Dopo il 1955 sembrò che il “male della pietra” avesse contagiato tutti i Gruppi della Sezione. Il più “infettato” di tutti parve essere il Cappellano ...

A PONTICELLO DI BRAIES IL RICORDO DEI 7 “BOCIA” TRAVOLTI DALLA VALANGA NEL 1970. Come allora, c’è la neve. Assassina all’epoca, leggera quasi come ...

In Evidenza

26/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: I MOMENTI DEL RICORDO Sono le 10 del mattino quando dall’interno del Sacrario Militare, al Cimitero Monumentale, risuona il silenzio. Negli stessi istanti, nelle ...
24/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: IL TRICOLORE ILLUMINA PIAZZA BRA Le pietre millenarie dell’Arena si accendono di verde, bianco e rosso per celebrare i cento anni di storia della sezione veronese ...
17/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: IN ANFITEATRO TACCIONO I CORI E LA FANFARA MA IL TRICOLORE TORNA AD ILLUMINARE IL CUORE DELLA CITTÀ I colori dell’Italia sui monumenti del cuore della città antica. ...

Continua l’attività dei volontari della Protezione Civile Ana nelle zone colpite dal maltempo.   E' salito il numero degli uomini impiegati (264 per 365 giornate/uomo complessive) ma è diversa l’attività svolta, perché nei primi momenti è ...

LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA SCHIERA SUL TERRITORIO UN CENTINAIO DI VOLONTARI SOLO A MONTECCHIA DI CROSARA. INTERVENTI ANCHE IN ALTRI OTTO COMUNI DEL VERONESE MENTRE DUE SQUADRE STANNO MONITORANDO L’ADIGE, IN VISTA DELLA PIENA ATTESA DA ...

Il 1° caporal maggiore Marta Bassino, alpina del Centro Sportivo Esercito, ha vinto la prima gara stagionale di slalom gigante femminile a Sölden (Austria). Complimenti da tutti gli alpini e in particolare dalle penne nere di Borgo San Dalmazzo, ...

Calendario delle gare sportive alpine sezionali e nazionali del 2020 Nello specifico le specializzazioni sono: Tiro - Corsa - Pesca - Bocce - Podismo - Corsa in Montagna - Tiro al Piattello - Mountain-bike - Corsa campestre - Podistica . Mentre ...

Una montagna per tutti o la montagna di tutti ? Riflessioni che competono anche agli alpini L’estate 2020 non si può di certo archiviare confermando le previsioni di crisi che erano state preventivate a causa del covid-19, complice sicuramente la ...

Il Gruppo Giovani ANA Verona procede a gonfie vele, per il secondo anno consecutivo siamo stati presenti con un gazebo alla manifestazione podistica “Montefortiana”. Grazie al Gruppo Alpini di Monteforte e grazie all’organizzazione della ...

Il giorno 2 Luglio scorso ha posato a terra lo zaino andando avanti nel paradiso di Cantore l’ex capogruppo Arnoldo Cristini classe 1934, orgoglioso di aver fatto parte del gruppo Asiago. Prendere il suo posto nel lontano 2002 non è stato semplice, ...

Il gruppo alpini di Illasi e il Comune di Illasi organizzano per il 90° anno di fondazione la presentazione del documentario "D-Day lo sbarco in Normandia, noi Italiani c'eravamo" di Mauro Vittorio Quattrina. Sarà presente il regista. Venerdì 27 ...

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire da ...

Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione ...

Domenica 9 Settembre ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde. 10.00 - Arrivo ...

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la ...

Illuminante studio sul generale Alberto Pariani Nel numero IV, 2019 degli “Studi veronesi”, la bella rivista culturale curata da Andrea e Pierpaolo ...

            Ente erogante  Somma incassata nel 2019    Data incasso Causale  ...

1.500 militari e 10 Paesi stranieri per una kermesse di addestramento e sport

Sestriere, 10 marzo 2018. 40 km di movimento scialpinistico, oltre 2000 metri di dislivello in 3 giorni, 1500 militari in gara, 11 nazioni partecipanti, decine di gare disputate, migliaia di ore passate a sfidarsi e ad esercitarsi sulle nevi del Piemonte. Questi in estrema sintesi i Campionati sciistici delle Truppe Alpine che oggi, alla presenza del Ministro della Difesa Senatrice Roberta Pinotti e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina si sono oggi conclusi al Sestriere.

Il soccorso in ambiente montano è stato il cardine della 70^ edizione della manifestazione, che ha visto la partecipazione del Ministro anche all’esercitazione mattutina in cui hanno operato in sinergia diversi corpi dello Stato, squadre soccorso militare dell’Esercito, squadre soccorso del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, Guardia di Finanza e unità cinofile e personale dei Carabinieri.

“Professionalità diverse e integrabili per assicurare capacità d’intervento tempestivo in caso di emergenza. Un vero esempio di “sistema Paese”, dove la Difesa contribuisce in maniera importante con le proprie eccellenze (donne e uomini) formate da costante addestramento” così ha commentato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, assistendo all’esercitazione “Chaberton 2018”

Il Generale Farina, nel salutare i militari presenti, italiani e stranieri, ha ricordato che “quelle che si concludono oggi non sono state solamente giornate di sport ma, soprattutto, un’occasione addestrativa che ha concorso a promuovere lo scambio, la cooperazione e l’interoperabilità tra unità d’elite di eserciti alleati e amici, creando, al contempo, soliti legami tra gli uomini e le donne che ne fanno parte”.

“Sono state giornate intense ed entusiamanti con i ritmi serrati ed impegnativi della montagna – ha salutato così i 1500 militari dei CaSTA il Comandante delle Truppe Alpine Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto - giornate che hanno sicuramente contribuito ad accrescere il vostro addestramento e la vostra capacità alpina”.

Un appuntamento addestrativo che nasce nel 1931 per valutare la preparazione dei reparti alpini e oggi, giunto alla 70^ edizione, è ormai considerato una sorta di olimpiade per reparti militari. Negli anni si è anche superata la specificità alpina ed i Campionati sono stati aperti alla partecipazione di militari di altri Corpi dell’Esercito e, dal 1979 di delegazioni straniere accomunate dal comune addestramento montano.

Molte le competizioni che hanno visto cimentarsi atleti di diverse categorie con una gara su tutte, che testa la capacità di un plotone militare ad operare in montagna. Slalom con equipaggiamento militare, prove topografiche e massacranti trasferimenti a tempo con anche un pernottamento in alta quota hanno fatto selezione in questa gara vinta, per dovere di cronaca, dal plotone del 7° reggimento Alpini.

 
 
 

Alpini sempre in prima fila quando si parla di solidarietà: anche nella bassa veronese si è pensato di fare qualcosa per sostenere la popolazione colpita dal sisma del centro Italia lo scorso 24 agosto: già la domenica successiva al tragico evento, i dieci gruppi della zona si erano mobilitati con una raccolta fondi effettuata offrendo delle mele, fornite tramite i supermercati Tosano, dal consorzio Val di Non, Val Venosta e la locale cooperativa ortofrutticola O.B.A. di Angiari. Alla raccolta si erano affiancati, oltre al Comune di Legnago, anche le parrocchie di San Martino Legnago e Casette con le rispettive “Charitas” e alcuni privati cittadini. Oltre a questo, i vari gruppi alpini si sono mobilitati nei propri paesi con diverse raccolte tutte finalizzate allo stesso progetto. Molto significativo e cospicuo il contributo del Comitato feste di Villabartolomea,  che ha messo a disposizione il ricavato della locale sagra di San Bartolomeo:  “Oltre alla sagra, avevamo deciso di organizzare un evento culinario il ricavato del quale sarebbe andato ad Amatrice”, spiega il presidente del comitato feste Michele Battaglia, “così in collaborazione con Avis, circolo Noi e gruppo alpini di Villabartolomea l’abbiamo organizzato, ritenendo poi molto valido il progetto della zona basso veronese che ha donato la tensostruttura  al Comune di Castelsantangelo sul Nera”. “La ricerca di intervento a favore di una comunità bisognosa non è stata semplice”, spiega Maurizio Mazzocco, capogruppo alpini di Legnago, “resa difficile se non impossibile per le difficoltà burocratiche tuttora esistenti, che impediscono di operare fuori dalla struttura governativa. Abbiamo avuto un contatto che ci ha portato a conoscere la realtà di un piccolo Comune in provincia di Macerata, che ha avuto l’80% delle case distrutte ed il rimanente inagibili. Abbiamo stabilito un contatto con il Sindaco Mauro Falcucci, che abbiamo messo in collegamento con il Sindaco di Legnago Clara Scapin e con il Parroco, sempre di Legnago, Don Diego Righetti.  A Castelsantangelo non ci sono telecamere, nè visite illustri, ma soltanto una angosciante desolazione piena di macerie dalle quali spuntano travolte tracce di una vita irrimediabilmente distrutta. L’unica positività è che non ci sono state vittime, perché al momento del sisma tutti erano fuori casa”.

Il 23 maggio scorso 25 Alpini dei vari Gruppi della zona basso veronese si sono così recati a Castelsantangelo sul Nera per montare la tensostruttura che ha avuto un costo di 11 mila euro; essa verrà utilizzata come sala polifunzionale e come luogo di culto per le sante messe. Questo è un primo passo, gli alpini hanno a disposizione ancora qualche disponibilità e stanno valutando la possibilità di un altro intervento di solidarietà. Il cuore alpino non si ferma mai: batte sempre ovunque e per chiunque ne abbia bisogno. Roberto Zorzella

Alpini e scuole, un accostamento sempre più diffuso nei paesi di Verona e provincia: a Terrazzo, il gruppo delle penne nere è intervenuto giovedì 8 giugno in occasione del saggio finale delle scuole medie e ha donato un defibrillatore. “Un gesto fatto col cuore”, ha commentato la professoressa Roberta Galetto che rappresentava l’istituto. Una breve ma sentita cerimonia, durante la quale il capogruppo Marco Visentin ha consegnato il prezioso apparecchio: “Ci pensavamo da due anni”, ha spiegato, “il costo era oneroso per noi ma poi ci siamo accordati con l’amministrazione comunale, con la quale abbiamo stabilito che ci sarebbero venuti incontro contribuendo con il corso di formazione per l’uso del defibrillatore”. Alla serata era presente il consigliere di zona Luigi Bicego e alcuni rappresentanti dei vari gruppi della zona basso veronese. Dopo una bella recita da parte dei ragazzi, la parola è passata al sindaco Simone Zamboni, il quale ha ringraziato ed elogiato gli alpini per la loro costante presenza e opera non solo in Italia ma anche nel mondo. Marco Visentin prima di consegnare l’importante strumento alla scuola ha ringraziato l’amministrazione comunale e i docenti per la collaborazione avuta con il corso formativo, essenziale per l’uso del defibrillatore: “Uno strumento fondamentale per salvare la vita in caso di improvviso arresto cardiaco. Naturalmente mi auguro che non si debba mai usare”, ha spiegato il capogruppo, “ma mi raccomando anche con i ragazzi di tenerlo sempre a portata di mano”. Alla serata era presente anche Mariolina Todesco, consigliere all’istruzione del comune di Terrazzo, la quale ha elogiato il gesto del gruppo alpini: “Sono sempre presenti quando c’è bisogno, per questo desidero ringraziarli”. Sicuramente, un atto di alto senso civico e di attenzione alla propria comunità, quello degli alpini di Terrazzo.   Roberto Zorzella

 

Nuovo sito web ANA Verona

Nuovo sito web per le penne nere veronesi

Radicati nella Storia, proiettati al futuro. Il sito della sezione veronese dell'Associazione Nazionale Alpini (www.anaverona.it) si rinnova all'insegna della «partecipazione». Una nuova veste grafica, ma soprattutto nuovi contenuti e un aggiornamento costante per stare al passo con i tempi e mettersi al servizio della comunità scaligera delle Penne Nere. «L'informazione ormai passa del Web, questo è il futuro - commenta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -. Con questo nuovo sito oltre a divulgare l'informazione della nostra attività a tutti i nostri soci, intendiamo promuovere la presenza del mondo alpino anche oltre i confini della vita associativa. Vogliamo essere presenti un po' in tutte le famiglie d'Italia».

Una sfida ambiziosa, degna della cornice scelta per presentare la novità: la Biblioteca Capitolare di Verona. Un tesoro centenario che custodisce vere e proprie «gemme» della Letteratura. «Ringraziamo monsignor Bruno Fasani per l'ospitalità - prosegue il presidente Bertagnoli -. Il nostro nuovo sito vuole prendere slancio proprio dai tesori custoditi nella Capitolare, condividendone la missione in tema di divulgazione del sapere». Un «sapere alpino» che il nuovo portale mette a disposizione di tutti quanti, come ricorda monsignor Fasani, direttore della rivista L'Alpino: «Non intendiamo mettere il cappello (da alpino) sulle nuove generazioni, ma almeno riuscire a trasmettere loro la nostra sensibilità alpina. Esiste un grande mondo al di fuori dei confini associativi, decisamente attento ai nostri valori».

Dalle informazioni sulla sezione veronese e i suoi duecento gruppi sparsi su tutto il territorio, ai materiali di studio del Circolo Culturale Balestrieri. Oltre a un costante aggiornamento con le news relative alle attività di protezione civile e di volontariato portate avanti dalle Penne Nere. Dopo sei mesi di lavoro coordinato dal web designer Fabio Toscano, la commissione informatica è pronta a mostrare con orgoglio il nuovo portale mentre prosegue il lavoro di digitalizzazione dell'archivio sezionale, presto fruibile direttamente online. Una nuova grafica grazie all'impiego di template innovativi e una connessione con i canali Youtube e la pagina Facebook della sezione, in costante crescita in termini di visualizzazioni e utenti collegati. E poi il link al canale youtube de L'Alpino, con i settimanali televisivi dell'Associazione Nazionale: «Con i nostri giornali raggiungiamo un mondo che già ci conosce - spiega monsignor Fasani -, questi telegiornali ci permettono di ampliare la nostra visibilità, soprattutto tra i più giovani».

Inoltre, tramite il nuovo sito, sarà possibile anche procedere con l'iscrizione online all'Associazione Nazionale Alpini. «Si tratta di un'importante novità dedicata in particolare a tutte quelle persone che, per i più svariati motivi, non riescono a frequentare la baita - spiega il presidente Bertagnoli -. In questo modo, oltre a iscriversi venendo "agganciati" a un gruppo, si riesce comunque a partecipare alla vita associativa fruendo direttamente dal proprio pc, o dallo smartphone, di tutte le informazioni utili».

Due giorni di fresca e attuale alpinità per il cuore di Verona, città culla delle penne nere. Il 21 e 22 ottobre scorsi la Sezione ANA veronese ha  celebrato con impegno, dignità e solennità i 145 anni di vita del corpo mostrando i valori e le capacità che lo caratterizzano da sempre e che gli alpini, sia in armi, sia congedati, continuano ad incarnare a servizio della Patria e degli Italiani.

   Dopo la pace di Vienna del 1866 con cui l’Italia aveva ottenuto il Veneto, s’era sviluppato in ambito militare un vivace confronto sull’utilizzo o meno della frontiera alpina per la difesa in caso di attacco: alcuni ritenevano che la difesa andasse concentrata sul Po, altri, invece,  con nuovo pensiero strategico, la vedevano più opportuna nelle vallate alpine, dove un nemico invasore, ancora in masse forzatamente divise, sarebbe stato più agevolmente battuto e bloccato. Questi concetti di guerra in montagna, già espressi nel 1866 dal generale asburgico Franz Von Kuhn, sconfitto da Garibaldi a Bezzecca, erano stati ripresi nel 1868 dal ten. col. Agostino Ricci, docente alla Scuola di Guerra e della truppa alpina, e probabilmente furono tenuti presenti  nello studio che il suo allievo, il capitano Giuseppe Perrucchetti, pubblicò in “Rivista militare” nel maggio del 1872. In esso egli propose la creazione di un corpo speciale di montanari a guardia e sbarramento dei valichi alpini. Il 15 ottobre successivo il Re d’Italia Vittorio Emanuele II firmò il decreto n. 1056, preparato dal ministro della guerra Cesare Ricotti Magnani, con cui vennero create le prime 15 compagnie alpine.

   Nella due giorni veronese la Sezione ANA ha allestito una serie di tende e strutture attraverso le quali ha mostrato tutti i settori nei quali l’Associazione alpina opera, dagli studi storici agli ospedali da campo, alla produzione libraria, alle palestre di roccia e poi soprattutto alla protezione civile nelle molteplici situazioni (alluvioni, incendi, terremoti) con utilizzo di cani e droni. Sabato mattina, all’inaugurazione in piazza Bra, era presente il gen. Sperotto, comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, che ha sottolineato l’ideale alpino di servizio per il bene della collettività; il presidente sezionale Luciano Bertagnoli ha auspicato che tanto impegno desti i giovani dal torpore e li appassioni alle iniziative di solidarietà.

Sabato sera alla Gran Guardia la fanfara della Tridentina ha offerto alla cittadinanza un concerto meraviglioso; la domenica, poi, ammassamento al Cimitero Monumentale presso il Sacrario dei Caduti veronesi; da lì, imponente sfilata  di autorità, penne bianche e penne nere fino a Piazza Bra, con i gruppi suddivisi per zone, alternati a striscioni recanti messaggi semplici e profondi, e poi una lunga teoria dei vari settori delle molteplici attività della Sezione, e un mare di divise della protezione civile: uno straordinario e commovente colpo d’occhio della vitalità, della generosità, dei valori del mondo alpino veronese, forte di ventimila iscritti e duecento gruppi. Successivo giro della piazza passando dinanzi all’Arena, alzabandiera e cerimonia al monumento equestre di Vittorio Emanuele II, prosecuzione della sfilata e posa della corona alla gloriosa targa in bronzo del VI Alpini; indi, sulla gradinata di Palazzo Barbieri, saluto delle autorità, parole del presidente Bertagnoli e consegna nelle mani del vicepresidente nazionale Giorgio Sonzogni d’un assegno di ben 168.500 euro: il generoso contributo delle penne nere veronesi per le opere che l’ANA sta realizzando nelle zone colpite dal sisma dell’anno scorso. Infine Santa Messa: il vescovo Zenti, affiancato dal cappellano don Rino Massella, ha affermato che nel loro DNA gli Alpini posseggono l’attenzione premurosa verso l’uomo in difficoltà, immagine di Dio, sempre: parole semplici, che hanno toccato il cuore. Infine, gioia per tutti e spettacolare carosello della fanfara della Tridentina guidata dal maestro Donato Tempesta.

V.S.G.

Per gli Alpini colloquiare con i giovani è possibile, piacevole e costruttivo, perché gli Alpini hanno molto da raccontare e preziosi e validi modelli di vita da offrire, ed i giovani hanno voglia di ascoltare parole oneste e concrete per il futuro loro e dell’Italia. Tutto questo è emerso in un piacevole incontro svoltosi presso la baita alpina di Colognola ai Colli, organizzato dal locale Gruppo in collaborazione con il Comune. Presenti un buon numero di soci e di studenti, ha coordinato il consigliere di zona Agostino Dal Dosso, ha aperto i lavori il capogruppo Renzo Dal Ben e sono intervenuti il Presidente Luciano Bertagnoli, il sindaco Claudio Carcereri de Prati, la dirigente scolastica  Donatella Mezzari ed il direttore de “Il Montebaldo” Vasco Gondola. Con immediatezza e semplicità, essi hanno parlato non solo di storia e del ruolo che in essa hanno avuto gli alpini, ma anche dei problemi del nostro presente, del vuoto di valori che mina dall’interno la “società liquida” attuale, improntata a disimpegno, consumismo ed egoismo, e del ruolo forte che ancora spetta agli alpini, esempi viventi di onestà, generosità e solidarietà. Bertagnoli è riuscito a coinvolgere nel dibattito i ragazzi ed ha illustrato loro la prospettiva concreta, ora all’esame del Governo, di istituzione di un “servizio per la Patria” di sei mesi, obbligatorio per tutti, formativo per la loro personalità e per il loro ruolo di cittadini consapevoli. I giovani presenti sono intervenuti sull’argomento dicendosi favorevoli all’iniziativa, purchè attuata in forme di attività concrete ed utili. L’incontro, che è stato di arricchimento e di piena soddisfazione per tutti, si è chiuso con l’impegno che il dialogo tra Alpini, Istituzioni, giovani e mondo della scuola continui attraverso un programma organico di incontri e iniziative, e con l’auspicio che l’esperienza di Colognola si ripeta ovunque. Infine una piacevole risottata in amicizia, nonché un ricordo dell’indimenticato mons. Giuseppe Gonzato (1889-1953), figlio di Colognola, che fu generoso ed eroico cappellano militare nella Grande Guerra e per lunghi anni amato cappellano della Sezione ANA veronese.

55° Pellegrinaggio a Costabella

55° Pellegrinaggio a Costabella  - Domenica 1° luglio 2018 - Sezione di verona – zona baldo / alto garda

PROGRAMMA:

Ore 10.30 : Inizio slata con partenza dal rifugio “Fiori del Baldo”
Ore 11.00 : Arrivo alla chiesetta di Costabella
                 Accoglienza ed onori iniziali al vessillo sezionale
                 Alzabandiera
                 Onore ai Caduti
Ore 11.15 : Saluto delle autorità
Ore 11.30 : Inizio della S. Messa celebrata dal cappellano sezionale “Don Rino Massella”
                 La S. Messa sarà accompagnata dal coro ANA
                 “La Preara” di Lubiara (VR)
Ore 12.15 : Onori nali al Vessilo Sezionale al termine delle cerimonia
Ore 12.30 : Momento conviviale (minestrone e panini).


La bidonvia/seggiovia PRADA-COSTABELLA NON E’ IN FUNZIONE, si può arrivare con le auto
no alla località “Due pozze”, per ottenere il transito no a Costabella inoltrare la richiesta
scritta a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La campana del Monte Mulaz

Il Monte Mulaz, m 2906, isolato rispetto alle altre cime circo-stanti, ha una forma piuttosto arrotondata ed in forte contrasto con le vette aguzze dolomitiche delle Pale di S. Martino di Ca-strozza. La salita è possibile sia dal Passo Rolle, sia dalla Val Venegia, sia da Falcade. Per questa escur-sione, che nella scala di difficoltà del CAI è classificata come EEA (itinerario per escursionisti esper-ti con attrezzatura), è un percorso piuttosto lungo con un dislivello complessivo di quasi m 1.200. De-cidiamo quindi di salire da Falcade e di scendere poi dalla fiabesca Val Venegia. Da Passo Valles (q.2031) iniziamo risalendo il sentiero CAI 751 fino alla Forcella di Venegia (q.2217), dove una serie di cartelli ci indica a sinistra il proseguo del sentiero che ci interessa, il 751. Per-corriamo cosi un tratto di sentiero dell’Alta Via n. 2 fino al passo della Venegiota. Da qui in avanti abban-doneremo i verdi prati per entrare nel canalone dolomitico che ci por-terà sul versante est del monte Mu-laz e dopo aver percorso un discre-to tratto attrezzato con corda fissa, prendiamo fiato al pianoro di quo-ta 2540. La giornata promette bene, con un’ottima visibilità che lascia già intravvedere verso nord alcune cime e questo ci ricarica ulterior-mente per il raggiungimento della vetta. Ancora qualche centinaio di metri di dislivello, passando per il Sasso Arduini, e raggiungiamo l’affollato Rif. G. Volpi al Mulaz q. 2560. Breve ristoro e poi riprendia-mo il percorso verso il Passo del Mulaz e da li verso la cima con un percorso a zig-zag molto stretto e con una discreta pendenza fino ad un breve tratto pianeggiante ma non facile perché risulterà poi es-sere il tratto più impegnativo ed esposto di tutta l’escursione con un giro di circa 180°, aggrappati alla parete, proprio in corrispon-denza del sottostante rifugio. Su-perato questo tratto con estrema attenzione e sicurezza, risaliamo il sentiero a ridosso della parete nord-est della cima, ormai prossi-ma. La maestosità del panorama a 360° ci ripaga subito di tanta fatica con la vista a ovest sul Catinaccio e le Torri del Vajolet, il Sasso Piat-to e Sasso Lungo, la Marmolada a nord, il Pelmo e il Civetta a est, le cime delle Pale, ovviamente, Cima Vezzana e Cimòn della Pala verso sud. Corre d’obbligo una foto alla caratteristica “Croce con la campa-na” che ha un’incisione tutta par-ticolare e familiare: “AI CADUTIDELLA MONTAGNA ALPINI EALPINISTI - LA FAMIGLIA AL-PINISTICA DI VERONA, 10 Set-tembre 19 61”.Con il cuore gonfio di emozioni, la discesa verso la malga Venegiota sembra non finire mai, soprattut-to per la stanchezza che ormai si fa sentire sulle gambe. Uno sguar-do verso la cima del Mulaz che nel frattempo si è fatta tutta rossa per il riflesso dei colori del tramonto. Gli stessi colori e la stessa tavola di malga Venegiota, dove nel luglio ‘88 mi assaporavo una gustosa cena a base di caffellatte e pane biscotto a conclusione del campo estivo con l’allora capitano Basset, oggi gene-rale e direttore del Museo Naziona-le Storico degli Alpini, Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Giorgio Sartori

Illuminante studio sul generale Alberto Pariani

Nel numero IV, 2019 degli “Studi veronesi”, la bella rivista culturale curata da Andrea e Pierpaolo Brugnoli, è comparso un ampio, ricco e dettagliato saggio del prof. Emanuele Luciani sulle vicende biografiche del generale degli alpini Alberto Pariani (1876-1955), un personaggio che ricoprì in passato incarichi militari di notevole rilievo a livello nazionale e che fu legato a Verona, al lago di Garda ed in particolare a Malcesine, dove fu sindaco e lasciò un profondo ricordo positivo. Luciani ha analizzato con acume i documenti raccolti nel fondo Pariani giacente nella Biblioteca Civica di Verona (ne esistono pure uno a Venezia ed un altro a Milano), cui nel 2015-16 aveva dedicato una tesi di laurea a Venezia Elena Boratto. Il fondo è costituito anche da circa seimila volumi, che testimoniano l’impegno culturale e la passione di collezionista del personaggio, del quale molti già  hanno scritto, tra cui lo studioso Giuseppe Trimeloni. Luciani spiega che Pariani, nato a Milano nel 1876 da padre ignoto (ma Trimeloni lo dice figlio di un Savoia), aveva vissuto la gioventù in vari collegi, ultimo quello militare di Milano dal 1889 al 1896, ed era poi passato all’Accademia di Modena divenendovi sottotenente degli alpini, assegnato al sesto reggimento di Verona. Il giovane ufficiale aveva poi partecipato con onore alla Grande Guerra sul Pasubio e sull’altopiano d’Asiago, conseguendovi due medaglie d’argento, indi era stato protagonista nel 1918 dell’armistizio con l’impero austro-ungarico e nel 1919 della definizione dei confini italiani. Negli anni successivi, ricorda Luciani, aveva conosciuto una brillante carriera come capo della Missione militare italiana in Albania dal 1927 al 1933; divenuto generale, era stato sottocapo di Stato Maggiore con Baistrocchi nel 1933, e dal 1936 al 1939 capo di Stato Maggiore dell’esercito e sottosegretario alla guerra; in tale ruolo era stato autore d’un discusso innovativo ordinamento delle forze armate (divisione binaria) varato con il decreto n. 2095 del 22 dicembre 1938. Ritiratosi a Malcesine, nel marzo del 1943 era stato nominato luogotenente in Albania e nel settembre di quello stesso anno ambasciatore a Berlino, nomina quest’ultima senza effetto a motivo del sopravvenuto armistizio afra Italia e Alleati. Luciani sottolinea l’autonomia e la capacità di giudizio di Pariani, che, come risulta da documenti del fondo, non aveva condiviso varie scelte del regime fascista. Malgrado ciò Pariani fu arrestato alla caduta del regime fascista, internato a Procida e finalmente assolto con formula piena nel 1947. Divenuto sindaco di Malcesine nel 1952, fu sensibile e generoso nei confronti della popolazione ed autore di scelte avvedute per il futuro del paese, prime fra tutte quelle della funivia del Baldo e del museo comunale. L’autore riporta taluni severi giudizi formulati da Pariani su scelte belliche del regime, decisamente interessanti sul piano storico, ripercorre le tappe della sua vicenda giudiziaria, riporta i giudizi di vari studiosi sulla sua riforma (divisione binaria) dell’esercito  e chiude sottolineando che Pariani si era sempre considerato ed era stato effettivamente “un militare totalmente dedito all’esercito e quindi alieno da sconfinamenti nella politica”, e che il suo rapporto con il fascismo era stato “di affinità e simpatia…e niente più”, come dimostra il fatto che avesse preso la tessera del partito ”solo a metà degli anni Trenta e su sollecitazione del capo di gabinetto del Ministero della Guerra”.  Malcesine lo ha voluto ricordare con gratitudine dopo la morte dedicandogli nel 1956 un busto nel museo del castello di Malcesine, opera dello scultore Albino Loro, ed intitolandogli la scuola materna del paese. V.S.G.

“Vardirex”, l’esercitazione interforze e interagenzia, giunta alla terza edizione, si è svolta, nel massimo rispetto delle normative tese a limitare la diffusione del contagio da Coronavirus, in Abruzzo ed in particolare nei comuni di Avezzano, Sulmona e Scanno. Si prefiggeva lo scopo di testare la risposta sul campo da parte del Dipartimento di Protezione Civile, delle Forze Armate e degli Enti locali in caso di allertamento per pubbliche calamità, anche di diversa e grave entità.

Presso il polo logistico della Croce Rossa Italiana di Avezzano (AQ) l’Associazione Nazionale Alpini ha provveduto ad allestire un campo base con relativo assetto sanitario della Sanità Alpina per la gestione ed il coordinamento delle attività di soccorso e ripristino delle normalità a seguito di eventi calamitosi simulati, in particolare, nella Marsica ed in alcune zone insistenti le aree dei Parchi Nazionali d’Abruzzo e della Majella.

Durante i tre giorni d’esercitazione sono state simulate situazioni emergenziali complesse dovute a scosse sismiche, condizioni meteo particolarmente avverse, alluvioni, smottamenti e frane che hanno richiesto l’intervento immediato dei soccorsi giunti sia via terra che via aerea grazie al simultaneo impegno dei soccorritori dell’Esercito, della Marina Militare, della Aeronautica Militare e dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (Sanità e volontari del 4° Raggruppamento).

L’Esercito ha schierato assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici provenienti principalmente dalle Truppe Alpine che nelle diverse simulazioni ha impegnato circa 150 specialisti con competenze nei relativi campi di intervento; in particolare, i piloti e gli elicotteri dell’AVES (Aviazione Esercito) hanno garantito i collegamenti nella terza dimensione a tutto vantaggio della rapidità nei soccorsi, gli uomini del battaglione multifunzionale “Vicenza” del 9° reggimento alpini de L’Aquila hanno lavorato al ripristino delle strutture essenziali, ma anche alla tutela di strutture ed animali insistenti nel Parco nazionale d’Abruzzo (recupero congiunto di un mammifero altrimenti destinato a perire e tutela della particolare ambiente naturale), le Squadre Soccorso Alpino Militare hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti; nello specifico grazie ad una particolare collaborazione fra Sanità Alpina ANA e la società Telespazio a Scanno è stato schierato un posto medico avanzato con possibilità di trattare pazienti con l’ausilio della telemedicina.

Particolari mezzi speciali si sono esercitati nel lago di Scanno per consentire, nel massimo rispetto delle norme ambientali, il recupero di personale rimasto isolato. La sinergia fra operatori radio della ANA ed i trasmettitori alpini ha garantito a tutti gli attori della simulazione la possibilità di comunicare anche in condizioni estreme causa la compartimentazione del territorio montano.

Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi emergenziale (Dipartimento della Protezione Civile, Protezione Civile Regionale, Prefetture e Comuni interessati), a cui si sono aggiunte le realtà universitarie abruzzesi che nelle fasi preparatorie dell’esercitazione hanno contribuito con studi specifici alla conoscenza morfologica dell’area di esercitazione.

La Marina Militare ha impiegato un elicottero SH 101A a supporto delle operazioni di soccorso e recupero. L’Aeronautica Militare ha rischierato, presso l’Aeroporto “Giuliana Tamburro”, un elicottero HH139A che ha partecipato a missioni di ricerca e soccorso ed antincendio boschivo; un velivolo C27J con i compiti di trasportare in zona il personale ed il materiali dell’Ospedale da Campo dell’ANA e di simulare missioni di evacuazioni per cause mediche (MEDEVAC); inoltre sono stati impiegati gli assetti necessari per garantire il controllo dello spazio aereo e la gestione dell’aeroporto stesso. Importante è stato il supporto del velivolo AMX che ha effettuato ricognizioni fotografiche ad alta risoluzione delle zone maggiormente interessate dagli eventi simulati.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha avuto modo di incontrare e salutare tutti gli uomini e le donne che sono stati impegnati, negli ultimi giorni, in questa complessa esercitazione. “Ci si addestra a operare insieme”, ha detto il Generale Farina, “per essere capaci a intervenire laddove insorgono le emergenze e prontamente. Questo è avvenuto in varie circostanze anche in questa terra, l’Abruzzo, dove quest’estate ci sono stati numerosi interventi antincendio. L’Esercito c’è sempre e si prepara di più insieme all’Associazione Nazionale Alpini, alla Protezione Civile e alle altre Forze Armate per servire lo Stato e per rispondere alle esi-genze dei cittadini in emergenza”.

Come ha sottolineato il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto che unitamente al Presidente Ana Sebastiano Favero ha siglato un accordo di collaborazione tra l’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine (accordo teso a definire nel dettaglio quanto già finora messo in campo): “Le Forze Armate, in questa circostanza con le Truppe Alpine dell’Esercito e le strutture operative dell’Aereonautica Militare ed della Marina Militare, sono pienamente coinvolte in programmi e sperimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”, quello che in sostanza rappresenta uno degli scopi principali della “Vardirex 2020”. (Fonte:www.ana.it)

Continua l’attività dei volontari della Protezione Civile Ana nelle zone colpite dal maltempo.
 
E' salito il numero degli uomini impiegati (264 per 365 giornate/uomo complessive) ma è diversa l’attività svolta, perché nei primi momenti è stato necessario effettuare principalmente interventi di pompaggio dell’acqua e di presidio, mentre ora la maggior parte delle attività sono volte alla rimozione del fango e dei detriti, trascinati dalla furia dell’acqua.
 
La maggior parte dei volontari Ana sono al lavoro in Piemonte, mentre in Liguria operano in particolare in Val Tanaro e nel Genovese per la messa in sicurezza del territorio. In queste due regioni e in Valle d’Aosta rimane alta l’allerta per le prossime ore, in base all’evolversi della situazione meteo.(Fonte:www.ana.it)

Sono 200 i volontari della Protezione Civile Ana del 1° Raggruppamento che stanno intervenendo in queste ore in Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, regioni flagellate dal maltempo.

Le forti piogge cadute sulle zone montane hanno creato frane, smottamenti, con strade interrotte a causa dei fiumi esondati e in alcuni casi ponti crollati, come quello sul Sesia, nei pressi di Gattinara (Vercelli). I fiumi, ingrossatisi in quota, hanno poi riversato grandi quantità d’acqua a valle, provocando danni anche nelle zone di pianura già colpite dal maltempo.

I volontari con la penna nera provengono dalle Sezioni di Imperia, Savona, Genova, Asti, Alessandria, Cuneo, Val Susa, Vercelli, Saluzzo, Pinerolo, Biella, Novara, Valsesiana, Torino e Mondovì. 

In Piemonte sono al lavoro oltre 100 volontari intervenuti principalmente nel Vercellese, nel Cuneese e nel Verbano-Cusio-Ossola. Ricordiamo che ci sono 37 strade chiuse, compresi vari ponti (per un certo periodo è stata chiusa anche l’autostrada A4 Torino-Milano). In Liguria stanno operando attualmente 38 volontari, ma nelle scorse ore sono intervenuti i volontari di tutte e quattro le Sezioni liguri a causa dei danni e degli allagamenti su tutto il territorio regionale. Trentatré volontari in Valle d’Aosta sono invece in preallerta. Finora hanno effettuato l’equivalente di 250 giornate/uomo.  (Fonte:www.ana.it)
 

Una montagna per tutti o la montagna di tutti ? Riflessioni che competono anche agli alpini

L’estate 2020 non si può di certo archiviare confermando le previsioni di crisi che erano state preventivate a causa del covid-19, complice sicuramente la difficoltà ed il timore per diversi connazionali di programmare le proprie vacanze all’estero, come di fatto è sempre stato negli ultimi anni. E così per molti italiani quest’anno le vacanze sono state soprattutto all’insegna delle vacanze “in casa”, e mentre al mare spiagge e litorali della nostra penisola hanno mantenuto i valori, in termini di presenza di turisti, fatta qualche eccezione, per la montagna è stato invece un vero e proprio assalto, soprattutto nel mese di agosto.

Nei giorni di metà agosto sono diversi gli articoli presenti sui quotidiani locali ma soprattutto discussioni aperte sui social, che mettono in evidenza come le zone di villeggiatura di montagna siano state investite da numerose presenze.

Dolomiti prese d'assalto, dai laghi alle ferrate. In coda sui sentieri (spesso senza mascherina) per una montagna sempre più modello Rimini. (www.ildolomiti.it)

Assalto in montagna: in coda alla funivia e poi gli assembramenti lungo i sentieri. (www.ladige.it)

Allarme dal Vandelli: «Al lago del Sorapis movida intollerabile, mandate l’esercito». Il gestore del rifugio è esasperato dai turisti “cafoni”. «Lungo il sentiero abbandonano rifiuti di ogni tipo» (www.corrieredellealpi.it)

Le immagini che vengono postate dalle diverse località turistiche, mettono bene in risalto le contraddizioni di questa estate, passando da un periodo di preoccupazione per l’economia e l’occupazione nel settore turistico di montagna, al timore legati al rischio di contagi per i continui assembramenti in diverse località.

Si potrebbe pensare che il maggior numero di assembramenti fosse localizzato ai piedi delle funivie o delle seggiovie che portano i turisti ad ammirare paesaggi e panorami mozzafiato; in realtà assembramenti con lunghe code di attesa (in piedi) si sono registrate anche per attraversare il ponte tibetano in Val di Rabbi oppure sul sentiero che conduce al lago di Sorapis. Non è andata meglio nemmeno per le più classiche vie ferrate del Trentino e delle Dolomiti bellunesi ed ampezzane. Senza contare che spesso molti turisti affrontano vie e sentieri di montagna con una preparazione fisica insufficiente o con un equipaggiamento non idoneo. Sono infatti molti gli appelli che il soccorso alpino continua a lanciare per invitare ogni turista a prendere la montagna con sicurezza.

L’aumento di tante persone tutte concentrate nello stesso periodo e nei medesimi luoghi caratteristici, hanno anche di fatto modificato la poesia di questi posti incantati, non solo per gli schiamazzi, ma anche per i tanti rifiuti "nascosti" tra i mughi o disseminati lungo il sentiero. Tutto questo ha riacceso il dibattito sullo sviluppo in montagna e sui suoi frequentatori che ha di fatto creato due fronti contrapposti fra chi sostiene che gli impianti di risalita andrebbero chiusi, portando più persone sui sentieri che camminano e vivono davvero la montagna e chi sostiene il contrario o che andrebbero addirittura potenziati. Lo sa bene l’associazione “Mountain Wilderness” contraria da tempo al progetto del collegamento funiviario tra la Val d'Ayas e Cervinia, nel vallone Cime Bianche: non solo per l’inutilità dell’opera stessa ma perché le strutture a monte non sono adeguate per raccogliere un numero cosi elevato di turisti. Il rapporto diventa presto facile da fare: più impianti di risalita, più turisti, più strutture ricettive e più parcheggi.

Molti sindaci delle più note località turistiche di montagna si stanno organizzando per risolvere al meglio questa situazione togliendo i parcheggi o limitandoli in prossimità dei luoghi più frequentati, obbligando gli ospiti a fermare le loro auto presso le strutture o le abitazioni ed a servirsi negli spostamenti solo dei mezzi pubblici. E dove necessario, imporre il numero chiuso, ai laghi, ai passi alle funivie e seggiovie.

Il turismo di massa in montagna insomma sta sempre più modificando le proprie esigenze diventando sempre più un turismo “della movida o del selfie più figo” più che naturalistico. Sarebbe nell'interesse economico delle località montane fornire ai turisti anche delle soluzioni più mirate e su misura, la nostra montagna (dalle Alpi agli Appennini) offre, fortunatamente, molte proposte ed opportunità anche per chi la frequenta nel proprio silenzio ricercando posti altrettanto incantanti e poco frequentati come il lago Benseya in Valpelline (AO) che per posizione e colori non ha nulla da invidiare al lago di Sorapis. Certo, per arrivarci serve un discreto allenamento su un tracciato di sentiero classificato come “E” escursionistico della durata di 3,5 ore circa, partendo dal parcheggio di Glacier (Ollomont); ma con un anno di tempo a disposizione ci si può allenare per bene e trovarsi cosi pronti per la prossima estate. Dimenticavo, non c’è nessuna funivia e nessun rifugio all’arrivo. Buona montagna a tutti ! - Giorgio Sartori

Continua febbrile l’attività della Protezione Civile Ana in Veneto nuovamente colpito nelle scorse ore dal maltempo che ha danneggiato numerosi edifici, scoperchiando i tetti di diverse case. Le squadre alpinistiche sono operative nei Comuni di Trevenzuolo e Montecchia di Crosara nel Veronese, mentre domani si sposteranno probabilmente nel Vicentino, in particolare nella zona di Trissino e Arzignano.

Sempre nel Vicentino e nel Veronese continua il taglio delle piante pericolanti e di quelle abbattute dal vento. Nel Feltrino sono impegnati alcuni volontari in seguito ai nubifragi di stamattina, mentre le squadre di Belluno sono in allerta per l’aumento del livello delle acque nel lago di Alleghe. La scorsa notte la Protezione Civile Ana è intervenuta anche a Lusiano Conco (Vicenza) con delle macchine idonee alla rimozione dei detriti e alla pulizia delle strade.

Ricordiamo che i volontari del 3° Raggruppamento sono impegnati sul territorio e in aiuto alla popolazione in seguito alla richiesta della Regione Veneto.

(Fonte: www.ana.it)

Conclusa la prova Ipo R FL V con ottimi risutlati per il nostro nucleo...
 
10 Ucs al via, 8 del nucleo Verona, 2 del nucleo Fiammetta di Belluno.
 
Passano la prova 7 binomi, i due binomi degli amici di Belluno e 5 dei nostri... purtroppo per 3 Ucs Veronesi ci son stati dei problemi e qualche incomprensione di troppo in una delle due prove tra conduttore e cane... ma le basi ci sono per un prossimo sicuro successo.
Ringraziamo l'esperto Giudice Giovanni Martinelli, il direttore campo, tutti i volontari che hanno collaborato per la buona riuscita della prova, in particolar modo la logistica che si e' occupata del
rancio alpino post prova.
 
Complimenti a tutti i partecipanti...Oggi meritato relax ma da domani zaino in spalla... ci aspetta un autunno pieno di impegni e prove da sostenere.

LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA SCHIERA SUL TERRITORIO UN CENTINAIO DI VOLONTARI SOLO A MONTECCHIA DI CROSARA. INTERVENTI ANCHE IN ALTRI OTTO COMUNI DEL VERONESE MENTRE DUE SQUADRE STANNO MONITORANDO L’ADIGE, IN VISTA DELLA PIENA ATTESA DA TRENTO.

Nemmeno una settimana dopo la violenta tempesta che si è abbattuta sulla città, e che ha visto mobilitarsi tutte le squadre della Protezione Civile dell’ANA Verona nei quartieri più colpiti, i volontari sono tornati operativi ieri a Montecchia di Crosara e in altri otto comuni del veronese flagellati da forti temporali, trombe d’aria, grandine.

A Montecchia di Crosara, ieri pomeriggio alle 16.30, a un’ora circa dal passaggio del devastante vortice di vento, le squadre erano già nei punti più martoriati con un totale di circa 50 volontari e vari mezzi. Fino a notte, hanno fatto fronte a circa un centinaio di interventi. Oggi, sul posto ci sono circa 70 volontari dell’ANA Verona cui si aggiune una trentina di altri uomini del Terzo Raggruppamento: una decina di squadre, tra cui le specialistiche rocciatori e alpinisti per intervenire nei punti più impervi su detriti ed edifici danneggiati, provenienti da varie zone del Triveneto da Treviso a Padova alla Valdobbiadene.

Gli interventi domenica sono stati una sessantina, di cui 20 eseguiti in sinergia con i Vigili del Fuoco. I volontari dell’ANA Verona si stanno occupando dei due punti più colpiti a Montecchia: il compendio della scuola dell’infanzia Monsignor Beggiato, il cui tetto è stato scoperchiato dalla furia del vento, e il palazzetto dello sport raso quasi al suolo. Inoltre, al cimitero cittadino e nei pressi degli edifici più colpiti. “Stiamo liberando le strutture dai detriti, aprendo passaggi, tagliando e rimuovendo piante, mettendo in sicurezza tetti e grondaie grazie all’ausilio delle piattaforme dell’ANA”, elenca Filippo Carlucci, nuovo coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. Eletto a marzo, l’emergenza Covid ha posticipato il passaggio di mano e Carlucci ha preso le redini della macchina operativa concretamente a metà luglio. “In poco più di un mese, è il terzo evento eccezionale: un vero battesimo del fuoco. Prima lavoravo sul territorio, coordinare tanti uomini e mezzi durante l’emergenza non è facile. Il coordinatore uscente mi affianca nelle attività  e in sinergia continuano ad esere una squadra”, spiega.

Sul posto, ieri mattina, in sopralluogo nei punti più colpiti e poi al COC allestito dal Comune di Montecchia di Crosara si è recato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli. “È impressionante: è come un terremoto, ci dobbiamo tutti rimboccare le maniche per dare una mano perché la situazione è davvero molto seria”, ha commentato Bertagnoli.

In queste ore, la Protezione Civile dell’ANA Verona è operativa anche a Illasi, Colognola ai Colli, Roncà, Trevenzuolo, Soave, Zevio e Lavagno, oltre che in città, dove alcune squadre sono impegnate nello svuolatemnto di alcune cantine allagate. E ancora, due squadre stanno monitorando il livello dell’Adige sia in città che all’altezza di Pescantina e della frazione di Settimo. “Il livello è molto alto, fortunatamente dall’ultimo bollettino, la piena di Trento non dovrebbe avere una portata imponente”, anticipa Carlucci.

I volontari Ana e il personale delle Truppe Alpine impegnati nell’esercitazione “Vardirex 2020” hanno ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Salvatore Farina, del comandante delle Truppe Alpine gen. Claudio Berto, del Presidente Ana Sebastiano Favero e di altre autorità.

A Scanno (L’Aquila) hanno assistito ad una dimostrazione di intervento di telemedicina, effettuato in collaborazione tra la Sanità Alpina-Ospedale da Campo Ana e Telespazio e hanno visitato la Sala Operativa Vardirex per saggiare l’operatività del sistema di Comando e Controllo dell’esercitazione. Raggiunti dal Capo Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno anche potuto vedere all’opera i soccorritori durante un evento alluvionale, attività approntata sul lago di Scanno.

Ricordiamo che a “Vardirex” sono impiegati il personale delle Truppe Alpine e i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione si prefigge lo scopo di ottimizzare il loro apporto in attività emergenziali, di competenza della Protezione Civile in caso di allertamento per pubbliche calamità.

Approfondimenti: Vardirex 2020: Truppe Alpine e Protezione Civile Ana in esercitazione in Abruzzo


(Fonte:www.ana.it)

Fino al 26 settembre nei Comuni di Avezzano, Sulmona e Scanno saranno le Forze Armate e in particolare le Truppe Alpine unitamente alla Protezione Civile ANA ad esercitarsi nella Vardirex” (Various Disaster Relief Management Exercise) attività addestrativa, giunta alla sua terza edizione. Una esercitazione interforze ed interagenzia che si prefigge lo scopo di ottimizzare il supporto dell’Esercito in attività emergenziali di competenza della protezione civile in caso di allertamento per pubbliche calamità. In particolare, in Avezzano (AQ), presso il polo logistico della Croce Rossa, sarà allestito un campo base con relativa infermeria da campo ove si testerà il coordinamento delle attività di soccorso e quelle per il ripristino della normalità a seguito di eventi calamitosi che verranno simulati, in special modo, negli abitati di Sulmona e Scanno (AQ).

Verranno simulate attività per testare l’impegno sinergico del sistema di protezione civile e su come lo stesso potrebbe intervenire per contrastare eventi emergenziali di tipo alluvionale, sismico in particolari condizioni meteo avverse.

La simulazione di smottamenti, frane e fenomeni alluvionali richiederanno l’intervento immediato dei soccorsi che giungeranno via terra grazie al simultaneo impegno di personale appartenente alle squadre soccorso alpino militare (SSAM) – soccorritori delle Truppe Alpine – a cui si uniranno i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (4° Raggruppamento e Sanità Alpina).

Nello specifico, il contributo dell’Esercito sarà incentrato sulla presenza delle Truppe Alpine che schiereranno circa 150 uomini appartenenti al Battaglione multifunzione “Vicenza” del 9° Reggimento Alpini della Brigata Alpina “Taurinense”. Uomini e donne che metteranno in campo tutta la professionalità e la specifica competenza nei relativi campi di intervento. A questi si uniranno i piloti dell’AVES (Aviazione Esercito).  Per la Marina Militare parteciperanno elicotteri destinati alla lotta antincendio ed al soccorso.

Grazie alle peculiari capacità di proiezione rapida delle forze che l’Aeronautica Militare è in grado di esprimere oggi al servizio della Difesa e del Paese, anche in zone impervie o aeroporti civili con piste corte, in erba, in condizioni remote o con particolari criticità infrastrutturali e di supporto logistico, la Vardirex vedrà impegnati diversi assetti messi a disposizione dalla Forza Armata. Tra questi si segnala la presenza del velivolo C-27J della 46ª Brigata Aerea di Pisa – per il trasporto di un ospedale da campo della Sanità Alpina dell’ANA e per il trasporto di feriti – e di un elicottero HH-139 del 15° Stormo di Cervia – utilizzato per la ricerca e soccorso di dispersi e per operazioni antincendio, entrambi rischierati sull’aeroporto de L’Aquila. Lo stesso aeroporto sarà reso operativo e autonomo grazie ai servizi del traffico aereo, di rifornimento e di antincendio forniti dal personale tecnico specializzato dell’Aeronautica Militare. Presso l’aeroporto, punto nevralgico per gli aspetti logistico-operativi, sarà anche approntata una struttura di Comando e Controllo (per la direzione e coordinamento di tutti gli elicotteri coinvolti nell’esercitazione). In un contesto di emergenza simile, l’attività di ricognizione fotografica delle zone di interesse in cui sarà simulata la calamità verrà assicurata da un velivolo AMX del 51° Stormo di Istrana.

I volontari della Protezione Civile ANA del 4° Raggruppamento interverranno per la messa in sicurezza di un vasto fronte incendiario.

Punto focale dell’esercitazione il coordinamento fra i vari attori che costituiscono le realtà della protezione civile. In tale contesto il giorno 25 in Scanno si provvederà alla firma di un documento di collaborazione fra le Truppe Alpine dell’Esercito e l’Associazione Nazionale Alpini, accordo teso a definire nel dettaglio quanto già finora messo in campo e funzionale per il coordinamento e la risoluzione delle crisi emergenziali. (fonte:www.ana.it) 

https://www.ana.it/2020/09/22/vardirex-2020-truppe-alpine-e-protezione-civile-ana-in-esercitazione-in-abruzzo/?fbclid=IwAR0wrSyOvBLlLop5kX-RVZ0GlNLaZRjhdq6Qrbl0ZUxQXs9W-EZ6_hn6nDQ

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