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30/10/2018 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
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Progetto sperimentale con l’approvazione del ministero Studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi hanno concluso un’esperienza pilota con Il coinvolgimento delle sezioni Ana della ...
28/10/2018 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
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alpini a...scuola (S.Martino Buon Albergo)

Lunedì 29 Aprile il gruppo alpini di San Martino Buon Albergo in collaborazione con il Circolo Culturale "M. Balestrieri" della sezione ANA Verona, ha proiettato presso le classi della scuola primaria di secondo grado il film/documentario messo a disposizione dal Centro Studi ANA Verona e rivolto in modo particolare ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di secondo grado. Tema dell'argomenento trattato in classe assieme al personale docente, 1940-1943 Africa Settentrionale – El Alamein

In occasione del 70°anniversario di fondazione, il gruppo alpini Marcellise ha organizzato la serata culturale dal titolo: "PER NON DIMENTICARE ",

il giorno 16 marzo alle ore 21.00 presso il teatro E. PERONI in San Martino Buon Albergo.

 

Gara Production Carabina Lr22

Gara Production Carabina Lr22

Il gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto in collaborazione con il TSN di Verona, sotto l’egida del GSA della Sezione ANA di Verona organizza una gara promozionale aperta a tutti  "Gara Production Carabina Lr22"  Sabato 22 – Domenica 23 Settembre 2018 .

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori piazzamenti di ben sette categorie e i migliori tre risultati, Alpini, concorreranno ad aggiudicarsi la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, con esclusione del Gruppo organizzatore, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni, di Verona. È obbligo, per gli Alpini, di presentarsi alla due giorni di gara e alle premiazioni, di domenica, con il cappello in testa.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Responsabile GSA SGL Provedelli Claudio Tel. 045/9250848

Corresponsabile GSA SGL Perbellini Aldo Cel. 347.6014995

Segretario GSA SGL Ciocchetta Giampietro Cell. 347.9952532

 

Il Piave mormorò...

Sabato 3 Novembre presso la baita degli alpini di Colognola ai Colli, a chiusura delle commemorazioni per il centenario dalla fine della Grande Guerra, verrà proiettato il film: "Il Piave mormorò..." di Angelo Rizzoli.Il film comincia dall'intervento in guerra dell'Italia (1914) per passare poi in rassegna i fatti più drammatici del lungo conflitto: Montenero, San Michele, Carso, Adamello, Gorizia, Podgora, Trentino, ecc. Seguono poi alcune sequenze dedicate alla traversata dell'Isonzo, quindi l'entrata in Gorizia, la guerra in Cadore, la battaglia della Bainsizza, la rotta di Caporetto, la ritirata sul Piave ed i successivi fatti d'arme, fino alla vittoriosa conclusione di Vittorio Veneto. Non mancano inserti dedicati, oltre che alle truppe di terra, all'attività bellica della marina e dell'aviazione. 

Concerto corale con i canti di Bepi De Marzi organizzato dal gruppo alpini di Marcellise.

Il concerto corale verrà eseguito dal coro scaligero dell’Alpe e presentato dall’Autore Bepi De Marzi, nella Chiesa della Cattedra di San Pietro - Marcellise (VR)  Sabato 24 Novembre 2018 - ore 20,45

Il Gruppo Alpini di Bussolengo organizza la 48a Edizione della "Corsa

Campestre Alpina" denominata "Coppa Città di Bussolengo" e "Trofeo

Gruppo Alpini Bussolengo" patrocinata dal Gruppo Sportivo Alpini.

La gara è individuale ed è riservata ad Alpini iscritti alle Sezioni A.N.A.

in regola con il tesseramento 2018 ed Amici degli Alpini.

I Partecipanti alla gara Alpini saranno suddivisi nelle seguenti categorie:

1a cat. - Nati nel 1968 e successivi - percorso lungo

2a cat. - Nati dal 1958 al 1967 - percorso lungo

3a cat. - Nati dal 1948 al 1957 - percorso corto

4a cat. - Nati dal 1947 e precedenti - percorso corto

I partecipanti alla gara Amici e Simpatizzanti disputeranno la corsa con

categoria UNICA con percorso lungo.

Le partecipanti alla gara femminile disputeranno la corsa con categoria

UNICA con percorso corto.

Quest'anno ci saranno nuovi percorsi, quello lungo sarà di km 11,600

e il corto di km 7,000.

La partenza alle ore 8.30 sarà data in linea per tutte le

categorie da via S. Maria (di fronte alla Sede Alpini).

Le iscrizioni:

  • per i gruppi: entro le ore 16 del 29/09/2018 inviando una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • per tutti: entro le ore 16 del 29/09/2018 direttamente presso la sede Alpini Bussolengo - 348 0025525 - 348 7435858

Premi

  • Ai 3 migliori classificati di ogni categoria
  • Trofeo "Gruppo Alpini di Bussolengo"
  • Coppa "Città di Bussolengo"
  • Verranno premiati inoltre tutti i gruppi Alpini

partecipanti, con almeno n° 3 atleti classificati.

(Fonte: l'Arena) Grossi elicotteri militari ad una e a due eliche e mezzi della Protezione e civile: nessuna emergenza tra Verona e il Monte Baldo ma la seconda giornata di Vardirex, l'esercitazione nazionale che affianca Forze armate, Alpini ed il Dipartimento della Protezione civile. Il veronese, in particolare l'area di Caprino e di Ferrara di Monte Baldo, è lo scenario di una delle tre maxi emergenze simulate in contemporanea sul territorio nazionale.

Nella simulazione ieri sera il veronese è stato l'epicentro di una violentissima scossa si terremoto. La macchina dei soccorsi si è messa in moto, dunque, per fronteggiare questa calamità che, nella "sceneggiatura" dell'esercitazione, è accompagnata anche da un meteo decisamente avverso con violente ed intense piogge. Il sisma simulato ha compromesso seriamente infrastrutture e viabilità e causato sei vittime oltre a numerosi feriti. I nubifragi, dal canto loro, hanno innescato frane e smottamenti.

Lo scenario di oggi si aggrava ulteriormente perché alcuni degli ospedali dell'area risultano inagibili: il post terremoto ed il perdurare del maltempo rendono dunque necessario adottare rimedi d'emergenza. Per questa ragione, attraverso una staffetta tra Aeronautica militare ed Esercito, arrivato prima a Verona e poi a Caprino un ospedale da campo leggero partito in volo da Bologna. L'ospedale è al campo sportivo di Caprino, mentre il Genio guastatori viene allertato per far fronte a diverse richieste di intervento. Questo, dunque, lo scenario odierno ma domani si annuncia una giornata ancora più complicata per la macchina dei soccorsi.

Vardirex, acronimo di Various disaster relief management exercise, per la prima volta mette a sistema l'interazione tra forze armate e volontariato di Protezione civile. L'esercitazione, che su piano nazionale coinvolge 800 persone, è coordinata dall'Ana e dalla unità operativa di Protezione civile della Provincia di Verona.

La nostra città è stata scelta come location della cabina di regia nazionale dell'esercitazione e anche per questa ragione nella giornata di sabato interverranno anche Angelo Borrelli (capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale) ed il generale Salvatore Farina (Capo di Stato Maggiore dell'Esercito). Gli altri scenari d'emergenza approntati per Vardirex sono in Piemonte (alluvione) ed Abruzzo (terremoto).

Paola Dalli Cani

Gara di tiro “Production”, Carabina Lr 22, 22/23 settembre, il “nuovo che avanza”.

“Il nuovo che avanza”, con questa semplice frase e dopo vi spiego perché, voglio iniziare la cronaca della due giorni di tiro di carabina Lr 22 “Production”, svolta presso il TSN di Verona, gara organizzata dal sottoscritto al pari di Claudio Provedelli e Aldo Perbellini, a nome e per conto del Gruppo Alpini di San Giovanni Lupatoto.

Oltre duecento prestazioni di tiro, sabato 22 e domenica 23 settembre us, hanno visto un susseguirsi continuo di atleti avvicendarsi sulle linee messe a disposizione del TSN cittadino, come gli altri anni atleti della nostra provincia ma anche da Trento, da Vicenza e da Lecco si sono “divertiti” in prestazioni che a volte erano una conferma della bravura del singolo partecipante ma a volte si sono dimostrate delle sorprese, a volte erano delle semplici prestazioni fini a se stesse, se non per la soddisfazione personale e molte altre volte erano finalizzate al raggiungimento del massimo punteggio possibile in quanto c’era in ballo il risultato di Gruppo, il dover/voler primeggiare in una gara con “sano” agonismo sportivo.

La competizione per il posto più alto del podio, su 20 Gruppi partecipanti, manco a dirlo ha visto lottare sino in fondo il Gruppo di Avesa e il Gruppo organizzatore e sul filo di lana, con uno scarto minimo di punti ha vinto San Giovanni Lupatoto, ponendo al terzo posto del podio, dopo appunto Avesa, il Gruppo Alpini di Badia Calavena e vedendo posizionarsi al quarto posto l’emergente Palù.

E qui entra il ballo il “nuovo che avanza”, è stato grazie alla capacità di un bravo e giovane Capo Gruppo, nonché Consigliere Sezionale, Demis Zamperlini, che sapendo stimolare nel modo giusto i giovani Alpini del suo paese e portandone un nutrito numero al TSN, che un Gruppo emergente, come il suo, si è meritato di aggiudicarsi il Trofeo offerto da Stefano Franchi e messo in palio da noi organizzatori per chi sarebbe stato in grado di portare sulle linee di tiro il maggior numero di Alpini; per dovere di cronaca Palù è giunto a pari merito di Avesa ma di concerto si è voluto premiarlo per rendere merito a loro giovani; i nomi dei partecipanti in ordine di alfabetico sono, Broggio Tommaso, Maestrello Aldo, Montagna Paolo, Poletto Oscar, Turrini Michele, bravi.

Al momento dei discorsi ha preso la parola Castellani Andrea, in rappresentanza del TSN ospitante plaudendo gli organizzatori per l’impegno profuso nell’organizzare una bella gara che ha attirato numerosi atleti e infine io che nella duplice veste di delegato allo sport Sezionale e portavoce degli organizzatori, ho voluto, riportare i saluti del responsabile allo sport e dei vertici dell’A.N.A. Sezionale , ringraziare i partecipanti, compiacermi nella bella riuscita della manifestazione, nonché sottolineare l’importanza che svolge lo sport nell’ambito aggregativo, l’importanza che ricopre come divulgazione dei sani principi e l’importanza che ha nel tenere alto l’interesse del mondo sportivo Alpino.

Qui sotto i primi cinque Gruppi classificati:

  • Primo Gruppo classificato San Giovanni Lupatoto con 553 punti;
  • Secondo Gruppo classificato Avesa con 550 punti;
  • Terzo Gruppo classificato Badia Calavena con 493 punti;
  • Quarto Gruppo classificato Palù con 492 punti;
  • Quinto Gruppo classificato Calmasino con 483 punti.

In calce i primi tre atleti classificati per le varie categorie:

  • Categoria Maestri:
  1. Castellani Enzo, 184/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  2. Zamboni Giorgio, 181/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  3. Castellani Andrea, 176/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto.
  • Categoria Alpini “1” classe:
  1. Scardoni Bruno, 188/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  2. Provedelli Claudio, 180/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  3. Bonetti Attilio, 180/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto.
  • Categoria Alpini “2” classe:
  1. Dal Forno Gabriele, 184/200, Gruppo Alpini Tregnago;
  2. Frapporti Gianluca, 176/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  3. Ferro Claudio, 168/200, Gruppo Alpini Q. Indipendenza.
  • Categoria Veterani:
  1. Pavan Lorenzo, 186/200, Gruppo Alpini Avesa;
  2. Brunelli Luciano, 182/200, Gruppo Alpini Avesa;
  3. Zonato Livio, 182/200, Gruppo Alpini Avesa.
  • Categoria Amici:
  1. Pippa Giobatta, 182/200, Gruppo Alpini Bardolino;
  2. Zenari Renato, 177/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  3. Bortoletto Luca, 177/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto.
  • Categoria Amiche/Allievi:
  1. Scardoni Franca, 172/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  2. Pasini Maria Teresa, 168/200, Gruppo Alpini Calmasino;
  3. Anzi Davide, 168/200, Gruppo Alpini Badia Calavena.
  • Categoria Open:
  1. Scardoni Bruno, 195/200, Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto;
  2. Bragagna Giorgio, 195/200, Sezione Alpini Trento;
  3. Trentini Renato, 192/200, Sezione Alpini Trento.

Ciocchetta Giampietro Gruppo Alpini San Giovanni Lupatoto

42 "Pesca verde"

42° "Pesca verde" gara di pesca organizzata dagli Alpini di Colà presso il "Paradiso selvaggio, pesca sportiva 3 laghi”, Loc. Vegri (ex due Laghi) - Lazise" e prevista per domenica 28 ottobre.

Gara individuale aperta a tutti - max. 68 singoli

La gara avrà luogo il giorno 08 Aprile 2018 presso il “Laghetto AL MAGLIO” di San Martino B.A.

ORARIO DELLA MANIFESTAZIONE

Raduno ore 07.00, sorteggio ore 07.30, inizio gara ore 08.00. La gara si svolgerà in 8 turni:

1° TURNO       10 minuti                                              5° TURNO             10 minuti

2° TURNO       15 minuti                                              6° TURNO             15 minuti

3° TURNO       15 minuti                                              7° TURNO             15 minuti

4° TURNO       15 minuti                                              8° TURNO             15 minuti

Per ogni singolo concorrente verranno immessi Kg. 2,5 di trote suddivise in due lanci. Il primo lancio verrà effettuato prima della gara, il secondo lancio durante la pausa per la colazione offerta dal gruppo alpini.

REGOLAMENTO

Esche consentite: vermi di terra e d’acqua, larve del miele, tebo, caimani, tarme della farina, uova di salmone e polistirolo.

E’ vietato l’uso di: bigattino, esche metalliche, artificiali, pasta, aola viva o morta, sardella e la pasturazione. Le esche vietate non potranno essere portate sul campo di gara, pena la squalifica.

I concorrenti possono avere più canne aperte, armate e innescate. Le trote al segnale di fine turno devono essere fuori dall’acqua per essere considerate valide. La classifica verrà effettuata in base alla somma del peso + n° di catture (1 punto a grammo + 1000 punti al pesce). Del pesce catturato è valida solo la trota. La gara si effettuerà con qualsiasi condizione atmosferica. Il Gruppo Alpini di San Martino B.A. e il laghetto AL MAGLIO declinano ogni responsabilità in merito a danni a cose e a persone, prima, durante e dopo la manifestazione.

ISCRIZIONI

Le iscrizioni accompagnate da € 20,00 per concorrente dovranno pervenire entro il 06 Aprile 2018 presso la sede del Gruppo Alpini di San Martino B.A. nei giorni di domenica (mattino) o direttamente al Sig. PASETTO GIANCARLO (tel. 045 992534 – 340 9316350) o al Sig. ZAMBELLI RENATO (tel. 329 8838919).

PREMI

Sono previsti premi di natura enogastronomica per i primi 15 pescatori classificati.

Al PRIMO Gruppo classificato sarà assegnato il Trofeo “Cirillo Fiorentini”, i successivi gruppi classificati dalla seconda alla decima posizione saranno premiati con coppe.

Ai fini della classifica per la conquista del trofeo “Cirillo Fiorentini” sarà valido il pesce pescato dai primi 3 migliori alpini di ogni gruppo.

Gli eventuali reclami per essere considerati validi dovranno essere manifestati al giudice di gara entro e non oltre 15 minuti dall’esposizione delle classifiche ed accompagnati dalla somma di € 20,00 (restituibili solo in caso di accoglimento del reclamo).

Pellegrinaggio sezionale a passo Fittanze

Le sezioni ANA di Verona e Trento congiuntamente, organizzano per Domenica 16 Luglio a Passo Fittanze (Erbezzo) il Pellegrinaggio di Passo Fittanze. Il Programma prevede: ore 09.30 Ammassamento, ore 10.00 Inizio sfilata al monumento, ore 10.30 saluto delle autorità presenti, ore 11.00 S. Messa officiata da Monsignor Giuseppe Zenti Vescovo di Verona e Don Rino Massella Cappellano della Sez. ANA di Verona. Accompagneranno la manifestazione la banda cittadina di Grezzana ed il coro "la sengia". Si fa avviso che la strada di passo Fittanze potrebbe essere chiusa al traffico dalle ore 10.00 alle ore 12.00 per la cerimonia alpina.

83° Campionato Nazionale ANA Sci da Fondo

83° Campionato Nazionale ANA Sci da Fondo 

Un numeroso gruppo di Alpini della Sezione di Verona è salito sabato 17 febbraio 2018 in Val Chisone per l’83° Campionato Nazionale A.N.A. di Sci di Fondo. Ci attendevano le piste delle Olimpiadi Invernali del 2006 sulle nevi di Pragelato, città che ci ha accolto facendo onore al suo nome e alternando neve, pioggia, vento e una fitta nebbia. Nonostante il freddo fosse davvero pungente, la fanfara di Pinerolo ha accompagnato i vessilli delle 41 sezioni partecipanti e gli atleti venuti da ogni parte dell’Italia nel rendere onore ai caduti, sfilando tra le strette viuzze dei paesi della valle.

Circondati da numerose autorità del territorio, emozionati e giustamente orgogliosi, il Sindaco della Città di Pragelato - Monica Berton, e il Presidente della Commissione Nazionale Sport ANA - Mauro Buttigliero, hanno aperto ufficialmente la competizione, scaldando con le loro parole il cuore dei presenti. A completare l’opera hanno pensato gli Alpini della vallata con un ottimo, apprezzatissimo brulé, preparato in una vecchia e suggestiva cambusa da campo.

            La domenica mattina un piacevolissimo sole ha fatto capolino dalle montagne, scaldando l’aria e dando il via al più antico dei campionati sportivi dell’Associazione Nazionale Alpini. Tra scenari davvero suggestivi hanno preso il via 290 atleti alpini, 40 soci aggregati e 4 alpini in armi.

            Gli atleti alpini della Sezione di Verona, Tanara Francesco (9° classificato cat. A4) – Corradi Stefano (4° classificato cat. A2) – Marconcini Giampaolo (20° classificato cat. A5) – Angelini Giovanni (11° classificato cat. B8) e Tanara Attilio (13° classificato cat. B9), hanno inserito il nostro Gruppo al 15° posto su 41 Sezioni partecipanti.

            Forse però la soddisfazione maggiore ce l’ha regalata il più giovane degli iscritti, Tanara Mattia, l’unico classe 2000, che ha gareggiato per la prima volta in un Campionato A.N.A. sulla stessa pista del padre e del nonno, ed è salito sul podio per un meritatissimo 3° posto nella cat. A6 Soci Aggregati.

            Un grazie a tutti i nostri sciatori per l’impegno profuso e un arrivederci alle prossime Alpiniadi.

                                                                                                          Enrico Corghi

Record di partecipazione al Trofeo Fiorentini

Dopo anni di grandi soddisfazioni dovute alla splendida cornice fornita dal laghetto Al Maglio e all’ottima resa (anche quest’anno oltre il 95%), alle giornate sempre assolate, all’organizzazione attenta in ogni dettaglio - anche per l’adeguata colazione alpina - e dovute soprattutto ad una costante ed elevata partecipazione, proprio per quest’ultimo aspetto l’edizione 2018 della gara di pesca organizzata dal Gruppo di San Martino è da considerarsi speciale. Come dire: tutto esaurito!

Sono stati infatti ben 69 gli appassionati pescatori che si sono sfidati per la vittoria della Classifica Singoli e della Classifica Gruppi con l’assegnazione del Trofeo Fiorentini al Gruppo di  Santo Stefano di Zimella.

La grande partecipazione si estende anche alla cornice di pubblico, allo staff organizzativo impegnato sia per garantire il regolare svolgimento della competizione sia per allestire il ristoro, ai rappresentanti Sezionali – presente in prima persona il Consigliere Marco Rambaldel, Presidente della Commissione Sport – e dell’Amministrazione comunale di San Martino, presente quasi al completo, per testimoniare la vicinanza al Gruppo e per ringraziare per l’impegno con cui gli alpini operano quotidianamente sul territorio.

Un plauso particolare va al responsabile Sport del Gruppo di San Martino, il consigliere Giancarlo Pasetto, che da anni garantisce il successo della manifestazione sportiva e al socio Maurizio Beveresco per la professionalità con cui dirige le operazioni di gara. Un ringraziamento è dovuto infine anche agli amici dell’Associazione Radioamatori di San Martino per l’allestimento dell’impianto audio a servizio della competizione.

Classifica Singoli:                                                     

1° classificato Agostino Cattafesta                 

2° classificato Matteo Da Campo                                           

3° classificato Paolo Dal Bosco                                             

Classifica Gruppi:

1° classificato Santo Stefano di Zimella

2° classificato Marcellise

3° classificato Borgo Roma

(Giuliano Zusi - gruppo alpini San Martino B. A.)

Dichiarazione dei redditi: 5 per mille dell'Irpef alla Fondazione ANA Onlus

Grazie ai provvedimenti in materia di legislazione finanziaria è possibile destinare, oltre all'8 per mille (allo Stato, alla Chiesa cattolica, ecc.) un ulteriore 5 per mille dell'Irpef a organizzazioni senza fini di lucro.

Chiunque, iscritto all'ANA o anche non iscritto può indicare questo ulteriore contributo nella sua prossima dichiarazione dei redditi, precisando il

numero di codice fiscale che è 97329810150.


La Fondazione ANA Onlus , rientra tra quante possono ricevere questo ulteriore contributo. La Fondazione è stata costituita dall'ANA per sostenere iniziative di assistenza e solidarietà, sviluppare e promuovere attività di Protezione civile e interventi medico campali dell'ospedale da campo ANA, per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed umano della montagna.

Medico chirurgo forlivese con la passione della fotografia, Pio Bertini nel 1915 fu richiamato alle armi tra gli alpini del “Gemona” con il ruolo di medico della 71a compagnia e responsabile dei posti di medicazione avanzati e degli ospedali di prima linea in Val Dogna. Da quell’osservatorio privilegiato egli poté vedere e vivere il contesto ambientale, gli eventi bellici, i momenti di serenità, i drammi e le sofferenze che dovettero subire i nostri alpini e più in generale i soldati sul fronte carsico nella prima tremenda guerra totale che coinvolse l’intero popolo italiano. Tutto questo crogiuolo di un’umanità umile, semplice e sofferente egli immortalò con la sua macchina fotografica in centinaia di istantanee, che raccolse in un album acquerellato dal profugo Luigi Parolini, perché fosse crudo e commosso documento per i posteri. Rimaste a lungo inedite, tali immagini, restaurate e corredate da ampie e attente didascalie, sono venute finalmente alla luce  in bel volume curato dagli studiosi Luigi Melloni, Giovanni Vinci e Paolo Andrea De Monte e dato alle stampe quest’anno dall’editore Carta Bianca di Faenza (160 pagine, euro 20). L’opera, impreziosita dall’intensa presentazione del vescovo di Imola mons. Ghirelli, costituisce un eloquente documento della grande guerra, che parla agli occhi e all’anima; è arricchito dal breve diario del medico Bertini e dalle note autobiografiche del figlio suo Fernando, sottotenente alpino della “Julia”, ferito in Albania nella seconda guerra mondiale. La segnalazione dell’opera ci è giunta dal socio Renato Caloi, che ringraziamo. V.S.G.

Sacrario Militare di Verona

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Centro Studi ANA Verona

OGGETTO: SACRARIO MILITARE, IL CENTRO STUDI DELLA SEZIONE VERONESE ANA E I RAGAZZI DELLA 5ª D E 5ª BSA DEL LICEO COPERNICO RIPORTANO ALLA LUCE LE STORIE DEI 4MILA CADUTI

Morire a ventun anni di malattia, a oltre mille chilometri di distanza da casa. Possono sembrare drammi di un passato remoto, ma succedeva appena cento anni fa proprio a Verona, in uno dei tanti ospedaletti da campo allestiti dall'esercito impegnato a combattere nella Grande Guerra. Un conflitto su cui sono stati puntati i fari dell'Associazione Nazionale Alpini, in occasione delle commemorazioni del Centenario. Anche quest'anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, l'ANA ha lanciato il concorso «Il milite non più ignoto» rivolto agli studenti delle scuole di tutta Italia. Gli studenti possono «adottare» un monumento ai Caduti presente nel proprio territorio e attraverso il recupero dei dati e delle informazioni dei nomi incisi sulle lapidi, partecipare al bando con una propria ricerca storica. C'è tempo fino al 31 marzo 2018 per partecipare e gli interessati possono trovare tutte le informazioni all'indirizzo internet www.milite.ana.it.
A Verona, il Centro Studi della sezione Ana presieduto da Giorgio Sartori è a disposizione per assistere professori e ragazzi. Proprio come accaduto per il progetto che ha interessato gli alunni della 5ª D e 5ª BSA del liceo Copernico con le professoresse Barbara Barana e Katia Menegolo. «Abbiamo voluto riportare alla luce il patrimonio di immenso valore storico del Sacrario Militare del Cimitero Monumentale - spiega Sartori -. Un sacrario che raccoglie le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra». Storie che i ragazzi del liceo Copernico e i volontari del Centro Studi hanno recuperato attraverso un paziente e certosino lavoro di ricerca. Partendo da informazioni davvero scarne: le incisioni sulle lapidi che riportano esclusivamente grado, cognome e nome. «Oggi conosciamo anche paternità, luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, luogo e data di morte di quei soldati - racconta con orgoglio Sartori -. Un censimento che ha certificato come la prima causa di morte non sia stata la battaglia in sé, quanto le epidemie dovute a condizioni di vita estreme». L'87% delle circa 4mila vittime ricordate al Sacrario Militare, sono infatti decedute a causa di malattie nei vari ospedali e ospedaletti da campo allestiti tra città e provincia, da Gazzo a Custoza, da Santa Maria di Zevio a Legnago. «La nostra ricerca proseguirà per conoscere ancor più nel dettaglio ubicazione e dimensione di queste strutture sanitarie» rivela il presidente del Centro Studi. Nel Sacrario veronese riposano soldati provenienti da tutta Italia, in particolare ragazzi siciliani, calabresi e sardi, ma anche toscani, emiliani e piemontesi. Come Luigi Cordera, nato ad Aidone in provincia di Enna il 7 dicembre 1897, soldato del 6° Reggimento di Fanteria morto il 28 febbraio del 1918 in un ospedale da campo in città a seguito di una malattia. O Dante Masciarelli, soldato abruzzese del 18° Reggimento Artiglieria, spirato in un letto di ospedale la sera della vigilia di Natale del 1918, a soli 35 anni. O ancora, Ubaldo Terzano, fante piemontese, morto per le ferite riportate in un combattimento il 19 luglio del 1916. Il più giovane soldato è Vitaliano Binidi nato a Mergo in provincia di Ancona il 27 Ottobre del 1900 appartenente al 79° Reggimento di Fanteria, morto a Verona il 20 Aprile 1918 per malattia. «Circa il 70% dei soldati censiti è morto nel 1918 - conclude Sartori -. Il nostro Centro Studi renderà pubblici questi dati a breve sul sito della sezione (www.anaverona.it) per allargare ulteriormente la ricerca. Il nostro sogno è quello di permettere ai parenti di questi caduti per la patria di poter mettere un fiore sulla loro lapide».

Olindo Ermini, alpino poeta

(V.S.G.) Gli alpini di Volon, capogruppo Tognettini in testa, ricordano con affetto e commozione la bella figura di Olindo Ermini, il capitano alpino che nei decenni scorsi fu poeta ufficiale della Sezione veronese e che in quella tranquilla frazione di Zevio amò vivere con la moglie Maria Damiani e la famiglia. Là egli aveva trovato la serenità e la quiete per il suo “vecio cor d’alpin”, come scrisse in una bella poesia dedicata al paese. Ai più giovani il suo nome è forse poco noto e proprio per questo ci pare opportuno parlare di lui in questa rubrica dedicata alla poesia alpina. Olindo era nato a Verona il 12 novembre 1897 da Ottavio, capitano alpino che fu richiamato nella grande guerra e vi aperse la vita. Olindo, partito volontario nella medesima guerra, ebbe il comando del plotone arditi del battaglione Monte Tonale, 5° Alpini, compì prodezze sull’Adamello, fu gravemente ferito e decorato al valor militare, rimanendo invalido. Divenuto funzionario statale, amò immortalare i sentimenti alpini in versi semplici e intensi, ora briosi, ora commoventi, che pubblicò nella raccolta Ciacole in rima del 1952, composta di 41 componimenti, dedicata al padre; nel 1972 ristampò la medesima raccolta, aggiungendovi 23 poesie nuove, con il titolo Rime scarpone, che dedicò al tenente colonnello Wilfredo Ambrosini. Si spense il 20 settembre 1976.

L’ultima raccolta fu impreziosita dalla presentazione del “vecio colonel” Guido Pasini, e dalla prefazione di Vittorio Bozzini; questi, da scrittore e letterato quale era, esaminò con acume la poesia di Ermini, nella quale, accanto al sorriso bonario, alla battuta scanzonata ed alla nota arguta, sottolineò  la presenza dell’ “attaccamento ancestrale della gente veronese agli affetti puri, forti, sacri per la casa, la terra, la Patria … un sentire fortemente gli ideali belli e santi della vita”.

Tra le poesie, accanto a quelle dedicate agli amici alpini ed a luoghi ed eventi notevoli per la storia delle penne nere, sono particolarmente conosciute ed apprezzate  quelle che tratteggiano con efficacia ancora attuale l’essenza dell’essere alpini consistente nel “volerse ben”, nel sentirsi una famiglia, nell’amare la vita,  i bambini, la Patria e nel sentirsi ringiovanire ogni volta che si indossa il cappello alpino. Di lui ricordiamo la notissima poesia L’alpin, in cui immagina un semplice e toccante colloquio tra nonno e nipotino sull’identità dell’alpino: il nonno spiega che l’alpin l’è el vero fiol de la montagna, che quando passa lui tuto un soriso diventa el mondo , che in guerra l’alpin l’è forte  e in pace l’alpin l’è oro, pronto a iutar l’Italia col lavoro, ed il bambino alla fine mostra d’aver capito tutto  affermando Sì, nono, mi lo so ci l’è l’alpin, / l’alpin l’è l’omo più vissin a Dio.  Chiudiamo questa breve rivisitazione di Ermini, riproponendo una poesia che nella sua semplicità può essere intesa come un lascito testamentario per ogni alpino e per ciascun uomo di buona volontà.

                                                                                                                             Volerse ben

Quando che se catemo tuti uniti,

par confidarse ciacole e pensieri:

“Volive ben, righè sempre driti”

el ne consiglia el nostro Balestrieri:

 

D’amarse e po’ d’andar sempre d’acordo

El ne ripete pura el Capelan:

a ste parole nessun l’è sordo

parché i è dite con el cor in man.

 

Bisognarìa però, che tuti quanti

I  fasesse così come i alpini,

che tuti quei che schei ghe n’à gran tanti

i ghe volesse ben ai più poarini.

 

Par questo mi ripeto volentieri

Ai veci, bocia e tuta l’altra gente

col Capelan, col nostro Balestrieri:

“Volerse ben, butei, no costa gnente!”

Ermini

La stele ai caduti di Santa Lucia Extra

S. Lucia Extra, il borgo situato fuori le mura di Verona, è denominato anche S. Lucia della Battaglia, a ricordo del fatto d’arme che qui si svolse il 6 maggio 1848 tra l’armata Sarda di Carlo Aberto di Savoia e le truppe di Radetzky, nella prima, sfortunata campagna risorgimentale. Proprio all’imbocco del vecchio ingresso del cimitero, teatro dei più aspri scontri di quella giornata, troviamo la stele ai caduti di S. Lucia. Venne inaugurata il 27 giugno del 1920, quando ancora si trovava nella primitiva locazione di via Mantovana n° 6. L’opera, scolpita dall’artista concittadino Ferruccio Recchia è composta da un bassorilievo di marmo bianco raffigurante una raffinata, quanto elegante figura femminile in abito classico. Il capo è leggermente chinato, rivolto verso il basso; qui, ai suoi lati, si trovano incisi i nomi dei caduti. Con la mano destra impugna la vittoria
alata che sostiene con le braccia alzate una corona di alloro ed i piedi gravanti su una sfera. La mano, a sua volta, poggia su un supporto scolpito a forma di libro richiuso. Il libro è il simbolo della scienza e della saggezza, ma richiuso rappresenta anche i limiti dell’uomo rispetto all’onniscienza di Dio. Con il braccio sinistro cinge uno scudo, l’Egida di greca memoria, sotto la cui protezione i nomi dei caduti sono posti. Le pieghe dell’abito, appena sostenute con la mano destra, come cascate d’acqua, scendono lungo la sua snella figura in un pianto di diramazioni, le quali, paiono quasi infrangersi a contatto con i loro nomi. In alto, sopra la testa troviamo la scritta: “S. Lucia, ai prodi suoi figli, caduti per la patria 1915 – 1918”. Due cornici angolari avvolgono la parte alto mediana dell’opera; quella di sinistra con foglie di alloro evocante la pace vittoriosa, quella di destra invece con foglie di quercia, simbolo della forza. In basso, sulla fronte del basamento posto ai suoi piedi, troviamo un’originale riproduzione dell’elmo Adrian costituito da tre segmenti in vetro riproducenti il tricolore. Ai suoi lati, fanno da scorta due daghe con fronde di quercia ed alloro. A questo punto ci sia concesso di aggiungere una precisazione non a tutti nota. Come si può vedere, a fianco della stele, nel 1991 è stata posta una piccola lapide a ricordo dei caduti austriaci tumulati nel cimitero che perirono nella battaglia del 6 maggio 1848. Ebbene, i caduti della parte austriaca erano sudditi di lingua italiana dell’Impero d’Austria, per di più facenti parte di un reparto reclutato nel veronese e nel rodigino: il 45° Reggimento Arciduca Sigismondo, e l’Arciduca era nipote di primo grado di Carlo Alberto stesso. In pratica i nonni di coloro che vengono ricordati sulla stele, erano caduti dall’altra parte nella prima campagna del nostro risorgimento; ma questa è un’altra storia. Luca Zanotti

Bibliografia consultata:
- A.A.V.V. – Un Borgo, Una storia: S. Lucia nel Risorgimento tra ‘700 e ‘800 - Associazione
festeggiamenti Santa Lucia – Verona, 1992. Vol. 3.
- A.A.V.V. – Un borgo, una storia: S. Lucia verso i nuovi quartieri, il 900 – Associazione
festeggiamenti Santa Lucia – Verona, 1994. Vol. 4.

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