Pellegrinaggio sezionale a passo Fittanze

Le sezioni ANA di Verona e Trento congiuntamente, organizzano per Domenica 15 Luglio a Passo Fittanze (Erbezzo):

Pellegrinaggio a Passo Fittanze

Il Programma prevede:

ore 09.30 Ammassamento

ore 10.00 Inizio sfilata al monumento

ore 10.30 saluto delle autorità presenti

ore 11.00 S. Messa officiata da Monsignor Giuseppe Zenti Vescovo di Verona e Don Rino Massella Cappellano della Sez. ANA di Verona.

Accompagneranno la manifestazione la banda cittadina di Grezzana, la Fanfara Alpina di ALA (Sez. ANA di Trento) ed il coro ANA "Coste Bianche" di Negrar.

Si fa avviso che la strada di passo Fittanze potrebbe essere chiusa al traffico dalle ore 10.00 alle ore 12.00 per la cerimonia alpina.

(ph: Carli G.)

Rientrati in Italia i nostri volontari. Completata a tempo di record la manutenzione programmata del ponte sul fiume Kiri in Albania. Bertagnoli: «Un orgoglio fare queste attività anche fuori dai confini». Mazzi: «Grazie alla collaborazione di due suore e dell’amico Marjan». Le parole sono quelle dell’allora cappellano sezionale, padre Claudio Liuti, in occasione dell’inaugurazione dell’opera: «Con il dono di questo ponte alle popolazioni della valle del Kiri, gli alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti per aiutare i vivi». Un impegno che, a distanza di oltre vent’anni, continua ad animare le penne nere scaligere. Sono così rientrati venerdì scorso, all’aeroporto Catullo di Verona: Ilario Bombieri, Luca Cordioli, Fiore Domenico Costantini, Gilio Ferrari, Fortunato Gastaldelli, Fausto Mazzi, Gino Masotto, Ilario Peraro, Aldo Santelli e Umberto Zanon. I nostri volontari che hanno completato a tempo di record, grazie anche alle favorevoli condizioni meteo, il ripristino e la manutenzione programmata del ponte sul fiume Kiri. Un ponte rinforzato, proprio come quel patto d’amicizia che lega indissolubilmente gli alpini all’Albania, nel ricordo dei tanti caduti alpini veronesi sul fronte Greco-Albanese.

Le Truppe Alpine in esercitazione alle 5 Torri

Le Truppe Alpine saranno nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”. Nell’omonimo comprensorio montano, un autentico museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, gli alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni, aperte al pubblico, di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Eredi dei leggendari soldati che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli alpini daranno particolare risalto al concetto di  “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Oggi giornata commemorativa a Nago in ricordo dei caduti della battaglia di Malga Zures, combattuta tra Nago e Mori il 30 dicembre 1915, che ha visto protagonisti gli Alpini (tra questi molti gli alpini veronesi, e l’irredentista naghese Arturo de Bonetti inquadrato nel battaglione alpini Val d’Adige) e gli Standschuetzen austriaci. La giornata è iniziata con il ritrovo e l’alzabandiera alle 9.30, e alle 10.00 con la celebrazione della Santa Messa officiata da Don Christian. Alle ore 11.00 la commemorazione è proseguita con gli onori ai caduti e la deposizione della corona al monumento. Presente alla cerimonia il nostro Vessillo sezionale con una rappresentanza di alpini veronesi e del nostro gruppo storico.
(Ph: Massimo Ade Venturini)

35º raduno Contrin in Marmolada

Alla cerimonia per il 35º raduno Contrin in Marmolada era presente il nostro Vessillo sezionale accompagnato dai gagliardetti dei gruppi di: Marano di Valpolicella, Soave, Volon di Zevio e Basson. (foto: Alpini Marano di Valpolicella, Paolo Menapace)

35° raduno al rifugio Contrin

35° raduno al rifugio Contrin

Alla fine di giugno si rinnova l’immancabile appuntamento al rifugio Contrin in Marmolada per il 35º raduno. La cerimonia, accompagnata dalla fanfara alpina Monte Zugna di Lizzana, inizierà alle ore 11,15 con l’alzabandiera, gli onori al Labaro dell’Ana e l’omaggio al cippo del capitano Andreoletti; seguiranno gli interventi delle autorità e la Messa. Alle 12,30 rancio alpino al rifugio. Per informazioni: Rifugio Contrin (Alba di Canazei), tel. 0462/601101, cell. 338/1623311 www.rifugiocontrin.it

Le parole sono quelle dell'allora cappellano sezionale, padre Claudio Liuti, in occasione dell'inaugurazione dell'opera: «Con il dono di questo ponte alle popolazioni della valle del Kiri, gli alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti per aiutare i vivi». Un impegno che, a distanza di oltre vent'anni, continua ad animare le Penne Nere scaligere. L'Albania chiama e gli alpini veronesi rispondono. Il ponte fortemente voluto da padre Liuti e inaugurato nel 1995 ha bisogno di manutenzione e i volontari dell'Ana si rimboccano le maniche. Erano in dieci, giovedì scorso, all'aeroporto Catullo di Verona, pronti a imbarcarsi sul volo diretto a Tirana: Ilario Bombieri, Luca Cordioli, Fiore Domenico Costantini, Gilio Ferrari, Fortunato Gastaldelli, Fausto Mazzi, Gino Masotto, Ilario Peraro, Aldo Santelli e Umberto Zanon. Ad accoglierli, all'aeroporto di Tirana, il vicesindaco Vilson Peshkaj e l'amica Vera Potay «faro e garanzia» per la logistica in loco. Più di vent'anni di usura e intemperie: il ponte degli alpini aveva bisogno di un restyling. E gli alpini (iscritti ai gruppi di Lugagnano, Lugo, Rosegaferro, Bovolone, Mozzecane, Grezzana, Bagnolo e Roncolevà) si sono messi all'opera con il solito spirito di solidarietà. «Si vede di che pasta sono fatti gli alpini - commenta entusiasta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -. Per noi è davvero un orgoglio poter avere una squadra che lavora e fa attività anche al di fuori dei nostri confini, in un contesto precario dove mancano anche le cose più elementari». Pronti ad affrontare anche tutti gli aspetti burocratici legati all'organizzazione dell'evento. «L'ambiente in cui stiamo operando non è dei più semplici. Abbiamo dovuto spianare la strada che collega il ponte alla nostra sistemazione in un colonia di suore con una ruspa per consentirci di raggiungere il cantiere in sicurezza e in tempi rapidi - ricorda il vice presidente sezionale, Fausto Mazzi -, ma a complicare il tutto è la burocrazia. Non si ha idea delle carte che si devono compilare...». Ostacoli che non possono fermare gli alpini veronesi, come recitava uno degli striscioni che hanno sfilato in occasione dell'ultima Adunata Nazionale a Trento. «Suor Alessandra e suor Barda ci hanno messo a disposizione una vecchia colonia estiva per ragazzi a Scutari e a loro vanno i nostri ringraziamenti - conclude Mazzi -. Ma non possiamo dimenticare l'amico Marjan che in tutti questi giorni ci ha seguito come il più efficiente dei segretari: è stato lui a consigliarci tutti i posti dove poter fare acquisti per il materiale edile necessario all'opera». Un ponte rinforzato, proprio come quel patto d'amicizia che lega indissolubilmente le Penne Nere veronesi all'Albania.

Restauro sede sezionale, al via i lavori

Prende il via l'atteso intervento di restauro della Casa del Capitanio, sede delle Penne Nere scaligere. Il presidente Bertagnoli: «Vogliamo splendere». L'ultimo restauro risale al 1990, anno dell'ultima Adunata Nazionale in riva all'Adige

Gli Alpini veronesi si rifanno il look. Se c'è un simbolo per eccellenza delle Penne Nere scaligere, quello è la Casa del Capitanio, attuale sede della sezione veronese dell'Ana. Un edificio che trasuda storia da ogni pietra e che aveva bisogno di una «ritoccatina». Annunciati da mesi, prendono il via domani gli attesissimi lavori di restauro della sede all'angolo tra via del Pontiere e via Pallone. Un intervento dal costo stimato di circa 150mila euro, che vedrà impegnati restauratori e operai per i prossimi tre mesi. «Finalmente - commenta soddisfatto il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. Siamo riusciti a centrare l'obiettivo: per noi si tratta di un edificio a cui siamo molto affezionati. In quei corridoi e in quelle stanze sono passati i nostri Padri».

Basti ricordare il Capitano Pietro Cella, decorato con la prima Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria assegnata ad un membro del corpo degli alpini. Il colonnello Davide Menini (Medaglia d'argento al Valor Militare)e il colonnello Giovanni Fincato decorato di due Medaglie d’argento e una Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria,  che nel periodo della Grande Guerra, da Tenente, assunse il comando di un plotone della 145ª Compagnia del Battaglione alpino «Sette Comuni», operante in seno al 6º Reggimento alpini, cosi come anche Cesare Battisti una volta nominato Tenente del Battaglione alpini «Val d'Adige».
I lavori sono stati affidati a chi di Penne Nere se ne intende: la progettista è infatti l'architetto vicentino Elisabetta Mioni, alpina riservista dell'Esercito Italiano. Al suo fianco la restauratrice Laura Borghino, di Desenzano del Garda. «Gli interventi, autorizzati dalla Sovrintendenza e dal Comune, si concentrano principalmente sul restauro delle facciate: pulitura degli intonaci, eventuali rappezzi, pulitura e consolidamento di tutti gli elementi in pietra tra cui il bassorilievo marmoreo di epoca romana sul lato Sud e il portale in stile classico settecentesco sul lato di via del Pontiere, unico residuo della struttura risalente all'edificio originario» spiega l'architetto. Gli operai della ditta Rigon Costruzioni edili di Cologna Veneta saranno impegnati anche nella manutenzione di parte del tetto, per rimediare a eventuali infiltrazioni. Con la collaborazione della ditta Mastec Recinzioni, sarà rinnovato lo spazio verde di fronte all'attuale ingresso della sede: l'area sarà recintata («Per evitare cattive frequentazioni» puntualizza il presidente Bertagnoli) e poi piantumata.
Un restyling in puro stile conservativo, per non perdere nemmeno un grammo del fascino storico della Casa del Capitanio. Edificio sorto nel 1787, era la struttura più importante del complesso della «Caserma A», una delle cinque caserme che andavano dalla Gran Guardia all'Adige, seguendo la cinta magistrale cittadina. La «Caserma A» si affacciava su via Pallone e si prolungava a sud verso l'Adige con una serie di corpi, dei quali l'unico superstite è appunto la Casa del Capitanio che dal 1875 ospitò il Sesto Reggimento Alpini. Negli Anni Ottanta del secolo scorso, l'edificio fu messo a disposizione della sezione Ana di Verona che nel 1990, con il fondamentale finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio, avviò i lavori di restauro. Circostanza che evoca dolci ricordi in riva all'Adige, perché proprio in quell'anno la città ospitò per l'ultima volta l'Adunata Nazionale. A distanza di trent'anni esatti, la sezione guidata dal presidente Bertagnoli, sogna di poter riportare il grande appuntamento a Verona («Nel 2020 celebreremo anche il centenario della nostra sezione» ricordano le Penne Nere scaligere). E tutto, a partire proprio dalla «casa» degli alpini veronesi, deve risplendere. «Vogliamo essere pronti - annuncia il presidente Bertagnoli -. La settimana prossima ospiteremo la delegazione nazionale che dovrà esaminare la nostra candidatura per il 2020».
E i delegati potranno già assistere di persona ai lavori di restauro. Un intervento reso possibile dalla sensibilità dell'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio. «Voglio ringraziare il sindaco Federico Sboarina, l'assessore Marco Padovani e tutti i tecnici degli uffici comunali che hanno seguito e agevolato la pratica consentendo di avviare l'intervento - ricorda Bertagnoli -. Un grazie speciale anche alla Fondazione Cariverona e al suo presidente Alessandro Mazzucco per il prezioso contributo». La ditta Sec Ponteggi e la ditta Media Event hanno coperto le spese relative al noleggio dei ponteggi che rimarranno installati per i prossimi tre mesi. Ma un grazie speciale va anche ai tanti volontari che hanno voluto contribuire a dare nuovo lustro alla sede. Per chi volesse contribuire, è possibile effettuare un versamento tramite bonifico bancario all'Iban  IT 68 U 05034 11730 0000000 20967 indicando come causale «Restauro Casa del Capitanio».

ANA VERONA Raduno Triveneto a Vittorio Veneto

La spinta di quei 150 gagliardetti, la forza di quel bosco che non conosce mai autunno. Con un unico imperativo a guidare i loro passi: «Fare memoria». Il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, alla vigilia, aveva lanciato l'appello a tutti gli alpini veronesi. E, come al solito, le Penne Nere scaligere non hanno mancato l'importante appuntamento con il Raduno Triveneto in programma nel fine settimana, da venerdì a domenica, a Vittorio Veneto. Un luogo carico di valenze storiche, nel centenario della fine della Grande Guerra. «Quella è una terra in cui gli Alpini sono radicati davvero fortemente e lo si è capito dalla presenza in massa della gente e dagli applausi continuati che hanno accompagnato la nostra sfilata di domenica mattina» ricorda il presidente Bertagnoli. Presenza «di massa» apprezzata anche da Alfonsino Ercole, che proprio domenica è stato nominato vice presidente vicario dell'Associazione Nazionale Alpini, nel corso del consiglio nazionale. Un altro «esodo» per gli alpini veronesi dopo la grande partecipazione all'ultima Adunata Nazionale di Trento. E anche questa volta, la politica scaligera, ha voluto far sentire la propria vicinanza al Corpo. Tredici i primi cittadini scaligeri che hanno sfilato con gli alpini domenica mattina, insieme ad assessori, parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti della Provincia. E a «tirare il gruppo» c'era l'assessore del Comune di Verona Marco Padovani, che già aveva marciato da Verona a Trento in occasione dell'ultima Adunata Nazionale. Una «squadra» trasversale a tutti gli schieramenti politici, in perfetta linea con l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Federico Sboarina che ha rimarcato la volontà di portare in riva all'Adige l'Adunata Nazionale nel 2020. «Una giornata bellissima - commenta Bertagnoli -, abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente. Siamo arrivati esausti ma orgogliosi del nostro essere alpini». Un orgoglio che nasce, anche e soprattutto, dalla responsabilità che le Penne Nere sentono quotidianamente. Una responsabilità che il presidente Bertagnoli ha voluto ricordare anche sabato mattina, nel corso di uno dei momenti più toccanti della tre giorni del Triveneto: la deposizione delle ultime Foglie che mancavano all'Albero del Ricordo: le cinque Foglie delle sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza. Un albero «sempreverde», che non può appassire mai. «L'ho ricordato anche nel corso del mio discorso ufficiale, sabato mattina: con queste foglie che abbiamo posto sull'Albero abbiamo preso un impegno molto importante. Anche quando si spegneranno i riflettori del Centenario della Grande Guerra, noi abbiamo il dovere di continuare ad alimentare la fiamma del ricordo perché le nostre radici sono lì, in quei ragazzi che hanno dato la loro vita per darci quell'Italia magnifica di cui siamo orgogliosi e per la quale dobbiamo continuare ad andare avanti con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di sempre».

foto: Doriano Pesarin, Massimo Venturini

55° Pellegrinaggio a Costabella

55° Pellegrinaggio a Costabella  - Domenica 1° luglio 2018 - Sezione di verona – zona baldo / alto garda

PROGRAMMA:

Ore 10.30 : Inizio slata con partenza dal rifugio “Fiori del Baldo”
Ore 11.00 : Arrivo alla chiesetta di Costabella
                 Accoglienza ed onori iniziali al vessillo sezionale
                 Alzabandiera
                 Onore ai Caduti
Ore 11.15 : Saluto delle autorità
Ore 11.30 : Inizio della S. Messa celebrata dal cappellano sezionale “Don Rino Massella”
                 La S. Messa sarà accompagnata dal coro ANA
                 “La Preara” di Lubiara (VR)
Ore 12.15 : Onori nali al Vessilo Sezionale al termine delle cerimonia
Ore 12.30 : Momento conviviale (minestrone e panini).


La bidonvia/seggiovia PRADA-COSTABELLA NON E’ IN FUNZIONE, si può arrivare con le auto
no alla località “Due pozze”, per ottenere il transito no a Costabella inoltrare la richiesta
scritta a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Pellegrinaggio Nazionale all’Ortigara - 7 - 8 luglio 2018

SABATO 7 LUGLIO

  • Ore 15.00 ASIAGO - Ammassamento presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini;

  • Ore 15.30 Resa degli onori al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini; alzabandiera e partenza dello sfilamento in direzione del Sacrato Militare;

  • Deposizione Corona;

  • Ritorno presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e ammainabandiera.


DOMENICA 8 LUGLIO

  • Ore 7.00 ASIAGO - Piazza II° Risorgimento: partenza per il Monte ORTIGARA del Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini e dei Vessilli Sezionali.

  • Ore 10.15 MONTE ORTIGARA - q. 2105 presso Colonna Mozza formazione dello schieramento, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini.

  • Ore 10.30 MONTE ORTIGARA S. Messa concelebrata da dall'Alpino Don Rino Masella, al termine deposizione della Corona alla Colonna Mozza, intervento delle Autorità, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, deposizione della Corona d’Alloro sul Cippo Austroungarico.

  • Ore 10.30 MONTE LOZZE adiacenze Chiesetta: S. Messa er coloro che non possono salire ai Cippi.

  • scarica la locandina

La foglia della sezione ANA Verona da oggi è sull'Albero del Ricordo

Commovente intervento ufficiale questa mattina del nostro presidente Luciano Bertagnoli al Bosco delle Penne Mozze dove le sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza hanno deposto le loro Foglie sull'Albero del Ricordo. «Mancavano solo le foglie di queste cinque sezioni per completare l'Albero - puntualizza Bertagnoli -. Con questo gesto vogliamo dire che noi ci siamo, al fianco dell'Italia per fare memoria». Un momento particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra, prima della partenza della Lampada Votiva diretta al centro della città. (foto: Massimo Venturini)

 

Raduno del Triveneto e Vittorio Veneto

Un mese fa, a Trento, erano in diecimila accompagnati dai sindaci di tutta la provincia per l'appuntamento con l'Adunata Nazionale. E ora gli alpini veronesi si preparano a ripetere l'«esodo di massa» a Vittorio Veneto, in occasione del Raduno del Terzo Raggruppamento in programma da domani a domenica. Una presenza di massa per ringraziare tutte le sezioni del Triveneto che, a febbraio, hanno messo nero su bianco la propria volontà di supportare la candidatura di Verona ad ospitare l'Adunata Nazionale del 2020. «Sappiamo di avere gli occhi del direttivo nazionale puntati su di noi - ricorda il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. I miei alpini non mancheranno a questo importante appuntamento, con il solito carico di entusiasmo ed energia». E sarà proprio il presidente Bertagnoli, sabato mattina, a tenere il discorso ufficiale al Bosco delle Penne Mozze dove le sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza deporranno le loro Foglie sull'Albero del Ricordo. «Mancavano solo le foglie di queste cinque sezioni per completare l'Albero - puntualizza Bertagnoli -. Con questo gesto vogliamo dire che noi ci siamo, al fianco dell'Italia per fare memoria». Un momento particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra, prima della partenza della Lampada Votiva diretta al centro della città. Nel pomeriggio di sabato, alle 17,è poi in programma la messa in Cattedrale celebrata dal vescovo di Vittorio Veneto, Beniamino Pizziol.
Ma già da domani le Penne Nere scaligere saranno a Vittorio Veneto per assistere all'arrivo delle cinque «Fiaccole della Memoria» in piazza del Popolo, per alimentare la «Fiamma del Ricordo» che rimarrà accesa per tutta la tre giorni alpina. Sabato, come detto, la cerimonia al Bosco delle Penne Mozze, la messa nel pomeriggio e poi la sfilata da piazza Giovanni Paolo I a piazza del Popolo. In serata, a partire dalle 20.45, concerto della Fanfara dei congedati della Brigata Cadore al teatro Lorenzo Da Ponte. Nelle chiese cittadine, invece, si esibiranno i cori della sezione Ana di Vittorio Veneto e dei cori ospiti. Domenica, il clou delle manifestazioni con l'alzabandiera in programma alle 8.30 e l'inizio della sfilata, un'ora più tardi.

Restauro sede sezionale, al via i lavori

Prende il via l'atteso intervento di restauro della Casa del Capitanio, sede delle Penne Nere scaligere. Il presidente Bertagnoli: «Vogliamo splendere». L'ultimo restauro risale al 1990, anno dell'ultima Adunata Nazionale in riva all'Adige

Gli Alpini veronesi si rifanno il look. Se c'è un simbolo per eccellenza delle Penne Nere scaligere, quello è la Casa del Capitanio, attuale sede della sezione veronese dell'Ana. Un edificio che trasuda storia da ogni pietra e che aveva bisogno di una «ritoccatina». Annunciati da mesi, prendono il via domani gli attesissimi lavori di restauro della sede all'angolo tra via del Pontiere e via Pallone. Un intervento dal costo stimato di circa 150mila euro, che vedrà impegnati restauratori e operai per i prossimi tre mesi. «Finalmente - commenta soddisfatto il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. Siamo riusciti a centrare l'obiettivo: per noi si tratta di un edificio a cui siamo molto affezionati. In quei corridoi e in quelle stanze sono passati i nostri Padri».

Basti ricordare il Capitano Pietro Cella, decorato con la prima Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria assegnata ad un membro del corpo degli alpini. Il colonnello Davide Menini (Medaglia d'argento al Valor Militare)e il colonnello Giovanni Fincato decorato di due Medaglie d’argento e una Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria,  che nel periodo della Grande Guerra, da Tenente, assunse il comando di un plotone della 145ª Compagnia del Battaglione alpino «Sette Comuni», operante in seno al 6º Reggimento alpini, cosi come anche Cesare Battisti una volta nominato Tenente del Battaglione alpini «Val d'Adige».
I lavori sono stati affidati a chi di Penne Nere se ne intende: la progettista è infatti l'architetto vicentino Elisabetta Mioni, alpina riservista dell'Esercito Italiano. Al suo fianco la restauratrice Laura Borghino, di Desenzano del Garda. «Gli interventi, autorizzati dalla Sovrintendenza e dal Comune, si concentrano principalmente sul restauro delle facciate: pulitura degli intonaci, eventuali rappezzi, pulitura e consolidamento di tutti gli elementi in pietra tra cui il bassorilievo marmoreo di epoca romana sul lato Sud e il portale in stile classico settecentesco sul lato di via del Pontiere, unico residuo della struttura risalente all'edificio originario» spiega l'architetto. Gli operai della ditta Rigon Costruzioni edili di Cologna Veneta saranno impegnati anche nella manutenzione di parte del tetto, per rimediare a eventuali infiltrazioni. Con la collaborazione della ditta Mastec Recinzioni, sarà rinnovato lo spazio verde di fronte all'attuale ingresso della sede: l'area sarà recintata («Per evitare cattive frequentazioni» puntualizza il presidente Bertagnoli) e poi piantumata.
Un restyling in puro stile conservativo, per non perdere nemmeno un grammo del fascino storico della Casa del Capitanio. Edificio sorto nel 1787, era la struttura più importante del complesso della «Caserma A», una delle cinque caserme che andavano dalla Gran Guardia all'Adige, seguendo la cinta magistrale cittadina. La «Caserma A» si affacciava su via Pallone e si prolungava a sud verso l'Adige con una serie di corpi, dei quali l'unico superstite è appunto la Casa del Capitanio che dal 1875 ospitò il Sesto Reggimento Alpini. Negli Anni Ottanta del secolo scorso, l'edificio fu messo a disposizione della sezione Ana di Verona che nel 1990, con il fondamentale finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio, avviò i lavori di restauro. Circostanza che evoca dolci ricordi in riva all'Adige, perché proprio in quell'anno la città ospitò per l'ultima volta l'Adunata Nazionale. A distanza di trent'anni esatti, la sezione guidata dal presidente Bertagnoli, sogna di poter riportare il grande appuntamento a Verona («Nel 2020 celebreremo anche il centenario della nostra sezione» ricordano le Penne Nere scaligere). E tutto, a partire proprio dalla «casa» degli alpini veronesi, deve risplendere. «Vogliamo essere pronti - annuncia il presidente Bertagnoli -. La settimana prossima ospiteremo la delegazione nazionale che dovrà esaminare la nostra candidatura per il 2020».
E i delegati potranno già assistere di persona ai lavori di restauro. Un intervento reso possibile dalla sensibilità dell'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio. «Voglio ringraziare il sindaco Federico Sboarina, l'assessore Marco Padovani e tutti i tecnici degli uffici comunali che hanno seguito e agevolato la pratica consentendo di avviare l'intervento - ricorda Bertagnoli -. Un grazie speciale anche alla Fondazione Cariverona e al suo presidente Alessandro Mazzucco per il prezioso contributo». La ditta Sec Ponteggi e la ditta Media Event hanno coperto le spese relative al noleggio dei ponteggi che rimarranno installati per i prossimi tre mesi. Ma un grazie speciale va anche ai tanti volontari che hanno voluto contribuire a dare nuovo lustro alla sede. Per chi volesse contribuire, è possibile effettuare un versamento tramite bonifico bancario all'Iban  IT 68 U 05034 11730 0000000 20967 indicando come causale «Restauro Casa del Capitanio».

RADUNO DEL TRIVENETO

Il raduno alpino del 3° Raggruppamento Ana del Triveneto si terrà il 15, 16 e 17 giugno 2018 a Vittorio Veneto, in occasione del centenario della fine della Grande Guerra. Decine di migliaia di penne nere si incontreranno nella Città della Vittoria per scrivere un’altra pagina importante di storia.

https://vittoriotriveneto2018.it/

Ore 8.00 - Ammassamento presso Piazzale della Stazione

Ore 9.00 - Inizio sfilata lungo il Corso Arnaldo Fraccaroli accompagnati dalla Banda musicale di Perzacco

Ore 9.30 - Alzabandiera e Onore ai Caduti, deposizione delle corone davanti ai Monumenti, brevi orazioni ufficiali

Ore 10.00 - Santa Messa al Campo
Ore 11.00 - Apertura mostra di pittura con soggetti Alpini degli artisti Luca Barolo e Parisato Paolo
Ore 12.30 - Pranzo alpino presso la tensostruttura del cortile parrocchiale
(è gradita la prenotazione)


Ore 20.30 - Presentazione del libro a ricordo del 50° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini di Villa Bartolomea e 100° anno dalla fine della Grande Guerra 1915-18. Presso il Teatro Sociale. A seguire, concerto del Coro Alpino di San Maurizio di Vigasio

70° del gruppo alpini di San Bortolo

SABATO 02 GIUGNO

ore 11:00 Apertura stand gastronomico presso la tensostruttura con aperitivo Alpino e intrattenimento musicale per tutto il pomeriggio

ore 19:00 Apertura stand gastronomico

ore 20:30 Rassegna corale presso la Chiesa Parrocchiale di San Bortolo.

Parteciperanno: coro A.N.A. “EL BIRON” di San Giovanni Ilarione - Coro “PICCOLE DOLOMITI” d’Illasi

DOMENICA 03 GIUGNO

ore 9:30 Ammassamento presso il “Camino degli Alpini” in prossimità del paese

ore 10:00 Partenza sfilata accompagnata dalla banda “LA PRIMULA” di Cogollo

ore 10:15 Alzabandiera e onore ai caduti presso il monumento

ore 10:30 Santa Messa celebrata dal nostro cappellano sezionale Don Rino Massella

e animata dal Coro di San Bortolo

ore 11:30 Ripresa della sfilata e inaugurazione della Sede Alpini, seguirà lo sparo

dei trombini e interventi delle autorità presenti

ore 12.30 Rancio Alpino presso la tensostruttura allestita per l’occasione

ANA Verona a Trento2018

L’ADUNATA DI TRENTO. Tutti presenti i 200 gruppi della sezione Ana scaligera e rappresentanza politica dai parlamentari ai primi cittadini. Con una missione comune - Alpini,60sindacilancianoVerona

Fonte: L'arena.it -Uniti per la missione. Difficile ma non impossibile: riportare a Verona l’adunata alpina, dopo l’ultima volta nel 1990.ATrento, tra le 600mila persone dell’edizione 2018 (numero delle presenze in città stimato dall’Esercito) la rappresentanza scaligera, più delle 5mila persone previste, sfila tra le ultime del Triveneto, risparmiata dalla pioggia. Ed è un corteo che vale una dichiarazione d’intenti. Ci sono infatti, accanto il presidente provinciale dell’Associazione nazionale Alpini, Luciano Bertagnoli, quello della Regione Veneto, Luca Zaia (previsto in sfilata con i veronesi ma in tribuna per un probabile omaggio al protocollo istituzionale), il sindaco Federico Sboarina accompagnato da60colleghi del Veronese dai 98 Comuni del territorio. A loro si sono uniti l’assessore regionale Elisa De Berti, i parlamentari del Pd Vincenzo D’Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini, la senatrice della Lega Cinzia Bonfrisco e il collega dello stesso partito (e sindaco di Concamarise) Cristiano Zuliani. Completano a Trento la squadra politica veronese il vicepresidente della Provincia, Pino Caldana e i consiglieri comunali Flavio Tosi, Patrizia Bisinella e Alberto Bozza. Se segnale doveva essere è suonato, parola di Bertagnoli,«forte e chiaro». Riavere l’adunata alpina a Verona non sarà facile. Firenze ma soprattutto Rimini sono concorrenti temibili, sia pure nello stile del «fair play alpino». «Noi ci mettiamo la presenza nelle grandi emergenze, l’entusiasmo e la partecipazione... poi si vedrà», spiega il presidente. «Mostriamo che la città e il suo tessuto economico e ricettivo possono e vogliono ospitare questo evento», chiarisce il sindaco. Nel 2020 sarebbero trent’anni esatti. E ora si può replicare. La sfilata veronese lo dice chiaro. DECISIONI. La scelta, quasi strategica, di un corteo veronese dalla rappresentanza quanto più «pesante» possibile è un appello chiaro in favore della scelta di Verona. Nelle prossime settimane una delegazione di vertice dell’Ana (Associazione nazionale alpini) sarà in città per un sopralluogo. «Oggi giochiamo le nostre carte migliori e le caliamo sul tavolo come una squadra che parla con una sola voce», confida Luciano Bertagnoli. Basterà? «I consensi e le adesioni ci sono tutti, ben chiari. Speriamo che, come si suole dire, “il diavolo non ci metta la coda“. Nessuna illusione ma solo la coscienza di avere fatto, fino in fondo e tutti, la nostra parte». A fare la differenza potrebbe essere la rappresentanza dei sindaci: ne erano attesi una ventina, alla vigilia. In sfilata erano sessanta, oltre la metà dei Comuni del Veronese, equamente rappresentati per distribuzione geografica. «Rimini ha dalla propria parte la grande struttura d’accoglienza», ragiona il presidente Bertagnoli. «Noi abbiamo la poderosa struttura delle decine di migliaia di camere nelle strutture tra città, Lago e provincia», osserva. Alpini buoni strateghi, e ci mancherebbe. CASA VERONA. Duecento gruppi, altrettanti gagliardetti. Era l’appello della vigilia e nessuno ha «marcato visita». Nel Collegio Arcivescovile, per la durata della manifestazione ribattezzato «Casa Verona », sono stati ospitati circa duemila Alpini. Gli altri si sono aggiunti, di ora in ora, fino alla giornata di ieri, quella in cui era importante «essere tutti qui». Era cominciata male, con i sabotaggi alle linee ferroviarie sulle tratte potenziate per l’arrivo in città e le scritte infamanti su alcuni muri («Alpini assassini e stupratori »). Taglia corto Bertagnoli mentre i gruppi veronesi, e sono ormai le 19,30, vanno a prendere la scena di un corteo cominciato alle 9 del mattino: «L’accoglienza che ci è stata riservata, gli applausi al presidente Mattarella parlano da soli. Il resto non ci interessa. Noi sappiamo il lavoro e l’impegno». Soddisfattissimo il presidente dell’ Ana veronese: «Con una battuta si potrebbe dire che neppure certe convocazioni istituzionali ottengono tanto risultato: sessanta sindaci che ci hanno affiancato e tutti i nostri gagliardetti che attraversano Trento sono un segnale deciso. Noi abbiamo fatto il massimo. Ora aspettiamo». LA GIORNATA. Una domenica di sole «che non ci aspettavamo», aveva confidato in mattinata il segretario generale dell’ Ana veronese, David Favetta. Unica sezione a potere sfilare con le divise storiche («Rifatte meticolosamente proprio come allora, particolari compresi») Verona ha avuto in mattinata come rappresentante il vicepresidente Giorgio Sartori, con i panni, l’equipaggiamento e le armi della Grande Guerra. E il copricapo con la penna. Quello che, nella poesia letteraria di Mario Rigoni Stern, è descritto così: «Di cappelli e di uomini ne esistono centomila tipi, ma di alpini e di cappelli come il loro ce n'è una specie sola, che nasce e resta unica intorno ai monti d'Italia».•

 

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