Dimostrazione del nostro nucleo Cinofili ANA Verona a Castel d'Azzano con 120 alunni delle scuole del paese con la squadra di Protezione Civile zona Isolana, in Baita Ana sempre bei momenti di aggregazione condivisione e valori Alpini.
(fonte: www.ana.it) Una squadra della Protezione Civile Ana è partita alla volta di Cracovia (Polonia) per trasportare una cucina da campo della Regione Veneto che verrà utilizzata nell’assistenza dei profughi ucraini. ?????
Secondo i dati diffusi dall’Agenzia ONU per i Rifugiati i profughi ucraini in Polonia superano i 2 milioni ed è la nazione che è maggiormente coinvolta nella loro accoglienza.
(Fonte: www.ana.it) La Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini consegnerà 23 ambulanze per concorrere alle operazioni di soccorso alla popolazione ucraina. I mezzi, forniti da vari Enti (come Regioni, Anpas, Misericordie, Avis, ecc.) verranno trasportati a Suceava, in Romania, a pochi chilometri dal confine con l’Ucraina. La colonna degli alpini partirà da Palmanova del Friuli sabato mattina all’alba con sei autotreni (messi a disposizione da Lombardia e Veneto), con mezzi Ana di supporto, che trasporteranno dodici ambulanze nel primo viaggio ed undici nel secondo: l’intera operazione, coordinata dalla sala operativa della Protezione Civile Ana di Campiglia dei Berici (Vicenza), con cui la colonna sarà collegata h24 con telefoni satellitari, si concluderà entro giovedì.
“È l’ennesima dimostrazione – ha sottolineato il Presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – della disponibilità e della concreta capacità di intervento della nostra Associazione. Ricordo anche che è attivo, e sta raccogliendo significative adesioni, il conto corrente che abbiamo aperto a favore delle operazioni di assistenza e accoglienza alla popolazione ucraina in fuga dalla guerra”. ???
Il conto corrente dedicato è:
Fondazione A.N.A. Onlus (Via Marsala 9, 20121 MILANO)
presso Banca Intesa San Paolo – Agenzia 55000 Milano
IBAN: IT94 G030 6909 4231 0000 0001 732
BIC: BCITITMM
Causale “Sostegno umanitario alla popolazione ucraina”

(Fonte: www.ana.it) Missione compiuta (o almeno una parte)! Le prime otto ambulanze fornite da vari enti sono state consegnate ai responsabili rumeni, a Suceava (nella foto con il capo colonna Alessandro Caretti). I volontari della Protezione Civile erano partiti sabato scorso da Palmanova del Friuli con la colonna di autotreni messi a disposizione da Lombardia e Veneto e con mezzi Ana di supporto. Le ambulanze invece sono state donate da associazioni private (Anpas, Misericordie, Avis, ecc.) e in minor parte derivano dall’aggiornamento del parco mezzi di alcuni enti pubblici.

La rimanente parte delle ambulanze verrà consegnata con un secondo viaggio.

(Fonte:www.ana.it)

Si è conclusa la quarta edizione di “Vardirex” (Various Disaster Relief Exercise), esercitazione che ha coinvolto, sotto l’egida del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, la Protezione Civile ANA e le Truppe Alpine allo scopo di verificare le modalità di cooperazione civile-militare in contesti emergenziali complessi.

Le attività si sono svolte su scenari differenziati in Lombardia, nei Comuni di Toscolano Maderno e Salò (Brescia), Monza e Cesano Maderno (Monza Brianza) e Campiglia dei Berici (Vicenza).

Questa mattina hanno avuto luogo le fasi finali dell’esercitazione alla presenza del vice Prefetto vicario di Monza e della Brianza Beaumont Bortone, del comandante delle Truppe Alpine gen. C.A. Ignazio Gamba, del Presidente nazionale ANA Sebastiano Favero, della responsabile della Protezione Civile nazionale Paola Pagliara e di rappresentanti delle comunità locali.

In particolare nei comuni bresciani di Toscolano Maderno e Salò e contestualmente nei comuni di Monza e Cesano Maderno, due task force coordinate dal Comando Truppe Alpine, formate da unità specialistiche del Genio militare e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, hanno operato in sinergia nella simulazione di attività di soccorso e di ripristino della normalità a seguito di eventi calamitosi comportanti rischio idraulico e idrogeologico.

Nei cinque giorni di attività gli uomini e le donne impiegati hanno avuto modo di simulare situazioni di complessa gravità per testare la funzionalità del sistema emergenziale regionale, che nella specifica esercitazione si è avvalso della Protezione Civile ANA, e su come lo stesso potrebbe intervenire per contrastare eventi emergenziali di tipo alluvionale, in particolari condizioni meteo avverse e con il vincolo di rispettare le norme di mitigazione dei rischi da Covid-19.

L’Esercito e l’Associazione Nazionale Alpini hanno schierato, in fase condotta, più di 350 persone ed assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici, provenienti principalmente dalle brigate alpine Taurinense e Julia, militari e volontari del sistema delle Protezione Civile con particolari competenze nei relativi campi di intervento, spesso derivanti anche da esperienza maturata in precedenti impieghi negli interventi di pubbliche calamità che hanno colpito in passato il nostro Paese.

Nello specifico, gli uomini del 32° Reggimento Genio Guastatori di Fossano (Cuneo) al comando delle due Task Force hanno lavorato alla messa in sicurezza e al ripristino di strutture essenziali. Tra gli interventi condotti vi è stata la messa in sicurezza di una struttura per disabili, il supporto nell’allestimento di un posto medico avanzato e il recupero di sfollati mediante barchini a chiglia rigida nel Comune di Toscolano, nella Brianza invece sono state condotte la preventiva pulizia dell’alveo del fiume Lambro al fine di scongiurarne eventuali esondazioni e il pompaggio di acque mediante idrovore ad alta capacità dal Parco di Monza.

Inoltre, i piloti e gli elicotteri del 4° reggimento AVES (Aviazione Esercito) di Bolzano hanno garantito i collegamenti aerei a tutto vantaggio della rapidità dei soccorsi, le Squadre Soccorso Alpino Militare del 2° reggimento alpini di Cuneo hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti mentre il personale del reggimento logistico “Taurinense” di Rivoli ha garantito il trasporto e la movimentazione di mezzi e materiali per la gestione di un campo di accoglienza. A tutti questi attori si sono inoltre aggiunti assetti specialistici del 10° reggimento Genio guastatori di Cremona, del 2° reggimento Genio guastatori di Trento e del 2° reggimento trasmissioni di Bolzano.

Le comunicazioni, che rappresentano una delle componenti di fondamentale importanza durante una gestione emergenziale, sono state assicurate da operatori radio dell’ANA e Trasmettitori alpini che hanno saputo ottimizzare il flusso delle informazioni anche in condizioni estreme causa compartimentazione del territorio montano e distanze fra le zone interessate dall’esercitazione.

Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi emergenziale (Protezione Civile Regionale, Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini – ANA, Sanità alpina dell’ANA, Prefettura di Monza e della Brianza e prefettura di Brescia e Comuni interessati).

Il Presidente dell’ANA Sebastiano Favero, dopo aver sottolineato la consolidata positività del rapporto tra ANA, Dipartimento di Protezione Civile e Truppe Alpine, ha ricordato dimensioni ed efficacia dello strumento di Protezione Civile ANA, che conta “su circa quindicimila uomini tutti addestrati e qualificati”. Il Presidente ha sottolineato che esercitazioni come Vardirex, “lanciano messaggi fondamentali, soprattutto ai giovani il cui impegno è di grande importanza per il Paese ed ha ricordato l’esperienza formativa dei campi scuola per ragazzi e ragazze dai 16 ai 25, avviata quest’anno dall’ANA, in cui i giovani si sono confrontati con le realtà degli alpini e della Protezione Civile, traendone esperienze giudicate unanimemente positive”.

Il comandante delle Truppe Alpine, gen. C.A. Ignazio Gamba nel ringraziare il Presidente dell’ANA Favero per la stretta collaborazione ed unità d’intenti, ha voluto sottolineare l’importanza dell’accordo di collaborazione tra l’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine (accordo firmato nell’anno 2020 e teso a dettagliare le possibili forme di supporto al sistema di protezione civile) evidenziando come “La Forza Armata, in questa circostanza con le Truppe Alpine e le strutture operative dell’Associazione Alpini” sia “pienamente coinvolta in programmi e sperimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”.

Particolarmente soddisfatto delle attività svolte il Prefetto di Monza e della Brianza, Patrizia Palmisani, che ha evidenziato come d’intesa con l’Esercito Italiano, sia stato elaborato “uno scenario complesso che simula un evento emergenziale idrogeologico, al fine di consentire ai Comuni coinvolti di verificare l’adeguatezza delle proprie pianificazioni d’emergenza”; a tal proposito, “da venerdì scorso è stata disposta l’attivazione, presso i locali della Prefettura, del Centro Coordinamento Soccorsi e della Sala Operativa, attraverso cui è stato seguito lo sviluppo delle attività in stretto raccordo con le strutture operative impegnate nell’esercitazione”.

Anche il Prefetto di Brescia, Attilio Visconti, ha espresso grande soddisfazione per l’ottima riuscita delle operazioni: “Ringrazio l’Esercito Italiano per l’ottima organizzazione e riuscita della manifestazione a Toscolano Maderno, sicuramente un test importantissimo venuto immediatamente alla ripresa della normalità dopo la durissima esperienza del Coronavirus ed è servito a testare anche la risposta del coordinamento della Prefettura che sicuramente tornerà molto utile nella gestione di future emergenze”.

Nei prossimi giorni donne, uomini e mezzi impiegati nell’esercitazione faranno gradualmente rientro nelle rispettive sedi di servizio, consci di avere avuto la grande opportunità di accrescere ulteriormente la propria esperienza e capacità di operare a stretto contatto con chi, in situazione di estremo bisogno per la popolazione, è chiamato ad intervenire per fronteggiare gli effetti devastanti di potenziali eventi calamitosi.

https://www.ana.it/2021/11/24/conclusa-lesercitazione-vardirex-in-lombardia/?fbclid=IwAR0OThV55U4sXnWnSfgqv-Fv6SY3PutszEjpaMuy3zM9ejv_udFY0dnGZT0

Fonte: https://www.veronasera.it

Nel pomeriggio della domenica di Ferragosto prima alcuni turisti inglesi e poi un gruppo di giovani sono stati soccorsi in mezzo al lago a Peschiera del Garda.

Gli uomini del gruppo Cinofili salvamento Associazione Nazionale Alpini, insieme al cane Eolo e ad un soccorritore della Sanitas, durante un ordinario servizio di sicurezza sulle spiagge per il progetto "Lago Sicuro" nella zona dei Bergamini, hanno trainato un motoscafo in avaria e subito dopo salvato cinque ragazzi. Uno di questi, dopo che il gruppetto aveva finito con il ribaltarsi a bordo di un pattino, avrebbe persino rischiato di annegare poiché risultava incapace di nuotare.

Alle ore 17 di domenica 15 agosto, i cinofili sono inizialmente intervenuti insieme alla polizia nautica per soccorrere un motoscafo privato in avaria con dei turisti inglesi a bordo. Raggiunto il natante, lo hanno trainato fino al porto. Circa un'ora dopo, quando il loro servizio era praticamente giunto al termine, i volontari hanno però notato un gruppo di ragazzi in mezzo al lago e che parevano essere in difficoltà. Sono quindi immediatamente saliti sul gommone, li hanno raggiunti e poi recuperati per portarli in salvo.

Dopo aver portato a riva i ragazzi, i cinofili ed il cane Eolo sono tornati indietro per recuperare il pattino ribaltato, onde evitare che lo stesso si trasformasse in un pericolosissimo ostacolo per altri natanti. Il recupero non è stato semplice, poiché si trattava di un pattino con lo scivolo e una volta ribaltato, raddrizzarlo risulta pressoché impossibile. Il recupero è stato però compiuto grazie anche al formidabile cane Eolo che ha aiutato il suo conduttore Fabio Lussignoli, gli altri volontari ed il gommone a trascinare infine il pattino a riva.

fonte: https://www.veronasera.it/cronaca/peschiera-salvataggio-cinofili-alpini-lago-garda-16-agosto-2021.html?fbclid=IwAR1pVHt3ccE4vEOX6XN3diR4wj9mFDeymdPpiIepMbm5rRyPdn8hF3rt4U0

Fonte: www.ana.it

L’esperienza dei Campi scuola Ana per giovani dai 16 ai 25 anni si sta rivelando un successo al di là di ogni aspettativa.

Nonostante le difficoltà ed i ritardi in fase organizzativa, dovuti alla pandemia di Covid-19, infatti, i primi campi si sono svolti, e conclusi, con grande soddisfazione da parte di tutti i ragazzi e delle loro famiglie.

Ottantadue giovani, quasi equamente divisi nelle due località, hanno partecipato ai Campi allestiti a Bassano del Grappa e a Feltre, seguendo proficuamente e senza alcun intoppo il programma previsto per i dodici giorni di vita in comune, tra nozioni di protezione civile e ambientale, storia e operatività alpina, vita in montagna, alpinismo, ecc.

Dal 17 al 28 agosto, ora, saranno in funzione, con altrettanti giovani, gli altri due campi, ovvero quello di Almenno San Bartolomeo (in provincia di Bergamo), che, dopo i primi quattro giorni, si trasferirà alla caserma Fior di roccia in Val Veny (in provincia di Aosta) e quello de L’Aquila, ospitato nella caserma Rossi.

Tutti i campi hanno goduto e potranno godere dell’affiancamento per un paio di giornate delle Truppe Alpine: in Veneto grazie al 7° Reggimento, in Valle d’Aosta al Centro di addestramento alpino e a L’Aquila al 9° Reggimento.

“Il successo – sottolinea Lino Rizzi, responsabile nazionale Ana per i campi – è stato notevole. Nonostante il poco tempo a disposizione per promuoverli, i campi hanno incontrato il favore di tanti giovani. Notevoli anche i riscontri ricevuti da parte dei famigliari, entusiasti dell’esperienza vissuta dai figli. A giudicare dalle richieste che stiamo ricevendo in questi giorni – continua Rizzi – è facile prevedere che nel 2022 il numero limite di partecipanti (ovvero 60 giovani per campo) sarà facilmente raggiunto”.

Nel 2022 a livello regionale, a cominciare dal Veneto, l’iniziativa sarà illustrata anche nelle scuole, visto che i campi garantiscono ai giovani crediti formativi, utili anche nei concorsi pubblici e per l’accesso alla Protezione Civile e alle Forze Armate. Proprio sui temi della Protezione Civile saranno imperniati i primi quattro giorni di campo ad Almenno San Bartolomeo, che prevedono anche il rilascio di una sorta di “patentino” della stessa ProCiv.

Il 1° agosto i giovani partecipanti ai campi di Feltre e Bassano, che avevano già ricevuto la visita del presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, si sono ritrovati a Cima Grappa per la cerimonia in onore dei Caduti, alla presenza del gen. Figliuolo che li ha salutati e ringraziati, suscitando vero entusiasmo.

“Siamo estremamente soddisfatti – conclude Rizzi. Al termine di quest’edizione terremo un debriefing su questa prima esperienza, per esaminarne i risultati e trarre utili indicazioni per le prossime edizioni. Un’iniziativa in cui come Ana crediamo moltissimo, nel solco di una linearità operativa che diventa molto importante anche in chiave di futuro associativo. Nel 2022, poi, i campi dovrebbero aver anche un sito internet dedicato”.

È interessante notare che la media dei giovani partecipanti ha un’età compresa tra i 18 e i 19 anni e che le ragazze rappresentano oltre il 30% del totale.

https://www.ana.it/2021/08/04/campi-scuola-ana-un-successo-al-di-la-di-ogni-aspettativa/?fbclid=IwAR3g6ehMSmgQPJzokm6RVuM2I5XxxsFi1t7QRYZgHjpHSgBhou5wRWeQ368

 

Campi scuola ANA in tutt’Italia

Fonte: www.ana.it

Con l’apertura a Bassano del Grappa e a Feltre sono iniziati i campi scuola dell’Associazione Nazionale Alpini per maschi e femmine, dai 16 ai 25 anni.

Quella con gli alpini sarà un’esperienza indimenticabile: i ragazzi verranno coinvolti in attività normalmente svolte dai volontari ANA e di Protezione Civile, imparando nozioni di base sul primo soccorso, sul montaggio delle tende del campo base e su altre attività legate alla logistica, sulle comunicazioni radio, con un assaggio di arrampicata su roccia e trekking e potranno saggiare da vicino le discipline tipiche della Protezione Civile come l’utilizzo dei droni e il soccorso con le unità cinofile.

Senza dimenticare la possibilità di trascorrere alcuni momenti con gli alpini in servizio, grazie alla collaborazione tra ANA e Truppe Alpine, in modo da entrare in contatto con graduati e volontari di truppa, che illustreranno le molteplici attività in cui sono impegnati.

Saranno insomma giorni intensi, emozionanti e impegnativi che aiuteranno i ragazzi a crescere in uno spirito collaborativo e socializzante, accompagnati dai volontari della nostra Associazione.

Un’occasione formativa da non perdere, che potrà esser utile anche a livello scolastico per il riconoscimento di crediti formativi.

Queste sono le date di inizio dei campi scuola in cinque località:

Per Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia ed Emilia-Romagna (1° e 2° Raggruppamento ANA) si terranno congiuntamente ad Almenno (Bergamo) e in Val Veny (Aosta) dal 17 al 28 agosto;

Per il Centro Italia e le isole (4° Raggruppamento) si svolgeranno a L’Aquila dal 17 al 28 agosto;

Per il Triveneto (3° Raggruppamento) sono in svolgimento a Bassano del Grappa e a Feltre dal 21 luglio al 1° agosto.

PER INFORMAZIONI E ADESIONI scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonare al numero +393929832603.

Andrea Da Broi è il nuovo coordinatore della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. Sostituisce Gianni Gontero che guidava le “tute gialle” dal giugno 2017 e che ha rassegnato le dimissioni. Il Presidente nazionale Sebastiano Favero ha inviato una lettera per informare le Sezioni: “Nel ringraziare Gianni Gontero per l’impegno profuso in questi anni di fattiva collaborazione all’interno dell’ANA, vi comunico che l’incarico di Coordinatore nazionale di Protezione Civile è affidato ad Andrea Da Broi, attuale coordinatore del 3° Rgpt. Tale nomina è effettuata in conformità al Regolamento Ana di Protezione Civile attualmente in vigore”.

(fonte: www.ana.it)

Dall’unità di Segreteria ai rocciatori e scalatori, dal presidio sanitario al servizio cucina, i nuclei della Protezione Civile dell’ANA Verona hanno preso parte ad un’esercitazione straordinaria che ha mobilitato oltre 140 volontari. Obiettivo della missione, rimettere in sicurezza il parco secolare della Casa San Benedetto del Don Calabria, a San Giovanni in Valle, e ripristinare le strutture sportive e i percorsi al suo interno, divelti e danneggiati dallo scorso agosto a seguito della violenta tempesta che si è abbattuta sulla città nel pomeriggio del 23 agosto.

I volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona, coordinati da Filippo Carlucci, erano stati tra i primi a entrare in azione nei momenti immediatamente successivi al fortunale e il loro impegno, soprattutto nella zona di Veronetta e sulla strada delle Torricelle (via Caroto) impraticabile e disseminata di alberi sradicati, si era protratto per giorni con l’ausilio di squadre arrivate in forze anche da altre zone del Veneto.

“Ora siamo di nuovo qui, grazie ai volontari e al personale specializzato, al lavoro per sanare i danni causati sempre da quel violentissimo temporale dello scorso agosto e per restituire questo parco agli ospiti della Casa”, spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

“Abbiamo rimosso molti rami, messo in sicurezza alberi e arbusti, riparato alcune strutture che erano crollate sotto il peso delle piante cadute. Grazie all’impegno dei volontari, sarà di nuovo fruibile anche la piattaforma sportiva al centro del cortile. Tra le operazioni più impegnative, il taglio e la rimozione di un cipresso alto 40 metri, purtroppo divelto”, elenca Filippo Carlucci, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona.

L’esercitazione della Protezione Civile, che è durata dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio di sabato 10 aprile, è stata anche l’occasione per testare la mobilitazione di così tanti volontari contemporaneamente in tempo di Covid: sono stati fatti due turni per il pranzo, in modo da garantire il distanziamento ed evitare assembramenti in ogni momento della giornata.

“I nostri volontari sono tutti vaccinati, questo ci permette di lavorare con maggior serenità senza però abbassare la guardia. Ora la speranza è che la campagna vaccinale prosegua spedita per tutta la popolazione: questo permetterà anche alla nostra sezione di tornare nel pieno della propria attività”, aggiunge Bertagnoli.

“Questa giornata è per noi molto importante. Grazie alla Protezione Civile dell’ANA possiamo restituire ai ragazzi della comunità, e a tutti i cittadini, la piena fruibilità di questo splendido parco. Inoltre, mostrare ai nostri giovani che ci sono molte persone che si impegnano per il prossimo mettendo a disposizione il proprio tempo: è questo un esempio fondamentale, di cui sono rimasti molto colpiti”, tiene a precisare Alessandro Padovani, responsabile Area Sociale del Don Calabria.

Se si potesse definire in un termine l’anno 2020 appena concluso, sicuramente i vocaboli migliori sarebbero: fermo, bloccato, rinchiuso: ci ha privato della libertà di movimento e delle più piccole possibilità di ritrovo fra amici. Così è stato anche per le Associazioni. La distanza ha fatto da padrona, le sedi sono rimaste chiuse: niente ritrovi, niente momenti insieme. 

In questo scenario dominato dall’emergenza covid, l’unica realtà sociale che ha potuto vivere e che anzi ha assunto un ruolo importante ed essenziale per il bene comune è stata quella dei volontari della Protezione Civile. Donne e uomini che in questo 2020 si sono messi a disposizione per essere di aiuto alla comunità colpita duramente da una pandemia che ha causato perdite umane paragonabili solo a quelle di un conflitto bellico, distruggendo famiglie e soprattutto le certezze e le sicurezze di ciascuno. Eravamo abituati a muoverci, a ritrovarci, a creare unione, a passare tempo quotidianamente assieme, in una parola a fare “aggregazione”: parola ormai proibita.

In questo periodo così triste e tragico la presenza continua dei volontari della Protezione Civile alpina è stata preziosa: essi non solo sono stati d’aiuto per l’emergenza di natura sanitaria, rimettendo in funzione reparti ospedalieri, rendendoli atti a sostenere l’incremento esponenziale dei ricoveri dovuti all’epidemia e garantendo la loro presenza in ogni necessità, ma, con il personale sanitario e le forze dell’ordine, hanno anche saputo portare una parola di conforto, di aiuto e di speranza. 

L’ Unità Operativa di Protezione Civile A.N.A. della Sezione di Verona conta al suo interno 13 squadre e 6 nuclei specialistici, distribuiti su tutto il territorio della provincia, per un totale di 462 volontari. L’unità è inserita nel 3° Raggruppamento composto da tre regioni: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Il 2020 era iniziato in totale normalità. La nostra Unità Operativa di Protezione Civile A.N.A. aveva preparato, come di consueto, il suo piano annuale di attività e di esercitazioni pratico/teoriche, organizzando i servizi a supporto di manifestazioni come ad esempio la “Montefortiana”, la vigilanza delle strade per il passaggio del carnevale; pianificando le attività alpine a livello locale con le sfilate in occasione dei vari tesseramenti, a livello di Raggruppamento e Nazionale, come il Triveneto e l’Adunata Nazionale. Ma improvvisamente in febbraio tutto è stato annullato dall’irrompere dell’epidemia COVID 19. Fin da subito si è capito che questa allerta non era come tutte le altre a cui l’Unità Operativa era addestrata, che si andava verso un “percorso” al buio senza sapere esattamente cosa ci si poteva aspettare.

L’intera Unità Operativa, coordinata da Luca Brandele (coordinatore), Franco Foresti e Silvano Busato (vice coordinatori), ha iniziato una serie di attività emergenziali su tutto il territorio provinciale, partendo dalla riapertura di padiglioni ospedalieri in disuso presso le strutture di Bussolengo, Isola della Scala e Zevio. Un lavoro enorme, svolto con pochissimo tempo a disposizione e soprattutto senza alcun preavviso. In questi casi l’organizzazione è fondamentale, i Volontari hanno lavorato per pulire, verniciare, rimettere in funzione interi reparti a tempo di record, con turni massacranti e impegnativi, dove l’unica retribuzione era la consapevolezza di fare qualcosa di importante per il Paese.

Durante il lockdown le varie squadre ed i nuclei operativi hanno lavorato a stretto contatto con i Comuni convenzionati. Le attività principali sono state: distribuzione di presidi medici individuali; consegna di farmaci e viveri alla popolazione in difficoltà; controlli anti-assembramento presso chiese, cimiteri, mercati e centri medici. Ogni squadra era impegnata su due fronti, sia sul territorio provinciale, sia nel proprio Comune di appartenenza.

L’Unità Operativa ha continuato a operare senza sosta, mantenendo una professionalità altissima, anche nel mese di luglio, quando si è avuto l’avvicendamento negli incarichi di responsabilità, che ha visto Filippo Carlucci come coordinatore, Luca Brandele, Franco Foresti ed Emanuele Zorzi come vice coordinatori. 

Da marzo a settembre questa Unità Operativa ha affrontato, oltre alla pandemia in atto, anche tante emergenze locali, legate ai mutamenti climatici. Le più impegnative sono state: l’alluvione che ha colpito la città di Verona il 23/28 agosto; la tromba d’aria nei comuni di Montecchia di Crosara, Soave e Caldiero il 29/30 agosto; l’evacuazione di una casa di cura per anziani presso Albaredo D’Adige. Oltre alla ricerca di persone disperse ed allagamenti localizzati in vari Comuni.

“Ma la storia non finisce qui: - è il coordinatore Filippo Carlucci a parlare- siamo stati chiamati dal Raggruppamento per dare il nostro supporto nell’allestire l’ospedale da campo presso Schiavonia (PD); riaprire padiglioni ospedalieri presso Noale (VE); dare il nostro contributo in Cadore per l’emergenza neve ed il nostro supporto nella gestione presso l’ospedale da campo di Bergamo.

In tutto questo contesto ogni squadra ha svolto ulteriori specifici impegni: la “Mincio”, ad esempio, si è assunta l’incarico di scaricare e trasportare dall’aeroporto di Villafranca verso varie destinazioni i materiali per l’allestimento di un ospedale da campo, materiali di prevenzione individuale ed il montaggio di tende per il triage presso l’ospedale di Villafranca; la squadra “Medio Adige”, su richiesta della Regione Veneto,ha raccolto cibo, offerto da alcune ditte private e da alcuni agricoltori alpini, necessario al sostentamento degli animali del circo Togni situato nelle vicinanze di Sommacampagna; la squadra “Valpolicella” è dovuta intervenire spesso nei suoi comuni convenzionati per la tutela della popolazione; la squadra “Val d’Alpone” spesso ha dovuto monitorare i corsi d’acqua dell’Alpone o del Tramigna, per evitare esondazioni; la squadra “Verona Città” ha dovuto spesso montare e smontare le paratie a salvaguardia della città; la squadra “Lessinia” è intervenuta a rimuovere frane ed abbattere piante. Avrei tanti esempi da portare per ogni squadra o nucleo, ma ciò che reputo importante è sottolineare la sinergia e la grande collaborazione tra tutte le squadre che ancora oggi ci permette di dare un supporto molto forte per la tutela della popolazione in tutta la Provincia, nel Veneto e in Italia.

Ogni singolo volontaria/o merita la gratitudine da tutti noi per tutto quello che ha fatto e che continua a fare, trascurando giornate lavorative, famiglia e salute propria donandosi anima e corpo verso il prossimo.”

Non dobbiamo dimenticare che oggi la Protezione Civile A.N.A. è formata in gran parte da volontari che non hanno svolto il servizio militare negli Alpini, ma che hanno appreso appieno i valori, che questa grande Associazione ha saputo trasmettere nel tempo. Il ringraziamento prima di tutti è da parte nostra, da parte di quegli alpini che vedono in questi Volontari la continuità di un percorso intrapreso più di 100 anni fa, il senso di appartenenza, del dovere e che sanno trasmettere e condividere il vero valore della vita.

Quando tutto questo periodo sarà finito: quando ritorneremo ad una vita normale, quando potremo passare momenti assieme senza l’obbligo delle mascherine e magari i colori delle regioni saranno solo un brutto ricordo, di una cosa saremo consapevoli, che delle persone con buona volontà, saranno sempre pronte per ogni evenienza ad aiutarci e a rendere la nostra vita migliore. Giampietro Dal Zotto   

Articolo presente sul nostro giornale sezionale "IlMontebaldo" https://www.anaverona.it/.../IlMonte.../IlMontebaldo2021.pdf                

Nel 2003 è stato costituito il Nucleo Rocciatori della Protezione Civile veronese e dal giugno 2020 è guidato dal giovane Simone Martini.

Attualmente il nucleo è formato da 5 volontari operativi abilitati e da 5 osservatori, cioè in formazione e di prossima entrata.

In questi ultimi mesi sono stati chiamati ad eseguire vari interventi, ad esempio il taglio di una pianta secolare su un’abitazione dopo la burrasca a Montecchia di Crosara oppure la messa in sicurezza di camini e gronde nell’emergenza a Belluno, a Danta di Cadore, per le abbondanti nevicate.

Da ultimo la posa di fari provvisori sul Ponte di Bassano per conto della Sovrintendenza, in collaborazione col Nucleo di Bassano e per il quale hanno ricevuto i ringraziamenti da parte del presidente nazionale Favero.

Un’operazione non facile, ma grazie ai continui e costanti allenamenti in ambienti impervi, hanno reso orgogliose la PC e la sezione alpina veronese.

Un ponte al quale tutti gli alpini italiani sono affezionati e ora il Nucleo Rocciatori ha portato spirito e anima veronese. 

“Questo mi rende particolarmente soddisfatto -commenta Martini- in quanto i coordinatori, Carlucci per Verona e Sponga per il Terzo Raggruppamento Alpinistico, ci stanno dando fiducia e per questo mi sento di ringraziarli fortemente. Vorrei ringraziare tutti i volontari del Nucleo, la Squadra Val d’Illasi e Basso Lago per averci prestato i mezzi per far fronte a queste emergenze. Abbiamo molti progetti, anche per dare supporto e assistenza alle nostre squadre. Se qualcuno fosse interessato, noi siamo sempre alla ricerca di volontari”. Lucia Zampieri

Articolo presente sul nostro giornale sezionale "IlMontebaldo" https://www.anaverona.it/.../IlMonte.../IlMontebaldo2021.pdf

La squadra Volo della Protezione Civile dell'A.N.A. Verona è stata arruolata a Cortina nell'ambito dei mondiali 2021. I volontari specializzati sono chiamati a sorvegliare le piste delle gare durante le ore notturne con l’ausilio dei droni che ogni ora, dalle 22 alle 5 del mattino, effettueranno dei voli di controllo. Obiettivo del presidio, tutelare le piste non solo da eventuali atti di vandalismo ma anche dall’incursione di animali che potrebbero danneggiarle mettendo a rischio le sfide del giorno seguente.

I volontari della squadra Volo – a gruppi di 3: pilota, osservatore e assistente – entreranno in servizio domenica e rimarranno sulle piste delle Dolomiti durante la prossima settimana. Il drone che sarà utilizzato per le ricognizioni notturne sopra il comprensorio è un Mavik Pro Enterprice con camera per la visione al buio e termocamera, in grado quindi di captare la presenza di persone e animali anche in situazioni di scarsissima visibilità. L’autonomia di volo del drone è di 25 minuti, la squadra alternerà quattro batterie per far fronte a tutte le missioni richieste.

Nata a Verona nel 2007, prima a livello nazionale, dal 2014 la squadra Volo della Protezione Civile dell’ANA Verona che conta una decina di volontari tra cui anche piloti di aerei e ultraleggeri, si è arricchita degli apparecchi a pilotaggio remoto ovvero i droni utilizzati in vari ambiti. “Nelle zone di emergenza, come alluvioni o crolli, il drone mostra dall’alto la situazione in tempo reale in modo da fornire tutti gli elementi per capire come e con che mezzi intervenire. I droni sono molto utili anche negli smottamenti per effettuare un’operazione di monitoraggio sull’evolversi della situazione. Impostando il piano di volo, la macchina effettua sempre lo stesso giro e gli stessi rilevamenti: dal confronto dei dati, comprendiamo se e come si muove la frana. E ancora, nella ricerca di dispersi”, elenca il caposquadra Tiziano Castegini. L’ultima missione, in ordine di tempo, della squadra Volo con i droni è stata, dall’11 gennaio, tra Garda e Costermano per le frane che si sono verificate nella Valle dei Molini.

Il gruppo in partenza per Cortina, già sottoposto al tampone per il Covid come previsto dal protocollo dei mondiali, è stato salutato questa mattina nella sede delle Penne Nere in via del Pontiere dal presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli, dall’assessore alla Protezione Civile del Comune Marco Padovani e da Filippo Carlucci, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. “Questa squadra, che fa parte della Consulta della Protezione Civile, rende orgogliosa una città intera”, è intervenuto Padovani.

“Siamo così saturi di brutte notizie che è fondamentale dare risalto a ciò che di buono c’è. Ed essere chiamati a contribuire alla buona riuscita di un evento sportivo importante come i mondiali di Cortina, sicuramente lo è: ci riempie di orgoglio”, ha commentato Bertagnoli ricordando che domani le Penne Nere veronesi saranno impegnate tutto il giorno per la raccolta di farmaci organizzata dal Banco Farmaceutico. “Su 150 farmacie che a livello provinciale hanno aderito all’iniziativa, gli alpini ne presidieranno 130”, ricorda Bertagnoli.

La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo dei giorni scorsi.

I volontari della Protezione Civile dell’ANA operativi tra Santo Stefano di Cadore e il Comelico sono circa una ventina. I primi sono partiti già il 2 gennaio. Due giorni dopo, il 4, se ne sono aggiunti altri per un totale di circa 20 volontari tra il personale specializzato in questo tipo di intervento d’urgenza, con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota.

Oltre agli uomini, i mezzi: i volontari partiti martedì dalla sede della Protezione Civile comunale al Quadrante Europa, salutati dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani, hanno portato in loco un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala. “Si tratta, insieme ad altri strumenti, di mezzi indispensabili in questo tipo di interventi urgenti di pulizia e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose”, spiega da Santo Stefano di Cadore Filippo Carlucci, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. Le abbondanti nevicate non sono l’unica criticità non ancora risolta: il parziale rialzo delle temperature ha portato anche a un alto rischio valanghe. E gli occhi rimangono puntati al cielo che promette ancora neve.

Ieri, intanto, il meteo ha concesso una tregua, “qualche raggio di sole che ci ha permesso di procedere spediti soprattutto con i rocciatori nelle operazioni di pulizia dei tetti pericolanti, sopra cui si è accumulato oltre un metro di neve e che potrebbero cedere da un momento all’altro”, racconta Carlucci. Inoltre, i volontari sono al lavoro anche per liberare le strade ancora impercorribili a causa di ghiaccio e neve. “Ora non risultano più, fortunatamente, persone e abitazioni isolate e irraggiungibili. Ma non è ancora tutto libero, soprattutto tra i percorsi pedonali e gli accessi a edifici anche pubblici, e dunque rimaniamo al lavoro almeno fino a tutta la giornata di oggi”, aggiunge il coordinatore dei volontari per i quali, oltre alla situazione emergenziale, in piena pandemia e in territorio veneto dove il tasso dei nuovi positivi rimane alto, devono far fronte anche alle norme antiCovid. “La soddisfazione, mia e di tutta la Sezione, per questi volontari che si spendono per il prossimo nelle difficoltà date non solo dalla neve e in un periodo già di per sé molto complesso, è massima”, è il plauso del presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

A differenza di quanto accade solitamente in situazioni e luoghi d’emergenza, i volontari sono tutti alloggiati in stanze singole, si mangia all’aperto a mezzogiorno mentre è garantito il pasto caldo – distanziato o in camera – la sera. “Lavorare con la mascherina, i dispositivi di protezione individuale e secondo normativa non è semplice ma indispensabile. Anche qui, nel pieno dell’emergenza neve, l’emergenza Covid non deve passare in secondo piano”, fa monito Carlucci.

La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo di questi giorni.
I primi volontari sono partiti ieri con due mezzi - un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala - ed altri se ne sono aggiunti in queste ore. Complessivamente, si tratta di 20 volontari con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota. Appena arrivati in loco, a Comelico, nel pomeriggio si sono subito messi al lavoro. Come spiegato anche dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani presenti alla partenza insieme al presidente dell'ANA Luciano Bertagnoli, uomini e mezzi saranno impiegati in interventi urgenti di sgombero neve dai tetti e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose. Una criticità non ancora risolta cui ora si è aggiunto il rischio valanghe.
 
La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo di questi giorni.
I primi volontari sono partiti ieri con due mezzi - un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala - ed altri se ne sono aggiunti in queste ore. Complessivamente, si tratta di 20 volontari con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota. Appena arrivati in loco, a Comelico, nel pomeriggio si sono subito messi al lavoro. Come spiegato anche dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani presenti alla partenza insieme al presidente dell'ANA Luciano Bertagnoli, uomini e mezzi saranno impiegati in interventi urgenti di pulizia e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose. Una criticità non ancora risolta cui ora si è aggiunto il rischio valanghe.
 

A seguito delle abbondanti nevicate degli ultimi giorni nella provincia di Belluno, i volontari ANA del 3° Raggruppamento sono al lavoro nei territori montani su richiesta delle Prefetture e su attivazione della Regione Veneto.

In particolare nei paesi del Cadore e a Santo Stefano 45 volontari e le squadre alpinistiche stanno provvedendo alla rimozione della neve dai tetti (in alcuni casi ha raggiunto il metro e mezzo), resi pericolanti dal peso e a sgomberare i lati delle carreggiate nelle principali vie di transito. A supporto operano due equipaggi della Sanità Alpina e la squadra Telecomunicazioni.

In Friuli, a Tarvisio, Rigolato e Clout, alcune squadre di volontari della Protezione Civile ANA sono al lavoro dal 3 gennaio per sgomberare la neve da strade e piazze.

fonte: www.ana.it

https://www.ana.it/2021/01/04/emergenza-neve-la-protezione-civile-ana-al-lavoro-nel-bellunese/?fbclid=IwAR3bXCQ1A1sIl-NGF_ovtcuOIldi83KgOiE8LL3Xe1P8FckIIXnLO4Hw7CY

I volontari del 2° Raggruppamento hanno passato l’ultimo giorno del 2020 al lavoro per sostituire la tettoia di protezione delle apparecchiature per la fornitura dell’ossigeno all’Ospedale da Campo ANA in fiera a Bergamo, danneggiata dal peso della neve.

La struttura è stata smantellata dai volontari del Gruppo di Filago che hanno poi proceduto a spalare i cumuli di neve e quindi al montaggio di una nuova tettoia.

I volontari dei vari Raggruppamenti che si alternano settimanalmente nei turni di guardiania, antincendio alto rischio e segreteria presso l’ospedale vengono ospitati a cena, a fine turno, dal gruppo alpini di Comun Nuovo (Sezione di Bergamo), approfittando della mensa che garantisce i criteri di sicurezza previsti dalle norme sanitarie anti-Covid.

Il giorno di Santo Stefano sono rientrati a casa i volontari del 1° e 2° Raggruppamento che hanno prestato servizio durante la settimana di Natale e sono stati avvicendati dai volontari del 4º raggruppamento che hanno così festeggiato il Capodanno in servizio.

fonte: www.ana.it

https://www.ana.it/2021/01/02/la-protezione-civile-al-lavoro-a-natale-e-a-capodanno/?fbclid=IwAR1dfOx6q_GK3J4rfU9ZCvEFQk3qjGnR0Pt4X2KgBYiJwwpN7dqum6icOW8

Nelle foto: I lavori di ripristino della tettoia danneggiata dal peso della neve e alcuni dei volontari delle varie specialità ANA di Protezione civile e Sanità Alpina in servizio durante le festività.

Allestito il sistema di telecomunicazioni presso il COC di Santo Stefano di Cadore per l'intervento emergenza neve.

fonte: https://www.facebook.com/PCANATriveneto

 

Emergenza maltempo

Sono diversi gli interventi in queste ore di Martedì 8 dicembre, che impegnano i nostri volontari di Protezione Civile ANA Verona.
Come l'intervento con cui questa mattina i 12 volontari della PC ANA Valdalpone, tra i quali gli specializzati del Nucleo speleo-alpino-fluviale (Saf), e 4 della squadra Valpantena-Lessinia, hanno liberato da un grosso albero il ponte dell'Alpone lungo la strada regionale 11, a Villanova e l'intervento sulla strada per Romagnano da parte della squadra PC A.N.A. Valpantena Lessinia.

(Fonte:www.ana.it) https://www.ana.it/2020/12/06/conclusa-la-prima-fase-degli-interventi-post-alluvione-in-piemonte/

I volontari di Protezione Civile ANA del 1° Raggruppamento, che comprende le Sezioni di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, hanno appena concluso la prima fase dell’intervento di ripristino a seguito dell’alluvione che ha colpito alcune zone del Piemonte nel mese di ottobre. Un impegno che ha visto coinvolti complessivamente 76 unità ripartite sui diversi scenari operativi in Piemonte, nelle province di Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

Gli interventi sono stati effettuati nell’ambito dell’Operazione Luto 2020 (dal latino lutum, che significa fango), realizzata in stretta sinergia con gli alpini in armi del 32° reggimento Genio guastatori di stanza a Fossano, che hanno operato con mezzi pesanti ed attrezzature campali.

I volontari del 1° Raggruppamento sono intervenuti con squadre formate volontari, specializzati nel taglio e nella rimozione degli alberi abbattuti, a Garessio, in provincia di Cuneo, e a Balocco, vicino a Vercelli.

In particolare la Sezione di Cuneo ha contribuito con i suoi vari assetti, che vanno dall’istallazione di una segreteria campale e base di telecomunicazioni a Fossano presso la caserma del 32° Genio guastatori, alla sede operativa della direzione, oltre all’impiego di varie squadre di motoseghisti.

A Garessio, insieme con le Sezioni ANA di Ceva e Mondovì, hanno provveduto alla rimozione del legname accumulatosi nell’alveo del Rio Bianco, affluente del Tanaro, potendo così ripristinare il corretto flusso delle acque e salvaguardando la tenuta degli argini e dell’alveo stesso.

Il cantiere appena concluso di Garessio costituisce il primo intervento, al quale faranno seguito analoghe attività di pulizia straordinaria e di messa in sicurezza di altri corsi d’acqua in diversi Comuni piemontesi, nelle province di Vercelli, Cuneo, Novara e Verbania, coinvolti nell’alluvione autunnale.

Settimana prossima, neve permettendo, il lavoro proseguirà ad Ormea, dove verrà aperto un cantiere per la sistemazione di un parcheggio completamente devastato dalla recente alluvione.

https://www.ana.it/2020/12/06/conclusa-la-prima-fase-degli-interventi-post-alluvione-in-piemonte/

 

C’è un ospedale dismesso da oltre un decennio da ripristinare. La priorità è massima: servono posti letto per i pazienti Covid e servono subito. I volontari della Protezione Civile del 3° Raggruppamento sono di nuovo in prima linea per far fronte a questa seconda ondata di Coronavirus che sta travolgendo le vite di tutti. Teatro di questo primo intervento, a circa mesi circa dagli ultimi terminati per l’ondata della scorsa primavera, l’ospedale di Noale in provincia di Venezia. Il 3° Raggruppamento della Protezione Civile Ana è mobilitato dalla scorsa settimana e fino a domani, giorno in cui è prevista la consegna della struttura rimessa a nuovo e pronta ad ospitare i primi nuovi pazienti.

 

 

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