Sette giovani veronesi ai campi scuola dell’ANA

“Palestra di vita e di cittadinanza, dovrebbe essere un’opportunità estesa a tutti i ragazzi e le ragazze”, fa appello il presidente Luciano Bertagnoli.
 
La giornata inizia alle 6.30, allo squillo della tromba, e prosegue con la ginnastica mattutina, la colazione, la pulizia personale e della caserma. Dalle 10 circa, protagoniste sono le attività del campo: corsi di orienteering, nozioni teoriche e pratiche su protezione civile, pronto intervento, escursioni in montagna, canti alpini, gare sportive. Vengono messi alla prova e mettono alla prova la propria competitività e l’altruismo. Proiettati dai racconti nella vita vissuta sui monti dai loro coetanei un secolo fa, imparano la storia. Soprattutto, riscoprono il significato del “noi”, come uscire all’individualismo per fare squadra e creare comunità. Iltutto, senza smartphone, tablet, social e rete wi-fi: in questo caso, un prezioso valore aggiunto. Sono i ragazzi e le ragazze dai 16 ai 25 anni che stanno partecipando ai Campi scuola organizzati dall’ANA che hannopreso il via nei giorni scorsi a Bassano del Grappa e a Feltre, negli spazi della caserma Zannettelli dove ci sono anche sette giovani veronesi: Luca e Fabio Caceffo di Mezzane, Michela Pagani di San Martino Buon Albergo, Loris Coati della Valdadige, Matteo Zancarli di Fane, Elia Pigozzi e Anna Bombieri di Grezzana.
 
I ragazzi di stanza a Feltre, una quarantina circa a cui se ne aggiungono altrettanti in quel di Bassano, hanno ricevuto la visita del presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero e di tutti i presidenti delle sezioni del Terzo Raggruppamento. Per Verona era presente il presidente Luciano Bertagnoli e il delegato ANA Verona allo Sport Remo Pigozzi.
 
I campi scuola rappresentano il primo step sperimentale di un progetto che l’ANA ha nel cassetto da tempo. Si tratta dell’organizzazione di un periodo di vita di comunità al servizio del prossimo che potrebbe articolarsi in due step di tre mesi ciascuno. “L’obiettivo verso cui tendiamo, pressoché impossibile da realizzare senza un supporto istituzionale, è quello di un servizio aperto a ragazzi e ragazze e organizzato in tre indirizzi: civile, di protezione civile, e con le nostre forze armate alpine, per quanti volessero meglio conoscere questa realtà. Abbiamo già avuto dei  contatti interessanti in passato con la Presidenza del consiglio e il Ministero della Difesa, ora intendiamo entrare nel concreto con queste prime prove sperimentali per capire se e come meglio tarare l’offerta formativa”, spiega il presidente nazionale Favero. “Essere qui con questi ragazzi, vedere lo spirito di squadra e l’entusiasmo che li muove è un’enorme soddisfazione. Guardarli insegna molto anche a noi adulti e fa riflettere. Questa esperienza è una palestra di vita e di cittadinanza che dovrebbe essere estesa a tutti i nostri e le nostre giovani”, riflette il presidente dell’ANA Verona Bertagnoli.
 
Durante i dieci giorni nel campo – un’occasione formativa utile anche a livello scolastico per il riconoscimento di crediti formativi – i ragazzi sono coinvolti in attività normalmente svolte dai volontari ANA e di Protezione Civile, imparando nozioni di base sul primo soccorso, sul montaggio delle tende del campo base e su altre attività legate alla logistica, sulle comunicazioni radio, con un assaggio di arrampicata su roccia e trekking e potranno saggiare da vicino le discipline tipiche della Protezione Civile come l’utilizzo dei droni e il soccorso con le unità cinofile. Senza dimenticare la possibilità di trascorrere alcuni momenti con gli alpini in servizio, grazie alla collaborazione tra ANA e Truppe Alpine, in modo da entrare in contatto con graduati e volontari di truppa, che illustreranno le molteplici attività in cui sono impegnati. Per i giovani veronesi questo momento sarà tra sabato e domenica sulla cima del Monte Grappa, dove trascorreranno la notte in tende singole che dovranno imparare ad allestire da soli.
I campi scuola dell’ANA proseguiranno nelle prossime settimane, coinvolgendo tutte le sezioni d’Italia con base anche ad Almenno (Bergamo), in Val Veny (Aosta) e a L’Aquila.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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