Senza assembramenti. Il solenne centenario della nostra Sezione

Senza assembramenti - Il solenne centenario della nostra Sezione.

Memoria storica, passione e impegno per un nuovo secolo. Il grande cuore alpino veronese oltre le ingiurie del coronavirus.

Cent’anni fa quelle poche decine di reduci alpini, patrioti idealisti e coraggiosi, innamorati della vita e della libertà, che dettero vita alla nostra Sezione mai forse avrebbero immaginato che anno dopo anno la famiglia delle penne nere veronesi si sarebbe accresciuta a ritmi esponenziali e ad un secolo di distanza il loro numero si sarebbe centuplicato, oltrepassando le ventimila unità e l’associazione sarebbe divenuta, quale è, una delle più forti, radicate e amate dell’intero territorio provinciale. Sono stati cent’anni di crescita e di passione, cent’anni di impegno concreto e costruttivo, contrassegnati dall’amore per la Patria, dal rispetto dei Padri e della loro memoria, ma anche da onestà, generosità e trasparenza nell’agire, da culto per fraternità, amicizia, solidarietà, valori fondanti del vivere sociale, e da sostegno ad ogni iniziativa di promozione della pace. 

In cent’anni l’Associazione s’è guadagnata la stima, la fiducia, la gratitudine e l’affetto della popolazione e delle istituzioni, tanto che oggi più di sempre tutti sanno che in ogni emergenza, in ogni calamità, in ogni momento difficile gli alpini sono sempre pronti ad accorrere con tempismo, determinazione, competenza e umanità.

Per celebrare degnamente questo suo primo secolo di vita la nostra Sezione aveva programmato per ottobre molteplici iniziative e tre giorni di festeggiamenti e manifestazioni solenni in piazza Brà e in Arena nel cuore di Verona oltre che in tutta la provincia; la ripresa, però, nel mondo ed in Italia dei contagi dovuti al Corona virus ha costretto i dirigenti a decidere, responsabilmente, di rimandare ad altro momento ogni occasione di assembramento. La ricorrenza centenaria è stata comunque solennizzata in tutti i modi compatibili con le limitazioni imposte dalle autorità a salvaguardia della salute pubblica.

I media.

Del centenario della Sezione Alpini di Verona si sono occupati con ampiezza i media.

(radio e tv locali …); ne hanno scritto “L’Alpino” e ripetutamente vari organi di stampa cittadina; in particolare “L’Arena” con molteplici articoli ha ripercorso con sensibilità e accuratezza le tappe più significative della vita dell’associazione, ricordandone il momento costitutivo avvenuto in Gran Guardia l’11 aprile 1920, le figure dei presidenti che l’hanno guidata negli anni, dal primo di essi, l’avv. Sancassani, al colonnello Marchiori, indimenticato “papà degli alpini”, ed a quanti gli succedettero, tra i quali  giganteggia il grande Mario Balestrieri, che ne resse le sorti per un trentennio e fu pure prestigioso presidente nazionale. La stampa ha pure sottolineato la straordinaria vitalità della nostra Sezione, dei nostri Gruppi e della nostra Protezione Civile nella vita delle comunità locali, nella cultura, nelle iniziative di solidarietà, nello sport, nelle feste, nelle ricorrenze ed in ogni momento fondamentale di questa nostra società che ha sempre più bisogno di memoria e di certezze e fiducia verso il futuro.                                                                             *

Per il centenario la Sezione di Verona ha curato un elegante folder o cartella contenente una sintesi di dati storici, immagini e due cartoline; ha inoltre realizzato attraverso concorso un grande manifesto, una medaglia artistica ed alcuni striscioni contenenti messaggi forti degli alpini, destinati ad essere esposti presso tutte le sedi dei Gruppi della provincia. È stato pure dato alle stampe un corposo volume Intitolato “1920-2020, Sezione Alpini, Cent’anni con Verona”, ricco di dati inediti, immagini e notizie sulla storia della Sezione, le sue figure di rilievo, i cappellani, i poeti, le attività nei settori sport, protezione civile, solidarietà ed altro ancora.

La conferenza stampa, prova di responsabilità. Fra settembre e ottobre si svolsero vari incontri di commissioni ed organi sezionali volti a definire ed organizzare le iniziative per il centenario programmate per i giorni di venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 ottobre. L’8 ed il successivo 13 ottobre, però, sopraggiunsero nuove restrizioni legate al Corona virus che azzerarono ogni possibilità di manifestazioni ad ampio coinvolgimento di partecipanti. Immediatamente i responsabili della Sezione indissero per venerdì 16 ottobre una conferenza stampa in sede: il presidente Luciano Bertagnoli, con profonda amarezza ma grande senso di responsabilità, comunicò la sospensione e il rinvio a data da destinarsi di tutte le manifestazioni per il centenario comportanti assembramenti. Alla conferenza stampa intervenne anche il presidente nazionale Sebastiano Favero, che, a conforto degli alpini veronesi, espresse considerazioni di grande apprezzamento per la nostra Sezione, una delle più “storiche” dell’Associazione ed una delle più importanti in termini numerici e per partecipazione ai valori statutari. Egli concluse rivolgendo un pensiero al futuro del mondo alpino, ribadendo la necessità della reintroduzione di un servizio obbligatorio non necessariamente militare, che assicuri il passaggio di testimone tra vecchi e giovani di quei valori alpini che continuano ad essere fondamentali per la società. Ulteriori considerazioni svolse il direttore de “L’Alpino” don Bruno Fasani, che citando un passo dell’ultima enciclica di Papa Francesco sottolineò gli effetti deleteri dello svuotamento di memoria che caratterizza il nostro tempo e danneggia soprattutto i giovani: una tendenza da invertire, perché fare memoria è dare un contenuto alla storia. Il sindaco Federico Sboarina rinnovò la vicinanza agli alpini, esprimendo apprezzamento e gratitudine per la sicurezza da loro sempre garantita in ogni evento della vita cittadina. A chiusura il presidente Bertagnoli comunicò che, comunque, nei giorni destinati alle celebrazioni il cuore di Verona, la Bra con l’Arena, la Gran Guardia e Palazzo Barbieri sarebbero stati inondati di tricolori per l’anniversario alpino, con una gigantografia luminosa celebrativa del centenario della Sezione; egli inoltre promise che sarebbe andato da solo a rendere onore ai caduti presso il Sacrario nel Cimitero Monumentale e presso la storica targa del 6° alpini.

Il cuore di Verona tutto in tricolore. Ed effettivamente, grazie alla collaborazione del Comune e di AGSM, sotto una delicata pioggerellina, la sera di venerdì 23 ottobre come d’incanto tutto il centro città s’accese dei colori nazionali, dall’antico anfiteatro ai palazzi del Comune fu un unico afflato patriottico, quello stesso che da un secolo anima la grande famiglia alpina di Verona, terra madre d’alpini eroici e d’alpinità intramontabile. A piazza apparentemente semivuota, dai gradini di Palazzo Barbieri una serie di oratori, il sindaco Sboarina, il presidente Bertagnoli, il vicepresidente nazionale Ercole, il presidente della Provincia e la rappresentante dell’AGSM, tesserono glorie e meriti degli alpini: li seguirono in diretta facebook le penne nere disseminate in ogni angolo della provincia: lontani, ma pur vicini con l’anima, con la mente e con il cuore gonfio d’emozione, di commozione e d’orgoglio d’essere comunque presenti. E la Brà rimase un unico, spettacolare, indimenticabile tricolore d’italianità alpina per tre notti di seguito.

Onore al Sacrario ed alla targa del 6°. Altro scenario, altri brividi di commozione domenica mattina, dapprima al Sacrario in Cimitero Monumentale, dove a passo sicuro e cadenzato il presidente Bertagnoli percorse da solo, con solennità, il lungo viale, bordato d’alberi silenziosi e raccolti, che porta al tempio neoclassico ove sono custoditi i resti di innumerevoli caduti in guerra. Distribuiti, distanziati, in muto silenzio v’erano anche alpini, ognuno con mascherina d’obbligo. Il Presidente non mancò di deporre un segno d’onore e di memoria sulle tombe di due eroici alpini, medaglie d’oro: Libero Vinco, caduto di Russia, e Giovanni Fincato, martire della Resistenza.

Poi, ultimo atto solenne, onore a tutti i caduti alpini dinanzi all’imponente ed artistica targa bronzea, opera dello scultore brindisino Edgardo Simone, collocata il 19 ottobre 1924 sulle mura  presso la Gran Guardia e spostata nella posizione attuale il 19 aprile 1953: impreziosita dai versi  del poeta alpino Sandro Baganzani “alle aquile del VI Alpini / che le penne insanguinarono / su tutte le cime / a prova di ferro tormente valanghe / per il più libero volo”. In quello stesso momento in ogni Comune della provincia, dinanzi ad ogni monumento, gli alpini celebravano il centenario onorando compostamente i caduti in difesa della Patria. Magia e potenza dell’unità di sentimenti, della forza della memoria, dell’incrollabilità dei valori di cui gli alpini restano custodi. Vasco Senatore Gondola.

                                                                

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