“Palestra di vita e di cittadinanza, dovrebbe essere un’opportunità estesa a tutti i ragazzi e le ragazze”, fa appello il presidente Luciano Bertagnoli.
 
La giornata inizia alle 6.30, allo squillo della tromba, e prosegue con la ginnastica mattutina, la colazione, la pulizia personale e della caserma. Dalle 10 circa, protagoniste sono le attività del campo: corsi di orienteering, nozioni teoriche e pratiche su protezione civile, pronto intervento, escursioni in montagna, canti alpini, gare sportive. Vengono messi alla prova e mettono alla prova la propria competitività e l’altruismo. Proiettati dai racconti nella vita vissuta sui monti dai loro coetanei un secolo fa, imparano la storia. Soprattutto, riscoprono il significato del “noi”, come uscire all’individualismo per fare squadra e creare comunità. Iltutto, senza smartphone, tablet, social e rete wi-fi: in questo caso, un prezioso valore aggiunto. Sono i ragazzi e le ragazze dai 16 ai 25 anni che stanno partecipando ai Campi scuola organizzati dall’ANA che hannopreso il via nei giorni scorsi a Bassano del Grappa e a Feltre, negli spazi della caserma Zannettelli dove ci sono anche sette giovani veronesi: Luca e Fabio Caceffo di Mezzane, Michela Pagani di San Martino Buon Albergo, Loris Coati della Valdadige, Matteo Zancarli di Fane, Elia Pigozzi e Anna Bombieri di Grezzana.
 
I ragazzi di stanza a Feltre, una quarantina circa a cui se ne aggiungono altrettanti in quel di Bassano, hanno ricevuto la visita del presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero e di tutti i presidenti delle sezioni del Terzo Raggruppamento. Per Verona era presente il presidente Luciano Bertagnoli e il delegato ANA Verona allo Sport Remo Pigozzi.
 
I campi scuola rappresentano il primo step sperimentale di un progetto che l’ANA ha nel cassetto da tempo. Si tratta dell’organizzazione di un periodo di vita di comunità al servizio del prossimo che potrebbe articolarsi in due step di tre mesi ciascuno. “L’obiettivo verso cui tendiamo, pressoché impossibile da realizzare senza un supporto istituzionale, è quello di un servizio aperto a ragazzi e ragazze e organizzato in tre indirizzi: civile, di protezione civile, e con le nostre forze armate alpine, per quanti volessero meglio conoscere questa realtà. Abbiamo già avuto dei  contatti interessanti in passato con la Presidenza del consiglio e il Ministero della Difesa, ora intendiamo entrare nel concreto con queste prime prove sperimentali per capire se e come meglio tarare l’offerta formativa”, spiega il presidente nazionale Favero. “Essere qui con questi ragazzi, vedere lo spirito di squadra e l’entusiasmo che li muove è un’enorme soddisfazione. Guardarli insegna molto anche a noi adulti e fa riflettere. Questa esperienza è una palestra di vita e di cittadinanza che dovrebbe essere estesa a tutti i nostri e le nostre giovani”, riflette il presidente dell’ANA Verona Bertagnoli.
 
Durante i dieci giorni nel campo – un’occasione formativa utile anche a livello scolastico per il riconoscimento di crediti formativi – i ragazzi sono coinvolti in attività normalmente svolte dai volontari ANA e di Protezione Civile, imparando nozioni di base sul primo soccorso, sul montaggio delle tende del campo base e su altre attività legate alla logistica, sulle comunicazioni radio, con un assaggio di arrampicata su roccia e trekking e potranno saggiare da vicino le discipline tipiche della Protezione Civile come l’utilizzo dei droni e il soccorso con le unità cinofile. Senza dimenticare la possibilità di trascorrere alcuni momenti con gli alpini in servizio, grazie alla collaborazione tra ANA e Truppe Alpine, in modo da entrare in contatto con graduati e volontari di truppa, che illustreranno le molteplici attività in cui sono impegnati. Per i giovani veronesi questo momento sarà tra sabato e domenica sulla cima del Monte Grappa, dove trascorreranno la notte in tende singole che dovranno imparare ad allestire da soli.
I campi scuola dell’ANA proseguiranno nelle prossime settimane, coinvolgendo tutte le sezioni d’Italia con base anche ad Almenno (Bergamo), in Val Veny (Aosta) e a L’Aquila.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Gli alpini come esempio

Erbezzo, provincia di Verona. Una manciata di case incastonate dentro uno scenario che lascia stupiti e senza parole. Dai suoi 1.118 metri di altezza sul mare, nelle giornate limpide si scorgono in lontananza gli Appennini. Più a Ovest il lago di Garda mentre, intorno, lo sguardo spazia, fino a perdersi a contemplare le montagne care al cuore degli alpini: Adamello, Pasubio, Carega… Qui, fino al 1918, correva il confine con l’Austria, e molte delle case, oggi restaurate, che fanno da filari alla via principale del paese, erano le abitazioni dei militari che qui vigilavano una terra di frontiera. Poco sopra, a pochi chilometri dal centro, l’andamento dolce dei Monti Lessini, si presenta come lo spazio ideale per l’alpeggio. Una fatica oggi messa a dura prova dalla presenza del lupo, refrattario a misurarsi con i cervi e i camosci e più incline a rifarsi su miti e indifesi vitelli. In questo scenario dove la violenza è circoscritta al mondo faunistico, un tempo correva la paura del nemico e della sua possibile invasione sulle terre veronesi. Andò diversamente, come ci insegna la storia, ma le trincee scavate, con tutto il loro intreccio di labirinti, sono lì a testimoniare tempi non lontani in cui bastava un passo per trovarsi faccia a faccia col nemico. Erbezzo, 800 abitanti sparsi in oltre 40 contrade, ma capace di diventare una cosa sola nello spirito degli alpini. Del resto viene da qui Luciano Bertagnoli, Presidente della Sezione veronese. Ed è qui che, negli anni Sessanta, Bepi Massella diede vita al locale gruppo alpini. Un seme buono, destinato a fruttificare nel tempo, anche nelle generazioni più piccole. Memorabile il cortometraggio girato dai ragazzi delle Medie sulla Grande Guerra. Premiata a livello nazionale la ricerca fatta su “Il Milite non più ignoto” da quelli delle elementari. Ed ora sono ancora questi ultimi a rubare la scena per una simpaticissima iniziativa che siamo qui a raccontare.

Trenta ragazzi in tutto, figli di alpini o loro parenti. Il “virus” delle penne nere l’hanno respirato in famiglia e amplificato a scuola grazie alla passione della maestra Barbara Massella, nipote del Bepi, fondatore del Gruppo locale. Insieme con l’insegnante di Educazione Artistica, la maestra Orietta Noventa e le altre maestre, si sono chieste come ammortizzare l’effetto pandemia sulle fragili coscienze dei bambini. Si sa che le migliori strategie nascono sempre dall’intelligenza e dal cuore. Da qui la domanda: e perché non combattere il Covid19 con le “armi” degli alpini? Dal dire al fare è stato un tutt’uno, ma il messaggio rimasto ce lo raccontano i bambini stessi, in un rincorrersi di pensieri metabolizzati, che però approdano tutti alle stesse conclusioni. «Siamo in guerra – ci dice Alberto Segala, faccia d’angelo e mani in tasca da bulletto – anche noi usiamo le mascherine e anche noi dobbiamo tenere le distanze per evitare il nemico». «E allora bisogna combattere – gli fa eco Angelo Prati di quarta – tenendo pulite le armi come fa il papà». Pensiero condiviso da Elia Bibbona il quale ricorda che il nonno portava i cannoni sulle montagne, mentre i nuovi cannoni oggi sono le regole che bisogna rispettare. Ma quali sono le armi degli alpini, chiediamo un po’ sorpresi da questo linguaggio militante? Non ha dubbi Ginevra Quintarelli: «Sono le regole. E se tutti le rispettiamo il virus se ne andrà. Però le regole bisogna ripassarle continuamente, cominciando dal dovere di lavarsi le mani, tenere le distanze di sicurezza ed evitare gli ammassamenti». Ma c’era bisogno di guardare proprio agli alpini, li provochiamo? Queste sono regole che valgono per tutti, o no?

Qui la risposta si fa corale, segno che il messaggio che si voleva far passare è ancora più grande della strategia per risolvere un problema contingente. Come una goccia di sapienza sedimentata per la vita. Gli alpini sono obbedienti, hanno spirito di sacrificio e sanno collaborare tra loro, ci rispondono. I bambini sanno che questo è vero, perché li hanno visti all’opera, ed ora hanno modo di prendere coscienza del motivo che sta dietro la loro grandezza e la stima di cui godono. Sono obbedienti, perché rispettano le regole che si danno e quelle richieste dalla convivenza civile, dando un grande segnale di rispetto per gli altri. Hanno spirito di sacrificio, perché sanno che senza di esso c’è posto solo per lo stare bene da soli. Sanno collaborare, perché senza gli altri il motore della vita non cammina. Del resto li hanno visti all’opera gli alpini del paese, a pulire sentieri, trincee, a cercare notizie sui Caduti, a darsi da fare sempre. Proprio così, conclude l’insegnante Orietta Noventa. «Il cappello alpino non è soltanto un oggetto. È il simbolo di un progetto ed uno scopo condiviso. Vivono lo spirito di Gruppo per un lavoro comune a vantaggio di tutti.

ErbezzoscuoleAlpini

È quello che con la maestra Barbara abbiamo voluto far passare e i ragazzi lo hanno perfettamente compreso». Stiamo riflettendo su queste considerazioni, quando si fa largo la voce timida di Linda Menegazzi, della classe prima. È figlia d’arte, perché il papà Giuliano, alpino, è un difensore innamorato e combattivo della sua terra. «Contro il virus ci vorrebbe l’Ippopotamo» ci dice Linda senza esitazione. La guardiamo un po’ stupiti. Nessuno sa cosa voglia dire. Ce lo dirà il papà mentre spartiamo un boccone dentro una baita. È passato qualche anno da quando le ho raccontato del cannone portato sull’Adamello che aveva questo nome. Evidentemente ciò che si semina nei ragazzi non muore. E questo è il motivo della speranza dei grandi.

Bruno Fasani

Articolo pubblicato sul numero Dicembre 2020 del giornale "L'Alpino"  https://www.ana.it/rivista/dicembre-2020/

«Alpini, scuola e Protezione Civile è un trittico perfetto, che ci piace molto e che intendiamo portare avanti negli anni a venire», spiega Luciano Bertagnoli, presidente dell’ANA Verona dopo aver firmato l’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale e la Protezione Civile dell’ANA e a seguito dell’entusiasmo degli alunni presenti durante le giornate di attività con i volontari di protezione civile.

LAlternanza scuola-lavororinominata P.C.T.O.( Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento) ,  è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi e/o con l’educazione alla cittadinanza.

L’Alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.

La protezione civile dell’ANA dopo aver firmato un protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto – Ufficio per l’Ambito Territoriale VII – Verona,  ha organizzato un progetto pilota con le scuole superiori  per consentire  una “promozione della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani,anche attraverso apposite iniziative da svolgere nell'ambito delle strutture e delle attività scolastiche" e alla "valorizzazione delle diverse esperienze di volontariato,anche attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato nelle attività di promozione e di sensibilizzazione, e riconoscimento in ambito scolastico e lavorativo delle competenze acquisite dai volontari”.

I tempi di realizzazione del periodo di apprendimento  sono stati da fine agosto a metà ottobre nelle giornate di sabato e domenica. L’alpino Elio Maurizio  Marchesini  e  la prof.ssa Laura Agostini, docente di scienze, essendo entrambi  nella protezione civile ANA, hanno organizzato le esercitazioni con le squadre di protezione civile dell’ANA. Alunni del Liceo scientifico Copernico, del Liceo Scientifico Galilei e dell’Ites Einaudi hanno seguito le esercitazioni  presso Grezzana  in Valpantena per l’antincendio boschivo;  Monteforte Valdalpone  per il rischio  idrogeologico;  Quadrante Europa per gestione emergenze; gestione calamita' naturali e ricerca persone scomparse.  Per queste attività sono state coinvolte numerose squadre di tutta la Provincia di Verona. Il corso è finito a metà settembre. Gli alunni hanno partecipato al briefing degli interventi da realizzare, dove si sono descritti  i punti essenziali delle tecniche di intervento e della procedura da seguire durante l'esercitazione. Gli studenti, in seguito,  hanno partecipato come osservatori in affiancamento al personale della protezione civile.

Il commento di alcuni alunni del Liceo Galilei di Verona che hanno scelto di partecipare a questa esperienza di PCTO con la Protezione Civile:

“Questa esperienza aiuta a imparare come si lavora in gruppo e come gestire situazioni di pericolo, sensibilizza e fa riflettere molto sul tema della precauzione. L’esperienza in protezione civile aiuta a capire quanto sia importante saper risolvere i problemi in modo rapido servendosi delle proprie conoscenze e delle risorse disponibili sul momento. In questa esperienza abbiamo imparato a conoscere tutte le attività della protezione civile in quanto lavoratori volontari.​

Inoltre abbiamo riscontrato un maggior rispetto verso noi ragazzi rispetto all’ ambiente scolastico forse perché tra volontari anche chi ha un ruolo di maggior rilievo rispetto agli altri non si sente superiore quindi accetta tutte le proposte e si decide insieme la strategia migliore e non importa l’età o il ruolo che si riveste.

​Siamo contenti di aver partecipato a queste giornate perché ci hanno aiutato a crescere come persone, infatti il punto di forza di questi incontri è sicuramente il fatto di sensibilizzare giovani come noi su fatti che vengono spesso trascurati perché non si verificano spesso o si da’ importanza ad altre notizie e non si informa la popolazione su come possiamo salvarci o aiutare il prossimo in sicurezza.”  Laura Agostini

Una testimonianza preziosa - I giovani sanno scegliere, stiamo accanto a loro

"Buongiorno Professoressa, sono Benedetta Borruso. Ho partecipato un anno fa al progetto di PCTO da Lei organizzato in collaborazione con la Protezione Civile e l'A.N.A di Verona.

Per me è stato un progetto bellissimo e soprattutto illuminante. Infatti, ho concluso il progetto con una maggiore consapevolezza della realtà in cui vivo e delle persone che mi circondano. In più, grazie a quell'esperienza ho capito che nella mia vita volevo e intendo mettermi al servizio concreto delle persone. Ho portato con me nuovi valori come il sacrificio, il senso di unità, patria e famiglia.

Poi durante il quarto anno di liceo ho partecipato ad un master di orientamento nell'ambito delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia. È stato il momento decisivo perché ho capito che volevo (e voglio) servire e difendere il Paese anche in armi, in particolare come pilota dell'Aeronautica Militare.

Sono state queste due esperienze, oltre alla mia voglia di mettermi in gioco, a spingermi ad accogliere l'opportunità che la Scuola dà di anticipare l'Esame di Stato in classe quarta per merito. In questo modo, avrei potuto "guadagnare" un anno in più per potermi dedicare al concorso per entrare in Accademia Aeronautica.

E così, nonostante le difficoltà poste dall'Emergenza Sanitaria, a giugno 2020 ho conseguito il diploma di maturità in modo anticipato con una votazione di 80/100!

Sono stata molto soddisfatta di aver superato questa sfida. 

Terminato l'Esame, mi sono avvicinata alla Protezione Civile del mio comune (San Martino Buon Albergo) per poter fare qualcosa di concreto per le persone e per il mio comune. Pensi che proprio ieri ho concluso come aspirante volontario un'attività di controllo e sorveglianza dei cimiteri della zona, durata quattro giorni. E presto, a gennaio dovrebbe partire il corso base per diventare volontario effettivo. Non vedo l'ora! 

Sempre a gennaio uscirà, emergenza permettendo, il bando di concorso per entrare in Accademia Aeronautica. 

Le scrivo questa mail per ringraziarLa infinitamente per aver proposto e attivato un progetto PCTO con la Protezione Civile e l'ANA, mi ha dato l'opportunità di capire quale sarebbe stata la mia strada e la mia "missione" dopo il Liceo. Benedetta Borruso

Grazie! "

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo

Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la vita degli alpini nella grande guerra e nel gioco delle trasposizioni fra la storia e l’attualità, sono entrati a pieno titolo da protagonisti i piccoli alunni della scuola primaria di Erbezzo, vincendo i 500 euro messi in palio dal concorso nazionale «Il milite non più ignoto», promosso dall’Associazione nazionale alpini in collaborazione con il ministero della difesa.

Nella cerimonia di consegna, svoltasi nel teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova, oltre ai sindaci Lucio Campedelli e Claudio Melotti, c’erano il presidente di Ana Verona Luciano Bertagnoli, il vicario nazionale Alfonsino Ercole e i dirigenti scolastici di Bosco Chiesanuova Alessio Perpolli e dell’Istituto Cangrande Sara Agostini, perché anche gli studenti della scuola superiore hanno mostrato il video del lavoro di rilievo delle trincee della Lessinia condotto sotto la guida del professore Aldo Romanelli e dell’ideatore del loro recupero Flavio Melotti. I canti del coro La Sengia della Lessinia di Stallavena e la presenza del gruppo storico del battaglione Verona con il gagliardetto della sezione hanno dato solennità all’evento.

L’insegnante Barbara Massella, a nome di tutti i colleghi, si è detta emozionata ed orgogliosa del lavoro svolto insieme ai bambini, un viaggio alla ricerca della memoria, partito da un questionario che gli alunni hanno affidato a genitori e nonni e che ha portato allo scoperto informazioni, lettere, oggetti, sui quali è stato facile costruire una storia su tematiche anche impegnative, in una continua trasposizione fra il presente e il passato, in cui i giovanissimi studenti sono diventati artefici in prima persona della cultura della memoria. V.Z.

https://www.larena.it/territori/lessinia/erbezzo/il-milite-non-pi%C3%B9-ignoto-vincono-gli-alunni-di-erbezzo-1.7339933

http://video.larena.it/video-server/media/video/175401.mp4

 

 

Una statua che parla. E che racconta la storia e il dramma di un intero paese. Una comunità che ha visto i suoi giovani partire per il fronte e non li ha più visti tornare. Perché dietro agli elenchi di nomi incisi nel marmo delle lapidi, si nascondono vite di intere famiglie travolte dal dramma di una guerra. Anzi, della Grande Guerra.

Proprio come hanno dimostrato gli alunni della scuola media dell'Istituto Comprensivo di Mozzecane, vincitori regionali del concorso «Il milite non più ignoto» organizzato dall'Associazione Nazionale Alpini in occasione del Centenario del conflitto mondiale. Gli studenti delle classi terze dell'anno scolastico 2016/2017, coordinati dalla professoressa Maria Scattolini, hanno deciso di partecipare presentando un progetto innovativo di ricerca e studio del monumento ai caduti di via Montanari, proprio di fronte alla chiesa del paese. 
E questa mattina, in teatro, sono stati premiati dal presidente sezionale dell'Ana Verona Luciano Bertagnoli che ha consegnato alla scuola un assegno da 500 euro. «Siamo veramente orgogliosi di poter premiare una scuola veronese - ha detto Bertagnoli -.L'obiettivo è quello di costruire un continuo e incessante dialogo con le scuole e gli alunni per portare alla luce la nostra Storia. Posso dire con orgoglio che in questi anni stanno emergendo lavori molto interessanti grazie a un'attenta analisi dei monumenti presenti sul nostro territorio. E mi auguro che questo risultato ottenuto dai ragazzi della scuola di Mozzecane sia da esempio agli altri istituti della nostra provincia che desiderino intraprendere questa sfida». Il prossimo bando, infatti, scade il 31 marzo ed è possibile ancora presentare i progetti collegandosi al sito internet www.milite.ana.it.

A Verona, il Centro Studi della sezione Ana presieduto da Giorgio Sartori è a disposizione per assistere professori e ragazzi nel lavoro di ricerca.
«Non sapevamo nulla e pochi giorni fa siamo stati avvisati della vittoria - ha rivelato la professoressa Scattolini -. L'idea di partecipare al concorso era nata in occasione delle celebrazioni del 4 Novembre 2016, quando il gruppo alpini di Mozzecane ci ha consegnato un depliant dell'iniziativa. Spesso purtroppo i monumenti ai caduti rischiano di restare "invisibili" agli occhi dei più giovani. Noi ci siamo posti la domanda di come riuscire a ricostruire un racconto collettivo partendo da un elenco di nomi presenti sul monumento».

Grazie all'aiuto di Giuseppe Ruffini, «memoria storica» del paese, studenti e professori hanno iniziato a cercare notizie su quelle persone partite da Mozzecane per combattere e mai più tornate a casa. «Abbiamo recuperato materiale storico come medaglie e lettere, ma le cose più interessanti sono emerse dalle interviste fatte dagli alunni ai loro nonni e alle persone anziane del paese» ha proseguito la docente. Inoltre, è stata studiata la storia del monumento in sé, scoprendo anche la poesia letta da una bambina in occasione dell'inaugurazione.

I ragazzi, con la supervisione degli insegnanti Manuela Longhini, Serenella Cordioli, Cristina Faldi, Stefano Zanon e Alessandro Esposito hanno rielaborato artisticamente il monumento con una serie di riproduzioni particolarmente apprezzate dalla giuria dell'ANA Nazionale.

Con gli alpini gli studenti del “Copernico” riscrivono la storia con amore.

Gli studenti di due classi del liceo “Copernico” di Verona, la 5D e la 5BSA, una cinquantina in tutto, guidati dalle insegnanti Barbara Barana e Katia Menegolo, hanno aderito con entusiasmo alla proposta del Centro Studi della Sezione ANA di partecipare all’iniziativa “Il milite … non più ignoto” con una ricerca nuova ed originale. Si è trattato di dare un’identità storica ed umana che andasse oltre il semplice nome e cognome dei 3915 soldati che sono stati tumulati nel Sacrario militare esistente presso il Cimitero Monumentale della città. Sono state così riportate alla luce storie e vicende commoventi, accostate con sensibilità, profondo rispetto e tanta umanità. Un modo nuovo, senz’altro efficace, di insegnare e studiare storia che ha permesso a studenti e insegnanti di divenire essi stessi scopritori di realtà storiche umanamente preziose, ma spesso trascurate dalla storiografia ufficiale che si ferma solo ai grandi personaggi ed ai grandi eventi. Ma anche i piccoli uomini, gli uomini della quotidianità hanno vissuto, hanno sofferto, hanno avuto sentimenti, hanno partecipato alle vicende della patria. Gli studenti del “Copernico” si sono immedesimati nelle vicende dei tanti loro coetanei giunti da ogni parte d’Italia e morti a Verona per lo più di malattia o di ferite negli anni del primo conflitto mondiale. Con la loro opera essi hanno contribuito a dimostrare che i nostri giovani, debitamente motivati, hanno doti straordinarie di sensibilità e umanità, che costituiscono un patrimonio di valori e di potenzialità per la nostra Patria e per la cultura. L’auspicio è che l’esempio degli studenti del “Copernico” sia seguito da tanti altri, così che rinasca nei cuori e nelle menti dei giovani la consapevolezza della continuità tra le generazioni, del legame che unisce il passato con il presente, nella prospettiva di creare un futuro più umano e più giusto. Il Centro Studi dell’ANA veronese, guidato da Giorgio Sartori, ha  accompagnato e seguito il lavoro degli studenti, fornendo tutti i dati in suo possesso e darà pubblicazione ai risultati della ricerca, che parteciperà al concorso “Il milite … non più ignoto” bandito a livello nazionale dall’Associazione Alpini. V.S.G.

"Il passato che insegna", incontro a Costalovara

(fonte ana.it) ll Centro Studi dell’Associazione Nazionale Alpini e la Sezione A.N.A. di Bolzano organizzano l’annuale incontro dei Referenti del Centro Studi a Costalovara, sull’altopiano del Renon il 21, 22 e 23 giugno 2013. Il tema dell'incontro è: "Il passato che insegna". 

Avremmo potuto intitolare l'incontro con la locuzione latina Historia magistra vitae, che tradotta letteralmente, significa "La Storia [è] maestra di vita". La frase completa è Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis, ovvero "La Storia è vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità". È una descrizione che Cicerone, dà della Storia, la quale, per la sua fondamentale importanza, insegna come regolarsi per l’avvenire. Bisogna analizzare il nostro passato, le vicende che hanno coinvolto il nostro Paese e farne buon uso: cogliere gli aspetti positivi e identificare gli errori commessi. Questo perché se ignoriamo il passato che sta alle nostre spalle, ci sfuggirà il presente. E senza un presente, che futuro abbiamo? Passato, presente e futuro sono legati indissolubilmente, ma non solo perché si susseguono, ma perché si appartengono e ci appartengono. Ecco allora che se riusciremo a cogliere alcuni insegnamenti dalle gesta quotidiane e apparentemente normali dei nostri avi, saremo in grado di perpetrarne il ricordo più bello che piano piano, si diffonderà tra le giovani generazioni. E quindi nel futuro.

ANA e scuola, dicono di noi

ANA e scuola, dicono di noi

Siti e giornali on line hanno parlato delle numerose iniziative dell'ANA in ambito scolastico.

Questi i link:

 

alpini a scuola...(Bussolengo)

alpini a scuola...(Bussolengo)

Lunedì 20 Maggio il gruppo alpini di Bussolengo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di primo grado di Bussolengo Ist. "Beni Montresor", il DVD messo a disposizione dal Centro Studi ANA: "Ma chi sono questi Alpini ?"

alpini a scuola...(San Vito al Mantico)

Mercoledì 22 Maggio il gruppo alpini di Bussolengo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di primo grado di San Vito al Mantico (fraz. di Bussolengo) Ist. "L. Calabrese", il DVD messo a disposizione dal Centro Studi ANA: "Ma chi sono questi Alpini ?"

alpini a...scuola (Marmirolo-Soave)

alpini a...scuola (Marmirolo-Soave)

Sabato 18 Maggio il gruppo alpini di Marmirolo-Soave in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado di Marmirolo il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente: (1941-1943) La Campagna di Russia, Sulle balke dell’onore. Curiosità tra i ragazzi che hanno potuto intrattenersi dopo la proiezione con due reduci di Russia, Domenico Pasi e Giuseppe Pippa. Curiosità e soddisfazione anche da parte del personale docente.

alpini a...scuola (S.Martino Buon Albergo)

Lunedì 29 Aprile il gruppo alpini di San Martino Buon Albergo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente, 1940-1943 Africa Settentrionale – El Alamein

alpini a...scuola (Caselle)

alpini a...scuola (Caselle)

Martedì 16 Aprile il gruppo alpini di Caselle di Sommacampagna in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente:  (1941-1943) La Campagna di Russia, Sulle balke dell’onore.

alpini a...scuola (Veronella)

alpini a...scuola (Veronella)

Venerdì 26 Aprile il gruppo alpini di Santo Stefano di Zimella in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente,  1943-1945 La Campagna d'Italia: sulla frontiera della Libertà.

alpini a...scuola (Roverbella)

alpini a...scuola (Roverbella)

Sabato 4 Maggio il gruppo alpini di Roverbella in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado di Roverbella il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente:  (1941-1943) La Campagna di Russia, Sulle balke dell’onore. Curiosità tra i ragazzi che hanno potuto intrattenersi dopo la proiezione con due reduci di Russia, Domenico Pasi e Giuseppe Pippa. Soddisfazione e commozione da parte del personale docente.

alpini a... scuola (Roncanova)

alpini a... scuola (Roncanova)

Sabato 27 Aprile il gruppo alpini di Sanguinetto e Gazzo Veronese in collaborazione con il Circolo Culturale "M.Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado di Roncanova il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente,  1943-1945 La Campagna d'Italia: sulla frontiera della Libertà.

 

alpini a ...scuola (Nogara)

alpini a ... scuola (Nogara)

Giovedì 11 Aprile il gruppo alpini di Nogara in collaborazione con il Circolo Culturale "M.Balestrieri" della sezione ANA Verona ed il personale docente, ha inviato le classi della scuola primaria di secondo grado di Nogara presso la propria sede per assistere alla proiezione del film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado.

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