…E trovare le parole giuste, che non debbano ripetersi in continuazione, da quelle che instancabilmente ci vengono martellate giornalmente a ...

 "Il fascino dei Testimoni” Tutti abbiamo incontrato, nella nostra vita, persone che ci hanno segnato intimamente… anche nel campo della fede ...

In Evidenza

16/03/2021 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha inviato una lettera alle Sezioni invitando ad esporre il Tricolore il 17 marzo, “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della ...
25/01/2021 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Un uovo di Pasqua in finissimo cioccolato fondente o al latte (250 grammi) confezionato in carta a marchio ANA. All’interno una simpatica sorpresa alpina che prende spunto da una cartolina storica ...
8/12/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
Volume Centenario Sezione ANA di Verona - Sezione Alpini: cent'anni con Verona. In occasione del CENTENARIO della Fondazione è stato pubblicato il volume cartonato di storia della Sezione ANA di ...

A seguito delle abbondanti nevicate degli ultimi giorni nella provincia di Belluno, i volontari ANA del 3° Raggruppamento sono al lavoro nei territori montani su richiesta delle Prefetture e su attivazione della Regione Veneto. In particolare nei ...

Se si potesse definire in un termine l’anno 2020 appena concluso, sicuramente i vocaboli migliori sarebbero: fermo, bloccato, rinchiuso: ci ha privato della libertà di movimento e delle più piccole possibilità di ritrovo fra amici. Così è stato ...

Fonte: www.ana.it Dopo più di un mese e mezzo gli uomini e le donne delle Truppe Alpine salutano la suggestiva località di Cortina e i Mondiali di Sci 2021 dove hanno operato in quello che è stato il più grande evento in Italia dopo le restrizioni ...

La montagna è esperienza spirituale, un luogo dell’anima. A mano a mano che saliamo, sentiamo che ci stiamo inoltrando nelle profondità della nostra anima. Riscopriamo di averne una. La spiritualità è una dimensione inalienabile dell’essere umano. ...

L’ANA? Un’associazione storica sì, ma che sa guardare al futuro; vivificata da giovani forti, saggi e sereni, semplici nel tratto, nobili nell’anima; aperti al mondo ed alla solidarietà, innamorati della pace, della vita, della famiglia e della ...

Sabato 02 gennaio 2021 il Gruppo di Lugagnano è partito alla grande con la consegna sul territorio di Lugagnano del periodico comunale “IL NOSTRO COMUNE - COMUNICHIAMO CHIARO” a fronte di un contributo. Notevole l’adesione nella distribuzione, ...

Il gruppo alpini di Illasi e il Comune di Illasi organizzano per il 90° anno di fondazione la presentazione del documentario "D-Day lo sbarco in Normandia, noi Italiani c'eravamo" di Mauro Vittorio Quattrina. Sarà presente il regista. Venerdì 27 ...

Forse non tutti sanno che... Forse non tutti sanno che, oltre ad essere il titolo di un'apprezzata rubrica di un settimanale di enigmistica, è ...

Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione ...

Domenica 9 Settembre ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde. 10.00 - Arrivo ...

Erbezzo, provincia di Verona. Una manciata di case incastonate dentro uno scenario che lascia stupiti e senza parole. Dai suoi 1.118 metri di altezza ...

La storiografia novecentesca veronese s’è arricchita in questi anni d’un’interessante e documentatissima pubblicazione sulla vita della popolazione ...

            Ente erogante  Somma incassata nel 2019    Data incasso Causale  ...

Sono 200 i volontari della Protezione Civile Ana del 1° Raggruppamento che stanno intervenendo in queste ore in Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, regioni flagellate dal maltempo.

Le forti piogge cadute sulle zone montane hanno creato frane, smottamenti, con strade interrotte a causa dei fiumi esondati e in alcuni casi ponti crollati, come quello sul Sesia, nei pressi di Gattinara (Vercelli). I fiumi, ingrossatisi in quota, hanno poi riversato grandi quantità d’acqua a valle, provocando danni anche nelle zone di pianura già colpite dal maltempo.

I volontari con la penna nera provengono dalle Sezioni di Imperia, Savona, Genova, Asti, Alessandria, Cuneo, Val Susa, Vercelli, Saluzzo, Pinerolo, Biella, Novara, Valsesiana, Torino e Mondovì. 

In Piemonte sono al lavoro oltre 100 volontari intervenuti principalmente nel Vercellese, nel Cuneese e nel Verbano-Cusio-Ossola. Ricordiamo che ci sono 37 strade chiuse, compresi vari ponti (per un certo periodo è stata chiusa anche l’autostrada A4 Torino-Milano). In Liguria stanno operando attualmente 38 volontari, ma nelle scorse ore sono intervenuti i volontari di tutte e quattro le Sezioni liguri a causa dei danni e degli allagamenti su tutto il territorio regionale. Trentatré volontari in Valle d’Aosta sono invece in preallerta. Finora hanno effettuato l’equivalente di 250 giornate/uomo.  (Fonte:www.ana.it)
 

Una montagna per tutti o la montagna di tutti ? Riflessioni che competono anche agli alpini

L’estate 2020 non si può di certo archiviare confermando le previsioni di crisi che erano state preventivate a causa del covid-19, complice sicuramente la difficoltà ed il timore per diversi connazionali di programmare le proprie vacanze all’estero, come di fatto è sempre stato negli ultimi anni. E così per molti italiani quest’anno le vacanze sono state soprattutto all’insegna delle vacanze “in casa”, e mentre al mare spiagge e litorali della nostra penisola hanno mantenuto i valori, in termini di presenza di turisti, fatta qualche eccezione, per la montagna è stato invece un vero e proprio assalto, soprattutto nel mese di agosto.

Nei giorni di metà agosto sono diversi gli articoli presenti sui quotidiani locali ma soprattutto discussioni aperte sui social, che mettono in evidenza come le zone di villeggiatura di montagna siano state investite da numerose presenze.

Dolomiti prese d'assalto, dai laghi alle ferrate. In coda sui sentieri (spesso senza mascherina) per una montagna sempre più modello Rimini. (www.ildolomiti.it)

Assalto in montagna: in coda alla funivia e poi gli assembramenti lungo i sentieri. (www.ladige.it)

Allarme dal Vandelli: «Al lago del Sorapis movida intollerabile, mandate l’esercito». Il gestore del rifugio è esasperato dai turisti “cafoni”. «Lungo il sentiero abbandonano rifiuti di ogni tipo» (www.corrieredellealpi.it)

Le immagini che vengono postate dalle diverse località turistiche, mettono bene in risalto le contraddizioni di questa estate, passando da un periodo di preoccupazione per l’economia e l’occupazione nel settore turistico di montagna, al timore legati al rischio di contagi per i continui assembramenti in diverse località.

Si potrebbe pensare che il maggior numero di assembramenti fosse localizzato ai piedi delle funivie o delle seggiovie che portano i turisti ad ammirare paesaggi e panorami mozzafiato; in realtà assembramenti con lunghe code di attesa (in piedi) si sono registrate anche per attraversare il ponte tibetano in Val di Rabbi oppure sul sentiero che conduce al lago di Sorapis. Non è andata meglio nemmeno per le più classiche vie ferrate del Trentino e delle Dolomiti bellunesi ed ampezzane. Senza contare che spesso molti turisti affrontano vie e sentieri di montagna con una preparazione fisica insufficiente o con un equipaggiamento non idoneo. Sono infatti molti gli appelli che il soccorso alpino continua a lanciare per invitare ogni turista a prendere la montagna con sicurezza.

L’aumento di tante persone tutte concentrate nello stesso periodo e nei medesimi luoghi caratteristici, hanno anche di fatto modificato la poesia di questi posti incantati, non solo per gli schiamazzi, ma anche per i tanti rifiuti "nascosti" tra i mughi o disseminati lungo il sentiero. Tutto questo ha riacceso il dibattito sullo sviluppo in montagna e sui suoi frequentatori che ha di fatto creato due fronti contrapposti fra chi sostiene che gli impianti di risalita andrebbero chiusi, portando più persone sui sentieri che camminano e vivono davvero la montagna e chi sostiene il contrario o che andrebbero addirittura potenziati. Lo sa bene l’associazione “Mountain Wilderness” contraria da tempo al progetto del collegamento funiviario tra la Val d'Ayas e Cervinia, nel vallone Cime Bianche: non solo per l’inutilità dell’opera stessa ma perché le strutture a monte non sono adeguate per raccogliere un numero cosi elevato di turisti. Il rapporto diventa presto facile da fare: più impianti di risalita, più turisti, più strutture ricettive e più parcheggi.

Molti sindaci delle più note località turistiche di montagna si stanno organizzando per risolvere al meglio questa situazione togliendo i parcheggi o limitandoli in prossimità dei luoghi più frequentati, obbligando gli ospiti a fermare le loro auto presso le strutture o le abitazioni ed a servirsi negli spostamenti solo dei mezzi pubblici. E dove necessario, imporre il numero chiuso, ai laghi, ai passi alle funivie e seggiovie.

Il turismo di massa in montagna insomma sta sempre più modificando le proprie esigenze diventando sempre più un turismo “della movida o del selfie più figo” più che naturalistico. Sarebbe nell'interesse economico delle località montane fornire ai turisti anche delle soluzioni più mirate e su misura, la nostra montagna (dalle Alpi agli Appennini) offre, fortunatamente, molte proposte ed opportunità anche per chi la frequenta nel proprio silenzio ricercando posti altrettanto incantanti e poco frequentati come il lago Benseya in Valpelline (AO) che per posizione e colori non ha nulla da invidiare al lago di Sorapis. Certo, per arrivarci serve un discreto allenamento su un tracciato di sentiero classificato come “E” escursionistico della durata di 3,5 ore circa, partendo dal parcheggio di Glacier (Ollomont); ma con un anno di tempo a disposizione ci si può allenare per bene e trovarsi cosi pronti per la prossima estate. Dimenticavo, non c’è nessuna funivia e nessun rifugio all’arrivo. Buona montagna a tutti ! - Giorgio Sartori

Continua febbrile l’attività della Protezione Civile Ana in Veneto nuovamente colpito nelle scorse ore dal maltempo che ha danneggiato numerosi edifici, scoperchiando i tetti di diverse case. Le squadre alpinistiche sono operative nei Comuni di Trevenzuolo e Montecchia di Crosara nel Veronese, mentre domani si sposteranno probabilmente nel Vicentino, in particolare nella zona di Trissino e Arzignano.

Sempre nel Vicentino e nel Veronese continua il taglio delle piante pericolanti e di quelle abbattute dal vento. Nel Feltrino sono impegnati alcuni volontari in seguito ai nubifragi di stamattina, mentre le squadre di Belluno sono in allerta per l’aumento del livello delle acque nel lago di Alleghe. La scorsa notte la Protezione Civile Ana è intervenuta anche a Lusiano Conco (Vicenza) con delle macchine idonee alla rimozione dei detriti e alla pulizia delle strade.

Ricordiamo che i volontari del 3° Raggruppamento sono impegnati sul territorio e in aiuto alla popolazione in seguito alla richiesta della Regione Veneto.

(Fonte: www.ana.it)

Conclusa la prova Ipo R FL V con ottimi risutlati per il nostro nucleo...
 
10 Ucs al via, 8 del nucleo Verona, 2 del nucleo Fiammetta di Belluno.
 
Passano la prova 7 binomi, i due binomi degli amici di Belluno e 5 dei nostri... purtroppo per 3 Ucs Veronesi ci son stati dei problemi e qualche incomprensione di troppo in una delle due prove tra conduttore e cane... ma le basi ci sono per un prossimo sicuro successo.
Ringraziamo l'esperto Giudice Giovanni Martinelli, il direttore campo, tutti i volontari che hanno collaborato per la buona riuscita della prova, in particolar modo la logistica che si e' occupata del
rancio alpino post prova.
 
Complimenti a tutti i partecipanti...Oggi meritato relax ma da domani zaino in spalla... ci aspetta un autunno pieno di impegni e prove da sostenere.

LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA SCHIERA SUL TERRITORIO UN CENTINAIO DI VOLONTARI SOLO A MONTECCHIA DI CROSARA. INTERVENTI ANCHE IN ALTRI OTTO COMUNI DEL VERONESE MENTRE DUE SQUADRE STANNO MONITORANDO L’ADIGE, IN VISTA DELLA PIENA ATTESA DA TRENTO.

Nemmeno una settimana dopo la violenta tempesta che si è abbattuta sulla città, e che ha visto mobilitarsi tutte le squadre della Protezione Civile dell’ANA Verona nei quartieri più colpiti, i volontari sono tornati operativi ieri a Montecchia di Crosara e in altri otto comuni del veronese flagellati da forti temporali, trombe d’aria, grandine.

A Montecchia di Crosara, ieri pomeriggio alle 16.30, a un’ora circa dal passaggio del devastante vortice di vento, le squadre erano già nei punti più martoriati con un totale di circa 50 volontari e vari mezzi. Fino a notte, hanno fatto fronte a circa un centinaio di interventi. Oggi, sul posto ci sono circa 70 volontari dell’ANA Verona cui si aggiune una trentina di altri uomini del Terzo Raggruppamento: una decina di squadre, tra cui le specialistiche rocciatori e alpinisti per intervenire nei punti più impervi su detriti ed edifici danneggiati, provenienti da varie zone del Triveneto da Treviso a Padova alla Valdobbiadene.

Gli interventi domenica sono stati una sessantina, di cui 20 eseguiti in sinergia con i Vigili del Fuoco. I volontari dell’ANA Verona si stanno occupando dei due punti più colpiti a Montecchia: il compendio della scuola dell’infanzia Monsignor Beggiato, il cui tetto è stato scoperchiato dalla furia del vento, e il palazzetto dello sport raso quasi al suolo. Inoltre, al cimitero cittadino e nei pressi degli edifici più colpiti. “Stiamo liberando le strutture dai detriti, aprendo passaggi, tagliando e rimuovendo piante, mettendo in sicurezza tetti e grondaie grazie all’ausilio delle piattaforme dell’ANA”, elenca Filippo Carlucci, nuovo coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. Eletto a marzo, l’emergenza Covid ha posticipato il passaggio di mano e Carlucci ha preso le redini della macchina operativa concretamente a metà luglio. “In poco più di un mese, è il terzo evento eccezionale: un vero battesimo del fuoco. Prima lavoravo sul territorio, coordinare tanti uomini e mezzi durante l’emergenza non è facile. Il coordinatore uscente mi affianca nelle attività  e in sinergia continuano ad esere una squadra”, spiega.

Sul posto, ieri mattina, in sopralluogo nei punti più colpiti e poi al COC allestito dal Comune di Montecchia di Crosara si è recato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli. “È impressionante: è come un terremoto, ci dobbiamo tutti rimboccare le maniche per dare una mano perché la situazione è davvero molto seria”, ha commentato Bertagnoli.

In queste ore, la Protezione Civile dell’ANA Verona è operativa anche a Illasi, Colognola ai Colli, Roncà, Trevenzuolo, Soave, Zevio e Lavagno, oltre che in città, dove alcune squadre sono impegnate nello svuolatemnto di alcune cantine allagate. E ancora, due squadre stanno monitorando il livello dell’Adige sia in città che all’altezza di Pescantina e della frazione di Settimo. “Il livello è molto alto, fortunatamente dall’ultimo bollettino, la piena di Trento non dovrebbe avere una portata imponente”, anticipa Carlucci.

I volontari Ana e il personale delle Truppe Alpine impegnati nell’esercitazione “Vardirex 2020” hanno ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Salvatore Farina, del comandante delle Truppe Alpine gen. Claudio Berto, del Presidente Ana Sebastiano Favero e di altre autorità.

A Scanno (L’Aquila) hanno assistito ad una dimostrazione di intervento di telemedicina, effettuato in collaborazione tra la Sanità Alpina-Ospedale da Campo Ana e Telespazio e hanno visitato la Sala Operativa Vardirex per saggiare l’operatività del sistema di Comando e Controllo dell’esercitazione. Raggiunti dal Capo Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno anche potuto vedere all’opera i soccorritori durante un evento alluvionale, attività approntata sul lago di Scanno.

Ricordiamo che a “Vardirex” sono impiegati il personale delle Truppe Alpine e i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione si prefigge lo scopo di ottimizzare il loro apporto in attività emergenziali, di competenza della Protezione Civile in caso di allertamento per pubbliche calamità.

Approfondimenti: Vardirex 2020: Truppe Alpine e Protezione Civile Ana in esercitazione in Abruzzo


(Fonte:www.ana.it)

Fino al 26 settembre nei Comuni di Avezzano, Sulmona e Scanno saranno le Forze Armate e in particolare le Truppe Alpine unitamente alla Protezione Civile ANA ad esercitarsi nella Vardirex” (Various Disaster Relief Management Exercise) attività addestrativa, giunta alla sua terza edizione. Una esercitazione interforze ed interagenzia che si prefigge lo scopo di ottimizzare il supporto dell’Esercito in attività emergenziali di competenza della protezione civile in caso di allertamento per pubbliche calamità. In particolare, in Avezzano (AQ), presso il polo logistico della Croce Rossa, sarà allestito un campo base con relativa infermeria da campo ove si testerà il coordinamento delle attività di soccorso e quelle per il ripristino della normalità a seguito di eventi calamitosi che verranno simulati, in special modo, negli abitati di Sulmona e Scanno (AQ).

Verranno simulate attività per testare l’impegno sinergico del sistema di protezione civile e su come lo stesso potrebbe intervenire per contrastare eventi emergenziali di tipo alluvionale, sismico in particolari condizioni meteo avverse.

La simulazione di smottamenti, frane e fenomeni alluvionali richiederanno l’intervento immediato dei soccorsi che giungeranno via terra grazie al simultaneo impegno di personale appartenente alle squadre soccorso alpino militare (SSAM) – soccorritori delle Truppe Alpine – a cui si uniranno i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (4° Raggruppamento e Sanità Alpina).

Nello specifico, il contributo dell’Esercito sarà incentrato sulla presenza delle Truppe Alpine che schiereranno circa 150 uomini appartenenti al Battaglione multifunzione “Vicenza” del 9° Reggimento Alpini della Brigata Alpina “Taurinense”. Uomini e donne che metteranno in campo tutta la professionalità e la specifica competenza nei relativi campi di intervento. A questi si uniranno i piloti dell’AVES (Aviazione Esercito).  Per la Marina Militare parteciperanno elicotteri destinati alla lotta antincendio ed al soccorso.

Grazie alle peculiari capacità di proiezione rapida delle forze che l’Aeronautica Militare è in grado di esprimere oggi al servizio della Difesa e del Paese, anche in zone impervie o aeroporti civili con piste corte, in erba, in condizioni remote o con particolari criticità infrastrutturali e di supporto logistico, la Vardirex vedrà impegnati diversi assetti messi a disposizione dalla Forza Armata. Tra questi si segnala la presenza del velivolo C-27J della 46ª Brigata Aerea di Pisa – per il trasporto di un ospedale da campo della Sanità Alpina dell’ANA e per il trasporto di feriti – e di un elicottero HH-139 del 15° Stormo di Cervia – utilizzato per la ricerca e soccorso di dispersi e per operazioni antincendio, entrambi rischierati sull’aeroporto de L’Aquila. Lo stesso aeroporto sarà reso operativo e autonomo grazie ai servizi del traffico aereo, di rifornimento e di antincendio forniti dal personale tecnico specializzato dell’Aeronautica Militare. Presso l’aeroporto, punto nevralgico per gli aspetti logistico-operativi, sarà anche approntata una struttura di Comando e Controllo (per la direzione e coordinamento di tutti gli elicotteri coinvolti nell’esercitazione). In un contesto di emergenza simile, l’attività di ricognizione fotografica delle zone di interesse in cui sarà simulata la calamità verrà assicurata da un velivolo AMX del 51° Stormo di Istrana.

I volontari della Protezione Civile ANA del 4° Raggruppamento interverranno per la messa in sicurezza di un vasto fronte incendiario.

Punto focale dell’esercitazione il coordinamento fra i vari attori che costituiscono le realtà della protezione civile. In tale contesto il giorno 25 in Scanno si provvederà alla firma di un documento di collaborazione fra le Truppe Alpine dell’Esercito e l’Associazione Nazionale Alpini, accordo teso a definire nel dettaglio quanto già finora messo in campo e funzionale per il coordinamento e la risoluzione delle crisi emergenziali. (fonte:www.ana.it) 

https://www.ana.it/2020/09/22/vardirex-2020-truppe-alpine-e-protezione-civile-ana-in-esercitazione-in-abruzzo/?fbclid=IwAR0wrSyOvBLlLop5kX-RVZ0GlNLaZRjhdq6Qrbl0ZUxQXs9W-EZ6_hn6nDQ

Sono 150 i volontari della Protezione Civile Ana impegnati nell’emergenza per il maltempo che ha colpito nei giorni scorsi il Veneto, in particolare Verona. Sono stati attivati su richiesta della Regione Veneto e appartengono alle Sezioni di Padova, Treviso, Verona e Vicenza “Monte Pasubio”, ai quali si sono aggiunti nelle ultime ore i volontari di Bassano del Grappa, Conegliano e Feltre.

Grazie a mezzi e dotazioni specifiche stanno portando aiuto per la rimozione di fango e detriti e la pulizia di strade e locali alluvionati, oltre al taglio degli alberi abbattuti dalla furia del vento.

Una squadra della Pc Ana di Belluno insieme ai Vigili del Fuoco sta intervenendo anche a Cortina d’Ampezzo, colpita da un forte nubifragio.

Da domenica pomeriggio i volontari della Protezione civile dell’Ana Verona sono al lavoro per liberare via Caroto e le Torricelle dalle decine di alberi caduti.

“Questa volta è toccato a noi”. Pronti a mobilitarsi e a partire in brevissimo tempo per i luoghi colpiti dalle calamità naturali – ultime in ordine di tempo il disastro provocato dall’emergenza Vaia e il sisma che ha fatto tremare l’Italia centrale quattro anni fa – questa volta, i volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona hanno dovuto fare una manciata di chilometri appena per raggiungere le zone devastate dal temporale di domenica pomeriggio che ha messo in ginocchio il centro città. Tutte le squadre della Protezione Civile sono state allertate, entrando in azione poco dopo le 17 quando ancora non era delineata la gravità della situazione. Inizialmente mobilitati per liberare le strade anche della provincia – soprattutto in Valpolicella, a Pescantina e Bussolengo, per la caduta di rami e piante e per svuotare le cantine – i volontari dell’ANA hanno poi fatto rotta in centro città, su più fronti. Gli alpini sono intervenuti anche all’Ospedale di Borgo Trento dove i volontari hanno liberato alcune stanze e scantinati dall’acqua.

La “macchina” dei soccorsi

Da domenica pomeriggio, dunque, ci sono circa una trentina di volontari costantemente in servizio: le squadre hanno lavorato infatti fino alle tre di notte. E ieri mattina all’alba, nuovi volontari hanno dato loro il cambio. Inoltre, già nella serata di domenica, in aiuto ai veronesi sono arrivati uomini e mezzi anche da varie parti del Veneto, da Vicenza a Padova e Rovigo. Complessivamente, ci sono oltre una sessantina di volontari schierati dove serve. Nel dettaglio, da ieri mattina, le forze della Protezione Civile dell’ANA Verona e delle squadre venete di supporto, sono al lavoro in via Caroto e lungo la lasagna che dalla Valdonega sale sulle Torricelle. Nel primo pomeriggio, il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli ha effettuato un sopralluogo in questa parte di città, tra le più colpite in assoluto, per ringraziare i volontari veronesi e veneti insieme agli assessori a Sicurezza e Protezione Civile Daniele Polato e a Strade e Giardini Marco Padovani e al coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona Filippo Carlucci.

Il commento del presidente Bertagnoli

“Questa volta è toccato a noi. Fortunatamente non piangiamo vittime e non ci sono stati feriti ma la siutazione ieri ci si è presentata in tutta la sua gravità e non posso che essere orgoglioso dei miei uomini pronti a schierarsi subito dove c’è assoluto bisogno”, commenta il presidente Bertagnoli ringraziando i volontari per il loro impegno. “In momenti come questi, le istituzioni non possono far fronte a tutto ed ecco che è importante il contributo di ciascuno di noi. Non servono polemiche ma è necessario rimboccarsi le maniche e agire. In poche ore, centinaia di foto e video dei danni causati dalla tempesta sono diventati virali facendo il giro d’Italia e forse oltre. Mi piacerebbe che lo stesso spiegamento di forze venisse impiegato, ad esempio, per ampliare le fila dei nostri volontari. La porte della Protezione Civile sono spalancate, abbiamo costantemente bisogno di nuove forze”, aggiunge Bertagnoli. (fonte: https://primadituttoverona.it)

I Ranger, imbarcati su un NH90, si muovono verso la destinazione finale: un paese isolato dalla serie di incredibili nevicate avute sull’appennino centromeridionale nel gennaio 2017 che, unite ad un importante sciame di eventi sismici, hanno isolato interi paesi e frazioni in Abruzzo e nelle Marche. L’area di operazione designata per il personale del 4° Reggimento è la Valle Castellana, area completamente tagliata fuori dai soccorsi per il significativo manto nevoso, e proprio per questo assegnata agli alpini paracadutisti. Il distaccamento di Ranger, infatti, si calerà dagli elicotteri con la tecnica della fast rope (una corda spessa che viene calata dall’elicottero e sulla quale gli operatori scendono in maniera rapida, senza assicurazioni) e proseguirà con l’equipaggiamento in dotazione, le ciaspole e gli sci, verso le frazioni isolate, per portare soccorsi immediati e provvedere all’estrazione del personale a rischio.

Gli operatori del distaccamento, che fino a 4 giorni prima erano in Afghanistan per supportare ed addestrare le forze speciali locali, appena sbarcati in Italia felici di essere rientrati a Verona, appena dopo un veloce abbraccio alle loro famiglie si trovano a dover risalire su un elicottero simile a quello usato nella martoriata terra afghana ed a sbarcare in breve su altre montagne, queste diverse, per completare una missione agli antipodi di quanto fatto finora: è il cosiddetto “dual use”, ovvero l’impiego per missioni in supporto alla popolazione delle Forze Armate nella loro interezza, anche della componente operazioni speciali.

Il dual use parte dalla necessità di impiegare professionalità, tecniche e tattiche specialistiche sperimentate ed implementate dai nostri operatori Ranger per impieghi a supporto della popolazione civile e di interesse nazionale, garantendo uno strumento flessibile, concreto e moderno. Tale concetto è inserito nella spinta innovativa data al Comparto Operazioni Speciali dal  Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Claudio Graziano, in aderenza a quanto previsto dal Libro Bianco della Difesa.

Arrivati in zona, i Ranger si calano sulle corde uno dopo l’altro e, rapidamente, si mettono in marcia per raggiungere il paese isolato obiettivo della missione: Coronelle, nella Valle Castellana. Una volta in zona, gli alpini paracadutisti contattano gli abitanti del paese e provvedono a fornire assistenza immediata ed a preparare l’estrazione di personale a rischio.

Nel periodo di schieramento nel gennaio di quest’anno, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti (RANGER) ha svolto svariate missioni di questo genere, dando la possibilità di raggiungere punti totalmente isolati a causa della neve e operando in totale isolamento, grazie alle peculiari tecniche acquisite nell’ambito dei corsi RANGER e durante gli anni di esperienza in addestramento ed in operazioni. Il reggimento ha schierato in totale due plotoni ed un comando di compagnia presso la Caserma “Berardi” de L’Aquila, in coordinamento con la Task Force SISMA, schierata dalle Forze Armate per supportare la macchina dei soccorsi a guida della Protezione Civile. Le missioni sono state svariate ed hanno permesso alla macchina dei soccorsi di raggiungere con velocità e senza ulteriori supporti le aree isolate.  I distaccamenti RANGER sono stati inseriti con i mezzi ruotati e con gli elicotteri su varie aree della Valle Castellana, portando soccorsi e prime necessità, prendendosi cura del personale dei paesi isolati fino all’arrivo delle varie unità della Protezione Civile e degli Alpini. Arrivate nelle varie zone selezionate, dopo aver ripristinato i collegamenti grazie ai particolari mezzi di comunicazione in dotazione, gli alpini paracadutisti provvedevano a prestare i primi soccorsi ed a mettere in sicurezza l’area. In paesi come Morrice, Pietralta, Rio di Lame  e Coronelle in Provincia di Teramo, i Ranger del 4° Reggimento sono stati la punta della lancia dei soccorsi, arrivando rapidi nonostante le proibitive condizioni e sparendo velocemente nel nulla tra i ringraziamenti delle popolazioni soccorse, per prepararsi a nuove missioni.

Proprio questo, se vogliamo, è il particolare connubio che è oggi il 4° Reggimento, dove la tradizione alpina e la vicinanza alla popolazione si uniscono al moderno mondo delle operazioni speciali, garantendo uno strumento di altissima qualità sia in campo nazionale che internazionale.

 


Sezione di Verona presente in forze oggi 10 Marzo 2018 a Bolzano per la riunione di Protezione Civile del 3° RGPT con Alfonsino Ercole Vice Presidente Nazionale, Luca Brandiele coordinatore sezionale, Andrea Guglielmoni Comunicazioni e Vo.La, Sebastiano Lucchi Formazione e Aurelio La Monica Coordinatore droni 3^Rgpt.

( fonte: L'Arena ) Operazioni di recupero e salvataggio di persone in acqua diventate spettacolo, perché simulate. Sabato pomeriggio lo specchio d’acqua antistante il porto di località Bergamini, a Peschiera, è stato scenario di una dimostrazione delle sezioni veronesi del Gruppo cinofili salvamento dell’Associazione nazionale alpini (Ana) e della Società nazionale di Salvamento (Sns), da anni impegnate nei mesi estivi nel controllo della costa arilicense. La dimostrazione è stata suddivisa in più esercitazioni.

Le due iniziali sono state curate dai volontari della Sns: la prima su una moto d’acqua, raggiungendo e recuperando un figurante che simulava l’annegamento; la seconda impiegando il gommone attrezzato con strumenti per assistere persone traumatizzate, tra cui barella spinale su cui il figurante è stato steso, caricato sul mezzo e trasportato in spiaggia dove l’intervento è proseguito con le manovre rianimatorie. Sono poi entrati in scena i nuclei cinofili Ana, formati da bagnini e cani soccorritori e dai loro conduttori. I primi a dare prova della loro abilità sono stati Eolo e Zoe, un Labrador e un Golden Retriever accompagnati da Fabio Lussignoli e Federica De Luca: si sono buttati dal gommone compiendo un duplice salvataggio. Quindi è toccato a Ego, Labrador nero condotto da Giorgio Guicciardi, che ha recuperato una persona partendo dalla riva. L’ultima simulazione è stata operata da entrambe le realtà di soccorso acquatico.

«Abbiamo messo in pratica la collaborazione instaurata tra i nostri due gruppi, che hanno le stesse finalità di soccorso acquatico», commenta Nicola Soliman, coordinatore generale della Sns veronese, e sottolinea: «Peschiera è l’unico paese lacustre a vantare due associazioni di soccorso acquatico».

Tra gli spettatori la sindaca Maria Orietta Gaiulli e gli assessori Elisa Ciminelli e Mattia Amicabile e una ventina di ragazzi e ragazze con disabilità del Gruppo Shalom onlus di Vimercate (Mi), che da diversi anni d’estate raggiungono il Garda ospitati dal campeggio San Benedetto Vecchio Mulino. «La manifestazione è stata pensata soprattutto per loro, che alla fine hanno potuto godersi un bagno con i nostri cani e provare i mezzi di salvataggio», spiega il responsabile del Gruppo cinofili Umberto Ferrari.

In luglio e agosto, sabato dalle 14 alle 18 e domenica dalle 10 alle 18 compreso Ferragosto, il Gruppo cinofili Ana e la Società nazionale di Salvamento garantiranno il servizio Lago sicuro: il primo coprendo le coste da località Fornaci a località Bergamini, la seconda arrivando al lido Campanello, Castelnuovo. Katia Ferraro

(fonte: L'Arena ) Incendi in Puglia e tromba d’aria a Cavallino: è l’estate di servizio «fuori casa» di una ventina di volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese. Tanti sono i volontari che hanno composto le squadre partite per fronteggiare queste due diverse emergenze al Sud come lungo il litorale veneziano.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando furono impegnati due volontari della squadra Ana Valdalpone e due della squadra Ana Val d’Illasi, questa volta l’attività di monitoraggio del territorio e intervento in caso di incendio a Vico del Gargano è stata svolta da una squadra dell’Ana Valdalpone: Renata Pegoraro, Riccardo Pellegrini, Silvio Trentini e Alberto Saccomani hanno fatto parte della task force approntata dalla Regione Puglia per fronteggiare l’emergenza roghi ed hanno messo a disposizione il modulo antincendio in dotazione alla squadra.

Proprio i volontari veronesi, che sono stati ospitati alla caserma Jacotenente, struttura della 131ª Squadriglia radar remota a Monte Sant’ Angelo, in provincia di Foggia, si sono ritrovati a gestire un grosso incendio (in una delle giornate in cui il termometro sfiorava i 50 gradi) divampato nell’entroterra tra Peschici e Vieste.

I volontari veronesi, tutti abilitati nell’intervento di antincendio boschivo, hanno operato alle strette dipendenze della Sala operativa della Protezione civile della Regione Puglia: ogni giorno sono stati impegnati in due turni di monitoraggio del territorio finalizzato alla prevenzione e al pronto intervento.

Mentre loro rientravano è toccato ai loro colleghi delle squadre Ana Lessinia, Val d’Illasi, Basso Lago, Verona città, Adige Guà e ancora alla Valdalpone, intervenire per la messa in sicurezza di alcuni campeggi di Cavallino Treporti danneggiati dal violentissimo nubifragio abbattutosi nella zona di Jesolo: attivati dalla Regione Veneto, per due giorni i volontari hanno lavorato, anche con l’impiego di piattaforme aeree alla rimozione di detriti e al taglio di alberi seriamente danneggiati dal forte vento che ha danneggiato il camping Mediterraneo, il Camping dei fiori e Union lido.

Nemmeno il tempo di rientrare che i volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese orientale sono state nuovamente allertate per la ricerca di un anziano allontanatosi dalle piscine di Caldiero e ritrovato due giorni dopo sul lago di Garda. Poi il maltempo ha colpito anche l’Est veronese richiedendo l’intervento dei volontari preallertati dal Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale.

Paola Dalli Cani

La Squadra Sanitaria

La Squadra Sanitaria è presente all’interno della Sezione di Verona da ormai quattro anni. Durante questo periodo abbiamo operato in diversi scenari, dalle esercitazioni del Triveneto alle Adunate Nazionali  passando per le varie attività messe in campo dalle nostre Squadre di Protezione Civile e non ultimo tutte le manifestazioni organizzate dalla Sezione di Verona e da vari Gruppi Alpini. Citando alcuni eventi che hanno visto la nostra presenza attiva nel corso dell’anno ricordiamo i vari pellegrinaggi da Costabella a Passo Fittanze, dalla Conca dei Parpari allo Scalorbi per finire in bellezza con il 2° Campionato Unità Cinofile da Soccorso e il Campionato Nazionale ANA di tiro a segno Infatti il nostro compito principale è essere di supporto e di auto protezione ai Volontari della nostra Associazione durante le suddette attività. Il nostro personale altamente specializzato, può far fronte a qualsiasi evenienza che si presentasse durante lo svolgimento delle attività in cui siamo chiamati ad operare. Per questo, periodicamente, tutti i volontari facenti parte della Squadra partecipano a corsi di aggiornamento organizzati sia dalla Sezione sia dal Coordinamento delle Squadre Sanitarie del Terzo Raggruppamento di cui la Squadra è parte integrante. Inoltre, la stessa, è inserita a pieno titolo nella Colonna Mobile Nazionale dell’ANA ed è sempre pronta a partire in qualsiasi momento si rendesse necessario. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’azienda AGSM per averci donato nel corso dell’anno le nuove divise e la squadra Medio Adige che ci ha supportati con volontari e abbigliamento. Nell’avvicinarsi la fine dell’anno, la Squadra Sanitaria augura a tutte le Squadre di Protezione Civile della Sezione ANA di Verona un sereno Natale ed un felice anno nuovo.  Boniotto Maurizio capo Squadra Sanitari

Legnago, bomba day

Il 21 aprile sul greto del fiume Adige nel comune di Legnago, a causa di un drastico abbassamento del livello  delle acque, sono state rinvenute due bombe ad alto potenziale della seconda guerra mondiale di circa 450 chili l'una. Si tratta di ordigni americani inesplosi risalenti al massiccio bombardamento del '44 in cui furono sganciate un centinaio di bombe e che aveva come obiettivo il ponte della ferrovia posto sulla linea Treviso-Ostiglia.

Il Comune con il supporto della Protezione Civile, oltre che della Prefettura e della Provincia, ha disposto una maxi evacuazione di circa 10.000 cittadini legnaghesi nella giornata di domenica 17 e lunedì 18 settembre per bonificare la zona.

Impegnati sul campo per il disinnesco degli ordigni bellici gli artificieri dell’VIII Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore.

Le autorità hanno lavorato a lungo per mettere a punto un piano di evacuazione che si è rivelato efficace e ben organizzato.

Tre le zone di sicurezza interdette a qualsiasi tipo di traffico su gomma e ferroviario. Sono stati istituiti 85 varchi di accesso presidiati dai volontari di Protezione Civile provenienti da tutta la provincia con 250 uomini tra Alpini e associazioni comunali, oltre alle forze dell'ordine messe in campo.

Anche la nostra Protezione Civile A.N.A. della sezione di Verona ha partecipato massicciamente alle operazioni impiegando 130 volontari con una trentina di mezzi e automezzi.

L’ammassamento volontari è stato allestito a San Pietro di Legnago in zona strategica per i collegamenti.

Il Campo base nell’area del parcheggio Ipermercato Tosano è stato allestito e gestito dalla squadra dell'A.N.A. Del Basso Veronese così come il campo base con tende e gazebo per zona segreteria, zona refettorio, posizionamento furgone radio, servizi di logistica e zona di partenza per servizio varchi.

I volontari di 10 squadre della Sezione A.N.A. di Verona hanno presidiato a turno per tutta la durata delle operazioni di disinnesco e brillamento degli ordigni i varchi di accesso alla zona rossa.

Volontari della squadra locale, supportati da alcuni alpini della zona, hanno curato la gestione dei due punti di accoglienza a Terranegra e San Pietro di Legnago dove era allestito anche un punto medico ben attrezzato e gestito assieme ai Volontari della Croce Rossa.

Alle 7:30 della domenica suona la sveglia ed inizia l'evacuazione per i cittadini coinvolti con il loro spostamento in direzione dei centri d'accoglienza, anche se buona parte di loro hanno approfittato della bella giornata per una gita fuori porta.

Ore 8:30 scatta l'ora X: nessuno può più circolare nelle zone rosse e arancio; si attende il “zona libera” per inizio attività e nel frattempo arrivano gli ospiti nei punti di accoglienza.            

Ore 9:15 dal centro di coordinamento di Protezione Civile che ha sede in via Olimpia, viene dato lo stop alle operazioni: una famiglia è rimasta bloccata con l'auto in garage per lo stacco dell'energia elettrica. Recuperati dalle forze dell'ordine, le operazioni proseguono senza ulteriori intoppi.

Intanto nei punti di accoglienza si preparano brandine, coperte e del tè e qui gli ospiti sono assistiti anche da psicologi e boy-scouts che animano la giornata e parlano delle proprie esperienze vissute in altre emergenze, anche se questa non è vera emergenza perché programmata.

Alle 13:45, mentre si termina di pranzare, nell'area di Vigo dove era stata precedentemente individuata la zona di brillamento il primo ordigno viene fatto esplodere. Si decide di proseguire le operazioni ed alle 17:45 gli artificieri fanno brillare anche il secondo ordigno. Si riaprono i varchi e alle 18 viene dato l'avviso di “Operazione Finita”, anticipando di un giorno il termine delle operazioni.

Bellissima esperienza per tutti i volontari impiegati che è stata anche un'occasione di verifica dell’efficienza e dell’organizzazione del nostro nucleo di Protezione Civile.

Un grazie a tutti da parte del capo squadra. Lucio Manara

Il nucleo cinofili

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‘’Veicoli a passo d’uomo e di cane’’, questo è ciò che è scritto su un simpatico cartello metallico all’inizio del sentiero che porta al forte Azzano, di origine austriaca, sede, tra l’altro, del Nucleo Cinofilo da soccorso A.N.A. sezione di Verona, che accoglie visitatori e protagonisti di questo gruppo fondato ben 30 anni fa.

L’idea di addestrare cani per la ricerca di dispersi sotto le macerie nasce nel 1976, dopo il terremoto del Friuli. Qualche anno dopo, alcuni volontari, iniziano a preparare le prime unità cinofile da soccorso e il 1° maggio del 1986, merito della passione  e dell’ impegno del coordinatore veronese Sergio Zecchinelli, vengono costituiti i primi nuclei cinofili nazionali delle sezioni  A.N.A. di Verona, Brescia, Bergamo e Torino, al rifugio alpino Merlini sul Monte Baldo.

Attualmente il nucleo è costituito da una ventina di volontari, con un impegno pressochè giornaliero e di continuo allenamento. Esiste per ogni volontario, una ‘molla’, un perché diverso si sia accostato a questo mondo straordinario ed affascinante: chi proviene da esperienze precedenti di salvataggio, chi inizia per curiosità, chi da bambina ammirava l’obbedienza del cane del nonno, chi voleva  migliorare l’interazione e il feeling col proprio cane, chi ha iniziato per scherzo o chi, dopo la pensione, per sentirsi ancora utile.  Fondamentale è il rapporto col proprio cane, imparare ad essere un tutt’uno, diventare un’ unità a ‘sei zampe’,  con una fiducia incondizionata uno dell’altro, conoscendo reciprocamente ogni virgola, l’uomo che diventa ‘’mente’’ e il cane ‘’strumento’’ con il suo fiuto incredibile, significa mettersi in gioco e avere una continua formazione. Necessario anche  il sostegno delle famiglie che condividono e sopportano l’assenza per i continui impegni che l’essere volontario in questa unità speciale richiede.

Far parte del nucleo cinofilo di ricerca in superficie, richiede anche la disponibilità in qualsiasi momento per qualsiasi evenienza, dalla ricerca di persone scomparse a livello provinciale o ai dispersi durante calamità come terremoti, ad esempio  Amatrice, l’Aquila o anche missioni estere come in Iran, a Bam.

Per poter entrare a far parte del nucleo cinofilo è indispensabile frequentare un ‘corso base cuccioli’ ( due volte all’anno, 15 lezioni cadauna, in autunno e primavera) dall’età di tre mesi del cucciolo, dove, alla fine del corso, verranno valutate da istruttori qualificati, le capacità sia del cane che del conduttore per poi proseguire con un corso avanzato e riuscire ad affrontare nel migliore dei modi tutti gli esami di qualifica sia Enci, a livello nazionale di obbedienza,  destrezza e ricerca, che per il coordinamento Veneto.

L’operatività di un cane dura all’incirca fino al suo decimo anno in buona salute, dopo il quale viene messo a riposo per rispetto dell’animale stesso, una meritata pensione.

Far parte del nucleo non è circoscritto solo alla ricerca di dispersi, ma significa anche diventare gruppo, sapersi aiutare, sostenere, incoraggiare tra membri, respirare spirito di condivisione e collaborazione.

Da ultimo, eccellente dimostrazione del nostro nucleo durante il 145° anniversario delle truppe alpine svoltosi in piazza Bra a fine ottobre con esercizi di palestra e ritrovo di figuranti nascosti con abbaio, grandissima attrattiva per grandi e piccini.

Per chi desiderasse ulteriori informazioni o intendesse avvicinarsi al mondo cinofilo, sia con il proprio cane o per fornire supporto, si può contattare con messaggio sia la pagina facebook ‘’ Cinofili Ana Verona’’ che via mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o consultare il sito www.canidasoccorso.it

Lucia Zampieri

La tematica della Protezione Civile è sempre attuale per il suo ruolo preventivo e per le modalità di intervento operativo multi-disciplinare. Scenari sempre più complessi comportano la necessità di sviluppare professionalità importanti, fondamentali per svolgere un ruolo di supporto a beneficio dei soggetti istituzionali che devono prima effettuare delle scelte e poi adottare importanti ed urgenti decisioni strategiche.

Il mondo del volontariato della Protezione Civile a livello nazionale, con le sue molteplici competenze, rende sempre più ambiziosa ma evoluta la fase della prevenzione e quella della gestione di eventi naturali o antropici. L’eccessiva frammentazione di specialità, però, se non opportunamente coordinata, rischia di degenerare in forme di autogestione distoniche con la realtà degli interventi necessari, alterando i parametri del ciclo della sicurezza che prevede le fasi di analisi, misura e  gestione degli eventi.

Il Sistema della Protezione Civile si attiva all’insorgere di qualunque situazione o evento che comporti o possa comportare a persone, beni, ambiente un grave danno -o pericolo di grave danno- di natura ed estensione tale da dover essere fronteggiato con misure ordinarie o straordinarie. L’attività interessa trasversalmente tutti i settori della vita civile e si concretizza in un insieme di azioni riguardanti gli aspetti conoscitivi di raccolta ed elaborazione delle informazioni, come anche aspetti giuridici, operativi e gestionali. Funzioni esercitate con il massimo livello di coordinamento e di sinergia possibile.

Come è noto ed in estrema sintesi:

Il Sindaco è autorità comunale di protezione civile nel territorio locale e nel suo incarico è supportato da una Struttura Comunale di Protezione Civile che si avvale dello strumento fondamentale del Piano Comunale; struttura che è (e deve essere) attiva sia in fase di normalità (tempo di pace), sia in fase di emergenza (Centro Operativo Comunale) e di post-emergenza.

Il Prefetto è autorità provinciale di Protezione Civile e coordina le fasi di emergenza quando l’evento interessa più territori comunali, o l’evento locale non può essere gestito con le risorse comunali. Assicura comunque sempre un supporto ai Sindaci e condivide con Provincia e Regione le decisioni più rilevanti.

La storia della Protezione Civile in Italia è strettamente legata alle calamità che hanno colpito il nostro Paese. Terremoti ed alluvioni hanno segnato l’evoluzione anche orografica del nostro Paese, contribuendo a creare quella coscienza di protezione civile, di tutela della vita e dell’ambiente che ha portato alla nascita di un sistema in grado di reagire ed agire in caso di emergenza; mettendo in campo azioni di previsione e prevenzione.

Si tratta di uno schema che può essere modulato in ragione delle esigenze della collettività\società. Un Paese come il nostro, democraticamente evoluto e fondato su principi di libertà, di cultura della legalità e della protezione civile, può impiegare questa professionalità diffusa in diversi settori: dalla prevenzione di tipo tecnico-strumentale, alla gestione di eventi emergenziali.

Fenomeni sempre più complessi richiedono soluzioni articolate per la loro gestione. Un fenomeno conoscibile può essere affrontato e gestito riducendo il coefficiente di fallimento solo se l’approccio dedicato sarà di tipo professionale. Non decidere di affrontare un fenomeno, che non possa essere evitato o determinato nei suoi vari aspetti, costringe la società a subirlo.

Per cui è meglio gestire e non subire un evento.

E’ questo uno dei motivi per i quali la Protezione civile da alcuni anni viene attivata anche per la gestione del fenomeno migratorio, con le sue molteplici e complesse implicazioni.

Ancora più di recente, si stanno verificando (purtroppo con sempre maggiore frequenza) eventi atroci, come gli attentati terroristici in diverse città europee.

Più recentemente in ordine temporale, i fatti accaduti in pieno centro a Torino, sebbene non riconducibili direttamente a fenomeni terroristici; anche se proprio quel tipo di paura ha condizionato il precipitare degli accadimenti, hanno ulteriormente indotto il Governo a disciplinare più analiticamente la gestione degli eventi che comportano la prevedibile presenza di un numero significativo di pubblico.

Ancora una volta, viene in soccorso il Sistema di Protezione Civile.

Per gli addetti al settore, come chi appartiene all’ANA sa bene per la sua storica ed invidiabile eccellente organizzazione apprezzata a livello internazionale, le definizioni di safety e security suonano familiari.

Il 7 giugno 2017 il Capo della Polizia ha adottato una specifica disposizione che conferma la centralità e la priorità della prevenzione e della tutela della collettività prevedendo che, in tutti gli eventi pubblici in cui sia attesa un’importante affluenza di pubblico, occorra predisporre una pianificazione, approntando misure di safety. Analizzare quindi, prevedere, programmare e gestire l’evento; anche -e non solo- per prevenire il rischio derivante da situazioni di panico incontrollato, che possano determinare una situazione di grave danno per l’incolumità delle persone.

Viene qui in soccorso proprio la cultura della Protezione Civile, di cui l’ANA è universalmente riconosciuta alfiere, che consente a Sindaco e Prefetto di valutare ed approvare una pianificazione specifica, che tenga conto delle consolidate esperienze di settore, cui vanno aggiunte ulteriori prescrizioni. Tra queste, assicurare un ordinato afflusso\deflusso del pubblico; ripartire il pubblico in quadranti separati (cardo e decumano di romana memoria) per consentire evacuazioni improvvise o accesso dei mezzi di soccorso; stimare la capienza massima dell’area in cui si concentrerà tanta gente; redigere una pianificazione sanitaria adeguata; prevedere forme di avviso ed assistenza al pubblico con personale preparato e formato per questo tipo di eventi.

In buona sostanza, vengono ricordate le regole generali della pianificazione di protezione civile “classica”, adattate ed implementate in relazione alla specifica tipologia di evento. Coinvolgendo direttamente i Sindaci (che dovranno attivare il C.O.C.) ma anche l’Organizzatore dell’evento, chiamato a contribuire sempre più nell’elevare i livelli di safety a tutela del pubblico.

Le pianificazioni vanno poi sottoposte alla valutazione del Prefetto, in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza non solo delle Forze dell’Ordine, ma anche dei Vigili del Fuoco.

La scelta del Governo di coniugare principi generali di safety con quelli tipici della security richiedeva opportunamente di individuare una fase ed un ruolo inequivoco di sintesi istituzionale nella figura del Prefetto. Nel suo duplice ruolo di Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza (Security) e di Protezione Civile (Safety). Rappresentante del Governo sul territorio, responsabile nel cooperare e condividere le soluzioni\scelte più complesse con i Sindaci ed assumere le decisioni a tutela della collettività.

Avendo chiara la priorità per la quale, situazioni di tensione della tenuta dell’ordine pubblico (come, ad esempio, la pressione della gente che vuole accedere all’area delimitata e pre-filtrata) non possono mai anteporsi all’adozione ed al rispetto di quanto pianificato ed autorizzato in termini di safety. Arrivando, nei casi più estremi a consentire al Prefetto di interrompere o vietare l’evento, proprio nei casi in cui le valutazioni di safety rischino di essere seriamente compromesse.

Rimangono invariate, evidentemente, le competenze delle Commissioni provinciali\comunali di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo mentre, nei casi in cui per la tipologia dell’evento non sia prevista tale competenza le valutazioni di idoneità -prendendo a riferimento sempre quei parametri\prescrizioni- saranno valutati in sede di Comitato, allargato alla presenza fondamentale dei Vigili del Fuoco.

La professionalità di ANA, perfettamente nota a chi scrive per aver diretto anche la Protezione Civile nella Prefettura di Belluno per 10 anni, potendo testimoniare di persona l’elevata specializzazione e capacità di intervento immediato, ricongiunge quindi idealmente la logica per cui è nata la protezione civile, rendendone ancora attuale il suo significato, quale espressione di solidarietà, spirito di collaborazione, senso civico e tutela della collettività.

Principi che vivono nello spirito dell’Associazione.

Viva gli Alpini!

Alessandro Tortorella, Viceprefetto-Capo di Gabinetto della Prefettura di Verona

 

Il Decreto Legislativo che tutela la sicurezza dei lavoratori è l’81 del 2008. Tale decreto tutela non solo i lavoratori, ma si applica anche alle attività svolte dai volontari di protezione civile con modalità specifiche. Il legislatore infatti ha dedicato al volontario di protezione civile una attenzione particolare in quanto tale attività lavorativa non è assimilabile ad altri ambiti di attività.

In tal senso le disposizioni contenute nel d. lgs. 81/2008  per i volontari di protezione civile si sviluppano in tre punti essenziali:

- l’art. 3, comma 3-bis, del d. lgs. 81/2008, che ha stabilito che nei riguardi delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico, e i volontari dei Vigili del Fuoco, le disposizioni del testo unico sulla salute e la sicurezza negli luoghi di lavoro sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività da individuarsi con un successivo decreto interministeriale;

- il decreto interministeriale di attuazione del 13 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale del’11 luglio 2011;

- il decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, di prossima emanazione, con il quale, d’intesa con le Regioni e le Province Autonome e in condivisione con la Consulta Nazionale delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, con la Croce Rossa Italiana ed il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, vengono definite le modalità di effettuazione della sorveglianza sanitaria per i volontari di protezione civile e vengono condivisi indirizzi comuni in materia di scenari di rischio di protezione civile e dei compiti in essi svolti dai volontari, di controllo sanitario di base, di formazione.

Il biennio 2011-2012 ha segnato una tappa fondamentale nel percorso della sicurezza del volontariato di protezione civile, consentendo di dare una forma maggiormente organizzata al mondo del volontariato di protezione civile.

La principale misura prevista a tutela della salute e della sicurezza dei volontari è lo svolgimento costante, sistematico e accurato di attività formative e addestrative, all’interno delle quali gli aspetti relativi alla sicurezza siano sempre presenti.

Inoltre è importante ricordare che l’uso delle attrezzature e dei materiali dei quali in dotazione deve essere conforme alle indicazioni fornite dai rispettivi produttori, e che questa deve essere una delle finalità specifiche delle attività formative dell’associazione.

Inoltre le Organizzazioni di volontariato devono attestare, con la periodicità prevista per la verifica degli altri requisiti, la partecipazione dei propri volontari alle attività di controllo sanitario

programmate dalle Strutture di coordinamento. Il mancato adempimento comporta la sospensione dell’Organizzazione dall’attività operativa.

In particolare l’addestramento all’uso dei mezzi e delle attrezzature e la formazione per compiti di particolare delicatezza e complessità è fondamentale secondo il D.Lgs.81/08. L’attività formativa, anche se organizzata autonomamente (ad esempio avvalendosi di volontari esperti nei diversi ambiti), o nell’ambito di coordinamenti territoriali intercomunali o provinciali, dove esistenti, deve essere dimostrabile e quindi deve essere formalizzata nelle modalità concordate e divulgate a livello nazionale e regionale.

La registrazione e l’aggiornamento periodico delle attività formative con riferimento ai compiti svolti dai volontari, è un dato fondamentale della attività dell’associazione stessa.

I decreti approvati, Decreto del Capo Dipartimento della Protezione civile del 12 gennaio 2012 e  Decreto interministeriale del 13 aprile 2011, non prevedono, per  le organizzazioni di volontariato di protezione civile, gli obblighi previsti dal D. Lgs. 81/08 a carico delle aziende.

Il livello di organizzazione delle attività deve essere proporzionato al livello generale dell’associazione, alla sua capacità operativa e di intervento. In questo caso gli adempimenti ulteriori non risponderanno (come avviene per le aziende private) ad un obbligo di legge, ma saranno regole interne, a presidio della migliore efficienza e funzionalità dell’associazione.

(Estratto dal sito del Dipartimento di Protezione civile_ Linee guida per i volontari di protezione civile). Laura Agostini

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