Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione del coro della Brigata Alpina Tridentina.

Il grande legame di amicizia che unisce il Coro e il Gruppo, permette l'unione di intenti nel segno dei valori alpini di fratellanza, solidarietà e senso di Patria.

I due eventi principali della anniversario saranno:

- il concerto di sabato 26 ottobre 2019 alle ore 20.00

- la Santa Messa di domenica 27 ottobre 2019 alle ore 11.00

Entrambi gli appuntamenti si terranno presso la Chiesa Parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo di Marano di Valpolicella.

La coralità degli alpini, un valore d’arte e d’umanità. Ma va salvaguardata l’originalità storica.

“Canta, che ti passa”, è uno dei motti degli alpini. Ma cosa significa la coralità alpina? perché è gradita, oggi più che mai? come è nata e come si è evoluta, dai canti spontanei popolari ottocenteschi alle successive dotte armonizzazioni novecentesche? e ancora, cos’è oggi, potrà ambire al riconoscimento di patrimonio mondiale dell’Unesco e potrà aprirsi anche alle voci femminili? Questi ed altri aspetti e interrogativi sono stati al centro dell’interessantissimo convegno nazionale “La coralità degli alpini. Musiche, testi, esperienze”, svoltosi l’8 giugno scorso a Milano, presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”. Organizzato dal Centro Studi dell’A.N.A., è stato aperto dal presidente Sebastiano Favero, il quale ha introdotto i lavori ricordando che i cori dell’Associazione sono attualmente ben 150 e che fondamentalmente gli alpini cantano sia per ricordare eventi e momenti storici, sia per esprimere la gioia di stare insieme. Coordinatore autorevole il professor Nicola Labanca, il quale, da storico qual è, s’è soffermato sul permanere dell’interesse per i canti alpini di montagna in un mondo in trasformazione sempre più urbanizzato ed ha affermato che in questo settore l’A.N.A. vanta autentiche eccellenze e presenta, nel contempo, nei cori quell’ “anarchia organizzata” che è la nota tipica dell’Associazione. È seguita una serie di relazioni di notevole spessore culturale svolte dagli studiosi Carlo Perucchetti (Il canto della tradizione orale nei repertori dei cori), Alessio Benedetti (Come cantavano i soldati?), Bruno Zanolini (Evoluzione delle armonizzazioni e delle elaborazioni corali), Mauro Zuccante (Canti degli alpini, alio modo), Alberto Lovatto (Il lunghissimo passato dei acanti alpini sino alla Grande Guerra), Quinto Antonelli (I canti alpini fra Grande guerra, fascismo e seconda guerra mondiale), Domenico Rizzo (Il linguaggio di caserma e la figura della donna nei canti alpini), Massimo Marchesotti (La socialità nei cori e i cori nella società attuale) e Filippo Masina (La coralità alpina oggi: continuità e discontinuità), intervallate da felici ed originali esecuzioni esemplificative dei cori spontanei di Reggio Emilia e Premana. Impossibile in questa sede dar conto dei contenuti delle singole relazioni, che compariranno in un prossimo volume degli Atti del convegno. Ci limitiamo a riprendere qualcuno dei concetti emersi. Innanzitutto è stato chiarito che le radici della coralità alpina vanno individuate già nella tradizione orale popolare anonima prebellica di canti di lavoro, d’evasione e d’altro, portati poi come bagaglio affettivo dai soldati in guerra, ripresi nelle melodie, ma modificati nei testi; la guerra fu un crogiuolo in cui s’incontrarono le tradizioni canore delle diverse regioni, distinguibili in due macroaree, una mediterranea-meridionale, più lirico-melodica, ed un’altra settentrionale, più corale. È stato ricordato il ruolo fondamentale per la prima raccolta e valorizzazione dei canti di guerra svolto dall’ufficiale alpino e poeta Piero Jahier, che li raccolse nel 1919 in Canti di soldati con versione musicale curata da Vittorio Gui, intendendoli come espressione più autentica dei valori e dei sentimenti del popolo. Si è parlato delle successive armonizzazioni (per qualcuno “tradimenti”) di quei canti, di qualità non più popolare, della ridefinizione del repertorio dei canti alpini negli anni del fascismo, funzionali alle logiche del regime, e del ruolo rilevante che vi ebbe l’on. Angelo Manaresi, presidente dell’ANA e poi del CAI; s’è fatto cenno alla posizione guida assunta allora dal coro della trentina SOSAT (Sezione Operaia Società Alpinisti Tridentini), divenuta poi solo “Coro della SAT”. Sempre in tema di armonizzazioni s’è osservato che, anche quelle più recenti, seppur in sé valide e apprezzabili, sono lontane dalla realtà del canto popolare, che invece va lasciato com’è; ed al riguardo s’è ripercorsa la polemica contro le armonizzazioni sviluppatasi nel secondo dopoguerra che aveva portato ad un convegno nel 1965 per la difesa del canto alpino autentico, cui aveva fatto seguito la definizione di un “canone” di soli 31 canti, oggi per altro in buona parte disatteso. Nel convegno ha trovato posto anche un’analisi approfondita delle forti valenze sociali presenti nei canti popolari, i quali hanno rispecchiato le trasformazioni della società e dell’economia da contadine a industriali e operaie. Acute considerazioni sono state svolte pure
sulla rappresentazione della donna nei canzonieri alpini, più “puliti” rispetto alle licenziosità da caserma; in essi si parla delle diverse fasi dell’amore giovanile, della partenza del soldato, della nostalgia che lo attanaglia, con la costante d’una donna lontana, sofferente, in attesa. S’è riflettuto infine su quanto di quel patrimonio corale sopravviva nella società odierna, nella quale esso può rischiare di essere relegato e snaturato in una dimensione meramente tecnica o folkloristica. L’auspicio dell’Associazione, invece, come ha scritto Mauro Azzi, presidente del Centro Studi dell’A.N.A., è che il tema della coralità sia “restituito a tutta l’Associazione, nella sua complessità e soprattutto nella sua bellezza… e che i cori tornino ai canti alpini e gli alpini a cantare insieme. Il sogno sono i concerti all’aperto, le voci che si uniscono fino a diventare una sola”.

Vasco Senatore Gondola

Serata di canti alpini a Roncolevà

Sabato 28 Settembre allo ore 20.30 presso la chiesa parrocchiale di Roncolevà, gli alpini organizzano una serata culturale con "canti alpini" (coro Voci del Baldo di Verona) e poesie dialettali. Entrata Libera

https://www.facebook.com/VocidelBaldo

 

 
 

36° raduno alpini della Valpolicella e 90° di fondazione del gruppo alpini Sant’Ambrogio - Domegliara

Sabato 4 Maggio al Quartiere fiera 

Ore 21.00 inizio rassegna corale con la presenza del coro ANA “Coste Bianche” e del coro “Monti Lessini”.

A seguire verrà servito il minestrone Alpino.

Il canto che prende forma, che colora uno scenario da cui traspaiono le emozioni, dove la musica prende fuoco, tocca il cuore e ogni respiro regala bellezza, armonia, dove non ci sono voci singole a prevalere, ma coristi, amici, voci di musica alpina. Questa la sintesi del 5° Raduno Nazionale Cori Brigate Alpine in congedo e S.M.Alp. svolto il 24 e 25 novembre, a conclusione delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra. L’idea di ospitare un raduno così importante, è nata da alcuni alpini di Cerea e si è trasformata in una splendida realtà che ha coinvolto associazioni, enti, istituzioni e l’intera città della bassa veronese. Una giornata dedicata anche alla pianificazione, educazione e perfezionamento del coro e dei coristi con lezioni teoriche e pratiche tenute dai maestri Lanaro e Pisano. Un raduno dove l’esibizione non era solo tecnica eseguita durante il concerto serale, ma l’aria che si è respirata durante tutta la giornata di sabato era di amicizia, cameratismo, condivisione, tradizione, sintonia, valori, dove ogni canto prendeva la forma originaria delle coccole che i soldati si facevano in trincea, pensando alla famiglia, alla fidanzata, ai loro cari, agli amici. Durante la manifestazione sono state previste anche una serie di iniziative per la popolazione e il territorio, come la mostra storica organizzata dall’Associazione Storica Baita Monte Baldo di Lugagnano (VR) e dal 72° stormo aeronautica di Bovolone, la diffusione di cartoline con il relativo annullo postale, gite scolastiche con gli studenti delle scuole superiori di Cerea e l’animazione delle Sante Messe domenicali in alcune chiese del territorio da parte dei cori congedati. Una città in festa, coi tricolori che sventolavano lungo le vie cittadine e le vetrine dei commercianti addobbate a tema per l’occasione all’interno del concorso “Vetrina Tricolore”. Un raduno che ha visto il culmine nel concerto di sabato sera con oltre 1800 persone in platea coinvolte direttamente anche in alcuni canti. Un successo coronato dalle emozioni, e, per molti, sfociato in lacrime e commozione. Un piccolo gruppo alpino, quello di Cerea, che ha saputo concretizzare un motto: “Per gli alpini non esiste l’impossibile”.

Lucia Zampieri

Sabato 24 e domenica 25 novembre Cerea (Verona) ospiterà il 5º raduno nazionale dei cori delle brigate alpine in congedo e della Smalp (Area Exp di via Oberdan, ingresso libero). 

Sabato 24 novembre ore 14,30 incontro con il Maestro Mario Lanaro sul futuro della coralità dei cori dei congedati; ore 19 apertura dello spazio espositivo presso veranda padiglione B. Museo storico di Lugagnago con la mostra temporanea dedicata agli anni della Grande Guerra, visitabile fino alle ore 17 di domenica 25 novembre. Ore 20.30, 5º raduno nazionale a chiusura delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra. I 5 cori nazionali delle Truppe Alpine: Taurinense, Orobica, Tridentina, Cadore, Julia, saranno ancora una volta insieme, per portare il loro doveroso tributo alle commemorazioni della Grande Guerra. Domenica 25 novembre ore 11,15 Messa nella chiesa parrocchiale di Casaleone officiata dal capellano sezionale Don Rino Massella e concelebrata da mons. Bruno Fasani e animata dal coro della Brigata Tridentina. Dal 4 novembre è aperto il concorso “Vetrina tricolore” tra i commercianti di Cerea per il miglior allestimento a tema. Il vincitore sarà premiato al grande concerto del sabato sera.

Coro ANA "Montegaleto"

Sorto nel 1967 su iniziativa di un gruppetto di amici e con un repertorio limitato a canti popolari e tipici degli alpini, si è oggi sviluppato e affinato comprendendo anche canti del folklore e a carattere sacro e natalizio. Ha partecipato in passato a concorsi nazionali (Lecco, Adria, Cesano Maderno, Laives). Oggi privilegia incontri e scambi con altri cori a diversa tipologia in Italia (varie città del Veneto, Friuli, Trentino, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, Sicilia) e all'estero: Lugano (presso la R.S.I.-Radio Svizzera Italiana); Francia (Bourg-en-Bresse, Poitiers, Brumath); Ungheria (Tatabanya, Zalazsentgrot); Germania (Nieder-Olm); Repubblica Slovacca (Parlamento di Bratislava, Partizánske, Bozno); Slovenia (Isola Slovena); Spagna (Benicarló). Gemellaggi con Tatabanya, Bourg-en-Bresse, Poitiers, Brumath (Strasburgo), Troyes, Nieder-Olm, Partizánske, Benicarló (Spagna), Tratalias (Sardegna), Agrigento. Molti gli interventi in manifestazioni a carattere civile, sociale, religioso, artistico, culturale o benefico (anziani, ammalati, svantaggiati).

https://www.facebook.com/montegaleto/

Sede
Via Martiri delle Foibe, 30
37012 Bussolengo (VR)
Recapito postale
Pinali Angelo
Via Polda, 15
37012 Bussolengo (VR)
Sede prove
c/o Scuola Primaria "Beni Montresor"
Via Martiri delle Foibe, 30
37012 Bussolengo (VR)
Email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CORO ANA "la preara" a Trento 2018

Trento 11 -12 -13 maggio 2018: in occasione dell’annuale adunata nazionale degli Alpini, che quest’anno si terrà nella città di Trento, il nostro coro, sarà in concerto Venerdì 11/05 a Madrano (TN) ed un secondo concerto Sabato 12/05 nella chiesa di Sant’Antonio in Trento città.

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