tra luci e ombre

Tra luci e ombre, un libro per non dimenticare. Nella serata del 27 settembre u.s. in Sala Civica a San Bonifacio, è stato presentato il libro «Luci e ombre» di Gianni Storari, edito dal Gruppo Alpini di Prova. Un libro che riporta diari, memoriali di guerra e prigionia di giovani sambonifacesi e dell’est veronese, in particolare le storie vissute di Vittorio Benati, reduce di Nikolajewka e di Alessio Facchin prigioniero all’8 settembre ‘43, al compimento dei vent’anni. Storie che fanno riflettere sui sacrifici fatti da tanti giovani alpini veronesi chiamati alle armi, andati in guerra e, molti, non più tornati.Il libro esce ricordando i 70 anni dall'8 settembre '43, che è il punto centrale, la chiave del racconto, preceduto delle campagne militari e poi seguito dalla prigionia. Sono citate le storie di molti protagonisti sambonifacesi ed è privilegiata la pubblicazione, parziale o totale, di testi scritti, di lettere, di memoriali. Vi è un lungo capitolo dedicato alla guerra nei cieli d'Africa, spesso dimenticata. «Il titolo "Tra luci e ombre" vuole sottolineare», dice Storari, «il fatto che parlando di quegli anni, al di là di tanti episodi di eroismo, atti di solidarietà e momenti di sacrificio, bisogna anche avere il coraggio di sottolineare i passaggi oscuri, scandalosi, l'impreparazione dell'esercito, la disorganizzazione delle operazioni militari». L'occasione del libro è data dal memoriale di Alessio Facchin nato a Prova nel 1923 che, a vent'anni non ancora compiuti, viene assegnato al Sesto Reggimento Alpini, Battaglione Verona, in attesa di partire per il fronte russo. Ma nella primavera del '43 i reduci di quel fronte ritornano in patria e lui incontra alcuni paesani che gli parlano di quella immensa tragedia, in particolare Vittorio Benati e Giovanni Saccomani. L'8 settembre viene catturato dai tedeschi e internato in Germania; ritornerà due anni dopo. Anche Vittorio Benati, pure lui di Prova, ha scritto un memoriale relativo alla prigionia in Germania, che però ha il pregio di riportare il racconto alle prime fasi della guerra, la campagna di Francia, poi la Grecia, infine la Russia; a Nikolajewka. Alessio e Vittorio hanno voluto scrivere le loro memorie, assieme a tantissime altre vicende assai simili di sambonifacesi che hanno lasciato qualche memoria delle loro vicende, foto, lettere , come Aurelio Zago, Ernesto Pasini di Lobia, Umberto Tadiello di Locara, Angelo Rossato, Guerrino Storari, Virgilio Righetti, Mario Zantedeschi; allargando lo sguardo nei paesi del circondario, Giovanni Ambrosini di Cologna Veneta, Nino Agenore Bertagna di San Martino Buon Albergo, Arturo Peruzzi di San Michele Extra, Mario Pigozzi di Tregnago, Bruno Bigini di Minerbe; e ancora don Alessio Saccomani di San Pietro di Morubio, cappellano militare, Olmes Ognibene di Reggio Emilia, Armando Gandini di Castel San Giovanni in provincia di Piacenza, Rino Albertini e Giovanni Carletto, dispersi in Russia; Sergio Malgarise e Mario Scarsetto, prigionieri in Russia; Giuseppe Bonturi di Soave e Luigi Perazzolo di Roncà, partigiani; Mario Danese di San Bonifacio, condannato al confino. G.B.

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