Verona, 09 giugno 2020

ASSEMBLEA ORDINARIA SEZIONALE DEI DELEGATI DEI GRUPPI
(art. 8 del Regolamento Sezionale)

L’Assemblea ordinaria sezionale dei Delegati dei Gruppi è convocata per SABATO 27 GIUGNO 2020 presso PALASPORT “ AGSM FORUM”
Piazzale Atleti Azzurri D’Italia, 1 - VERONA -
alle ore 05.00 in prima convocazione ed alle ore 08.30 in seconda convocazione per discutere e deliberare sul seguente:

ORDINE DEL GIORNO
- Saluto alla bandiera
- Nomina del Presidente dell’Assemblea
- Nomina del Segretario dell’Assemblea
- Nomina dei componenti il Seggio elettorale
- Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente
- ELEZIONI VOTAZIONI
- Relazione morale del Presidente Sezionale
- Presentazione del Bilancio consuntivo
- Relazione del Tesoriere
- Relazione del Presidente dei Revisori dei Conti
- Approvazione bilancio consuntivo anno sociale 2019
- Presentazione e approvazione bilancio di previsione anno sociale 2020
- Determinazione Quota Associativa annuale
- Interventi dei delegati
- Consegna del premio “Alpino dell’anno”
- Consegna del premio sportivo Anti
- Consegna del premio volontario dell’anno
- Nomina del Presidente Sezionale
- Interventi delle Autorità

Il Presidente sezionale
Luciano Bertagnoli

I Seggi per espletare le operazioni di voto, dopo essere costituiti, verranno aperti per espletare le operazioni di voto come da punto all’ordine del giorno, e resteranno aperti per circa 45 minuti. Alla chiusura dei seggi si procederà allo spoglio delle schede per la nomina del PRESIDENTE SEZIONALE.

Lo spoglio delle restanti schede procederà il giorno successivo presso la Segreteria Sezionale A.N.A. – Sezione di Verona –

Via del Pontiere n.1 – 37122 – Verona . Web: www.anaverona.it, email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 045.800.25.46 - Fax: 045.80.11.141

Riapertura segreteria sezionale

RIAPERTURA SEGRETERIA SEZIONALE

Nel rispetto della normativa in corso e nelle modalità indicate dalle prescrizioni di RIAPERTURA COVID-19 segnaliamo che a partire da: LUNEDI’ 08 GIUGNO 2020

E’ PREVISTA LA RIAPERTURA AL PUBBLICO DELLA SEGRETERIA

Gli orari sono sempre i medesimi al mattino ad esclusione del MERCOLEDI’

Segnaliamo che come da disposizioni si PREDILIGE il contatto a distanza con quindi utilizzo sia del mezzo telefonico che tramite mail.

L’accesso alla SEGRETERIA è consentito tramite PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

(pratica ormai in uso in molteplici uffici a seguito dell’emergenza Coronavirus) e l’accesso ai locali E’ CONSENTITO UNA PERSONA ALLA VOLTA.

Per accedere è OBBLIGATORIO l’uso della MASCHERINA.

Altresì si segnala che nel caso si debba attendere il proprio turno prima di accedere ai locali della SEGRETERIA , all’esterno nel giardino SI RACCOMANDA il DISTANZIAMENTO SOCIALE al fine di non essere ripresi da agenti della Polizia Municipale, e per dare prova di rispetto delle disposizioni attualmente in vigore.

Si segnala che nel caso ci si presenti SENZA PRENOTAZIONE bisognerà dare la precedenza a chi invece ha fissato l’appuntamento e solo nel caso di possibilità sarà quindi gestito l’accesso di eventuali persone che si siano presentate “senza prenotazione”.

Per prenotare un appuntamento in SEGRETERIA: tramite telefonata allo : 045 800 25 46  oppure inviando mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La nascita ufficiale della Sezione: 11 aprile 2020

L’8 luglio 1919, per iniziativa di un gruppo di reduci della Grande Guerra fu costituita a Milano l’Associazione Nazionale Alpini; essa, come scritto nello Statuto allora approvato, si proponeva di essere aperta a coloro che avessero appartenuto o appartenessero al Corpo degli Alpini, sia quali ufficiali che quali militari di truppa, escludeva ogni carattere politico o religioso e si proponeva di tener vivo lo spirito di corpo, conservare le tradizioni degli alpini, raccoglierne ed illustrarne i fasti e le glorie, cementare i vincoli di fraternità fra alpini e favorirne i rapporti con le associazioni civili che avessero il culto e lo studio della montagna e le attività escursionistiche. Primo presidente ne fu eletto il chimico, industriale e parlamentare Daniele Crespi, pluridecorato maggiore degli alpini; suo vice (e presidente sei mesi dopo) il capitano Arturo Andreoletti, il leggendario “Padreterno” degli alpini del “Val Cordevole”. L’Associazione pensò pure di dotarsi d’un organo di stampa ed in dicembre acquisì “L’Alpino”, periodico nato nel giugno precedente a Udine presso il Deposito dell’8° Alpini, direttore il ten. Italo Balbo. La notizia si diffuse rapidamente e suscitò l’entusiasmo di molti alpini che in vari centri già avevano iniziato a raggrupparsi per cementare i legami formatisi durante la guerra e ricordare gli amici caduti; essi cominciarono a chiedere di aderire alla nuova Associazione. Ciò suggerì l’idea di creare delle “succursali” o sezioni dell’Associazione stessa nelle principali città interessate. Iniziarono così a costituirsi ufficialmente dagli inizi del 1920 le prime Sezioni. Verona fu tra queste.

--- Nella nostra città, terminata la guerra, “gli ufficiali del Deposito del 6°al ‘Pallone’ avevano requisito due salette superiori del ben noto Caffè “Europa” tra Piazza Brà e via Roma, come ritrovo militare; qui giunse la notizia della nascita della nuova Associazione alpina a Milano, e subito si pensò di creare un’aggregazione alpina anche a Verona che coinvolgesse “penne nere” in servizio e ”scarponi” borghesi: nacque un “gruppo”, che, quale proprio segno identificativo, scelse il tricolore e lo issò all’esterno di quella sede (e lo difese il 4 novembre da malintenzionati nei frangenti delle tensioni di quel difficile dopoguerra). Avvenne che in dicembre il veronesissimo capitano Guido Pasini, in attesa di congedo, incontrasse a Belluno un suo vecchio compagno d’armi dell’omonimo battaglione: era proprio Arturo Andreoletti, già “borghese”, vicepresidente della neocostituita Associazione alpina milanese. Parlarono con entusiasmo della nuova Associazione e per Pasini quelle parole furono “benzina sul fuoco”; egli “si precipitò a Verona dove trovò il terreno già pronto per la semina”. Passò poco tempo e il 20 marzo al Caffè Europa si riunì una trentina di alpini per costituire la Sezione veronese; i nomi di questi “soci fondatori”, riportati in Penne nere veronesi del 1981, sono i seguenti: Angelo Adamoli, Calogero Argento, Francesco Attinà, Sandro Baganzani, Giancarlo Bagattini, Gedeone Besenzon, Enrico Bombonato, Arturo Bussinelli, Umberto Caceffo-Consolaro, Piero Carlotti, Guido Cometti, Luigi Dal Lago, Olindo Ermini, Armando Frisara, Ugo Forlani, Antonio Lavagnolo, Pietro Luccioli, Leonzio Lonardoni, Eugenio Nenz, Guido Pasini, Ludovico Portalupi, Pietro Posenato, Omero Pozza, Gustavo Rigo, Luigi Sancassani, Cesare Sperotti, Eustacchio Stevani, Giuseppe Tea, Gino Tommasi e Guido Zanini.

---  Trascorso il tempo necessario per la preparazione e la definizione delle modalità e degli aspetti organizzativi, domenica 11 aprile ebbe luogo la fondazione ufficiale della nuova Sezione: nel salone superiore della Gran Guardia si tenne “un’adunata degli Alpini in servizio e in congedo per la fondazione di una sezione veronese dell’A.N.A.”. La stampa cittadina (“L’Arena”) diede ampio risalto all’evento, cui inviò la sua adesione il generale Ottavio Zoppi, già comandante della prima divisione d’assalto dell’ottava armata, divenuto da febbraio comandante della divisione militare di Verona; all’ “adunata” parteciparono vari ufficiali alpini, primo fra tutti il colonnello Guido Scandolara, successore di Pirio Stringa e da poco comandante del Deposito del 6°; la rappresentanza dell’A.N.A. di Milano era guidata dallo stesso Andreoletti, divenutone presidente il 30 gennaio, e dal brillante giornalista Tommaso Bisi, nuovo direttore de “L’Alpino”. Il colonnello Scandolara presentò “con acconce parole” i rappresentanti dell’Associazione Nazionale e richiamò “le gloriose tradizioni delle fiamme verdi”. Spettò a Tommaso Bisi, futuro parlamentare, illustrare gli scopi ed i valori di solidarismo dell’Associazione, nata, egli disse, “perché non vada perduta la buona tradizione che faceva lassù uguali uomini diversi di pensiero e di indole, al di fuori e al di sopra di ogni politica: scarponi oggi come ieri; per distintivo la verde fiamma della giubba alpina, la verde speranza che rende liberi e buoni”. Alle parole seguì la nomina di un Comitato provvisorio, incaricato dei passi successivi per la attribuzione delle cariche sezionali, composto da: avv. ten. Giuseppe Tea, dott. ten. Sandro Baganzani, sergente Eugenio Nenz, ten. Gaetano Pasini, ten. Vittorio Tommasi, ten. Umberto Garelli e ten. Antonio Lavagnolo. Si procedette poi alla sottoscrizione delle schede di adesione alla Sezione, che furono numerose. Per le ulteriori adesioni fu stabilito che esse sarebbero affluite in seguito “alla sede della Sezione Veronese (Deposito del 6° Alpini)”, come scritto ne “L’Arena” del 13 aprile. Quest’ultima precisazione farebbe ritenere che in quel momento come sede della nuova Sezione fosse stata indicata quella stessa del Comando del Deposito del 6°, ovvero, riteniamo, il Palazzo del Capitanio: il prestigioso e storico edificio tornato nel 19941 ad essere “fatalmente”, e giustamente, sede sezionale.  Anche “L’Alpino” nel numero di aprile del 1920 dette ampio risalto alla costituzione della Sezione veronese, che qualificò come “terza” dell’Associazione, assicurando che essa “sarà senza dubbio una delle più fiorenti Sezioni dell’A.N.A.”2.

La nuova Sezione dimostrò da subito di essere nata “non con vagiti, ma con maschi accenti, aitante, forte e bella”.

Il 20 maggio 1920 l’assemblea dei soci approvò il regolamento sezionale e procedette alla nomina delle cariche sociali, con i seguenti risultati: presidente avv. Luigi Sancassani; vicepresidente cap. Cesare Sperotti (combattente dell’Ortigara, morirà nel 1956); consiglieri: avv. Giuseppe Tea, rag. Firmino Gustavo Rigo (1896-1981), cap. Antonio Lavagnolo (combattente nella Grande Guerra, morto nel 1933),  prof. Alessandro Baganzani, Vittorino Tommasi, Benvenuto Biasi, Gaetano Pasini, Omero Pozza ed il ten. Eustacchio Stevani;  revisori e giunta di scrutinio: rag. Giovanni Tregnaghi, rag. Angelo Adamoli e Guido Pasini3. In “Penne nere veronesi” (1981) è precisato che il ten. Eustacchio Stevani (1898-1949) ebbe l’incarico di segretario ed il serg. Eugenio  Nenz quello di cassiere; l’incarico di cappellano fu affidato a mons. Ferdinando Prosperini (1890-1986), che era allora cappellano del battaglione “Verona”.

La Sezione veronese fu subito animata da entusiasmo e fervore d’iniziative: l’11 luglio organizzò in Gran Guardia una solenne celebrazione del quarto anniversario del sacrificio di Cesare Battisti, alla presenza di autorità e personalità “cospicue”, nella quale il presidente Sancassani tenne un “poderoso” discorso, concluso con l’elogio degli alpini, “generosi e silenziosi eroi della guerra”, e con un inno all’italianità di Fiume e della Dalmazia; vi intervenne anche Decio Canzio Garibaldi, figlio di Teresa e nipote diretto dell’eroe dei due mondi. In quell’occasione le donne veronesi donarono alla Sezione il vessillo nazionale, che fu poi benedetto dal cappellano Prosperini in Santa Anastasia. Il 5 settembre la Sezione lo portò con orgoglio  alla prima solenne adunata dell’Associazione sull’Ortigara, cui presenziarono innumerevoli autorità tra cui il Commissario Generale per il Trentino  Luigi Credaro, insigne filosofo e pedagogista; don Luigi Sbaragli, già cappellano del “Sette Comuni”, vi celebrò la Santa Messa; seguirono l’intervento del presidente nazionale Arturo Andreoletti e l’indimenticabile orazione ufficiale del tenente alpino padre Giulio Bevilacqua, veronese; questi impartì una nuova, beneaugurale benedizione al nostro vessillo, che per i nostri alpini divenne la “bandiera del profeta”. L’11 novembre la Sezione festeggiò con un grande banchetto in sede il ritorno delle bandiere da Roma, presenti i generali Stringa, Zamboni e Maggia: fu questo l’ultimo atto della presidenza dell’avvocato Sancassani, che, oberato dai gravosi impegni forensi, dovette rinunciare a quel prestigioso incarico.

Il 18 novembre 1920, preso atto delle dimissioni di Sancassani, gli alpini veronesi, riuniti in assemblea straordinaria, elessero loro nuovo presidente sezionale il col. Carlo Marchiori (1869-1949); questi, figlio dell’ing. Luciano, aveva frequentato l’Accademia militare di Modena, aveva combattuto con Menini ad Adua; fatto prigioniero, poi rimpatriato, era stato direttore della Scuola allievi ufficiali di Bassano ed aveva poi combattuto nella Grande Guerra. Presidente onorario fu nominato il generale Umberto Zamboni (1865-1956), definito “padre dei battaglioni alpini veronesi”4; fu probabilmente allora che il ruolo di segretario passò da Stevani a Rigo.  Con rinnovato impulso la Sezione si dette a far propaganda nelle vallate della provincia e prima della fine di quello stesso anno, il 12 dicembre, il presidente Marchiori ed un buon numero di consoci veronesi dettero vita ufficialmente a Caprino Veronese al primo gruppo della provincia, forte di 150 alpini della zona, riuniti nel salone di Palazzo Carlotti. Vi parlarono Marchiori ed il segretario Rigo; fu poi nominata una Commissione del gruppo per le operazioni successive, costituita da Renato Marastoni, già compagno d’armi di Italo Balbo sull’Altissimo, e da Giulio Zanetti, Antonio Lucchini, Antonio Vianini, Luigi Meneghetti, Arturo Tommasi e Simoncelli. Da Milano “L’Alpino” lanciò un “Evviva il Gruppo di Caprino” e ne riportò il nome come unico gruppo esistente nella Sezione di Verona5.

Il 5 gennaio 1921 si tenne un’assemblea sezionale, nella quale il col. Marchiori illustrò gli eccellenti risultati delle attività svolte nel 1920. L’assemblea lo riconfermò presidente per acclamazione e nominò pure a consiglieri Cesare Sperotti (vicepresidente), Gaetano Pasini, Antonio Lavagnolo, Omero Pozza, Benvenuto Biasi, Gino Tommasi, Giuseppe Tea, Alessandro Baganzani, Eustacchio Stevani, Giovanni Tregnaghi, Guido Pasini, Angelo Adamoli e Firmino Gustavo Rigo.

Nel corso di quell’anno la Sezione diede vita a “non poche, né piccole” iniziative; in particolare, come scrisse  con plauso “L’Alpino” del 20 luglio, gli alpini veronesi, con le associazioni combattenti e mutilati, crearono in giugno una cooperativa di consumo che acquistava direttamente dai produttori e vendeva ai soci tessuti e calzature; la Sezione si occupava anche di fornire assistenza ai soci in difficoltà occupazionali; il 30 ottobre successivo fu inaugurata la nuova sede sezionale in Palazzo Carlotti di via Cavour. Intanto tra convegni, nuove sezioni, nuovi gruppi, prospettive di riforma delle truppe alpine e rivolgimenti politici in atto, l’Associazione cresceva e si faceva sentire ovunque, rimanendo fedele alla scelta di rimanere estranea ad ogni coinvolgimento partitico, preoccupata solo di salvaguardare i valori della patria e la memoria ed i diritti di quanti s’erano sacrificati per essa.

Vasco Senatore Gondola

Il grazie di Borrelli agli alpini

Il capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli ha inviato al Presidente Sebastiano Favero una lettera in cui ringrazia gli alpini e in particolare i tanti volontari impegnati per l’emergenza Coronavirus.

Leggi la lettera:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE
Prot n° DIPI0019902
del 0710412020

------- USCITA -------

Il Servizio nazionale di protezione civile, con tutte le sue componenti e strutture operative, sta assicurando dallo scorso 31 gennaio, senza soluzione di continuità, tutte le azioni possibili per
contrastare la diffusione epidemiologia da Covid-19, adottando, in modo sinergico, le indispensabili iniziative che, in talune circostanze, esulano dagli schemi che abitualmente vengono utilizzati in occasione delle ordinarie emergenze di protezione civile. In questo drammatico scenario, le volontarie e i volontari appartenenti alle organizzazioni nazionali e locali hanno rappresentato, sin da subito, uno dei punti di riferimento nel contrasto alla diffusione epidemiologica e, nello specifico, l'Associazione Nazionale Alpini ha, ancora una volta, dimostrato una efficienza straordinaria, realizzando, in tempi stretti, l'ospedale all'interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo, assicurando altresi ogni ulteriore attività di assistenza alla popolazione nelle altre regioni del nostro Paese. La possibilità di avvalersi di 72 posti di ricovero in terapia intensiva ed altrettanti in sub intensiva, rappresenta per il sistema sanitario, non solo regionale, un ulteriore e tangibile contributo della concretezza e dell'efficacia logistica ed organizzativa che contraddistinguono l'Associazione da Te diretta e della quale il nostro Paese va fiero. Ed è, con profonda riconoscenza ed immutata stima, che Ti chiedo cortesemente di voler estendere a tutti i volontari i miei più sentiti ringraziamenti per lo straordinario impegno profuso che, sono certo, continueranno ad assicurare a favore del nostro amato Paese. Permettimi, infine, di formularTi un sincero augurio per una Pasqua che, seppur in assenza di festeggiamenti, rappresenterà per noi tutti una ricorrenza che rafforzerà lo spirito di fratellanza.

                                                                                                                                             Un grande abbraccio Angelo Borrelli

Sebastiano Favero
Presidente
Associazione Nazionale Alpini

MASCHERINE, SANIFICATORI, ACQUA: IL MONDO IMPRENDITORIALE DEL TERRITORIO SI MOBILITA PER LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA. UNA SOLIDARIETÀ CHE VALICA I CONFINI DEL VENETO E APPRODA A BRESCIA.

GS Scampoli ha donato circa tremila mascherine lavabili e dunque riutilizzabili. Tecnovap ha consegnato questa mattina alle squadre della Protezione civile della Valpolicella due macchine a vapore che saranno utilizzate per la sanificazione. E ancora, Dolomia ha dato ben 100mila bottiglie di acqua che da domani saranno stoccate nel centro logistico del terzo raggruppamento della Protezione Civile, a Vicenza, sede della colonna mobile nazionale.

La macchina della solidarietà non si ferma. E in questi ultimi giorni è il mondo imprenditoriale a mobilitarsi per la collettività donando i propri prodotti.

“Si tratta per noi di doni preziosi che non fanno in tempo ad arrivare che subito vengono utilizzati sul campo, per i nostri volontari schierati in prima linea sul territorio e i mezzi che utilizzano”, spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli. Le macchine di sanificazione mediante il vapore serviranno a igienizzare le auto e i furgoni quotidianamente utilizzati dai volontari. E ancora, l’acqua: non siamo in emergenza di acqua potabile, fortunatamente, ma si tratta comunque di supporti preziosi che la Protezione civile potrà distribuire anche nei prossimi mesi nelle case di riposo, negli ospedali o ovunque ci sarà richiesta. Letteralmente boccate d’ossigeno, urgentissime da subito, per poter operare in sicurezza sul territorio sono invece le mascherine.

“Sono in tessuto e lavabili. Il lavoro in queste settimane è frenetico, ci stanno commissionando in molti, istituzioni comprese, questo tipo di supporti, ma come GS Scampoli e famiglia Scandola abbiamo ugualmente deciso di fare questa donazione per contribuire al ruolo importantissimo che i volontari della N Protezione Civile stanno svolgendo per la collettività”, fa sapere la famiglia Scandola che ha scelto l’ANA Verona anche in memoria del nonno alpino Michelangelo.

La solidarietà, sia in entrata che in uscita, valica i confini territoriali. Dopo aver ricevuto, è l’ANA Verona ad aver donato un migliaio di mascherine ai colleghi di Brescia. “Lì l’emergenza è ancora più drammatica. Il presidente della sezione bresciana del Monte Suello, Sergio Poinelli, mi ha contattato chiedendo se sapessi dove reperire mascherine: da loro non si trova assolutamente più nulla. Ne abbiamo quindi acquistato immediatamente un lotto che è già partito alla volta di Brescia. Inoltre, abbiamo messo in contatto la sezione con la veronese GS e nei prossimi giorni ne verranno commissionate direttamente da Brescia altre 3 o 4mila”, aggiunge Bertagnoli.

Non si ferma, inoltre, la campagna straordinaria che l’ANA Verona, oltre ai canali consueti di raccolta fondi, ha attivato attraverso la piattaforma GoFundMe al link: https://www.gofundme.com/f/gli-alpini-per-l039emergenza-coronavirus-covid19?member=3916080&utm_medium=email&utm_source=customer&utm_campaign=p_email%2Binvitesupporters

Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA si può donare anche attraverso il nostro

IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA

Tra pochi giorni medici, infermieri e tecnici della Federazione Russa inizieranno ad operare a fianco del personale dell’Ospedale Giovanni XXIII nell’ospedale da campo realizzato in tempi record dall’Associazione Nazionale Alpini nelle strutture della Fiera di Bergamo.

Arrivati in Italia il 22 marzo, anche dopo un contatto tra il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, i militari russi, con esperienza in situazioni di emergenza sanitaria, si sono subito messi al lavoro, in squadre composte con il personale militare italiano del 7° Reggimento NBC, avviando l’attività di sanificazione in 65 residenze per anziani (Rsa) bergamasche.

Si tratta di un contingente ben strutturato, di 104 unità (32 tra medici e infermieri, 51 bonificatori, personale di assistenza e interpreti) che opera in realtà indicate dalla Protezione Civile in coordinamento con Regione e autorità sanitarie lombarde.

Grazie ad un ponte aereo con quattordici grandi velivoli da trasporto, atterrati a Pratica di Mare, dalla Russia sono giunti anche 150 ventilatori polmonari (in parte già donati all’ospedale Giovanni XXIII e a quello allestito nella Fiera di Milano), 330.000 mascherine, 1.000 tute protettive, 2 macchine per le analisi rapide di tamponi, 10.000 tamponi veloci, 100.000 tamponi normali, un laboratorio campale di analisi, 3 complessi per la sanificazione di mezzi e ambienti e 3 stazioni di sanitizzazione per ampie superfici.

L’Associazione Nazionale Alpini esprime perciò profonda gratitudine agli amici russi, che sono stati tra i primi ad accorrere in soccorso ai nostri territori, così duramente colpiti dal propagarsi dell’infezione da Coronavirus.

Le penne nere hanno stabilito da tempo rapporti di amicizia e solidarietà con la gente russa, rapporti generati dalle sofferenze patite da entrambi i popoli in quella immane tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale. Vent’anni fa, l’Ana ha costruito con i suoi volontari un bellissimo asilo per i bambini della città di Rossosch, dove nel 1942 aveva sede il Comando del Corpo d’Armata alpino: questa struttura è stata oggetto nel 2018 di un esteso intervento di manutenzione e miglioramento ad opera sempre degli alpini, che, contemporaneamente, hanno installato e regalato alla popolazione di Livenka (nei cui sobborghi c’è il villaggio di Nikolajewka) un ponte, prefabbricato in Italia, sul fiume Valuij, chiamato “Ponte dell’amicizia”.

Nell’occasione è stato anche siglato un “Patto di fratellanza” di alto valore simbolico tra la popolazione della Provincia di Birjuc, nel cui territorio si trova Livenka, e la città di Brescia, che ogni anno, in occasione della commemorazione della battaglia di Nikolajewka, ospita una delegazione russa, unita agli alpini nel nome della pace.

Grazie ancora, dunque, agli amici russi, impegnati con noi in un’opera che risponde a uno dei principi più saldi dell’Associazione Nazionale Alpini: onorare i morti aiutando i vivi.  

Sebastiano Favero
Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini

Con “Schiacciamo insieme il virus “ i soldi risparmiati in affitti e trasferte andranno all’Ana di Verona

Giocatori,famiglie e dirigenti della società Vi.Va di Poiano lanciano un contest sui social aperto a tutti.

Un esempio virtuoso per vincere la battaglia più importante contro il Covid 19. Si cimenta nel campo della solidarietà anche la società VI.VA Volley di Poiano, che spera di coinvolgere tutto il tessuto della pallavolo veronese ma non solo. “Schiacciamo insieme il virus“: questo lo slogan dell’iniziativa della realtà della Valpantena, da oltre trent’anni punto di riferimento della zona che si estende da Marzana a Borgo Venezia. L’idea è molto semplice: donare una parte delle quote atleti e dei soldi risparmiati in affitti o gestione delle palestre. «Noi abbiamo scelto come destinatario della nostra offerta la sezione di Verona degli Alpini», racconta Luca Rupiani, dirigenteVI.VA Volley Poiano e fra i principali promotori del progetto. «La nostra è una piccola realtà, che però è ben consapevole di quello che può essere il valore sociale dello sport in questi giorni», il punto di partenza. «Ecco perché non siamo rimasti con le braccia incrociate ed abbiamo lanciato questo segnale. Fortunatamente ne stiamo già raccogliendo i frutti. L’iniziativa è stata accolta molto positivamente dalle famiglie dei nostri atleti. Questo è il dato che più ci rincuora ma ora vogliamo fare di più». La società VI.VA Volley di Poiano infatti ha anche aperto un contest sui propri canali social, sempre accompagnato dall’hashtag #schiacciamoinsiemeilvirus. Non ci sono regole particolari per partecipare e giocare un ruolo attivo nel progetto solidale. Basta infatti posare insieme ad un pallone oppure con la divisa della società di appartenenza. In alternativa è gradita anche l’esecuzione di un gesto tecnico. Tutti infatti serve per concorrere alla stessa finalità: rendere l’iniziativa virale. «Noi ci siamo anche mossi con alcuni club amici con cui ci affrontiamo da anni », svela Rupiani, «abbiamo riscontrato parecchi apprezzamenti. In molti si stanno già organizzando per seguire la nostra scia. Ora però speriamo di andare oltre. Siamo parecchio motivati. Il nostro vuole essere innanzitutto un esempio. Sarebbe bello che il mondo dello sport veronese donasse compatto una parte di quei soldi ora fermi con l’attività bloccata», l’ulteriore invito. «Sono convinto che alla fine si otterranno degli ottimi risultati. Saremmo orgogliosi se questo progetto venisse abbracciato anche da altre discipline. Ci sono tutte le premesse per riuscire nel nostro intento». Un messaggio di speranza in un momento così duro. Questi sono i riferimenti scelti dalla società VI.VAVolley con donazione alla sezione di Verona del’ Associazione nazionale Alpini. IBAN: IT16 V084 1677 4800 0000 0300204BIC:ICRAITRRBKOCausale: emergenzacoronavirus - covid-19 e il nome della società.•

(Fonte l’Arena - Alessio Faccincani)

Dentro l’Ospedale degli alpini: siamo pronti per operare! 

In una settimana gli alpini, coadiuvati dai volontari bergamaschi, hanno ultimato l’allestimento dell’Ospedale all’interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo.
Partito come struttura campale d’emergenza, sulla base della nostra Colonna Mobile, il progetto è stato modificato in corsa, per ottenere un vero e proprio ospedale con 72 posti in terapia intensiva e altrettanti in condizioni sub intensiva e di normale ricovero. La flessibilità dell’organizzazione alpina, l’abitudine ad operare in emergenza e, soprattutto, la grande reputazione di cui gode la nostra Associazione, hanno concretizzato un piccolo miracolo: i volontari bergamaschi sono accorsi a centinaia a fianco delle penne nere e, lavorando 24 ore su 24, hanno conseguito l’obiettivo in soli sette giorni. Adesso la struttura è pronta, attrezzata per operare, per l’afflusso del personale sanitario e dei pazienti.
Vi portiamo con le nostre telecamere all’interno dell’Ospedale degli Alpini, accompagnati dai responsabili della nostra Protezione Civile e della Sanità Alpina, col supporto della Sezione di Bergamo.

https://youtu.be/9ybyio-0PSo

 

Grazie agli alpini nuovo laboratorio al «Magalini»

Proprio come in una guerra di trincea, piangono i propri fratelli andati avanti ma non arretrano di un millimetro e, anzi, proseguono l’impegno dove serve, come serve. I volontari della Protezione Civile dell’Ana Verona hanno lavorato ieri, proseguendo anche in queste ore, per allestire un nuovo laboratorio al Magalini di Villafranca che nei prossimi giorni sarà centro analisi regionale Covid19.

Le penne nere veronesi sono dunque nuovamente in prima linea nell’emergenza Coronavirus. Questa volta, si tratta di un’operazione logistica di movimentazione di arredamenti e presidi utili dall'ospedale civile di Isola della Scala verso l'ospedale di Villafranca, da qualche settimana divenuto per Verona l’ospedale Covid19. Prosegue ininterrotto, inoltre, il lavoro dei volontari della Protezione Civile, aiutati anche dagli alpini dei vari gruppi di città e provincia, di stoccaggio e distribuzione capillare alla popolazione delle mascherine protettive fornite dalla Regione.

«Cari alpini, cari amici, stiamo vivendo in questi giorni una tragedia paragonabile solo ad una guerra ma di fronte abbiamo un nemico sconosciuto, invisibile e beffardo che ci sta portando via molti cari amici e familiari. Con loro abbiamo condiviso una vita di affetti e di lavoro e insieme abbiamo passato momenti indimenticabili nel vivere sociale e comunitario. Ed ora, come in una maledizione non li possiamo nemmeno salutare nel giorno più lungo della loro sofferenza», riflette commosso il presidente Luciano Bertagnoli che ha registrato queste sue parole in un accorato videomessaggio inoltrato a tutti i gruppi dell’ANA Verona. «È terribile ciò che sta accadendo, una mannaia che si abbatte casualmente su di noi senza alcuni preavviso privandoci delle nostre certezze facendo affiorare nella nudità totale la precarietà del genere umano. Da tutto questo orrore c’è ancora la vita. C’è il coraggio, l’amicizia, il senso di umanità sopra ogni cosa. E poi la solidarietà», prosegue Bertagnoli che questa mattina insieme al vicepresidente Elio Maurizio Marchesini ha partecipato, in rappresentanza della Protezione Civile dell’ANA Verona, all’abbraccio virtuale che il sindaco Federico Sboarina, il rettore Pier Francesco Nocini, il direttore dell'Azienda ospedaliera Francesco Cobello e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura hanno voluto dare, a sirene spiegate, a medici, infermieri, sanitari e lavoratori dell’ospedale di Borgo Roma. «Un omaggio e un ringraziamento dovuto, che commuove ma che ci sprona ad andare avanti», hanno commentato Bertagnoli e Marchesini a fine saluto.

E, sempre guardando avanti, prosegue la campagna straordinaria che l’ANA Verona ha attivato attraverso anche una piattaforma online creata appositamente. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA, si può donare attraverso l’IBAN: IT16 V084 1677 4800 0000 0300. In alternativa, sul sito GoFundMe.

https://www.larena.it/territori/villafranchese/villafranca/grazie-agli-alpini-nuovo-laboratorio-al-magalini-1.8016087?fbclid=IwAR24XAZjmLcOnjX9YuJbwUilkxci32k_l3sdcKFCrSpZas3gk-89fDY8qhY

 

A rappresentare la vicinanza di tutti gli alpini della nostra sezione, il nostro presidente Luciano Bertagnoli accompagnato dal vice presidente Maurizio Marchesini, in un ideale abbraccio a medici, infermieri e personale sanitario impegnati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Inoltre per simboleggiare anche il nostro più sentito ringraziamento a tutti i nostri alpini, ai volontari e alle volontarie di protezione civile e ai tanti cittadini che proprio in questi giorni si sono messi a disposizione dei nostri gruppi e delle nostre squadre di P.C. per dare il proprio contributo nel fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

Questa mattina, alle 11.30, davanti all’ospedale di Borgo Roma, il sindaco Federico Sboarina, il rettore Pier Francesco Nocini, il direttore dell'Azienda ospedaliera Francesco Cobello e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura, hanno rappresentato la città nel grande abbraccio che tutti i veronesi dedicheranno a medici, infermieri e personale sanitario impegnati per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Come gesto simbolico, risuonano le sirene e i lampeggianti di mezzi della Polizia locale.

Anche le amministrazioni di Lazise, Peschiera e Castelnuovo del Garda aderiscono al momento simbolico organizzato stamattina per ringraziare chi opera nell'emergenza sanitaria. Davanti agli ospedali e alle case di riposo della provincia si ringraziano gli operatori sanitari con applausi e sirene dei mezzi della polizia locale: un modo per esprimere la vicinanza di tutti i cittadini a medici, infermieri e personale in prima linea.

A Lazise il sindaco Luca Sebastiano  davanti alla casa di riposo di Colà, mentre il vicesindaco Filippo Costa  alla casa di riposo del capoluogo. A Castelnuovo il sindaco Giovanni Dal Cero  all’ospedale Pederzoli assieme alla sindaca di Peschiera Orietta Gaiulli. Le sirene suonano inoltre davanti alla casa di riposo Villa Sacro Cuore di Cavalcaselle, dove c'è la vicesindaco castelnovese Rossella Vanna Ardielli e presso la casa di riposo Anni d'argento di Castelnuovo con l’assessore Marilinda Berto e rappresentanti della Protezione civile. Anche cittadini e cittadine possono aderire esponendo le bandiere tricolore da finestre e balconi. (Katia Ferraro).

https://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/sirene-accese-davanti-agli-istituti-di-cura-l-abbraccio-a-chi-%C3%A8-in-prima-linea-1.8014998?fbclid=IwAR2USwpEndiQeyXiMUOWqMM6rriulZb2xrhGylJUFfm1o584ZaJHT1wfnmI

 

 

Flavio Melotti è andato avanti !

Flavio Melotti è andato avanti!

Flavio Melotti ci ha lasciato! Ce l’aspettavamo, sapevamo della malattia, ma speravamo che potesse superarla. Restano l’amarezza, lo sconforto, la rassegnazione, un vuoto difficilmente colmabile, ma anche il ricordo della sua passione alpina, della sua vitalità e la luminosa realtà della sua più grande opera, l’ecomuseo della Lessinia: con tenacia, determinazione e competenza l’ha voluto e saputo realizzare, assieme ai suoi alpini, a memoria e valorizzazione della sua gente e della sua terra. Nato a Boscochiesanuova il 14 aprile 1950, s’era diplomato geometra all’Istituto Quarenghi a Bergamo e, dopo aveva prestato servizio militare nel Gruppo “Vicenza” del 2° Reggimento Artiglieria da Montagna, aveva iniziato una brillante carriera di professionista. Iscrittosi nel 1973 al Collegio Geometri di Verona, ne era diventato prima consigliere, poi segretario e presidente, nonché direttore del periodico “Il Geometra veronese”. Era stato pure consulente tecnico del Consorzio ZAI e dal 1991 era iscritto all’elenco speciale dei periti e consulenti tecnici del Tribunale di Verona e della Corte d’Appello di Venezia. Da buon figlio della montagna, era anche un alpinista appassionato ed aveva al suo attivo ascensioni di grande impegno, tra cui quattro “seimila” himalayani e cinque “quattromila” sulle Alpi; membro, poi presidente, della Sezione CAI-Lessinia, nata nel 1977, aveva pure ottenuto il riconoscimento di “operatore naturalistico-culturale di 1° livello” del Comitato Scientifico del CAI. Ma per prima cosa, alla fine del servizio militare, s’era iscritto all’ANA, in ossequio alla tradizione di famiglia e in ricordo del nonno artigliere Agostino; dal 2011 al 2017 ne fu consigliere sezionale.
Qui, sull’onda della legge 2001 per la tutela del patrimonio storico e con l’entusiasmo che gli era proprio, lanciò l’idea di rimettere in luce le testimonianze della Grande Guerra esistenti in Lessinia. Ne nacque un progetto dell’ANA veronese, condiviso da studiosi, istituzioni pubbliche e associazioni della Lessinia, supportato dalla disponibilità lavorativa di tanti alpini e giovani, e alla fine d’agosto 2014 l’imponente ridotto difensivo di malga Pidocchio, dimenticato da decenni, era tornato ad essere perfettamente visibile e visitabile in tutta l’ampiezza e complessità della sua struttura. Alla solenne inaugurazione partecipò una marea di alpini e di appassionati, per Flavio fu il culmine della gioia e per la Lessinia l’inizio di realizzazione dell’ecomuseo, che da allora cominciò a richiamare migliaia di studenti e di visitatori. La Sezione vi cominciò ad organizzare le “Giornate in grigioverde” e nel giro di breve Flavio Melotti, con il docente universitario prof. Gianmarco Lazzarin, dette alle stampe un prezioso volume di storia dell’altopiano, arricchito d’una serie di itinerari storico-naturalistici della Lessinia; l’opera fu presentata ovunque, compresa la storica e solenne Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona. La primavera scorsa Flavio ha gioito con gli studenti dell’Istituto comprensivo Boscochiesanuova-Erbezzo premiati per un loro originale lavoro sulla Grande Guerra: lo vogliamo ricordare sereno e felice come in quel giorno. (Vasco Senatore Gondola).

La V.I.VA Volley di Poiano sostiene gli alpini veronesi

La società di pallavolo veronese ha lanciato una raccolta fondi per la sezione veronese dell'A.N.A., impegnata a combattere il coronavirus. L'invito a partecipare all'iniziativa è stato rivolto a tutte le squadre di volley veronesi.

#SCHIACCIAMOINSIEMEILVIRUS

Ciao a tutti.

In questo periodo di sosta obbligata abbiamo pensato di aiutare e sostenere una delle tante associazioni di volontariato impegnate in prima linea nell’emergenza sanitaria, con un piccolo gesto di solidarietà! Abbiamo deciso di devolvere una parte della quota delle iscrizioni di voi atleti all’Associazione Nazionale Alpini (Sezione di Verona) per dare anche noi un piccolo un contributo tangibile! Potete verificare tramite i vari social quello che ogni giorno gli alpini fanno soprattutto in occasione di questa emergenza. Quindi RINGRAZIAMO fin da subito tutti voi atleti (piccoli e grandi) e voi genitori che di conseguenza siete parte attiva di questa donazione… GRAZIE!!!

A tal proposito vi inviamo la locandina con l’iniziativa SCHIACCIAMO INSIEME IL VIRUS promossa dalla nostra società a favore degli Alpini SchiacciamoinsiemeilVirus.

Per tutti voi atleti (piccoli e grandi) e allenatori c’è una seconda iniziativa: Potete postare tramite INSTAGRAM una vostra foto con la divisa della vostra squadra (con il nome della squadra e della società di appartenenza con l’hashtag #SchiacciamoInsiemeilVirus e taggare @vivavolley, ovviamente con la massima libertà di fantasia!

L’obiettivo principale è quello di sentirci più UNITI ANCHE SE DISTANTI!!! Potete condividere l’iniziativa con tutti gli amici appassionati di Volley!!
A presto per divertirci ancora insieme.

Il Direttivo del V.I.VA Volley

Il nostro presidente Luciano Bertagnoli fa un appello alla fratellanza e all'unione, «per uscire da questo lungo buio».

La nostra sezione è stata colpita dai lutti proprio a causa del coronavirus, ma comunque in prima linea in questi giorni con diverse centinaia di volontari per aiutare gli altri come il riallestimento degli ospedali dismessi, nella consegna dei dispositivi di protezione, nella consegna di pasti e farmaci.

«Dobbiamo essere orgogliosi di essere italiani», dice Bertagnoli, «dobbiamo essere uniti. Questa è una tragedia del tutto simile a una guerra, con un nemico silenzioso e invisibile. Ma ne verremo fuori come persone migliori. La primaverà arriverà».

Guarda il video

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Dalle parole ai fatti, l’Ana Verona ha risposto immediatamente all’appello delle associazioni che si occupano di Pronto intervento sul territorio, in queste settimane in prima linea nell’emergenza Coronavirus. E ha stanziato 21mila euro, 7mila ciascuna, per Croce Rossa, Croce Verde e Rete Uni.Ver.So; associazione di secondo livello composta da Croce Bianca, SOS Sona, SOS Valeggio, Polo Emergency Villafranca, Croce Blu, ALS Soccorso, Opera Assistenziale Stefano Toffoli. «Queste donazioni sono gocce di solidarietà che vogliono significare l’affetto e la vicinanza del mondo alpino a tutti i soccorritori e i volontari. A loro, per l’impegno e il senso
civico dimostrato in questo difficile periodo e che ci unisce indelebilmente, va il nostro più sentito ringraziamento» spiega il presidente dell’Ana Verona Luciano Bertagnoli. Queste risorse economiche rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per le associazioni che stanno già provvedendo a tradurle in dispositivi di protezione individuale per i soccorritori, quotidianamente a contatto con pazienti positivi o sospetti Covid-19, spesso senza i necessari presidi protettivi. Non solo fondi. Nelle scorse settimane l’Ana Verona è scesa direttamente in campo con i volontari della Protezione civile che da fine febbraio sono impegnati nell’emergenza. In città e negli ospedali della provincia hanno allestito le tende per il triage. E in circa 500 sono rimasti al lavoro per allestire nuovi posti letti destinati ai malati di Covid-19 nelle strutture ospedaliere di Bussolengo, Villafranca, Isola della Scala, Caprino Veronese, Valeggio sul Mincio, Zevio. «In pochi giorni abbiamo reso disponibili oltre 200 posti letto. Anche questa è una guerra e anche in questo caso i nostri alpini, i volontari, hanno risposto immediatamente alla chiamata dimostrando massima disponibilità» conclude Bertagnoli, «facendo ciascuno anche doppi turni».

Adunata spostata ad ottobre

La 93ª Adunata Nazionale degli Alpini, in programma dal 7 al 10 maggio a Rimini-San Marino, è stata rinviata alla seconda metà di ottobre – fatte salve valutazioni successive che saranno legate all’evolversi dell’emergenza – tenendo conto anche delle comunicazioni ricevute dalle autorità del Comune di Rimini e della Repubblica di San Marino.
Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, riunito oggi in videoconferenza.
Il rinvio è stato ovviamente determinato dal perdurare dell’emergenza sanitaria nazionale, che rende non realizzabile la concentrazione di alcune centinaia di migliaia di persone per tre giorni in una sola località.
“L’esigenza di tutelare la salute di tutti – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – è prioritaria. L’Adunata, che dalla fine della Seconda guerra mondiale non si è mai interrotta, è la più importante manifestazione al mondo organizzata da una Associazione d’arma, con lo spirito di amicizia e solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. Un grande messaggio di pace e fratellanza che rimane ovviamente immutato anche con uno spostamento di alcuni mesi. In autunno – continua Favero – sarà ancora più bello ritrovarsi e, auspicabilmente, festeggiare tutti insieme la fine di questo difficilissimo momento per il nostro Paese”.
“Nel frattempo – conclude Favero – uomini e donne dell’Associazione Nazionale Alpini continueranno con immutato spirito di servizio a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza in atto, non solo a Bergamo, dove diventerà operativo il nostro Ospedale da campo in tempi brevissimi, ma in tutto il Paese, portando ovunque il loro contributo di solidarietà e capacità, da sempre conosciuto ed apprezzato”.

https://www.ana.it/2020/03/20/adunata-spostata-ad-ottobre/?fbclid=IwAR1lnu1IisLiDC5GsFxC9x-8qXy6GSptaI6YPeaDer_sdBaAc89nEanycqo

 

 

Si svolgeranno oggi 23 Marzo, in forma strettamente privata con la benedizione della salma e una breve preghiera i funerali di Pier Carlo Baroni,76 anni, deceduto venerdì 20 Marzo e conosciutissimo in paese per il suo costante e lungo impegno nel gruppo Alpini. «Credo di interpretare il sentimento di tutti voi nel porgere alla famiglia le condoglianze a nome dell’intero paese», ha annunciato venerdì sera il sindaco Claudio Melotti sul canale Telegram che ha aperto con i cittadini per l’emergenza Covid-19. «Vi segnalo che sono stato raggiunto anche da una telefonata del presidente della sezione di Verona dell’Associazione nazionale Alpini Luciano Bertagnoli, che mi ha manifestato profondi sentimenti di cordoglio e di vicinanza ai familiari del defunto e alla nostra comunità così come hanno fatto tutti i Sindaci dell’altipiano della Lessinia». In ragione dei provvedimenti governativi adottati per l’emergenza in corso, Carlo riposerà nel cimitero di Bosco Chiesanuova dopo una breve cerimonia che avrà luogo sul posto,alla presenza dei soli familiari.«Ho sempre avuto particolare simpatia nei confronti di Carlo», aggiunge il sindaco Melotti, «diventata affetto da quando il 4novembre 2016 ha portato al cimitero sulle sue braccia le spoglie mortali di mio zio Serafino,caduto nella seconda Guerra mondiale, alpino come lui. Lo ricorderemo per il suo spirito di attaccamento dimostrato nei riguardi del Gruppo alpini di Bosco Chiesanuova. Manifesto i sentimenti di cordoglio miei personali e dell’amministrazione comunale agli Alpini.Faccio ancora fatica a credere che Carlo abbia appoggiato lo zaino a terra», commenta il capogruppo degli alpini di Bosco Fabiano Prati,«era la colonna portante del gruppo per la sua generosità, disponibilità, dedizione, simpatia, allegria che caratterizzano un Alpino,anzi un Artigliere con la «A«maiuscola come era lui. Ha dato anche un grosso aiuto morale ad un giovane capogruppo come me. Mi mancherà così come mancherà a tutti. Non l’ho mai visto arrabbiato ma sempre con il sorriso, pronto a dire di sì a tutti quelli che chiedevano un aiuto, gli alpini per primi,». Era stato operaio comunale, aveva fatto l’autista dello scuola bus e poi, fino alla pensione era stato camionista in Amia: un lavoro che lo portava a girare per tutti i paesi della Lessinia e lo aveva fatto conoscere e apprezzare anche oltre i confini del suo paese: «La nostra Osteria Baita era la sua seconda casa: lì tutto ancora parla di lui, dagli interventi in cucina a quelli in sala. Se c’era un problema era Carlo che bisognava chiamare ed era sempre lui che lo risolveva, ma sempre dietro i riflettori», con clude il capogruppo.

EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19
 
In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali consueti di raccolta fondi da destinare poi ad un progetto che verrà successivamente condiviso e deciso dal Consiglio Sezionale Provinciale, ha scelto di attivare una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI anche attraverso una piattaforma online creata appositamente per aiutare e raccogliere fondi.
 
Attraverso il nostro IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA
 
Inoltre, grazie al potere dei social network e di internet, nasce il CROWDFUNDING che offre la possibilità e l'opportunità di raccogliere fondi per i propri obiettivi e per aiutare gli altri a superare questa difficoltà.
 
Abbiamo quindi attivato in aggiunta, anche una campagna sul sito GoFundMe, che è il sito numero 1 al mondo e la piattaforma più affidabile per raccogliere fondi online gratuitamente.
 
Ti invitiamo quindi a divulgare attraverso i TUOI SOCIAL questi dati e questo link informando tutti i tuoi contatti di questa iniziativa della Sezione Alpini Verona.
 
Per qualsiasi informazione la Segreteria resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
#iorestoacasa  #andratuttobene
 

Si è celebrato oggi 10 Febbraio 2020,  il “Giorno del ricordo” delle foibe e dell’esodo giuliano e dalmata. Ieri il capo dello Stato Sergio Mattarella, parlando della tragedia che si consumò nel dopoguerra al confine fra Italia e Jugoslavia, ha ricordato come le foibe furono "una sciagura nazionale sottovalutata", ma oggi bisgna stare attenti "oltre al negazionismo anche all'indifferenza". Alla cerimonia alla Foiba di Basovizza, iniziata questa mattina, era presente il Vessillo della nostra seizione ANA Verona scortato dal presidente Luciano Bertagnoli, da alcuni consiglieri sezionali e da diversi alpini con i rispettivi familiari.

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