Unità Cinofile di Soccorso: “Valborbera è da ripetere!”

“Esercitazioni come questa della Valborbera sono esperienze da ripetere, il più frequentemente possibile!”. Questa l’opinione condivisa dal Vice Coordinatore Nazionale delle Unità Cinofile di Soccorso della Protezione Civile dell’ANA Clemente Violino, e dal responsabile UCS del 1° raggruppamento Daniele Banchieri, e di tutti i quasi 60 partecipanti che si sono avvicendati, nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 in Valborbera, tra le montagne dell’Alessandrino, per l’esercitazione delle UCS del 1° Raggruppamento.

Entusiasmo e soddisfazione espressi in modo generale dai volontari impegnati nella due giorni, giunti dai nuclei cinofili della Protezione Civile delle Sezioni ANA di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che hanno potuto sperimentare le condizioni meteorologiche più disparate, dalla pioggia battente del sabato fino al limpido sole e alle rigide temperature quasi invernali della domenica.

“Un momento di formazione e di scambio di esperienze tra i vari operatori e gli istruttori davvero prezioso ed irrinunciabile – ha proseguito Clemente Violino – una occasione per lavorare davvero tutti insieme, tra unità provenienti dai vari territori, tra operativi e aspiranti tali”.

“Speriamo davvero di farne altre, magari ogni mese, anche se la cosa, davvero, al momento pare difficile – ha concluso – ma chissà, almeno ogni due o tre mesi, magari sfruttando le case dell’ANA presenti sul territorio nei momenti in cui queste sono libere da altri impegni, per crescere e migliorare sempre di più. Perché è in questo modo che si cresce davvero!”.

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I bimbi afghani a scuola

I bimbi afghani a scuola per imparare a difendersi dagli ordigni inesplosi

Si è conclusa a Camp Arena la campagna informativa rivolta ai bambini della regione di Herat, dedicata ai rischi connessi con il ritrovamento di ordigni inesplosi (UXO – Unexploded Ordinance) ed improvvisati (Improvised Explosive Device - IED) condotta nei mesi scorsi nelle scuole dell’ovest.
L’iniziativa ha visto militari e poliziotti afgani delle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF), supportati dagli specialisti militari italiani della cellula Counter-Improvised Explosive Device (C-IED), spiegare ai più piccoli come riconoscere, evitare e segnalare questi ordigni alle forze di sicurezza, in modo da scongiurare incidenti. I militari delle ANDSF sono stati istruiti e addestrati dagli advisor italiani del Train, Advise, Assist Command West (TAAC W).

All’evento hanno partecipato le massime autorità civili e militari locali, associazioni femminili e i bimbi delle scuole primarie di Herat nonché una nutrita rappresentanza di dirigenti scolastici che continueranno la diffusone del progetto in tutti gli istituti pubblici della provincia di Herat. E’ stata molto significativa la partecipazione di figure di spicco del mondo istituzionale afghano tra cui la deputata presso il parlamento di Kabul Naheed Farid impegnata da sempre negli Affari Femminili dell’Afghanistan che durante la presentazione dei risultati conseguiti dalla campagna informativa ha speso parole di plauso per l’intuizione avuta dal TAAC W nell’aver affidato per la prima volta un ruolo importante alle donne delle ANDSF, anch’esse formate dagli advisor italiani nei mesi scorsi. Il Generale Neekpay - vice comandante del 207° Corpo dell’Esercito afgano – nel ringraziare il generale Massimo Biagini - comandante del TAAC W - per il supporto fornito, ha chiesto al contingente italiano di continuare la fase formativa per la lotta agli ordigni improvvisati. Il principio del “train the trainers” ha infatti lo scopo di creare nuove capacità specialistiche e di rendere così le forze di sicurezza afgane sempre più autonome nella fase di organizzazione e svolgimento dei corsi, oltre che nella produzione di materiale informativo adeguato per bambini e ragazzi tra i 4 e i 12 anni, in grado di rappresentare in maniera efficacie i rischi connessi con il ritrovamento di razzi inesplosi, mine o ordigni improvvisati.

La campagna informativa ha interessato scuole e villaggi dell’intera regione occidentale con lo scopo di limitare - e nel tempo azzerare - i rischi derivanti dall’esplosione di ordigni improvvisati e inesplosi. Una serie di volantini e manifesti distribuiti nelle scuole e nei villaggi hanno illustrato ai bambini afgani come tenersi lontani da questi pericoli, che rappresentano una delle principali cause di morte e di invalidità tra la popolazione: nei mesi di luglio e agosto, gli incidenti del genere sono stati circa 200, di cui circa il 20% ha coinvolto bambini, mentre nell’ultimo mese sono stati molto incoraggianti i dati relativi ai ritrovamenti senza esplosione e disinnesco di IED da parte dei team qualificati delle ANDSF, in molti casi avvisati della presenza degli ordigni dalla popolazione. I manufatti esplosivi ritrovati sono gestiti e studiati dal forensic laboratory di Herat nel quale il contingente italiano ha inaugurato, nello stesso giorno, la sala triage (ricezione e smistamento), necessaria per ricevere in sicurezza gli IED ritrovati, catalogarli ed estrarne immediatamente le prove legali per le indagini e il popolamento delle banche dati.

L’attività di prevenzione basata sulle campagne informative è essenziale per la salvaguardia della popolazione, così come la formazione, da parte degli advisor italiani, di team qualificati che possano svolgere adeguatamente le attività formative e di sensibilizzazione, specie nei villaggi dell’area rurale. Decisivo in tal senso è stato il ruolo delle donne delle ANDSF - abilitate dal contingente italiano nella lotta agli ordigni improvvisati - in grado di raggiungere durante la campagna informativa sia le classi femminili nelle scuole miste sia le donne afghane dei villaggi rurali superando quelle sensibilità culturali nel pieno rispetto della tradizione locale, che in passato avevano parzialmente limitato le attività informative.

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Marco Ottocento alpino dell'anno 2017

Il riconoscimento come alpino dell’anno è andato a Marco Ottocento, fondatore della Fondazione Più di un sogno a favore dell’inclusione sociale e lavorativa dei ragazzi disabili, rappresentato dal padre Enrico Ottocento del gruppo alpini di Marcellise. Marco Ottocento, alpino ufficiale corso 111 A.U.C iscritto con il gruppo alpini di Marcellise. Sposato con Luisa e papà di Cecilia, Enrico e Sara. Marco è co-fondatore della Fondazione "Più di un Sogno" ONLUS. La missione che "Più di un Sogno" porta avanti incontra diversi portatori di interesse che condividono valori e approcci per un comune obiettivo: migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità intellettiva. Lo spirtio alpino ha diverse forme di vita associativa, una di queste è quella interpretata dal socio Marco Ottocento.

 

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