Ritorno nella terra delle Aquile

Sabato 22 giugno 2019 il gruppo legato alla missione in Albania per la ristrutturazione del ponte sul fiume Kiri è ritornato a Scutari per mettere una targa in ricordo di quanto fatto nel giugno del 2018. La comitiva formata da Ferrari Giglio, Luca Cordioli, Ilario Bombieri, Ilario Peraro, Umberto Zanon, Fiore Costantino, Fortunato Gastaldelli e Fausto Mazzi, è partita dall’aeroporto di Villafranca con il volo delle 14,25 diretto a Tirana; all’arrivo ad attenderci abbiamo trovato suor Bardha e suor Fatjona, sono stati momenti di vera commozione con le sorelle, suffragati da un abbraccio intenso a conferma del grande legame. Ma il motivo più importante di quel fine settimana è stata la visita all’associazione “PROGETTO SPERANZA” di Scutari che ha il compito di assistere 60 casi di disabilità diverse, comprendente ragazzi abbandonati e con deficit psichici.

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Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire da oggi, il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 (le 17 in inverno), il monumento che custodisce le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra sarà visitabile a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria e conoscere la storia e le storie legate alla vita e alla morte di migliaia di giovani soldati, non solo veronesi.

L’apertura è resa possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato tra il Commissariato generale per le onoranze ai caduti e l’ANA nazionale.

“Questo nuovo impegno ci riempie di orgoglio. Il sacrario militare di Verona è un luogo che merita di essere riscoperto. Dagli studenti e dalle scolaresche che studiano questo periodo storico ma non solo. Il nostro obiettivo è far conoscere a tutti il sacrificio dei nostri soldati e commemorarli. Dopo tanti anni, finalmente, iniziamo con l’apertura continuativa del sito: per ora è fissata a due giorni al mese ma a seconda delle richieste valuteremo come e quando implementare l’offerta”, spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli presentando l’iniziativa.

“Ministero della Difesa e Commissariato generale per le onoranze ai caduti, Comune e partecipate, Associazione nazionale alpini  hanno operato in sinergia per valorizzare questo luogo sacro e i nostri caduti, per fare memoria e tenere aperto un monumento che altrimenti sarebbe accessibile solo a seguito di specifiche richieste”, plaude il tenente colonnello  Giuseppe Margoni del Commissariato generale per le onoranze ai caduti. Luoghi di raccoglimento e commemorazione, i cimiteri e sacrari militari in Italia sono circa 1.400, complessivamente 1.700 in tutto il mondo. E si tratta di spazi che ancora oggi, a distanza di decenni, ancora accolgono nuove spoglie che riemergono dai terreni di battaglia. Da inizio anno, solo sull’altopiano di Asiago, a fronte di lavori o anche di semplici escursioni, la terra ha restituito i resti di sei soldati della Grande Guerra. “È nostro compito prenderli in carico, fare rientrare le salme che ancora emergono all’estero, in Russia ma non solo. E dare loro degna sepoltura con gli onori militari”, spiega Margoni.

Gli alpini volontari dell’ANA Verona si alterneranno al Sacrario Militare anche per custodirlo e curarne la manutenzione ordinaria e saranno presenti con materiale informativo durante l'apertura. Il centro studi dell’ANA Verona, presieduto da Giorgio Sartori, è da anni in prima linea nella riscoperta dell’immenso patrimonio storico e umano che il sito rappresenta. Grazie a queste ricerche, “oggi di quei nomi e cognomi incisi sulle lapidi conosciamo anche paternità, luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, luogo e data di morte di quei soldati. Il censimento ha certificato come la prima causa di morte non sia stata la battaglia in sé, quanto le epidemie dovute a condizioni di vita estreme. L'87% delle circa 4mila vittime ricordate al Sacrario Militare, sono infatti decedute a causa di malattie nei vari ospedali e ospedaletti da campo allestiti tra città e provincia”, ricorda Sartori.

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Serata culturale presso la sede del gruppo alpini di Lugagnao Giovediì 19 Settembre ore 20.30

Via Caduti del Lavoro, 4

Il Gen. Maurizio Lazzaro de Castiglioni

Ingresso gratuito.

UN ALPINO DALLA GUERRA DI LIBIA ALLA GUERRA FREDDA
Conduce la serata: Ten. Col. Massimo Beccati

INFO: 045 984396  www.analugagnanovr.it email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Al termine della serata il Gruppo Alpini offrirà un gustoso piatto a tutti i presenti

Sezione di Verona
Gruppo Lugagnano

Associazione Museo Storico
"Baita Monte Baldo" Con il patrocinio del Comune di Sona

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In Gran Guardia “essere nemici”, lo spettacolo di musica e parole dedicato a Vittorio Bozzini, alpino reduce di russia e autore di “neve rossa”, nel decennale della morte.

Uno sfondo scuro su cui risaltavano le luci del Tricolore. Le voci calde del coro degli alpini, le note a tratti vivaci, a tratti dure dell’orchestra, passi di danza popolare e le parole toccanti dei brani più intensi di “Neve Rossa” di Vittorio Bozzini, a perenne ricordo della tragedia di Nikolajevka. Nel decennale della morte, l’ANA Verona e la città hanno voluto rendere a Bozzini con lo spettacolo di musica e parole – le sue, intense e talvolta strazianti ma mai banali – “Eravamo Nemici”, che ieri sera ha visto alternarsi sul palco oltre una trentina di artisti, diretti dal Maestro Vladimir Belonojkine, direttore artistico dello spettacolo nonché fondatore dell’associazione culturale “Vittorio Bozzini” Bella Musica.

Per celebrare l’alpino, il reduce di Russia nonché lo scrittore, preside e sindaco di Lazise Bozzini, l’evento ha arruolato le più belle melodie russe e italiane del tempo della seconda guerra mondiale per commemorare anche i molti giovani che sono partiti per quel fronte insidioso e gelido senza fare ritorno.

Sul palco si sono esibiti le voci del coro di Costabella dirette dal maestro Stefano Rigo, le ballerine in costumi tradizionali della compagnia Russiyana e i musicisti della Dixiebell Orchestra. La lettura di alcune pagine di “Neve Rossa” è stata invece affidata all’attore Michelangelo Brunelli.

“Nel decennale della morte di Bozzini, la sezione di Verona e gli alpini tutti hanno voluto ricordare l’Uomo e l’Alpino. Chi ha conosciuto Vittorio l’ha poi amato per il suo impeto, per il suo carisma, e per la sua passione alpina”, ha commentato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli seduto in platea a fianco dell’assessore al Decentramento Marco Padovani. “La nostra esistenza nell’ANA è merito di chi ci ha preceduto, e riteniamo di averne colto lo spirito e l’ardore. Nel tragico vissuto di Bozzini, possiamo ancora una volta comprendere la sofferenza, il dolore, e il valore degli affetti umani, ma possiamo anche carpirne l’essenza e lo slancio, per  coltivare sempre la memoria, ed essere veramente degni dei nostri avi”, ha aggiunto Bertagnoli.

“Non è facile parlare di mio papà Vittorio ma la sua personalità è rimasta nel cuore di chi lo ha conosciuto apprezzandone la bontà d’animo, l’attaccamento ai valori e alla sacralità della famiglia. Inoltre la devozione per tutti gli alpini che non sono più tornati a “baita””, ha ricordato la figlia Elena.

Bozzini partì per il fronte russo appena ventenne, nel luglio del ’42, inquadrato nella Divisione Alpina “Tridentina”, 5° Reggimento Alpini, Battaglione “Edolo”, 52ma Compagnia, al comando di una squadra di assaltatori. Il 19 gennaio 1943, in uno scontro a fuoco presso Scororib, rimase ferito ad una gamba e il successivo 2 febbraio, nella periferia di Karkov, fu catturato dai russi. Trascorse interminabili e dolorosi mesi di prigionia, per più di tre anni costretto a lavorare in condizioni disumane, nei campi di cotone, al sud della Russia, e nelle miniere di carbone in Siberia. Riuscì a riuscì a sopravvivere e fece infine ritorno in Italia: era il 31 Marzo 1946 quando giunse a Lazise. Nel’ 61 gli venne conferita la Croce al merito di guerra. Fu scrittore, poeta, docente e preside della Scuola Media Statale “Nazario Sauro” di Lazise, sindaco di Lazise dal ’64 al ’70 e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, lo nominò Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica.

In occasione dello spettacolo-evento “Eravamo nemici”, patrocinato dal Comune di Verona, l’ANA Verona ha fatto ristampare il libro “Neve rossa”.

Le celebrazioni per il decennale della scomparsa sono proseguite a Lazise dove è stata intitolata a Bozzini una piazzetta.

I ragazzi delle scuole medie, una visita gratificante!

Una sfida per il nostro museo, al giorno d’oggi, è quella di attirare gli adolescenti. Essi hanno bisogno di attenzioni particolari, apposite metodologie, azioni didattiche mirate, per questo motivo noi alpini offriamo visite guidate concordate con gli insegnanti su argomentazioni e programmi con loro condivisi. Nel mese di aprile due classi della terza media della Scuola Anna Frank, accompagnate da alcuni insegnanti, sono venute a far visita al nostro Museo. I ragazzi hanno trascorso circa due ore della loro mattinata, ore in cui hanno potuto ammirare i reperti di un mondo istruttivo, e grazie anche al nostro aiuto hanno potuto scoprire nozioni e curiosità a loro sconosciute. In particolar modo ad attrarre i ragazzi sono stati i reperti bellici e le radio militari, mentre le ragazze hanno preferito la zona ove sono raggruppati gli attrezzi agricoli, la parte con oggetti della vecchia chiesa e le vetrine dedicate alle macchine da cucire di un tempo. La visita al museo ha rappresentato per i ragazzi un’ottima occasione per trascorrere un po’ del loro tempo in modo istruttivo, l’ambiente museale ha offerto un’esperienza di apprendimento ed approfondimento di materie spesso a loro sconosciute e diverse dall’abitudinario scolastico, alcuni di loro si sono promessi di ripetere la visita al museo con le proprie famiglie. Sarebbe importante per i ragazzi visitare il museo con i propri cari, con genitori e nonni che si trasformerebbero in formidabili guide nel riscoprire le cose che avevano conosciuto da giovani nella convinzione che fossero andate perdute.  Albino Turata

VERONA – Palazzo della Gran Guardia Sabato 22 Giugno  (ore 21,00) - Gli alpini ricordano Vittorio Trento Bozzini (entrata libera)

E' andato avanti il 19 aprile del 2009. A 10 anni di distanza gli alpini della sezione ANA Verona vogliono ricordare con lui, tutti i reduci della Campagna di Russia.

Vittorio Bozzini ,“El Trento”, era nato il 4 dicembre 1921 e fu uno dei pochi alpini che riuscirono a tornare “a baita” dopo la tremenda tragedia di Nikolajewka. Alpino del 5°, fu fatto prigioniero dai russi nel febbraio 1943.

Lo salvarono la sua tenacia, la pietà delle donne ucraine, la Speranza e la Fede in Dio, cui non mollò mai, ed il pensiero della mamma.

Ha raccontato la sua prigionia, il suo destino, la traversie impossibili della sua esistenza fra i ghiacci e la temperatura e meno -40 gradi, fra le miniere ucraine ed i còlcos siberiani nel libro Neve Rossa.

Ma Vittorio Bozzini è stato sindaco nella sua Lazise e preside della locale Scuola media, uno dei fondatori della sezione Avis per la donazione del sangue.

Nel decennale della morte di Vittorio Bozzini la sezione di Verona e gli alpini tutti desiderano ricordare l’Uomo e l’Alpino. Vittorio, chi l’ha conosciuto l’ha poi amato per il suo impeto, per il suo carisma, e per la sua passione alpina. La nostra esistenza nell’ANA è merito di chi ci ha preceduto, e riteniamo di averne colto lo spirito e l’ardore. Nel tragico vissuto di Bozzini, possiamo ancora una volta comprendere la sofferenza,il dolore, e il valore degli affetti umani, ma possiamo anche carpirne l’essenza e lo slancio, per coltivare sempre la memoria, ed essere veramente degni dei nostri avi.

Il presidente sez. ANA Verona
Luciano Bertagnoli

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(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo

Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la vita degli alpini nella grande guerra e nel gioco delle trasposizioni fra la storia e l’attualità, sono entrati a pieno titolo da protagonisti i piccoli alunni della scuola primaria di Erbezzo, vincendo i 500 euro messi in palio dal concorso nazionale «Il milite non più ignoto», promosso dall’Associazione nazionale alpini in collaborazione con il ministero della difesa.

Nella cerimonia di consegna, svoltasi nel teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, oltre ai sindaci Lucio Campedelli e Claudio Melotti, c’erano il presidente di Ana Verona Luciano Bertagnoli, il vicario nazionale Alfonsino Ercole e i dirigenti scolastici di Bosco Chiesanuova Alessio Perpolli e dell’Istituto Cangrande Sara Agostini, perché anche gli studenti della scuola superiore hanno mostrato il video del lavoro di rilievo delle trincee della Lessinia condotto sotto la guida del professore Aldo Romanelli e dell’ideatore del loro recupero Flavio Melotti. I canti del coro La Sengia della Lessinia di Stallavena e la presenza del gruppo storico del battaglione Verona con il gagliardetto della sezione hanno dato solennità all’evento.

L’insegnante Barbara Massella, a nome di tutti i colleghi, si è detta emozionata ed orgogliosa del lavoro svolto insieme ai bambini, un viaggio alla ricerca della memoria, partito da un questionario che gli alunni hanno affidato a genitori e nonni e che ha portato allo scoperto informazioni, lettere, oggetti, sui quali è stato facile costruire una storia su tematiche anche impegnative, in una continua trasposizione fra il presente e il passato, in cui i giovanissimi studenti sono diventati artefici in prima persona della cultura della memoria. V.Z.

https://www.larena.it/territori/lessinia/erbezzo/il-milite-non-pi%C3%B9-ignoto-vincono-gli-alunni-di-erbezzo-1.7339933

http://video.larena.it/video-server/media/video/175401.mp4

 

 

Arturo Andreoletti: storia di un uomo, storia dell’Ana
Tra le iniziative culturali di avvicinamento alla 92 a Adunata, dedicata al Centenario della fondazione dell’Associazione Nazionale Alpini, non poteva mancare la presentazione del libro intitolato al suo fondatore, il 7 maggio a Palazzo Marino. Fresco di stampa e con un suggestivo corredo di immagini in bianco e nero e a colori, il volume ARTURO ANDREOLETTI 1884-1977, pubblicato da Nomos Edizioni e promosso dal Museo del Risorgimento di Milano, è disponibile in libreria e online. Prezzo scontato per i soci Ana. E’ stato un gran lavoro ricostruire la figura carismatica ma anche complessa e sfaccettata di Arturo Andreoletti capitano degli Alpini, pioniere dell’esplorazione alpinistica, grande esperto dell’ambiente dolomitico, appassionato di fotografia, pluridecorato e fondatore dell’Ana- ma il risultato è eccezionale: il prestigioso volume fotografico ARTURO ANDREOLETTI 1884-1977, di 224 pagine, fortemente voluto dal Museo del Risorgimento di Milano e appena pubblicato da Nomos Edizioni, proprio nel Centenario dell’Associazione Nazionale Alpini. Il libro, accurato ed esaustivo, vuole presentare –sottolinea il Comune di Milano- Arturo Andreoletti non solo come Alpino, ma anche come impiegato della ragioneria municipale, fervente promotore dell’Archivio della Guerra presso il Museo del Risorgimento di Milano nel primo dopoguerra, capo di gabinetto del podestà di Milano nel biennio 1928-1929, personalità di rilievo nell’attività di finanziamento del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia tra il 1943 e il 1945, industriale di successo presso grandi aziende come S.N.I.A. Viscosa, nonché medaglia d’oro di benemerenza del Comune di Milano. Realizzato grazie a una rigorosa e approfondita ricerca condotta sulla base dei documenti inediti conservati negli archivi delle Civiche Raccolte Storiche di Milano e dell’Associazione Nazionale Alpini, è impreziosito da uno straordinario corredo iconografico, che comprende anche le spettacolari vedute dolomitiche scattate dallo stesso Andreoletti e che restituisce allo stesso tempo la suggestione dei luoghi e la memoria viva dei protagonisti. Il fondo fotografico, composto da oltre 1100 opere, è stato oggetto nel 2018 di un intervento di studio, digitalizzazione e catalogazione finalizzato alla consultazione on line sul portale fotografieincomune. Il volume, curato da Saverio Almini, ospita i contributi di Gregorio Taccola e Andrea Bianchi e le testimonianze di Orazio Andrich, Andrea Bianchi e Mariolina Cattaneo. Il volume -in vendita nelle librerie e online al prezzo di 24,90 euro (sconto per i soci Ana)- verrà presentato ufficialmente martedì 7 maggio, alle ore 17, nella Sala Alessi di Palazzo Marino (piazza della Scala, 2), alla presenza degli autori. Interverranno Filippo Del Corno (assessore alla Cultura), Mario Vanni (capo di gabinetto del Sindaco), Claudio A. M. Salsi (direttore Area Soprintendenza Castello Musei Archeologici e Musei Storici), Sebastiano Favero (presidente Associazione Nazionale Alpini) e Saverio Almini (curatore del volume).

Il gruppo alpini di Lugagnano organizza la serata culturale presso la propria sede in Via Caduti del Lavoro, 4 a Lugagnano

Giovedì 16 Maggio 2019 Ore 20.45 in Baita

PRIGIONIERI: ULTIMI FRA LE VITTIME - Il campo delle Beccarie del 1918

Relatore: MASSIMO GASPARATO - Storico

con l'assistenza di GIOVANNI ZANDONÀ

Al termine della serata il gruppo alpini offrirà un gustoso piatto a tutti i presenti

INFO: 045 984396

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Sezione di Verona - Gruppo alpini di Lugagnano

Associazione Museo Storico "Baita Monte Baldo"

Il bacco da Seta

Con il patrocinio del Comune di Sona

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A Milano una mostra dedicata al Capitano Gennaro Sora, l’alpino-eroe della spedizione di Nobile al Polo Nord
Nell’ambito degli appuntamenti di Aspettando la 92 a Adunata, il 16 aprile al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia del capoluogo lombardo apre i battenti una mostra fotografica dedicata alle gesta del Capitano Gennaro Sora in occasione della celebre impresa del Generale Nobile del 1928, finita in tragedia. Gli scatti sono dello stesso Sora.Tutto partì dal dirigibile Italia. Ma non ci sarebbe stato un ritorno senza le gesta di un eroico Alpino. Era il 1928 e per il Generale Umberto Nobile –grande esploratore, oltre che ingegnere e accademico, dell’epoca- era la seconda spedizione al Polo Nord, a carattere scientifico. All’impresa parteciparono, come supporto un gruppo di Alpini al comando del Capitano Gennaro Sora, scelto per la sua capacità di domare i ghiacciai e per la straordinaria resistenza fisica. Per quell’avventura che, come raccontano le cronache, finì in tragedia, partirono proprio da Milano, il 15 aprile 1928. Oggi, esattamente a 91 anni dall’impresa, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano ospita una mostra fotografica a cura del Museo Nazionale Storico degli Alpini sulla figura eroica dell’Ufficiale Sora, che si distinse negli interventi di salvataggio in seguito allo schianto - il 25 maggio - del dirigibile sul pack, a causa di una violenta tempesta. Nel voler rintracciare i dispersi, il Capitano fu incredibilmente tenace. Gli scatti proposti a Milano sono opera dello stesso Sora, che con l’obiettivo immortalò i momenti della spedizione di salvataggio e i ben 400 km di marcia sulla banchisa polare. A impreziosire la mostra “Il Generale Nobile e il Capitano Sora al Polo Nord”, aperta dal 16 aprile fino al 25 maggio (a ricalcare le date salienti della spedizione), e a rendere omaggio alla figura del Capitano Sora sarà esposta anche un’opera a tema dell’artista Franz Baruffaldi Preis. La visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci (accesso da via San Vittore, 21). Per informazioni e orari di apertura: www.museoscienza.org. “Siamo particolarmente felici –sottolinea il Generale Renato Genovese, presidente del COA-Comitato Organizzatore Adunata- di portare un pezzo della nostra storia non a tutti conosciuto proprio nella città da cui il dirigibile, e tutto, partì. L’impresa del Capitano Sora incarna lo spirito degli Alpini, sempre pronti quando c’è bisogno e determinati fino allo stremo”. Ufficio stampa Adunata Nazionale ANA 2019

La Grande Guerra in lessinia

La Grande Guerra in Lessinia - storia e ripristino delle trincee a cura di Flavio Melotti e Gianmarco Lazzarin.

Il gruppo alpini di Lugagnano organizza una serata culturale Giovedì 21 Marzo alle ore 20.45 presso la propria sede : Baita alpini via Caduti del Lavoro,4.

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Il Piave mormorò...

Sabato 3 Novembre presso la baita degli alpini di Colognola ai Colli, a chiusura delle commemorazioni per il centenario dalla fine della Grande Guerra, verrà proiettato il film: "Il Piave mormorò..." di Angelo Rizzoli.Il film comincia dall'intervento in guerra dell'Italia (1914) per passare poi in rassegna i fatti più drammatici del lungo conflitto: Montenero, San Michele, Carso, Adamello, Gorizia, Podgora, Trentino, ecc. Seguono poi alcune sequenze dedicate alla traversata dell'Isonzo, quindi l'entrata in Gorizia, la guerra in Cadore, la battaglia della Bainsizza, la rotta di Caporetto, la ritirata sul Piave ed i successivi fatti d'arme, fino alla vittoriosa conclusione di Vittorio Veneto. Non mancano inserti dedicati, oltre che alle truppe di terra, all'attività bellica della marina e dell'aviazione. 

"1918: Dalla riscossa alla vittoria”

Commemorazioni prima Guerra Mondiale 2014/20 18

Venerdì 2 Novembre ore 21.00 presso la Chiesa di San Rocco - Quinzano verrà presentata la documentazione storica: "1918: Dalla riscossa alla vittoria" a cura del Ten.Col. Massimo Beccati, di Silvano Lugoboni dell’ Archivio di Stato di Verona e dal Coro Stella Alpina.

Sabato 3 Novembre commemorazione presso i monumenti ai caduti di Quinzano ore 18.45, Avesa ore 19.00 ritrovo ore 18.50 in baita e Parona ore 19.00, Domenica 4 Novembre ore 8.45 Alzabandiera e Commemorazione Piazza Vittorio Veneto - Borgo Trento, a cura dei Gruppi Alpini di Avesa, Parona, Valdonega e Verona Centro

Concerto corale con i canti di Bepi De Marzi organizzato dal gruppo alpini di Marcellise.

Il concerto corale verrà eseguito dal coro scaligero dell’Alpe e presentato dall’Autore Bepi De Marzi, nella Chiesa della Cattedra di San Pietro - Marcellise (VR)  Sabato 24 Novembre 2018 - ore 20,45

Dal 27 ottobre al 10 novembre, nell'atrio di Palazzo Barbieri, è possibile visitare la mostra Volti dal Fronte. Storie di giovani veronesi dal 1915 al 1918, con l'esposizione di foto, documenti, cimeli e ricordi per onorare i caduti veronesi.

L'idea di questa mostra nasce da un riordino archivistico che l'Archivio comunale ha compiuto negli ultimi due anni e che viene presentato in occasione del centenario della conclusione della Prima Guerra Mondiale. Il progetto, realizzato con la collaborazione della Direzione Musei, si è concluso recentemente con la digitalizzazione di parte della documentazione sulla Grande Guerra conservata negli archivi comunali.

Il percorso espositivo si articola in tre aree tematiche. Nella prima, troviamo documenti amministrativi degli anni di guerra, le schede dell’Ufficio Notizie e il progetto del Monumento Ossario al Cimitero Monumentale. La seconda è dedicata a due caduti del 6° Reggimento Alpini. L’ultima sezione presenta ritratti, ricordi e cimeli in memoria di altri giovani caduti e uno spazio commemorativo riservato ai cinque militari veronesi decorati con la Medaglia d’Oro.

La collaborazione fra l’Archivio e il Museo di Castelvecchio ha ridato vita, dopo cent'anni di silenzio, alla sezione di Verona dell'Ufficio notizie per le famiglie dei militari di terra e di mare (1915-1919).

L’Ufficio notizie per le famiglie dei militari di terra e di mare rappresentò una delle più importanti iniziative realizzate durante la Grande Guerra per agevolare la comunicazione tra il fronte di combattimento e il fronte interno. Questa organizzazione, su base interamente volontaria, nacque a Bologna per iniziativa della contessa Lina Bianconcini Cavazza e in breve tempo arrivò a contare 8.400 sedi, grazie all’opera di 25.000 volontari. La sua attività contribuì a tenere alto il morale del fronte interno: chi aveva familiari al fronte sapeva che, se lo Stato ritardava nella comunicazione delle notizie relative ai soldati morti o feriti, poteva rivolgersi all’Ufficio Notizie, che nei propri schedari raccoglieva  ogni comunicazione, ufficiale o ufficiosa, proveniente dal fronte. Le schede dell'Ufficio Notizie, con i ritratti dei caduti al fronte del territorio veronese, spesso corredati da articoli commemorativi, sono disponibili sul sito dell'Archivio.

Informazioni e contatti:


telefono +39 045 8077207 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dove:

  • Palazzo Barbieri - Piazza Bra - Verona

Quando:

Dal 27 ottobre al 10 novembre 2018

Orario 
• 9.30-12.30 / 15.00-18.00 tutti i giorni
• sabato 27 ottobre, giorno di inaugurazione, la mostra apre dalle ore 12

Categoria:

  • Mostre

Ingresso libero

Organizzato da:

Comune di Verona in collaborazione con la Fondazione Medaglia d'Oro Carlo Ederle, che ha prestato oggetti personali dell'eroe, e il Gruppo storico 6° Alpini Battaglione Verona e la Sezione ANA Verona che ha fornito consulenza.

D - Day

Il gruppo alpini di Valeggio sul Mincio, in collaborazione con il comitato di gestione della Biblioteca, organizza una serata stotico/culturale, Venerdì 12 Ottobre 2018 - ore 20.45

Baita degli Alpini di Valeggio s.M. Via Baden Powel Ingresso gratuito

Il primo e unico documentario sulla presenza degli Italiani al D-Day - Un documentario creato, scritto e diretto da Mauro Vittorio Quattrina. Sarà presente l'autore.

Giornata in Grigio Verde

Domenica 9 Settembre ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde.

10.00 - Arrivo rievocatori in sfilata con divise d'epoca

dalle 10.30 alle 13.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

12.30 - Rancio in trincea per i rievocatori

Dalle 14.30 alle 16.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

All'interno del caposaldo saranno allestite delle piccole mostre dedicate con materiale originale dell'epoca, un posto comando ed un piccolo ospedale da campo illustrato da personale in divisa.

Dopo cento anni, qualcuno può portare un fiore sulle loro tombe. I parenti non sapevano dove fossero sepolti i bisnonni e i prozii caduti sul fronte della Grande Guerra nel 1917 tra cima Neutra e monte Cimone, sulle alture vicentine sopra il Comune di Arsiero. Ma una ricerca incrociata, tra i recuperanti del posto e il centro studi Ana di Verona ha permesso di ricostruire le loro storie e di portare sulle tombe di quei giovani i parenti di oggi. È accaduto alcuni giorni fa, al cimitero di cima Neutra. Un ex cimiterino di guerra inghiottito dalla natura che ha fatto il suo corso riparando le ferite della terra martoriata dalle deflagrazioni di quell’immane conflitto. Una sessantina di volontari hanno cercato quel luogo sepolto e scomparso nella vegetazione, lo hanno riportato alla luce, hanno ripristinato le croci che indicavano i luoghi di sepoltura dei soldati che al termine del conflitto furono traslati nel cimitero di Arsiero. Seicento ore di lavori condotti da Manuel Grotto, e l’ex cimitero è riemerso. E durante quella fatica è spuntato un cippo. Portava i dati di un soldato veronese del Sesto Alpini. I recuperanti hanno avvisato il centro studi Ana di Verona, di via del Pontiere, coordinato da Giorgio Sartori, che elaborando il lavoro di ricerca in questi anni condotto da Lucia Zampieri, lo storico Dario Graziani e Luciano Stocco, ha avvisato gli «archeologi» della Grande Guerra che gli Alpini del Sesto lassù erano 16, di cui 9 veronesi. I recuperanti hanno scavato ancora, riportando alla luce altri due cippi, riaprendo così la storia di Marino Zoppi, Pietro Speri e Agostino Bennati. Tra le pietre tombali c’era anche un cippo dedicato al 6° reggimento Alpini. Il ruolo del centro studi è stato determinante non solo nel ricostruire gli ultimi istanti di vita di quei soldati, ma anche per ritrovarne i parenti oggi, che avevano cercato invano i loro cari, girando di sacrario in sacrario, e che, con i recuperanti vicentini e gli alpini veronesi, sono saliti a cima Neutra dove, in una accorata cerimonia, hanno potuto ricordare i loro cari e poi raggiungerne le tombe: Zoppi e Bennati ad Arsiero ne hanno una individuale, probabilmente perché fu trovata la targhetta di riconoscimento. Gli altri sono sepolti nel sacrario collettivo. I tre sono appunto Agostino Bennati, del battaglione Val d’Adige e di Cazzano di Tramigna, alpino telefonista del quale oggi un pronipote porta il nome; il sergente Marino Zoppi, medaglia d’argento al valore militare, del battaglione Val d’Adige, nato a Monteforte d’Alpone, e di pari corpo e grado, di Pietro Speri, nativo di Negrar. Furono tre delle 150 vittime delle audaci azioni intraprese fra l’estate del 1916 e 1917 per respingere, dalle alture vicentine, l’offensiva austriaca e per riprendere monte Cimone. Lassù furono sepolti con altri sei veronesi. I sergenti Zoppi e Speri muoiono insieme il 30 giugno 1917 a località Redentore sul monte Cimone, entrambi medaglia d’argento al valor militare perché - addetti alla sezione mitragliatrice – per meglio colpire un riflettore nemico, si offrono volontari per trasportare l’arma in un luogo battuto dall’artiglieria nemica. Bennati, già ferito nel 1915 a malga Zures (altro luogo simbolo per gli alpini del Sesto), muore in località Cismon, sulle alture vicentine, il 3 agosto 1917. Ma lassù resta anche Battista Zanolli (nato nel 1893) di Bussolengo che cade a quota 1036 del Cimone vittima dello scoppio di una spoletta sotto un’intensa pioggia di artiglieria il 4 giugno 1917; cinque giorni dopo, mentre trasporta il rancio della mattina, lungo un camminamento che da cima Neutra porta al posto avanzato della sua compagnia, Ettore Marzari (1882) di Garda è ferito da un colpo di fucile e muore all’ospedaletto 09. Francesco Righetti (1891) di Marano, il 26 giugno 1917, chiude gli occhi nell’ospedale da campo 08 per le ferite riportate in combattimento. La vita di Giacomo Maccagnan(1897) di Bosco Chiesanuova è recisa dallo scoppio di alcune bombarde a Cason Brusà il 20 luglio dello stesso anno. Quattro giorni dopo cade Matteo Baltieri (1887) di Badia Calavena, a quota1056. Il 26 luglio, infine, lo raggiunge Domenico Bertaiola (1893) di Valeggio che spira all’ospedale da campo Sant’Orso ferito in assalto. Ora si può portare loro un fiore, negato dal tempo e recuperato grazie ai cinque anni di commemorazioni della Grande guerra e alla generosità di volontari che hanno restituito un posto nella storia alle loro storie.

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