Ente erogante  Somma incassata nel 2019    Data incasso Causale  Ente Ricevente email
           
 Comune di Grezzana     €. 10.000,00  10/06/2019  Convenzione comunale   Gruppo Alpini Grezzana    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
           
           
           
           

Tradizionale Santa Messa di Natale Domenica 22 dicembre 2019 Basilica di San Zeno - Verona

ore 9.30 ritrovo presso Piazza San Zeno

ore 10.00 Santa Messa officiata da Don Rino MAssella e animata dal coro A.N.A. “Valli grandi” di Legnago.

Al termine della celebrazione minestrone e taglio della Pandora dell’Alpino per lo scambio di Auguri

Il Consiglio Direttivo Sezionale

augura a tutti i soci ed alle loro Famiglie i migliori

AUGURI DI BUON NATALE!

23а GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE

16.2 milioni di pasti donati

In Veneto 1.2 milioni di pasti donati

Fatti e numeri di un infinito bisogno di essere umani

Verona – 1 dicembre 2019

“Lavoro all’Ilva, ma non so quanto durerà - dichiara Desiré -. Conosco l’importanza di un gesto, di un aiuto nei momenti più difficili e anche se ho paura per il mio domani essere qui ad aiutare per me è un onore". “Ma Taranto non è solo Ilva - per Giuseppe - è molto di più, è il luogo dove ho incontrato persone che mi vogliono bene così per quello che sono e oggi questo bene volevo restituirlo”. “Facendo la Colletta s’è accesa una luce - dice Alessandro, carcerato di Opera -. Ci siamo sentiti uomini, e si sta bene”. I., brasiliana ci racconta “Voglio partecipare alla Colletta, è tanto che aspettavo di essere utile a qualcuno. Sono sempre io a chiedere ma finalmente con la Colletta ho l’occasione di poter dare”. Queste sono solo alcune delle storie accadute durante la ventitreesima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si è tenuta ieri in circa 13.000 supermercati in tutta Italia. “Anche quest’anno abbiamo avuto la riprova che si può vivere un gesto di solidarietà in qualunque condizione ci si trovi; non c’è situazione che possa mortificare il nostro desiderio di bene. Come ci ha recentemente richiamato il Papa, “…fissiamo lo sguardo sull’essenziale che non ha bisogno di tante parole”: proprio in questa prospettiva i numeri acquistano il loro più pieno significato” – dichiara Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare. In Italia sono state raccolte 8.100 tonnellate, l’equivalente di 16.200.000 pasti*, sostanzialmente in linea con i risultati consolidati negli ultimi anni: quanto raccolto, insieme a quanto recuperato dal Banco Alimentare nella sua ordinaria attività durante tutto l’anno, sarà distribuito a circa 7.500 strutture caritative che assistono oltre 1,5 milioni di persone. In Veneto sono state raccolte 647 tonnellate di prodotti l’equivalente di oltre 1.200.000 pasti che saranno donati a 472 strutture di carità che assistono oltre 100.000 persone. A Verona sono state raccolte quasi 188 tonnellate di prodotti l’equivalente di oltre 376.000 pasti che saranno distribuiti a 214 strutture di carità che aiuteranno oltre 36.000 persone nel veronese. Ringraziamo tutti coloro che con immutato slancio e cuore grande hanno sostenuto questo gesto e contribuito con il loro dono.

Addio a Ferdinando Bonetti

Ferdinando Bonetti si è spento all’età di 87 anni. Non è stato solo nostro presidente sezionale (dal 1996 al 1999), e vicepresidente nazionale vicario delle penne nere (dal 1988 al 1991), ma anche per molti anni presidente del Comitato di Redazione de “Il Montebaldo”; protagonista con Zecchinelli dell’avvio della protezione civile alpina veronese, è stato rappresentante dell’ANA nel Comitato nazionale di coordinamento della Protezione Civile e artefice delle realizzazioni alpine a Rossosch (Russia). Di professione geometra è stato fra i primi soccorritori nel terribile terremoto del Friuli del 6 maggio 1976, dove allestì con il ruolo di coordinatore i cantieri nel Campo Ana numero 3 a Buja (UD), distinguendosi per le sue notevoli capacità organizzative e professionali.

Nel trentesimo anniversario del sisma fu insignito del sigillo della città di Buja e nel 2016, nel quarantesimo anniversario, il Sindaco del Comune friulano gli consegnò una medaglia e un diploma.

Bonetti è stato presente anche in altre emergenze nelle operazioni di soccorso in seguito a disastri naturali, in Italia e all’estero: il terremoto dell’Irpinia e l’alluvione in Valtellina. O come il sisma del 1988 in Armenia dove ha incontrato Madre Teresa di Calcutta: «Andai là a consegnare il nostro ospedale da campo. Madre Teresa quando l’ho salutata non ha parlato, mi ha preso le mani per ringraziare; io l’ho ringraziata, mi sono quasi inginocchiato, lei mi ha tirato su, non ha detto una parola; ha guardato la città di Spitak distrutta e poi ha guardato il Cielo...».

Nel 1997 il capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro gli conferì l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Sempre emozionanti erano i suoi interventi pubblici nelle commemorazioni storiche ed alpine, era un oratore fecondo, capace di commuovere e appassionare. Un personaggio forte.

Il presidente Luciano Bertagnoli, il Consiglio Direttivo, gli alpini veronesi e mantovani, hanno espresso il loro sincero cordoglio e le più sentite condoglianze alla famiglia, nelle esequie celebrate nella chiesa parrocchiale di Chievo.

 

(Giuseppe Vezzari)

4° camminata con gli Alpini

Domenica 24 Novembre 2019 4° camminata con gli Alpini a Pacengo organizzata dagli alpini di Pacengo, Colà e Lazise.
8 km con 4 tappe ristoro:

- Azienda Agricola Gatto;
- Baita Alpini Colà;
- Cantina Bergamini;
. Cantina Meneghello.

Ritrovo ore 8,30 al parcheggio di Via Porto a Pacengo, partenza ore 9.00; arrivo previsto ore 12.00. Quota €. 5,00 il ricavato sarà devoluto in beneficienza.

Gli alpini tutti con il cappello! Vi aspettiamo numerosi!

“Missioni fuori area”: Le operazioni di sostegno della pace

(Parte generale)

Le cosiddette “Missioni Fuori Area” consistono in quelle Operazioni condotte fuori dai confini nazionali, denominate anche “Operazioni di Sostegno della Pace”. Questi tipi di Operazioni possono essere di varia tipologia, a seconda del mandato che ricevono dalle Organizzazioni Internazionali o Regionali dei vari settori strategici. In particolare, possono essere classificate in: - Mantenimento della Sicurezza e della Stabilità Internazionale, attuate con interventi di vario tipo, tra i quali, ad esempio, lo schieramento come forze di interposizione fra i contendenti; - Controllo del Territorio dopo la fine di conflitti locali o di particolare estensione, dove si rende necessario disporre di un adeguato livello di stabilità e di sicurezza per poter ricostruire le Istituzioni Statuali; - Monitoraggio e garanzia delle elezioni politiche o plebisciti indetti da Organismi Internazionali, a favore della libera espressione di volontà delle popolazioni locali; - Evacuazione di Cittadini Italiani o di altre Nazioni costrette a situazioni di pericolo, a seguito di rivolte nel territorio in cui vivono; - distribuzione di aiuti umanitari. Tra le “Missioni Fuori Area” finalizzate a garantire una stabilità internazionale non vanno dimenticate anche quelle relative all’addestramento delle Forze Armate di altre Nazioni, siano esse in situazioni di normalità o che debbano essere ricostruite dopo eventi particolari. In aggiunta a queste, inoltre, vi sono anche quelle che prevedono l’assistenza tecnica alle citate Nazioni, quali il controllo delle linee di confine o il disarmo di milizie locali (ad esempio, questo è un compito affidato la Contingente Italiano schieratosi in Libano nel 2006, a seguito della Risoluzione dell’ONU n. 1701). La partecipazione alle “Operazioni di Sostegno della Pace” rappresenta uno dei mezzi più efficaci per dare concretezza alla Politica di Sicurezza di uno Stato che, nello Scenario Internazionale, assume un ruolo centrale nell’ambito generale della Politica Estera. In tale contesto, l’impiego dell’Esercito rafforza la sua funzione di “Strumento”, non solo al servizio della difesa dell’integrità e della sovranità nazionale ma, anche e soprattutto, di indispensabile contributo a sostegno della Politica Estera di Sicurezza della propria Nazione, divenendo uno “Strumento” in grado di assicurare una capacità di intervento simultaneo su tre importanti fattori: il territorio, la fazioni in lotta, le popolazioni. Una precisazione in merito alle Operazioni di Sostegno della Pace. Non facciamoci trarre in inganno dalla parola “Pace”, in quanto le stesse, a dispetto del nome, non sono, di norma, Operazioni pacifiche, ma Operazioni Militari vere e proprie, condotte da unità militari in armi, che hanno il diritto ed il dovere di impiegare la forza, quando necessario, al fine di onorare il mandato a loro assegnato. La parola “Pace” che oggi unisce la stragrande maggioranza degli Italiani, al di là di ogni credo politico, non ha un effetto magico di fronte a tanta violenza in atto in tanti Paesi del mondo, violenza alla quale il nostro Paese per vincoli internazionali e per responsabilità morali non può rimanere indifferente. L’Italia, con la sua presenza in questa tipologia di Operazioni ha ottenuto un maggior ruolo a livello internazionale, ponendosi quale autorevole interlocutore tra le “Parti” coinvolte in un conflitto, acquisito anche e grazie all’impiego delle sue Forze Armate e, in particolare, dell’Esercito. Nel contesto appena delineato, ben si addice, allora, l’affermazione coniata da qualcuno nei confronti della nostra Nazione: “L’Italia, da gregario a leader”. In questo ultimo arco temporale, della durata di più di trent’anni, sono cresciute, in modo esponenziale, le esigenze di salvaguardia degli interessi nazionali e della pace internazionale sia all’estero sia sul territorio nazionale, in cui l’Esercito è riuscito a dare un’immagine più operativa di sé, senza nulla togliere a quanto fatto in precedenza. Insomma, la partecipazione a questi tipi di Operazioni ha contribuito ad incrementare la considerazione che l’Esercito Italiano ha di sé e delle capacità operative esprimibili. Inoltre, la professionalità dimostrata dalle unità dell’Esercito, peraltro anche riconosciuta a livello internazionale, ha contribuito ad incrementare l’apprezzamento dell’opinione pubblica, che ha tratto e trae dagli ottimi risultati conseguiti dalle nostre Forze Armate, le motivazioni per risvegliare un forte senso di identità nazionale.Tutto questo ha avuto risvolti altamente positivi sia per il popolo italiano, alla ricerca, come detto, della sua identità nazionale sia per le Forze Armate Italiane, sempre alla ricerca dell’efficienza operativa e del consenso popolare. Di tutto questo vi era veramente la necessità. Rispolverando il passato della nostra Nazione, ci possiamo rendere conto che, sino ad un certo periodo, si instaurarono rapporti negativi tra Società e Forze Armate, a causa del collasso istituzionale e militare dell’8 settembre 1943. Terminato il 2° Conflitto Mondiale, le Forze Armate hanno subìto una sorta di pericoloso e spiacevole “Antimilitarismo Storiografico”, che ha portato ad una profonda disattenzione al tema del rapporto fra le Forze Armate, da un lato e cittadini e società nel suo insieme dall’altro, con conseguente crisi della citata identità nazionale. Anche a distanza di molti anni, uomini politici, intellettuali, giornalisti, ecc., inconsciamente o meno, addebitavano ancora ai Vertici Militari la sconfitta della 2^ Guerra Mondiale, la passata vicinanza delle Forze Armate al fascismo, ma, soprattutto, la colpa dell’8 settembre, che aveva determinato immani sofferenze al popolo italiano. Per quanto riguarda l’Esercito, una parte dell’opinione pubblica lo dipingeva con sufficienza, ironia e scetticismo sulle reali capacità operative, lo considerava depositario di “Valori antidemocratici” se non addirittura superati, con comportamenti e stili di vita comunque non in sintonia con i tempi moderni. L’Esercito, in particolare, veniva considerato come un vero e proprio organismo estraneo, separato, all’interno della Società. Questa visione estremamente negativa e distruttiva nei riguardi delle Forze Armate si ridusse e si modificò progressivamente, in termini positivi, negli anni ’80 con l’invio di un Contingente Nazionale in Libano e, negli anni a seguire, con l’avvio di tutte le altre Operazioni, molte delle quali ancora in atto. A seguito della condotta delle Operazioni “Libano 1 e 2”, iniziò un nuovo periodo. Un periodo contrassegnato da una maggior consapevolezza politica sul ruolo esercitabile dall’Italia nel consesso internazionale. Un periodo caratterizzato da un ritorno al senso di identità nazionale, non più e solo esprimibile nei 90 minuti di una partita di calcio internazionale (battuta!). Un periodo, infine, durante il quale crebbe sempre più la fiducia sulle capacità militari esprimibili dall’Esercito e dalle altre Forze Armate. L’Operazione in Libano, quindi, ha stimolato un nuovo orgoglio nazionale! Dobbiamo allora ringraziare la caduta del Muro di Berlino ed il conseguente mutamento della situazione internazionale, l’avvento delle Operazioni di Sostegno della Pace, ma anche il Governo degli anni ’80, che garantì una duratura stabilità politica, dimostrando coraggio nell’assumere le proprie decisioni. Dobbiamo ringraziare l’adozione di un maggior coordinamento tra le Forze Armate, di una decisa ridefinizione delle attribuzioni dei Vertici delle tre Forze Armate e del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Infine, dobbiamo anche ringraziare gli Italiani, che a quei tempi hanno dimostrato di essere sempre meno interessati alle ideologie ed alla lotta in loro difesa, appassionandosi ai problemi economici, ecologici, di sicurezza interna ed internazionale, percependo i rischi connessi con l’immigrazione clandestina e la criminalità organizzata. La presa di coscienza di queste problematiche, ha contribuito a far scattare, nelle menti e nei cuori del popolo Italiano, l’apprezzamento, la gratitudine e l’amore nei confronti delle sue Forze Armate. Claudio Rondano

Anche quest’anno si rinnova l’impegno dell’Associazione Nazionale Alpini con la Fondazione Banco Alimentare Onlus che organizza, l’ultimo sabato di novembre, la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, giunta alla 23ª edizione.

Sabato 30 novembre, in molti dei supermercati aderenti su tutto il territorio nazionale, gli alpini aiuteranno a raccogliere gli alimenti non deperibili donati dai cittadini che verranno distribuiti a 1milione e mezzo di poveri del nostro Paese tramite gli enti convenzionati con la rete del Banco Alimentare e le strutture caritative. Lo scorso anno sono state raccolte 8.200 tonnellate di prodotti alimentari.

Ironman ai confini del mondo

l gruppo alpini di Lugagnano organizza la serata culturale presso la propria sede in Via Caduti del Lavoro, 4 a Lugagnano

Giovedì 21 Novembre 2019 Ore 20.35 in Baita

Giampaolo “papo” Bendinelli

l’entusiasmo, la voglia di fare, di realizzare progetti e di raggiungere obiettivi ci spinge a guardare sempre oltre.

Ironman ai confini del mondo

Al termine della serata il gruppo alpini offrirà un gustoso piatto a tutti i presenti

INFO: 045 984396

www.analugagnanovr.it email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sezione di Verona - Gruppo alpini di Lugagnano

CENTENARIO SEZIONE ALPINI DI VERONA (16- 17- 18 ottobre 2020)

Concorso per la medaglia e il manifesto

L’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona organizza, per i festeggiamenti del proprio CENTENARIO di FONDAZIONE, una manifestazione nelle giornate di 16, 17 e 18 ottobre 2020 nella città di VERONA.
Il Consiglio Direttivo Sezionale, con la presente, bandisce un concorso per la realizzazione di due elaborati grafici relativi alla medaglia ricordo e al manifesto ufficiale del CENTENARIO della SEZIONE.
Il concorso è aperto a tutti e non prevede alcuna quota di iscrizione. Per i minorenni la domanda dovrà essere controfirmata da almeno uno degli esercenti la potestà genitoriale.

scarica il regolamento

La storia è maestra di vita… i padri insegnano… mai lasciare la strada vecchia”: quante volte sentiamo queste espressioni nella vita quotidiana. Esse non sono sollecitazioni a immobilismo e conservatorismo, ma inviti di buon senso a tener presenti e nella dovuta considerazione gli insegnamenti che ci vengono dall’esperienza e da quanti prima di noi hanno affrontato, pur in contesti diversi, i nostri stessi problemi, i nostri stessi interrogativi: se abbiamo un briciolo di umiltà, essi possono costituire per noi fonte preziosa di suggerimenti, modelli di comportamento e guide per operare a nostra volta le scelte migliori. Padri maestri, dunque. Ed un autentico maestro di vita e di pensiero è stato l’alpino e scrittore Vittorio Bozzini, che con “Neve rossa” ha fatto delle sue drammatiche esperienze di guerra e di prigionia in Russia l’occasione per riaffermare la fede nell’umanità e la condanna d’ogni violenza bellica. A tale riguardo non posso non riportare qui la sua esemplare recisa condanna della guerra, scritta nel 2006 nella presentazione al libro Reduci di Pietro Baldo: “… guerra, che solo menti distorte o deliranti possono considerare come mezzo per risolvere i problemi del mondo: la guerra non compone i dissidi ma li esaspera; non è rimedio che plachi i contrasti, ma è veleno che li intossica di odio, di violenza, di bramosia di vendetta e li prolunga all’infinito”. Nel decennale della scomparsa, in questa sede mi corre l’obbligo di ricordare Bozzini anche come giornalista e soprattutto come maestro di giornalismo per il nostro periodico. Come giornalista scrisse negli anni per “Il Montebaldo” articoli preziosi, briosi, ma soprattutto caldi d’umanità, che ancora si rileggono con commozione, come Le sigarette di Capitan Fannucchi (dicembre 1961), o Rosamunda (marzo 1982), o Dalla lontana infanzia di guerra (febbraio 1996), per citare solo qualche titolo. Ma è sul Bozzini maestro di giornalismo che mi voglio soffermare, riprendendo le considerazioni e le indicazioni che egli scrisse nel giugno del 1982 per i trent’anni del nostro giornale, esprimendone con chiarezza la filosofia e le funzioni. Gli alpini tutti, egli esordisce, brindino “con entusiasmo e fierezza” perché ‘Il Montebaldo’ è il loro ‘foglio ufficiale; prosegue tracciando le caratteristiche del giornale: è un foglio “pulito”, che “non concede il minimo spazio a storture morali, a bizantinismi retorici … è al servizio della verità, che si dice chiara e tonda anche quando può dispiacere a qualcuno … il coraggio della verità è la misura dell’uomo in un mondo impregnato di falsità, di inganni e di ipocrisie a tutti i livelli”. “Il Montebaldo”, spiega, può essere così perché “è figlio di onesti genitori, gli alpini… non è strumentalizzato da nessuno, non si prosterna ad alcun centro di potere, che lo condizionerebbe … è limpido specchio di limpida gente”. Bozzini sottolinea che il giornale deve anche favorire “l’affiatamento tra i soci, la concorde e generosa collaborazione, il consolidamento di quello spirito alpino che è un miracolo di fedeltà e di dedizione all’ideale lucente della fraternità”; il giornale deve dare “la visione completa panoramica di ciò che avviene in tutti i Gruppi della Sezione”, dare spazio anche alle attività sportive, alle quali, precisa, gli alpini partecipano con spirito agonistico, “imprimendovi però quel sigillo di lealtà e di onore che deve contraddistinguere ogni nostra operazione ed ogni nostra presenza , in qualsiasi campo: perché tutto quello che noi facciamo …ha lo scopo di esaltare la memoria dei nostri Caduti e Dispersi, di rendere fecondo il loro sacrificio, di dimostrare che la loro morte è per noi lezione perenne di vita in ordine a quei valori di correttezza, di onestà, di limpidezza morale che si vanno sempre più eclissando sotto la violenta offensiva del malcostume”. “Il Montebaldo”, secondo Bozzini, non può non essere anche periodico di opinione, come ogni giornale, ma deve “trattare problemi che non siano soltanto nostri, ma che si aggancino in qualche modo (sempre secondo la nostra ottica) alla complessa e drammatica realtà del nostro mondo … problemi come il terrorismo, la droga, la corruzione, l’inquinamento, la salvaguardia del territorio, il dissesto economico ecc. si possono affrontare anche senza ledere minimamente il nostro inviolabile comandamento di completo distacco da quelle forze politiche organizzate che sono i partiti, con i quali non vogliamo e non possiamo avere alcunché in comune: perché la nostra è voce supremamente libera che …deve servire la verità senza compromessi… Servire la verità vuol dire scendere in campo a fianco dell’uomo nella difesa dei suoi diritti insopprimibili, e alla base di essi c’è la libertà”. Bozzini chiude esprimendo il suo apprezzamento per la nuova rubrica denominata “Lo sfogatoio dei mugugni”, ideata dal direttore Tito Nicolis, perché “c’è sempre da imparare, da tutti” e conclude parlando della rubrica “anagrafe sezionale”, assolutamente intoccabile, non tanto per le “gioie” ed i “fiori d’arancio”, quanto piuttosto per “i nostri dolori”, perché dedicata ai “drammi umani che rientrano nell’eterno mistero del dolore, che ognuno affronta, quando viene il suo turno, con le risorse che ha…ma sappiamo che anche la sincera partecipazione al dolore e la vicinanza di cuori amici possono dare sollievo e conforto”. Grazie, caro Vittorio, sei qui con noi, con il tuo spirito, con le tue preziose riflessioni, ci aiuteranno nel nostro compito.

Giornata in Grigio-Verde

Domenica 25 Agosto ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde.

10.00 - Arrivo rievocatori in sfilata con divise d'epoca

10.15 - Inaugurazione bacheca illustrativa del caposaldo

10.30 alle 13.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

12.30 - Rancio in trincea per i rievocatori

Dalle 14.30 alle 16.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

All'interno del caposaldo saranno allestite delle piccole mostre dedicate con materiale originale dell'epoca, un posto comando ed un piccolo ospedale da campo illustrato da personale in divisa.

Pellegrinaggio sezionale al rif. Scalorbi, DOMENICA 25 AGOSTO 2019 - 6° TROFEO CADUTI ALPINI DELLA VAL D’ILLASI alla memoria dell’ Alpino Gino Marchi reduce di Russia PROGRAMMA:

Ore 7.00 alle 8.45: Ritrovo atleti, con iscrizioni alla corsa, in località Revolto.

Ore 9.00 : Partenza 6° Trofeo Caduti Alpini della Val d’Illasi.

Ore 10.30: Premiazioni corsa Alpina.

Ore 11.00: Ammassamento al Rifugio Pompeo Scalorbi - Alzabandiera.

Ore 11.30: S. Messa alla Chiesetta “Ai morti Alpini” celebrata dal cappellano sezionale Don Rino Massella solennizzata dal coro sezionale "San Maurizio" di Vigasio

Ore 13.00: Pranzo Alpino.

PELLEGRINAGGIO SEZIONALE CONCA DEI PARPARI

28 LUGLIO 2019

36^ FESTA DEL TRICOLORE

 

PROGRAMMA

Ore 10.00 Ammassamento nel piazzale davanti alla Chiesetta;

Ore 10.30 Santa Messa celebrata davanti alla Chiesetta dal CAPPELLANO SEZIONALE DON RINO MASSELLA.

Ore 11.30 Sfilata dalla Chiesetta al Monumento unitamente all’Associazione Nazionale Carabinieri di Verona per la commemorazione ai Caduti e deposizione della corona di alloro; durante la manifestazione si esibirà il Corpo Bandistico di Illasi e la “Schola Cantorum con Coro La Stele” di Roverè.

Ore 12.30 Rancio Alpino alla “Tensostruttura Alpini” nell’area Camper.

Ore 15.00 Corsa podistica non competitiva organizzata dallo SCI CLUB Roverè in collaborazione con A.V.I.S. e GRUPPI ALPINI del Comune. Iscrizioni ed informazioni presso il Palazzetto dello Sport oppure al n. 347/4660332.

Ore 17.00 Premiazioni presso il Palazzetto dello Sport.

N.B.: L’ORGANIZZAZIONE DECLINA OGNI RESPONSABILITA’

(Fonte:L'arena) - Le Penne nere scaligere parteciperanno al pellegrinaggio sull’altopiano di Asiago
Giornata sull’Ortigara per gli alpini veronesi
La sezione scaligera dell’Ana sarà domani sul monte vicentino per ricordare le vittime «Non dobbiamo dimenticare»

I più avevano 18 - 20 anni appena. Zaino in spalla, un penna nera sul cappello, sono partiti per difendere i confini della Patria sull’altopiano di Asiago. E lì sono rimasti. Le vittime veronesi della tragica battaglia dell’Ortigara furono circa 250. Per ricordare e commemorare queste e le molte altre vite spezzate su quella cima, le Penne Nere torneranno in massa sull’altopiano domenica, in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato dall’ANA Verona in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. La sezione veronese anche quest'anno ci sarà con la presenza di tutti i suoi 200 gagliardetti a testimoniare in questo modo, il senso di riconoscenza e di memoria che ogni nostro gruppo della provincia di Verona e Mantova ha con quei luoghi. Una quindicina di pullman da città e provincia si sono già accreditati per raggiungere piazzale Lozze, sull’altopiano, e molti altri raggiungeranno i luoghi del pellegrinaggio in auto e camper partendo già domani, per un totale di circa tremila persone attese dall'area scaligera. «Quello che abbiamo con l’Ortigara è un cordone ombelicale che non vogliamo e non possiamo recidere: tanti ricordi, molti tragici, ci legano a queste cime. Abbiamo un debito ancora da saldare coi nostri ragazzi – avevano vent’anni, potrebbero essere i nostri figli – che sono rimasti lassù, sepolti per oltre un secolo: non dobbiamo dimenticare mai», commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
„Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia dell’Ortigara: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865 persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, oltre cent’anni fa. Tra questi, anche i giovani e giovanissimi alpini veronesi. Molti di questi sono stati censiti con precisione grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera. Uno studio che si è concluso due anni fa, nel centenario della tragica battaglia. E che nel pellegrinaggio del ’17, le Penne Nere veronesi hanno voluto commemorare creando il Giardino della Memoria, a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze, dove hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui cent’anni prima erano partiti quei ragazzi.“

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Il pellegrinaggio nazionale prende il via già sabato (13 luglio) alle 15 con l’Ammassamento nel piazzale dello Stadio del Ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini. Alle 15.30 la Resa degli onori al Labaro dell’Ana, l’alzabandiera e, a seguire, la partenza dello sfilamento in direzione del Sacrario Militare dove verrà deposta una corona.

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Domenica (14 luglio) il Labaro, seguito dai vessilli sezionali, partirà verso il Monte Ortigara alle 7 da piazza II Risorgimento. L’inizio della cerimonia alla Colonna Mozza a oltre duemila metri d’altitudine è fissato per le 9.45. A seguire, la messa sarà concelebrata dal cappellano degli alpini veronesi don Rino Massella e da Padre Milan Pregelj. Terminata la funzione religiosa sarà deposta una corona d’alloro sul cippo austroungarico.

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Per quanti non possono salire in quota fino ai cippi, alle 11 alla chiesetta del Monte Lozze, sarà celebrata una messa, musicata dal Coro Valbronzale di Ospedaletto Valsugana, Trento. Ultimo appuntamento del pellegrinaggio, ma tra i più sentiti, la cerimonia di deposizione delle reliquie di Beato don Carlo Gnocchi, alle 12.30, sempre nella chiesetta, a benedizione perenne dei caduti dell’Ortigara: cappellano degli alpini, presente nella ritirata di Russia nella guerra del ’45 e autore di “Cristo con gli alpini” è una figura a noi tutti molto cara”, precisa Bertagnoli.

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
I più avevano 18 - 20 anni appena. Zaino in spalla, un penna nera sul cappello, sono partiti per difendere i confini della Patria sull’altopiano di Asiago. E lì sono rimasti. Le vittime veronesi della tragica battaglia dell’Ortigara furono circa 250. Per ricordare e commemorare queste e le molte altre vite spezzate su quella cima, le Penne Nere torneranno in massa sull’altopiano domenica, in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato dall’ANA Verona in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. La sezione veronese anche quest'anno ci sarà con la presenza di tutti i suoi 200 gagliardetti a testimoniare in questo modo, il senso di riconoscenza e di memoria che ogni nostro gruppo della provincia di Verona e Mantova ha con quei luoghi. Una quindicina di pullman da città e provincia si sono già accreditati per raggiungere piazzale Lozze, sull’altopiano, e molti altri raggiungeranno i luoghi del pellegrinaggio in auto e camper partendo già domani, per un totale di circa tremila persone attese dall'area scaligera. «Quello che abbiamo con l’Ortigara è un cordone ombelicale che non vogliamo e non possiamo recidere: tanti ricordi, molti tragici, ci legano a queste cime. Abbiamo un debito ancora da saldare coi nostri ragazzi – avevano vent’anni, potrebbero essere i nostri figli – che sono rimasti lassù, sepolti per oltre un secolo: non dobbiamo dimenticare mai», commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.



 Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia dell’Ortigara: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865 persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, oltre cent’anni fa. Tra questi, anche i giovani e giovanissimi alpini veronesi. Molti di questi sono stati censiti con precisione grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera. Uno studio che si è concluso due anni fa, nel centenario della tragica battaglia. E che nel pellegrinaggio del ’17, le Penne Nere veronesi hanno voluto commemorare creando il Giardino della Memoria, a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze, dove hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui cent’anni prima erano partiti quei ragazzi.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Il pellegrinaggio nazionale prende il via già sabato (13 luglio) alle 15 con l’Ammassamento nel piazzale dello Stadio del Ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini. Alle 15.30 la Resa degli onori al Labaro dell’Ana, l’alzabandiera e, a seguire, la partenza dello sfilamento in direzione del Sacrario Militare dove verrà deposta una corona.


 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Domenica (14 luglio) il Labaro, seguito dai vessilli sezionali, partirà verso il Monte Ortigara alle 7 da piazza II Risorgimento. L’inizio della cerimonia alla Colonna Mozza a oltre duemila metri d’altitudine è fissato per le 9.45. A seguire, la messa sarà concelebrata dal cappellano degli alpini veronesi don Rino Massella e da Padre Milan Pregelj. Terminata la funzione religiosa sarà deposta una corona d’alloro sul cippo austroungarico.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Per quanti non possono salire in quota fino ai cippi, alle 11 alla chiesetta del Monte Lozze, sarà celebrata una messa, musicata dal Coro Valbronzale di Ospedaletto Valsugana, Trento. Ultimo appuntamento del pellegrinaggio, ma tra i più sentiti, la cerimonia di deposizione delle reliquie di Beato don Carlo Gnocchi, alle 12.30, sempre nella chiesetta, “a benedizione perenne dei caduti dell’Ortigara: cappellano degli alpini, presente nella ritirata di Russia nella guerra del ’45 e autore di “Cristo con gli alpini” è una figura a noi tutti molto cara”, precisa Bertagnoli.


 

Il tradizionale pellegrinaggio alla chiesetta di Costabella, sul Baldo, quest'anno per gli alpini veronesi ha avuto un significato precedente, dopo la tempesta dello scorso ottobre, che l'ha scoperchiata e semidistrutta.

Ieri il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli ha spiegato: «Il progetto di ricostruzione è pronto. Fra una decina di giorni verrà presentato al consiglio degli alpini e immediatamente dopo ai sindaci e agli enti competenti. L’auspicio è di iniziare i lavori già in autunno, almeno per quanto riguarda le opere esterne e il ripristino del terreno adiacente la chiesetta».

Centinaia le persone presenti e trenta i gagliardetti di altrettanti gruppi alpini che hanno sfilato a Costabella. Domenica prossima pellegrinaggio all'Ortigara, sull'altopiano di Asiago; un appuntamento nazionale che Verona organizza insieme alle sezioni  Ana di Asiago e Marostica.

Domenica 12 maggio 2019, il giorno della sfilata, l’ultimo di questa adunata del centenario a Milano. Stavo aspettando il blocco degli alpini paracadutisti. Nell’attesa mi sono ritrovata a scambiare qualche battuta con un alpino anziano sconosciuto che avevo accanto. Improvvisamente, da lontano, un motto urlato attirò la mia attenzione: “1001, 1002, 1003! Mai strac!”. “Eccoli!” gli dissi indicandoli. Ma non ebbi risposta. Mi girai verso di lui e capii che non lo poteva fare: i suoi occhi erano diventati improvvisamente lucidi e le labbra serrate e tremule, tentavano di trattenere l’emozione invano. Un grido, un inno, un richiamo che arrivava direttamente al cuore, passando da anni fatti di nostalgia, di legami fraterni indissolubili.

Ho visto un alpino cieco che portava il suo gagliardetto con orgoglio e grinta.

Ho visto un vecchio alpino che teneva per mano il nipote e lo accompagnava nel mondo fatto di valori che a volte si credono smarriti.

Ho visto la storia, tra le rughe nel viso di un reduce e i moncherini delle sue mani.

Ho visto un mondo diverso, una dimensione parallela, dove ogni barriera e convenzione sociale decade e si è tutti sotto un unico cappello, quello alpino.

E allora anche l’assenza di bandiere alle finestre, della gente affacciata dai palazzi, le vetrine cristallizzate e fredde nella quotidianità milanese, città indifferente e dispersiva, o dell’assenza in più punti di persone lungo la sfilata, passano in secondo piano, perché la vera adunata è l’alpinità vissuta, percepita fin nelle ossa, nei sentimenti che una canzone o un abbraccio fraterno evocano e nell’essenza di quelle lacrime dell’alpino che ho visto piangere.

Lucia Zampieri

Dal 14 al 16 giugno Tolmezzo ospiterà il raduno del 3° Raggruppamento (Triveneto). Nel  fitto programma, oltre alle celebrazioni ufficiali, sarà possibile partecipare a numerosi eventi collaterali – mostre, concerti, esibizioni musicali e corali – e visitare il territorio locale, soprattutto i numerosi luoghi storici toccati dalla Grande Guerra. 

Per le informazioni e il programma degli eventi
consultate il sito ufficiale della manifestazione: 
www.trivenetotolmezzo2019.it

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