Il monumento ai caduti di Pastrengo

Il monumento ai caduti di Pastrengo, ha la peculiarità di rappresentare e tramandare una duplice memoria: la giornata del 30 aprile 1848, che tra realtà e leggenda, ricorda un momento importante della nostra storia risorgimentale  ed il doloroso elenco dei caduti che la comunità ha dovuto sopportare per la Grande Guerra, propagandata dalla retorica del tempo come la quarta guerra del nostro risorgimento quindi,  strettamente legata ad essa. L’idea nacque nel lontano 1906 quando, venne a formarsi in seno all’amministrazione comunale, un comitato provvisorio con lo scopo di monumentare per la prima volta, proprio nella cittadina che lo ha vissuto, l’episodio  della carica dei carabinieri che protesse il Re Carlo Alberto, e la vittoria di quella giornata sulle truppe austriache. Varie complicazioni politiche ne impedirono però la realizzazione e non da ultimo, lo scoppio del conflitto con l’Impero d’Austria – Ungheria.  Tornata la pace, si presentò altresì l’esigenza di ricordare i caduti avuti nel conflitto appena terminato. L’amministrazione comunale, dovette affrontare da subito difficoltà economiche di bilancio oltre che  contrasti con le varie   formazioni politiche che si contrapponevano. Dopo vari cambi di amministrazione finalmente si giunse al giorno della solenne inaugurazione, risalente al 25 maggio 1925.  L’evento,  sicuramente lo possiamo inserire tra i più importanti nella storia moderna di Pastrengo. Dalle foto e dalle cronache dei giornali dell’epoca, traspare la grande partecipazione da parte delle autorità locali e della popolazione, con la presenza straordinaria di un principe della casa reale nella personalità del Duca di Bergamo. Opera dello scultore Romeo Rota, nativo di  Sommacampagna, classe 1884, già residente con la famiglia a Pastrengo dove nacque la sorella e dove tra l’altro  fu iscritto nelle liste di leva in 3^ categoria, il monumento in bronzo rappresenta la figura della vittoria nella forma di Minerva, la dea delle virtù della lealtà nella lotta. Dotata di elmo crestato, dalle forme aggraziate ed equilibrate, porta con la mano destra un ramoscello di alloro e con la sinistra sorregge uno scudo  con la croce sabauda, recante al centro la testa mozzata della Medusa. Dotato di un articolato basamento di marmo “Rosso Verona” di S. Ambrogio,  ai quattro lati del basamento superiore troviamo altrettanti bassorilievi in bronzo raffiguranti: al centro l’episodio della carica, a sinistra i nomi dei caduti delle due guerre,  a destra i medaglioni con l’effige di Carlo Alberto e del maggiore di San Front. In quello posteriore troviamo invece l’aquila romana con i fasci e lo stemma sabaudo con la scritta “FERT” ed “S.P.Q.R.”. Nella frenesia quotidiana, troppo spesso passiamo oltre a questo monumento senza soffermarci un attimo ad osservarlo. Ne potremo cogliere tanti aspetti culturali, oltre che pensare ai  giovani caduti che vi sono ricordati con i loro nomi, ai quali, tutti noi siamo debitori di qualcosa. Luca Zanotti

Bibliografia consultata: -Salandini Fabio, “Il monumento ai caduti di Pastrengo”, Albarè di Costermano, 2016. –A.A.V.V., “Pastrengo”, a cura di Pierpaolo Brugnoli, Verona, 1969. – le notizie di leva sullo scultore Romeo Rota, sono tratte da uno studio in atto a cura dello scrivente e di prossima pubblicazione.

Monumento caduti Pastrengo int

Condividi Articolo

Sport

Pellegrinaggi

Solidarietà

Alpini