Dopo il 1955 sembrò che il “male della pietra” avesse contagiato tutti i Gruppi della Sezione. Il più “infettato” di tutti parve essere il Cappellano ...

A PONTICELLO DI BRAIES IL RICORDO DEI 7 “BOCIA” TRAVOLTI DALLA VALANGA NEL 1970. Come allora, c’è la neve. Assassina all’epoca, leggera quasi come ...

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26/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: I MOMENTI DEL RICORDO Sono le 10 del mattino quando dall’interno del Sacrario Militare, al Cimitero Monumentale, risuona il silenzio. Negli stessi istanti, nelle ...
24/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: IL TRICOLORE ILLUMINA PIAZZA BRA Le pietre millenarie dell’Arena si accendono di verde, bianco e rosso per celebrare i cento anni di storia della sezione veronese ...
17/10/2020 TEMPLATE_THE_FIRST_TO_COMMENT
I CENTO ANNI DELL’A.N.A. VERONA: IN ANFITEATRO TACCIONO I CORI E LA FANFARA MA IL TRICOLORE TORNA AD ILLUMINARE IL CUORE DELLA CITTÀ I colori dell’Italia sui monumenti del cuore della città antica. ...

Continua l’attività dei volontari della Protezione Civile Ana nelle zone colpite dal maltempo.   E' salito il numero degli uomini impiegati (264 per 365 giornate/uomo complessive) ma è diversa l’attività svolta, perché nei primi momenti è ...

LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA SCHIERA SUL TERRITORIO UN CENTINAIO DI VOLONTARI SOLO A MONTECCHIA DI CROSARA. INTERVENTI ANCHE IN ALTRI OTTO COMUNI DEL VERONESE MENTRE DUE SQUADRE STANNO MONITORANDO L’ADIGE, IN VISTA DELLA PIENA ATTESA DA ...

Il 1° caporal maggiore Marta Bassino, alpina del Centro Sportivo Esercito, ha vinto la prima gara stagionale di slalom gigante femminile a Sölden (Austria). Complimenti da tutti gli alpini e in particolare dalle penne nere di Borgo San Dalmazzo, ...

Calendario delle gare sportive alpine sezionali e nazionali del 2020 Nello specifico le specializzazioni sono: Tiro - Corsa - Pesca - Bocce - Podismo - Corsa in Montagna - Tiro al Piattello - Mountain-bike - Corsa campestre - Podistica . Mentre ...

Una montagna per tutti o la montagna di tutti ? Riflessioni che competono anche agli alpini L’estate 2020 non si può di certo archiviare confermando le previsioni di crisi che erano state preventivate a causa del covid-19, complice sicuramente la ...

Il Gruppo Giovani ANA Verona procede a gonfie vele, per il secondo anno consecutivo siamo stati presenti con un gazebo alla manifestazione podistica “Montefortiana”. Grazie al Gruppo Alpini di Monteforte e grazie all’organizzazione della ...

Il giorno 2 Luglio scorso ha posato a terra lo zaino andando avanti nel paradiso di Cantore l’ex capogruppo Arnoldo Cristini classe 1934, orgoglioso di aver fatto parte del gruppo Asiago. Prendere il suo posto nel lontano 2002 non è stato semplice, ...

Il gruppo alpini di Illasi e il Comune di Illasi organizzano per il 90° anno di fondazione la presentazione del documentario "D-Day lo sbarco in Normandia, noi Italiani c'eravamo" di Mauro Vittorio Quattrina. Sarà presente il regista. Venerdì 27 ...

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire da ...

Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione ...

Domenica 9 Settembre ritorna l'annuale appuntamento con la storia, per rivivere la storia in una giornata in Grigio-Verde. 10.00 - Arrivo ...

(Fonte: L'Arena.it) "Il Milite non più ignoto": vincono gli alunni di Erbezzo Hanno raccontato nei pochi minuti del video «In memoria di..» la ...

Illuminante studio sul generale Alberto Pariani Nel numero IV, 2019 degli “Studi veronesi”, la bella rivista culturale curata da Andrea e Pierpaolo ...

            Ente erogante  Somma incassata nel 2019    Data incasso Causale  ...

Il piccolo orologio a pendolo da tavolo, appoggiato su un elegante mobile, segna le 15. In questa casa sono arrivata incuriosita da una fotografia scattata durante il ripiegamento del Don nella seconda guerra mondiale e trovata per caso su un articolo di giornale di più di dieci anni fa; era intitolato “Due alpini e una capra”. Riportava solo due nomi: Aldo Bellamoli di Stallavena e Aldo Zanini di Lughezzano. Chi erano? Perché erano lì? Cosa era successo poi? Erano sopravvissuti? Sull’onda di quegli interrogativi iniziò per me un percorso di ricerca, di telefonate, di appuntamenti. Ora eccomi qui, nella casa di uno di quei due alpini, Aldo Bellamoli, gentilmente accolta dal figlio Cesare. Aldo non c’è più, è mancato nel dicembre scorso; ma tutta la casa parla ancora di lui. Il salotto è impregnato di vita e storia, libri, foto, tra le quali quelle del muso di due muli ricoperti di ghiaccio, a testimonianza dei patimenti sofferti.  Aldo Bellamoli era nato il 9 settembre 1921 in una piccola frazione del comune di Grezzana, in provincia di Verona. Chiamato alla leva, aveva frequentato un corso di allievi armaioli a Terni. Finita la leva nel Sesto Alpini Battaglione Verona, tornato a casa, aveva ripreso a lavorare nell’attività iniziata dal padre nel settore del marmo. Ma ecco lo scoppio della seconda guerra mondiale; Aldo venne richiamato alle armi e Il 28 luglio 1942 partì per la Russia: l’esperienza che l’avrebbe segnato per il resto della vita. Ebbe l'incarico di furiere, con il triste compito di ricercare feriti e congelati e tenere il conto dei dispersi e caduti. Ne lasciò testimonianza nel libro ‘’Battaglione Verona Cimì’’, quando ricordò con toccanti particolari la giornata del 25 gennaio del 1943: ‘’Arriviamo tra i primi in vista di Nikolajewka e subito ci disponiamo per l’attacco, anche se la nostra resistenza fisica e morale si sta frantumando sotto il peso insostenibile di patimenti disumani: la fame rabbiosa, il freddo polare, la stanchezza suprema... ho molta paura, come è naturale che avvenga in chi si crede prossimo a morire. Ma non è una paura di quelle che schiacciano, che paralizzano, che annientano: anzi, mi fa esplodere dentro una reazione rabbiosa, una voglia pazza di vendicare i miei amici perduti e il mio immenso patire’’. La rievocazione di quel calvario così continuava: ‘’… a Logowje mi tolgo le scarpe ( i classici scarponcelli chiodati degli alpini ) per la prima volta dopo la partenza del Don; mi levo anche le calze, insieme alle quali viene via anche l’unghia dell’alluce destro con piccoli brandelli di pelle e di carne nerastra: infezione da congelamento, che è come dire cancrena. Inutile pensare a cure e medicazioni: è tempo perso, qui non ci sono medici.’’ Ridotto in condizioni estremamente critiche, quando ormai la sua sorte pareva segnata, Aldo, con altri compagni, incontrò il cuore grande e la pietà dei russi: venne accolto e medicato in un’isba da alcune donne, che gli furono madri e sorelle, divisero con lui il proprio cibo, lo rifocillarono. Grazie a loro riuscì a ristabilirsi, a rimettersi in cammino verso la patria lontana ed a giungere infine in Italia, dove ricevette le cure mediche necessarie. ‘’Qui, proseguiva il suo racconto,  finisce la mia odissea in Russia, ma non finisce e non finirà mai il commosso ricordo dei cari compagni della mia giovinezza, che sono restati per sempre nelle lande nevose dell’Ucraina. Essi, che tra l’altro erano i migliori, saranno sempre vivi e presenti nel cuore di quanti, come me, devono a loro il momento del ritorno, e cioè la salvezza e la vita’’. Dopo la guerra ad Aldo fu conferita la croce per merito di guerra. In Russia egli volle tornare due volte, nel 1972 e nel 1976, superando non poche difficoltà, soprattutto burocratiche. La sua vicenda fu riportata nello splendido e commovente libro “Neve rossa” scritto da un altro reduce di Russia, Vittorio Bozzini. Nella serenità della casa, il figlio di Aldo descrive con commosso orgoglio il carattere del papà, ‘’Mio padre era un uomo preciso, puntuale, determinato, istintivo; furono queste caratteristiche che gli salvarono la vita quando fu fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Quando fu possibile esaminare gli archivi russi, contribuì a recuperare parecchie salme di soldati italiani di cui ricordava i luoghi di sepoltura. Era sempre presente alle adunate, ai ritrovi tra reduci assieme alla sua inseparabile e amata Alba Maria, sposata nel 1949. L’esperienza drammatica della guerra aveva creato tra i reduci un legame profondo, fatto di amicizia fraterna, di condivisione, di vero spirito alpino. Valori che ha vissuto intensamente e che trasmesso a noi figli e nipoti con l’esempio concreto di ogni giorno. Era attento alle innovazioni, sapeva ‘’guardare avanti’’, non si demoralizzava mai, temprato  com’era da quell’esperienza unica e indimenticabile della Russia’’.  Aldo si è addormentato per sempre il 7 dicembre 2016, circondato dal calore dei suoi cari, pochi mesi dopo che se ne era andata la sua Alba Maria.

Guardo fuori dalla finestra, è buio e l’orologio a pendolo appoggiato sul mobile, segna le 15; il tempo trascorso con il figlio che racconta del padre, tra quelle mura ancora calde, sembra essersi fermato veramente. Osservo la foto di Aldo, il suo sorriso sereno. Così lo voglio ricordare, nel paradiso di Cantore, con tutti i suoi commilitoni, mai dimenticati, come il suo amico Aldo Zanini, di cui, purtroppo, si hanno ancora poche notizie. Lucia Zampieri

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Quasi 12 anni di lavoro: è questo l’incredibile dato che emerge dal bilancio delle attività degli alpini veronesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria ad oggi.

In meno di quattro mesi, l’esercito di 1.151 volontari ha svolto complessivamente 4.352 giorni di lavoro. il valore economico stimato alla collettività è di quasi 900mila euro.

Nei quattro mesi circa della fase più drammatica dell’emergenza Coronavirus che ha travolto la città e il Veneto, da fine febbraio a maggio, la Protezione Civile dell’ANA Verona ha schierato sul campo 1.151 volontari. Complessivamente, le ore di attività sono state quasi 35mila: 34.816. I giorni di lavoro hanno raggiunto quota 4.352 che, svolti da un’unica persona, sarebbero equivalenti a circa 12 anni. Ma la forza degli alpini veronesi è anche nello spirito di comunità, nel saper serrare i ranghi e fare squadra pronti ad intervenire per la collettività dove e quando la situazione lo richiede. Ed è anche grazie a questo se l’ANA Verona – che durante i durante i mesi dell’emergenza è arrivata quasi a triplicare il numero dei volontari di Protezione Civile rispetto a quelli presenti all’inizio dell’anno – è riuscita in un’impresa tanto ambiziosa e impegnativa il cui valore economico stimato alla collettività è di 870.400mila euro.

“I nostri volontari sono stati sottoposti sia ai tamponi che ai test sierologici: i risultati sono stati tutti negativi. È un dato significativo che dimostra che il nostro lavoro pur volontario è stato fatto seriamente, in modo qualificato, seguendo scrupolosamente le norme anticontagio. Nel Terzo raggruppamento, i casi positivi sono stati solo due su 3.200 persone”, spiega Luca Brandiele, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona.

La voce che ha richiesto un maggior impegno in termini di tempo è quella che riguarda la distribuzione di mascherine e di altri materiali essenziali. A tale scopo sono scesi in strada, nelle settimane in cui le strade erano pressoché deserte, quasi 500 volontari (468 per la precisione) per un totale di 2.428 giorni di lavoro. Segue a ruota la voce “allestimento ospedali e tendopoli” concretizzata da 620 persone per 1.571 giorni di lavoro. È anche grazie all’impegno qualificato dei gruppi di Protenzione Civile dell’ANA Verona se, ad esempio, si è riusciti ad allestire a tempo di record l’ospedale Covid di Villafranca, sistemando poco dopo anche gli spazi per un nuovo laboratorio analisi. E ancora, a poche ore dall’inizio dell’emergenza, a fine febbraio, tra i primi ad intervenire fuori dagli ospedali di città e provincia sono stati proprio gli alpini che hanno allestito le tendopoli per il triage esterno ai Pronto Soccorso.

A “operazioni logistica e supporto alla popolazione e alla sanificazione di strade, parchi, edifici e luoghi pubblici” hanno partecipato 52 volontari per un totale di circa un anno di lavoro: 332 giorni.

“Sono numeri che ci onorano e che ci fanno sentire orgogliosi del nostro essere alpini. Questo centenario lo stiamo vivendo sul campo come non ci saremmo mai aspettati ma come è giusto che sia”, commenta il presidente dell’ANA Luciano Bertagnoli, rieletto sabato alla guida della sezione veronese per i prossimi tre anni. Lunedì è iniziato lo spoglio delle schede per i membri del direttivo. I risultati, completati nelle ore scorse (l’elenco completo degli eletti è nell’altro allegato), hanno riconfermato sostanzialmente la squadra che nello scorso mandato ha lavorato a fianco di Bertagnoli. “Gli alpini veronesi ci hanno confermato la fiducia. Siamo già al lavoro per predisporre, probabilmente a settembre, se sarà possibile, un momento di festa e celebrazione del Centenario della sezione”, anticipa il presidente.

Nell’emergenza Coronavirus, l’ANA Verona si è mobilitata anche con una raccolta fondi che ha portato all’acquisto di sette ventilatori polmonari di ultima generazione consegnati ad aprile agli ospedali di città e provincia e che ora, chiusi i reparti covid, sono stati riconvertiti e vengono utilizzati in altri settori.

“Si è trattato di una spesa piuttosto corposa, per la quale la raccolta fondi prosegue”, fa appello Bertagnoli. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA si può donare all’IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204. Inoltre, al link https://www.gofundme.com/f/gli-alpini-per-l039emergenza-coronavirus-covid19?member=3916080&utm_medium=email&utm_source=customer&utm_campaign=p_email%

RITORNO ALLA NORMALITA’.......

Vorrei iniziare questo mio pensiero ricordando chi ha perso la vita causa il coronavirus, la memoria va ad alcuni soci e a familiari di altri soci che non ce l’hanno fatta, non voglio fare elenchi per non dimenticare qualche nome, ma quando arrivava la notizia, ahimè, per il gruppo era un momento triste non poter essere presenti all’ultimo saluto. Ma sarà nostro impegno, appena l’emergenza terminerà in accordo con i gruppi della zona Mincio, fare una cerimonia in ricordo di tutti gli alpini ed amici che sono andati avanti. Da settimane le nostre vite sono sconvolte dalla pandemia, tutti i mezzi d’informazione non parlano d’altro e sicuramente nel prossimo futuro continueremo a subirne le conseguenze. Stiamo vivendo una delle peggiori tragedie degli ultimi anni, mai prima d’ora la nostra generazione si è trovata di fronte ad un evento così devastante che sicuramente ci porterà a cambiare radicalmente le nostre abitudini di vita, non voglio entrare nel merito dell’economia, della salute, della politica e delle relazioni, lascio le considerazioni agli esperti dei vari settori.

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Alpiniadi 2020: le penne nere veronesi salgono sul podio

È quasi un ritorno al passato, sulle cime innevate delle Alpi della Valle d’Aosta. Un richiamo annuale che gli alpini non possono e non vogliono ignorare e che in questi giorni ha portato in vetta per le Alpiniadi 2020 oltre un centinaio di Penne Nere veronesi. Da venerdì e fino ad oggi, gli atleti veronesi si sono sfidati in varie prove, salendo sul podio più di una volta.

Il primo e più rilevante successo proprio in prima giornata, nella prova di scialpinismo sul tracciato di La Thuile che ha visto gareggiare, tra le 200 squadre con 400 atleti partecipanti, 8 squadre veronesi. Una di queste, quella formata da Mattia Tanara e Matteo Solstizio, classe 2000 e 2001, ha ottenuto il primo posto assoluto. “Forte vento in quota che cancellava le tracce e un percorso davvero impegnativo ma abbiamo spinto forte ed è andata bene: siamo molto contenti. Alle gare degli alpini si va anche con questo meteo, il vero scialpinismo è questo”, hanno commentato i due giovani a fine gara, stanchi ma soddisfatti. Complessivamente, la sezione veronese si è guadagnata l’argento posizionandosi seconda.

Ieri mattina, a Cogne, è stato ancora una volta il giovane atleta Mattia Tanara a salire sul podio. La disciplina che lo ha visto vincitore è lo sci di fondo. Gli alpini hanno gareggiato su due differenti percorsi di 5 e 10 chilometri.

Aosta ha ospitato invece le gare di biathlon, ieri pomeriggio, con un percorso artificiale di sci di fondo allestito in piazza Chanoux sul tracciato delle pista in plastica Neveplast, e una sfida con carabina laser. I veronesi in gara erano otto, 200 complessivamente i partecipanti. Diego Menegazzi, atleta aggregato classe 1973, ha ottenuto il terzo posto, mentre complessivamente la sezione dell’ANA Veronese ha conquistato il gradino più alto del podio.

Oggi è toccato alla velocità e all’adrenalina con la sfida dello slalom gigante, a Pila: 15 gli atleti veronesi, oltre 500 gli iscritti. I risultati saranno noti nel tardo pomeriggio o in serata.

“Una sezione che si presenta così lontano con una cinquantina di atleti e conquista questi risultati non può che essere motivo d’oroglio per tutti noi e per tutto il veronese. La sezione a livello sportivo è molto forte e viva”, ha commentato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli, salito sulle cime della Val d’Aosta per sostenere le penne nere veronese. “Un plauso va agli organizzatori”, aggiunge il presidente citando Remo Pigozzi, responsabile sportivo della sezione, insieme a Giuseppe Bombieri per i discesisti e Francesco Grisi per fondo, scialpinismo e biathlon. “La presenza di così tanti alpini e amici degli alpini nelle discipline invernali è un ritorno alle origini che ci fa molto piacere, è un volano importante per coinvolgere le giovani generazioni, passando loro lo spirito di aggregazione e i valori genuini dello sport”, aggiunge Bertagnoli.

Presente come sempre e in un’ottima forma anche quest’anno, Alessandro Perin. Classe 1933, con i suoi 87 anni e una grinta da far invidia a molti quarantenni, è stato in assoluto l’atleta più anziano in gara.

Complessivamente, sono 50 le Sezioni iscritte, per un totale di quasi 1.500 atleti gara, con rappresentanze provenienti anche dalla Sicilia e dal Lazio. Numeri importanti che scandiscono il crescente successo delle Alpiniadi invernali, creatura sportiva dell’Associazione Nazionale Alpini giunta quest’anno alla terza edizione. Oltre allo sport, in questa tre giorni valdostana, c’è stato spazio anche per il ricordo. Ad Aosta, le penne nere si sono radunate per rendere onore al monumento al Soldato Valdostano, un omaggio corale e dovuto ai nostri Caduti.

Ufficio stampa ANA VERONA     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Provinciali Alpini - Gli Alpini in Vetta -

Le penne degli alpini veronesi svettano sulle nevi di Brentonico. Lo slalom gigante “4° Memorial Agostino Soardi”, organizzato sulle piste di Polsa in collaborazione con il gruppo ANA di Mori, ha sancito la buona riuscita dell'appuntamento invernale del 12 gennaio scorso. La pista della Montagnola ha registrato un numero abbastanza ristretto di partecipanti che comunque hanno movimentato questa edizione dei Campionati Provinciali della sezione ANA di Verona.

Per la cronaca i titoli sono stati assegnati a G.Carlo Signoretto nella categoria Master a/4, sul gradino più basso anche Gianni Pasquetto, entrambi del Gruppo di Quinto, mentre nella Master a/5 Alberto Peretti del Gruppo Verona Centro ha sopravanzato Paolo Beghini di Sant'Ambrogio. Nella b/6 la vittoria è andata a Lucio Pedrazzini dell'ANA S. Zeno e nella b/7 il podio se lo è aggiudicato Alfredo Salerno del Gruppo di Verona Centro. Per chiudere, Alberto Cipriani di Verona Centro si aggiudica il titolo per gli Amici degli Alpini.

A seguire, il calendario sportivo prevede la trasferta in Val d'Aosta per le gare nazionali. Dal 14 al 16 febbraio la rappresentativa veronese sarà chiamata a ribadire la sua costante presenza nell' alta classifica nazionale e confermare gli ottimi risultati individuali conseguiti nell' edizione precedente di Alleghe.

“L’Ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini sarà attivato in tempi brevissimi, d’intesa con la Regione Lombardia, non appena sarà assicurata la disponibilità del personale sanitario”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero: “Abbiamo aderito subito alla richiesta della Regione di intervento della nostra Colonna Mobile, per cercare di alleviare la difficilissima situazione della provincia di Bergamo – sottolinea Favero – facendo presente però che il nostro personale sanitario, che è su base volontaria e che normalmente lavora negli altri ospedali, era già pressoché tutto impegnato nelle strutture in cui opera quotidianamente. Una volta ricevuta la formale assicurazione che medici ed infermieri sarebbero stati assegnati al costituendo ospedale direttamente dalla Regione, abbiamo attivato il nostro dispositivo, che logisticamente si trova già nella base di Orio al Serio, vicinissimo alle strutture della Fiera di Bergamo”.

“Comprendiamo perfettamente – continua Favero – le difficoltà del momento e siamo stati perciò confortati dall’apprendere dal Presidente lombardo Fontana che il personale sanitario sarà reperito con la collaborazione di altre Regioni. Pertanto – conclude il presidente delle penne nere – assicuriamo la nostra prontezza logistica nell’attivare quello che è il più grande ospedale da campo civile d’Europa, come è nelle dimostrate tradizioni di solidarietà, disponibilità ed efficienza degli alpini in congedo”.

https://www.ana.it/2020/03/19/ospedale-da-campo-gli-alpini-sono-sempre-pronti/?fbclid=IwAR2JJ7r2M0PmY16imW39Pr3WK1WxTT-eMLp-D41iUjIOu9Ozg35Xwf6ovDY

Per info sulla Sanità Alpina-Ospedale da campo www.ana.it/ospedale-da-campo/

 

Sono 500 i volontari dell'associazione nazionale alpini di Verona in forza alla Protezione Civile che da quasi un mese si stanno spendendo nell'emergenza coronavirus.

Sono stati tra i primi a mobilitarsi montando le tende per il triage allestite nelle scorse settimane fuori dagli ospedali cittadini e della provincia: Borgo Trento, Borgo Roma, Bussolengo, Isola della Scala, Caprino Veronese, Valeggio sul Mincio, Zevio.

Da ieri, sono scesi in campo un altro centinaio di persone: un’ottantina all’interno dell’ospedale di Bussolengo e il resto in quello di Isola della Scala dove, con oggi, sarà ultimata la sistemazione di 120 nuovi posti letto disposti su tre piani e destinati ai pazienti di Covid-19. «In pochi giorni abbiamo reso disponibili circa 200 posti letto. Ultimato questo intervento, rimarremo a disposizione e aspetteremo le prossime indicazioni. Anche questa è una guerra e anche in questo caso i nostri alpini, i volontari, hanno risposto immediatamente alla chiamata dimostrando massima disponibilità e operando ininterrottamente, facendo ciascuno anche doppi turni», spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli che sta seguendo sul campo gli interventi di questi giorni.

Anche gli alpini però si sono dovuti confrontare con la mancanza di mascherine: attivata quindi una campagna di raccolta fondi attraverso una piattaforma online creata appositamente. Con la causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS – ANA VERONA si può donare attraverso l’IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300.

Offerte anche online al link https://www.gofundme.com/f/gli-alpini-per-l039emergenza-coronavirus-covid19?member=3916080&utm_medium=email&utm_source=customer&utm_campaign=p_email%2Binvitesupporters

Da oltre 48 ore all’Orlandi di Bussolengo è un via vai ininterrotto di mezzi e camionette della Protezione civile e di volontari in divisa gialla e caschetto che stanno riallestendo il terzo e il quarto piano della struttura con l’attrezzatura necessaria per accogliere degenti. Le manovre hanno destato curiosità e apprensione tra la popolazione, che si interrogava sulle ragioni dell’operazione attraverso i social e le chat. L’altro ieri il sindaco, Roberto Brizzi, scriveva su Facebook: «Vorrei fare chiarezza su quanto sta accadendo all’ospedale. Sicuramente a molti non è sfuggito il movimento di mezzi in queste ore. Le autorità competenti mi hanno informato che è relativo all’allestimento di 70 posti letto al terzo e quarto piano per ospitare pazienti non gravi affetti da Codiv-19, nel caso fosse necessario».

Il sindaco prosegue anche ringraziando Protezione civile e associazione alpini, al lavoro in queste ore. Letti attrezzati e comodini sono stati recuperati nei locali dell’ex Ipab, acquisita negli anni scorsi dall’Ulss 9 Scaligera, mentre oggi è prevista la sanificazione dei locali dell’ospedale Orlandi al momento inutilizzati. Ma altri letti e attrezzature pare saranno portati anche in altri presidi ospedalieri della provincia per fronteggiare le necessità.

I sindaci di Isola della Scala e di Zevio accennano a una riunione con la Protezione civile e all’imminente arrivo di letti per reparti, anche in questo caso per post acuti, a Zevio e Isola della Scala. Ma per ora manca qualsiasi dichiarazione ufficiale dell’Ulss 9. Intanto, anche all’ospedale Pederzoli di Peschiera sono ore di superlavoro per riuscire a garantire assistenza al maggior numero di pazienti possibile. Come evidenziato in questi giorni da Aiop, l’associazione che raggruppa le strutture venete del privato convenzionato, la collaborazione viene garantita al cento per cento. 

https://www.larena.it/home/provincia/all-orlandi-arrivano-70-nuovi-letti-per-le-emergenze-1.7990119?fbclid=IwAR1gCmAPNc3w6hLN8y--Ebmo8ot7UIldwiAK3inTvDcxC_4DKoykkYGRdwc

EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19
 
In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali consueti di raccolta fondi da destinare poi ad un progetto che verrà successivamente condiviso e deciso dal Consiglio Sezionale Provinciale, ha scelto di attivare una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI anche attraverso una piattaforma online creata appositamente per aiutare e raccogliere fondi.
 
Attraverso il nostro IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA
 
Inoltre, grazie al potere dei social network e di internet, nasce il CROWDFUNDING che offre la possibilità e l'opportunità di raccogliere fondi per i propri obiettivi e per aiutare gli altri a superare questa difficoltà.
 
Abbiamo quindi attivato in aggiunta, anche una campagna sul sito GoFundMe, che è il sito numero 1 al mondo e la piattaforma più affidabile per raccogliere fondi online gratuitamente.
 
Ti invitiamo quindi a divulgare attraverso i TUOI SOCIAL questi dati e questo link inform

Per qualsiasi informazione la Segreteria resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
#iorestoacasa  #andratuttobene
 
 

"Sono entrata nel campo profughi e ho smesso di essere bambina, non sono stata più capace di giocare". Marina Smaila.

Inoccasione della giornata del ricordo Valeggio sul Mincio ospita Marina Smaila, esule fiumana dell' ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).

Sarà presente anche Gualtiero Manganotto Vice Presidente della  ANVGD

Martedì 11 Febbraio 2020 alle ore 20.30 presso la baita degli alpini di Valeggio sul Mincio in via Baden Powell.

 

Calendario delle gare sportive alpine sezionali e nazionali del 2020

Nello specifico le specializzazioni sono: Tiro - Corsa - Pesca - Bocce - Podismo - Corsa in Montagna - Tiro al Piattello - Mountain-bike - Corsa campestre - Podistica . Mentre le gare a livello nazionale : Sci di Fondo - Sci slalom Gigante - Sci Alpinisimo - Mountain bike - Corsa in montagna - Marcia di regolarità in montagna - Tiro a segno - Corsa in montagna a staffetta.

Possono partecipare alle gare tutti i soci in regola con il tesseramento.

Per ulteriori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
oppure contattare la nostra segreteria in Via del Pontiere, 1 - 37122 Verona Tel - 045.8002546

La coralità degli alpini, un valore d’arte e d’umanità. Ma va salvaguardata l’originalità storica.

“Canta, che ti passa”, è uno dei motti degli alpini. Ma cosa significa la coralità alpina? perché è gradita, oggi più che mai? come è nata e come si è evoluta, dai canti spontanei popolari ottocenteschi alle successive dotte armonizzazioni novecentesche? e ancora, cos’è oggi, potrà ambire al riconoscimento di patrimonio mondiale dell’Unesco e potrà aprirsi anche alle voci femminili? Questi ed altri aspetti e interrogativi sono stati al centro dell’interessantissimo convegno nazionale “La coralità degli alpini. Musiche, testi, esperienze”, svoltosi l’8 giugno scorso a Milano, presso il Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi”. Organizzato dal Centro Studi dell’A.N.A., è stato aperto dal presidente Sebastiano Favero, il quale ha introdotto i lavori ricordando che i cori dell’Associazione sono attualmente ben 150 e che fondamentalmente gli alpini cantano sia per ricordare eventi e momenti storici, sia per esprimere la gioia di stare insieme. Coordinatore autorevole il professor Nicola Labanca, il quale, da storico qual è, s’è soffermato sul permanere dell’interesse per i canti alpini di montagna in un mondo in trasformazione sempre più urbanizzato ed ha affermato che in questo settore l’A.N.A. vanta autentiche eccellenze e presenta, nel contempo, nei cori quell’ “anarchia organizzata” che è la nota tipica dell’Associazione. È seguita una serie di relazioni di notevole spessore culturale svolte dagli studiosi Carlo Perucchetti (Il canto della tradizione orale nei repertori dei cori), Alessio Benedetti (Come cantavano i soldati?), Bruno Zanolini (Evoluzione delle armonizzazioni e delle elaborazioni corali), Mauro Zuccante (Canti degli alpini, alio modo), Alberto Lovatto (Il lunghissimo passato dei acanti alpini sino alla Grande Guerra), Quinto Antonelli (I canti alpini fra Grande guerra, fascismo e seconda guerra mondiale), Domenico Rizzo (Il linguaggio di caserma e la figura della donna nei canti alpini), Massimo Marchesotti (La socialità nei cori e i cori nella società attuale) e Filippo Masina (La coralità alpina oggi: continuità e discontinuità), intervallate da felici ed originali esecuzioni esemplificative dei cori spontanei di Reggio Emilia e Premana. Impossibile in questa sede dar conto dei contenuti delle singole relazioni, che compariranno in un prossimo volume degli Atti del convegno. Ci limitiamo a riprendere qualcuno dei concetti emersi. Innanzitutto è stato chiarito che le radici della coralità alpina vanno individuate già nella tradizione orale popolare anonima prebellica di canti di lavoro, d’evasione e d’altro, portati poi come bagaglio affettivo dai soldati in guerra, ripresi nelle melodie, ma modificati nei testi; la guerra fu un crogiuolo in cui s’incontrarono le tradizioni canore delle diverse regioni, distinguibili in due macroaree, una mediterranea-meridionale, più lirico-melodica, ed un’altra settentrionale, più corale. È stato ricordato il ruolo fondamentale per la prima raccolta e valorizzazione dei canti di guerra svolto dall’ufficiale alpino e poeta Piero Jahier, che li raccolse nel 1919 in Canti di soldati con versione musicale curata da Vittorio Gui, intendendoli come espressione più autentica dei valori e dei sentimenti del popolo. Si è parlato delle successive armonizzazioni (per qualcuno “tradimenti”) di quei canti, di qualità non più popolare, della ridefinizione del repertorio dei canti alpini negli anni del fascismo, funzionali alle logiche del regime, e del ruolo rilevante che vi ebbe l’on. Angelo Manaresi, presidente dell’ANA e poi del CAI; s’è fatto cenno alla posizione guida assunta allora dal coro della trentina SOSAT (Sezione Operaia Società Alpinisti Tridentini), divenuta poi solo “Coro della SAT”. Sempre in tema di armonizzazioni s’è osservato che, anche quelle più recenti, seppur in sé valide e apprezzabili, sono lontane dalla realtà del canto popolare, che invece va lasciato com’è; ed al riguardo s’è ripercorsa la polemica contro le armonizzazioni sviluppatasi nel secondo dopoguerra che aveva portato ad un convegno nel 1965 per la difesa del canto alpino autentico, cui aveva fatto seguito la definizione di un “canone” di soli 31 canti, oggi per altro in buona parte disatteso. Nel convegno ha trovato posto anche un’analisi approfondita delle forti valenze sociali presenti nei canti popolari, i quali hanno rispecchiato le trasformazioni della società e dell’economia da contadine a industriali e operaie. Acute considerazioni sono state svolte pure
sulla rappresentazione della donna nei canzonieri alpini, più “puliti” rispetto alle licenziosità da caserma; in essi si parla delle diverse fasi dell’amore giovanile, della partenza del soldato, della nostalgia che lo attanaglia, con la costante d’una donna lontana, sofferente, in attesa. S’è riflettuto infine su quanto di quel patrimonio corale sopravviva nella società odierna, nella quale esso può rischiare di essere relegato e snaturato in una dimensione meramente tecnica o folkloristica. L’auspicio dell’Associazione, invece, come ha scritto Mauro Azzi, presidente del Centro Studi dell’A.N.A., è che il tema della coralità sia “restituito a tutta l’Associazione, nella sua complessità e soprattutto nella sua bellezza… e che i cori tornino ai canti alpini e gli alpini a cantare insieme. Il sogno sono i concerti all’aperto, le voci che si uniscono fino a diventare una sola”.

Vasco Senatore Gondola

“La luna correva fra le nubi; non c’erano più le cose, non c’erano più gli uomini, ma solo il lamento degli uomini” (Il sergente nella neve, Mario Rigoni Stern)

Il 16 gennaio 1943 viene diramato l'ordine di ripiegamento del Battaglione Verona n. 130/Op. Fu l'ultimo ordine scritto emanato in Russia dal Comando del Verona.
Il 17 gennaio inizia il ripiegamento delle truppe italiane sul fronte orientale: per l’ARMIR è la dolorosa ritirata di Russia. In 10 giorni i soldati percorreranno 120km a piedi nella neve, in condizioni climatiche atroci.

Romolo Ragnoli, reduce del Battaglione Verona, così scrive: "Il giorno 16 gennaio ricevo dal Comando di Battaglione il preavviso di ripiegamento su nuove posizioni che dovrebbero costituire una nuova difesa a Nord di Podgornoje. Questo ordine mi svela in tutto il suo tragico significato i motivi dell'agire degli ungheresi. Ore 12 del 17 gennaio. Il preavviso diventa esecutivo: ripiegare lasciando sulla linea un velo di copertura costituito da tre plotoni (uno per ciascuna delle tre compagnie) al comando di tre Ufficiali subalterni, distruggere i materiali ed il munizionamento non trasportabile. Ore 17.30 del 17 gennaio. Inizio del ripiegamento. Povero Verona tra due giorni salirai il tuo Calvario, per consumare il tuo Sacrificio! Dopo pochi chilometri inizia il rito di passione. La morsa del gelo, resa ancor più rigida da un vento impetuoso che fa penetrare la polvere di neve in tutte le pieghe più recondite del corpo, la marcia estenuante nella neve, la paura, la disperazione che per i più deboli si avvicina ai confini della follia, il buio infinito in cui sembrano cadute le nostre esistenze, fanno le prime vittime. Gli alpini che cadono non fai in tempo a rialzarli. Sono già un pezzo di ghiaccio. Non puoi nemmeno riporli in una fossa perchè la terra si rifiuta di accoglierli. Solo la neve ha compassione di loro e li copre del suo manto grigio. Addio amici!" . (tratto dal libro "Battaglione Verona- Cimì")

Calendario delle gare Alpine 2017

Calendario delle gare Alpine 2017

Pubblichiamo il calendario sezionale delle gare Gruppo Sportivo Alpini. Nello specifico le specializzazioni sono: Tiro - Corsa - Pesca - Bocce - Podismo - Corsa in Montagna - Tiro al Piattello - Mountain-bike - Corsa campestre - Podistica . Mentre le gare a livello nazionale : Sci di Fondo - Sci slalom Gigante - Sci Alpinisimo  - Mountain bike - Corsa in montagna - Marcia di regolarità in montagna - Tiro a segno -  Corsa in montagna a staffetta. Possono partecipare tutti i soci in regola con il tesseramento scarica il calendario

La battaglia di Postojali

La battaglia di Postojali 19 Gennaio 1943

(fonte l'Arena: Maria Vittoria Adami). Il 19 gennaio 1943 nella steppa russa il terribile scontro che anticipa di poco la sconfitta di Nikolajewka
Postojali, l'estremo sacrificio del Verona Furono 144 gli alpini che persero la vita. Il centro studi Ana ha ricostruito tutti i nomi di quei giovani che morirono nella battaglia
«Avanti Verona,» riecheggia nella lastra di gelo e neve della steppa russa.  leggi l'articolo

Pubblichiamo la lista dei caduti Alpini Veronesi nella battaglia di Postojali

Epilogo della Battaglia tratto dal Libro: Battaglione Verona "Cìmì"

15a Edizione Gara di Tiro a Segno con Pistola di Grosso Calibro 2020

Gara - Promozionale - ad estensione sezionale aperta anche ai Gruppi Alpini delle Sezioni limitrofe, organizzata dal Gruppo A.N.A. di Avesa sabato 25 e domenica 26 Gennaio 2020.

Gara riservata ai soci ANA e Amici degli Alpini in regola con il tesseramento 2020, iscritti ad una sezione TSN e/o in possesso della tessera UITS.


REGOLAMENTO

Poligono: Stand con 5 linee di tiro a 22 metri, circa, presso il Poligono di Verona in Via Magellano n. 15/A, zona Ponte Catena.

Orari : Sabato 25 gennaio dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30. Domenica 26 gennaio 2020 dalle ore 9 alle ore 12.

Armi: Saranno messe a disposizione dei tiratori 5 pistole calibro 9x21 con caratteristiche similari. E’ vietato usare armi personali, eccetto che nelle categorie “MAESTRI, VETERANI MAESTRI e OPEN“ queste categorie potranno usare pistole personali. In queste categorie non saranno forniti i colpi se diversi dal calibro 9x21. Cartucce: Nella tassa di iscrizione sono compresi i 25 colpi in calibro 9x21. Bersagli: Per la 1^ fase di tiro “Mirato” saranno utilizzati 2 bersagli del tipo TARGET (modificato) che verranno posizionati in fondo al poligono a 22 metri su cui si spareranno 5 colpi di prova sul primo e 10 colpi di gara sul secondo. Tempo massimo per ogni serie di 5 colpi sarà di 2,5 minuti. Per la 2^ fase di tiro “Celere” sarà utilizzato n.1 bersaglio del tipo TARGET (modificato) che verrà posizionato a 10 metri dal tiratore (tiro ravvicinato) su cui si spareranno 10 colpi. La posizione di partenza sarà con pistola carica di 5 colpi e inclinata di 45 gradi, al fischio di comando del direttore di tiro si solleverà la pistola e si spareranno i 5 colpi con un tempo massimo di 10 secondi. Se il tiratore sparerà dopo il fischio finale verrà penalizzato eliminando il punto o i punti più alti del bersaglio.

Posizione: Regolamentare in piedi senza alcun appoggio, è consigliabile usare tutte e due le mani. E’ fatto obbligo al tiratore di utilizzare le cuffie a protezione dell’udito.

Il TSN di Verona ne metterà a disposizione una per ogni tiratore ed è comunque possibile e consigliabile usare cuffie e occhiali personali.

Categorie: Alpini – Alpini Veterani (da 65 anni compiuti) con armi del TSN.
Maestri – Maestri Veterani (da 65 anni compiuti) con armi personali. Amici – Amiche e Allievi - (dai 18 ai 20 anni compiuti) con armi del TSN.

Open - con arma propria o comunque con una pistola scelta tra quelle disponibili del TSN – VR.
Premiazioni: Individuali con medaglia d’Argento ai primi tre classificati di ogni categoria

Altri premi, in natura, da decidere al momento delle premiazioni. N.B. a ogni tiratore verranno offerte 3 salsicce mantovane (di cui 1 cotta compreso un panino caldo) come premio di iscrizione e ne verrà data in premio
UNA per ogni -10- che avrà colpito nei venti colpi di gara.

Trofeo “ANA AVESA” al gruppo che avrà concorso con il maggior numero di concorrenti Alpini escluso il gruppo organizzatore. A pari numero si conteggeranno anche tutti gli altri appartenenti allo stesso gruppo.

Squadre: Saranno premiate le squadre formate da almeno tre tiratori Alpini utilizzando i tre migliori risultati per ogni gruppo con coppe o targhe. Iscrizioni: Presso Luciano Brunelli tel. 336-358277 – fax 045-8347715 –
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. versando una quota per iscrizione di € 20,00.
Si prega di iscriversi entro martedì 21 gennaio 2020
Rientri: Saranno possibili solo tempo permettendo, ma comunque per la classifica rimarrà

valido solo il risultato della 1a prova. Quota da versare per l’eventuale rientro  €15,00.

N.B. Ogni tiratore può partecipare a due categorie: La propria di appartenenza e alla speciale categoria Open. Gli organizzatori declinano ogni responsabilità per fatti e incidenti causati dai tiratori prima, durante e dopo la gara. Ogni tiratore si assume la responsabilità della propria imperizia.
Come nella tradizione ANA le premiazioni concluderanno la manifestazione. E’ doveroso che alle premiazioni ci sia almeno un rappresentante per ogni Gruppo.
Vi aspettiamo numerosi con il Cappello Alpino!
Durante la manifestazione verrà offerto il panino caldo!! ai tiratori che avranno già concluso la gara.

(fonte l'Arena: Maria Vittoria Adami). Il 19 gennaio 1943 nella steppa russa il terribile scontro che anticipa di poco la sconfitta di Nikolajewka
Postojali, l'estremo sacrificio del Verona Furono 144 gli alpini che persero la vita. Il centro studi Ana ha ricostruito tutti i nomi di quei giovani che morirono nella battaglia
«Avanti Verona,» riecheggia nella lastra di gelo e neve della steppa russa.  leggi l'articolo

Pubblichiamo la lista dei caduti Alpini Veronesi nella battaglia di Postojali la lista dei caduti Alpini Veronesi nella battaglia di Postojali

Epilogo della Battaglia tratto dal Libro: Battaglione Verona "Cìmì"

Gara Production Carabina Lr22

“Gara Production Carabina Lr22”

Il gruppo alpini di San Giovanni Lupatoto, organizza la “Gara Production Carabina Lr22”, gara promozionale alla portati di tutti.

La gara si svolgerà, presso il TSN di Verona, sito in Via Magellano 15/A, sabato 21 e domenica 22 settembre 2019, nei tempi e modi riportati nel regolamento.

La partecipazione è aperta a tutti gli Alpini, in congedo e in armi, aggregati, amiche e allievi, purché, in regola con il tesseramento A.N.A. dell’anno in corso, la gara è estesa anche agli iscritti ai T.S.N di Verona e provincia; verranno premiati i migliori assoluti delle sette categorie; i primi tre risultati, Alpini, concorreranno per la classifica finale. Al Gruppo A.N.A., che porterà sulle linee di tiro, il maggior numero di Alpini, sarà assegnato un prestigioso Trofeo offerto dalla Ditta Franchi Stefano Premiazioni.

NON SERVE IL MANEGGIO D'ARMA E NON SERVE POSSEDERE UN ARMA, VERRA' FORNITO DAL TSN QUANTO NECESSARIO, ARMI E COLPI.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a:

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Provedelli Claudio        cell. 349/1867742
  • Perbellini Aldo          cell. 347/6014995
  • Ciocchetta Giampietro cell. 347/9952532
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