Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di ...

Serata culturale presso la sede del gruppo alpini di Lugagnao Giovediì 19 Settembre ore 20.30 Via Caduti del Lavoro, 4 Il Gen. Maurizio Lazzaro ...

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire da ...

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la ...

In Evidenza

15/09/2019 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
CENTENARIO SEZIONE ALPINI DI VERONA (16- 17- 18 ottobre 2020) Concorso per la medaglia e il manifesto L’Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona organizza, per i festeggiamenti del proprio ...

SABATO 02 GIUGNO

ore 11:00 Apertura stand gastronomico presso la tensostruttura con aperitivo Alpino e intrattenimento musicale per tutto il pomeriggio

ore 19:00 Apertura stand gastronomico

ore 20:30 Rassegna corale presso la Chiesa Parrocchiale di San Bortolo.

Parteciperanno: coro A.N.A. “EL BIRON” di San Giovanni Ilarione - Coro “PICCOLE DOLOMITI” d’Illasi

DOMENICA 03 GIUGNO

ore 9:30 Ammassamento presso il “Camino degli Alpini” in prossimità del paese

ore 10:00 Partenza sfilata accompagnata dalla banda “LA PRIMULA” di Cogollo

ore 10:15 Alzabandiera e onore ai caduti presso il monumento

ore 10:30 Santa Messa celebrata dal nostro cappellano sezionale Don Rino Massella

e animata dal Coro di San Bortolo

ore 11:30 Ripresa della sfilata e inaugurazione della Sede Alpini, seguirà lo sparo

dei trombini e interventi delle autorità presenti

ore 12.30 Rancio Alpino presso la tensostruttura allestita per l’occasione

Il gruppo alpini di Lugagnano organizza la serata culturale con la presentazione del documentario del regista e storico Mauro Vittorio Quattrina: "D-Day Lo Sbarco in Normandia, noi Italiani c'eravamo", Mercoledì 6 Giugno ore 20.45 presso la sede del gruppo alpini in Via Caduti del Lavoro,4 a Lugagnano.

Giornata con il gruppo “Primavera”

in Novembre si è tenuto il tradizionale appuntamento con il gruppo “Primavera“, ormai punto fermo del nostro calendario associativo e siamo orgogliosi di aver ospitato nella nostra baita un’associazione che considero una della più importanti della nostra comunità. Per noi alpini è stato un momento di riflessione, di verifica, ma aggiungo anche un dovere rimanere vicini ai nostri amici e a tutti i volontari facendo loro trascorrere un pomeriggio diverso, dove i ragazzi diventano i primi attori. Sicuramente per noi alpini è un valore aggiunto che consente una maggiore partecipazione alle attività sociali del gruppo. Un caloroso ringraziamento mi sento di rivolgerlo al presidente Stefano Zanoni e a tutti i volontari del gruppo Primavera che occupano le loro ore libere al sostegno di queste persone, compito difficile ma direi anche professionale, capaci di unirsi per affrontare un problema comune. Alla festa ha partecipato anche Don Pietro e alcune suore; numerose le testimonianze, come lettere e disegni dei ragazzi verso il nostro mondo alpino, alcune di queste molto forti anche dal punto di vista emotivo, la giornata si è conclusa con alcune cante alpine cantate assieme e nello spirito che anima la nostra associazione. Grazie Stefano e a tutti i volontari con un arrivederci a novembre. scarica il notiziario

RADUNO DEL TRIVENETO

Il raduno alpino del 3° Raggruppamento Ana del Triveneto si terrà il 15, 16 e 17 giugno 2018 a Vittorio Veneto, in occasione del centenario della fine della Grande Guerra. Decine di migliaia di penne nere si incontreranno nella Città della Vittoria per scrivere un’altra pagina importante di storia.

https://vittoriotriveneto2018.it/

4^ Edizione “Trofeo Memorial Capitano Alpino M.A.V.M. Manuel Fiorito”.

Domenica 27 maggio 2018 si è conclusa la quarta edizione del Trofeo dedicato al capitano degli alpini Manuel Fiorito perito in Afghanistan a causa di un attentato terroristico in cui perse la vita anche il maresciallo Luca Polsinelli. Il 5 maggio 2006 in un vile attentato ha perso la vita il nostro concittadino, noi del tiro a segno, ma in particolare il nostro presidente, generale alpino Riccardo Sartor, vogliamo mantenere in vita il suo ricordo organizzando, ormai da quattro anni, questo trofeo. Assieme a noi condividono questo evento la Sezione U.N.U.C.I. e la Sezione A.N.A. di Verona. E’ una gara di tiro a segno con fucili ex ordinanza con carica ridotta e con il bersaglio alla distanza di 50 metri, gara adatta a chiunque, purché maggiorenne, perché si spara da seduti con la parte anteriore del fucile in appoggio su un supporto. Per premiare il più possibile sono state stilate tre classifiche: A; per tiratori esperti e che nelle precedenti edizioni hanno ottenuto ottimi risultati, categoria B; per buoni tiratori ma che non si sono classificati tra i primi nelle altre edizioni e categoria C; per quanti è stata la prima volta che hanno sparato. Alle premiazioni, che vorremmo ardentemente fossimo molto più numerosi, visto anche l’importanza dei premi e da questa edizione anche con tre premi ad estrazione tra tutti i concorrenti, era presente il delegato del Gruppo Sportivo A.N.A. Verona Giampietro Ciocchetta che ha portato ai presenti il saluto del presidente della Sezione A.N.A. Verona Luciano Bertagnoli e quello del consigliere delegato allo sport Marco Rambaldel, ha poi incitato gli alpini a partecipare numerosi a ogni manifestazione sportiva  perché è il migliore dei modi per avvicinare i giovani al mondo dell’A.N.A. Il presidente Riccardo Sartor ha rivolto poche ma significative parole a ricordare la figura del capitano Manuel  Fiorito. Ed ecco le classifiche: categoria A – 1° Gabriele Morando Caprino, 2° Andrea Bellini Caprino, 3° Mirco Schiavon Verona, tutti a pari punti (97) ma a decidere la classifica sono state le mouche (il centro del 10). Nella categoria B – 1° Andrea Castellani Verona con punti 100 seguito al secondo posto dal fratello Enzo con due punti in meno e buon 3° Stefano Cauduro di Vicenza con punti 97.  Categoria C; 1° Cristian Perfranceschi, 2° Paolo Consolini, 3° Kenny Consolini. Da queste categorie vengono premiati con il “Trofeo Manuel Fiorito” gli alpini primi classificati delle categorie A e B che per questa quarta edizione se lo sono aggiudicati in cat. A - Andrea Bellini di Tregnago e in cat. B – Andrea Castellani di S. G. Lupatoto. Grazie a quanti hanno partecipato e a rivederci ancora più numerosi il prossimo anno.

Dopo cento anni, qualcuno può portare un fiore sulle loro tombe. I parenti non sapevano dove fossero sepolti i bisnonni e i prozii caduti sul fronte della Grande Guerra nel 1917 tra cima Neutra e monte Cimone, sulle alture vicentine sopra il Comune di Arsiero. Ma una ricerca incrociata, tra i recuperanti del posto e il centro studi Ana di Verona ha permesso di ricostruire le loro storie e di portare sulle tombe di quei giovani i parenti di oggi. È accaduto alcuni giorni fa, al cimitero di cima Neutra. Un ex cimiterino di guerra inghiottito dalla natura che ha fatto il suo corso riparando le ferite della terra martoriata dalle deflagrazioni di quell’immane conflitto. Una sessantina di volontari hanno cercato quel luogo sepolto e scomparso nella vegetazione, lo hanno riportato alla luce, hanno ripristinato le croci che indicavano i luoghi di sepoltura dei soldati che al termine del conflitto furono traslati nel cimitero di Arsiero. Seicento ore di lavori condotti da Manuel Grotto, e l’ex cimitero è riemerso. E durante quella fatica è spuntato un cippo. Portava i dati di un soldato veronese del Sesto Alpini. I recuperanti hanno avvisato il centro studi Ana di Verona, di via del Pontiere, coordinato da Giorgio Sartori, che elaborando il lavoro di ricerca in questi anni condotto da Lucia Zampieri, lo storico Dario Graziani e Luciano Stocco, ha avvisato gli «archeologi» della Grande Guerra che gli Alpini del Sesto lassù erano 16, di cui 9 veronesi. I recuperanti hanno scavato ancora, riportando alla luce altri due cippi, riaprendo così la storia di Marino Zoppi, Pietro Speri e Agostino Bennati. Tra le pietre tombali c’era anche un cippo dedicato al 6° reggimento Alpini. Il ruolo del centro studi è stato determinante non solo nel ricostruire gli ultimi istanti di vita di quei soldati, ma anche per ritrovarne i parenti oggi, che avevano cercato invano i loro cari, girando di sacrario in sacrario, e che, con i recuperanti vicentini e gli alpini veronesi, sono saliti a cima Neutra dove, in una accorata cerimonia, hanno potuto ricordare i loro cari e poi raggiungerne le tombe: Zoppi e Bennati ad Arsiero ne hanno una individuale, probabilmente perché fu trovata la targhetta di riconoscimento. Gli altri sono sepolti nel sacrario collettivo. I tre sono appunto Agostino Bennati, del battaglione Val d’Adige e di Cazzano di Tramigna, alpino telefonista del quale oggi un pronipote porta il nome; il sergente Marino Zoppi, medaglia d’argento al valore militare, del battaglione Val d’Adige, nato a Monteforte d’Alpone, e di pari corpo e grado, di Pietro Speri, nativo di Negrar. Furono tre delle 150 vittime delle audaci azioni intraprese fra l’estate del 1916 e 1917 per respingere, dalle alture vicentine, l’offensiva austriaca e per riprendere monte Cimone. Lassù furono sepolti con altri sei veronesi. I sergenti Zoppi e Speri muoiono insieme il 30 giugno 1917 a località Redentore sul monte Cimone, entrambi medaglia d’argento al valor militare perché - addetti alla sezione mitragliatrice – per meglio colpire un riflettore nemico, si offrono volontari per trasportare l’arma in un luogo battuto dall’artiglieria nemica. Bennati, già ferito nel 1915 a malga Zures (altro luogo simbolo per gli alpini del Sesto), muore in località Cismon, sulle alture vicentine, il 3 agosto 1917. Ma lassù resta anche Battista Zanolli (nato nel 1893) di Bussolengo che cade a quota 1036 del Cimone vittima dello scoppio di una spoletta sotto un’intensa pioggia di artiglieria il 4 giugno 1917; cinque giorni dopo, mentre trasporta il rancio della mattina, lungo un camminamento che da cima Neutra porta al posto avanzato della sua compagnia, Ettore Marzari (1882) di Garda è ferito da un colpo di fucile e muore all’ospedaletto 09. Francesco Righetti (1891) di Marano, il 26 giugno 1917, chiude gli occhi nell’ospedale da campo 08 per le ferite riportate in combattimento. La vita di Giacomo Maccagnan(1897) di Bosco Chiesanuova è recisa dallo scoppio di alcune bombarde a Cason Brusà il 20 luglio dello stesso anno. Quattro giorni dopo cade Matteo Baltieri (1887) di Badia Calavena, a quota1056. Il 26 luglio, infine, lo raggiunge Domenico Bertaiola (1893) di Valeggio che spira all’ospedale da campo Sant’Orso ferito in assalto. Ora si può portare loro un fiore, negato dal tempo e recuperato grazie ai cinque anni di commemorazioni della Grande guerra e alla generosità di volontari che hanno restituito un posto nella storia alle loro storie.

Raduno del Triveneto e Vittorio Veneto

Un mese fa, a Trento, erano in diecimila accompagnati dai sindaci di tutta la provincia per l'appuntamento con l'Adunata Nazionale. E ora gli alpini veronesi si preparano a ripetere l'«esodo di massa» a Vittorio Veneto, in occasione del Raduno del Terzo Raggruppamento in programma da domani a domenica. Una presenza di massa per ringraziare tutte le sezioni del Triveneto che, a febbraio, hanno messo nero su bianco la propria volontà di supportare la candidatura di Verona ad ospitare l'Adunata Nazionale del 2020. «Sappiamo di avere gli occhi del direttivo nazionale puntati su di noi - ricorda il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. I miei alpini non mancheranno a questo importante appuntamento, con il solito carico di entusiasmo ed energia». E sarà proprio il presidente Bertagnoli, sabato mattina, a tenere il discorso ufficiale al Bosco delle Penne Mozze dove le sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza deporranno le loro Foglie sull'Albero del Ricordo. «Mancavano solo le foglie di queste cinque sezioni per completare l'Albero - puntualizza Bertagnoli -. Con questo gesto vogliamo dire che noi ci siamo, al fianco dell'Italia per fare memoria». Un momento particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra, prima della partenza della Lampada Votiva diretta al centro della città. Nel pomeriggio di sabato, alle 17,è poi in programma la messa in Cattedrale celebrata dal vescovo di Vittorio Veneto, Beniamino Pizziol.
Ma già da domani le Penne Nere scaligere saranno a Vittorio Veneto per assistere all'arrivo delle cinque «Fiaccole della Memoria» in piazza del Popolo, per alimentare la «Fiamma del Ricordo» che rimarrà accesa per tutta la tre giorni alpina. Sabato, come detto, la cerimonia al Bosco delle Penne Mozze, la messa nel pomeriggio e poi la sfilata da piazza Giovanni Paolo I a piazza del Popolo. In serata, a partire dalle 20.45, concerto della Fanfara dei congedati della Brigata Cadore al teatro Lorenzo Da Ponte. Nelle chiese cittadine, invece, si esibiranno i cori della sezione Ana di Vittorio Veneto e dei cori ospiti. Domenica, il clou delle manifestazioni con l'alzabandiera in programma alle 8.30 e l'inizio della sfilata, un'ora più tardi.

6° trofeo caduti alpini della val d’Illasi, alla memoria dell’alpino gino marchi reduce di russia. Corsa in montagna da località revolto (m 1.335 slm)  al rifugio pompeo scalorbi (m 1.767 slm) - percorso km 5,5. Pellegrinaggio sezionale a Scalorbi nel centenario della strada militare realizzata dal genio della 1a Armata. I Gruppi Alpini della Val d’Illasi organizzano per DOMENICA 26 AGOSTO 2018 una gara podistica di corsa in montagna competitiva e non, aperta a tutti con partenza dalla località Revolto (m 1.335 slm) e arrivo al  Rifugio Pompeo Scalorbi (m 1.767 slm). • ISCRIZIONI: la tassa di iscrizione è fissata in € 5,00 che comprende ristori (uno sul percorso e uno all’arrivo), assistenza medica, cronometraggio. L’organizzazione si riserva di richiedere la presentazione della tessera ANA in regola con il tesseramento 2018. • ISCRIZIONE SINGOLI: l’iscrizione va effettuata il giorno 26 agosto 2018, alla partenza, entro le ore 8.45. • ORARIO GARA: il ritrovo è fissato alle ore 7.00 presso il luogo di partenza in località Revolto. La partenza si svolgerà in linea alle ore 9.00 (uomini e donne).

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A piedi attraverso i monti per l’adunata alpina

Fonte: L'Arena.it - Passo dopo passo, anche nella neve, con calzoni corti, stanno ripercorrendo i sentieri battuti dai loro padri e nonni durante la Guerra. Fabrizio, Diego, Michele, Fabrizio, Luca, Davide, Luca, Michele. È il gruppo di sette, tra Penne Nere e giovani simpatizzanti, partito da Erbezzo l’altro giorno e diretto all’adunata nazionale degli Alpini a Trento. Negli zaini lo stretto indispensabile per non appesantire troppo il carico, un poncho per far fronte alle intemperie e un minimo di biancheria di cambio; intorno alle spalle il tricolore, sventolato con orgoglio alla partenza. «Ci ha spinto ad andare la voglia di ricordare i nostri padri, i valori che li hanno spinti su queste montagne: chi in questi luoghi è stato mandato in guerra, i molti caduti», spiega telefonicamente da una delle alture del percorso dove i cellulari riescono a prendere la linea, il sottotenente del gruppo alpini di Erbezzo, Fabrizio Campedelli, 43 anni. Durante la prima giornata di cammino, il gruppo ha fatto tappa all’Ossario del Pasubio. Prima ha attraversato il Carega e superato un vallone ancora gonfio di neve, il tratto più impegnativo della spedizione. «Ci eravamo informati, sapevamo della neve, ma non ce ne aspettavamo così tanta», riporta Campedelli. Durante la prima tappa, giovedì, i sette hanno camminato per circa 23 chilometri su un percorso che contava però circa mille metri di dislivello. Analogo il tour de force sostenuto ieri, da Passo Coe attraverso il Passo della Borcola e fino al Monte Maggio ad un’altitudine di oltre 1.800 metri. Oggi il cronoprogramma della spedizione prevede invece una trentina di chilometri complessivi, ma su un terreno meno impervio. E infine l'arrivo a Trento. Ilaria Noro

http://www.larena.it/home/provincia/a-piedi-per-tre-giorni-fra-i-monti-verso-trento-sulle-orme-dei-padri-1.6494607

 

ANA Verona a Trento2018

L’ADUNATA DI TRENTO. Tutti presenti i 200 gruppi della sezione Ana scaligera e rappresentanza politica dai parlamentari ai primi cittadini. Con una missione comune - Alpini,60sindacilancianoVerona

Fonte: L'arena.it -Uniti per la missione. Difficile ma non impossibile: riportare a Verona l’adunata alpina, dopo l’ultima volta nel 1990.ATrento, tra le 600mila persone dell’edizione 2018 (numero delle presenze in città stimato dall’Esercito) la rappresentanza scaligera, più delle 5mila persone previste, sfila tra le ultime del Triveneto, risparmiata dalla pioggia. Ed è un corteo che vale una dichiarazione d’intenti. Ci sono infatti, accanto il presidente provinciale dell’Associazione nazionale Alpini, Luciano Bertagnoli, quello della Regione Veneto, Luca Zaia (previsto in sfilata con i veronesi ma in tribuna per un probabile omaggio al protocollo istituzionale), il sindaco Federico Sboarina accompagnato da60colleghi del Veronese dai 98 Comuni del territorio. A loro si sono uniti l’assessore regionale Elisa De Berti, i parlamentari del Pd Vincenzo D’Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini, la senatrice della Lega Cinzia Bonfrisco e il collega dello stesso partito (e sindaco di Concamarise) Cristiano Zuliani. Completano a Trento la squadra politica veronese il vicepresidente della Provincia, Pino Caldana e i consiglieri comunali Flavio Tosi, Patrizia Bisinella e Alberto Bozza. Se segnale doveva essere è suonato, parola di Bertagnoli,«forte e chiaro». Riavere l’adunata alpina a Verona non sarà facile. Firenze ma soprattutto Rimini sono concorrenti temibili, sia pure nello stile del «fair play alpino». «Noi ci mettiamo la presenza nelle grandi emergenze, l’entusiasmo e la partecipazione... poi si vedrà», spiega il presidente. «Mostriamo che la città e il suo tessuto economico e ricettivo possono e vogliono ospitare questo evento», chiarisce il sindaco. Nel 2020 sarebbero trent’anni esatti. E ora si può replicare. La sfilata veronese lo dice chiaro. DECISIONI. La scelta, quasi strategica, di un corteo veronese dalla rappresentanza quanto più «pesante» possibile è un appello chiaro in favore della scelta di Verona. Nelle prossime settimane una delegazione di vertice dell’Ana (Associazione nazionale alpini) sarà in città per un sopralluogo. «Oggi giochiamo le nostre carte migliori e le caliamo sul tavolo come una squadra che parla con una sola voce», confida Luciano Bertagnoli. Basterà? «I consensi e le adesioni ci sono tutti, ben chiari. Speriamo che, come si suole dire, “il diavolo non ci metta la coda“. Nessuna illusione ma solo la coscienza di avere fatto, fino in fondo e tutti, la nostra parte». A fare la differenza potrebbe essere la rappresentanza dei sindaci: ne erano attesi una ventina, alla vigilia. In sfilata erano sessanta, oltre la metà dei Comuni del Veronese, equamente rappresentati per distribuzione geografica. «Rimini ha dalla propria parte la grande struttura d’accoglienza», ragiona il presidente Bertagnoli. «Noi abbiamo la poderosa struttura delle decine di migliaia di camere nelle strutture tra città, Lago e provincia», osserva. Alpini buoni strateghi, e ci mancherebbe. CASA VERONA. Duecento gruppi, altrettanti gagliardetti. Era l’appello della vigilia e nessuno ha «marcato visita». Nel Collegio Arcivescovile, per la durata della manifestazione ribattezzato «Casa Verona », sono stati ospitati circa duemila Alpini. Gli altri si sono aggiunti, di ora in ora, fino alla giornata di ieri, quella in cui era importante «essere tutti qui». Era cominciata male, con i sabotaggi alle linee ferroviarie sulle tratte potenziate per l’arrivo in città e le scritte infamanti su alcuni muri («Alpini assassini e stupratori »). Taglia corto Bertagnoli mentre i gruppi veronesi, e sono ormai le 19,30, vanno a prendere la scena di un corteo cominciato alle 9 del mattino: «L’accoglienza che ci è stata riservata, gli applausi al presidente Mattarella parlano da soli. Il resto non ci interessa. Noi sappiamo il lavoro e l’impegno». Soddisfattissimo il presidente dell’ Ana veronese: «Con una battuta si potrebbe dire che neppure certe convocazioni istituzionali ottengono tanto risultato: sessanta sindaci che ci hanno affiancato e tutti i nostri gagliardetti che attraversano Trento sono un segnale deciso. Noi abbiamo fatto il massimo. Ora aspettiamo». LA GIORNATA. Una domenica di sole «che non ci aspettavamo», aveva confidato in mattinata il segretario generale dell’ Ana veronese, David Favetta. Unica sezione a potere sfilare con le divise storiche («Rifatte meticolosamente proprio come allora, particolari compresi») Verona ha avuto in mattinata come rappresentante il vicepresidente Giorgio Sartori, con i panni, l’equipaggiamento e le armi della Grande Guerra. E il copricapo con la penna. Quello che, nella poesia letteraria di Mario Rigoni Stern, è descritto così: «Di cappelli e di uomini ne esistono centomila tipi, ma di alpini e di cappelli come il loro ce n'è una specie sola, che nasce e resta unica intorno ai monti d'Italia».•

 

Alpini, esodo a Trento. E nasce «Casa Verona»

Fonte: L'Arena.it I primi camper sono arrivati già nel primo pomeriggio. Seguiti a ruota dai camion e dagli altri mezzi. E in un batter d'occhi ecco prender forma «Casa Verona», l'avamposto delle Penne Nere scaligere pronte all'Adunata Nazionale in programma da domani a domenica a Trento.

«Saremo in diecimila, domenica, a sfilare - racconta il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, già arrivato a Trento -. Voglio vedere tutti e duecento i gagliardetti dei nostri gruppi. E mi auguro di cuore che ci siano anche tutti e 98 i sindaci della nostra provincia a camminare al nostro fianco».

Perché l'obiettivo, ormai dichiarato, è quello di mettersi in mostra in vista dell'assegnazione dell'Adunata del 2020 che la sezione veronese vuole riportare in riva all'Adige a distanza di trent'anni esatti dall'ultima volta. La decisione sarà presa a ottobre a livello nazionale e l'appuntamento trentino rischia davvero di diventare il banco di prova fondamentale a sostegno della candidatura.

Ed è proprio per questo motivo che la presenza veronese in questa tre giorni è destinata ad assumere i connotati di un vero e proprio esodo. Nulla è stato lasciato al caso e lo testimonia proprio l'allestimento di «Casa Verona», una sorta di centro logistico per la sezione.

Qui potranno soggiornare circa duemila iscritti. E in molti si preparano a dormire sotto le tende allestite nei campi sportivi del collegio.

http://www.larena.it/home/italia/alpini-esodo-a-trento-e-nasce-casa-verona-1.6490908

Restauro sede sezionale, al via i lavori

Prende il via l'atteso intervento di restauro della Casa del Capitanio, sede delle Penne Nere scaligere. Il presidente Bertagnoli: «Vogliamo splendere». L'ultimo restauro risale al 1990, anno dell'ultima Adunata Nazionale in riva all'Adige

Gli Alpini veronesi si rifanno il look. Se c'è un simbolo per eccellenza delle Penne Nere scaligere, quello è la Casa del Capitanio, attuale sede della sezione veronese dell'Ana. Un edificio che trasuda storia da ogni pietra e che aveva bisogno di una «ritoccatina». Annunciati da mesi, prendono il via domani gli attesissimi lavori di restauro della sede all'angolo tra via del Pontiere e via Pallone. Un intervento dal costo stimato di circa 150mila euro, che vedrà impegnati restauratori e operai per i prossimi tre mesi. «Finalmente - commenta soddisfatto il presidente sezionale, Luciano Bertagnoli -. Siamo riusciti a centrare l'obiettivo: per noi si tratta di un edificio a cui siamo molto affezionati. In quei corridoi e in quelle stanze sono passati i nostri Padri».

Basti ricordare il Capitano Pietro Cella, decorato con la prima Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria assegnata ad un membro del corpo degli alpini. Il colonnello Davide Menini (Medaglia d'argento al Valor Militare)e il colonnello Giovanni Fincato decorato di due Medaglie d’argento e una Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria,  che nel periodo della Grande Guerra, da Tenente, assunse il comando di un plotone della 145ª Compagnia del Battaglione alpino «Sette Comuni», operante in seno al 6º Reggimento alpini, cosi come anche Cesare Battisti una volta nominato Tenente del Battaglione alpini «Val d'Adige».
I lavori sono stati affidati a chi di Penne Nere se ne intende: la progettista è infatti l'architetto vicentino Elisabetta Mioni, alpina riservista dell'Esercito Italiano. Al suo fianco la restauratrice Laura Borghino, di Desenzano del Garda. «Gli interventi, autorizzati dalla Sovrintendenza e dal Comune, si concentrano principalmente sul restauro delle facciate: pulitura degli intonaci, eventuali rappezzi, pulitura e consolidamento di tutti gli elementi in pietra tra cui il bassorilievo marmoreo di epoca romana sul lato Sud e il portale in stile classico settecentesco sul lato di via del Pontiere, unico residuo della struttura risalente all'edificio originario» spiega l'architetto. Gli operai della ditta Rigon Costruzioni edili di Cologna Veneta saranno impegnati anche nella manutenzione di parte del tetto, per rimediare a eventuali infiltrazioni. Con la collaborazione della ditta Mastec Recinzioni, sarà rinnovato lo spazio verde di fronte all'attuale ingresso della sede: l'area sarà recintata («Per evitare cattive frequentazioni» puntualizza il presidente Bertagnoli) e poi piantumata.
Un restyling in puro stile conservativo, per non perdere nemmeno un grammo del fascino storico della Casa del Capitanio. Edificio sorto nel 1787, era la struttura più importante del complesso della «Caserma A», una delle cinque caserme che andavano dalla Gran Guardia all'Adige, seguendo la cinta magistrale cittadina. La «Caserma A» si affacciava su via Pallone e si prolungava a sud verso l'Adige con una serie di corpi, dei quali l'unico superstite è appunto la Casa del Capitanio che dal 1875 ospitò il Sesto Reggimento Alpini. Negli Anni Ottanta del secolo scorso, l'edificio fu messo a disposizione della sezione Ana di Verona che nel 1990, con il fondamentale finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio, avviò i lavori di restauro. Circostanza che evoca dolci ricordi in riva all'Adige, perché proprio in quell'anno la città ospitò per l'ultima volta l'Adunata Nazionale. A distanza di trent'anni esatti, la sezione guidata dal presidente Bertagnoli, sogna di poter riportare il grande appuntamento a Verona («Nel 2020 celebreremo anche il centenario della nostra sezione» ricordano le Penne Nere scaligere). E tutto, a partire proprio dalla «casa» degli alpini veronesi, deve risplendere. «Vogliamo essere pronti - annuncia il presidente Bertagnoli -. La settimana prossima ospiteremo la delegazione nazionale che dovrà esaminare la nostra candidatura per il 2020».
E i delegati potranno già assistere di persona ai lavori di restauro. Un intervento reso possibile dalla sensibilità dell'amministrazione comunale, proprietaria dell'edificio. «Voglio ringraziare il sindaco Federico Sboarina, l'assessore Marco Padovani e tutti i tecnici degli uffici comunali che hanno seguito e agevolato la pratica consentendo di avviare l'intervento - ricorda Bertagnoli -. Un grazie speciale anche alla Fondazione Cariverona e al suo presidente Alessandro Mazzucco per il prezioso contributo». La ditta Sec Ponteggi e la ditta Media Event hanno coperto le spese relative al noleggio dei ponteggi che rimarranno installati per i prossimi tre mesi. Ma un grazie speciale va anche ai tanti volontari che hanno voluto contribuire a dare nuovo lustro alla sede. Per chi volesse contribuire, è possibile effettuare un versamento tramite bonifico bancario all'Iban  IT 68 U 05034 11730 0000000 20967 indicando come causale «Restauro Casa del Capitanio».

La foglia della sezione ANA Verona da oggi è sull'Albero del Ricordo

Commovente intervento ufficiale questa mattina del nostro presidente Luciano Bertagnoli al Bosco delle Penne Mozze dove le sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza hanno deposto le loro Foglie sull'Albero del Ricordo. «Mancavano solo le foglie di queste cinque sezioni per completare l'Albero - puntualizza Bertagnoli -. Con questo gesto vogliamo dire che noi ci siamo, al fianco dell'Italia per fare memoria». Un momento particolare, nel centenario della fine della Grande Guerra, prima della partenza della Lampada Votiva diretta al centro della città. (foto: Massimo Venturini)

 

Pellegrinaggio Nazionale all’Ortigara - 7 - 8 luglio 2018

SABATO 7 LUGLIO

  • Ore 15.00 ASIAGO - Ammassamento presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini;

  • Ore 15.30 Resa degli onori al Labaro dell'Associazione Nazionale Alpini; alzabandiera e partenza dello sfilamento in direzione del Sacrato Militare;

  • Deposizione Corona;

  • Ritorno presso il piazzale dello stadio del ghiaccio e ammainabandiera.


DOMENICA 8 LUGLIO

  • Ore 7.00 ASIAGO - Piazza II° Risorgimento: partenza per il Monte ORTIGARA del Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini e dei Vessilli Sezionali.

  • Ore 10.15 MONTE ORTIGARA - q. 2105 presso Colonna Mozza formazione dello schieramento, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini.

  • Ore 10.30 MONTE ORTIGARA S. Messa concelebrata da dall'Alpino Don Rino Masella, al termine deposizione della Corona alla Colonna Mozza, intervento delle Autorità, resa degli onori al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, deposizione della Corona d’Alloro sul Cippo Austroungarico.

  • Ore 10.30 MONTE LOZZE adiacenze Chiesetta: S. Messa er coloro che non possono salire ai Cippi.

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ANA VERONA Raduno Triveneto a Vittorio Veneto

La spinta di quei 150 gagliardetti, la forza di quel bosco che non conosce mai autunno. Con un unico imperativo a guidare i loro passi: «Fare memoria». Il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, alla vigilia, aveva lanciato l'appello a tutti gli alpini veronesi. E, come al solito, le Penne Nere scaligere non hanno mancato l'importante appuntamento con il Raduno Triveneto in programma nel fine settimana, da venerdì a domenica, a Vittorio Veneto. Un luogo carico di valenze storiche, nel centenario della fine della Grande Guerra. «Quella è una terra in cui gli Alpini sono radicati davvero fortemente e lo si è capito dalla presenza in massa della gente e dagli applausi continuati che hanno accompagnato la nostra sfilata di domenica mattina» ricorda il presidente Bertagnoli. Presenza «di massa» apprezzata anche da Alfonsino Ercole, che proprio domenica è stato nominato vice presidente vicario dell'Associazione Nazionale Alpini, nel corso del consiglio nazionale. Un altro «esodo» per gli alpini veronesi dopo la grande partecipazione all'ultima Adunata Nazionale di Trento. E anche questa volta, la politica scaligera, ha voluto far sentire la propria vicinanza al Corpo. Tredici i primi cittadini scaligeri che hanno sfilato con gli alpini domenica mattina, insieme ad assessori, parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti della Provincia. E a «tirare il gruppo» c'era l'assessore del Comune di Verona Marco Padovani, che già aveva marciato da Verona a Trento in occasione dell'ultima Adunata Nazionale. Una «squadra» trasversale a tutti gli schieramenti politici, in perfetta linea con l'appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco del capoluogo Federico Sboarina che ha rimarcato la volontà di portare in riva all'Adige l'Adunata Nazionale nel 2020. «Una giornata bellissima - commenta Bertagnoli -, abbiamo sfilato sotto il sole, circondati dal calore della gente. Siamo arrivati esausti ma orgogliosi del nostro essere alpini». Un orgoglio che nasce, anche e soprattutto, dalla responsabilità che le Penne Nere sentono quotidianamente. Una responsabilità che il presidente Bertagnoli ha voluto ricordare anche sabato mattina, nel corso di uno dei momenti più toccanti della tre giorni del Triveneto: la deposizione delle ultime Foglie che mancavano all'Albero del Ricordo: le cinque Foglie delle sezioni di Gemona, Trento, Trieste, Verona e Vicenza. Un albero «sempreverde», che non può appassire mai. «L'ho ricordato anche nel corso del mio discorso ufficiale, sabato mattina: con queste foglie che abbiamo posto sull'Albero abbiamo preso un impegno molto importante. Anche quando si spegneranno i riflettori del Centenario della Grande Guerra, noi abbiamo il dovere di continuare ad alimentare la fiamma del ricordo perché le nostre radici sono lì, in quei ragazzi che hanno dato la loro vita per darci quell'Italia magnifica di cui siamo orgogliosi e per la quale dobbiamo continuare ad andare avanti con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di sempre».

foto: Doriano Pesarin, Massimo Venturini

Alpiniadi, la «vittoria» della sezione ANA scaligera.

Gli alpini veronesi hanno partecipato in massa alla seconda edizione delle Alpiniadi, organizzate dalla sezione Ana di Bassano nello scorso fine settimana. Il presidente Bertagnoli: «Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per fare squadra»

«Esserci sempre». Fedeli al loro motto, le Penne Nere della sezione scaligera dell'Ana hanno conquistato il gradino più alto del podio della seconda edizione delle Alpiniadi estive ancor prima di gareggiare. Con i 115 atleti (tra Alpini e Aggregati) iscritti, la sezione veronese è stata infatti quella che ha potuto vantare il maggior numero di partecipanti tra le 56 sezioni provenienti da tutta Italia che si sono confrontate dal 7 al 10 giugno nel corso dell'evento organizzato dalla Sezione di Bassano del Grappa. «Un grande successo - commenta soddisfatto il presidente sezionale Luciano Bertagnoli -, al di là dei risultati ottenuti nelle diverse competizioni. Lo sport è uno degli strumenti più efficaci per "fare squadra" e guardo in particolare ai tanti Aggregati che hanno gareggiato sotto le nostre insegne. Occasioni del genere ci permettono di avvicinare i giovani al nostro mondo e alla nostra associazione». Quattro le gare in programma, in quei luoghi che esattamente cento anni fa hanno visto gli Alpini italiani spendersi a difesa della Patria e del confine, come ha ricordato il presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero: «Questi sono luoghi sacri non solo per noi alpini, ma per tutta la Patria». Gli atleti, infatti, hanno gareggiato tra i sentieri e le trincee costruite dai loro Padri. «I nostri ragazzi erano fortemente emozionati - ricorda il responsabile della commissione Sport della sezione Ana Verona, Marco Rambaldel -. Le gare sono state impegnative, ma non capita tutti i giorni di poter correre in mezzo alle trincee o ai baraccamenti». Una location dall'alto valore simbolico, in concomitanza con il Centenario della fine della Grande Guerra. Un evento ricordato anche sabato pomeriggio, nel corso della cerimonia in memoria ai caduti a Cima Grappa.
Guardando ai risultati sportivi, la sezione veronese ha conquistato il quarto posto nella classifica assoluta con 4.197 punti; alle spalle della Valtellinese (4.792 punti), Trento (4.750) e Bergamo (4.468). Quattro le gare a cui hanno partecipato in totale 1.737 atleti. Nella corsa in montagna individuale i soci aggregati hanno conquistato il primo posto con il punteggio di 242, mentre i soci alpini si sono posizionati al sesto posto con un punteggio di 1.102. Successo per gli aggregati veronesi anche nella corsa in montagna a staffetta con il primo posto conquistato grazie ai 424 punti (i soci alpini si sono posizionati al settimo posto con 922 punti). Nella marcia di regolarità in montagna a pattuglie, undicesimo posto per gli aggregati e dodicesimo per gli alpini. Ottimi i risultati nella grande novità di questa edizione: il Duathlon che prevedeva l'accoppiata mountain bike e tiro a segno con carabina laser. Gli aggregati hanno vinto con un punteggio di 202, mentre gli alpini sono arrivati al secondo posto con 692 punti.
Nel dettaglio, questi i migliori risultati. Corsa in montagna individuale: Soci aggregati-categoria A7, primo posto per Mattia Tanara e secondo per Emanuele Piubelli; Soci aggregati-categoria A8, secondo posto per Isacco Piubelli; Soci aggregati-categoria B8, primo posto per Giuseppe Tanara. Duathlon mountain bike - tiro a segno: Soci alpini-categoria A2, terzo posto per Andrea Tibaldi; Soci aggregati-categoria B1, secondo posto per Loris Roncari e terzo per Massimo Piazzola; Soci aggregati-categoria B2, secondo posto per Diego Menegazzi. Marcia di regolarità in montagna a pattuglie: Soci alpini-categoria media M, secondo posto per Bruno Castagna, Attilio Tanara e Remo Guardini. Corsa in montagna a staffetta: Soci aggregati-categoria B1, primo posto per Emanuele Piubelli e Isacco Piubelli, secondo posto per Mattia Tanara e Federico Presa.

(foto: www.ana.it, Mariagrazia De Bortoli https://www.facebook.com/mgraziadebortoli

 

35° raduno al rifugio Contrin

35° raduno al rifugio Contrin

Alla fine di giugno si rinnova l’immancabile appuntamento al rifugio Contrin in Marmolada per il 35º raduno. La cerimonia, accompagnata dalla fanfara alpina Monte Zugna di Lizzana, inizierà alle ore 11,15 con l’alzabandiera, gli onori al Labaro dell’Ana e l’omaggio al cippo del capitano Andreoletti; seguiranno gli interventi delle autorità e la Messa. Alle 12,30 rancio alpino al rifugio. Per informazioni: Rifugio Contrin (Alba di Canazei), tel. 0462/601101, cell. 338/1623311 www.rifugiocontrin.it

Le Truppe Alpine in esercitazione alle 5 Torri

Le Truppe Alpine saranno nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”. Nell’omonimo comprensorio montano, un autentico museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale dove 100 anni fa era posizionato il Comando dell’artiglieria italiana, gli alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni, aperte al pubblico, di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Eredi dei leggendari soldati che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli alpini daranno particolare risalto al concetto di  “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

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