Grazie agli alpini nuovo laboratorio al «Magalini»

Proprio come in una guerra di trincea, piangono i propri fratelli andati avanti ma non arretrano di un millimetro e, anzi, proseguono l’impegno dove serve, come serve. I volontari della Protezione Civile dell’Ana Verona hanno lavorato ieri, proseguendo anche in queste ore, per allestire un nuovo laboratorio al Magalini di Villafranca che nei prossimi giorni sarà centro analisi regionale Covid19.

Le penne nere veronesi sono dunque nuovamente in prima linea nell’emergenza Coronavirus. Questa volta, si tratta di un’operazione logistica di movimentazione di arredamenti e presidi utili dall'ospedale civile di Isola della Scala verso l'ospedale di Villafranca, da qualche settimana divenuto per Verona l’ospedale Covid19. Prosegue ininterrotto, inoltre, il lavoro dei volontari della Protezione Civile, aiutati anche dagli alpini dei vari gruppi di città e provincia, di stoccaggio e distribuzione capillare alla popolazione delle mascherine protettive fornite dalla Regione.

«Cari alpini, cari amici, stiamo vivendo in questi giorni una tragedia paragonabile solo ad una guerra ma di fronte abbiamo un nemico sconosciuto, invisibile e beffardo che ci sta portando via molti cari amici e familiari. Con loro abbiamo condiviso una vita di affetti e di lavoro e insieme abbiamo passato momenti indimenticabili nel vivere sociale e comunitario. Ed ora, come in una maledizione non li possiamo nemmeno salutare nel giorno più lungo della loro sofferenza», riflette commosso il presidente Luciano Bertagnoli che ha registrato queste sue parole in un accorato videomessaggio inoltrato a tutti i gruppi dell’ANA Verona. «È terribile ciò che sta accadendo, una mannaia che si abbatte casualmente su di noi senza alcuni preavviso privandoci delle nostre certezze facendo affiorare nella nudità totale la precarietà del genere umano. Da tutto questo orrore c’è ancora la vita. C’è il coraggio, l’amicizia, il senso di umanità sopra ogni cosa. E poi la solidarietà», prosegue Bertagnoli che questa mattina insieme al vicepresidente Elio Maurizio Marchesini ha partecipato, in rappresentanza della Protezione Civile dell’ANA Verona, all’abbraccio virtuale che il sindaco Federico Sboarina, il rettore Pier Francesco Nocini, il direttore dell'Azienda ospedaliera Francesco Cobello e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura hanno voluto dare, a sirene spiegate, a medici, infermieri, sanitari e lavoratori dell’ospedale di Borgo Roma. «Un omaggio e un ringraziamento dovuto, che commuove ma che ci sprona ad andare avanti», hanno commentato Bertagnoli e Marchesini a fine saluto.

E, sempre guardando avanti, prosegue la campagna straordinaria che l’ANA Verona ha attivato attraverso anche una piattaforma online creata appositamente. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA, si può donare attraverso l’IBAN: IT16 V084 1677 4800 0000 0300. In alternativa, sul sito GoFundMe.

https://www.larena.it/territori/villafranchese/villafranca/grazie-agli-alpini-nuovo-laboratorio-al-magalini-1.8016087?fbclid=IwAR24XAZjmLcOnjX9YuJbwUilkxci32k_l3sdcKFCrSpZas3gk-89fDY8qhY

 

A rappresentare la vicinanza di tutti gli alpini della nostra sezione, il nostro presidente Luciano Bertagnoli accompagnato dal vice presidente Maurizio Marchesini, in un ideale abbraccio a medici, infermieri e personale sanitario impegnati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Inoltre per simboleggiare anche il nostro più sentito ringraziamento a tutti i nostri alpini, ai volontari e alle volontarie di protezione civile e ai tanti cittadini che proprio in questi giorni si sono messi a disposizione dei nostri gruppi e delle nostre squadre di P.C. per dare il proprio contributo nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Questa mattina, alle 11.30, davanti all’ospedale di Borgo Roma, il sindaco Federico Sboarina, il rettore Pier Francesco Nocini, il direttore dell'Azienda ospedaliera Francesco Cobello e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura, hanno rappresentato la città nel grande abbraccio che tutti i veronesi dedicheranno a medici, infermieri e personale sanitario impegnati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Come gesto simbolico, risuonano le sirene e i lampeggianti di mezzi della Polizia locale.

Anche le amministrazioni di Lazise, Peschiera e Castelnuovo del Garda aderiscono al momento simbolico organizzato stamattina per ringraziare chi opera nell'emergenza sanitaria. Davanti agli ospedali e alle case di riposo della provincia si ringraziano gli operatori sanitari con applausi e sirene dei mezzi della polizia locale: un modo per esprimere la vicinanza di tutti i cittadini a medici, infermieri e personale in prima linea.

A Lazise il sindaco Luca Sebastiano  davanti alla casa di riposo di Colà, mentre il vicesindaco Filippo Costa  alla casa di riposo del capoluogo. A Castelnuovo il sindaco Giovanni Dal Cero  all’ospedale Pederzoli assieme alla sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli. Le sirene suonano inoltre davanti alla casa di riposo Villa Sacro Cuore di Cavalcaselle, dove c'è la vicesindaco castelnovese Rossella Vanna Ardielli e presso la casa di riposo Anni d'argento di Castelnuovo con l’assessore Marilinda Berto e rappresentanti della Protezione civile. Anche cittadini e cittadine possono aderire esponendo le bandiere tricolore da finestre e balconi. (Katia Ferraro).

https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/sirene-accese-davanti-agli-istituti-di-cura-l-abbraccio-a-chi-%C3%A8-in-prima-linea-1.8014998?fbclid=IwAR2USwpEndiQeyXiMUOWqMM6rriulZb2xrhGylJUFfm1o584ZaJHT1wfnmI

 

 

Flavio Melotti è andato avanti !

Flavio Melotti è andato avanti!

Flavio Melotti ci ha lasciato! Ce l’aspettavamo, sapevamo della malattia, ma speravamo che potesse superarla. Restano l’amarezza, lo sconforto, la rassegnazione, un vuoto difficilmente colmabile, ma anche il ricordo della sua passione alpina, della sua vitalità e la luminosa realtà della sua più grande opera, l’ecomuseo della Lessinia: con tenacia, determinazione e competenza l’ha voluto e saputo realizzare, assieme ai suoi alpini, a memoria e valorizzazione della sua gente e della sua terra. Nato a Boscochiesanuova il 14 aprile 1950, s’era diplomato geometra all’Istituto Quarenghi a Bergamo e, dopo aveva prestato servizio militare nel Gruppo “Vicenza” del 2° Reggimento Artiglieria da Montagna, aveva iniziato una brillante carriera di professionista. Iscrittosi nel 1973 al Collegio Geometri di Verona, ne era diventato prima consigliere, poi segretario e presidente, nonché direttore del periodico “Il Geometra veronese”. Era stato pure consulente tecnico del Consorzio ZAI e dal 1991 era iscritto all’elenco speciale dei periti e consulenti tecnici del Tribunale di Verona e della Corte d’Appello di Venezia. Da buon figlio della montagna, era anche un alpinista appassionato ed aveva al suo attivo ascensioni di grande impegno, tra cui quattro “seimila” himalayani e cinque “quattromila” sulle Alpi; membro, poi presidente, della Sezione CAI-Lessinia, nata nel 1977, aveva pure ottenuto il riconoscimento di “operatore naturalistico-culturale di 1° livello” del Comitato Scientifico del CAI. Ma per prima cosa, alla fine del servizio militare, s’era iscritto all’ANA, in ossequio alla tradizione di famiglia e in ricordo del nonno artigliere Agostino; dal 2011 al 2017 ne fu consigliere sezionale.
Qui, sull’onda della legge 2001 per la tutela del patrimonio storico e con l’entusiasmo che gli era proprio, lanciò l’idea di rimettere in luce le testimonianze della Grande Guerra esistenti in Lessinia. Ne nacque un progetto dell’ANA veronese, condiviso da studiosi, istituzioni pubbliche e associazioni della Lessinia, supportato dalla disponibilità lavorativa di tanti alpini e giovani, e alla fine d’agosto 2014 l’imponente ridotto difensivo di malga Pidocchio, dimenticato da decenni, era tornato ad essere perfettamente visibile e visitabile in tutta l’ampiezza e complessità della sua struttura. Alla solenne inaugurazione partecipò una marea di alpini e di appassionati, per Flavio fu il culmine della gioia e per la Lessinia l’inizio di realizzazione dell’ecomuseo, che da allora cominciò a richiamare migliaia di studenti e di visitatori. La Sezione vi cominciò ad organizzare le “Giornate in grigioverde” e nel giro di breve Flavio Melotti, con il docente universitario prof. Gianmarco Lazzarin, dette alle stampe un prezioso volume di storia dell’altopiano, arricchito d’una serie di itinerari storico-naturalistici della Lessinia; l’opera fu presentata ovunque, compresa la storica e solenne Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona. La primavera scorsa Flavio ha gioito con gli studenti dell’Istituto comprensivo Boscochiesanuova-Erbezzo premiati per un loro originale lavoro sulla Grande Guerra: lo vogliamo ricordare sereno e felice come in quel giorno. (Vasco Senatore Gondola).

La V.I.VA Volley di Poiano sostiene gli alpini veronesi

La società di pallavolo veronese ha lanciato una raccolta fondi per la sezione veronese dell'A.N.A., impegnata a combattere il coronavirus. L'invito a partecipare all'iniziativa è stato rivolto a tutte le squadre di volley veronesi.

#SCHIACCIAMOINSIEMEILVIRUS

Ciao a tutti.

In questo periodo di sosta obbligata abbiamo pensato di aiutare e sostenere una delle tante associazioni di volontariato impegnate in prima linea nell’emergenza sanitaria, con un piccolo gesto di solidarietà! Abbiamo deciso di devolvere una parte della quota delle iscrizioni di voi atleti all’Associazione Nazionale Alpini (Sezione di Verona) per dare anche noi un piccolo un contributo tangibile! Potete verificare tramite i vari social quello che ogni giorno gli alpini fanno soprattutto in occasione di questa emergenza. Quindi RINGRAZIAMO fin da subito tutti voi atleti (piccoli e grandi) e voi genitori che di conseguenza siete parte attiva di questa donazione… GRAZIE!!!

A tal proposito vi inviamo la locandina con l’iniziativa SCHIACCIAMO INSIEME IL VIRUS promossa dalla nostra società a favore degli Alpini SchiacciamoinsiemeilVirus.

Per tutti voi atleti (piccoli e grandi) e allenatori c’è una seconda iniziativa: Potete postare tramite INSTAGRAM una vostra foto con la divisa della vostra squadra (con il nome della squadra e della società di appartenenza con l’hashtag #SchiacciamoInsiemeilVirus e taggare @vivavolley, ovviamente con la massima libertà di fantasia!

L’obiettivo principale è quello di sentirci più UNITI ANCHE SE DISTANTI!!! Potete condividere l’iniziativa con tutti gli amici appassionati di Volley!!
A presto per divertirci ancora insieme.

Il Direttivo del V.I.VA Volley

Dalle parole ai fatti, l’Ana Verona ha risposto immediatamente all’appello delle associazioni che si occupano di Pronto intervento sul territorio, in queste settimane in prima linea nell’emergenza Coronavirus. E ha stanziato 21mila euro, 7mila ciascuna, per Croce Rossa, Croce Verde e Rete Uni.Ver.So; associazione di secondo livello composta da Croce Bianca, SOS Sona, SOS Valeggio, Polo Emergency Villafranca, Croce Blu, ALS Soccorso, Opera Assistenziale Stefano Toffoli. «Queste donazioni sono gocce di solidarietà che vogliono significare l’affetto e la vicinanza del mondo alpino a tutti i soccorritori e i volontari. A loro, per l’impegno e il senso
civico dimostrato in questo difficile periodo e che ci unisce indelebilmente, va il nostro più sentito ringraziamento» spiega il presidente dell’Ana Verona Luciano Bertagnoli. Queste risorse economiche rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per le associazioni che stanno già provvedendo a tradurle in dispositivi di protezione individuale per i soccorritori, quotidianamente a contatto con pazienti positivi o sospetti Covid-19, spesso senza i necessari presidi protettivi. Non solo fondi. Nelle scorse settimane l’Ana Verona è scesa direttamente in campo con i volontari della Protezione civile che da fine febbraio sono impegnati nell’emergenza. In città e negli ospedali della provincia hanno allestito le tende per il triage. E in circa 500 sono rimasti al lavoro per allestire nuovi posti letti destinati ai malati di Covid-19 nelle strutture ospedaliere di Bussolengo, Villafranca, Isola della Scala, Caprino Veronese, Valeggio sul Mincio, Zevio. «In pochi giorni abbiamo reso disponibili oltre 200 posti letto. Anche questa è una guerra e anche in questo caso i nostri alpini, i volontari, hanno risposto immediatamente alla chiamata dimostrando massima disponibilità» conclude Bertagnoli, «facendo ciascuno anche doppi turni».

Adunata spostata ad ottobre

La 93ª Adunata Nazionale degli Alpini, in programma dal 7 al 10 maggio a Rimini-San Marino, è stata rinviata alla seconda metà di ottobre – fatte salve valutazioni successive che saranno legate all’evolversi dell’emergenza – tenendo conto anche delle comunicazioni ricevute dalle autorità del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino.
Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, riunito oggi in videoconferenza.
Il rinvio è stato ovviamente determinato dal perdurare dell’emergenza sanitaria nazionale, che rende non realizzabile la concentrazione di alcune centinaia di migliaia di persone per tre giorni in una sola località.
“L’esigenza di tutelare la salute di tutti – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – è prioritaria. L’Adunata, che dalla fine della Seconda guerra mondiale non si è mai interrotta, è la più importante manifestazione al mondo organizzata da una Associazione d’arma, con lo spirito di amicizia e solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. Un grande messaggio di pace e fratellanza che rimane ovviamente immutato anche con uno spostamento di alcuni mesi. In autunno – continua Favero – sarà ancora più bello ritrovarsi e, auspicabilmente, festeggiare tutti insieme la fine di questo difficilissimo momento per il nostro Paese”.
“Nel frattempo – conclude Favero – uomini e donne dell’Associazione Nazionale Alpini continueranno con immutato spirito di servizio a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza in atto, non solo a Bergamo, dove diventerà operativo il nostro Ospedale da campo in tempi brevissimi, ma in tutto il Paese, portando ovunque il loro contributo di solidarietà e capacità, da sempre conosciuto ed apprezzato”.

https://www.ana.it/2020/03/20/adunata-spostata-ad-ottobre/?fbclid=IwAR1lnu1IisLiDC5GsFxC9x-8qXy6GSptaI6YPeaDer_sdBaAc89nEanycqo

 

 

Si svolgeranno oggi 23 Marzo, in forma strettamente privata con la benedizione della salma e una breve preghiera i funerali di Pier Carlo Baroni,76 anni, deceduto venerdì 20 Marzo e conosciutissimo in paese per il suo costante e lungo impegno nel gruppo Alpini. «Credo di interpretare il sentimento di tutti voi nel porgere alla famiglia le condoglianze a nome dell’intero paese», ha annunciato venerdì sera il sindaco Claudio Melotti sul canale Telegram che ha aperto con i cittadini per l’emergenza Covid-19. «Vi segnalo che sono stato raggiunto anche da una telefonata del presidente della sezione di Verona dell’Associazione nazionale Alpini Luciano Bertagnoli, che mi ha manifestato profondi sentimenti di cordoglio e di vicinanza ai familiari del defunto e alla nostra comunità così come hanno fatto tutti i Sindaci dell’altipiano della Lessinia». In ragione dei provvedimenti governativi adottati per l’emergenza in corso, Carlo riposerà nel cimitero di Bosco Chiesanuova dopo una breve cerimonia che avrà luogo sul posto,alla presenza dei soli familiari.«Ho sempre avuto particolare simpatia nei confronti di Carlo», aggiunge il sindaco Melotti, «diventata affetto da quando il 4novembre 2016 ha portato al cimitero sulle sue braccia le spoglie mortali di mio zio Serafino,caduto nella seconda Guerra mondiale, alpino come lui. Lo ricorderemo per il suo spirito di attaccamento dimostrato nei riguardi del Gruppo alpini di Bosco Chiesanuova. Manifesto i sentimenti di cordoglio miei personali e dell’amministrazione comunale agli Alpini.Faccio ancora fatica a credere che Carlo abbia appoggiato lo zaino a terra», commenta il capogruppo degli alpini di Bosco Fabiano Prati,«era la colonna portante del gruppo per la sua generosità, disponibilità, dedizione, simpatia, allegria che caratterizzano un Alpino,anzi un Artigliere con la «A«maiuscola come era lui. Ha dato anche un grosso aiuto morale ad un giovane capogruppo come me. Mi mancherà così come mancherà a tutti. Non l’ho mai visto arrabbiato ma sempre con il sorriso, pronto a dire di sì a tutti quelli che chiedevano un aiuto, gli alpini per primi,». Era stato operaio comunale, aveva fatto l’autista dello scuola bus e poi, fino alla pensione era stato camionista in Amia: un lavoro che lo portava a girare per tutti i paesi della Lessinia e lo aveva fatto conoscere e apprezzare anche oltre i confini del suo paese: «La nostra Osteria Baita era la sua seconda casa: lì tutto ancora parla di lui, dagli interventi in cucina a quelli in sala. Se c’era un problema era Carlo che bisognava chiamare ed era sempre lui che lo risolveva, ma sempre dietro i riflettori», con clude il capogruppo.

Si è celebrato oggi 10 Febbraio 2020,  il “Giorno del ricordo” delle foibe e dell’esodo giuliano e dalmata. Ieri il capo dello Stato Sergio Mattarella, parlando della tragedia che si consumò nel dopoguerra al confine fra Italia e Jugoslavia, ha ricordato come le foibe furono "una sciagura nazionale sottovalutata", ma oggi bisgna stare attenti "oltre al negazionismo anche all'indifferenza". Alla cerimonia alla Foiba di Basovizza, iniziata questa mattina, era presente il Vessillo della nostra seizione ANA Verona scortato dal presidente Luciano Bertagnoli, da alcuni consiglieri sezionali e da diversi alpini con i rispettivi familiari.

3° trofeo “battaglione alpini Uork Amba” -  S.Ten. Bruno Brusco – medaglia d’Oro – Cheren 18 marzo 1941

Il 22 e 23 Febbraio 2020 il Gruppo alpini di Avesa in collaborazione con la Sezione ANA di Verona e il Tiro a Segno Nazionale di Verona, organizza il 3° Trofeo “Battaglione Alpini Uork Amba”, gara promozionale di tiro a segno con fucili ex ordinanza a carica ridotta e con bersaglio alla distanza di metri 50. Verranno stilate cinque classifiche: A - Alpini in congedo tesserati ANA che abbiano già concorso in gare simili e con buoni risultati. B - Alpini come sopra che non abbiano mai concorso in gare simili, oppure che non abbiano ottenuto buoni risultati. C - Amici ANA e soci iscritti al TSN non alpini. D - Open, aperta a tutti quelli che usano armi e colpi personali. Ogni tiratore può partecipare a due categorie: la sua di appartenenza e la Open. E - Gruppi ANA, sommando i punti di almeno 3 alpini. 

Scarica il programma ed il regolamento

Nel 2020, in occasione dei 20 anni di Banco Farmaceutico, la Giornata di Raccolta del Farmaco durerà un’intera settimana, dal 4 al 10 febbraio (il giorno principale sarà sabato 8 febbraio).

In questi giorni, sarà possibile acquistare un medicinale da banco in una delle oltre 5.000 farmacie che, in tutta Italia, aderiscono all’iniziativa (riconoscibili dal fatto che espongono la locandina della GRF). I medicinali raccolti saranno consegnati agli oltre 1.800 enti assistenziali convenzionati con Banco Farmaceutico. Si tratta di realtà che offrono cure e medicine gratuite a chi non può permettersele per ragioni economiche.

La Giornata è resa possibile da quasi 24mila volontari che fanno il turno in farmacia e da oltre 15.000 farmacisti.

La GRF si svolge con il patrocinio di Aifa, in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Assogenerici, Federsalus e BFResearch. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell’iniziativa. La GRF è realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di IBSA e Teva e al sostegno di EG Stada Group, DOC Generici e Ipsen. La Giornata è supportata da Mediafriends, Responsabilità Sociale Rai, La7, Sky per il sociale, e Pubblicità Progresso.

La decisione di estendere le attività di raccolta ad una settimana deriva soprattutto dalla necessità di rispondere in maniera più efficace al fabbisogno espresso dagli enti.

Nella scorsa edizione della GRF, infatti, nonostante l’ottimo risultato (421.904 confezioni di farmaci raccolte) è stato possibile soddisfare solamente il 40,5% delle loro richieste.

Questo poiché la povertà sanitaria resta un problema preoccupante e di elevate dimensioni. In Italia ci sono 1,8 milioni di famiglie e 5 milioni di individui che vivono in condizioni di indigenza.

Tra questi, nel 2019, sono stati 473mila quelli che hanno avuto bisogno di farmaci e che hanno chiesto aiuto ad un ente assistenziale per poterci curare, come rileva il 7° Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico.

La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali – si legge nel Rapporto - è cresciuta, in 7 anni (2013-2019) del 28%. Nel 2019, si è raggiunto il picco di richieste, pari a 1.040.607 confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018).

Val la pena, infine, ricordare che, tra i 5 milioni di poveri, 1 milione 260mila sono minori; questo, nonostante il nostro intero sistema, a partire della Costituzione, riconosca al bambino il diritto a vedere riconosciuti i propri interessi e le proprie esigenze come superiori e nonostante siano passati 30 anni dall’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile”.

Non solo: le famiglie povere con figli minorenni - sottolinea sempre il 7° Rapporto - sperimentano, paradossalmente (dal momento che sarebbe logico aspettarsi un supplemento di facilitazioni da parte delle istituzioni) difficoltà aggiuntive: nel 40,6% dei casi (vs 37,2% delle famiglie povere senza figli), per ragioni economiche, hanno limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici di controllo preventivo. Le difficoltà sono superiori anche per le famiglie non povere con figli (ha limitato la spesa o rinunciato del tutto il 20,7% di esse) rispetto alle famiglie non povere senza figli (18,3%). Considerando il totale delle famiglie (povere + non povere) ha limitato la spesa o rinunciato del tutto alle cure il 22,9% di quelle con figli, contro il 19,2% di quelle senza.

Tutto ciò significa che, nel nostro Paese, c’è ancora tanto da fare; nei sette giorni della prossima Giornata di Raccolta del Farmaco sarà possibile dare un importante contributo, aiutando concretamente chi ha bisogno e compiendo un gesto che indica come la gratuità sia la strada da percorrere per realizzare il bene della società.

ATTENZIONE !!! la gara è stata spostata alla nuova data per motivi organizzativi.

Cambio data della 15a Edizione Gara di Tiro a Segno con Pistola di Grosso Calibro 2020

Gara - Promozionale - ad estensione sezionale aperta anche ai Gruppi Alpini delle Sezioni limitrofe, organizzata dal Gruppo A.N.A. di Avesa sabato 8 e domenica 9 Febbraio 2020.

Gara riservata ai soci ANA e Amici degli Alpini in regola con il tesseramento 2020, iscritti ad una sezione TSN e/o in possesso della tessera UITS.


REGOLAMENTO

Poligono: Stand con 5 linee di tiro a 22 metri, circa, presso il Poligono di Verona in Via Magellano n. 15/A, zona Ponte Catena.

Orari : Sabato 25 gennaio dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30. Domenica 26 gennaio 2020 dalle ore 9 alle ore 12.

Armi: Saranno messe a disposizione dei tiratori 5 pistole calibro 9x21 con caratteristiche similari. E’ vietato usare armi personali, eccetto che nelle categorie “MAESTRI, VETERANI MAESTRI e OPEN“ queste categorie potranno usare pistole personali. In queste categorie non saranno forniti i colpi se diversi dal calibro 9x21. Cartucce: Nella tassa di iscrizione sono compresi i 25 colpi in calibro 9x21. Bersagli: Per la 1^ fase di tiro “Mirato” saranno utilizzati 2 bersagli del tipo TARGET (modificato) che verranno posizionati in fondo al poligono a 22 metri su cui si spareranno 5 colpi di prova sul primo e 10 colpi di gara sul secondo. Tempo massimo per ogni serie di 5 colpi sarà di 2,5 minuti. Per la 2^ fase di tiro “Celere” sarà utilizzato n.1 bersaglio del tipo TARGET (modificato) che verrà posizionato a 10 metri dal tiratore (tiro ravvicinato) su cui si spareranno 10 colpi. La posizione di partenza sarà con pistola carica di 5 colpi e inclinata di 45 gradi, al fischio di comando del direttore di tiro si solleverà la pistola e si spareranno i 5 colpi con un tempo massimo di 10 secondi. Se il tiratore sparerà dopo il fischio finale verrà penalizzato eliminando il punto o i punti più alti del bersaglio.

Posizione: Regolamentare in piedi senza alcun appoggio, è consigliabile usare tutte e due le mani. E’ fatto obbligo al tiratore di utilizzare le cuffie a protezione dell’udito.

Il TSN di Verona ne metterà a disposizione una per ogni tiratore ed è comunque possibile e consigliabile usare cuffie e occhiali personali.

Categorie: Alpini – Alpini Veterani (da 65 anni compiuti) con armi del TSN.
Maestri – Maestri Veterani (da 65 anni compiuti) con armi personali. Amici – Amiche e Allievi - (dai 18 ai 20 anni compiuti) con armi del TSN.

Open - con arma propria o comunque con una pistola scelta tra quelle disponibili del TSN – VR.
Premiazioni: Individuali con medaglia d’Argento ai primi tre classificati di ogni categoria

Altri premi, in natura, da decidere al momento delle premiazioni. N.B. a ogni tiratore verranno offerte 3 salsicce mantovane (di cui 1 cotta compreso un panino caldo) come premio di iscrizione e ne verrà data in premio
UNA per ogni -10- che avrà colpito nei venti colpi di gara.

Trofeo “ANA AVESA” al gruppo che avrà concorso con il maggior numero di concorrenti Alpini escluso il gruppo organizzatore. A pari numero si conteggeranno anche tutti gli altri appartenenti allo stesso gruppo.

Squadre: Saranno premiate le squadre formate da almeno tre tiratori Alpini utilizzando i tre migliori risultati per ogni gruppo con coppe o targhe. Iscrizioni: Presso Luciano Brunelli tel. 336-358277 – fax 045-8347715 –
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. versando una quota per iscrizione di € 20,00.
Si prega di iscriversi entro martedì 21 gennaio 2020
Rientri: Saranno possibili solo tempo permettendo, ma comunque per la classifica rimarrà

valido solo il risultato della 1a prova. Quota da versare per l’eventuale rientro  €15,00.

N.B. Ogni tiratore può partecipare a due categorie: La propria di appartenenza e alla speciale categoria Open. Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per fatti e incidenti causati dai tiratori prima, durante e dopo la gara. Ogni tiratore si assume la responsabilità della propria imperizia.
Come nella tradizione ANA le premiazioni concluderanno la manifestazione. E’ doveroso che alle premiazioni ci sia almeno un rappresentante per ogni Gruppo.
Vi aspettiamo numerosi con il Cappello Alpino!
Durante la manifestazione verrà offerto il panino caldo!! ai tiratori che avranno già concluso la gara.

77° di Nikolajewka a Brescia

Il 25 gennaio 2020 gli alpini ricorderanno i Caduti nel 77º anniversario della battaglia di Nikolajewka. La celebrazione inizierà nel piazzale della Scuola Nikolajewka di Mompiano (Brescia) che ospita persone affette da disabilità fisiche e che le penne nere della Sezione hanno voluto edificare oltre trent’anni fa. Una struttura d’eccellenza recentemente ampliata e ammodernata per essere al passo con i tempi.

PROGRAMMA

  • Ore 11 cerimonia commemorativa alla Scuola Nikolajewka (Mompiano) alla presenza del Labaro e dei gonfaloni di Brescia e Flero; alzabandiera, deposizione fiori alla lapide e commemorazione ufficiale.
  • Ore 15,30 onore ai Caduti e saluti delle autorità in Piazza della Loggia.
  • Ore 16,30 Messa nella cattedrale in suffragio di tutti i Caduti, presieduta da mons. Pierantonio Tremolada vescovo di Brescia.
  • Ore 18 al Teatro Grande esibizione della fanfara dei congedati della Tridentina “G. Morandi”, diretta dal Maestro Donato Tempesta.

Si torna a parlare di Giochi Olimpici nella “Petite Patrie”. Incastonata tra le maestosità del Monte Bianco, del Cervino, del Rosa e del Gran Paradiso la più piccola regione italiana affida da sempre la sua immagine nel mondo agli sport della neve grazie all’offerta di comprensori tra i più prestigiosi dell’arco alpino e saranno proprio quelli di La Thuile, Cogne e Pila/Gressan ad ospitare la terza edizione delle Alpiniadi.

Sci alpinismo, fondo, sci alpino e biathlon (ad Aosta) non avranno il fascino delle gare a “cinque cerchi” ma le Olimpiadi delle penne nere non ha nulla da invidiare in quanto ad entusiasmo, calore partecipativo e spirito agonistico, anzi! Sicuramente tra gli alpini l’etica sportiva e il rispetto delle regole è da sempre limite morale invalicabile e in tempi di pesanti sanzioni contro nomi altisonanti dello sport, colpevoli di doping, noi alpini possiamo con fierezza aggiustare la penna sul nostro cappello e metterla ancor più dritta! «Le Alpiniadi saranno uno degli avvenimenti più importanti per lo sport valdostano nel 2020 ed il Governo regionale è lieto di aiutare gli organizzatori affinché la manifestazione possa svolgersi nel migliore dei modi».

Così l’assessore al Turismo, Laurent Vierin, rivolgendosi al Presidente della Sezione di Aosta Carlo Bionaz durante la conferenza stampa di presentazione a Palazzo Regionale. Anche il Presidente del Consiglio, Emily Rini, ha sottolineato la grande valenza promozionale che questo evento potrà avere per la presenza di migliaia di alpini e dei loro famigliari. Dopo l’intervento di Renato Romano, responsabile della Commissione sportiva nazionale, che ha portato i saluti del Presidente nazionale Sebastiano Favero, esprimendo nel contempo il suo «compiacimento per il livello organizzativo sinora raggiunto. Ho visto un Comitato molto operativo e sono certo che a febbraio potremo assistere ad una fantastica edizione delle Alpiniadi»!

Quindi l’intervento di Carlo Bionaz il quale ha illustrato il programma delle gare. Si inizia il 13 febbraio ad Aosta, nel pomeriggio, con la tradizionale cerimonia di apertura, gli onori al monumento ai Caduti, con i saluti, l’accensione del tripode, giuramento, dichiarazione di apertura, breve sfilata e Messa in Cattedrale. Venerdì 14 febbraio primo impegno agonistico a La Thuile, per lo sci alpinismo, sulle nevi che a fine mese accoglieranno le gare di Coppa del Mondo femminile. Un’anticipazione dello spettacolo che offriranno le azzurre Sofia Goggia, Federica Brignone, Nicol Delago e compagne.

Il percorso di gara è stato realizzato con il supporto tecnico di Gloriana Pellissier, una campionessa internazionale dello sci alpinismo. Una garanzia di successo! Sabato 15 febbraio tutti a Cogne, sulle magiche piste del Prato di Sant’Orso, teatro di esaltanti duelli tra i più grandi campioni del fondo mondiale, tra gli ultimi Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani. Uno spettacolo nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nel pomeriggio sarà Aosta, il capoluogo regionale, a salire in cattedra con la prova di biathlon. Nella centralissima Piazza Chanoux, davanti all’eleganza architettonica del Municipio, i concorrenti spareranno sui bersagli con fucili laser e scieranno su di una pista di plastica.

Una scelta tecnica questa fatta sia per promuovere questa disciplina e infatti prima delle penne nere ci sarà una piccola competizione riservata ai ragazzi, sia per esaltare la ricchezza storica di Aosta, città millenaria, con un patrimonio importante di siti archeologici da scoprire e visitare. Portare la montagna in città è sempre stata una sfida suggestiva ed in questo caso si è voluto andare oltre, offrendo al pubblico i ritmi di una specialità – il biathlon – che vede oggi l’Italia ai massimi vertici mondiali. Domenica 16 febbraio gran finale con lo sci alpino sulle piste di Pila dove la mano esperta di un grande campione della velocità azzurra, Mauro Cornaz, assicura preparazioni impeccabili del manto nevoso.

Nel pomeriggio, al Teatro Giacosa di Aosta, premiazioni ufficiali delle Alpiniadi e successiva cerimonia di chiusura con l’ammainabandiera. Un programma sontuoso, impegnativo ed esaltante nello stesso tempo; una settimana che richiederà il massimo sforzo alle penne nere valdostane per dare lustro all’immagine organizzativa di una piccola Sezione alla quale però non mancano il coraggio , le forze e la voglia di rendere onore a quel detto che sempre ci accompagna nelle sfide più importanti: “Ch’a cousta lon ch’a cousta viva l’Aousta”.

scarica i moduli e la presentazione

https://www.ana.it/2020/01/16/le-alpiniadi-2020-in-valle-daosta/

Domenica 26 gennaio 2020 si rinnova a Tregnago per la 49ma volta il raduno dei reduci di Russia e del fronte Greco-Albanese e Jugoslavo. Quest'anno la ricorrenza è particolarmente significativa essendo il 26 gennaio il giorno della battaglia di Nikolajewka e, per la prima volta da quando è stata istituita dalla Camera dei Deputati, la "Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino".

Programma

Domenica 26 Gennaio 2020

Ore 10.00: Ammassamento P.zza Massalongo di Tregnago.

Ore 10.20: Alzabandiera.

Ore 10.30: Sfilata accompagnata dalla

Banda "La Primula" di Cogollo.

Ore 11.00: Santa Messa nella chiesa Parrocchiale,

solennizzata dal "Coro Tre Torri" di Tregnago.

Ore 12.30: Cerimonia al Monumento in Piazza Massalongo.

Sarà presente una delegazione scolastica dell’Istituto Comprensivo di Tregnago.

Ore 13.00: Pranzo Sociale presso il Ristorante Michelin € 25,00

E' obbligatoria la prenotazione al n° tel. 340 5475541 entro il 24/01/2020.al n° tel. 340 5475541

«Avanti Verona!» riecheggia nella lastra di gelo e neve della steppa russa. È il 19 gennaio 1943. Manca qualche giorno alle termopili di Nikolajewka – epilogo dell’infausta Campagna di Russia – e gli alpini veronesi stanno scrivendo una loro dolorosa pagina di storia: la battaglia di Postojali. L’esito sarà amaro: 436 morti del Sesto reggimento e la decimazione di uno dei suoi battaglioni, il Verona. Di quest’ultimo oggi il centro studi Ana di via del Pontiere, intrecciando i dati dell’albo d’oro dei caduti con quelli dell’Unione nazionale reduci di Russia, ha ricostruito l’elenco di morti e dispersi: una lista di 144 giovani che in ordine alfabetico va da Guido Albrigo, 22 anni di Gazzo morto a Postojali il 19 (finito in una fossa comune e riesumato nel 1994), a Italo Zocca, 24 anni di Bardolino, morto il 21. Tra loro la medaglia d’oro Marcello Piccoli, sergente maggiore, di Monteforte d’Alpone, 31 anni, caposquadra fucilieri. «Confrontando i dati dell’albo con quelli dell’Unirr emerge che oltre 140 alpini veronesi muoiono il 19 gennaio 1943», spiega Giorgio Sartori del centro studi. «Per alcuni è indicata la località di morte, Postojali, per altri c’è la dicitura "disperso" o "località non nota", ma confrontando i dati dei diari storici i conti tornano».

Primo tentativo dell’armata italiana di rompere l’accerchiamento russo e aprire un varco alla ritirata, Postojali è una storia veronese. Il 18 gennaio, il Comando del corpo d’armata degli alpini vi invia il battaglione Verona. Il paese – forse già occupato dai russi o solo da pochi partigiani, forse composto da qualche isba o chissà (nessuno l’ha mai visto) – è lungo l’armeestrasse a circa 25 chilometri da Podgornoje. È un punto nevralgico per la manovra di ripiegamento dell’armata. Il comando lì vuole riunire tutte e tre le divisioni ripieganti dal Don.

Il Verona ha un compito di estrema importanza: occupare Postojali e sistemarsi a difesa aprendo così «la strada della salvezza e la libertà a migliaia di compagni», racconteranno i reduci nel volume del 1992 a cura di Vittorio Cristofoletti Battaglione Verona “Cimi”. È il varco entro il quale dovrà transitare la Tridentina e le truppe italiane, tedesche, ungheresi e romene in ripiegamento.

Dopo la lunga marcia dal Don, il battaglione, il 18 gennaio, è sistemato in un paesino. «Il mio piccolo termometro a spillo sul cappello segnava già 43 gradi sottozero, ma la scala arrivava solo a quella misura!», scriverà nel libro Enno Donà. Ci sono casi di congelamento: vesciche ai polsi come scottature laddove il vento della steppa è riuscito a penetrare negli inadatti cappotti degli alpini.

Nel tardo pomeriggio le cinque compagnie del battaglione sono caricate sui mezzi verso Postojali. Gli alpini vengono avvisati della probabile presenza di nuclei partigiani che potrebbero disturbare il ripiegamento. Ma la notizia è infondata: il Verona troverà ben altre forze a contrapporsi. Arriva a Repiewka, poche isbe abbandonate. Sulla destra, un bosco; sulla sinistra, dorsali candide e un’ampia piana spazzata dal vento e da un silenzio assoluto e l’indomani costellata di alpini che arrancano nella neve alta. 19 gennaio. Come sarà Postojali? Un nugolo di isbe sepolte dalla neve? Un paese? Nessuno ne ha un’idea. Ma all’improvviso eccola: una doppia schiera di isbe dalla quale si scatenerà la furia dell’armata rossa. «Verona avanti!» gridano i comandi mentre cadono i soldati. Gli alpini procedono sulla neve rossa del sangue di fratelli, compaesani, amici più cari. Postojali, ora nitida in tutta la sua ampiezza e fortemente presidiata, è un inferno. Il Verona combatte con la sola forza della disperazione fino all’ordine di ripiegare. È una disfatta. Cala la notte, ma non il sacrificio cui ancora il battaglione sarà chiamato nelle settimane successive, prima di giungere a casa. Maria Vittoria Adami

Ana Verona, due case per donne e minori in difficoltà

Penne Nere, Caritas Diocesana Veronese, Rete Donna, Ater, e Comune insieme per due nuovi alloggi destinati alle mamme in difficoltà.

Le Penne Nere veronesi, un gruppo di una quindicina tra artigiani, idraulici, muratori, elettricisti, hanno messo a disposizione tempo e professionalità rimettendo completamente a nuovo i due ampi spazi abitativi di ATER. Spalancandone le porte, Rete Donna – realtà attiva sul territorio e formata da varie associazioni di volontariato di cui è capofila è la Caritas Diocesana Veronese – li ha trasformati in luoghi di accoglienza e punto di ripartenza per quattro nuclei familiari, composto ciascuno da mamma e minori.

Sono i due appartamenti che hanno permesso al progetto co-housing di seconda accoglienza “Due famiglie per una casa” di diventare realtà. E proprio in queste settimane, l’iniziativa taglia il traguardo dell’anno di attività.

Obiettivo del progetto è accogliere donne sole con figli minori e in condizioni di difficoltà per dare loro un’opportunità abitativa nell’ambito di un percorso verso l’autonomia. Gli alloggi sono stati concessi per un periodo di 15 anni da ATER a Rete Donna affinché venissero ristrutturati ed utilizzati a favore di persone in condizioni di povertà. Un passaggio reso possibile dalla Delibera della Regione Veneto n. 1134 che consente “alle Aziende Territoriali di assegnare alloggi sfitti, non utilizzabili a causa dello stato di deperimento in cui versano e della mancata disponibilità finanziaria aziendale nel procedere celermente al loro ripristino, a soggetti del privato sociale”.

E qui sono scesi in campo gli alpini veronesi che volontariamente hanno messo a soqquadro gli interni ormai vetusti degli stabili, ristrutturandoli da cima a fondo e restituendoli completamente efficentati e rinnovati. «Abbiamo creduto in questo appello di Rete Donna e ci siamo volentieri messi al servizio di Caritas per contribuire ad alleviare queste problematiche sociali. Non senza fatica, siamo molto orgogliosi di essere stati di aiuto», spiega Luciano Bertagnoli, presidente dell’ANA Verona.

In ciascuna abitazione vivono ora due nuclei familiari che coabitano condividendo gli spazi diurni. Mamme e bimbi potranno rimanere all’interno degli appartamenti fino a 18 mesi: la finalità di questi progetti educativi è infatti di permettere loro di riuscire a trovare un’altra soluzione abitativa e conquistare una maggior autonomia di vita.

Questa tipologia di ospitalità è un’accoglienza in semi-autonomia tanto che tra i requisiti d’accesso c’è disporre già di un reddito o di un’entrata economica regolare.

Gli enti che partecipano al progetto sono: Caritas Diocesana Veronese attraverso l’associazione San Benedetto ONLUS, il Centro Diocesano Aiuto Vita, ACISJF Protezione della Giovane associazione di Verona, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Associazione Nazionale Alpini sezione Verona e Comune di Verona.

Questa mattina, a chiusura dell’incontro, è stato poi siglato tra le parti il Protocollo d’intesa Rete Donna, co-gestione di un’accoglienza integrata.

https://www.rainews.it/…/ven-Verona-Caritas-e-Alpini-insiem…

Ana Verona, due case per donne e minori in difficoltà

Penne Nere, Caritas Diocesana Veronese, Rete Donna, Ater, e Comune insieme per due nuovi alloggi destinati alle mamme in difficoltà.

Le Penne Nere veronesi, un gruppo di una quindicina tra artigiani, idraulici, muratori, elettricisti, hanno messo a disposizione tempo e professionalità rimettendo completamente a nuovo i due ampi spazi abitativi di ATER. Spalancandone le porte, Rete Donna – realtà attiva sul territorio e formata da varie associazioni di volontariato di cui è capofila è la Caritas Diocesana Veronese – li ha trasformati in luoghi di accoglienza e punto di ripartenza per quattro nuclei familiari, composto ciascuno da mamma e minori.

Sono i due appartamenti che hanno permesso al progetto co-housing di seconda accoglienza “Due famiglie per una casa” di diventare realtà. E proprio in queste settimane, l’iniziativa taglia il traguardo dell’anno di attività.

Obiettivo del progetto è accogliere donne sole con figli minori e in condizioni di difficoltà per dare loro un’opportunità abitativa nell’ambito di un percorso verso l’autonomia. Gli alloggi sono stati concessi per un periodo di 15 anni da ATER a Rete Donna affinché venissero ristrutturati ed utilizzati a favore di persone in condizioni di povertà. Un passaggio reso possibile dalla Delibera della Regione Veneto n. 1134 che consente “alle Aziende Territoriali di assegnare alloggi sfitti, non utilizzabili a causa dello stato di deperimento in cui versano e della mancata disponibilità finanziaria aziendale nel procedere celermente al loro ripristino, a soggetti del privato sociale”.

E qui sono scesi in campo gli alpini veronesi che volontariamente hanno messo a soqquadro gli interni ormai vetusti degli stabili, ristrutturandoli da cima a fondo e restituendoli completamente efficentati e rinnovati. «Abbiamo creduto in questo appello di Rete Donna e ci siamo volentieri messi al servizio di Caritas per contribuire ad alleviare queste problematiche sociali. Non senza fatica, siamo molto orgogliosi di essere stati di aiuto», spiega Luciano Bertagnoli, presidente dell’ANA Verona.

In ciascuna abitazione vivono ora due nuclei familiari che coabitano condividendo gli spazi diurni. Mamme e bimbi potranno rimanere all’interno degli appartamenti fino a 18 mesi: la finalità di questi progetti educativi è infatti di permettere loro di riuscire a trovare un’altra soluzione abitativa e conquistare una maggior autonomia di vita.

Questa tipologia di ospitalità è un’accoglienza in semi-autonomia tanto che tra i requisiti d’accesso c’è disporre già di un reddito o di un’entrata economica regolare.

Gli enti che partecipano al progetto sono: Caritas Diocesana Veronese attraverso l’associazione San Benedetto ONLUS, il Centro Diocesano Aiuto Vita, ACISJF Protezione della Giovane associazione di Verona, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Associazione Nazionale Alpini sezione Verona e Comune di Verona.

Questa mattina, a chiusura dell’incontro, è stato poi siglato tra le parti il Protocollo d’intesa Rete Donna, co-gestione di un’accoglienza integrata.

https://www.rainews.it/…/ven-Verona-Caritas-e-Alpini-insiem…


Il Tempio Ossario per i Caduti della Grande Guerra apre le porte alla città: il sacrario militare, che ospita le spoglie di circa 4000 caduti del primo conflitto mondiale, sarà visitabile ogni secondo fine settimana del mese.

Le aperture straordinarie saranno gestite dagli alpini volontari membri dell'A.N.A. - Sezione di Verona, che saranno presenti e a disposizione dei visitatori negli orari indicati.
 
Sabato     12 Ottobre con orario 09.00 - 18.00
Domenica 13 Ottobre con orario 09.00 - 18.00
 
Sabato       9 Novembre con orario 09.00 - 17.00
Domenica 13 Novembre con orario 09.00 - 17.00
 
Sabato     14 Dicembre con orario 09.00 - 17.00
Domenica 15 Dicembre con orario 09.00 - 17.00
 

iniziativa gratuita

❓ informazioni
☎️ +39 045 8002546
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