Ignoto Militi – l’ombra sva torna ch’era dipartita

Cade nel 2021 il secolo dalla deposizione della salma del Milite Ignoto – rappresentazione fisica, pragmatica, tangibile di ogni Fante d’Italia perito per la Nazione – presso l’Altare della Patria in Roma. Il Milite Ignoto, prima ancora che figura, è concetto e accomuna numerose nazioni europee che entrarono nel gorgo della Grande Guerra, indifferentemente dalla parte in cui si trovarono a combattere: si ha notizia del Milite Ignoto tedesco e di quello belga; di quello francese e di quello ungherese; di quello austriaco, romeno, inglese e via dicendo. Ma, rimanendo entro i confini patrii – esattamente quelli per cui innumerevoli, Milite Ignoto compreso, offrirono la propria giovane vita – si ritiene ora necessaria una breve trattazione sul nostro soldato ignoto caduto per la Patria. Gli strascichi che il conflitto lasciò negli animi e nei corpi d’Italia erano tangibilissimi, ma nonostante tutto ci si rendeva conto di aver combattuto la Quarta guerra d’indipendenza, come principiarono a chiamarla già gli storici contemporanei agli eventi: era dunque necessario renderne eterna memoria ai posteri. Come “base” del tutto venne scelto l’Altare della Patria o Vittoriano – celeberrimo santuario della religiosità nazionale -, costruito a partire dal 1885 su progetto dell’architetto marchigiano Giuseppe Sacconi (1854 – 1905), e fin nel nome dedicato al Padre della Patria Vittorio Emanuele II, defunto diversi anni prima dell’inizio dei lavori (il 9 gennaio 1878, un mese prima di Pio IX, l’ultimo papa-re defraudato del suo potere temporale dopo la breccia di Porta Pia). Si presentò chiaramente l’annosa questione di quale corpo porre presso l’Altare patrio a eterna memoria del sacrificio italiano nella Prima guerra mondiale: soldati caduti e senza nome ve n’erano in quantità, ma per parecchi di questi, a causa delle mostrine o di altre identificazioni, era evidente il corpo d’appartenenza; perché scegliere un bersagliere piuttosto che un ardito, un alpino piuttosto che un fante o un soldato di cavalleria? Ecco dunque che le alte sfere nazionali – militari e civili – ebbero l’idea di scegliere tra le salme dei soldati anonimi, dai cui tristi resti fosse sparita ogni singola identificazione. Doveva essere un semplice e al contempo potente simbolo del soldato italiano e basta. Eccoci giunti quindi al 28 ottobre 1921 nella Basilica paleocristiana di Aquileia, in provincia di Udine: ai piedi dell’altare maggiore undici semplici bare allineate, ricoperte ognuna da un drappo tricolore, e una madre di soldato disperso, Maria Bergamàs, chiamata al compito più difficile: scegliere. Dopo un avanti e indietro, la donna si accasciò piangente su di una bara, quella che, dal 4 novembre dello stesso anno, riposa presso il Vittoriano, con una fiamma perennemente accesa innanzi e una coppia di guardie delle nostre Forze Armate a sorvegliarla a turno. Noi italiani di cent’anni dopo siamo a conoscenza di questa storia? Non si pretende fin nei minimi particolari, ché quello è compito di accademici e di appassionati; ma perlomeno sappiamo chi
riposa presso l’Altare della Patria, perché e come ci è arrivato? Per onorarne la memoria, la Sezione di Verona, ha sostenuto l’iniziativa della Zona Medio Adige, che ha voluto fare un’approfondita ricerca storica sul Milite Ignoto, condotta dal Prof. Tommaso Migliorini e coadiuvato dal Dott. Alberto De Marchi, che ha prodotto un ipertesto multimediale ricco di notizie, link di approfondimento, testi da consultare, da divulgare a cura dei Gruppi Alpini, presso le baite, centri civici, scuole, associazioni ecc., in modo da consentire la massima diffusione. La Sezione di Verona, a corredo della ricerca, ha acquistato i diritti dall’Istituto Luce di Roma di filmati originali dell’epoca, che sono parte integrante della ricerca. I Relatori hanno tenuto parecchi incontri, promossi dai Gruppi Alpini ed altri Enti, fino a Gorizia, invitati dalla locale Sezione da dove tutto è iniziato. Se qualche Gruppo è intenzionato a promuovere l’iniziativa contatti la Segreteria Sezionale oppure direttamente al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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