Alpini sempre in prima fila quando si parla di solidarietà: anche nella bassa veronese si è pensato di fare qualcosa per sostenere la popolazione colpita dal sisma del centro Italia lo scorso 24 agosto: già la domenica successiva al tragico evento, i dieci gruppi della zona si erano mobilitati con una raccolta fondi effettuata offrendo delle mele, fornite tramite i supermercati Tosano, dal consorzio Val di Non, Val Venosta e la locale cooperativa ortofrutticola O.B.A. di Angiari. Alla raccolta si erano affiancati, oltre al Comune di Legnago, anche le parrocchie di San Martino Legnago e Casette con le rispettive “Charitas” e alcuni privati cittadini. Oltre a questo, i vari gruppi alpini si sono mobilitati nei propri paesi con diverse raccolte tutte finalizzate allo stesso progetto. Molto significativo e cospicuo il contributo del Comitato feste di Villabartolomea,  che ha messo a disposizione il ricavato della locale sagra di San Bartolomeo:  “Oltre alla sagra, avevamo deciso di organizzare un evento culinario il ricavato del quale sarebbe andato ad Amatrice”, spiega il presidente del comitato feste Michele Battaglia, “così in collaborazione con Avis, circolo Noi e gruppo alpini di Villabartolomea l’abbiamo organizzato, ritenendo poi molto valido il progetto della zona basso veronese che ha donato la tensostruttura  al Comune di Castelsantangelo sul Nera”. “La ricerca di intervento a favore di una comunità bisognosa non è stata semplice”, spiega Maurizio Mazzocco, capogruppo alpini di Legnago, “resa difficile se non impossibile per le difficoltà burocratiche tuttora esistenti, che impediscono di operare fuori dalla struttura governativa. Abbiamo avuto un contatto che ci ha portato a conoscere la realtà di un piccolo Comune in provincia di Macerata, che ha avuto l’80% delle case distrutte ed il rimanente inagibili. Abbiamo stabilito un contatto con il Sindaco Mauro Falcucci, che abbiamo messo in collegamento con il Sindaco di Legnago Clara Scapin e con il Parroco, sempre di Legnago, Don Diego Righetti.  A Castelsantangelo non ci sono telecamere, nè visite illustri, ma soltanto una angosciante desolazione piena di macerie dalle quali spuntano travolte tracce di una vita irrimediabilmente distrutta. L’unica positività è che non ci sono state vittime, perché al momento del sisma tutti erano fuori casa”.

Il 23 maggio scorso 25 Alpini dei vari Gruppi della zona basso veronese si sono così recati a Castelsantangelo sul Nera per montare la tensostruttura che ha avuto un costo di 11 mila euro; essa verrà utilizzata come sala polifunzionale e come luogo di culto per le sante messe. Questo è un primo passo, gli alpini hanno a disposizione ancora qualche disponibilità e stanno valutando la possibilità di un altro intervento di solidarietà. Il cuore alpino non si ferma mai: batte sempre ovunque e per chiunque ne abbia bisogno. Roberto Zorzella

Per gli Alpini colloquiare con i giovani è possibile, piacevole e costruttivo, perché gli Alpini hanno molto da raccontare e preziosi e validi modelli di vita da offrire, ed i giovani hanno voglia di ascoltare parole oneste e concrete per il futuro loro e dell’Italia. Tutto questo è emerso in un piacevole incontro svoltosi presso la baita alpina di Colognola ai Colli, organizzato dal locale Gruppo in collaborazione con il Comune. Presenti un buon numero di soci e di studenti, ha coordinato il consigliere di zona Agostino Dal Dosso, ha aperto i lavori il capogruppo Renzo Dal Ben e sono intervenuti il Presidente Luciano Bertagnoli, il sindaco Claudio Carcereri de Prati, la dirigente scolastica  Donatella Mezzari ed il direttore de “Il Montebaldo” Vasco Gondola. Con immediatezza e semplicità, essi hanno parlato non solo di storia e del ruolo che in essa hanno avuto gli alpini, ma anche dei problemi del nostro presente, del vuoto di valori che mina dall’interno la “società liquida” attuale, improntata a disimpegno, consumismo ed egoismo, e del ruolo forte che ancora spetta agli alpini, esempi viventi di onestà, generosità e solidarietà. Bertagnoli è riuscito a coinvolgere nel dibattito i ragazzi ed ha illustrato loro la prospettiva concreta, ora all’esame del Governo, di istituzione di un “servizio per la Patria” di sei mesi, obbligatorio per tutti, formativo per la loro personalità e per il loro ruolo di cittadini consapevoli. I giovani presenti sono intervenuti sull’argomento dicendosi favorevoli all’iniziativa, purchè attuata in forme di attività concrete ed utili. L’incontro, che è stato di arricchimento e di piena soddisfazione per tutti, si è chiuso con l’impegno che il dialogo tra Alpini, Istituzioni, giovani e mondo della scuola continui attraverso un programma organico di incontri e iniziative, e con l’auspicio che l’esperienza di Colognola si ripeta ovunque. Infine una piacevole risottata in amicizia, nonché un ricordo dell’indimenticato mons. Giuseppe Gonzato (1889-1953), figlio di Colognola, che fu generoso ed eroico cappellano militare nella Grande Guerra e per lunghi anni amato cappellano della Sezione ANA veronese.

Raduno del Battaglione “Gemona”

 Il primo Aprile 2017 si è tenuto il 6° Raduno del Battaglione Alpini “Gemona”. La manifestazione, organizzata dall'Associazione “Mai Daur” e dalla Sezione di Gemona del Friuli, è cominciata con la sfilata per le vie cittadine di Tarvisio e le celebrazioni di rito, per poi spostarsi in serata a Gemona del Friuli, per l'Assemblea associativa e la serata a Teatro, con la presentazione del progetto “Su Pei Monti”.

Il progetto “Su Pei Monti” ha visto l'Associazione “Mai Daur” coordinare gli sforzi di volontari CAI ed Alpini, la gestione di donazioni da sponsor privati, per ripristinare il Sentiero 649 noto come “Sentiero del Battaglione Alpini Gemona”. Infatti tra gli scopi associativi vi è anche, oltre al ricordo dei Caduti, il mantenimento della memoria storica.

La domenica successiva, sempre a Gemona, dopo il consueto alzabandiera alla presenza di reparti in armi della Brigata “Julia”, della Fanfara e delle Autorità, sono cominciati i festeggiamenti. Una interminabile schiera di Alpini del “Gemona”, divisi per Compagnie ma uniti da un unico Spirito, ha sfilato per le vie cittadine, tra i colori di una comunità festante e commossa.

L'associazione “Mai Daur”, nata nel 2013, fedele allo spirito ANA ha lo scopo di mantenere vivo il culto della Patria, custodendo ed esaltando il patrimonio spirituale rappresentato dalle gesta di chi ha servito in pace ed in guerra nel Battaglione Alpini “Gemona”, e di commemorare i Caduti.

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Due giorni di emozioni, commozione e passione patria quelli vissuti l’8 e 9 luglio scorsi ad Asiago e sul monte Ortigara nel centenario di quella tragica, interminabile battaglia che, nell’anno più difficile della Grande Guerra, dal 10 al 29 giugno 1917, inghiottì migliaia di giovani combattenti italiani ed austro-ungarici. Per noi italiani un pellegrinaggio nazionale, in cui ricordare con devoto rispetto e gratitudine i protagonisti di quel dramma e trarre da quella montagna, che padre Bevilacqua definì “monumento del sacrificio umano”, l’insegnamento per un futuro in cui la guerra e la violenza siano bandite per sempre e lascino il posto alla realtà più bella, preziosa e necessaria della vita, la pace tra i popoli.

Organizzato dalle Sezioni di Verona, Asiago e Marostica in accordo con l’ANA nazionale, l’evento ha visto una partecipazione massiccia di enti pubblici, rappresentanze di associazioni d’arma di tutta Italia e soprattutto degli Alpini, sia in armi, sia in congedo, oltre che del Consiglio Nazionale dell’ANA; esso è stato reso particolarmente significativo dalla presenza di rappresentanze dell’associazione Rainer, erede del disciolto 59° reggimento asburgico di Salisburgo, e di una delegazione slovena.

La prima fase del centenario ha avuto inizio sabato pomeriggio con l’ammassamento alpino presso il palaghiaccio, da dove, dopo l’alzabandiera e gli onori al labaro del Comune di Asiago ed a quello dell’ANA,  ha preso il via una solenne sfilata alpina, che si è snodata per le vie della città pavesate di tricolori, fino al Sacrario del Leiten, realizzato negli anni trenta, ove sono raccolte le salme di circa 55.000 caduti italiani e austro-ungarici. Il rito sacro, concluso con la deposizione d’una corona, vi è stato celebrato da mons. Giampietro Gloder, classe 1958, nativo di Asiago, già ufficiale alpino, poi divenuto sacerdote, arcivescovo di Telde nelle Canarie, presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica e vicecamerlengo del Papa. In serata, presso la cattedrale di Asiago, s’è svolta una apprezzatissima rassegna corale alpina, con la partecipazione dei cori di Asiago, Marostica, Verona e dei Congedati della “Tridentina”.

La domenica successiva fin dalle prime ore del mattino  è iniziato il flusso di pullman e alpini verso il piazzale delle Lozze, punto d’inizio del pellegrinaggio verso la cima dell’Ortigara: un fiume di penne nere d’ogni età, provenienti da tutta Italia, con famiglie e tanti bambini, s’è snodato lungo il sentiero, facendo dapprima tappa alla soprastante chiesetta delle Lozze, voluta da don “Bepo” Gonzato. ed alla statua della Madonna, opera dello scultore  veronese Cinetto; presso la chiesetta tutti i duecento Gruppi Alpini  della Sezione di Verona hanno depositato un sacchettino contenente  terra del loro paese, con la quale è stato creato un giardino dedicato ai caduti veronesi dell’Ortigara; in esso sono stati messi a dimora semi di myosotis perennis, il “nontiscordardimè”, fiore simbolo di ricordo imperituro del loro sacrificio. Il pellegrinaggio è proseguito tra mughi, rododendri in fiore, doline e avvallamenti fino al Vallone dell’Agnellizza, detto anche “Vallone della Morte”, e da qui su per il costone dei Ponari fino alla sommità di Monte Ortigara, dominata dalla “Colonna Mozza” postavi nel 1920: brullo pianoro lunare costellato di trincee, camminamenti e postazioni, regno del vento, del silenzio e della meditazione.

Il pellegrinaggio s’è svolto in forma composta e dignitosa, con compunzione e consapevolezza; il silenzio dei luoghi era mosso appena dal sussurro sommesso delli voci dei partecipanti.

Bambini agili come caprioli, anziani arrancanti, donne affaticate, baldi alpini: tutti sono giunti alla cima in tempo per la solenne cerimonia sul pianoro presso la campana dell’Ortigara. Oltre 2500 le persone presenti; di esse ben un terzo, più di 800, erano i veronesi, e 200 i gagliardetti della provincia scaligera: la Sezione ed i Gruppi hanno risposto d’empito e in totalità all’appello del presidente sezionale Luciano Bertagnoli, che aveva chiesto una prova d’amore e di riconoscenza di tutta Verona verso gli alpini dei battaglioni “Monte Baldo” e “Verona”  che sull’Ortigara combatterono eroicamente oltre i limiti umani  per l’onore d’Italia.

Nella spianata, dinanzi all’altare da campo, i dirigenti della Sezione di Verona hanno disposto  con ordine la folla dei presenti: picchetto armato, parà, gruppi storici, numerosi sindaci ( tra i veronesi  quelli di Colognola ai Colli, Cavaion, San Zeno di Montagna, Ferrara di Monte Baldo, Rivoli) ed autorità istituzionali (presenti anche la Regione con l’assessore Elena Donazzan, la provincia di Vicenza con Enrico Gondo, la Provincia di Verona con il consigliere  Ilaria Cervato); una cinquantina di labari sezionali e circa 300 gagliardetti di gruppi alpini da tutta Italia. Di questi i duecento veronesi portati da alfieri in casacca tricolore sono saliti sulla cima tutti insieme in teoria interminabile, con un effetto straordinario di forza e compattezza. Poi onori alla bandiera, onori al labaro dell’ANA e sfilata del consiglio nazionale dell’Associazione tra due ali di gagliardetti e bandiere innalzati verso il cielo: uno spettacolo emozionante e toccante. Nel corso del rito sacro i giovani di Asiago hanno donato un cappello alpino della guerra appartenuto ad un ignoto alpino, rinvenuto di recente in un anfratto della montagna. Durante la messa il vescovo di Padova mons. Claudio Cipolla, mantovano, alpinista, ha sottolineato la necessità della fratellanza, della coesione e della accoglienza, perché le divisioni portano solo ai conflitti, ieri come oggi; lo affiancavano alcuni parroci dell’altopiano e don Rino Massella, il cappellano della Sezione Alpini di Verona e il vero cappellano dell’Ortigara. Brevi, intense parole ha pronunciato il presidente della Sezione veronese Luciano Bertagnoli, ricordando i veronesi caduti sulla montagna divenuta per loro “monte della trasfigurazione”; parole energiche e richiamo alla solidarietà  sono venuti dal gen. Federico Bonato, comandante delle truppe alpine, che ha fatto vibrare i cuori dei presenti quando ha chiamato all’appello i 22 battaglioni che si sacrificarono sull’Ortigara; fremito d’orgoglio alpino ha espresso il presidente nazionale Favero con parole incisive, richiamando la continuità dell’impegno degli alpini, ieri in guerra, oggi nella solidarietà. È seguita la posa d’una corona alla “Colonna Mozza”; poi la cerimonia è proseguita presso il cippo al “Dente austriaco”, dove è stata deposta un’altra corona e l’associazione Rainer ha conferito una medaglia d’oro al presidente ANA Favero ed al gen. Bonato, e medaglie d’argento ad alcuni membri della Sezione di Marostica. Lungo il percorso è stato reso omaggio alla lapide posta in ricordo del ten. Adolfo Ferrero, qui morto a vent’anni, famoso per la commovente lettera da lui indirizzata alla famiglia poco prima di morire. Terminate le cerimonie, il momento privato in cui ciascuno ha contemplato i luoghi, ha cercato di rievocare mentalmente i momenti della battaglia immedesimandosi con i nostri giovani di allora che tra pioggia e nebbia andarono ripetutamente all’assalto, cercando di risalire le pendici rocciose sotto il fuoco implacabile delle mitragliatrici nemiche. Grazie ragazzi, non vi dimenticheremo e cercheremo che l’Italia di oggi sia degna di voi.

Guadagniamo la discesa, ardua non meno della salita, e ci imbattiamo in una bimbetta saltellante che ha in capo un berrettino con una scritta meravigliosa, “ Alpini sempre nel cuore”: viatico meraviglioso  per il futuro.  V.S.G.

Condanna della guerra, d’ogni violenza, orrore per il terrorismo attuale, gratitudine per quanti in passato hanno combattuto in difesa della Patria e soprattutto impegno di attenzione per i giovani, ai quali bisogna assicurare un futuro di lavoro, di valori e di pace. Questo il grande messaggio uscito dalla solenne celebrazione, la 35a, svoltasi sul Baldo domenica 18 giugno presso il Sacrario delle Peagne, dedicato ai caduti veronesi di tutte le guerre. Il Sacrario, eretto su terreno di proprietà del Comune di Caprino Veronese, ma in territorio amministrativo di Ferrara di Monte Baldo, venne realizzato tra il 1981 e il 1982, in quella località individuata e valorizzata dall’ANCR dopo che nel 1980 la Sezione ANA di Verona vi aveva celebrato con particolare solennità il proprio sessantesimo di fondazione, alla presenza del presidente provinciale Pier Emilio Anti e del presidente nazionale Franco Bertagnolli; e dopo che gli alpini di Spiazzi avevano ripristinato il piccolo cimitero risorgimentale esistente nei pressi.

Ora il Sacrario è gestito dall’Associazione “Sacrario del Baldo onlus”, di cui è presidente Giancarlo Rama.

La celebrazione di quest’anno è stata resa particolarmente significativa dai messaggi di adesione pervenuti dal Presidente della Repubblica Sandro Mattarella, da Papa Francesco e dal Presidente della Regione Veneto Zaia, letti dallo speaker ten. col. Amedeo De Maio. Suggestiva la coreografia generale: presso le  98 lapidi recanti ciascuna il nome d’uno dei 98 Comuni veronesi, sventolava una bandierina tricolore collocata dagli organizzatori; e, accanto ad oltre una cinquantina di esse, aggiungevano una nota di colore e un segno di sensibilità patria il mazzo di fiori o la corona depostivi, con encomiabile sensibilità, dalle amministrazioni comunali presenti alla cerimonia. Non tutte, però, c’erano.

Hanno tenuto discorsi appassionati, coinvolgenti e convincenti lo stesso Rama, il presidente della Provincia Pastorello, Serena Cubico per il Comune di Ferrara, Bruno Buratto presidente dell’ANCR e altri. Un brivido di commozione ha accompagnato la consegna di diplomi a 93 reduci, un altro la lettura di tre preghiere da parte di un giovane. Santa Messa concelebrata dal cappuccino padre Cesare e dal cappellano ANCR don Oberosler; significativa la presenza del picchetto armato dell’Aeronautica, Terzo Stormo, di Villafranca; bravo come sempre il coro alpino La Preara; brava la fanfara della Tridentina; un mare di gonfaloni, tanti sindaci col cappello alpino, una platea di italiani silenziosi e partecipi, servizio d’ordine impeccabile curato anche dagli alpini, penne nere e copricapi d’altre armi ovunque, un sorriso di cielo azzurro intenso da immortalare, e tanta gioia e serenità in ogni cuore. Accanto ad alcuni sindaci, schierati con la fascia tricolore alcuni giovani, simbolo del nostro futuro che sboccia dal sacrificio dei padri. Lì s’è toccata con mano l’Italia vera, quella degli uomini semplici ed onesti, che la vogliono libera, grande, sicura e in pace. La nostra Italia. (V.S.G.)

Alpini e scuole, un accostamento sempre più diffuso nei paesi di Verona e provincia: a Terrazzo, il gruppo delle penne nere è intervenuto giovedì 8 giugno in occasione del saggio finale delle scuole medie e ha donato un defibrillatore. “Un gesto fatto col cuore”, ha commentato la professoressa Roberta Galetto che rappresentava l’istituto. Una breve ma sentita cerimonia, durante la quale il capogruppo Marco Visentin ha consegnato il prezioso apparecchio: “Ci pensavamo da due anni”, ha spiegato, “il costo era oneroso per noi ma poi ci siamo accordati con l’amministrazione comunale, con la quale abbiamo stabilito che ci sarebbero venuti incontro contribuendo con il corso di formazione per l’uso del defibrillatore”. Alla serata era presente il consigliere di zona Luigi Bicego e alcuni rappresentanti dei vari gruppi della zona basso veronese. Dopo una bella recita da parte dei ragazzi, la parola è passata al sindaco Simone Zamboni, il quale ha ringraziato ed elogiato gli alpini per la loro costante presenza e opera non solo in Italia ma anche nel mondo. Marco Visentin prima di consegnare l’importante strumento alla scuola ha ringraziato l’amministrazione comunale e i docenti per la collaborazione avuta con il corso formativo, essenziale per l’uso del defibrillatore: “Uno strumento fondamentale per salvare la vita in caso di improvviso arresto cardiaco. Naturalmente mi auguro che non si debba mai usare”, ha spiegato il capogruppo, “ma mi raccomando anche con i ragazzi di tenerlo sempre a portata di mano”. Alla serata era presente anche Mariolina Todesco, consigliere all’istruzione del comune di Terrazzo, la quale ha elogiato il gesto del gruppo alpini: “Sono sempre presenti quando c’è bisogno, per questo desidero ringraziarli”. Sicuramente, un atto di alto senso civico e di attenzione alla propria comunità, quello degli alpini di Terrazzo.   Roberto Zorzella

 

C’erano anche sette veronesi tra i sessanta giovani (35 maschi e 25 femmine) del Triveneto che l’estate scorsa, nell’ultima settimana di luglio, hanno voluto vivere una “sei giorni” di mininaia-protezione civile con gli alpini nella caserma “Monte Grappa” di Bassano: un’esperienza di autentica vita di caserma, senza telefonini, passatempi e svaghi serali, scandita da orari, regole, disciplina, studio, esperienze nuove di protezione civile, attività fisiche ed escursioni. In quei giorni essi hanno studiato storia, ed educazione civica, appreso elementi di primo soccorso, difesa personale, antincendio e svolto attività sportive, escursioni e roccia; e soprattutto hanno toccato con mano i significati di solidarietà e identità nazionale.

L’iniziativa, giunta alla sua decima edizione, è stata voluta dalle Sezioni ANA del Triveneto e organizzata dalla Sezione ANA “Monte Grappa” sulla scia di iniziative governative quali “Pianeta Difesa” e “Vivi le forze armate”, avviate dopo che nel 2005 venne sospeso il servizio militare obbligatorio. A questo riguardo è doveroso registrare che da più parti e da autorevoli figure istituzionali, oltre che dall’ANA nazionale, si vanno avanzando proposte di ripristino per i giovani d’un periodo di servizio obbligatorio di pubblica utilità, che possa rafforzare la loro formazione umana, civica e l’acquisizione dei valori di appartenenza e solidarietà. L’iniziativa di Bassano è stata coordinata con grande competenza dall’ ing. Fabrizio Busnardo, vicepresidente e responsabile della Protezione Civile ANA della Sezione Monte Grappa; ad essa hanno collaborato anche i Vigili del Fuoco di Vicenza, il CAI di Bassano e i sanitari dell’Ospedale San Bassiano. I giovani, che hanno aderito versando una quota di partecipazione, l’hanno vissuta con serietà, impegno ed entusiasmo, come un’esperienza nuova ed arricchente, tanto che si ripromettono di ripeterla. L’anno prossimo, ci ha detto l’ing. Busnardo, l’esperienza durerà due giorni in più e prevederà anche un’escursione sull’Ortigara ed un corso abilitante di primo soccorso e anti-incendio.

A forme concrete di coinvolgimento dei giovani in iniziative formative e di valenza sociale sta pensando anche la Sezione ANA di Verona; in città, inoltre, il Centro Studi della Sezione ha coinvolto una cinquantina di studenti del liceo “Copernico” in una preziosa e originale ricerca tesa a dare un volto e un’identità ai 3915 caduti veronesi raccolti nel Sacrario militare del Cimitero Monumentale. L’iniziativa, che rientra nel progetto nazionale dell’ANA “Il milite … non più ignoto” è stata condotta dagli studenti con impegno, interesse e consapevolezza del valore storico dei dati trattati.  V.S.G.

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Pellegrinaggio Scalorbi 2017

Domenica 27 agosto, in una bellissima giornata di sole, si è svolto il Pellegrinaggio
Sezionale al Passo della Pelagatta, più conosciuto come “Scalorbi”, luogo spirituale per gli
alpini per la presenza, in quel magnifico anfiteatro naturale nel Gruppo del Carega, del
Rifugio e della Chiesetta. Il Rifugio, costruito dal GAO e dagli Alpini veronesi, è intitolato al
Capitano Pompeo Scalorbi che fu anche Presidente Sezionale, mentre la costruzione della
Chiesetta “Ai Morti Alpini”, fu avviata per volontà di Mons. Giuseppe Gonzato, “Don Bepo”,
Cappellano eroe sull'Ortigara, che purtroppo, a causa di morte prematura, non ebbe modo
di inaugurarla.
La manifestazione ha avuto inizio con la Corsa Alpina, organizzata da ben 26 anni dagli
alpini della Val d'Illasi in collaborazione con il GSA Verona. Sono stati 82 i partecipanti che
hanno concluso la gara; la classifica ha visto ancora una volta vincitore assoluto Piubelli
Isacco del Gruppo di Badia Calavena che ha percorso i 5,5 km con 432 m. di dislivello in
26' 2''. Brave anche le donne con in testa Lavagnoli Marina (GS Biasin) con il tempo di 38'
29''.
Il Gruppo di Badia Calavena, con gli alpini Tanara Francesco, Piubelli Bruno e Truzzoli
Samuele e il tempo complessivo di 51' 37'' si è aggiudicato per quest'anno il Trofeo in
memoria di “Gino Marchi” reduce di Russia.
Dopo le premiazioni ha preso il via la Cerimonia con Alzabandiera, breve sfilata e S. Messa
presso la Chiesetta celebrata da Don Rino e solennizzata dal Coro Tre Torri di Tregnago.
Presenti ben 47 gagliardetti tra i quali quello di Ala, provincia di Trento, portato dall'amico
Egidio Bruni. Oltre al Sindaco di Selva di Progno e al Consigliere delegato di Grezzana,
folta partecipazione sezionale con il Presidente, i Vice Sartori e Marchesini, i Consiglieri
Bentivoglio, Ferlini, Marini, Rambaldel e CdZ Dal Dosso, Gecchele e Venturini.
Con queste premesse, fatti i dovuti ringraziamenti a tutti i volontari che hanno reso
possibile lo svolgersi della manifestazione in tutti i suoi aspetti, i discorsi ufficiali del
Sindaco, del Consigliere di Zona, del Presidente e l'omelia del Celebrante non potevano
non avere un collegamento con il grande Pellegrinaggio Nazionale che ha commemorato il
Centenario della battaglia dell'Ortigara e con i suoi significati più profondi, a partire dallo
spirito di sacrificio e dall'eroismo di quanti vi furono coinvolti. Simbolo forte, ma non unico
di questi valori, la figura di Don Bepo che dopo aver soccorso sul campo tanti feriti fu a
sua volta colpito e fatto prigioniero.
Il Presidente Bertagnoli ha espresso soddisfazione per la grande partecipazione alpina e la
nutrita presenza dei gagliardetti ed ha reso merito ai Gruppi presenti, cogliendo nel
contempo l'occasione per rilevare che purtroppo a mancare, nelle varie manifestazioni,
sono sempre più gli alpini, segnale di una certa stanchezza nei Gruppi. Ha così lanciato un
accorato appello alla partecipazione come cardine della vita associativa e come unico
modo di testimonianza e di condivisione degli ideali di amicizia, solidarietà e speranza,
essenza del rispetto e dell'amore degli alpini per la Patria, valori fondamentali per la
convivenza civile che dobbiamo tramandare alle future generazioni.
Agostino Dal Dosso

Due giorni di fresca e attuale alpinità per il cuore di Verona, città culla delle penne nere. Il 21 e 22 ottobre scorsi la Sezione ANA veronese ha  celebrato con impegno, dignità e solennità i 145 anni di vita del corpo mostrando i valori e le capacità che lo caratterizzano da sempre e che gli alpini, sia in armi, sia congedati, continuano ad incarnare a servizio della Patria e degli Italiani.

   Dopo la pace di Vienna del 1866 con cui l’Italia aveva ottenuto il Veneto, s’era sviluppato in ambito militare un vivace confronto sull’utilizzo o meno della frontiera alpina per la difesa in caso di attacco: alcuni ritenevano che la difesa andasse concentrata sul Po, altri, invece,  con nuovo pensiero strategico, la vedevano più opportuna nelle vallate alpine, dove un nemico invasore, ancora in masse forzatamente divise, sarebbe stato più agevolmente battuto e bloccato. Questi concetti di guerra in montagna, già espressi nel 1866 dal generale asburgico Franz Von Kuhn, sconfitto da Garibaldi a Bezzecca, erano stati ripresi nel 1868 dal ten. col. Agostino Ricci, docente alla Scuola di Guerra e della truppa alpina, e probabilmente furono tenuti presenti  nello studio che il suo allievo, il capitano Giuseppe Perrucchetti, pubblicò in “Rivista militare” nel maggio del 1872. In esso egli propose la creazione di un corpo speciale di montanari a guardia e sbarramento dei valichi alpini. Il 15 ottobre successivo il Re d’Italia Vittorio Emanuele II firmò il decreto n. 1056, preparato dal ministro della guerra Cesare Ricotti Magnani, con cui vennero create le prime 15 compagnie alpine.

   Nella due giorni veronese la Sezione ANA ha allestito una serie di tende e strutture attraverso le quali ha mostrato tutti i settori nei quali l’Associazione alpina opera, dagli studi storici agli ospedali da campo, alla produzione libraria, alle palestre di roccia e poi soprattutto alla protezione civile nelle molteplici situazioni (alluvioni, incendi, terremoti) con utilizzo di cani e droni. Sabato mattina, all’inaugurazione in piazza Bra, era presente il gen. Sperotto, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, che ha sottolineato l’ideale alpino di servizio per il bene della collettività; il presidente sezionale Luciano Bertagnoli ha auspicato che tanto impegno desti i giovani dal torpore e li appassioni alle iniziative di solidarietà.

Sabato sera alla Gran Guardia la fanfara della Tridentina ha offerto alla cittadinanza un concerto meraviglioso; la domenica, poi, ammassamento al Cimitero Monumentale presso il Sacrario dei Caduti veronesi; da lì, imponente sfilata  di autorità, penne bianche e penne nere fino a Piazza Bra, con i gruppi suddivisi per zone, alternati a striscioni recanti messaggi semplici e profondi, e poi una lunga teoria dei vari settori delle molteplici attività della Sezione, e un mare di divise della protezione civile: uno straordinario e commovente colpo d’occhio della vitalità, della generosità, dei valori del mondo alpino veronese, forte di ventimila iscritti e duecento gruppi. Successivo giro della piazza passando dinanzi all’Arena, alzabandiera e cerimonia al monumento equestre di Vittorio Emanuele II, prosecuzione della sfilata e posa della corona alla gloriosa targa in bronzo del VI Alpini; indi, sulla gradinata di Palazzo Barbieri, saluto delle autorità, parole del presidente Bertagnoli e consegna nelle mani del vicepresidente nazionale Giorgio Sonzogni d’un assegno di ben 168.500 euro: il generoso contributo delle penne nere veronesi per le opere che l’ANA sta realizzando nelle zone colpite dal sisma dell’anno scorso. Infine Santa Messa: il vescovo Zenti, affiancato dal cappellano don Rino Massella, ha affermato che nel loro DNA gli Alpini posseggono l’attenzione premurosa verso l’uomo in difficoltà, immagine di Dio, sempre: parole semplici, che hanno toccato il cuore. Infine, gioia per tutti e spettacolare carosello della fanfara della Tridentina guidata dal maestro Donato Tempesta.

V.S.G.

Estratto conto pro SismaCentroItalia

Pubblichiamo l'estratto conto ANA Verona aggiornato, della raccolta fondi pro SismaCentroItalia alla data del 21/04/2017, raccolti sul nostro conto corrente pro Sisma Centro Italia. Ad oggi il saldo ha superato i €. 120.000,00.  In seguito a vari sopralluoghi sono stati individuati quattro interventi, uno per ognuna delle nostre Sezioni direttamente coinvolte nel terremoto che ha colpito il Centro Italia. I progetti sono stati presi in considerazione dopo aver consultato i sindaci, la gente e gli alpini del posto e prevedono la realizzazione di strutture polifunzionali a carattere definitivo da realizzarsi entro quest’anno, in modo da rispondere concretamente e tempestivamente alle esigenze della popolazione. Ad oggi sul conto aperto dall’Ana per la raccolta di fondi per le popolazioni terremotate del Centro Italia vi è la somma di 1.215.000 euro (aggiornato al 2 marzo 2017). Il Consiglio Direttivo Nazionale del 25 febbraio ha discusso e approvato gli interventi da realizzare.

Nuovo Direttore per giornale: "il Montebaldo"

Si è completato l'iter burocratico per la nomina a direttore del nostro giornale sezionale "il Montebaldo". Il passaggio tra il precedente direttore, Mons. Bruno Fasani ed il Prof. Vasco Senatore Gondola, era stato annunciato all'assemblea dei delegati della nostra sezione lo scorso 12 Marzo, presso la sala del palazzo della Gran Guardia. Vasco Senatore Gondola è nato a Caprino Veronese il 13 ottobre 1949; sposato dal 1978, ha quattro figli e risiede a Caprino. - Laureato in filosofia presso l’Università di Padova nel 1972 , vot.. 110 e lode (tesi di filosofia della scienza su Jacopo Zabarella)- Laureato in pedagogia presso l’Università di Padova nel 1976, vot. 110 e lode (tesi sul “Naugerius” e l’estetica di Girolamo Fracastoro) - servizio militare negli alpini dal 28.4.1973 – al 26 giugno 1974 - Docente di ruolo di lettere dal 1973 presso la scuola media di Caprino e dal 1978 al 2006 presso l’Istituto Tecnico Industriale “G. Ferraris” di Verona; dal 2006 è in pensione. - Già per molti anni giornalista pubblicista iscritto all’Albo Veneto e collaboratore di testate giornalistiche quali “Qui Veneto”, “L’Arena”, “Verona Fedele”, “L’altro giornale”; è stato per alcuni anni direttore responsabile di una emittente TV e di una emittente radio a livello locale. - Si è occupato di artisti veronesi del Novecento, tra cui in particolare Pino Castagna, Alberto Stringa, Amedeo Maurigi, Lodovico Morando. - Dal 1975 al 2004 amministratore comunale prima a Caprino Veronese, poi a Ferrara di Monte Baldo. - Dal 1976 al 1980 presidente del Distretto Scolastico di Garda. - Capogruppo degli alpini di Spiazzi dal 1978 al 1991 - premio giornalistico alpino “San Maurizio” nel 1991- Per alcuni anni presidente delle Biblioteche di Costermano e di Caprino. - Da molti anni membro di giurie in concorsi di poesia dialettale, tra cui “Giugno del Cacciatore” a Castion Veronese, “Grof” a Trento. - Dal 2000 socio corrispondente dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona. - Dal 2003 cavaliere della Repubblica Italiana. - Dal 2004 al 2014 presidente dell’Istituzione Biblioteca-Museo “G. Arduino” di Caprino. - Nel 2011 membro effettivo dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona; dal dicembre 2014 segretario della stessa. - Ha collaborato e collabora a riviste di cultura locale quali “Il Baldo”, “I Quattro Vicariati”, “La Valdadige nel cuore”, “El Gremal”, “Cimbri”, “Quaderni culturali caprinesi”. - Ha collaborato e collabora ad iniziative editoriali della Comunità Montana del Baldo e della Cassa Rurale Bassa Vallagarina. - Relatore a vari convegni organizzati in anni recenti dall’Università di Verona, dall’Accademia e da altre Istituzioni (convegni su personaggi storici quali Giovanni Quintarelli, Luigi Gaiter, Giovanni Arduino, Girolamo Fracastoro, Francesco Fontana, Francesco Zantedeschi, Gaetano Pellegrini,Vittorio Pellegrini, Angelo Borghetti, Vittorio Cavazzocca Mazzanti, Roberto Massalongo) - Ha al proprio attivo un considerevole numero di pubblicazioni, prevalentemente di natura storica e dedicate soprattutto all’area Baldo-Garda-Valdadige - Si è occupato di Risorgimento veronese, approfondendo in particolare la posizione del clero veronese nel 1848 e il dramma di Castelnuovo del Garda. Al nuovo direttore ed a tutto lo staff del comitato di redazione, i migliori auguri da parte della sezione ANA Verona. 

Progetto Rete Donna: la sezione ANA Verona c'è !

L’obiettivo della Rete è creare connessioni tra strutture, servizi ed enti, al fine di affrontare in modo più efficiente il disagio abitativo femminile a livello locale. Fanno parte di Rete Donna la Caritas Diocesana Veronese, Centro Diocesano di Aiuto alla Vita, Protezione della Giovane, Ass. Famiglia Canossiana Nuova Primavera Onlus, Gruppi di Volontariato Canossiano.

Il Comune di Verona tramite l’AGEC (Azienda Gestione Edifici Comunali) per aiutare Rete Donna a realizzare gli obiettivi preposti ha dato in concessione ventennale gratuita 2 appartamenti ubicati in zona Saval, via Umberto Maddalena n. 25 al piano terzo, uno di fronte all’altro.

Tali appartamento sono stati costruiti intorno all’anno 1975 e quindi a distanza di oltre 40 anni dalla loro costruzione, si sono resi necessari interventi atti a ripristinare efficienza e sicurezza agli appartamenti..

Per questi interventi, Rete Donna si è rivolta all’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona che ha dato disponibilità alla realizzazione dei lavori con il lavoro dei propri volontari.

Ognuno dei due appartamenti è composto da cucina abitabile, soggiorno n. 3 camere da letto doppie, bagno con vasca e bagno con doccia.

I lavori sono in corso di realizzazione e comprendono i seguenti lavori:

  1. Rifacimento completo dei bagni, con sostituzione delle tubature, degli scarichi, dei sanitari, delle rubinetterie, dei pavimenti e dei rivestimenti in piastrelle;
  2. Rifacimento delle zone cottura con sostituzione delle tubature, delle rubinetterie e del rivestimento delle pareti in piastrelle;
  3. Rifacimento completo dell’Impianto elettrico, con sostituzione di tutti i fili, delle pulsantiere dei salvavita e dei quadretti generali di appartamento;
  4. Rimozione delle porte interne, della carta da parati alle pareti, delle cornici e rosoni in gesso;
  5. Tinteggiatura di tutti i locali con idropittura traspirante e posa in opera dei battiscopa in legno;
  6. Carteggiatura, tinteggiatura e posa in opera delle porte interne esistenti;

I lavori sono in stato avanzato di esecuzione e nella prossima settimana si provvederà alla realizzazione dei massetti e la settimana successiva dei pavimenti e rivestimenti. ( Maurizio Marchesini, aggiornamento del 19/04/2017 )

Il Maestro Renato Buselli... è andato avanti.

Il Maestro Renato Buselli è andato avanti. L'ultimo saluto a Renato lo daremo domani Venerdì 14 Aprile alle ore 10:15 presso la chiesa di San Bernardino a Verona. Si era da poco sciolto il Coro ANA San Zeno da lui fondato. L'ultima esibizione all'assemblea dei delegati nel Marzo dello scorso anno alla Gran Guardia. Un legame indissolubile a testimonianza di quanto il Coro ANA San Zeno e Renato Buselli fossero un'unica anima ed un unico corpo.

La sezione ANA Verona con il suo presidente Luciano Bertagnoli, il consigliere nazionale Alfonsino Ercole, il cappellano Don Rino Massella, i vice presidenti, i consiglieri e tutti gli alpini della sezione, si stringono con cordoglio e affetto alla famiglia di Renato Buselli.

(Fonte: IlMontebaldo Marzo 2017) Dopo 49 anni, il Coro ANA San Zeno della Sezione di Verona, ha cessato la sua intensa attività iniziata nel lontano 1967 ad opera di un gruppetto di alpini del quartiere di San Zeno a Verona, che si trovavano alla sera in una saletta della antica trattoria “Tripoli” a due passi dalla basilica di San Zeno. Da quelle semplici riunioni il cammino del Coro è stato lungo e lo ha visto, negli anni, protagonista di molti concerti e concorsi corali, oltre che alla partecipazione delle Adunate Nazionali, sempre guidato da Renato Buselli, artigliere del Gruppo Asiago. Tra i tanti concerti memorabile è stato quello al Quirinale, nel 1979, per il Presidente Sandro Pertini e quello del 2000 in Vaticano e in udienza da Papa San Giovanni Paolo II. Importanti anche le serate svolte all’estero, particolarmente in Germania, Polonia e nei pellegrinaggi in terra di Russia. Dopo il suo ultimo concerto, presso il Circolo Ufficiali di Castelvecchio a Verona, il Coro ha deciso di devolvere in beneficenza tutto quanto rimaneva ancora nella sua cassa, come ideale proseguimento della solidarietà alpina sempre espressa nella sua lunga carriera, ed in particolare alla veronese Ronda della Carità-amici di Bernardo, che si occupa dei senza tetto e persone in grave difficoltà fornendo tutte le notti un pasto caldo e vestiario. Alla Essere Clown Verona Onlus, che porta un po’ di allegria nelle case di riposo e ai bambini negli ospedali e alla Ariett Onlus, associazione formata dai genitori di bambine affette dalla sindrome di Rett, malattia genetica che colpisce solo bambine e detta anche “bambine dagli occhi belli” in quanto gli occhi sono il solo mezzo che hanno per comunicare. Tutto questo nello spirito di un Coro che è stato alfiere di alpinità ed amore per il prossimo. Carlo Chemello


Bertagnoli rieletto presidente ANA Verona

Luciano Bertagnoli rieletto presidente della Sezione ANA di Verona. Lo ha proclamato l'assemblea ordinaria dei delegatai che si è svolta presso la sala della Gran Guardia a Verona, domenica 12 Marzo.

Fonte l'Arena:  Un sogno fatto di Penne nere in arrivo da tutta Italia, di cappelli e gagliardetti che sfilano per le vie di Verona, con la fanfara di sottofondo. Portare l’adunata nazionale degli alpini del 2020 tra le mura scaligera, proprio nell’anno in cui la sezione di Verona compirà cento anni: è questo il grande sogno di Luciano Bertagnoli, rieletto presidente domenica 12 Marzo con ben 513 voti favorevoli (43 schede nulle e 19 bianche) dai delegati dei vari gruppi, riuniti in Gran Guardia per l’assemblea. «Non ci sarebbe evento più significativo ed esaltante che festeggiare questo importante anniversario con un’adunata nazionale», osserva Bertagnoli. «Nel Triveneto ci troviamo in una posizione di privilegio, perché dopo varie scremature siamo rimasti noi e Asiago. Quindi in ottobre, quando si voterà, possiamo avere molte possibilità di portare a casa l’unanimità». L’ultima adunata ad Asiago si è tenuta, infatti, nel 2006, mentre a Verona nel 1990. Il percorso sarà impegnativo, secondo il presidente, che chiede l’intervento di tutti, delle istituzioni, della città, della regione. «Abbiamo davanti un sogno che ci dobbiamo conquistare con la compattezza, la serietà, la partecipazione, l’appartenenza forte e convinta », prosegue Bertagnoli. «In questi anni verremo scrutati sotto la lente d’ingrandimento: ogni evento ci deve dare la carica, la passione, la voglia di arrivare uniti e compatti alla meta. Siamo una grande forza positiva nella società e lo dobbiamo dimostrare ogni giorno». Una grande forza composta, a Verona, da 18.197 soci alpini, più 5.947 soci amici, suddivisi in 15 zone e 199 gruppi. «La nostra è un’associazione d’arma, ma sempre impegnata anche nel ricordo delle vittime di tutte le guerre che ci sono state», spiega Bertagnoli. «Dobbiamo dimostrare di essere dei nostri padri, puntando soprattutto sulla solidarietà a 360 gradi: per questo stiamo per restaurare il ponte sul fiume Kiri, in Albania, che avevamo costruito vent’anni fa», conclude il presidente. «Gli alpini non vogliono muri, reticolati e barriere, ma ponti, perché noi siamo cittadini del mondo».

Assegnato il trofeo “ Pier Emilio Anti” edizione 2017

Domenica 12 Marzo, si è svolta l’annuale Assemblea dei delegati della Sezione A.N.A. di Verona, nella prestigiosa sala della Gran Guardia a Verona. Tradizione vuole che, la Commissione allo Sport, annualmente, premi con il Trofeo “Emilio Anti”, il gruppo alpini, tra i 200 che fanno parte della sezione ANA Verona, che meglio si è distinto per meriti sportivi. L'edizione 2017 del premio sportivo "Pier Emilio Anti" è stato assegnato al gruppo alpini di San Giovanni Lupatoto.  

Marco Ottocento alpino dell'anno 2017

Il riconoscimento come alpino dell’anno è andato a Marco Ottocento, fondatore della Fondazione Più di un sogno a favore dell’inclusione sociale e lavorativa dei ragazzi disabili, rappresentato dal padre Enrico Ottocento del gruppo alpini di Marcellise. Marco Ottocento, alpino ufficiale corso 111 A.U.C iscritto con il gruppo alpini di Marcellise. Sposato con Luisa e papà di Cecilia, Enrico e Sara. Marco è co-fondatore della Fondazione "Più di un Sogno" ONLUS. La missione che "Più di un Sogno" porta avanti incontra diversi portatori di interesse che condividono valori e approcci per un comune obiettivo: migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva. Lo spirtio alpino ha diverse forme di vita associativa, una di queste è quella interpretata dal socio Marco Ottocento.

 

Estratto conto pro SismaCentroItalia

Pubblichiamo l'estratto conto ANA Verona, della raccolta fondi pro SismaCentroItalia alla data del 28/12/2016, raccolti sul nostro conto corrente pro Sisma Centro Italia.

Pellegrinaggio a Conca dei Parpari

Pellegrinaggio sezionale a Conca dei Parpari Domenica 30 luglio 2017 organizzato dai gruppi alpini di Rovere’ v.Se - San Rocco - San Vitale - San Francesco

PROGRAMMA

Ore 10.00 Ammassamento nel piazzale davanti alla Chiesetta;

Ore 10.30 Santa Messa celebrata davanti alla Chiesetta dal CAPPELLANO SEZIONALE DON RINO MASSELLA.

Ore 11.30 Sfilata dalla Chiesetta al Monumento unitamente all’Associazione Nazionale Carabinieri di Verona per la commemorazione ai Caduti e deposizione della

corona di alloro; durante la manifestazione si esibirà il Corpo Bandistico di Illasi e il Coro la “Stele” di Roverè.

Ore 12.30 Rancio Alpino alla “Tensostruttura Alpini” di fronte al monumento ai Caduti.

Ore 15.00 Corsa podistica non competitiva organizzata dallo SCI CLUB Roverè in collaborazione con A.V.I.S. e GRUPPI ALPINI del Comune.

Iscrizioni ed  informazioni presso il Palazzetto dello Sport oppure al n. 347/4660332.

Ore 17.00 Premiazioni presso il Palazzetto dello Sport.

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