Adunata Nazionale - Rimini 2022

Rimini-San Marino, 5-8 maggio 2022

In queste pagine troverete notizie, informazioni sull’Adunata nazionale e sul territorio.
Un’ampia sezione è dedicata alle richieste di prenotazione online di alberghi e campeggi, attraverso gli enti di accoglienza turistica.
E’ inoltre possibile segnalare la partecipazione di cori e fanfare e prenotare i posti per i pullman che portano i gruppi alla manifestazione.

Vi aspettiamo!

https://www.adunatalpini.it/

(fonte: www.ana.it)

Viviamo tempi angoscianti, afflitti da eventi che credevamo sepolti nel dimenticatoio della storia. Proprio per questo cresce ancor di più l’importanza di celebrare una ricorrenza come il 25 Aprile. La liberazione dall’oppressione nazi-fascista fu una azione corale, che portò in montagna quanti volevano garantire alla nostra Patria un futuro di convivenza civile e democratica: erano giovani uomini, col prezioso supporto di tante donne, provenienti dal mondo cattolico, dagli ambienti liberali, socialisti e comunisti e dai reparti delle forze armate che si ribellavano al giogo delle dittature.
Lo fecero tutti rischiando e soffrendo, ma soprattutto combattendo, perché l’aspirazione alla libertà richiedeva in quel momento anche le azioni più coraggiose .
L’Associazione Nazionale Alpini onora dunque oggi la memoria di tutti i combattenti per la libertà e lo fa nella consapevolezza che oggi più che mai i suoi valori di amicizia, fratellanza e solidarietà sono pilastri su cui si regge la convivenza pacifica della democrazia, che va difesa contro chiunque, con qualunque pretesto, voglia opprimerla.
Ce lo hanno insegnato figure luminose di alpini, che numerosi presero parte alla lotta di liberazione: a cominciare dal Beato Teresio Olivelli, ufficiale alpino in Russia e partigiano una volta tornato in Patria, andato poi incontro al supremo sacrificio nei lager nazisti.
Per questo ci stringiamo attorno ai nostri valori, ponendoci col consueto spirito al servizio delle nostre comunità. E issando il Tricolore su tutte le nostre Sedi, per onorare la Patria, che può contare sempre sulle penne nere.
Viva la libertà, dunque, viva l’Italia e viva gli Alpini.

Sebastiano Favero
Presidente Associazione Nazionale Alpini

Sono iniziati lavori di ricostruzione della chiesetta alpina di Costabella, sul crinale del Monte Baldo, danneggiata dalla tempesta Vaia nell'ottobre 2018.

L’altro giorno, una delegazione dell’ANA Verona, tra cui il presidente Luciano Bertagnoli e il vicepresidente Maurizio Trevisan, gli architetti e ingegneri Elisabetta Mioni e Remo Pigozzi, ha effettuato un sopralluogo sui resti della chiesetta a oltre 1.900 metri d’altitudine, insieme alla ditta assegnataria dei lavori: la Bellini Costruzioni Srl di Torri del Benaco.

Discussi sul campo gli ultimi dettagli, l’avvio del cantiere è ora previsto nel giro di qualche settimana. Da cronoprogramma, il fine del lavori è fissato prima dell’inizio dell’inverno. L’intervento, che costerà complessivamente circa 150mila euro è stato finanziato in larga parte grazie ai proventi della vendita della Pandora dell’Alpino; dolce tipico del Natale veronese griffato Dal Colle e confezionato con i colori dell’Italia.

 

 

La chiesetta alpina, che sorge a pochi passi dal rifugio Chierego e nel cui saccello ossario riposano i resti del giovane soldato Raffaele Solve morto a soli 21 anni a Nowo Kalitwa, Russia, il 4 gennaio del ’43, sarà messa in sicurezza con opere murarie antisismiche, nuovi vetri, strutture consolidate e un design in parte nuovo. Il progetto finale, come si vede dai render, prevede infatti anche la costruzione di una seconda “ala” simmetrica a quella già esistente, abbattuta dal vento che andrà anch’essa ricostruita. Ma si procederà per step: quest’ultima fase progettuale deve attendere l’autorizzazione urbanistica, mentre l’iter dei permessi per i restanti interventi è già concluso.

 

 

(fonte: www.ana.it)

La 93ª Adunata degli Alpini di Rimini-San Marino è stata presentata oggi a Bologna, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione Emilia-Romagna, alla presenza del presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, del Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, del sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad,  del direttore di Dipartimento Turismo e Cultura, Filippo Francini, del comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Ignazio Gamba.  L’incontro è stato moderato dal direttore de L’Alpino, Bruno Fasani.

“Torniamo all’Adunata Nazionale dopo due anni molto difficili – sottolinea il presidente dell’Ana, Favero -, nei quali comunque l’Associazione Nazionale Alpini ha recitato un ruolo importante, rispondendo al richiamo del Paese con migliaia di volontari che hanno fornito servizi di controllo del territorio, distribuito mascherine e farmaci, sostenuto gli anziani, impegnandosi poi capillarmente negli hub della campagna vaccinale”.

“Siamo onorati – commenta il sindaco Jamil Sadegholvaad – di poter ospitare, per la prima volta in Romagna, un evento di una portata straordinaria, nel clima di una festa, che consolida il rapporto che ci lega ad un corpo che testimonia quotidianamente i valori di solidarietà e impegno civile al servizio della comunità. Rimini è da sempre la capitale dell’ospitalità, la meta sognata delle vacanze ed è pronta ad ospitare questo raduno con l’orgoglio e la consapevolezza che in città verrà portata una ventata di cordialità e un segno di convivenza civile. Sapremo accogliere gli alpini con il nostro Dna ospitale e con la vicinanza agli ideali comuni di solidarietà e fratellanza”.

Il direttore di Dipartimento Turismo e Cultura, Filippo Francini ha ricordato “la grande vicinanza da sempre di San Marino agli alpini, anche durante le guerre passate” e ha raccontato di un territorio pronto ad accogliere le penne nere con manifestazioni del  7 maggio, inserite nel programma ufficiale, ma anche con tanti eventi e iniziative collaterali che animeranno il Monte Titano.

Il comandante delle Truppe Alpine, gen. Gamba, ha ricordato “il 150° del Corpo che si celebra proprio quest’anno e che avrà a Rimini e San Marino un momento importante con la sfilata, per la prima volta, di tutte le Bandiere di Guerra dei reggimenti alpini”. Alle numerose iniziative del 150° che si svilupperanno nell’arco di quest’anno e che avranno il culmine il 15 ottobre a Napoli (dove sono nate le Truppe Alpine) è dedicato il sito www.alpini150.it

“Veder sfilare gli Alpini in parata sul lungomare di Rimini sarà un colpo d’occhio di grande effetto – afferma il presidente Bonaccini – e anche un’innegabile occasione di visibilità e attrattività per tutto il sistema ricettivo della Riviera che forte dei suoi circa 3.500 alberghi è fra i principali in Italia. Ma l’adunata degli Alpini, oltre alla festa, sarà anche un momento di riflessione importante in un periodo come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da una guerra terribile e senza giustificazione”. “Solidarietà e senso del dovere sono tra i valori che accomunano le penne nere alla nostra terra. Valori che sono stati alla base delle fasi più difficili della lotta al Covid e che hanno visto anche gli alpini in prima fila. Valori – chiude il presidente- che ritroviamo oggi nell’impegno di tutto il sistema regionale per l’accoglienza dei profughi ucraini in fuga dal conflitto, con l’auspicio che si possa arrivare al più presto al cessate il fuoco e alla pace”.

Per la regione si tratta dell’ottava edizione dal 1920 – anno in cui sono iniziate le Adunate –, di cui l’ultima, nove anni fa, a Piacenza: prima gli alpini hanno sfilato a Bologna (3 edizioni), Modena, Reggio Emilia e Parma.

Tutte le informazioni relative all’Adunata sono pubblicate su www.adunatalpini.it

(fonte: www.ana.it)

Dal 9 al 12 giugno 2022 Monaco di Baviera ospiterà il 4° raduno degli alpini in Europa, in occasione del 50° di fondazione della Sezione Germania.

Il fitto programma prevede per giovedì 9 giugno, nel pomeriggio, la cerimonia al Monumento agli Apini ad Augsburg e l’inaugurazione della mostra “Voci sepolte nell’oblio della memoria” al Grand Hotel Palladium di Monaco di Baviera. Il 10 giugno in mattinata ci sarà la riunione dei Presidenti delle Sezioni europee e nel pomeriggio cerimonie al campo di concentramento di Dachau. Sabato 11 le celebrazioni a Monaco con sfilata e Messa concelebrata da mons. Bruno Fasani e da padre Gabriele Parolin della Missione Cattolica, a seguire gli interventi delle autorità. Il pomeriggio verrà dedicato ai concerti di cori e fanfare mentre domenica 12 giugno giornata libera per visitare Monaco di Baviera.

Il programma dettagliato e il modulo di prenotazione, con pacchetti che soddisfano qualsiasi esigenza, sono scaricabili qui sotto. Il termine per prenotarsi è il 15 maggio 2022.

(fonte: www.ana.it)

Nelle giornate di venerdì 6, sabato 7, domenica 8 maggio si potrà viaggiare sui mezzi di trasporto pubblici di Rimini, compresa la metropolitana di superficie Metromare nell’area metropolitana di Rimini che va dai Comuni di Bellaria a Cattolica.

Il costo del biglietto, valido per tutte e tre le giornate, è di € 5,00.

I titoli di viaggio potranno essere ritirati ai “Posti tappa-informazione” gestiti dall’organizzazione dell’Adunata (elenco qui sotto) e nelle aree sosta per camper e attendamenti. Potranno inoltre essere ritirati presso gli alberghi se prenotati entro il prossimo 2 maggio scrivendo una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I servizi di trasporto saranno incrementati con ulteriori servizi di navetta nella giornata di domenica 8 maggio.

POSTI TAPPA-INFORMAZIONI:

  • Ponte di Tiberio
  • Stazione FS
  • Arco di Augusto
  • Piazza Malatesta

Per info sui trasporti di Rimini www.startromagna.it

(fonte: www.ana.it)

La follia della guerra che sta attraversando i nostri giorni non risparmia neppure i simboli della pace. A Rossosch, la città russa che fu sede del Comando del Corpo d’armata alpino nel 1942, è stato infatti distrutto e sfregiato col simbolo della Z bianca il cippo che ricorda tutti i Caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Il cippo era stato collocato dall’Associazione Nazionale Alpini davanti all’Asilo “Sorriso”, una bellissima struttura per l’infanzia che ospita 180 bambini, costruita nel 1993 dai volontari alpini e donata alla città in segno di riconciliazione e fratellanza.

Sul piccolo monumento si trovavano, stilizzati e sovrapposti, un cappello alpino e la stella simbolo dell’Armata russa, mentre la targa sotto di essi ricordava “Da un tragico passato un presente di amicizia per un futuro di fraterna collaborazione”. Un messaggio chiaro e sinora apprezzato dalla popolazione, lieta di far frequentare ai suoi bambini “l’asilo degli italiani” e che ha sempre accolto a braccia aperte le penne nere dell’Ana.

Posizioni nazionalistiche estremiste, ferocemente critiche contro i simboli di pace lasciati dagli alpini si sono manifestate in tutta la loro virulenza in coincidenza con l’inizio della guerra in Ucraina, tanto che nei giorni scorsi anche il Ponte dell’Amicizia costruito sempre dagli alpini a Nikolajewka sul fiume Valuji è stato deturpato con la Z bianca mentre le sagome dei cappelli alpini sono state ricoperte con una lamiera.

“Amarezza e sconforto sono i primi sentimenti che provo davanti alle immagini che ci arrivano da Rossosch – ha commentato Sebastiano Favero, Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini – perché penso allo slancio, alla caparbietà e alla generosità con cui i nostri Reduci di Russia avevano voluto realizzare simboli permanenti di pace e fratellanza in quelle terre che erano state funestate dalla guerra. L’Ana – ha aggiunto Favero – è portatrice di messaggi di conciliazione, solidarietà e convivenza civile, che manifesta sempre attraverso interventi concreti, fedele al suo credo di onorare i morti aiutando i vivi.

Un’operazione di memoria storica che è fatta soprattutto di uomini, portata avanti pensando sempre alle generazioni future, che non dovrebbero più subire gli errori del passato. Purtroppo la storia fatica ad essere maestra e questo è davvero triste”.

(fonte: www.ana.it)

Tutto esaurito al Centro incontri della provincia di Cuneo per una conferenza tutta particolare in occasione del 150° del Corpo e del 70° della brigata Taurinense: la storia degli Alpini raccontata ai giovani (e non solo) della Taurinense da Gianni Oliva, attraverso un dialogo con il generale Nicola Piasente, comandante della brigata. Davanti a un pubblico quasi esclusivamente composto da penne nere di tutti i reggimenti della Taurinense (con belle rappresentative della gemella Julia e del Centro Addestramento Alpino, con il generale Marcello Orsi), il generale Piasente ha posto ad Oliva una serie di domande per illuminare la storia del Corpo, dalle origini agli anni ’90, passando per il battesimo del fuoco in Africa, l’epopea della Grande Guerra, le vicissitudini drammatiche della Seconda Guerra (sottolineando il sacrificio della Divisione Cuneense sul Don), per finire con la Liberazione e la ricostruzione post-bellica che ha portato il Paese nello spazio euro-atlantico.

Personaggi, fatti e aneddoti esposti con taglio divulgativo, per rafforzare l’identità degli Alpini di oggi, protagonisti della storia recente, oggetto della seconda parte dell’incontro, che ha visto un plastico scambio di ruoli tra i due relatori, con il professore che ha smesso la veste dell’interrogato e ha interrogato a sua volta il generale sulla natura e i compiti dei suoi 5000 uomini e donne, i quali – ha evidenziato il comandante – presentano numerosi tratti in comune con i loro antenati di 150 anni fa.

L’addestramento severo alla montagna prima di ogni cosa, sempre centrale nella vita dei reparti e alla base del DNA delle Truppe Alpine dell’Esercito. Altro punto in comune rivendicato dal generale Piasente è la vocazione ad operare lontano dalla Patria, testimoniata dal susseguirsi di impieghi oltremare che hanno segnato la storia del Corpo praticamente sin dalle origini e vedono oggi il 2° Alpini in Lettonia con la NATO e il 3° Alpini di rientro dalla Norvegia, dopo un mese di esercitazione al Circolo polare artico. Non sono mancati i paralleli anche sul fronte delle emergenze: se nel 2022 gli Alpini hanno contribuito alla campagna contro la pandemia, nel 1908 tutti i reggimenti dell’epoca accorsero a Messina per prestare soccorso alla popolazione colpita da uno dei sismi più violenti della storia nazionale.

Centocinquant’anni ripercorsi con brio in poco più di un’ora, soffermandosi sui settant’anni di vita della Taurinense, che continuerà le celebrazioni aprendo al pubblico la caserma Montegrappa di Torino mercoledì 13 aprile dalle 15 alle 20. 

(fonte: www.ana.it) Con 189 voti favorevoli, nessuno contrario e un solo astenuto, il #Senato ha approvato oggi, martedì 5 aprile, in via definitiva, il disegno di legge n. 1371, sull’istituzione della “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini”, che era già stato approvato dalla Camera dei Deputati.
L’Assemblea di Palazzo Madama ha confermato anche la scelta della data proposta, ovvero il 26 di gennaio.
“È un voto che ci riempie di un orgoglio più che legittimo – ha dichiarato Sebastiano Favero, Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini – non solo per il consenso praticamente unanime con cui il Ddl è stato approvato, ma anche per la data individuata per la celebrazione, ovvero il 26 di gennaio, che coincide con l’anniversario della battaglia di #Nikolajewka, il drammatico ed eroico episodio del 1943 assurto a simbolo del valore e dello spirito di sacrificio delle penne nere. È la conferma – ha aggiunto Favero – del grandissimo credito di cui gli #Alpini godono nel nostro Paese e dell’apprezzamento unanime e trasversale per la dimostrazione di impegno, solidarietà, riconciliazione e spirito di pace che contraddistinguono le penne nere da oltre un secolo”.

(fonte: www.ana.it) Sono iniziate oggi presso la caserma Montegrappa di Torino le celebrazioni del settantesimo anniversario della costituzione della Brigata Alpina Taurinense, che nel mese di aprile del 1952 raccoglieva l’eredità delle tradizionali unità alpine piemontesi, le origini delle quali risalgono al 1872, anno di istituzione del Corpo degli Alpini. Alla cerimonia solenne – che ha visto lo schieramento di tutti i reparti della Brigata con le proprie Bandiere di Guerra – hanno partecipato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il Comandante delle Truppe Alpine – Generale Ignazio Gamba – e il Comandante della Taurinense, Generale Nicola Piasente, il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, oltre a numerose autorità civili, militari e religiose.

Inizialmente formata dal 4° reggimento alpini e dal 1° artiglieria da montagna, oggi la Taurinense è una delle grandi unità delle Truppe Alpine dell’Esercito, forte di 5000 uomini e donne, provenienti da tutte le regioni italiane, che prestano servizio in otto reparti: 2° reggimento Alpini a Cuneo, 3° reggimento alpini a Pinerolo, 9° reggimento alpini a L’Aquila, 1° reggimento artiglieria da montagna e 32° genio a Fossano, reggimento Nizza Cavalleria a Bellinzago Novarese, reggimento logistico a Rivoli, reparto comando a Torino.

I sette decenni di storia della Brigata Taurinense si snodano attraverso la ricostruzione post-bellica e la Guerra fredda, per poi innestarsi sul terzo millennio e sulle nuove sfide globali alla sicurezza e alla stabilità.

Sempre in prima linea, al servizio della comunità e della sicurezza internazionale, numerosi sono i teatri operativi in cui gli Alpini della Brigata sono stati schierati dagli anni ’90 in avanti sotto l’egida ONU, NATO e UE: Mozambico, Bosnia, Albania, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iraq, Libia, Somalia. Puntuale anche l’impegno sul fronte delle calamità naturali, con gli interventi a seguito dei violenti terremoti che hanno colpito il Centro-Italia negli anni 2000, senza contare il sostegno alle autorità civili in occasione delle alluvioni in Piemonte e in Liguria degli anni passati.

Nel quadro della partecipazione alle operazioni internazionali, attualmente la Brigata vede impiegati gli Alpini del 2° reggimento in Lettonia con la NATO e il 3° Alpini in Norvegia. Sul territorio nazionale invece, la Taurinense sta contribuendo all’operazione Strade Sicure al fianco delle forze dell’ordine in numerose località italiane, guidando tra l’altro il Raggruppamento Piemonte-Liguria, Valsusa-Valle d’Aosta, Lombardia-Trentino.

Inoltre, la Brigata fornisce sistematicamente i propri specialisti del genio per la rimozione di residuati bellici in tutto il nordovest e collabora con lo Staff College delle Nazioni Unite basato a Torino nella formazione dei funzionari ONU destinati a operare nelle aree calde del globo.

Di rilievo anche il ruolo giocato dalla Taurinense durante la pandemia da Covid19, nel corso della quale la Brigata ha fornito assistenza alla campagna vaccinale nazionale mettendo a disposizione il proprio personale e i propri mezzi in diverse regioni italiane, aprendo tra l’altro un hub per le somministrazioni all’interno della caserma Vian di Cuneo e sanificando numerosi rifugi alpini.

Importante il contributo fornito dalla Brigata alla sicurezza in montagna: nelle maggiori località sciistiche del Piemonte e dell’Abruzzo, gli Alpini della Brigata forniscono regolarmente il servizio di soccorso sulle piste, unitamente a quello di soccorso alpino militare, in collaborazione con altri enti. Sempre in tema di sicurezza, la Brigata Taurinense dell’Esercito contribuisce al servizio Meteomont che, attraverso un’ampia rete di rilevamento, produce quotidianamente un bollettino sul rischio valanghe sull’arco alpino di interesse.

Diverse le iniziative per segnare il settantesimo compleanno della Brigata:

  • 8 aprile: concerto del Conservatorio di Torino in onore della Brigata (ore 20.30, ingresso libero);
  • 10 aprile: esibizione nelle piazze di Torino della Fanfara della Taurinense, insieme al Coro e alla Fanfara dei congedati;
  • 11 aprile: giornata dell’orgoglio alpino a Cuneo: la storia del Corpo raccontata da Gianni Oliva ai giovani della Taurinense;
  • 13 aprile: apertura al pubblico della Montegrappa a Torino, dalle 15 alle 20, visite al museo della Brigata, intrattenimento per i più giovani con muro da arrampicata e pista da sci di fondo, mostra di mezzi ed equipaggiamenti di ultima generazione in dotazione alle Truppe Alpine dell’Esercito;
  • 14 aprile: conferenza di Gastone Breccia sugli Eroi del Corpo, alle 11 presso l’auditorium Vivaldi in piazza Carlo Alberto a Torino.

Oltre agli appuntamenti del 70°, la Taurinense sarà impegnata nel corso di tutto il 2022 in una serie di eventi celebrativi del 150° anniversario delle Truppe Alpine dell’Esercito, come di consueto in stretta collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini.

(fonte www.ana.it) In questi giorni su alcune pagine web russe sono comparse polemiche prese di posizione, che, associandola alla guerra in atto nella vicinissima #Ucraina, criticano la presenza nella cittadina di Rossosch di un monumento che ricorda tutti i Caduti in terra di Russia nella Seconda Guerra Mondiale e a Livenka/Nikolajewka la presenza del Ponte dell’Amicizia, costruito dall’Associazione Nazionale Alpini nel 2018.
Il sito in questione (Bloknot-voronezh.ru) accusa le autorità locali di non prendere provvedimenti contro quelli che definisce simboli degli alpini “fascisti”, affermando anche che alcuni di questi starebbero combattendo a fianco dei “nazisti ucraini” e chiede che il monumento di Rossosch venga rimosso. In realtà sul piccolo monumento sono stilizzati sia il cappello alpino sia la stella russa simbolo dell’Armata Rossa e la targa sotto di essi ricorda: “Da un tragico passato un presente di amicizia per un futuro di fraterna collaborazione”.
Il sito pubblica anche alcune fotografie in cui si vede che la ormai celebre Z bianca, con lo scopo sarebbe “denazificare” la struttura è stata dipinta su una delle sagome metalliche degli #alpini che ornano le sponde del ponte di Nikolajewka, mentre con un lungo cartone nero sono stati coperti i cappelli e le penne delle stesse figure.
L’Associazione Nazionale Alpini – per voce del suo presidente, Sebastiano Favero – respinge con fermezza la definizione di fascisti che in quelle pagine è indirizzata alle penne nere e sottolinea che a #Rossosch il cippo che ricorda i Caduti sorge in un giardino di fronte all’Asilo Sorriso, una scuola materna per 180 bambini che proprio dai volontari #Ana è stata costruita nel 1992 e donata alla città, così come il Ponte di #Nikolajewka, in segno di fratellanza e riconciliazione con la popolazione di quelle terre. Smentisce inoltre qualunque coinvolgimento in operazioni belliche, altro sospetto adombrato sul web e ricorda la sempre dimostrata volontà di pace e di solidarietà, che anche in queste settimane sta esercitando a favore delle popolazioni colpite dalla guerra.
TANTISSIMI AUGURI AL NOSTRO REDUCE GIUSEPPE PIPPA CHE COMPIE 100 ANNI!!!
Nacque a San Zeno di Montagna nella contrada Castello da Pippa Carlo e Zanetti Germana il 6 aprile del 1922.
Destinato al Battaglione Verona partì per la Russia.
Soppravvisse alla battaglia di Postojali, lì gli si congelarono i piedi e con grande forza uscì dalla sacca e rientrò in Italia.
Dotato di una mente lucida e grande coraggio, ogni anno incontra gli studenti e racconta la sua esperienza; non manca mai di condannare qualsiasi forma di conflitto avendo vissuto le atrocità della guerra in prima persona.
Un grande Uomo, un esempio per tutti noi!
Tantissimi auguri Bepi!!!

(fonte: www.ana.it)

Il 2 aprile la Lombardia celebra la “Giornata regionale della riconoscenza per la solidarietà e al sacrificio degli Alpini”, istituita simbolicamente nel giorno in cui è iniziata la realizzazione dell’Ospedale in Fiera a Bergamo per far fronte all’emergenza Coronavirus.
L’evento si aprirà alle ore 15 a Bergamo, nel piazzale degli Alpini con l’alzabandiera e l’onore agli alpini e ai Caduti, alla presenza della rappresentanza di Regione Lombardia, ANA e degli enti locali del territorio.
Alle ore 16, nella Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII (viale Papa Giovanni XXIII 106, Bergamo) ci sarà l’incontro con le autorità e la conferenza sul tema “Alpini ieri, oggi e… domani?”. A seguire il concerto delle fanfare e dei cori alpini.

(fonte:www.ana.it) I prossimi 2 e 3 aprile a Limone sul Garda (Brescia) si terrà il 24º Convegno Itinerante della Stampa Alpina, organizzato in collaborazione con la Sezione di Salò, sul tema “Rapporto dei giornali alpini con stampa e televisioni del territorio, come interagire”.

Relatori saranno Massimo Mamoli, direttore de L’Arena e Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia. Presenta il direttore de L’Alpino Bruno Fasani.

Il convegno, al quale sono invitati i referenti delle Sezioni ANA, verrà trasmesso in diretta streaming su www.ana.it

PROGRAMMA

Sabato 2 aprile

  • ore 14.00 Alzabandiera
    ore 14,30 Inizio convegno presso palazzo congressi
    ore 17.00 Lavori di gruppo
    ore 18.45 Sfilata fino alla lapide dei Caduti sul lungolago, onori ai Caduti con deposizione corona d’alloro

Domenica 3 aprile

  • ore 8 Messa presso la chiesa parrocchiale celebrata da mons. Bruno Fasani e dal parroco don Armando Caldana
  • ore 9 Proseguimento convegno
  • ore 12,15 Ammainabandiera
  • https://www.ana.it/2022/03/31/la-stampa-alpina-in-convegno-a-limone-sul-garda/?fbclid=IwAR2vAUcHkWMfmQwgdqhwiorz_7qKAbxaGmOSDH664rPUBL_Z2KMs-UbfaWw

Pubblichiamo la locandina dell'evento organizzato dal Gruppo Storico di rievocazione " 6° Rgt Alpini - Btg Verona", che si svolgerà presso il forte di Lugagnano nel week end del 9 /10 Aprile p.v.  Oltre all'apertura straordinaria della propria sede museale all'interno del forte stesso, veranno allestiti negli spazi esterni un accampamento con ricostruzioni della vita durante la Grande Guerra, per accompagnare i visitatori in un tuffo nel passato. Saranno presenti ovviamente i rievocatori del gruppo, ed anche di altre associazioni, in uniforme storica, a disposizione dei visitatori per spiegazioni ed approfondimenti .

50MILA ORE DI LAVORO E UN VALORE PRODOTTO PER LA COLLETTIVITÀ DI UN MILIONE E MEZZO DI EURO: DOPO L’EMERGENZA COVID, GLI ALPINI VERONESI SONO PRONTI A NUOVE SFIDE E GUARDANO AL FUTURO ASSOCIATIVO.
Da un’emergenza all’altra, le Penne Nere veronesi rispondono presente.
Non ancora archiviata la pandemia, l’ANA Verona è già mobilitata sul fronte della guerra in Ucraina con raccolte di fondi, di materiali di sostentamento, farmaci e gestione della logistica. Il punto è stato fatto dal presidente dell’A.N.A. Verona Luciano Bertagnoli durante l’Assemblea annuale dei delegati che si è tenuta sabato 26 mattina al Palazzetto dello Sport.
E in cui è stato tracciato il bilancio di quanto svolto dalla Protezione Civile durante il 2021, soprattutto per quel che riguarda la gestione dei centri vaccinali e centri tampone, hub sparsi in città e provincia con movimentazioni giornaliere continuative che corrispondono a 5.499 giornate e 33.136 ore lavorative svolte da 520 volontari di Protezione Civile e 250 alpini, temporaneamente iscritti proprio per far fronte all’emergenza. Un lavoro che ha fatto risparmiare alla collettività, solo per la gestione della pandemia, quasi 200mila euro, nel dettaglio 195.282 euro.
C’è di più.
La somma delle ore certificate nel libro verde della solidarietà, per tutti i servizi fatti dalla Protezione Civile, corrispondono a 50.869 ore di lavoro, le donazioni ammontano a 44mila euro per un controvalore totale di quasi 1milione e mezzo di euro.
“Da un lato la pandemia sembra rallentare e anche se non è un liberi tutti, abbiamo qualche possibilità di movimento in più. Dall’altro, una nuova emergenza, ancora più terribile per atrocità efferatezza, quella della guerra, ci vede di nuovo in prima linea a favore del prossimo. E così, ancora una volta, le associazioni di volontariato come la nostra, oltre al lavoro non ancora terminato nei centri vaccinali, si trovano a dover fronteggiare l’emergenza profughi provenienti dall’Ucraina”, ha relazionato all’assemblea il presidente Bertagnoli, scandendo l’anagrafica della sezione veronese che conta 13.707 alpini, 5.755 aggregati e 130 amici degli alpini per un totale di 19.612 associati. Di questi, 494, di cui 92 donne, formano il corpo della Protezione Civile.
L’assemblea ha applaudito anche la proposta della commissione di lavoro interna dell’ANA Verona sul futuro associativo, che sarà quindi presentata al direttivo dell’ANA Nazionale la seconda settimana di aprile.
Tra i punti cardine della proposta, quella di far cadere la distinzione – ora netta – tra “alpini” e “amici/aggregati” formalizzando la carica di socio alpino, cui poter accedere al termine di un percorso formativo e informativo ben definito. Vale a dire una scuola di formazione alpina da cui impartire nozioni storiche, di educazione civica e moduli operativi di Protezione civile. Un iter che si chiuderebbe con l’acquisizione di pari diritti, nella vita associativa, rispetto agli alpini in congedo. Inoltre, con la consegna del Cappello Alpino: una versione, simile ma non uguale, del tradizionale copricapo con la penna nera che distingue i militari che hanno prestato servizio nel corpo degli alpini.
?Come da tradizione, l’assemblea ha assegnato i riconoscimenti: premio sportivo Trofeo “Emilio Anti” al gruppo di Badia Calavena; “Amico” dell’anno Diego Menegazzi; “Volontario Amico” dell’anno in Protezione Civile a Giovanni Venturini; “Alpino” dell’anno a Rinaldo Marini; “Volontario Alpino” dell’anno in Protezione Civile a Antonio Perbellini.
 
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(Fonte www.ana.it)
Il secondo appuntamento del ciclo di conferenze su “Alpini 1872/2022: le Truppe da montagna custodi della memoria, esempio di solidarietà”, è stato ospitato nella splendida sede di Palazzo Geremia di Trento e ha trattato il tema della montagna e dell’addestramento. Relatori lo storico Diego Leoni che ha parlato della guerra in montagna in molte delle sue sfaccettature, il direttore del Centro interuniversitario di studi e ricerche storico-militari Nicola Labanca che ha trattato il tema dell’addestramento degli alpini nelle fasi storiche e il Gen. B. Matteo Spreafico, che si è soffermato sull’addestramento militare collegato allo sport. Su quest’ultimo argomento è stato trasmesso un contributo video relativo alle attività delle squadre sportive dell’Esercito nelle varie discipline, intervallate da momenti di addestramento militare in montagna.
In apertura hanno portato il loro saluto il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Ignazio Gamba e il Presidente dell’Ana Sebastiano Favero.
Il ciclo di conferenze, organizzato da Ana e Comando Truppe Alpine dell’Esercito in sinergia col Centro interuniversitario di studi e ricerche storico–militari, proseguirà con il terzo appuntamento, a Brescia, l’8 aprile prossimo.

Raduno Zona Mincio

Raduno Zona Mincio - 60° Gruppo Alpini GOITO  - 100° del Reduce di Russia Giuseppe Pippa

29 • 30 Aprile 2022

scarica il programma al link allegato

Raduno Zona Basso Lago

Raduno Zona Basso Lago - Gruppo Alpini Bussolengo - 90° Costituzione Gruppo Alpini BUSSOLENGO - 50° Inaugurazione Monumento all’Alpino

Bardolino • Bussolengo • Calmasino • Castelnuovo d/G • Cavalcaselle • Colà • Cristo Risorto • Lazise • Pacengo • Pastrengo • Peschiera d/G • Piovezzano • Sandrà • Sq. Prot. Civile, Nuclei: Cinofili di salvamento e Pet Therapy

1 • 2 • 3 Aprile 2022

(Fonte www.veronasera.it)

A Valeggio partono le riprese del primo film sulla ritirata di Russia del ’43 combattuta dagli alpini

Si intitola "La Seconda Via", diretto da Alessandro Garilli, è liberamente ispirato al libro “Ritorno” di Nelson Cenci, amico del regista e forte sostenitore della pellicola. 

Dal 17 e fino al 19 marzo il set de “La Seconda Via” di Alessandro Garili si sposta a Valeggio sul Mincio. Una scelta, quella del suggestivo comune del veronese, quasi naturale per infondere realismo e poesia al film: realismo, perché tanti dei giovani partiti per la Russia durante la Seconda guerra mondiale venivano proprio dal Veneto, e poesia perché luoghi come il ponte Visconteo, le rive del fiume e gli edifici del centro storico suscitano emozione e sono di rara bellezza.

Seconda Guerra Mondiale, fronte russo. Sei giovani alpini in un deserto di neve. Un viaggio tra sogno e realtà a 40 sotto zero. Nel cast Nicola Adobati, Simone Coppo, Giusto Cucchiarini, Ugo Piva, Matteo Ramundo, Stefano Zanell.
La Seconda Via è liberamente ispirato al libro “Ritorno” (edizioni Mursia) di Nelson Cenci, amico del regista e forte sostenitore de La Seconda Via.

Alessandro Garilli, regista e sceneggiatore, ha spaziato dall’ambito cinematografico a quello video sperimentale, pubblicitario e teatrale, ricevendo riconoscimenti nazionali e internazionali. Ha scritto e diretto il cortometraggio “Io sono Rosa Parks” vincitore del premio “Miglior messaggio G2” nella sezione MigrArti alla 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nel 2018.

La Seconda Via è opera finalista al Premio Solinas e selezionata agli European Days di Torino.
Alessandro Garilli, nel lungo lavoro preparatorio del film, ha effettuato numerosi sopralluoghi nella regione russa del Voronež, che nel 1943 fu teatro di guerra per i nostri alpini.

https://www.veronasera.it/attualita/Valeggio-film-alpini-ritirata-russia-43-seconda-via-16-marzo-2022.html?fbclid=IwAR0PLALRG8f9GcI9By44AKRG9c1mvjIyYBzw2krFBvHCQpv-9gN1y1GkNqs

 

(Fonte: www.ana.it) Il secondo appuntamento con il ciclo di conferenze del 150° del Corpo degli Alpini si terrà venerdì 18 marzo 2022 alle ore 10,30 a Palazzo Geremia (via Belenzani 20, Trento, nella foto) ed è intitolato “Dove osano le aquile: Alpini, montagna e addestramento”.
Il ciclo a tema è “Alpini 1872/2022: le Truppe da montagna custodi della memoria, esempio di solidarietà”, è organizzato da Ana e Comando Truppe Alpine dell’Esercito in sinergia col Centro interuniversitario di studi e ricerche storico–militari.
Interverranno il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero e il comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Ignazio Gamba. Modera Mauro Azzi.
Relatori:
• Gen. B. Matteo Spreafico, “Addestramento militare e sport nelle Truppe Alpine”
• Nicola Labanca, “Addestrare un alpino”
• Diego Leoni, “La guerra e la città che salgono. 1915-1918”
La conferenza di Trento è ad inviti. Sarà possibile seguire la diretta streaming sul canale YouTube ANA, su www.ana.it o su www.alpini150.it ?
(Fonte: www.ana.it) Giovedì 17 marzo tutte le sedi delle Sezioni e dei Gruppi dell’Associazione Nazionale Alpini isseranno sui pennoni ed esporranno alle finestre il Tricolore, la Bandiera d’Italia.
Intendono così onorare, nella ricorrenza della stessa data del 1861 in cui a Torino nacque il Regno d’Italia, la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. Una celebrazione importante, istituita come festività civile solo dieci anni fa, con la legge 222 del 23 novembre 2012, per ricordare e promuovere “i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile e di riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.
Proprio il fare memoria e la capacità di essere al servizio della comunità sono tra i valori fondanti della Associazione Nazionale Alpini, una realtà che, sia nella pandemia, sia come oggi nella dolorosa emergenza umanitaria innescata dall’invasione dell’Ucraina, continua nell’opera di vicinanza e assistenza a quanti si trovano in difficoltà o stato di bisogno.
E lo fa richiamandosi col pensiero all’Inno d’Italia, il canto degli italiani scritto da Goffredo Mameli e musicato da Michele Novaro nel 1847, nel segno della storia che dal Risorgimento ha condotto il nostro Paese alla nascita della Repubblica e alla Costituzione, che ci hanno garantito democrazia e libertà, le quali mai come oggi assurgono a valori assoluti.
Sebastiano Favero
Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini
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