La “via Verona”

Nel mondo stradale sappiamo bene cosa significhi una “via”, ma nel mondo dell’alpinismo ci sono tutta una serie di informazioni di tipo alpinistico che ne determinano passaggi, particolari rocciosi e diversi gradi di difficoltà. E gli alpinisti che hanno aperto queste vie fanno parte, a volte, di due mondi che si intrecciano e rincorro, quello alpino e quello dell’alpinismo con le rispettive associazioni che li rappresentano,  l’Associazione Nazionale  Alpini (A.N.A.) ed il Club Alpino Italiano (C.A.I.).

Siamo nel 1927. I vicentini G. Bortolan, A. Rossi e F. Padovan hanno appena tracciato la “via Vicenza” sulla parete Nord del Monte Baffelàn (Il Baffelàn è una montagna delle Alpi alta 1793 m, appartenente alla catena del Sengio Alto, nelle Piccole Dolomiti, ndr) che i veronesi Ugo Furlani, Mario Dalla Riva e Aleardo Zecchinelli ne aprono una parallela, la “via Verona” il 24 Agosto 1927. 

Un brano della loro descrizione: L’attacco si inizia su di una piramide per raggiungere uno spuntone posto sopra una piccola parete liscia con scarsità di appigli. Da questo si segue una fessura per passare poi ad un camino viscido e bagnato lungo circa 10 metri donde si esce sopra uno spigolo per rientrare subito dopo nello stesso camino che prosegue uniformemente per altri 10 metri. Ad un certo punto un sasso chiude internamento il camino e forma una finestra dalla quale bisogna passare per di sotto con una manovra precisa. Si entra in parete traversando in comoda salita sempre in direzione di sinistra; si supera un breve camino, si gira verso destra un masso in posizione esposta, e si incrocia la via entrando nel camino della via dei “magnagati”. (tratto dal libro di Bartolo Fracaroli, Un secolo di alpinismo veronese 1875-1975, CAI Verona 1976, pp.57-58)

Seguendo il sentiero che costeggia la parete est del Baffelàn in corrispondenza di un canalone, c’è una targa che riporta il nome del Capitano degli alpini Ugo Furlani, la targa viene ancora oggi presa da molti alpinisti come riferimento per l’attacco delle vie presenti in quella zona. Il pluridecorato Capitano è caduto tragicamente durante l’ascesa sulla parete del Monte Baffelàn il 1 Giugno del 1930, probabilmente nell’intento di sperimentare o aprire una nuova via. Nato a Verona il 6 Dicembre 1895 fu ufficiale del 6° Reggimento alpini come Sottotenente della sezione mitragliatrici e decorato di M.A.V.M (Cima Ortigara, 23 Luglio 1916), decorato poi di M.B.V.M. da Capitano sempre nel 6° Reggimento alpini (Monte Ortigara, 19 Giugno 1917). L’amicizia e l’amore per la montagna lo accomunava fraternamente al Capitano Pompeo Scalorbi e come riportato sul numero 4 del giornale “Il Montebaldo” del 1952 a pag. 2 : “Quella stalla invereconda di Podesteria è stata trasformata, ad opera della Cassa  di Risparmio (il Capitano Pompeo Scalorbi ne era dirigente all’epoca, ndr.) in accogliente e artistico rifugio, dedicato alla memoria del Capitano Ugo Furlani. Giorgio Sartori

Via-VicenzaVerona-BAFFELAN-www.nikobeta.net-R01_opt-1.pdf

 

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