La travolgente forza della condivisione - Donata a Enrico e alla famiglia De Blasio una stufa a pallet.

A volte basta poco. Una necessità, se condivisa con le persone giuste, diventa qualcosa di travolgente. Così è capitato con Guerrino Fasoli, socio dell’associazione “IL DONO” e del GRUPPO ALPINI e grande sensibilizzatore di persone: con grande nobiltà d’animo si è prodigato e speso con il personale di alcune aziende locali e associazioni per portare a casa qualcosa di unico. Partire dalla necessità è dunque il primo passo. Parliamo di Enrico De Blasio, esempio vivente a Lugagnano di una speranza di vita e di una forza d’animo radicata in lui e nei suoi genitori. Ogni giorno il “calore” umano da donare a Enrico è molto, e i suoi genitori a volte fanno fatica ad arrivare a una “temperatura” sufficiente… Sebbene il gioco di parole possa essere azzeccato, quello che la famiglia De Blasio stava cercando era una stufa per dar modo alla vita di Enrico di godere di tepore e vicinanza durante le fredde giornate invernali. Grazie alla “verve” di Guerrino,a una telefonata tra amici, agli Alpini di Lugagnano e all’Associazione IL DONO, in collaborazione con Boscaini Scarpe e con il negozio OBI della Grande Mela, si è riusciti nella giornata del 27 maggio a tessere un primo passo per donare alla famiglia De Blasio una stufa a pellet al fine di dare confort alla vita di Enrico. Ognuno di noi nel proprio piccolo può dare qualcosa di unico per cambiare volto alla vita di chi è nel bisogno.

Anche un viaggio con fini di solidarietà può diventare un momento di incontro tra persone e comunità. Mi riferisco a quello compiuto in Polonia da alcuni volontari, in rappresentanza del tessuto di volontariato della Comunità di Sona, a Wadowice nello scorso fine settimana. In quella occasione sono stati conferiti beni di ogni genere raccolti a Sona, che da Wadowice poi prenderanno la via per Drohobycˇ una città situata nella Regione di Leopoli, a circa 70 km da Leopoli stessa per l’allestimento di un ospedale da campo che accoglierà, per la prima assistenza, persone in fuga dalla guerra. Il tutto nasce da una impellente richiesta di aiuto arrivata nel nostro Comune dall’amministrazione comunale di Wadowice, città natale di Giovanni Paolo II in Polonia gemellata con il Comune di Sona dal 1990, impegnata nell’accoglienza di migliaia di profughi ucraini che fuggono dai bombardamenti e nel sostegno alla popolazione rimasta in Ucraina. Quanto donato, costituito da materiale sanitario, attrezzature di primo soccorso, materassi normali e antidecubito, deambulatori, alimenti e molto altro, è stato raccolto presso Casa di Alice a Lugagnano. Il tutto grazie alla collaborazione tra gruppi alpini della comunità di Sona, l’Associazione dei Fanti Lugagnano, il SOS con il suo nucleo di Protezione Civile, l’Associazione IL DONO e tanti cittadini volontari che hanno dato una mano sia nella preparazione del carico sia nella fase di raccolta. Un weekend è stato appositamente dedicato alla raccolta dei beni alimentari dal Gruppo Rossetto presso i punti vendita di Lugagnano e della Grande Mela.

Continua la solidarietà in Albania.

Procede a ritmo serrato la collaborazione tra il gruppo alpini di Lugagnano, l’associazione il “Dono” e il “Comitato lotta contro la fame nel mondo” di Forlì. Questa volta ho potuto toccare con mano la solidarietà verso i nostri amici di Scutari del “Progetto Speranza”, ma ho avuto anche l’occasione di conoscere altre associazioni, come la Madonnina del Grappa, le suore di Ravasco, le suore Piccole operaie del sacro cuore, le suore di Troshan con due istituti di cui uno a Durazzo, la parrocchia di Durazzo e le nostre sorelle della congregazione francescana di Cristo Re a cui noi alpini siamo molto legati da tanto tempo. Nell’ottica dell’amicizia che mi lega a Dino del “Comitato lotta contro la fame nel mondo” ho voluto accompagnarlo per poter incontrare Luigi Milla presidente del “Progetto Speranza”, per capire se è possibile effettuare un impianto fotovoltaico nelle quattro Case Famiglia del progetto, che l’associazione il “Dono” di Lugagnano ha intenzione di donare e di installare, ma purtroppo l’incontro con Luigi non è potuto avvenire perché era risultato positivo al Covid. Ma importante è stata anche la compagnia di Dino che ritengo una persona squisita e che ha scelto il volontariato come scopo della sua vita.

IL GIORNALE DELLA SEZIONE VERONESE DELL’ANA “IL MONTEBALDO” E’ D’ARGENTO?: IL PERIODICO SI E’ CLASSIFICATO SECONDO AL PREMIO STAMPA ALPINA VITTORIO PIOTTI.
Edito dal 1952, primo direttore Orlando Spagnoli, da oltre mezzo secolo racconta la vita veronese alpina ed è un punto di riferimento storico per le oltre 20mila Penne Nere della sezione scaligera.
“Il Montebaldo”, periodico dell’ANA Verona, è molto di più, perché alterna la Storia con le storie passate e presenti degli alpini, unendo all’attualità i ricordi, riportando la cronaca, le notizie dai gruppi capillarizzati sul territorio e le notizie di Protezione Civile.
Il giornale – a livello nazionale secondo solo al periodico della Valcamonica, primo classificato – è stato premiato ieri a Limone del Garda, nel bresciano, durante la 24° edizione del CISA, Convegno Itinerante della Stampa Alpina; punto d'incontro e aggiornamento per questa particolare tipologia di editoria periodica che conta ben 74 testate di sezione e un centinaio di giornali di gruppo. Tema scelto per il convegno, organizzato dall'Associazione nazionale alpini e dalla redazione de «L'Alpino», in collaborazione con la sezione Ana Monte Suello di Salò, è stato il rapporto dei giornali alpini con stampa e televisioni del territorio.
Durante la due giorni di convegno, c’è stata la consegna del Premio Stampa Alpina Vittorio Piotti.
A “Il Montebaldo”, secondo classificato, il riconoscimento è stato consegnato dal presidente nazionale dell’ANA Verona Sebastiano Favero al direttore del trimestrale alpino veronese Vasco Senatore Gondola.
?“C’è nel giornale sezionale di Verona una tale abbondanza di contenuti, che ne fanno un caso esemplare. Merito di una direzione dove la passione per la storia ma anche l’attenzione alla vita degli alpini, si esprimono con grande generosità, coinvolgendo un numero sempre crescente di collaboratori, appassionati e competenti nelle loro riflessioni”, si legge nella motivazione del Premio.
“È una soddisfazione per me, ma anche per tutta la redazione. I ragazzi, giovani e meno giovani, che la compongono si dedicano a questo giornale con pazienza e devozione, risultando fondamentali alla buona riuscita del progetto”, spiega il direttore Gondola “Nelle pagine del nostro giornale pubblichiamo articoli di sfondo, storici, d’attualità non solo per quel che riguarda la vita alpina, ma anche il resto del mondo. Nel numero di marzo, ad esempio, l’attenzione è puntata anche ai venti di guerra che purtroppo stanno soffiando in Europa. Abbiamo parlato subito di pace ma senza tralasciare un’analisi sull’evoluzione dei conflitti militari, anche come modalità di combattimento”, aggiunge Gondola.
La notizia del premio è stata accolta con entusiasmo anche da tutto il direttivo dell’ANA Verona. E ancora una volta il presidente della sezione veronese Luciano Bertagnoli ha espresso tutto il proprio orgoglio per il lavoro svolto da direttore e redazione, tra cui ci sono anche storici e ricercatori, composta da Laura Agostini, Luca Antonioli, Massimo Beccati, Vasco Senatore Gondola, Giorgio Sartori, Giuseppe Vezzari, Lucia Zampieri, Luca Zanotti, Roberto Zorzella. Della grafica, seguita per anni da Daniel Scandola, si occupa ora Martina Olivati.
“Il Montebaldo sa raccontare con professionalità e autorevolezza la vita della sezione, intrecciandola con la storia e con molte altre notizie interessanti. È uno dei nostri fiori all’occhiello”, commenta Bertagnoli.
“La sfida più importante è quella di essere portatori dei valori che sono poi i valori della nostra civiltà. Un mondo come il vostro li trasmette non solo a parole, ma con l'esempio”, ha commentato il direttore de L’Arena Massimo Mamoli, tra i relatori del convegno – presentato da monsignor Bruno Fasani direttore de L’Alpino oltre che già direttore de “Il Montebaldo” – insieme a Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia.

Ciao Rosetta! La nostra madrina è andata “avanti”

Ci è giunta la triste notizia della morte della Madrina del nostro Gruppo Cordioli Maria (Rosetta), vedova del nostro ex socio alpino Valbusa Augusto. Non bisogna dimenticare il contributo di partecipazione che ha avuto la Madrina presso il nostro Gruppo, una collaborazione preziosa e gentile. Va inoltre ricordato che il significato della figura storica di “Madrina” affonda le radici in contesti storici ben definiti e ricchi di profondi valori morali. Storicamente le Madrine Alpine si individuano in quelle donne, figlie, sorelle, mogli e madri di generazioni di giovani che hanno svolto il servizio militare nelle truppe alpine e che spesso hanno dovuto combattere e talvolta sono caduti nel compimento del proprio dovere, per servire la Patria, durante le guerre che hanno funestato il secolo scorso. Attualmente la missione della Madrina è principalmente quella di mantenere un sereno e collaborativo rapporto con il gruppo e in questo particolare ruolo Rosetta è sempre stata all’altezza, dimostrando festosità e simpatia durante le nostre cerimonie alpine; la figura della madrina ha da sempre riscaldato i nostri cuori e ha tenuto alto lo spirito e l’onore per le nostre tradizioni Alpine.

COLLABORAZIONE...un ponte tra il nostro gruppo Alpini e l’associazione “il Dono”

Una richiesta, questa volta di indumenti; un passa parola, discorsi, telefonate e tutto inizia. Distanze che si accorciano, nuovi legami che iniziano, confronti educativi che si intrecciano nello sviscerare la migliore soluzione; energie individuali o di fazione che si legano (sinergie) che diventano soluzioni esponenzialmente concrete. Tante volte basta poco per far nascere qualcosa di unico per dare concretezza ad una richiesta di aiuto: un passa parola, una necessità, un bisogno e questo ha fatto germogliare in cuori sensibili ed attenti la risposta concreta a questo grido di aiuto. Questa volta sono stati delle scarpe o dei vestiti per scaldare corpi dimenticati e fuori dall’occhio mediatico, ma da questa breccia può uscire qualcosa di vero. COLLABORAZIONE! … questo è il ponte che si è costruito tra l’associazione Alpini di Lugagnano e l’associazione “Il Dono”. Ambedue i responsabili si sono trovati in sintonia ed hanno più volte sottolineato che la parola collaborazione è un “lascia passare” per tutte le associazioni di volontariato. Ogni associazione deve sì avere una propria integrità, ma deve tenere conto che lasciare una porta un po’ socchiusa ed il recinto aperto ad una certa visibilità di confronto, aiuta in modo sorprendente ed inaspettato alla provvidenza di operare. Il gruppo “Il Dono” OdV (Organizzazione di Volontariato) nasce nel 2013 a seguito di una consapevolezza che la realtà locale di Lugagnano iniziava a vivere; si riscontrava infatti in quegli anni un crescente aumento del disagio socioeconomico di molti concittadini e questo ha spinto alcuni volontari a donare tempo e risorse per le persone meno fortunate e quanti in difficoltà. Un impulso ed una certa “benedizione” arrivò dall’allora parroco Don Antonio Sona, il quale ha sempre stimolato le associazioni di volontariato ad aiutare quanti nella nostra frazione fossero in difficoltà.

Due giorni per rivivere l’esperienza calamitosa dell’Emilia. Sono passati quasi dieci anni dal terremoto accaduto in emilia e, come ogni volta che si va in emergenza, si incontrano sempre dei volontari speciali che poi rimangono in contatto negli anni a venire. durante quell’evento, personalmente ho fatto quattro turni di una settimana, ho lavorato assieme a Giovanni di Belluno per tre volte e nell’ultimo turno in compagnia di Fausto Mazzi, Claudio Guglielmi e Giordano Cicala. ci siamo rincontrati all’adunata dell’Aquila e di Trento.

UN GRAZIE SINCERO DALL’ALBANIA!

In questi due anni la pandemia ci ha imbavagliati per quanto colorate siano, ci ha fatto sospendere le strette di mano, i saluti ai nostri cari così che il senso del tatto si è fatto più fragile. Certo ha fortificato le linee mediatiche ma queste non fanno emergere le nostre emozioni, i nostri sentimenti anche se si possono esprimere. Per quanto questa epidemia abbia colorato di rosso o arancione l’Italia, non si e sbiadito il suo colore verde della solidarietà. Quanta fantasia positiva è scaturita dalla mente di sacerdoti, laici, suore, Caritas, movimenti di diversa colorazione... che meraviglia. Sono aumentati i poveri? È aumentata la carità, la solidarietà? Mai nessuno è stato allontanato a mani vuote o li si è presentato il piatto bianco. È proprio vero che l’amore aumenta condividendolo. Anche noi suore francescane qui in Albania abbiamo toccato con mano la solidarietà e la sollecitudine con cui i nostri amici Alpini del ponte Kir e altri amici infermieri e medici da loro coinvolti si sono messi in moto per soccorrerci nel nostro bisogno e attraverso di noi i più deboli, fragili, gli scarti quali sono le famiglie delle montagne, le case famiglia del progetto speranza. Questa si chiama SOLIDARIETÀ e partecipare, cioè soffrire con chi soffre, gioire con chi ce l’ha fatta a superare il Covid. La gente sa che quello che possiamo avere lo condividiamo perché niente è più bello dire con San Pietro “quello che ho te lo do”. Così anche tante mascherine sono andate a persone anziane altrimenti la loro pensione non sarebbe bastata per due settimane. Anche in questo è emersa la solidarietà... anche per questo ci sentiamo felici e voi con noi perché ci sentiamo chiesa povera e in uscita. E con la provvidenza che mai delude possiamo aiutare qualcosa anche in generi alimentari. Allora carissimi Amici tutti il nostro grande GRAZIE - FALIMINDERIT parola piccola ma potente, il nostro abbraccio e la nostra riconoscenza che possiamo ricambiare solo con la preghiera per voi e le vostre Famiglie. Sr Sandra e sorelle in Albania

Un’ambulanza in ricordo di Fernando

Sabato 30 Gennaio 2020 presso la Baita Alpini di Lugagnano si è svolta una breve ma intensa cerimonia per il passaggio storico accorso tra la Sezione Alpini di Verona e il SOS SONA. L’ANA Verona, per mano del suo Presidente Luciano Bertagnoli, ha consegnato, nelle mani del Presidente del SOS Briggi Pierluigi, l’ambulanza di proprietà del gruppo Alpini. Con un comodato d’uso gratuito il mezzo sarà a disposizione dell’Associazione Sonese per tutti i servizi che esulano dall’emergenza urgenza territoriale. Trasporti di persone con difficoltà medico sanitarie che necessitano di recarsi presso strutture ospedaliere, centri di cura, laboratori di analisi. SOS SONA si impegnerà a garantire, alla Sezione ANA Verona, l’assistenza con ambulanza a tutte le future manifestazioni pubbliche ed eventi che gli alpini organizzeranno nel prossimo futuro. L’ambulanza degli alpini, frutto di una campagna di raccolta fondi di tutto il movimento veronese, richiedeva un impiego più frequente rispetto all’utilizzo fatto fino a quel momento. Il SOS a sua volta necessitava di un mezzo per il servizi di trasporto sanitario. Da una chiacchierata fatta in baita a Lugagnano con il Capogruppo Fausto Mazzi, che allora era anche Vice Presidente della sezione di Verona, ecco nascere l’idea di far sposare le due esigenze. Dopo le opportune verifiche di fattibilità e con il benestare del Consiglio di Sezione di ANA Verona, ecco suggellato il matrimonio. A fare da cerimoniere il Capogruppo del Gruppo Alpini di Lugagnano Fausto Mazzi padrone di casa, affiancato dai Capigruppo degli Alpini di Sona Sergio Todeschini, di Palazzolo Franco Tacconi e di San Giorgio in Salici Stefano Speri. In rappresentanza della Comunità di Sona il Sindaco Gianluigi Mazzi e l’assessore Gianfranco Dalla Valentina. Presente anche una rappresentanza della Consiglio di Sezione di ANA Verona. L’alzabandiera, accompagnata dall’inno di Mameli, ha fatto da apertura alla cerimonia. Il mezzo, che riporta in maniera congiunta i loghi di ANA Verona e SOS SONA, riporta entrambi i lati una dedica. “...lascialo andare per le tue montagne... In ricordo di Fernando, Alpino del SOS”. Il toccante ricordo è per Fernando Parise, indimenticato socio fondatore di SOS SONA e alpino “dalla testa ai piedi” del gruppo di San Giorgio in Salici. Fernando ci ha lasciato improvvisamente a Giugno del 2019 dopo brevissima malattia. Lasciando un vuoto incolmabile. Ad onorarne la memoria sono intervenuti alla cerimonia la moglie Rita, la figlia Barbara, il genero Enzo e il piccolo nipotino Lorenzo. A Rita è stato riservato l’onore del taglio del nastro, assieme ai Presidenti e al Sindaco Mazzi. “Fernando è nei nostri ricordi, nei nostri pensieri e nei nostri affetti” ricorda commosso il Presidente del SOS Pierluigi Briggi. “Oltre che nostro socio fondatore era un appassionato volontario per natura. La nostra chiave di ingresso per tutte le occasioni in cui c’era bisogno di creare relazioni positive e dare corpo a progetti per il bene comune. Il bene che ci viene conferito” prosegue Briggi “è estremamente prezioso. Ci impegneremo a onorare questo dono prezioso. Nella rete tra associazioni, cittadini, enti pubblici” conclude Briggi “sta uno dei fattori più importanti per la ripartenza che seguirà questo grave periodo di pandemia. “Siamo estremamente felici e orgogliosi di aver accolto la proposta di SOS SONA” afferma con una certa emozione il Presidente ANA Verona Luciano Bertagnoli tenendo nella sua mano il cappello Alpino di Fernando portato da Rita. “Alpini e solidarietà sono un connubio che appartiene al DNA di questa Associazione d’arma. Siamo orgogliosi che questo mezzo riporti il ricordo di Fernando che ha incarnato appieno, in un tutt’uno, le due anime di Alpino di socio SOS. La persona giusta a cui dedicare questo sodalizio. Essere e sentirsi parte di una comunità è insito nel nostro sentirci Alpini. Lo ricorda un striscione che è esposto nella baite della provincia e che è stato creato in occasione dei 100 anni della sezione di Verona, avvenuti l’anno scorso proprio nel pieno della pandemia.” Lo striscione che indica il Presidente Bertagnoli è presente anche nella baita di Lugagnano e riporta la seguente frase: ”100 anni di braccia tese che non chiedono, ma offrono”. A concludere la bella cerimonia la benedizione del mezzo da parte del Co-parroco di Lugagnano Don Pietro Pasqualotto. Un ottimo lavoro di squadra ha permesso di arrivare a questo risultato: la sapiente mediazione del capogruppo di Lugagnano Fausto Mazzi, la significativa disponibilità del Consiglio di Sezione di ANA Verona, il preciso e competente lavoro organizzativo del segretario SOS Giordano Cordioli e l’appassionata disponibilità dei collaboratori SOS Davide, Nicola e Manuel. Fare rete per fare squadra!  Alfredo Cottini.

Articolo presente sul n. Anno 10 - Numero 2 Notiziario Bimestrale Marzo/Aprile 2021 "La baita del Lugagnan".

Sabato 02 gennaio 2021 il Gruppo di Lugagnano è partito alla grande con la consegna sul territorio di Lugagnano del periodico comunale “IL NOSTRO COMUNE - COMUNICHIAMO CHIARO” a fronte di un contributo. Notevole l’adesione nella distribuzione, questo a dimostrazione che il Gruppo, nonostante le difficoltà del momento, ha saputo reagire facendo squadra, ma soprattutto abbiamo dimostrato che il gruppo è vivo e questo è molto importante. In tre ore, eravamo talmente in tanti, che abbiamo finito la consegna a tutte le famiglie del paese. Lo ritengo un segnale positivo, ma speriamo in una ripartenza delle attività del Gruppo! Un grazie anche ad alcuni componenti del coro “Amici della baita” che si sono resi disponibili. Grazie a tutti! Fausto Mazzi

Ancora fermi.... Carissimi alpini ed amici, ancora una volta il gruppo alpini di Lugagnano causa il covid ha dovuto fermarsi ed alzare bandiera bianca almeno fino al 3 dicembre, mai nella nostra lunga storia abbiamo avuto un così lungo distanziamento non solo fisico ma anche di affetti. Annullare tutte le attività, credetemi non è stato facile ma a fronte dei numeri della pandemia, bisogna essere coscienti e pensare prima di tutto alla nostra salute ma anche a quella degli altri.

Il giorno 2 Luglio scorso ha posato a terra lo zaino andando avanti nel paradiso di Cantore l’ex capogruppo Arnoldo Cristini classe 1934, orgoglioso di aver fatto parte del gruppo Asiago. Prendere il suo posto nel lontano 2002 non è stato semplice, anche perché ha condotto il gruppo per ben 33 anni. Ho sempre avuto una ammirazione per Arnoldo fin dal giorno della mia iscrizione al gruppo di Lugagnano.

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RITORNO ALLA NORMALITA’.......

Vorrei iniziare questo mio pensiero ricordando chi ha perso la vita causa il coronavirus, la memoria va ad alcuni soci e a familiari di altri soci che non ce l’hanno fatta, non voglio fare elenchi per non dimenticare qualche nome, ma quando arrivava la notizia, ahimè, per il gruppo era un momento triste non poter essere presenti all’ultimo saluto. Ma sarà nostro impegno, appena l’emergenza terminerà in accordo con i gruppi della zona Mincio, fare una cerimonia in ricordo di tutti gli alpini ed amici che sono andati avanti. Da settimane le nostre vite sono sconvolte dalla pandemia, tutti i mezzi d’informazione non parlano d’altro e sicuramente nel prossimo futuro continueremo a subirne le conseguenze. Stiamo vivendo una delle peggiori tragedie degli ultimi anni, mai prima d’ora la nostra generazione si è trovata di fronte ad un evento così devastante che sicuramente ci porterà a cambiare radicalmente le nostre abitudini di vita, non voglio entrare nel merito dell’economia, della salute, della politica e delle relazioni, lascio le considerazioni agli esperti dei vari settori.

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Ritorno nella terra delle Aquile

Sabato 22 giugno 2019 il gruppo legato alla missione in Albania per la ristrutturazione del ponte sul fiume Kiri è ritornato a Scutari per mettere una targa in ricordo di quanto fatto nel giugno del 2018. La comitiva formata da Ferrari Giglio, Luca Cordioli, Ilario Bombieri, Ilario Peraro, Umberto Zanon, Fiore Costantino, Fortunato Gastaldelli e Fausto Mazzi, è partita dall’aeroporto di Villafranca con il volo delle 14,25 diretto a Tirana; all’arrivo ad attenderci abbiamo trovato suor Bardha e suor Fatjona, sono stati momenti di vera commozione con le sorelle, suffragati da un abbraccio intenso a conferma del grande legame. Ma il motivo più importante di quel fine settimana è stata la visita all’associazione “PROGETTO SPERANZA” di Scutari che ha il compito di assistere 60 casi di disabilità diverse, comprendente ragazzi abbandonati e con deficit psichici.

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Prevenzione e cura dei tumori femminili in Benin (Africa)

Sabato sera 23 Novembre 2019 ci siamo trovati assai numerosi presso la Baita del Gruppo Alpini di Lugagnano di Sona. Con la loro proverbiale ospitalità, gli alpini ci hanno accolti per una serata di presentazione di un progetto sanitario a scopo benefico, promosso ancora lo scorso anno 2018, presso l’ospedale di Bembèrèkè (Benin) in Africa Occidentale, su iniziativa della ginecologa Dr.ssa Paola Pomini di Verona. Finalità della serata, da parte della Dr.ssa Pomini e di alcuni suoi collaboratori, era di proiettare e illustrare un breve video che desse l’idea del notevole stato di precarietà sociale e sanitaria del Progetto che stanno accompagnando, con la novità per questo Dicembre 2019 di programmare un secondo intervento, sempre a titolo di puro volontariato, di circa dieci giorni. All’ospedale di Bembèrèkè li stanno aspettando a braccia aperte, soprattutto le donne a rischio di tumori genitali. Ciò detto, la serata di Sabato 23 novembre è stata una occasione provvidenziale per raccogliere fondi tra i presenti, che consentano il viaggio della squadra di quest’anno e l’approvvigionamento di farmaci e attrezzature sanitarie indispensabili. A conclusione dell’incontro, conoscenti e simpatizzanti hanno potuto intrattenersi e dialogare amichevolmente con la Dr.ssa Paola Pomini e anche con i colleghi e collaboratori che andranno questa volta con lei o la appoggeranno qui da Verona: Dr. Davide Lombardi, Dr. Luca Bertolaso, Dr. Andrea Lupi, Dr.ssa Stefania Marocco e la coordinatrice Anna Rosa Fioretta. Al rientro dal loro viaggio di solidarietà nel Benin, contiamo di parlare con i nostri compaesani di Lugagnano che hanno promosso il sostegno a questo Progetto, per essere informati degli esiti ottenuti. I sostenitori del Progetto Sanitario del Benin.

I ragazzi delle scuole medie, una visita gratificante!

Una sfida per il nostro museo, al giorno d’oggi, è quella di attirare gli adolescenti. Essi hanno bisogno di attenzioni particolari, apposite metodologie, azioni didattiche mirate, per questo motivo noi alpini offriamo visite guidate concordate con gli insegnanti su argomentazioni e programmi con loro condivisi. Nel mese di aprile due classi della terza media della Scuola Anna Frank, accompagnate da alcuni insegnanti, sono venute a far visita al nostro Museo. I ragazzi hanno trascorso circa due ore della loro mattinata, ore in cui hanno potuto ammirare i reperti di un mondo istruttivo, e grazie anche al nostro aiuto hanno potuto scoprire nozioni e curiosità a loro sconosciute. In particolar modo ad attrarre i ragazzi sono stati i reperti bellici e le radio militari, mentre le ragazze hanno preferito la zona ove sono raggruppati gli attrezzi agricoli, la parte con oggetti della vecchia chiesa e le vetrine dedicate alle macchine da cucire di un tempo. La visita al museo ha rappresentato per i ragazzi un’ottima occasione per trascorrere un po’ del loro tempo in modo istruttivo, l’ambiente museale ha offerto un’esperienza di apprendimento ed approfondimento di materie spesso a loro sconosciute e diverse dall’abitudinario scolastico, alcuni di loro si sono promessi di ripetere la visita al museo con le proprie famiglie. Sarebbe importante per i ragazzi visitare il museo con i propri cari, con genitori e nonni che si trasformerebbero in formidabili guide nel riscoprire le cose che avevano conosciuto da giovani nella convinzione che fossero andate perdute.  Albino Turata

Giornata con il gruppo “Primavera”

in Novembre si è tenuto il tradizionale appuntamento con il gruppo “Primavera“, ormai punto fermo del nostro calendario associativo e siamo orgogliosi di aver ospitato nella nostra baita un’associazione che considero una della più importanti della nostra comunità. Per noi alpini è stato un momento di riflessione, di verifica, ma aggiungo anche un dovere rimanere vicini ai nostri amici e a tutti i volontari facendo loro trascorrere un pomeriggio diverso, dove i ragazzi diventano i primi attori. Sicuramente per noi alpini è un valore aggiunto che consente una maggiore partecipazione alle attività sociali del gruppo. Un caloroso ringraziamento mi sento di rivolgerlo al presidente Stefano Zanoni e a tutti i volontari del gruppo Primavera che occupano le loro ore libere al sostegno di queste persone, compito difficile ma direi anche professionale, capaci di unirsi per affrontare un problema comune. Alla festa ha partecipato anche Don Pietro e alcune suore; numerose le testimonianze, come lettere e disegni dei ragazzi verso il nostro mondo alpino, alcune di queste molto forti anche dal punto di vista emotivo, la giornata si è conclusa con alcune cante alpine cantate assieme e nello spirito che anima la nostra associazione. Grazie Stefano e a tutti i volontari con un arrivederci a novembre. scarica il notiziario

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