell. 347.9952532

 

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

Gli Alpini chiedono il ripristino della festività del 4 Novembre

4 novembre 1918 - 4 novembre 2018

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in cui si chiede il ripristino della festività del 4 Novembre.

Milano, 22 ottobre 2018

Prot. S 793/2018

Ill.mo Signor Presidente,

il  4  novembre  del  1918,  con  la  firma  dell’armistizio  a  Villa  Giusti,  si  è concluso  uno  degli  eventi  più  tragici  nella  storia  d’Italia,  che  da  un  lato  ha  portato  alla  completa unificazione  del  territorio  italiano,  ma dall’altro  è  costato  la  vita  a  centinaia  di  migliaia  di  giovani italiani immolatisi sui fronti della Grande Guerra.  I  nostri  Padri  già  dal  1919  istituirono,  nella  giornata  del  4  novembre,  la Festa  delle  Forze  Armate  e  dell’Unità  d’Italia, unendo  in  questo  modo,  indissolubilmente,  il sacrificio  di  così  tanti  uomini  in  armi  e  la  riunificazione  della  nostra  Nazione.  Questa  giornata  fu decretata  Sacra  e festiva  per  consentire  a  tutti  di recarsi  nei  luoghi  della memoria  e  tributare  un doveroso  e  riconoscente  omaggio  a  tutti  i  Caduti,  là dove  anche  le  più  alte cariche  dello  Stato  si sono  sempre  recate  in  muto  pellegrinaggio  e  raccoglimento.  Poi,  nel  1976,  un  improvvido provvedimento  legislativo  relegò  questo  giorno  della  memoria  a celebrazione  di  second’ordine, aggregandolo alla prima domenica di novembre.  

Signor    Presidente,    a    nome    degli    oltre    350.000    Soci    ed    Amici dell’Associazione  Nazionale  Alpini,  La  prego  di  farsi  promotore  nel  ripristino  della  festività  nella  giornata del 4 novembre, ridando la legittima autorevolezza ad una data che rappresenta il sacrificio di tanti italiani in armi, ieri come oggi, e richiama a tutti gli Italiani l’identità in una Patria ed ai suoi valori.

Certo che saprà interpretare il nostro sentimento di devozione nei confronti  dei nostri Padri che seppero costruire la nostra Nazione, Le porgo i più distinti saluti. 

Sebastiano Favero

Ottimi risultati nella preparazione tecnica dei nostri volontari del Nucleo Cinofili ANA Verona. Si concluso oggi l’ Iro test a Torino, presso il centro Cinofilo La Piota; ottimo debutto per Tommaso Maschio con Batu’, classe V superficie, 91/100 in ricerca , 90/100 in condotta e si aggiudica il 3 posto in classifica. Risultati eccellenti invece per Enea Dalla Valentina e Maverick che alla gara di questo week end ottengono la qualifica Iro B superficie con 258/300 punti e accedono al campionato del Mondo per cani da soccorso che si terrano a Parigi a fine settembre.Tanto impegno e tanta passione al servizio degli altri.

Zaino in spalle, motosega in una mano, carburante e altri attrezzi nell’altra. E chilometri macinati a piedi dentro ai pesanti vestiti antitaglio. Nell’ultimo mese, il Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona è stato impegnato sui monti dell’Agordino per liberare decine di chilometri di sentieri interrotti, quando non letteralmente sepolti, dagli alberi caduti durante la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito il Veneto e l’Alto Adige lo scorso novembre, radendo al suolo interi boschi.

L’operazione “Esercitazione tempesta Vaia”, dal nome della tempesta che ha flagellato il territorio in autunno, è stata organizzata dalla Regione Veneto. Ha preso il via il primo giugno scorso e si concluderà con la fine del mese. In queste settimane e fino a domenica, sono complessivamente quasi 150 i volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona che si stanno alternando sulle alture dell’Agordino, da Falcade al monte Civetta. Dopo Treviso, si tratta del nucleo più numeroso. Organizzati in due turni a settimana, con campo base a Caprile nel Comune di Alleghe (Belluno) a un’altitudine di circa mille metri, i volontari sono impegnati nelle zone boschive per liberare passo dopo passo i sentieri di montagna sepolti anche da cinque strati di tronchi ammassati l’uno sopra l’altro. E stanno operando sia con le motoseghe nei sentieri più impervi, sia con escavatori e ruspe dove il terreno lo permette. Oltre al taglio e alla rimozione dei tronchi caduti, alcune squadre specializzate si sono occupate, con gli opportuni mezzi, di ripristinare il normale corso di alcuni ruscelli che lo hanno deviato a causa dell’alluvione, provocando l’inondazione di alcune strade forestali. “I cantieri aperti sono decine e per lo più dislocati in luoghi molto difficili da raggiungere. Solo per arrivare a Falcade, dal campo base, c’è mezzora di macchina. Poi si prosegue a piedi e i punti chiusi da liberare distano anche un’ora in salita”, elenca Luca Brandiele, coordinatore del Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona.

“Non possiamo che essere orgogliosi dei nostro volontari del Nucleo della Protezione Civile che anche in questo caso hanno dimostrato non solo impegno, disponibilità e dedizione ma anche professionalità”, commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

“Abbiamo lavorato ininterrottamente per settimane con attrezzi pericolosi e in situazioni senza registrare alcun incidente. Un ottimo risultato che fa ben comprendere anche il grado di formazione e professionalità dei volontari della nostra Protezione Civile”, analizza infatti il vicepresidente sezionale dell’ANA Verona Elio Maurizio Marchesini, con delega alla Commissione Protezione Civile.

L’Operazione Vaia si chiuderà domenica, il 30 giugno. “Possiamo dire: missione compiuta”, commenta soddisfatto Brandiele. E stagione turistica salvata.

“Davvero la quasi totalità dei sentieri è stata liberata, ripristinata e messa in sicurezza. Solo alcuni punti sono ancora inagibili e lo saranno ancora per qualche tempo. Si tratta di quelle zone in cui lavorare per noi, ma anche camminare poi per gli escursionisti, sarebbe stato troppo rischioso a causa delle decine di alberi e tronchi pericolosamente in bilico sui pendii delle montagne. A smuoverli ci vuole poco e trovarsi nella loro traiettoria è decisamente sconsigliabile”.

Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

La nascita ufficiale della Sezione: 11 aprile 2020

L’8 luglio 1919, per iniziativa di un gruppo di reduci della Grande Guerra fu costituita a Milano l’Associazione Nazionale Alpini; essa, come scritto nello Statuto allora approvato, si proponeva di essere aperta a coloro che avessero appartenuto o appartenessero al Corpo degli Alpini, sia quali ufficiali che quali militari di truppa, escludeva ogni carattere politico o religioso e si proponeva di tener vivo lo spirito di corpo, conservare le tradizioni degli alpini, raccoglierne ed illustrarne i fasti e le glorie, cementare i vincoli di fraternità fra alpini e favorirne i rapporti con le associazioni civili che avessero il culto e lo studio della montagna e le attività escursionistiche. Primo presidente ne fu eletto il chimico, industriale e parlamentare Daniele Crespi, pluridecorato maggiore degli alpini; suo vice (e presidente sei mesi dopo) il capitano Arturo Andreoletti, il leggendario “Padreterno” degli alpini del “Val Cordevole”. L’Associazione pensò pure di dotarsi d’un organo di stampa ed in dicembre acquisì “L’Alpino”, periodico nato nel giugno precedente a Udine presso il Deposito dell’8° Alpini, direttore il ten. Italo Balbo. La notizia si diffuse rapidamente e suscitò l’entusiasmo di molti alpini che in vari centri già avevano iniziato a raggrupparsi per cementare i legami formatisi durante la guerra e ricordare gli amici caduti; essi cominciarono a chiedere di aderire alla nuova Associazione. Ciò suggerì l’idea di creare delle “succursali” o sezioni dell’Associazione stessa nelle principali città interessate. Iniziarono così a costituirsi ufficialmente dagli inizi del 1920 le prime Sezioni. Verona fu tra queste.

--- Nella nostra città, terminata la guerra, “gli ufficiali del Deposito del 6°al ‘Pallone’ avevano requisito due salette superiori del ben noto Caffè “Europa” tra Piazza Brà e via Roma, come ritrovo militare; qui giunse la notizia della nascita della nuova Associazione alpina a Milano, e subito si pensò di creare un’aggregazione alpina anche a Verona che coinvolgesse “penne nere” in servizio e ”scarponi” borghesi: nacque un “gruppo”, che, quale proprio segno identificativo, scelse il tricolore e lo issò all’esterno di quella sede (e lo difese il 4 novembre da malintenzionati nei frangenti delle tensioni di quel difficile dopoguerra). Avvenne che in dicembre il veronesissimo capitano Guido Pasini, in attesa di congedo, incontrasse a Belluno un suo vecchio compagno d’armi dell’omonimo battaglione: era proprio Arturo Andreoletti, già “borghese”, vicepresidente della neocostituita Associazione alpina milanese. Parlarono con entusiasmo della nuova Associazione e per Pasini quelle parole furono “benzina sul fuoco”; egli “si precipitò a Verona dove trovò il terreno già pronto per la semina”. Passò poco tempo e il 20 marzo al Caffè Europa si riunì una trentina di alpini per costituire la Sezione veronese; i nomi di questi “soci fondatori”, riportati in Penne nere veronesi del 1981, sono i seguenti: Angelo Adamoli, Calogero Argento, Francesco Attinà, Sandro Baganzani, Giancarlo Bagattini, Gedeone Besenzon, Enrico Bombonato, Arturo Bussinelli, Umberto Caceffo-Consolaro, Piero Carlotti, Guido Cometti, Luigi Dal Lago, Olindo Ermini, Armando Frisara, Ugo Forlani, Antonio Lavagnolo, Pietro Luccioli, Leonzio Lonardoni, Eugenio Nenz, Guido Pasini, Ludovico Portalupi, Pietro Posenato, Omero Pozza, Gustavo Rigo, Luigi Sancassani, Cesare Sperotti, Eustacchio Stevani, Giuseppe Tea, Gino Tommasi e Guido Zanini.

---  Trascorso il tempo necessario per la preparazione e la definizione delle modalità e degli aspetti organizzativi, domenica 11 aprile ebbe luogo la fondazione ufficiale della nuova Sezione: nel salone superiore della Gran Guardia si tenne “un’adunata degli Alpini in servizio e in congedo per la fondazione di una sezione veronese dell’A.N.A.”. La stampa cittadina (“L’Arena”) diede ampio risalto all’evento, cui inviò la sua adesione il generale Ottavio Zoppi, già comandante della prima divisione d’assalto dell’ottava armata, divenuto da febbraio comandante della divisione militare di Verona; all’ “adunata” parteciparono vari ufficiali alpini, primo fra tutti il colonnello Guido Scandolara, successore di Pirio Stringa e da poco comandante del Deposito del 6°; la rappresentanza dell’A.N.A. di Milano era guidata dallo stesso Andreoletti, divenutone presidente il 30 gennaio, e dal brillante giornalista Tommaso Bisi, nuovo direttore de “L’Alpino”. Il colonnello Scandolara presentò “con acconce parole” i rappresentanti dell’Associazione Nazionale e richiamò “le gloriose tradizioni delle fiamme verdi”. Spettò a Tommaso Bisi, futuro parlamentare, illustrare gli scopi ed i valori di solidarismo dell’Associazione, nata, egli disse, “perché non vada perduta la buona tradizione che faceva lassù uguali uomini diversi di pensiero e di indole, al di fuori e al di sopra di ogni politica: scarponi oggi come ieri; per distintivo la verde fiamma della giubba alpina, la verde speranza che rende liberi e buoni”. Alle parole seguì la nomina di un Comitato provvisorio, incaricato dei passi successivi per la attribuzione delle cariche sezionali, composto da: avv. ten. Giuseppe Tea, dott. ten. Sandro Baganzani, sergente Eugenio Nenz, ten. Gaetano Pasini, ten. Vittorio Tommasi, ten. Umberto Garelli e ten. Antonio Lavagnolo. Si procedette poi alla sottoscrizione delle schede di adesione alla Sezione, che furono numerose. Per le ulteriori adesioni fu stabilito che esse sarebbero affluite in seguito “alla sede della Sezione Veronese (Deposito del 6° Alpini)”, come scritto ne “L’Arena” del 13 aprile. Quest’ultima precisazione farebbe ritenere che in quel momento come sede della nuova Sezione fosse stata indicata quella stessa del Comando del Deposito del 6°, ovvero, riteniamo, il Palazzo del Capitanio: il prestigioso e storico edificio tornato nel 19941 ad essere “fatalmente”, e giustamente, sede sezionale.  Anche “L’Alpino” nel numero di aprile del 1920 dette ampio risalto alla costituzione della Sezione veronese, che qualificò come “terza” dell’Associazione, assicurando che essa “sarà senza dubbio una delle più fiorenti Sezioni dell’A.N.A.”2.

La nuova Sezione dimostrò da subito di essere nata “non con vagiti, ma con maschi accenti, aitante, forte e bella”.

Il 20 maggio 1920 l’assemblea dei soci approvò il regolamento sezionale e procedette alla nomina delle cariche sociali, con i seguenti risultati: presidente avv. Luigi Sancassani; vicepresidente cap. Cesare Sperotti (combattente dell’Ortigara, morirà nel 1956); consiglieri: avv. Giuseppe Tea, rag. Firmino Gustavo Rigo (1896-1981), cap. Antonio Lavagnolo (combattente nella Grande Guerra, morto nel 1933),  prof. Alessandro Baganzani, Vittorino Tommasi, Benvenuto Biasi, Gaetano Pasini, Omero Pozza ed il ten. Eustacchio Stevani;  revisori e giunta di scrutinio: rag. Giovanni Tregnaghi, rag. Angelo Adamoli e Guido Pasini3. In “Penne nere veronesi” (1981) è precisato che il ten. Eustacchio Stevani (1898-1949) ebbe l’incarico di segretario ed il serg. Eugenio  Nenz quello di cassiere; l’incarico di cappellano fu affidato a mons. Ferdinando Prosperini (1890-1986), che era allora cappellano del battaglione “Verona”.

La Sezione veronese fu subito animata da entusiasmo e fervore d’iniziative: l’11 luglio organizzò in Gran Guardia una solenne celebrazione del quarto anniversario del sacrificio di Cesare Battisti, alla presenza di autorità e personalità “cospicue”, nella quale il presidente Sancassani tenne un “poderoso” discorso, concluso con l’elogio degli alpini, “generosi e silenziosi eroi della guerra”, e con un inno all’italianità di Fiume e della Dalmazia; vi intervenne anche Decio Canzio Garibaldi, figlio di Teresa e nipote diretto dell’eroe dei due mondi. In quell’occasione le donne veronesi donarono alla Sezione il vessillo nazionale, che fu poi benedetto dal cappellano Prosperini in Santa Anastasia. Il 5 settembre la Sezione lo portò con orgoglio  alla prima solenne adunata dell’Associazione sull’Ortigara, cui presenziarono innumerevoli autorità tra cui il Commissario Generale per il Trentino  Luigi Credaro, insigne filosofo e pedagogista; don Luigi Sbaragli, già cappellano del “Sette Comuni”, vi celebrò la Santa Messa; seguirono l’intervento del presidente nazionale Arturo Andreoletti e l’indimenticabile orazione ufficiale del tenente alpino padre Giulio Bevilacqua, veronese; questi impartì una nuova, beneaugurale benedizione al nostro vessillo, che per i nostri alpini divenne la “bandiera del profeta”. L’11 novembre la Sezione festeggiò con un grande banchetto in sede il ritorno delle bandiere da Roma, presenti i generali Stringa, Zamboni e Maggia: fu questo l’ultimo atto della presidenza dell’avvocato Sancassani, che, oberato dai gravosi impegni forensi, dovette rinunciare a quel prestigioso incarico.

Il 18 novembre 1920, preso atto delle dimissioni di Sancassani, gli alpini veronesi, riuniti in assemblea straordinaria, elessero loro nuovo presidente sezionale il col. Carlo Marchiori (1869-1949); questi, figlio dell’ing. Luciano, aveva frequentato l’Accademia militare di Modena, aveva combattuto con Menini ad Adua; fatto prigioniero, poi rimpatriato, era stato direttore della Scuola allievi ufficiali di Bassano ed aveva poi combattuto nella Grande Guerra. Presidente onorario fu nominato il generale Umberto Zamboni (1865-1956), definito “padre dei battaglioni alpini veronesi”4; fu probabilmente allora che il ruolo di segretario passò da Stevani a Rigo.  Con rinnovato impulso la Sezione si dette a far propaganda nelle vallate della provincia e prima della fine di quello stesso anno, il 12 dicembre, il presidente Marchiori ed un buon numero di consoci veronesi dettero vita ufficialmente a Caprino Veronese al primo gruppo della provincia, forte di 150 alpini della zona, riuniti nel salone di Palazzo Carlotti. Vi parlarono Marchiori ed il segretario Rigo; fu poi nominata una Commissione del gruppo per le operazioni successive, costituita da Renato Marastoni, già compagno d’armi di Italo Balbo sull’Altissimo, e da Giulio Zanetti, Antonio Lucchini, Antonio Vianini, Luigi Meneghetti, Arturo Tommasi e Simoncelli. Da Milano “L’Alpino” lanciò un “Evviva il Gruppo di Caprino” e ne riportò il nome come unico gruppo esistente nella Sezione di Verona5.

Il 5 gennaio 1921 si tenne un’assemblea sezionale, nella quale il col. Marchiori illustrò gli eccellenti risultati delle attività svolte nel 1920. L’assemblea lo riconfermò presidente per acclamazione e nominò pure a consiglieri Cesare Sperotti (vicepresidente), Gaetano Pasini, Antonio Lavagnolo, Omero Pozza, Benvenuto Biasi, Gino Tommasi, Giuseppe Tea, Alessandro Baganzani, Eustacchio Stevani, Giovanni Tregnaghi, Guido Pasini, Angelo Adamoli e Firmino Gustavo Rigo.

Nel corso di quell’anno la Sezione diede vita a “non poche, né piccole” iniziative; in particolare, come scrisse  con plauso “L’Alpino” del 20 luglio, gli alpini veronesi, con le associazioni combattenti e mutilati, crearono in giugno una cooperativa di consumo che acquistava direttamente dai produttori e vendeva ai soci tessuti e calzature; la Sezione si occupava anche di fornire assistenza ai soci in difficoltà occupazionali; il 30 ottobre successivo fu inaugurata la nuova sede sezionale in Palazzo Carlotti di via Cavour. Intanto tra convegni, nuove sezioni, nuovi gruppi, prospettive di riforma delle truppe alpine e rivolgimenti politici in atto, l’Associazione cresceva e si faceva sentire ovunque, rimanendo fedele alla scelta di rimanere estranea ad ogni coinvolgimento partitico, preoccupata solo di salvaguardare i valori della patria e la memoria ed i diritti di quanti s’erano sacrificati per essa.

Vasco Senatore Gondola

Con “Schiacciamo insieme il virus “ i soldi risparmiati in affitti e trasferte andranno all’Ana di Verona

Giocatori,famiglie e dirigenti della società Vi.Va di Poiano lanciano un contest sui social aperto a tutti.

Un esempio virtuoso per vincere la battaglia più importante contro il Covid 19. Si cimenta nel campo della solidarietà anche la società VI.VA Volley di Poiano, che spera di coinvolgere tutto il tessuto della pallavolo veronese ma non solo. “Schiacciamo insieme il virus“: questo lo slogan dell’iniziativa della realtà della Valpantena, da oltre trent’anni punto di riferimento della zona che si estende da Marzana a Borgo Venezia. L’idea è molto semplice: donare una parte delle quote atleti e dei soldi risparmiati in affitti o gestione delle palestre. «Noi abbiamo scelto come destinatario della nostra offerta la sezione di Verona degli Alpini», racconta Luca Rupiani, dirigenteVI.VA Volley Poiano e fra i principali promotori del progetto. «La nostra è una piccola realtà, che però è ben consapevole di quello che può essere il valore sociale dello sport in questi giorni», il punto di partenza. «Ecco perché non siamo rimasti con le braccia incrociate ed abbiamo lanciato questo segnale. Fortunatamente ne stiamo già raccogliendo i frutti. L’iniziativa è stata accolta molto positivamente dalle famiglie dei nostri atleti. Questo è il dato che più ci rincuora ma ora vogliamo fare di più». La società VI.VA Volley di Poiano infatti ha anche aperto un contest sui propri canali social, sempre accompagnato dall’hashtag #schiacciamoinsiemeilvirus. Non ci sono regole particolari per partecipare e giocare un ruolo attivo nel progetto solidale. Basta infatti posare insieme ad un pallone oppure con la divisa della società di appartenenza. In alternativa è gradita anche l’esecuzione di un gesto tecnico. Tutti infatti serve per concorrere alla stessa finalità: rendere l’iniziativa virale. «Noi ci siamo anche mossi con alcuni club amici con cui ci affrontiamo da anni », svela Rupiani, «abbiamo riscontrato parecchi apprezzamenti. In molti si stanno già organizzando per seguire la nostra scia. Ora però speriamo di andare oltre. Siamo parecchio motivati. Il nostro vuole essere innanzitutto un esempio. Sarebbe bello che il mondo dello sport veronese donasse compatto una parte di quei soldi ora fermi con l’attività bloccata», l’ulteriore invito. «Sono convinto che alla fine si otterranno degli ottimi risultati. Saremmo orgogliosi se questo progetto venisse abbracciato anche da altre discipline. Ci sono tutte le premesse per riuscire nel nostro intento». Un messaggio di speranza in un momento così duro. Questi sono i riferimenti scelti dalla società VI.VAVolley con donazione alla sezione di Verona del’ Associazione nazionale Alpini. IBAN: IT16 V084 1677 4800 0000 0300204BIC:ICRAITRRBKOCausale: emergenzacoronavirus - covid-19 e il nome della società.•

(Fonte l’Arena - Alessio Faccincani)

Alpiniadi 2020: le penne nere veronesi salgono sul podio

È quasi un ritorno al passato, sulle cime innevate delle Alpi della Valle d’Aosta. Un richiamo annuale che gli alpini non possono e non vogliono ignorare e che in questi giorni ha portato in vetta per le Alpiniadi 2020 oltre un centinaio di Penne Nere veronesi. Da venerdì e fino ad oggi, gli atleti veronesi si sono sfidati in varie prove, salendo sul podio più di una volta.

Il primo e più rilevante successo proprio in prima giornata, nella prova di scialpinismo sul tracciato di La Thuile che ha visto gareggiare, tra le 200 squadre con 400 atleti partecipanti, 8 squadre veronesi. Una di queste, quella formata da Mattia Tanara e Matteo Solstizio, classe 2000 e 2001, ha ottenuto il primo posto assoluto. “Forte vento in quota che cancellava le tracce e un percorso davvero impegnativo ma abbiamo spinto forte ed è andata bene: siamo molto contenti. Alle gare degli alpini si va anche con questo meteo, il vero scialpinismo è questo”, hanno commentato i due giovani a fine gara, stanchi ma soddisfatti. Complessivamente, la sezione veronese si è guadagnata l’argento posizionandosi seconda.

Ieri mattina, a Cogne, è stato ancora una volta il giovane atleta Mattia Tanara a salire sul podio. La disciplina che lo ha visto vincitore è lo sci di fondo. Gli alpini hanno gareggiato su due differenti percorsi di 5 e 10 chilometri.

Aosta ha ospitato invece le gare di biathlon, ieri pomeriggio, con un percorso artificiale di sci di fondo allestito in piazza Chanoux sul tracciato delle pista in plastica Neveplast, e una sfida con carabina laser. I veronesi in gara erano otto, 200 complessivamente i partecipanti. Diego Menegazzi, atleta aggregato classe 1973, ha ottenuto il terzo posto, mentre complessivamente la sezione dell’ANA Veronese ha conquistato il gradino più alto del podio.

Oggi è toccato alla velocità e all’adrenalina con la sfida dello slalom gigante, a Pila: 15 gli atleti veronesi, oltre 500 gli iscritti. I risultati saranno noti nel tardo pomeriggio o in serata.

“Una sezione che si presenta così lontano con una cinquantina di atleti e conquista questi risultati non può che essere motivo d’oroglio per tutti noi e per tutto il veronese. La sezione a livello sportivo è molto forte e viva”, ha commentato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli, salito sulle cime della Val d’Aosta per sostenere le penne nere veronese. “Un plauso va agli organizzatori”, aggiunge il presidente citando Remo Pigozzi, responsabile sportivo della sezione, insieme a Giuseppe Bombieri per i discesisti e Francesco Grisi per fondo, scialpinismo e biathlon. “La presenza di così tanti alpini e amici degli alpini nelle discipline invernali è un ritorno alle origini che ci fa molto piacere, è un volano importante per coinvolgere le giovani generazioni, passando loro lo spirito di aggregazione e i valori genuini dello sport”, aggiunge Bertagnoli.

Presente come sempre e in un’ottima forma anche quest’anno, Alessandro Perin. Classe 1933, con i suoi 87 anni e una grinta da far invidia a molti quarantenni, è stato in assoluto l’atleta più anziano in gara.

Complessivamente, sono 50 le Sezioni iscritte, per un totale di quasi 1.500 atleti gara, con rappresentanze provenienti anche dalla Sicilia e dal Lazio. Numeri importanti che scandiscono il crescente successo delle Alpiniadi invernali, creatura sportiva dell’Associazione Nazionale Alpini giunta quest’anno alla terza edizione. Oltre allo sport, in questa tre giorni valdostana, c’è stato spazio anche per il ricordo. Ad Aosta, le penne nere si sono radunate per rendere onore al monumento al Soldato Valdostano, un omaggio corale e dovuto ai nostri Caduti.

Ufficio stampa ANA VERONA     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il nostro presidente Luciano Bertagnoli fa un appello alla fratellanza e all'unione, «per uscire da questo lungo buio».

La nostra sezione è stata colpita dai lutti proprio a causa del coronavirus, ma comunque in prima linea in questi giorni con diverse centinaia di volontari per aiutare gli altri come il riallestimento degli ospedali dismessi, nella consegna dei dispositivi di protezione, nella consegna di pasti e farmaci.

«Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani», dice Bertagnoli, «dobbiamo essere uniti. Questa è una tragedia del tutto simile a una guerra, con un nemico silenzioso e invisibile. Ma ne verremo fuori come persone migliori. La primaverà arriverà».

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Provinciali Alpini - Gli Alpini in Vetta -

Provinciali Alpini - Gli Alpini in Vetta -

Le penne degli alpini veronesi svettano sulle nevi di Brentonico. Lo slalom gigante “4° Memorial Agostino Soardi”, organizzato sulle piste di Polsa in collaborazione con il gruppo ANA di Mori, ha sancito la buona riuscita dell'appuntamento invernale del 12 gennaio scorso. La pista della Montagnola ha registrato un numero abbastanza ristretto di partecipanti che comunque hanno movimentato questa edizione dei Campionati Provinciali della sezione ANA di Verona.

Per la cronaca i titoli sono stati assegnati a G.Carlo Signoretto nella categoria Master a/4, sul gradino più basso anche Gianni Pasquetto, entrambi del Gruppo di Quinto, mentre nella Master a/5 Alberto Peretti del Gruppo Verona Centro ha sopravanzato Paolo Beghini di Sant'Ambrogio. Nella b/6 la vittoria è andata a Lucio Pedrazzini dell'ANA S. Zeno e nella b/7 il podio se lo è aggiudicato Alfredo Salerno del Gruppo di Verona Centro. Per chiudere, Alberto Cipriani di Verona Centro si aggiudica il titolo per gli Amici degli Alpini.

A seguire, il calendario sportivo prevede la trasferta in Val d'Aosta per le gare nazionali. Dal 14 al 16 febbraio la rappresentativa veronese sarà chiamata a ribadire la sua costante presenza nell' alta classifica nazionale e confermare gli ottimi risultati individuali conseguiti nell' edizione precedente di Alleghe.

“L’Ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini sarà attivato in tempi brevissimi, d’intesa con la Regione Lombardia, non appena sarà assicurata la disponibilità del personale sanitario”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero: “Abbiamo aderito subito alla richiesta della Regione di intervento della nostra Colonna Mobile, per cercare di alleviare la difficilissima situazione della provincia di Bergamo – sottolinea Favero – facendo presente però che il nostro personale sanitario, che è su base volontaria e che normalmente lavora negli altri ospedali, era già pressoché tutto impegnato nelle strutture in cui opera quotidianamente. Una volta ricevuta la formale assicurazione che medici ed infermieri sarebbero stati assegnati al costituendo ospedale direttamente dalla Regione, abbiamo attivato il nostro dispositivo, che logisticamente si trova già nella base di Orio al Serio, vicinissimo alle strutture della Fiera di Bergamo”.

“Comprendiamo perfettamente – continua Favero – le difficoltà del momento e siamo stati perciò confortati dall’apprendere dal Presidente lombardo Fontana che il personale sanitario sarà reperito con la collaborazione di altre Regioni. Pertanto – conclude il presidente delle penne nere – assicuriamo la nostra prontezza logistica nell’attivare quello che è il più grande ospedale da campo civile d’Europa, come è nelle dimostrate tradizioni di solidarietà, disponibilità ed efficienza degli alpini in congedo”.

https://www.ana.it/2020/03/19/ospedale-da-campo-gli-alpini-sono-sempre-pronti/?fbclid=IwAR2JJ7r2M0PmY16imW39Pr3WK1WxTT-eMLp-D41iUjIOu9Ozg35Xwf6ovDY

Per info sulla Sanità Alpina-Ospedale da campo www.ana.it/ospedale-da-campo/

 

Sono 500 i volontari dell'associazione nazionale alpini di Verona in forza alla Protezione Civile che da quasi un mese si stanno spendendo nell'emergenza coronavirus.

Sono stati tra i primi a mobilitarsi montando le tende per il triage allestite nelle scorse settimane fuori dagli ospedali cittadini e della provincia: Borgo Trento, Borgo Roma, Bussolengo, Isola della Scala, Caprino Veronese, Valeggio sul Mincio, Zevio.

Da ieri, sono scesi in campo un altro centinaio di persone: un’ottantina all’interno dell’ospedale di Bussolengo e il resto in quello di Isola della Scala dove, con oggi, sarà ultimata la sistemazione di 120 nuovi posti letto disposti su tre piani e destinati ai pazienti di Covid-19. «In pochi giorni abbiamo reso disponibili circa 200 posti letto. Ultimato questo intervento, rimarremo a disposizione e aspetteremo le prossime indicazioni. Anche questa è una guerra e anche in questo caso i nostri alpini, i volontari, hanno risposto immediatamente alla chiamata dimostrando massima disponibilità e operando ininterrottamente, facendo ciascuno anche doppi turni», spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli che sta seguendo sul campo gli interventi di questi giorni.

Anche gli alpini però si sono dovuti confrontare con la mancanza di mascherine: attivata quindi una campagna di raccolta fondi attraverso una piattaforma online creata appositamente. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA si può donare attraverso l’IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300.

Offerte anche online al link https://www.gofundme.com/f/gli-alpini-per-l039emergenza-coronavirus-covid19?member=3916080&utm_medium=email&utm_source=customer&utm_campaign=p_email%2Binvitesupporters

Da oltre 48 ore all’Orlandi di Bussolengo è un via vai ininterrotto di mezzi e camionette della Protezione civile e di volontari in divisa gialla e caschetto che stanno riallestendo il terzo e il quarto piano della struttura con l’attrezzatura necessaria per accogliere degenti. Le manovre hanno destato curiosità e apprensione tra la popolazione, che si interrogava sulle ragioni dell’operazione attraverso i social e le chat. L’altro ieri il sindaco, Roberto Brizzi, scriveva su Facebook: «Vorrei fare chiarezza su quanto sta accadendo all’ospedale. Sicuramente a molti non è sfuggito il movimento di mezzi in queste ore. Le autorità competenti mi hanno informato che è relativo all’allestimento di 70 posti letto al terzo e quarto piano per ospitare pazienti non gravi affetti da Codiv-19, nel caso fosse necessario».

Il sindaco prosegue anche ringraziando Protezione civile e associazione alpini, al lavoro in queste ore. Letti attrezzati e comodini sono stati recuperati nei locali dell’ex Ipab, acquisita negli anni scorsi dall’Ulss 9 Scaligera, mentre oggi è prevista la sanificazione dei locali dell’ospedale Orlandi al momento inutilizzati. Ma altri letti e attrezzature pare saranno portati anche in altri presidi ospedalieri della provincia per fronteggiare le necessità.

I sindaci di Isola della Scala e di Zevio accennano a una riunione con la Protezione civile e all’imminente arrivo di letti per reparti, anche in questo caso per post acuti, a Zevio e Isola della Scala. Ma per ora manca qualsiasi dichiarazione ufficiale dell’Ulss 9. Intanto, anche all’ospedale Pederzoli di Peschiera sono ore di superlavoro per riuscire a garantire assistenza al maggior numero di pazienti possibile. Come evidenziato in questi giorni da Aiop, l’associazione che raggruppa le strutture venete del privato convenzionato, la collaborazione viene garantita al cento per cento. 

https://www.larena.it/home/provincia/all-orlandi-arrivano-70-nuovi-letti-per-le-emergenze-1.7990119?fbclid=IwAR1gCmAPNc3w6hLN8y--Ebmo8ot7UIldwiAK3inTvDcxC_4DKoykkYGRdwc

EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19
 
In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali consueti di raccolta fondi da destinare poi ad un progetto che verrà successivamente condiviso e deciso dal Consiglio Sezionale Provinciale, ha scelto di attivare una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI anche attraverso una piattaforma online creata appositamente per aiutare e raccogliere fondi.
 
Attraverso il nostro IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA
 
Inoltre, grazie al potere dei social network e di internet, nasce il CROWDFUNDING che offre la possibilità e l'opportunità di raccogliere fondi per i propri obiettivi e per aiutare gli altri a superare questa difficoltà.
 
Abbiamo quindi attivato in aggiunta, anche una campagna sul sito GoFundMe, che è il sito numero 1 al mondo e la piattaforma più affidabile per raccogliere fondi online gratuitamente.
 
Ti invitiamo quindi a divulgare attraverso i TUOI SOCIAL questi dati e questo link inform

Per qualsiasi informazione la Segreteria resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
#iorestoacasa  #andratuttobene
 
 
EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19
 
In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali consueti di raccolta fondi da destinare poi ad un progetto che verrà successivamente condiviso e deciso dal Consiglio Sezionale Provinciale, ha scelto di attivare una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI anche attraverso una piattaforma online creata appositamente per aiutare e raccogliere fondi.
 
Attraverso il nostro IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA
 
Inoltre, grazie al potere dei social network e di internet, nasce il CROWDFUNDING che offre la possibilità e l'opportunità di raccogliere fondi per i propri obiettivi e per aiutare gli altri a superare questa difficoltà.
 
Abbiamo quindi attivato in aggiunta, anche una campagna sul sito GoFundMe, che è il sito numero 1 al mondo e la piattaforma più affidabile per raccogliere fondi online gratuitamente.
 
Ti invitiamo quindi a divulgare attraverso i TUOI SOCIAL questi dati e questo link informando tutti i tuoi contatti di questa iniziativa della Sezione Alpini Verona.
 
Per qualsiasi informazione la Segreteria resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
#iorestoacasa  #andratuttobene
 

"Sono entrata nel campo profughi e ho smesso di essere bambina, non sono stata più capace di giocare". Marina Smaila.

Inoccasione della giornata del ricordo Valeggio sul Mincio ospita Marina Smaila, esule fiumana dell' ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).

Sarà presente anche Gualtiero Manganotto Vice Presidente della  ANVGD

Martedì 11 Febbraio 2020 alle ore 20.30 presso la baita degli alpini di Valeggio sul Mincio in via Baden Powell.

 

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