Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di ...

Ritorno nella terra delle Aquile Sabato 22 giugno 2019 il gruppo legato alla missione in Albania per la ristrutturazione del ponte sul fiume Kiri ...

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15/11/2019 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
CENTENARIO SEZIONE ALPINI DI VERONA (16- 17- 18 ottobre 2020) Concorso per la medaglia e il manifesto L’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona organizza, per i festeggiamenti del proprio ...
24/09/2019 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Il Tempio Ossario per i Caduti della Grande Guerra apre le porte alla città: il sacrario militare, che ospita le spoglie di circa 4000 caduti del primo conflitto mondiale, sarà visitabile ogni ...

Domenica 24 Novembre 2019 4° camminata con gli Alpini a Pacengo organizzata dagli alpini di Pacengo, Colà e Lazise. 8 km con 4 tappe ristoro: - Azienda Agricola Gatto; - Baita Alpini Colà; - Cantina Bergamini; . Cantina Meneghello. ...

Restauro sede sezionale, al via i lavori

Prende il via l'atteso intervento di restauro della Casa del Capitanio, sede delle Penne Nere scaligere. Il presidente Bertagnoli: «Vogliamo splendere». L'ultimo restauro risale al 1990, anno dell'ultima Adunata Nazionale in riva all'Adige

Gli Alpini veronesi si rifanno il look. Se c'è un simbolo per eccellenza delle Penne Nere scaligere, quello è la Casa del Capitanio, attuale sede della sezione veronese dell'Ana. Un edificio che trasuda storia da ogni pietra e che aveva bisogno di una «ritoccatina». Annunciati da mesi, prendono il via domani gli attesissimi lavori di restauro della sede all'angolo tra via del Pontiere e via Pallone. Un intervento dal costo stimato di circa 150mila euro, che vedrà impegnati restauratori e operai per i prossimi tre mesi. «Finalmente - commenta soddisfatto il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. Siamo riusciti a centrare l'obiettivo: per noi si tratta di un edificio a cui siamo molto affezionati. In quei corridoi e in quelle stanze sono passati i nostri Padri».

Basti ricordare il Capitano Pietro Cella, decorato con la prima Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria assegnata ad un membro del corpo degli alpini. Il colonnello Davide Menini (Medaglia d'argento al Valor Militare)e il colonnello Giovanni Fincato decorato di due Medaglie d’argento e una Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria,  che nel periodo della Grande Guerra, da Tenente, assunse il comando di un plotone della 145ª Compagnia del Battaglione alpino «Sette Comuni», operante in seno al 6º Reggimento alpini, cosi come anche Cesare Battisti una volta nominato Tenente del Battaglione alpini «Val d'Adige».
I lavori sono stati affidati a chi di Penne Nere se ne intende: la progettista è infatti l'architetto vicentino Elisabetta Mioni, alpina riservista dell'Esercito Italiano. Al suo fianco la restauratrice Laura Borghino, di Desenzano del Garda. «Gli interventi, autorizzati dalla Sovrintendenza e dal Comune, si concentrano principalmente sul restauro delle facciate: pulitura degli intonaci, eventuali rappezzi, pulitura e consolidamento di tutti gli elementi in pietra tra cui il bassorilievo marmoreo di epoca romana sul lato Sud e il portale in stile classico settecentesco sul lato di via del Pontiere, unico residuo della struttura risalente all'edificio originario» spiega l'architetto. Gli operai della ditta Rigon Costruzioni edili di Cologna Veneta saranno impegnati anche nella manutenzione di parte del tetto, per rimediare a eventuali infiltrazioni. Con la collaborazione della ditta Mastec Recinzioni, sarà rinnovato lo spazio verde di fronte all'attuale ingresso della sede: l'area sarà recintata («Per evitare cattive frequentazioni» puntualizza il presidente Bertagnoli) e poi piantumata.
Un restyling in puro stile conservativo, per non perdere nemmeno un grammo del fascino storico della Casa del Capitanio. Edificio sorto nel 1787, era la struttura più importante del complesso della «Caserma A», una delle cinque caserme che andavano dalla Gran Guardia all'Adige, seguendo la cinta magistrale cittadina. La «Caserma A» si affacciava su via Pallone e si prolungava a sud verso l'Adige con una serie di corpi, dei quali l'unico superstite è appunto la Casa del Capitanio che dal 1875 ospitò il Sesto Reggimento Alpini. Negli Anni Ottanta del secolo scorso, l'edificio fu messo a disposizione della sezione Ana di Verona che nel 1990, con il fondamentale finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio, avviò i lavori di restauro. Circostanza che evoca dolci ricordi in riva all'Adige, perché proprio in quell'anno la città ospitò per l'ultima volta l'Adunata Nazionale. A distanza di trent'anni esatti, la sezione guidata dal presidente Bertagnoli, sogna di poter riportare il grande appuntamento a Verona («Nel 2020 celebreremo anche il centenario della nostra sezione» ricordano le Penne Nere scaligere). E tutto, a partire proprio dalla «casa» degli alpini veronesi, deve risplendere. «Vogliamo essere pronti - annuncia il presidente Bertagnoli -. La settimana prossima ospiteremo la delegazione nazionale che dovrà esaminare la nostra candidatura per il 2020».
E i delegati potranno già assistere di persona ai lavori di restauro. Un intervento reso possibile dalla sensibilità dell'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio. «Voglio ringraziare il sindaco Federico Sboarina, l'assessore Marco Padovani e tutti i tecnici degli uffici comunali che hanno seguito e agevolato la pratica consentendo di avviare l'intervento - ricorda Bertagnoli -. Un grazie speciale anche alla Fondazione Cariverona e al suo presidente Alessandro Mazzucco per il prezioso contributo». La ditta Sec Ponteggi e la ditta Media Event hanno coperto le spese relative al noleggio dei ponteggi che rimarranno installati per i prossimi tre mesi. Ma un grazie speciale va anche ai tanti volontari che hanno voluto contribuire a dare nuovo lustro alla sede. Per chi volesse contribuire, è possibile effettuare un versamento tramite bonifico bancario all'Iban  IT 68 U 05034 11730 0000000 20967 indicando come causale «Restauro Casa del Capitanio».

La foglia della sezione ANA Verona da oggi è sull'Albero del Ricordo

Commovente intervento ufficiale questa mattina del nostro presidente Luciano Bertagnoli al Bosco delle Penne Mozze dove le sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza hanno deposto le loro Foglie sull'Albero del Ricordo. «Mancavano solo le foglie di queste cinque sezioni per completare l'Albero - puntualizza Bertagnoli -. Con questo gesto vogliamo dire che noi ci siamo, al fianco dell'Italia per fare memoria». Un momento particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra, prima della partenza della Lampada Votiva diretta al centro della città. (foto: Massimo Venturini)

 

Pellegrinaggio Nazionale all’Ortigara - 7 - 8 luglio 2018

SABATO 7 LUGLIO

  • Ore 15.00 ASIAGO - Ammassamento presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini;

  • Ore 15.30 Resa degli onori al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini; alzabandiera e partenza dello sfilamento in direzione del Sacrato Militare;

  • Deposizione Corona;

  • Ritorno presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e ammainabandiera.


DOMENICA 8 LUGLIO

  • Ore 7.00 ASIAGO - Piazza II° Risorgimento: partenza per il Monte ORTIGARA del Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini e dei Vessilli Sezionali.

  • Ore 10.15 MONTE ORTIGARA - q. 2105 presso Colonna Mozza formazione dello schieramento, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini.

  • Ore 10.30 MONTE ORTIGARA S. Messa concelebrata da dall'Alpino Don Rino Masella, al termine deposizione della Corona alla Colonna Mozza, intervento delle Autorità, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, deposizione della Corona d’Alloro sul Cippo Austroungarico.

  • Ore 10.30 MONTE LOZZE adiacenze Chiesetta: S. Messa er coloro che non possono salire ai Cippi.

  • scarica la locandina

ANA VERONA Raduno Triveneto a Vittorio Veneto

La spinta di quei 150 gagliardetti, la forza di quel bosco che non conosce mai autunno. Con un unico imperativo a guidare i loro passi: «Fare memoria». Il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, alla vigilia, aveva lanciato l'appello a tutti gli alpini veronesi. E, come al solito, le Penne Nere scaligere non hanno mancato l'importante appuntamento con il Raduno Triveneto in programma nel fine settimana, da venerdì a domenica, a Vittorio Veneto. Un luogo carico di valenze storiche, nel centenario della fine della Grande Guerra. «Quella è una terra in cui gli Alpini sono radicati davvero fortemente e lo si è capito dalla presenza in massa della gente e dagli applausi continuati che hanno accompagnato la nostra sfilata di domenica mattina» ricorda il presidente Bertagnoli. Presenza «di massa» apprezzata anche da Alfonsino Ercole, che proprio domenica è stato nominato vice presidente vicario dell'Associazione Nazionale Alpini, nel corso del consiglio nazionale. Un altro «esodo» per gli alpini veronesi dopo la grande partecipazione all'ultima Adunata Nazionale di Trento. E anche questa volta, la politica scaligera, ha voluto far sentire la propria vicinanza al Corpo. Tredici i primi cittadini scaligeri che hanno sfilato con gli alpini domenica mattina, insieme ad assessori, parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti della Provincia. E a «tirare il gruppo» c'era l'assessore del Comune di Verona Marco Padovani, che già aveva marciato da Verona a Trento in occasione dell'ultima Adunata Nazionale. Una «squadra» trasversale a tutti gli schieramenti politici, in perfetta linea con l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Federico Sboarina che ha rimarcato la volontà di portare in riva all'Adige l'Adunata Nazionale nel 2020. «Una giornata bellissima - commenta Bertagnoli -, abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente. Siamo arrivati esausti ma orgogliosi del nostro essere alpini». Un orgoglio che nasce, anche e soprattutto, dalla responsabilità che le Penne Nere sentono quotidianamente. Una responsabilità che il presidente Bertagnoli ha voluto ricordare anche sabato mattina, nel corso di uno dei momenti più toccanti della tre giorni del Triveneto: la deposizione delle ultime Foglie che mancavano all'Albero del Ricordo: le cinque Foglie delle sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza. Un albero «sempreverde», che non può appassire mai. «L'ho ricordato anche nel corso del mio discorso ufficiale, sabato mattina: con queste foglie che abbiamo posto sull'Albero abbiamo preso un impegno molto importante. Anche quando si spegneranno i riflettori del Centenario della Grande Guerra, noi abbiamo il dovere di continuare ad alimentare la fiamma del ricordo perché le nostre radici sono lì, in quei ragazzi che hanno dato la loro vita per darci quell'Italia magnifica di cui siamo orgogliosi e per la quale dobbiamo continuare ad andare avanti con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di sempre».

foto: Doriano Pesarin, Massimo Venturini

Alpiniadi, la «vittoria» della sezione ANA scaligera.

Gli alpini veronesi hanno partecipato in massa alla seconda edizione delle Alpiniadi, organizzate dalla sezione Ana di Bassano nello scorso fine settimana. Il presidente Bertagnoli: «Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per fare squadra»

«Esserci sempre». Fedeli al loro motto, le Penne Nere della sezione scaligera dell'Ana hanno conquistato il gradino più alto del podio della seconda edizione delle Alpiniadi estive ancor prima di gareggiare. Con i 115 atleti (tra Alpini e Aggregati) iscritti, la sezione veronese è stata infatti quella che ha potuto vantare il maggior numero di partecipanti tra le 56 sezioni provenienti da tutta Italia che si sono confrontate dal 7 al 10 giugno nel corso dell'evento organizzato dalla Sezione di Bassano del Grappa. «Un grande successo - commenta soddisfatto il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -, al di là dei risultati ottenuti nelle diverse competizioni. Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per "fare squadra" e guardo in particolare ai tanti Aggregati che hanno gareggiato sotto le nostre insegne. Occasioni del genere ci permettono di avvicinare i giovani al nostro mondo e alla nostra associazione». Quattro le gare in programma, in quei luoghi che esattamente cento anni fa hanno visto gli Alpini italiani spendersi a difesa della Patria e del confine, come ha ricordato il presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero: «Questi sono luoghi sacri non solo per noi alpini, ma per tutta la Patria». Gli atleti, infatti, hanno gareggiato tra i sentieri e le trincee costruite dai loro Padri. «I nostri ragazzi erano fortemente emozionati - ricorda il responsabile della commissione Sport della sezione Ana Verona, Marco Rambaldel -. Le gare sono state impegnative, ma non capita tutti i giorni di poter correre in mezzo alle trincee o ai baraccamenti». Una location dall'alto valore simbolico, in concomitanza con il Centenario della fine della Grande Guerra. Un evento ricordato anche sabato pomeriggio, nel corso della cerimonia in memoria ai caduti a Cima Grappa.
Guardando ai risultati sportivi, la sezione veronese ha conquistato il quarto posto nella classifica assoluta con 4.197 punti; alle spalle della Valtellinese (4.792 punti), Trento (4.750) e Bergamo (4.468). Quattro le gare a cui hanno partecipato in totale 1.737 atleti. Nella corsa in montagna individuale i soci aggregati hanno conquistato il primo posto con il punteggio di 242, mentre i soci alpini si sono posizionati al sesto posto con un punteggio di 1.102. Successo per gli aggregati veronesi anche nella corsa in montagna a staffetta con il primo posto conquistato grazie ai 424 punti (i soci alpini si sono posizionati al settimo posto con 922 punti). Nella marcia di regolarità in montagna a pattuglie, undicesimo posto per gli aggregati e dodicesimo per gli alpini. Ottimi i risultati nella grande novità di questa edizione: il Duathlon che prevedeva l'accoppiata mountain bike e tiro a segno con carabina laser. Gli aggregati hanno vinto con un punteggio di 202, mentre gli alpini sono arrivati al secondo posto con 692 punti.
Nel dettaglio, questi i migliori risultati. Corsa in montagna individuale: Soci aggregati-categoria A7, primo posto per Mattia Tanara e secondo per Emanuele Piubelli; Soci aggregati-categoria A8, secondo posto per Isacco Piubelli; Soci aggregati-categoria B8, primo posto per Giuseppe Tanara. Duathlon mountain bike - tiro a segno: Soci alpini-categoria A2, terzo posto per Andrea Tibaldi; Soci aggregati-categoria B1, secondo posto per Loris Roncari e terzo per Massimo Piazzola; Soci aggregati-categoria B2, secondo posto per Diego Menegazzi. Marcia di regolarità in montagna a pattuglie: Soci alpini-categoria media M, secondo posto per Bruno Castagna, Attilio Tanara e Remo Guardini. Corsa in montagna a staffetta: Soci aggregati-categoria B1, primo posto per Emanuele Piubelli e Isacco Piubelli, secondo posto per Mattia Tanara e Federico Presa.

(foto: www.ana.it, Mariagrazia De Bortoli https://www.facebook.com/mgraziadebortoli

 

35° raduno al rifugio Contrin

35° raduno al rifugio Contrin

Alla fine di giugno si rinnova l’immancabile appuntamento al rifugio Contrin in Marmolada per il 35º raduno. La cerimonia, accompagnata dalla fanfara alpina Monte Zugna di Lizzana, inizierà alle ore 11,15 con l’alzabandiera, gli onori al Labaro dell’Ana e l’omaggio al cippo del capitano Andreoletti; seguiranno gli interventi delle autorità e la Messa. Alle 12,30 rancio alpino al rifugio. Per informazioni: Rifugio Contrin (Alba di Canazei), tel. 0462/601101, cell. 338/1623311 www.rifugiocontrin.it

Le Truppe Alpine in esercitazione alle 5 Torri

Le Truppe Alpine saranno nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”. Nell’omonimo comprensorio montano, un autentico museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, gli alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni, aperte al pubblico, di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Eredi dei leggendari soldati che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli alpini daranno particolare risalto al concetto di  “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Le parole sono quelle dell'allora cappellano sezionale, padre Claudio Liuti, in occasione dell'inaugurazione dell'opera: «Con il dono di questo ponte alle popolazioni della valle del Kiri, gli alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti per aiutare i vivi». Un impegno che, a distanza di oltre vent'anni, continua ad animare le Penne Nere scaligere. L'Albania chiama e gli alpini veronesi rispondono. Il ponte fortemente voluto da padre Liuti e inaugurato nel 1995 ha bisogno di manutenzione e i volontari dell'Ana si rimboccano le maniche. Erano in dieci, giovedì scorso, all'aeroporto Catullo di Verona, pronti a imbarcarsi sul volo diretto a Tirana: Ilario Bombieri, Luca Cordioli, Fiore Domenico Costantini, Gilio Ferrari, Fortunato Gastaldelli, Fausto Mazzi, Gino Masotto, Ilario Peraro, Aldo Santelli e Umberto Zanon. Ad accoglierli, all'aeroporto di Tirana, il vicesindaco Vilson Peshkaj e l'amica Vera Potay «faro e garanzia» per la logistica in loco. Più di vent'anni di usura e intemperie: il ponte degli alpini aveva bisogno di un restyling. E gli alpini (iscritti ai gruppi di Lugagnano, Lugo, Rosegaferro, Bovolone, Mozzecane, Grezzana, Bagnolo e Roncolevà) si sono messi all'opera con il solito spirito di solidarietà. «Si vede di che pasta sono fatti gli alpini - commenta entusiasta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -. Per noi è davvero un orgoglio poter avere una squadra che lavora e fa attività anche al di fuori dei nostri confini, in un contesto precario dove mancano anche le cose più elementari». Pronti ad affrontare anche tutti gli aspetti burocratici legati all'organizzazione dell'evento. «L'ambiente in cui stiamo operando non è dei più semplici. Abbiamo dovuto spianare la strada che collega il ponte alla nostra sistemazione in un colonia di suore con una ruspa per consentirci di raggiungere il cantiere in sicurezza e in tempi rapidi - ricorda il vice presidente sezionale, Fausto Mazzi -, ma a complicare il tutto è la burocrazia. Non si ha idea delle carte che si devono compilare...». Ostacoli che non possono fermare gli alpini veronesi, come recitava uno degli striscioni che hanno sfilato in occasione dell'ultima Adunata Nazionale a Trento. «Suor Alessandra e suor Barda ci hanno messo a disposizione una vecchia colonia estiva per ragazzi a Scutari e a loro vanno i nostri ringraziamenti - conclude Mazzi -. Ma non possiamo dimenticare l'amico Marjan che in tutti questi giorni ci ha seguito come il più efficiente dei segretari: è stato lui a consigliarci tutti i posti dove poter fare acquisti per il materiale edile necessario all'opera». Un ponte rinforzato, proprio come quel patto d'amicizia che lega indissolubilmente le Penne Nere veronesi all'Albania.

Pellegrinaggio sezionale a passo Fittanze

Le sezioni ANA di Verona e Trento congiuntamente, organizzano per Domenica 15 Luglio a Passo Fittanze (Erbezzo):

Pellegrinaggio a Passo Fittanze

Il Programma prevede:

ore 09.30 Ammassamento

ore 10.00 Inizio sfilata al monumento

ore 10.30 saluto delle autorità presenti

ore 11.00 S. Messa officiata da Monsignor Giuseppe Zenti Vescovo di Verona e Don Rino Massella Cappellano della Sez. ANA di Verona.

Accompagneranno la manifestazione la banda cittadina di Grezzana, la Fanfara Alpina di ALA (Sez. ANA di Trento) ed il coro ANA "Coste Bianche" di Negrar.

Si fa avviso che la strada di passo Fittanze potrebbe essere chiusa al traffico dalle ore 10.00 alle ore 12.00 per la cerimonia alpina.

(ph: Carli G.)

Pellegrinaggio di Costabella

(Fonte: L'Arena)
Sempre in prima linea quando c'è da far memoria. Ancora di più su quelle montagne poco distanti dal confine dove italiani e austriaci si sono combattuti in condizioni estreme durante la Prima guerra mondiale, pagando con pensanti perdite su entrambi i fronti. Ieri200penne nere veronesi dell'Associazione nazionale Alpini (24mila i soci della sezione scaligera) hanno risalito il Baldo da Prada di Brenzone fino alla chiesetta di Costabella, sull'omonimo crinale, per inaugurare una serie di pellegrinaggi sui luoghi del ricordo. Domenica prossima tocca all'Ortigara, sull'altopiano di Asiago; un appuntamento nazionale che Verona organizza insieme ai gruppi Ana di Asiago e Marostica. Poi Passo Fittanze il 15 luglio, la Conca dei Parpari il 29, il rifugio Scalorbi domenica 26 agosto e il 2 settembre Sant'Anna d'Alfaedo, per festeggiare il patrono degli alpini san Maurizio. «È sempre una grande emozione vedere tante famiglie con bambini e persone anche anziane che pur con notevoli difficoltà fisiche risalgono il sentiero con quel passo lento e cadenzato, il “passo alpino“, e il cappello ben calzato in testa con l'obiettivo di fare memoria » commenta Giorgio Sartori, vicepresidente vicario della sezione veronese dell'ANA. Il pellegrinaggio alla pieve di Costabella è una tradizione lunga 55 anni. Era il4 agosto del 1963 quando le penne nere di Verona inauguravano la chiesetta all'altezza del rifugio Chierego, voluta fortemente dal loro cappellano monsignor Luigi Piccoli e dedicata ai santi Maurizio e Bernardo– quest' ultimo protettore degli alpinisti – oltre che a Maria Regina Pacis, regina della pace. È stata eretta in memoria del capitano Aleardo Fronza della 258ª compagnia del Battaglione Val d'Adige, medaglia di bronzo al valore militare, ucciso da una granata il 4 agosto 1916. All'interno, nel sacello ossario, vi riposano i resti dell'alpino Raffaele Solve, caduto in Russia a Nowo Kalitwa il 4 gennaio 1943, all'età di 21 anni. Ieri a metà mattina l'appuntamento al rifugio Fiori del Baldo, da dov'è poi partita la «cordata» a piedi. Alle 11 gli onori al vessillo sezionale, l'alzabandiera e gli onori ai caduti di tutte le guerre, il saluto del presidente Luciano Bertagnoli e delle autorità – presenti i sindaci di San Zeno di Montagna Maurizio Castellani, di Caprino Paola Arduini e di Sant'Ambrogio di Valpolicella Roberto Zorzi – e la messa celebrata dal cappellano sezionale don Rino Massella, animata dal coro Ana La Preara di Lubiara. Poi, come consuetudine vuole, piatti di minestrone e panini offerti a tutti i presenti. «Gli alpini veronesi» spiega Sartori «hanno iniziato a commemorare i loro caduti negli anni immediatamente successivi al conflitto e ancora oggi vogliono continuare a rappresentare il collante tra memoria e futuro. Il messaggio è quello del ricordo, sì, ma non solo fra di noi: ricordare i morti per aiutare i vivi», come recita il motto dell'Associazione nazionale Alpini. Particolarmente sentito sarà l'appuntamento di domenica prossima sull'Ortigara, ricordato come “il calvario degli alpini“ per il massacro di migliaia di soldati durante la battaglia del 10 giugno 1917. Un luogo simbolo per le penne nere di tutta Italia e in particolare per quelle veronesi che su quel fronte impegnarono due battaglioni, il «Verona» e il «Monte Baldo», offrendo un tributo di sangue elevatissimo.

Rientrati in Italia i nostri volontari. Completata a tempo di record la manutenzione programmata del ponte sul fiume Kiri in Albania. Bertagnoli: «Un orgoglio fare queste attività anche fuori dai confini». Mazzi: «Grazie alla collaborazione di due suore e dell’amico Marjan». Le parole sono quelle dell’allora cappellano sezionale, padre Claudio Liuti, in occasione dell’inaugurazione dell’opera: «Con il dono di questo ponte alle popolazioni della valle del Kiri, gli alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti per aiutare i vivi». Un impegno che, a distanza di oltre vent’anni, continua ad animare le penne nere scaligere. Sono così rientrati venerdì scorso, all’aeroporto Catullo di Verona: Ilario Bombieri, Luca Cordioli, Fiore Domenico Costantini, Gilio Ferrari, Fortunato Gastaldelli, Fausto Mazzi, Gino Masotto, Ilario Peraro, Aldo Santelli e Umberto Zanon. I nostri volontari che hanno completato a tempo di record, grazie anche alle favorevoli condizioni meteo, il ripristino e la manutenzione programmata del ponte sul fiume Kiri. Un ponte rinforzato, proprio come quel patto d’amicizia che lega indissolubilmente gli alpini all’Albania, nel ricordo dei tanti caduti alpini veronesi sul fronte Greco-Albanese.

Oggi giornata commemorativa a Nago in ricordo dei caduti della battaglia di Malga Zures, combattuta tra Nago e Mori il 30 dicembre 1915, che ha visto protagonisti gli Alpini (tra questi molti gli alpini veronesi, e l’irredentista naghese Arturo de Bonetti inquadrato nel battaglione alpini Val d’Adige) e gli Standschuetzen austriaci. La giornata è iniziata con il ritrovo e l’alzabandiera alle 9.30, e alle 10.00 con la celebrazione della Santa Messa officiata da Don Christian. Alle ore 11.00 la commemorazione è proseguita con gli onori ai caduti e la deposizione della corona al monumento. Presente alla cerimonia il nostro Vessillo sezionale con una rappresentanza di alpini veronesi e del nostro gruppo storico.
(Ph: Massimo Ade Venturini)

35º raduno Contrin in Marmolada

Alla cerimonia per il 35º raduno Contrin in Marmolada era presente il nostro Vessillo sezionale accompagnato dai gagliardetti dei gruppi di: Marano di Valpolicella, Soave, Volon di Zevio e Basson. (foto: Alpini Marano di Valpolicella, Paolo Menapace)

"Oltre la Grande Guerra...e oggi?"

All'Accademia dell'Agricoltura e delle Scienze, importante convegno organizzato in collaborazione con la Sezione Ana Verona, gli illustri relatori Paolo Volpato, il generale di Corpo d' Armata Amedeo Sperotto, il giornalista Stefano Verzè moderati dal professore e direttore de "Il Montebaldo" Vasco Senatore Gondola sul tema "Oltre la Grande Guerra...e oggi?"

A breve partirà il progetto: "Anch'io sono Protezione Civile", un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 17 anni. Da follower a influencer...vai oltre!

Presso l'Area PalaMinerbe - Via G. Verdi - Minerbe, dal 2 al 5 Agosto

Vita di Campo - I ragazzi vivranno, mangeranno e dormiranno all’interno del campo sempre seguiti dai Volontari A.N.A. Basso Veronese, toccando con mano le esperienze di una vera emergenza.

Attività di Protezione Civile - Tutti i giorni sono previste attività sul campo, approfondendo i principali rischi (idrogeologico, terremoto, ecc.) e tecniche di intervento di emergenza.

Attività Aggregative - Non mancheranno i momenti ricreativi e di svago rivolti ai ragazzi, organizzati dai nostri Volontari e dall’ AGE MINERBE, sempre con un’attenzione particolare allo spirito di squadra e alla sensibilizzazione al senso civico.

Chi può partecipare: Saranno ammessi al campo ragazzi e ragazze residenti nel Comune di Minerbe. Saranno ammessi i primi 35 ragazzi che presenteranno la domanda di iscrizione.

Come iscriversi: Occorre compilare obbligatoriamente i 3 moduli previsti e consegnarli di persona presso: • Studio Rizzo in orario ufficio
Tel. 0442 640424; • Biblioteca Comunale Sabato 19 e 26 Maggio dalle ore 10:00 alle 12:00. 

Attività organizzate con la direzione ed il supporto della Protezione Civile A.N.A. VR - Squadra Basso Veronese

(ph Gruppo Alpini di Paderno d'Adda)

Domenica 1 luglio, in Val Chisone (TO), al Forte di Fenestrelle circa 200 atleti si sono dati appuntamento all’8° edizione della Corri Forte, una delle più originali sfide di corsa in montagna: una gara nella suggestiva e storica Fortificazione di Fenestrelle, dal Forte San Carlo sino al Forte delle Valli, percorrendo i 4000 scalini della scala coperta e della scala reale, 2800 metri con un dislivello di 650 metri.

Tutte le gare di corsa in montagna si svolgono in siti indimenticabili, tra boschi, prati e panorami mozzafiato, ma ciò che rende spettacolare questo evento è la sua unicità: una scala coperta che, come una muraglia – la più lunga d’Europa, seconda solo alla Muraglia cinese – collega i nove forti di Fenestrelle permettendo rifornimenti e collegamenti anche negli inverni più nevosi.

A questa prova massacrante, valida anche per il Circuito nazionale UISP, hanno partecipato 4 atleti della Sezione ANA di Verona: Corghi Enrico, Fasoli Marco, Ferrarini Graziano e Menegotti Giampietro. I nostri alpini hanno ben figurato, raggiungendo il Forte delle Valli con tempi tra i 37 e i 42 minuti. Tempi di tutto rispetto, anche se lontani dai tempi dei “marziani” vincitori.

Esperienza indimenticabile per tutti i nostri atleti, fieri di aver portato i colori dell’ANA Verona, per la prima volta, in questa emozionante avventura piemontese. (Enrico Corghi)

La sezione scaligera dell'Ana domenica 8 luglio parteciperà in massa al tradizionale pellegrinaggio sull'Ortigara.

Il presidente Bertagnoli: «Un atto d'amore a cui non vogliamo rinunciare»

«Un atto d'amore al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare». Il presidente della sezione veronese dell'ANA, Luciano Bertagnoli lo descrive così e promette un'adesione «di massa» delle sue Penne Nere, domenica, sull'Ortigara in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. Un grande ritorno sulla falsariga dell'«invasione» dello scorso anno quando tutti e duecento i gagliardetti dei gruppi della sezione scaligera hanno sfilato su quella montagna che padre Giulio Bevilacqua (alpino di Isola della Scala decorato di due medaglie di bronzo al Valor Militare che ha combattuto in quelle trincee nel 1917) ricordò con queste parole: «Cattedrale d'alpini, monumento del sacrificio umano, monte della nostra trasfigurazione».

«Tutti i nostri gruppi sono pronti a risalire sull'Ortigara e ad abbracciare i nostri ragazzi che sono rimasti là e che ci attendono - prosegue Bertagnoli -. Gli alpini veronesi sono gli eredi di questi morti che hanno donato la propria vita per la Patria e che rappresentano la guida valoriale a cui fare riferimento. I loro valori - e penso all'amor di patria e al senso di dedizione e sacrifico - non si possono affievolire né andar perduti». Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno di cento anni fa. Grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera sono state censite con precisione molte delle circa 250 vittime veronesi e lo scorso anno, proprio in occasione del pellegrinaggio nazionale, le Penne Nere veronesi hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui erano partiti quei ragazzi nel 1917, creando il giardino della memoria a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze. «Abbiamo voluto portare una zolla "di casa" per quelli che non sono potuti tornare a casa» aveva spiegato il presidente Bertagnoli.

Quest'anno sarà ancora occasione per «fare memoria». Sabato pomeriggio, al termine della cerimonia al Sacrario di Asiago, una delegazione della sezione scaligera salirà sulle pendici dell'Ortigara per raggiungere il punto isolato in mezzo al bosco dove è stato eretto un Cippo alla memoria del Battaglione «Val d'Adige», restaurato di recente, e per deporvi una corona. Domenica mattina, poi la «salita» fino alla cima con la sfilata. Alle 10.30 sarà il cappellano sezionale Don Rino Massella a celebrare la messa. A seguire, interventi delle autorità e resa degli onori al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini. Un nuovo «esodo» per le Penne Nere veronesi, impegnate nella sfida di riportare l'Adunata Nazionale a Verona a distanza di trent'anni dall'ultima volta. «Sappiamo di avere gli occhi della commissione nazionale puntati su di noi - conclude Bertagnoli -: la corsa è ufficialmente partita». E in questi giorni sono già stati avviati i tavoli operativi con l'amministrazione comunale, la polizia municipale e le categorie economiche per organizzare il da farsi. «Abbiamo trovato un riscontro eccezionale - spiega il presidente -: tutti si sono espressi in maniera molto positiva per il ritorno di un evento del genere perché gli alpini sono gli alpini. Non solo sono amati dalla popolazione, ma rappresentano parte imprescindibile della storia e della cultura della nostra città».

(Fonte: L'Arena) - Un tempo nemici ora sull’Ortigara ci sono solo fratelli

Bertagnoli: «Sacrificio che non si deve dimenticare e testimonianza di coesione in un’Europa in crisi

Più di tremila penne nere con 150 gagliardetti, tra i quali molti sindaci arrivati da tutta la provincia, si sono raccolti ieri sull’Ortigara, insieme ad altre centinaia di alpini, attorno alla Colonna mozza, a quota 2.105. «Un atto d’amore cui non possiamo sottrarci». Così Luciano Bertagnoli, presidente provinciale dell’Associazione nazionale alpini, descrive il pellegrinaggio. Lì, nel 1920, si volle ricordare il sacrificio di 8.465 italiani, tra morti e dispersi. La battaglia dell’Ortigara, sull’altopiano di Asiago, si combatté fra il 10 e il 29 giugno 1917 e vide impiegati, sui due fronti, 400mila soldati. Più a Nord, a quota 2086, un cippo ricorda i caduti austriaci, che furono2.507. Impressionante anche il conto dei feriti: 16.734 fra gli italiani e 6.321 in campo austriaco. Il monte, da allora fu chiamato «calvario degli Alpini». Per raggiungere il monumento «per non dimenticare » c’è voluta una marcia di un’ora e mezza sotto il sole e fra le pietraie. «Vedere la lunga colonna che saliva è stato davvero emozionante», confessa Bertagnoli, «e non c’erano solo alpini ma anche tantissimi giovani sui volti dei quali si leggeva l’orgoglio di arrivare, di esserci, e questo è molto bello perché sull’Ortigara ci sono le nostre radici, è lì che si è consumato il sacrificio di tanti alpini dei battaglioni Verona, Monte Baldo, Val d’Adige, e andare a salutarli è un obbligo morale». A tenere l’orazione ufficiale è stato il generale Claudio Berto, comandante delle truppe alpine. «Non c’erano elicotteri, e come tutti noi anche il generale è salito fin lassù ed è sceso a piedi condividendo lo spirito della giornata », osserva il presidente della sezione veronese. In sintonia con lo spirito dei tempi era anche la composizione mista ed equamente suddivisa tra uomini e donne del picchetto armato. Mail momento più emozionante è stato quello della deposizione della corona di fiori sotto la Colonna mozza e davanti al cippo austriaco, cerimonia cui hanno partecipato anche delegazioni  austriache e slovene. «Abbiamo voluto onorare tutti i caduti», evidenzia Bertagnoli, «perché tutti, da una parte e dall’altra, hanno dato la vita per la loro patria e questo è un messaggio importante di coesione per i tempi che viviamo e per questa Europa la cui unità sembra scricchiolare. Oggi non  ci sono più nemici ma fratelli». E sulle note del «silenzio» molti non hanno trattenuto le lacrime. «La presenza di tanti giovani », continua il presidente della sezione, «testimonia anche una sensibilità diffusa, perché gli alpini sono visti come coloro che incarnano valori importanti: la pace, la solidarietà, l’amicizia, lo star bene insieme. Siamo contenti che su questi principi ci sia un passaggio del testimone generazionale». Ma il pellegrinaggio sull’Ortigara è soprattutto un’occasione per fare memoria. Sabato pomeriggio, al termine della cerimonia al Sacrario di Asiago, una delegazione della sezione scaligera aveva raggiunto il bosco in Valstagna, alle pendici dell’Ortigara, nel punto in cui i volontari dell’ Ana avevano trovato, durante lavori di pulizia in funzione antincendio, un cippo coperto dal muschio e dal fogliame che ricorda il passaggio e la sosta in quel punto degli alpini del Battaglione Val d’Adige prima di raggiungere le prime linee. Ripulito e restaurato, ora rappresenta una preziosa testimonianza sui tragici avvenimenti di cent’anni fa. A benedirlo, sabato, c’era il cappellano sezionale don Rino Massella che ieri ha celebrato la messa per tutti presenti. Un’occasione, per i veronesi, di ricordare anche Enrico Martini, socio del Gruppo Verona centro «andato avanti» alla vigilia del pellegrinaggio sull’Ortigara. «Gli alpini», sottolinea Bertagnoli, «sono gli eredi di tutti coloro che hanno donato la vita per la loro terra, perché l’amor di patria e il senso di dedizione e di sacrificio non devono andare perduti». Grazie al lavoro di ricerca del Centro studi della sezione scaligera sono state censite molte delle circa 250 vittime veronesi. Lo scorso anno le penne nere veronesi avevano deposto dei mucchietti di terra prelevata nei paesi da cui erano partiti quei ragazzi nel 1917, creando un «giardino della memoria» a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze. Una zolla di casa per quelli che non sono tornati. In questo modo gli alpini avevano voluto restituire loro, anche se solo simbolicamente, quell’esistenza spezzata che avrebbero voluto vivere, finalmente in pace. (Enrico Santi)

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