I cento anni dell’A.N.A. Verona: i momenti del ricordo

I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: I MOMENTI DEL RICORDO

Sono le 10 del mattino quando dall’interno del Sacrario Militare, al Cimitero Monumentale, risuona il silenzio. Negli stessi istanti, nelle oltre 200 baite capillarizzate sul territorio, c’è l’alzabandiera e l’onore ai caduti. Subito dopo, viene recitata la Preghiera dell’Alpino. Le Penne Nere veronesi si dimostrano forti e unite nonostante le distanze imposte dalla pandemia.

I festeggiamenti per il Centenario dell’A.N.A. Verona che avrebbero dovuto svolgersi in questi giorni in piazza Bra e in Arena sono stati cancellati. Ma una delegazione di alpini, tra cui il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli insieme al comandante del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger” Marco Manzone, ha voluto ugualmente rendere omaggio ai caduti in due distinte cerimonie del ricordo, in onore ai caduti. Prima al Sacrario Militare e poi sotto la targa del 6° Reggimento alpini sulla cinta muraria di piazza Bra, a lato del Palazzo della Gran Guardia.

Tra i pochissimi alpini presenti, un rappresentante della Protezione Civile e tre penne nere in uniforme storica a testimoniare anche visivamente il passaggio di testimone tra il passato, solido e fondante, il presente e il futuro, dinamico ma saldamente basato sui valori alpini dello spirito di comunità e solidarietà. “Ricordare i nostri avi e i nostri caduti è l’essenza dell’ANA. In un’emozione indescribile, questa mattina abbiamo onorato la loro Memoria. In pochi, pochissimi al Sacrario e sotto le Aquile del 6°. Contemporaneamente in tutte le nostre baite dei 200 gruppi si è levata una bandiera, si sono ricordati i caduti in una cantena invisibile eppure fortissima di unione e sinergia”, commenta Bertagnoli. “In quegli istanti ho pensato anche agli occhi smarriti dei nostri malati negli ospedali, all’enorme responsabilità che ancora una volta hanno i nostri sanitari, alla responsabilità che ognuno di noi deve avere: è necessario seguire le regole senza gli eccessi che sto vedendo in questi giorni in alcune piazze”, ha aggiunto il presidente dell’ANA, spaziando dal ricordo dei caduti in guerra all’attualità delle ultime ore.

Dei festeggiamenti per il Centenario – rinviati una prima volta la scorsa primavera (data della fondazione ufficiale dell’ANA Verona è l’11 aprile 1920) e ora di nuovo congelati sempre a causa dell’emergenza sanitaria – è rimasto anche il tricolore che da venerdì e fino a questa sera notte illumina i monumenti di piazza Bra. Oltre all’anfiteatro, i colori dell’Italia troneggiano anche sulla facciata del Palazzo della Gran Guardia mentre su Palazzo Barbieri è proiettato il logo del Centenario.

“Questa importantissima ricorrenza avremmo voluto festeggiarla mettendo un altro fiocco rosa o azzurro, celebrando la nascita di un altro battaglione che si è aggiunto al mio reggimento: il battaglione Intra”, ha annunciato Manzone. “È solo una pausa operativa, ritorneremo all’attacco e vinceremo. Queste difficoltà passeranno, ora è necessario trarre la forza dai colori che stanno illuminando i monumenti di piazza Bra. E poi con il motto che contraddistingue il reggimento: In adversa ultra adversa, contro le avversità oltre le avversità”, ha aggiunto il comandante.

Hanno tenuto ad essere presenti e a testimoniare così la propria vicinanza all’ANA Verona, l’assessore al Decentramento Marco Padovani, il consigliere regionale Alberto Bozza, il presidente dell’Agec Roberto Niccolai.

“Tornerà la primavera e allora potremo finalmente mettere in atto anche la seconda parte delle celebrazioni del Centenario, che ci vedrà ancora una volta uniti e insieme questa volta con spirito di festa”, è l’augurio di Bertagnoli.

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