Stampa questa pagina

Dal Sacrario del Baldo, messaggio di pace per il mondo ai giovani

Condanna della guerra, d’ogni violenza, orrore per il terrorismo attuale, gratitudine per quanti in passato hanno combattuto in difesa della Patria e soprattutto impegno di attenzione per i giovani, ai quali bisogna assicurare un futuro di lavoro, di valori e di pace. Questo il grande messaggio uscito dalla solenne celebrazione, la 35a, svoltasi sul Baldo domenica 18 giugno presso il Sacrario delle Peagne, dedicato ai caduti veronesi di tutte le guerre. Il Sacrario, eretto su terreno di proprietà del Comune di Caprino Veronese, ma in territorio amministrativo di Ferrara di Monte Baldo, venne realizzato tra il 1981 e il 1982, in quella località individuata e valorizzata dall’ANCR dopo che nel 1980 la Sezione ANA di Verona vi aveva celebrato con particolare solennità il proprio sessantesimo di fondazione, alla presenza del presidente provinciale Pier Emilio Anti e del presidente nazionale Franco Bertagnolli; e dopo che gli alpini di Spiazzi avevano ripristinato il piccolo cimitero risorgimentale esistente nei pressi.

Ora il Sacrario è gestito dall’Associazione “Sacrario del Baldo onlus”, di cui è presidente Giancarlo Rama.

La celebrazione di quest’anno è stata resa particolarmente significativa dai messaggi di adesione pervenuti dal Presidente della Repubblica Sandro Mattarella, da Papa Francesco e dal Presidente della Regione Veneto Zaia, letti dallo speaker ten. col. Amedeo De Maio. Suggestiva la coreografia generale: presso le  98 lapidi recanti ciascuna il nome d’uno dei 98 Comuni veronesi, sventolava una bandierina tricolore collocata dagli organizzatori; e, accanto ad oltre una cinquantina di esse, aggiungevano una nota di colore e un segno di sensibilità patria il mazzo di fiori o la corona depostivi, con encomiabile sensibilità, dalle amministrazioni comunali presenti alla cerimonia. Non tutte, però, c’erano.

Hanno tenuto discorsi appassionati, coinvolgenti e convincenti lo stesso Rama, il presidente della Provincia Pastorello, Serena Cubico per il Comune di Ferrara, Bruno Buratto presidente dell’ANCR e altri. Un brivido di commozione ha accompagnato la consegna di diplomi a 93 reduci, un altro la lettura di tre preghiere da parte di un giovane. Santa Messa concelebrata dal cappuccino padre Cesare e dal cappellano ANCR don Oberosler; significativa la presenza del picchetto armato dell’Aeronautica, Terzo Stormo, di Villafranca; bravo come sempre il coro alpino La Preara; brava la fanfara della Tridentina; un mare di gonfaloni, tanti sindaci col cappello alpino, una platea di italiani silenziosi e partecipi, servizio d’ordine impeccabile curato anche dagli alpini, penne nere e copricapi d’altre armi ovunque, un sorriso di cielo azzurro intenso da immortalare, e tanta gioia e serenità in ogni cuore. Accanto ad alcuni sindaci, schierati con la fascia tricolore alcuni giovani, simbolo del nostro futuro che sboccia dal sacrificio dei padri. Lì s’è toccata con mano l’Italia vera, quella degli uomini semplici ed onesti, che la vogliono libera, grande, sicura e in pace. La nostra Italia. (V.S.G.)

Condividi Articolo