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"Oltre la Grande Guerra...e oggi?"

All'Accademia dell'Agricoltura e delle Scienze, importante convegno organizzato in collaborazione con la Sezione Ana Verona, gli illustri relatori Paolo Volpato, il generale di Corpo d' Armata Amedeo Sperotto, il giornalista Stefano Verzè moderati dal professore e direttore de "Il Montebaldo" Vasco Senatore Gondola sul tema "Oltre la Grande Guerra...e oggi?"

A breve partirà il progetto: "Anch'io sono Protezione Civile", un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 17 anni. Da follower a influencer...vai oltre!

Presso l'Area PalaMinerbe - Via G. Verdi - Minerbe, dal 2 al 5 Agosto

Vita di Campo - I ragazzi vivranno, mangeranno e dormiranno all’interno del campo sempre seguiti dai Volontari A.N.A. Basso Veronese, toccando con mano le esperienze di una vera emergenza.

Attività di Protezione Civile - Tutti i giorni sono previste attività sul campo, approfondendo i principali rischi (idrogeologico, terremoto, ecc.) e tecniche di intervento di emergenza.

Attività Aggregative - Non mancheranno i momenti ricreativi e di svago rivolti ai ragazzi, organizzati dai nostri Volontari e dall’ AGE MINERBE, sempre con un’attenzione particolare allo spirito di squadra e alla sensibilizzazione al senso civico.

Chi può partecipare: Saranno ammessi al campo ragazzi e ragazze residenti nel Comune di Minerbe. Saranno ammessi i primi 35 ragazzi che presenteranno la domanda di iscrizione.

Come iscriversi: Occorre compilare obbligatoriamente i 3 moduli previsti e consegnarli di persona presso: • Studio Rizzo in orario ufficio
Tel. 0442 640424; • Biblioteca Comunale Sabato 19 e 26 Maggio dalle ore 10:00 alle 12:00. 

Attività organizzate con la direzione ed il supporto della Protezione Civile A.N.A. VR - Squadra Basso Veronese

(ph Gruppo Alpini di Paderno d'Adda)

Domenica 1 luglio, in Val Chisone (TO), al Forte di Fenestrelle circa 200 atleti si sono dati appuntamento all’8° edizione della Corri Forte, una delle più originali sfide di corsa in montagna: una gara nella suggestiva e storica Fortificazione di Fenestrelle, dal Forte San Carlo sino al Forte delle Valli, percorrendo i 4000 scalini della scala coperta e della scala reale, 2800 metri con un dislivello di 650 metri.

Tutte le gare di corsa in montagna si svolgono in siti indimenticabili, tra boschi, prati e panorami mozzafiato, ma ciò che rende spettacolare questo evento è la sua unicità: una scala coperta che, come una muraglia – la più lunga d’Europa, seconda solo alla Muraglia cinese – collega i nove forti di Fenestrelle permettendo rifornimenti e collegamenti anche negli inverni più nevosi.

A questa prova massacrante, valida anche per il Circuito nazionale UISP, hanno partecipato 4 atleti della Sezione ANA di Verona: Corghi Enrico, Fasoli Marco, Ferrarini Graziano e Menegotti Giampietro. I nostri alpini hanno ben figurato, raggiungendo il Forte delle Valli con tempi tra i 37 e i 42 minuti. Tempi di tutto rispetto, anche se lontani dai tempi dei “marziani” vincitori.

Esperienza indimenticabile per tutti i nostri atleti, fieri di aver portato i colori dell’ANA Verona, per la prima volta, in questa emozionante avventura piemontese. (Enrico Corghi)

La sezione scaligera dell'Ana domenica 8 luglio parteciperà in massa al tradizionale pellegrinaggio sull'Ortigara.

Il presidente Bertagnoli: «Un atto d'amore a cui non vogliamo rinunciare»

«Un atto d'amore al quale non possiamo e non vogliamo rinunciare». Il presidente della sezione veronese dell'ANA, Luciano Bertagnoli lo descrive così e promette un'adesione «di massa» delle sue Penne Nere, domenica, sull'Ortigara in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. Un grande ritorno sulla falsariga dell'«invasione» dello scorso anno quando tutti e duecento i gagliardetti dei gruppi della sezione scaligera hanno sfilato su quella montagna che padre Giulio Bevilacqua (alpino di Isola della Scala decorato di due medaglie di bronzo al Valor Militare che ha combattuto in quelle trincee nel 1917) ricordò con queste parole: «Cattedrale d'alpini, monumento del sacrificio umano, monte della nostra trasfigurazione».

«Tutti i nostri gruppi sono pronti a risalire sull'Ortigara e ad abbracciare i nostri ragazzi che sono rimasti là e che ci attendono - prosegue Bertagnoli -. Gli alpini veronesi sono gli eredi di questi morti che hanno donato la propria vita per la Patria e che rappresentano la guida valoriale a cui fare riferimento. I loro valori - e penso all'amor di patria e al senso di dedizione e sacrifico - non si possono affievolire né andar perduti». Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno di cento anni fa. Grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera sono state censite con precisione molte delle circa 250 vittime veronesi e lo scorso anno, proprio in occasione del pellegrinaggio nazionale, le Penne Nere veronesi hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui erano partiti quei ragazzi nel 1917, creando il giardino della memoria a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze. «Abbiamo voluto portare una zolla "di casa" per quelli che non sono potuti tornare a casa» aveva spiegato il presidente Bertagnoli.

Quest'anno sarà ancora occasione per «fare memoria». Sabato pomeriggio, al termine della cerimonia al Sacrario di Asiago, una delegazione della sezione scaligera salirà sulle pendici dell'Ortigara per raggiungere il punto isolato in mezzo al bosco dove è stato eretto un Cippo alla memoria del Battaglione «Val d'Adige», restaurato di recente, e per deporvi una corona. Domenica mattina, poi la «salita» fino alla cima con la sfilata. Alle 10.30 sarà il cappellano sezionale Don Rino Massella a celebrare la messa. A seguire, interventi delle autorità e resa degli onori al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini. Un nuovo «esodo» per le Penne Nere veronesi, impegnate nella sfida di riportare l'Adunata Nazionale a Verona a distanza di trent'anni dall'ultima volta. «Sappiamo di avere gli occhi della commissione nazionale puntati su di noi - conclude Bertagnoli -: la corsa è ufficialmente partita». E in questi giorni sono già stati avviati i tavoli operativi con l'amministrazione comunale, la polizia municipale e le categorie economiche per organizzare il da farsi. «Abbiamo trovato un riscontro eccezionale - spiega il presidente -: tutti si sono espressi in maniera molto positiva per il ritorno di un evento del genere perché gli alpini sono gli alpini. Non solo sono amati dalla popolazione, ma rappresentano parte imprescindibile della storia e della cultura della nostra città».

(Fonte: L'Arena) - Un tempo nemici ora sull’Ortigara ci sono solo fratelli

Bertagnoli: «Sacrificio che non si deve dimenticare e testimonianza di coesione in un’Europa in crisi

Più di tremila penne nere con 150 gagliardetti, tra i quali molti sindaci arrivati da tutta la provincia, si sono raccolti ieri sull’Ortigara, insieme ad altre centinaia di alpini, attorno alla Colonna mozza, a quota 2.105. «Un atto d’amore cui non possiamo sottrarci». Così Luciano Bertagnoli, presidente provinciale dell’Associazione nazionale alpini, descrive il pellegrinaggio. Lì, nel 1920, si volle ricordare il sacrificio di 8.465 italiani, tra morti e dispersi. La battaglia dell’Ortigara, sull’altopiano di Asiago, si combatté fra il 10 e il 29 giugno 1917 e vide impiegati, sui due fronti, 400mila soldati. Più a Nord, a quota 2086, un cippo ricorda i caduti austriaci, che furono2.507. Impressionante anche il conto dei feriti: 16.734 fra gli italiani e 6.321 in campo austriaco. Il monte, da allora fu chiamato «calvario degli Alpini». Per raggiungere il monumento «per non dimenticare » c’è voluta una marcia di un’ora e mezza sotto il sole e fra le pietraie. «Vedere la lunga colonna che saliva è stato davvero emozionante», confessa Bertagnoli, «e non c’erano solo alpini ma anche tantissimi giovani sui volti dei quali si leggeva l’orgoglio di arrivare, di esserci, e questo è molto bello perché sull’Ortigara ci sono le nostre radici, è lì che si è consumato il sacrificio di tanti alpini dei battaglioni Verona, Monte Baldo, Val d’Adige, e andare a salutarli è un obbligo morale». A tenere l’orazione ufficiale è stato il generale Claudio Berto, comandante delle truppe alpine. «Non c’erano elicotteri, e come tutti noi anche il generale è salito fin lassù ed è sceso a piedi condividendo lo spirito della giornata », osserva il presidente della sezione veronese. In sintonia con lo spirito dei tempi era anche la composizione mista ed equamente suddivisa tra uomini e donne del picchetto armato. Mail momento più emozionante è stato quello della deposizione della corona di fiori sotto la Colonna mozza e davanti al cippo austriaco, cerimonia cui hanno partecipato anche delegazioni  austriache e slovene. «Abbiamo voluto onorare tutti i caduti», evidenzia Bertagnoli, «perché tutti, da una parte e dall’altra, hanno dato la vita per la loro patria e questo è un messaggio importante di coesione per i tempi che viviamo e per questa Europa la cui unità sembra scricchiolare. Oggi non  ci sono più nemici ma fratelli». E sulle note del «silenzio» molti non hanno trattenuto le lacrime. «La presenza di tanti giovani », continua il presidente della sezione, «testimonia anche una sensibilità diffusa, perché gli alpini sono visti come coloro che incarnano valori importanti: la pace, la solidarietà, l’amicizia, lo star bene insieme. Siamo contenti che su questi principi ci sia un passaggio del testimone generazionale». Ma il pellegrinaggio sull’Ortigara è soprattutto un’occasione per fare memoria. Sabato pomeriggio, al termine della cerimonia al Sacrario di Asiago, una delegazione della sezione scaligera aveva raggiunto il bosco in Valstagna, alle pendici dell’Ortigara, nel punto in cui i volontari dell’ Ana avevano trovato, durante lavori di pulizia in funzione antincendio, un cippo coperto dal muschio e dal fogliame che ricorda il passaggio e la sosta in quel punto degli alpini del Battaglione Val d’Adige prima di raggiungere le prime linee. Ripulito e restaurato, ora rappresenta una preziosa testimonianza sui tragici avvenimenti di cent’anni fa. A benedirlo, sabato, c’era il cappellano sezionale don Rino Massella che ieri ha celebrato la messa per tutti presenti. Un’occasione, per i veronesi, di ricordare anche Enrico Martini, socio del Gruppo Verona centro «andato avanti» alla vigilia del pellegrinaggio sull’Ortigara. «Gli alpini», sottolinea Bertagnoli, «sono gli eredi di tutti coloro che hanno donato la vita per la loro terra, perché l’amor di patria e il senso di dedizione e di sacrificio non devono andare perduti». Grazie al lavoro di ricerca del Centro studi della sezione scaligera sono state censite molte delle circa 250 vittime veronesi. Lo scorso anno le penne nere veronesi avevano deposto dei mucchietti di terra prelevata nei paesi da cui erano partiti quei ragazzi nel 1917, creando un «giardino della memoria» a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze. Una zolla di casa per quelli che non sono tornati. In questo modo gli alpini avevano voluto restituire loro, anche se solo simbolicamente, quell’esistenza spezzata che avrebbero voluto vivere, finalmente in pace. (Enrico Santi)

Pellegrinaggio Passo Fittanze

Dopo l'esodo di massa all'ultima Adunata Nazionale di Trento, le Penne Nere scaligere sono pronte a sfilare nuovamente al fianco degli amici della sezione trentina per il pellegrinaggio al monumento di Passo Fittanze. 

Il passo è sempre quello: deciso e costante, spinto dall'entusiasmo che nasce ogni giorno dai valori di solidarietà portati avanti con impegno e soddisfazioni. Domenica scorsa erano a centinaia sull'Ortigara per rendere omaggio alle tante Penne Nere che hanno perso la vita nella tragica battaglia di cento anni fa. E, a distanza esatta di una settimana, gli alpini veronesi sono pronti di nuovo a salire in vetta per «fare memoria». L'occasione è quella del tradizionale pellegrinaggio a Passo Fittanze, in Lessinia. Ma questa volta l'appuntamento avrà un valore decisamente particolare perché, come ricorda il presidente sezionale Bertagnoli, «si pone come l'ideale continuazione di quel cammino di amicizia e solidarietà iniziato a Trento in occasione dell'ultima Adunata». Là dove gli alpini veronesi hanno risposto davvero in massa alla chiamata, sfilando in circa 4mila al fianco di decine di sindaci arrivati da tutta la provincia. Il pellegrinaggio a Passo Fittanze, organizzato insieme alla sezione trentina dell'Ana, metterà di nuovo fianco a fianco queste due sezioni che, da sole, rappresentano un qualcosa come 50mila soci iscritti. «La nostra è un'amicizia di vecchia data, fondata sul nostro essere alpini - prosegue il presidente Bertagnoli -. A Trento, a maggio, abbiamo davvero respirato quell'energia che muove oggi i nostri passi». Un entusiasmo che ricarica immediatamente le energie in vista degli innumerevoli appuntamenti in programma. Perché la sezione chiama e gli alpini rispondono. Senza defezioni, come certificato dal raduno Triveneto di Vittorio Veneto e dagli ultimi pellegrinaggi di Costabella, sul Baldo, e dell'Ortigara. «I nostri alpini sono encomiabili - ammette Bertagnoli -. Abbiamo chiesto tanto, sia in termini di presenze che di impegno, ma la risposta è sempre stata pronta ed entusiasta». E domenica, saliranno di nuovo in massa fino a Passo Fittanze, con i 200 gagliardetti in rappresentanza di tutti i gruppi della sezione Ana Verona. L'appuntamento è alle 9.30 per l'alzabandiera e l'ammassamento. Mezz'ora più tardi la sfilata fino al monumento dedicato agli alpini e ai caduti di tutte le guerre, accompagnati dalla banda cittadina di Grezzana, la Fanfara Alpina di Ala (della sezione di Trento) e il coro Ana «Coste Bianche» di Negrar. Poi, alle 11, il vescovo Giuseppe Zenti e il cappellano sezionale don Rino Massella, celebreranno la messa. È prevista la diretta televisiva di Telepace.

Oltre 5mila studenti alla scoperta delle trincee dell'ecomuseo della lessinia insieme agli alpini veronesi

Un successo oltre ogni aspettativa per le iniziative organizzate dalla sezione scaligera dell'Ana che ora punta ad ampliare il tratto di trincee recuperate in alta Lessinia. Il presidente Bertagnoli: «Un dialogo che deve necessariamente continuare: i ragazzi devono sapere chi sono e chi sono stati gli alpini. 

L'occasione, alle volte, nasce un po' per caso, come per i ragazzi del quinto anno della scuola Aleardi di Quinto. Gli studenti avevano partecipato attivamente alle manifestazioni per la celebrazione dell'anniversario del 4 Novembre e il gruppo alpini di Quinto ha offerto loro l'occasione di conoscere e toccare con mano quel gioiello riportato alla luce nell'agosto del 2014 grazie all'impegno dei volontari della sezione scaligera dell'Associazione Nazionale Alpini. Quell'Ecomuseo delle Trincee della Lessinia recuperato su iniziativa del geometra - rigorosamente alpino - Flavio Melotti. Un «museo a cielo aperto» che in questi quattro anni è stato visitato da oltre cinquemila studenti delle scuole di città e provincia. «Un dialogo che deve incessantemente continuare - commenta il presidente della sezione, Luciano Bertagnoli -. I risultati sono ottimi in fatto sia di ricerche storiche che di partecipazione e anche ora che inevitabilmente i riflettori sul Centenario della Grande Guerra finiranno per spegnersi, noi dobbiamo tenere unito questo filo con i giovani e con le scuole perché i nostri ragazzi devono sapere chi sono e chi sono stati gli alpini».
Lì, in Lessinia, non si combatté alcuna battaglia, ma l'impatto del dramma del conflitto è ancora evidente. Un altipiano che supera i 1.800 metri di quota, per un raggio di circa 7 chilometri e un'orlatura di 36, lungo quello che cento anni fa rappresentava il confine con il «nemico». «L'intervento antropologico ha letteralmente trasformato la geografia della Lessinia, si pensi anche solo alle strade: una volta esistevano solo due vie che salivano in quota, una da Bellori verso Lughezzano, Arzeré e Bosco e l'altra da Corso a Erbezzo. Mancava un collegamento orizzontale in vetta e fu l'esercito a realizzarlo, proprio in occasione della Prima Guerra Mondiale - spiega Melotti -. Ma dagli studi effettuati abbiamo scoperto che oltre ai 3.500 militari del Quinto Reggimento del Genio Minatori della milizia territoriale, furono impiegati anche 1.500 civili "militarizzati", la maggior parte dei quali erano donne. E quando racconto questo ai ragazzi, restano molto impressionati dall'idea che si trattasse di ragazzi poco più grandi di loro». Quegli stessi ragazzi che a vent'anni si sono ritrovati a vivere in una trincea, nella logorante attesa dell'arrivo del nemico. Un'esperienza che i giovani studenti possono vivere in prima persona, visitando il caposaldo di Malga Pidocchio, interamente recuperato dalle Penne Nere veronesi che hanno riportato alla luce camminamenti, manufatti, gradini di sparo e cartucciere in parete. Insieme a Melotti, nelle giornate dedicate ai ragazzi, ci sono anche gli alpini del Gruppo Storico VI° Alpini battaglione «Verona» con  le divise, il fucile Carcano '91 a canna lunga e le buffetterie dell'epoca. Una presenza di grande impatto per i giovani studenti e non solo. Perché anche gli insegnanti rimangono letteralmente «a bocca aperta» di fronte a questo gioiello recuperato. La sezione dell'Ana di Verona è a disposizione degli istituti scolastici anche per il prossimo anno. Per chi volesse avere un'anteprima, l'appuntamento è per domenica 9 settembre con l'ormai tradizionale «Giornata in Grigio Verde» (in caso di maltempo sarà posticipata alla domenica successiva), con la presenza dei rievocatori per entrambi gli schieramenti, italiano e austriaco. Il 4 settembre, in Gran Guardia, invece, la sezione scaligera sarà presente alla 16° Giornata della Didattica per promuovere le visite all'Ecomuseo della Lessinia e tutte le attività che il Circolo Culturale «Mario Balestrieri» e il Centro Studi Ana Verona mettono a disposizione del personale docente.
E, dal prossimo anno scolastico, la sezione scaligera dell'Ana è pronta a raddoppiare l'offerta. Perché questa settimana sono iniziati i lavori per il recupero della postazione sul versante ad Est, del Valon del Malera e di quella del punto di osservazione del dosso di Gaibana, l'unica postazione da cui furono esplosi colpi di cannone con un calibro da 305mm che raggiunsero gli abitati di Anghebeni e Parrocchia di Vallarsa. «Recupereremo due postazioni di artiglieria - prosegue Melotti - con stazioni di telefonica per i dati di tiro per le batterie di artiglieria. Inoltre, abbiamo scoperto una pietraia che serviva ad alimentare il sistema di 270 "barelle" poste a difesa del fronte su tutto il perimetro. Ne abbiamo recuperata una al dosso di Gaibana: veniva riempita con le pietre e poi eventualmente scaricata addosso al nemico che saliva dalla valle sottostante».

Pellegrinaggio sezionale al rif. Scalorbi, nel centenario della strada militare realizzata dal genio della 1° Armata

DOMENICA 26 AGOSTO 2018  -  6° TROFEO CADUTI ALPINI DELLA VAL D’ILLASI

alla memoria dell’ Alpino Gino Marchi reduce di Russia

PROGRAMMA

Dalle 7.00 alle 8.45: Ritrovo atleti, con iscrizioni alla corsa, in località Revolto.

Ore 9.00 : Partenza 6° Trofeo Caduti Alpini della Val d’Illasi.

Ore 10.30: Premiazioni corsa Alpina.

Ore 11.00: Ammassamento al Rifugio Pompeo Scalorbi - Alzabandiera.

Ore 11.30: S. Messa alla Chiesetta “Ai morti Alpini” celebrata dal cappellano sezionale Don Rino Massella solennizzata dal coro “Voce dei Colli” di Colognola ai Colli.

Ore 13.00: Pranzo Alpino.

Annuale pellegrinaggio alla Chiesetta di San Maurizio (Corrubio di Sant'Anna d'Alfaedo) Domenica 2 settembre 2018

organizzata dal gruppo alpini di Sant'Anna d'Alfaedo

ore 10.00: ammassamento nella vecchia corte di corrubio

ore 10.45: sfilata con la banda di Sommacampagna

ore 11.00: alzabandiera, onore ai caduti e saluto alle autorità.

ore 11.10: santa messa celebrata dal cappellano don Rino Massella, accompagnata dal coro della “compagnia instabile di vaggimal”.

ore 13.00: pranzo al campo sportivo sottostante la chiesetta.

si ringraziano:

comune di sant'anna d'alfaedo, cassa rurale bassa vallagarina, valpolicella benaco banca credito cooperativo

Per eventuali informazioni rivolgersi al capozona: cipriani imerio cell. 3332431753

Celebrazione 90° anno di fondazione del Gruppo Alpini Legnago

Domenica 16 settembre il gruppo alpini di Legnago, festeggerà con un raduno di Zona il 90° anno dalla fondazione del proprio gruppo

Programma:

ore 09,00 Ammassamento presso Piazza S. Martino. Alzabandiera. Onori al Vessillo Sezionale.

ore 09,30 Inizio Sfilata, accompagnati dal Corpo Bandistico “Le Penne Nere” di Buttapietra.

ore 09,45 Onore ai Caduti, deposizione corona davanti al Monumento all’Aquila.

ore 11,00 Santa Messa al campo celebrata da Don Rino Massella, cappellano sezionale.

Orazioni ufficiali.

ore 12,30 Pranzo presso la Baita. (é gradita la prenotazione)

ore 20,30 presso il Teatro Salus: Concerto Coro Alpino San Maurizio di Vigasio

Presentazione del Libro: Frammenti di Storia del Gruppo Alpini Legnago

         

Giornata in Grigio Verde

Domenica 9 Settembre ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde.

10.00 - Arrivo rievocatori in sfilata con divise d'epoca

dalle 10.30 alle 13.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

12.30 - Rancio in trincea per i rievocatori

Dalle 14.30 alle 16.00 - VITA DI TRINCEA, con visite guidate all'interno del caposaldo di Malga Pidocchio e relativo sistema difensivo

All'interno del caposaldo saranno allestite delle piccole mostre dedicate con materiale originale dell'epoca, un posto comando ed un piccolo ospedale da campo illustrato da personale in divisa.

Sabato 20 e Domenica 21 Ottobre 2018,  il Poligono di Tiro a Segno di Caprino Veronese in collaborazione con la Sezione ANA di Verona,  organizza la Settima Gara Ex-Ordinanza a 100 metri

La gara promozionale, che si terrà presso la struttura del Poligono di Caprino Veronese in via Tiro a Segno n. 1, Caprino Veronese (VR), avrà luogo sabato 20 dalle 9:00 alle 17:30 e domenica 21 ottobre 2018 dalle ore 9:00 fino alle 16:00. E’ prevista una pausa per il pranzo.

Regolamento Generale

Partecipanti: Possono partecipare tutti i tiratori iscritti ad una sezione di Tiro a Segno nel 2018 e gli iscritti

ANA in regola col tesseramento 2018. I partecipanti dovranno essere autosufficienti per eventuali

inceppamenti e controllo bersaglio. Saranno comunque messe a disposizione alcune ottiche dai TSN di

Caprino e dal Gruppo Alpini di Tregnago.

Iscrizioni: Presso il TSN di Caprino dalle ore 8:30 circa. Prima iscrizione 10 € e successivi rientri 8 €.

Armi e munizioni: A totale carico del tiratore. Sono ammesse le armi lunghe ex-ordinanza a mire metalliche

che siano state adottate massivamente da un esercito fino al 1955 in configurazione originale sia a ripetizione

manuale che semiautomatica. Sono previste 4 categorie: Alpini 1, Alpini 2, Aggregati 1, Aggregati 2. Chi ne

fosse sprovvisto potrà usufruire di fucili Mosin-Nagant messi a disposizione dal Tiro a Segno di Caprino. Su

questi è fatto obbligo l’uso di munizioni commerciali acquistate presso il TSN di Caprino. L’uso di

munizioni ricaricate, consentito solo su armi personali, è a completa responsabilità del tiratore. Il TSN di

Caprino è in grado di fornire, fino ad esaurimento scorte, cartucce commerciali dei seguenti calibri: 30-06,

308 Winch., 303Br, 6,5x55, 8x57, 7,62x39. Sono inoltre disponibili cartucce calibro 7,62x54R (quelle per i

Mosin-Nagant) a prezzo di favore. Si possono usare armi diverse tra gara e rientri.

Categorie: sono divise come di seguito riportato:

∂ Alpini 1: Alpini in armi o in congedo che nella scorsa manifestazione abbiano ottenuto almeno 85

punti su 100 o che si dimostrino tiratori provetti.

∂ Alpini 2: Come sopra ma neoiscritti alla gara o con meno di 85 punti nella scorsa manifestazione.

∂ Aggregati 1: Amici ANA e tesserati TSN che nella scorsa manifestazione abbiano ottenuto almeno 85

punti su 100 o che si dimostrino tiratori provetti.

∂ Aggregati 2: Come sopra ma neoiscritti alla gara o con meno di 85 punti nella scorsa manifestazione.

L’assegnazione alle categorie può essere modificato dall’organizzazione in corso gara al rilevamento di dati

che ne giustifichino lo spostamento.

Turno e postazione di gara NON potranno essere oggetto di discussione con l’organizzazione.

leggi allegati locandina con regolamento

Il gruppo alpini e il gruppo podistico di Fane organizzano Domenica 07 ottobre 2018, la 24° edizione della corsa alpina di Fane. Il percorso è di 11 km circa per gli adulti, 5km circa per i ragazzi e le categorie femminili.

la corsa è aperta a tutti! ** percorsa di 1 km per i bambini fino a 8 anni!

Le foto delle scorse edizioni e dell’edizione corrente sono disponibili al seguente indirizzo https://plus.google.com/115902387829059471662

programma

ore 07:30 ritrovo e inizio iscrizioni

ore 09:00 partenza

ore 11:00 premiazioni (saranno premiati con premi in natura i primi cinque classificati nelle categorie adulti maschi e adulti femmine. per le altre categorie saranno premiati).

vedi la locandina ed il programma allegato

49° Campionato Nazionale tiro a segno Carabina Libera a terra -  35° Campionato Nazionale tiro a segno Pistola Standard

La Sezione ANA di Verona ha partecipato con entusiasmo ai campionati nazionali di tiro a segno organizzati, in questo settembre 2018, dalla Sezione ANA di Pisa-Lucca-Livorno presso il poligono di tiro di Lucca. La competizione è iniziata il sabato mattina, ma la manifestazione di apertura del campionato e la deposizione di una corona d’alloro a onore e ricordo dei nostri cauti si è tenuta nel bellissimo paese di Montecarlo, sede provvisoria della Sezione ANA locale, il sabato sera. Con una numerosa e composta sfilata abbiamo attraversato tutto il paese per fermarsi poi vicino al monumento ai caduti, fra tutti, il nostro vessillo era esibito con orgoglio da Claudio Provedelli e scortato da vicino da Enrico Corghi, delegato allo sport, assieme alla moglie Elena. Qui hanno preso la parola i vari dirigenti ANA tra cui il presidente della Sezione ospitante Domenico Bertolini il quale si è detto fiero e incredulo nell’ospitare una manifestazione così sentita e numerosa e il responsabile della commissione nazionale sport ANA, Renato Romano, che ha dato il via ufficiale al campionato 2018. Il poligono di Lucca è all’altezza della gara e per la prima volta, nella specialità di pistola standard, ci siamo cimentati con i bersagli elettronici; noi non eravamo abituati ad essere messi così in mostra con il pubblico, sembrava di essere in vetrina e il tuo colpo veniva visto e commentato da tutto il vasto pubblico presente. Questa, forse, è una scusa per giustificare i punteggi abbastanza bassi ottenuti da parte di tutti i concorrenti, basta pensare che il primo assoluto ha vinto con 280 punti, quando ai tempi d’oro del nostro Paolo Deguidi si vinceva con oltre 290 punti; ma forse la vera causa sta nella carta d’identità, dove si evidenzia che gli anni passano e purtroppo ci sono pochi giovani alpini che si dedicano a questa bella attività sportiva. Il nostro Franco Gaspari, classe 1932, rimane il nostro Faro di riferimento e da lui abbiamo molto da imparare, comunque, con la squadra composta da Paolo Deguidi, Roberto Tronconi e Tiziano Olivo ci siamo guadagnati il 4° posto mentre nella classifica per Sezioni Verona ha vinto il 1° posto su 21 classificate, sul podio individuale sono saliti Paolo Deguidi 5° class. Master, Tiziano Olivo 4° class. Gran Master e Antonio Zanella 4° class. Aggregati, rimane da sottolineare che a causa della prematura data di svolgimento (8-9 settembre) ci sono venuti a mancare 4/5 buoni tiratori perche erano ancora in ferie. Verona al 4° posto anche con la squadra di carabina libera composta da Andrea Ranzi, Bruno Scardoni e Valentino Spada, nella classifica individuale è salito sul podio Andrea Ranzi 3° classificato Master, mentre in classifica Aggregati Nicola Brunelli con 292 punti ha guadagnato il terzo posto del podio a pari punti dei primi classificati ma con meno mouche (il centro del dieci). Un lamento generale per quanto riguarda la gara di carabina dove si vorrebbe un po’ più di professionalità, ricordando che la gara è di carabina libera, non si può pensare di partecipare con “carabinette” tipo Olimpia Beretta o peggio, che vanno a scaricare i bossoli contro il concorrente che c’è a fianco e evitiamo ulteriori commenti al tema sperando che si torni ai tempi che fu, quando chi partecipava era veramente preparato, tecnicamente parlando. A margine del campionato, questa è a terza edizione che ci si confronta anche con carabine e pistole ad aria compressa, in attesa che nelle alte sfere ANA si decida di organizzare un campionato a loro dedicato anche invernale, quando tutte le altre specialità sono ferme, hanno partecipato anche alcuni nostri tiratori e con la carabina Luciano Brunelli è salito sul 3° gradino del podio seguito al 4° posto da Valentino Spada. Alla gara di pistola hanno partecipato con onore anche Enzo e Andrea Castellani, Mauro Milani, Livio Zonato, Luigi Andreozzi, Omero Bonato, Gianluca Cremon e Oscar Poletto. Con la carabina, oltre ai già citati, hanno preso parte alla gara anche Thomas Scardoni, Mario Magrinelli, Gabriele Vanzo, tra gli aggregati: Andrea Stegagnini e la nostra portafortuna Amalia Prisco. Luciano Brunelli       

D - Day

Il gruppo alpini di Valeggio sul Mincio, in collaborazione con il comitato di gestione della Biblioteca, organizza una serata stotico/culturale, Venerdì 12 Ottobre 2018 - ore 20.45

Baita degli Alpini di Valeggio s.M. Via Baden Powel Ingresso gratuito

Il primo e unico documentario sulla presenza degli Italiani al D-Day - Un documentario creato, scritto e diretto da Mauro Vittorio Quattrina. Sarà presente l'autore.

Gruppo alpini “Cristo Risorto” Bussolengo organizza il 23° campionato sezionale di carabina e pistola ad aria compressa

poligono di verona 24 - 25 novembre 2018

Trofeo “Gruppo Alpini Cristo Risorto” con cadenza triennale, anche non consecutiva, al gruppo primo classificato

Il gruppo Alpini “Cristo Risorto” con la collaborazione della Sezione di Tiro a Segno di Verona, sotto l'egida del G.S.A. di Verona, organizza il 23° campionato provinciale indoor, di carabina e pistola ad aria compressa, presso il poligono di Verona, per i giorni:

- Sabato 24 novembre – dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00

- Domenica 25 novembre - dalle ore 9.00 – al termine premiazioni

con il seguente programma:

PARTECIPAZIONE: possono partecipare i soci ANA. (Alpini e Amici degli Alpini) in regola con il tesseramento per il 2018, ed iscritti al Tiro a Segno Nazionale; a titolo promozionale - come nelle precedenti edizioni - sono ammesse anche le signore, i ragazzi/e dai 12 ai 16 anni e bambini/e dai 10 ai 12 anni.

QUOTE: € 9,00 per ogni prova, per i soci ANA., € 5,00 per signore, ragazzi e bambini.

ISCRIZIONI: per una miglior organizzazione, si prega di voler comunicare il numero dei partecipanti ai seguenti numeri: 0457151102 (Zanotti) e 3393397888 (Zamboni) entro venerdì 23 novembre 2018. E' ammessa la partecipazione ad entrambe le gare (carabina e pistola).

ARMI E MUNIZIONI: messe a disposizione dal poligono di Verona; potranno essere usate anche armi e munizioni personali purché regolamentari UITS.

BERSAGLI: regolamentari UITS per C10 e P10, 10 bersagli di gara + 1 di prova.

COLPI: 20 di gara + 5 di prova.

TEMPO: 20 minuti complessivi.

POSIZIONE: regolamentare in piedi (senza giacca), i bambini (dai 10 ai 12 anni) spareranno utilizzando gli appositi appoggi messi a disposizione dal Poligono.

CATEGORIE: 1ª e 2ª soci ANA carabina, 1ª e 2ª soci ANA pistola. In queste categorie ci saranno le categorie senior (oltre i 55 anni). Categoria unica per gli altri, distinta per partecipanti (bambini, ragazzi, signore) e specialità (carabina, pistola).

CLASSIFICHE: individuale per categoria e specialità, individuale signore, bambini e ragazzi solo per specialità; classifica gruppi: saranno considerati i tre migliori punteggi, nelle due specialità, anche se conseguiti dallo stesso tiratore, purché alpino.

PREMIAZIONI: si svolgeranno alla fine della gara; a tutti i partecipanti verrà dato un omaggio. Premi particolari ai primi tre classificati di ogni categoria e specialità. Coppa a tutti i gruppi partecipanti con almeno tre tiratori alpini, per ogni specialità (carabina e pistola).

            Per tutto quanto non espressamente indicato si farà riferimento al regolamento UITS vigente.

Il gruppo organizzatore e la Sezione di Tiro a segno di Verona declinano ogni responsabilità per ogni eventuale danno a persone o cose prima, durante o dopo la gara, e si riservano la facoltà di apportare al presente programma tutte le variazioni che si rendessero necessarie.

Vi aspettiamo numerosi.

PER SNELLIRE I TEMPI DELLE PREMIAZIONI, DOMENICA,  LE ISCRIZIONI SI ACCETTANO TASSATIVAMENTE FINO ALLE 10,45

            A tutti un cordiale saluto.

Bussolengo, 30 ottobre 2018

Il Capogruppo

      Gian Carlo Zamboni

IMPORTANTE:  GLI ALPINI SONO INVITATI A PRESENTARSI CON IL CAPPELLO ALPINO

(Fonte: www.ana.it) È terminata con una esercitazione di maxiemergenza sanitaria, che ha coinvolto oltre 30 feriti di varia gravità, nello scenario di Ferrara di Monte Baldo, “Vardirex 2018”.
Per giorni abbiamo raccontato le varie attività che hanno interessato il territorio abruzzese e quello piemontese, oltre allo scenario veneto: ora è giunto il momento di tirare le file sui risultati ottenuti grazie all’impegno ed agli sforzi agli oltre 800 uomini e donne, delle Truppe Alpine e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, ed è un giudizio che va davvero oltre ogni aspettativa: Vardirex 2018 è stata un successo, a dirlo le parole del Coordinatore Nazionale della Protezione Civile ANA, Gianni Gontero.

“La parola d’ordine di Vardirex 2018 era “integrazione”: integrazione tra il personale delle Truppe Alpine ed i volontari della nostra Protezione Civile, e questo obiettivo è stato totalmente raggiunto, – spiega Gontero – integrazione nella Sanità Alpina delle sue due naturali componenti di cui si costituisce, la realtà dell’Ospedale da Campo ANA e delle Squadre Sanitarie, e, anche in questo caso, vi è stata una operatività fianco a fianco, davvero, come un’unica grande forza coesa ed efficace, ed è stato sotto gli occhi di tutti in Piemonte, a Salmour, in Abruzzo a Coppito ed in Veneto a Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo”.

“Erano sogni cullati da tutti noi dell’ANA da molto tempo: oggi sono realtà – prosegue – e questo lo dobbiamo agli uomini ed alle donne della Protezione Civile dell’ANA ed ai militari delle Truppe Alpine. Sono loro che con la loro professionalità ed i loro valori hanno consentito a Vardirex di raggiungere il suo scopo, e per questo a tutti loro, a tutti coloro che si sono prodigati perché ciò avvenisse, va detta una sola parola, anzi, due: “Bravi” e “Grazie”!”.

E a testimoniare questo grande risultato, nel pomeriggio di oggi sono intervenuti i massimi vertici civili e militari, che si occupano di Protezione Civile, prima in un incontro presso il Municipio di Caprino Veronese con la Sindaca, e poi sul campo, a stringere la mano dei volontari e a complimentarsi con loro.

Parole di elogio per gli sforzi che sono stati profusi in queste giornate di esercitazione sono state pronunciate, in primis, da parte del Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, e quindi da Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile, dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. Claudio Berto, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Salvatore Farina.

Un impegno non ancora del tutto terminato, per i volontari della Protezione Civile ANA in quanto, domattina, saranno tutti a Verona per la celebrazione dell’Anniversario di Costituzione delle Truppe Alpine.

http://www.ana.it/…/terminata-vardirex-2018-parola-d-ordine…

#vardirex #protezionecivile #ana #alpini

Fatti non chiacchiere... ... e la nostra sede Baita di tutti gli Alpini

La   nostra   mastodontica   Sezione  sta  veleggiando  a  gonfie  vele  in  mare  aperto,     gli addetti  ai  lavori  e  tutti  i  responsabili  sezionali,  compresi  i  capi gruppo  ne  sono  consapevoli,  ma forse   i   ventitremila   iscritti,   che ovviamente  non  partecipano  assiduamente, ma saltuariamente ai nostri più svariati convegni informativi,  di  gruppo,  di  zona  e  consiliari,  stanno  un  po’  ai  margini della  continua e capillare attività degli Alpini. Anche   se   all’interno   dei   nostri gruppi l’età anagrafica inesorabilmente assottiglia le file, non viene meno  quello  spirito  solidale,  che continuamente si nutre anche con esiti  talvolta  inaspettati  ed  eccezionali. Vale  la  pena  dunque  rimarcare  alcuni  passaggi  e  risultati  ottenuti,  che  meritano  particolari  considerazioni,   soprattutto   ora   che   con gli  assestamenti  precedentemente  voluti, stanno producendo positivi  sviluppi. In  primis  desidero  ricordare  l’assicurazione  R.C.  riservata  a  tutti  i  soci  gratuitamente,  a  tutela  di ogni  incidente  che  potrebbe  causare  danni  a  terzi.  Legata  per  una buona  opportunità  anche  ad  una polizza  infortuni,  nominativa  con costi molto bassi, che rende un necessario  servizio  a  tutti  gli  alpini che  prestano  servizio  continuativo  nelle  baite  e  nell’operatività  del gruppo.

La  ristrutturazione  operativa/burocratica  delle  squadre  di  Protezione  civile  che  ora  operano  con grande  serenità  e  consapevolezza dei propri mezzi anche finanziari. L’evoluzione importante del nostro Giornale ritornato trimestrale e totalmente cambiato nella veste e nei contenuti. Il  forte  investimento  sezionale  nel  settore  sportivo  dove  stanno  arrivando   grandi   soddisfazioni   in termini  di  risultati  e  di  partecipazione, leggasi la gara nazionale tiro a segno e le “Alpiniadi” del Centenario. L’impeccabile     pianificazione     di convegni  nazionali  di  grande  interesse,  dove  la  nostra  Sezione  ha  dimostrato  una  maturità  ed  una capacità  organizzativa  senza  pari.  Non  ultimo  in  settembre  sarà  Verona  ad  ospitare  il  33°  convegno IFMS   Internazionale   dei   soldati della montagna.  Ma è nella solidarietà attiva dove ci siamo dimostrati “eccellenti”: Banco alimentare e Banco Farmaceutico  con  coperture  dell’85%  da  parte  degli  Alpini,  raccolta  fondi  per terremotati e per varie associazioni che bussano alla nostra porta. Chiusura del progetto Rete Donna  dove  seppur  con  fatica  siamo  riusciti  a  consegnare,  alle  necessità  dell’associazione  che  fa  capo  alla Caritas,  la ristrutturazione  di  due appartamenti  con  un  controvalore in termini di risparmio economico di grande rilievo.

Chiusura  del  progetto  “Ponte  sul fiume Kiri” grazie anche alla forte determinazione  del  gruppo  di  volontari  che  pagandosi  il  viaggio  in  Albania, hanno reso di nuovo possibile il transito per quella popolazione  ancora  piena  di  disagi  non  solamente economici. Per  non  farci  mancare  nulla,  ora siamo  alle  prese  con  la  ristrutturazione  della  nostra  sede:  la  storica   “Casa   del   Capitanio”   dopo trent’anni  aveva  assoluto  bisogno  di  un  rinnovamento,  soprattutto nella  facciata  e  per  alcune  importanti   infiltrazioni   del   tetto.   Per questo  gravoso  impegno  la  fondazione Cariverona si è fatta carico di darci una grossa mano.  Però non basta. Ma la “Casa del Capitanio” è la baita  di  ognuno  di  noi,  e  per  questo,  proprio perché la dobbiamo sentire nostra,  si  richiede  una  partecipazione  da  parte  di  tutti  dei  singoli e dei gruppi sensibili a questo progetto di lunga durata, almeno fino a quanto può durare la convenzione di comodato stipulata con il Comune di Verona.

Cari alpini e cari amici, essere presenti in questa società delle parole e  delle  promesse,  con  i  fatti  con creti che si realizzano, credo possa essere per tutti noi motivo di orgoglio  e di appartenenza ad una Associazione  che  amiamo  e  in  cui  ci identifichiamo. Contribuiamo  quindi,  a  far  si  che possa  continuare  a  vivere  per  la memoria storica del suo passato, e perché  possa  continuamente  progettare  solidarietà  per  il  bene  comune. Per chi intende versare senza alcun obbligo il suo contributo questo è il codice iban IT 68 U 05034 11730 0000000 20967 il vostro presidente, Luciano Bertagnoli.

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