Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

Zaino in spalle, motosega in una mano, carburante e altri attrezzi nell’altra. E chilometri macinati a piedi dentro ai pesanti vestiti antitaglio. Nell’ultimo mese, il Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona è stato impegnato sui monti dell’Agordino per liberare decine di chilometri di sentieri interrotti, quando non letteralmente sepolti, dagli alberi caduti durante la disastrosa ondata di maltempo che ha colpito il Veneto e l’Alto Adige lo scorso novembre, radendo al suolo interi boschi.

L’operazione “Esercitazione tempesta Vaia”, dal nome della tempesta che ha flagellato il territorio in autunno, è stata organizzata dalla Regione Veneto. Ha preso il via il primo giugno scorso e si concluderà con la fine del mese. In queste settimane e fino a domenica, sono complessivamente quasi 150 i volontari della Protezione Civile dell’ANA Verona che si stanno alternando sulle alture dell’Agordino, da Falcade al monte Civetta. Dopo Treviso, si tratta del nucleo più numeroso. Organizzati in due turni a settimana, con campo base a Caprile nel Comune di Alleghe (Belluno) a un’altitudine di circa mille metri, i volontari sono impegnati nelle zone boschive per liberare passo dopo passo i sentieri di montagna sepolti anche da cinque strati di tronchi ammassati l’uno sopra l’altro. E stanno operando sia con le motoseghe nei sentieri più impervi, sia con escavatori e ruspe dove il terreno lo permette. Oltre al taglio e alla rimozione dei tronchi caduti, alcune squadre specializzate si sono occupate, con gli opportuni mezzi, di ripristinare il normale corso di alcuni ruscelli che lo hanno deviato a causa dell’alluvione, provocando l’inondazione di alcune strade forestali. “I cantieri aperti sono decine e per lo più dislocati in luoghi molto difficili da raggiungere. Solo per arrivare a Falcade, dal campo base, c’è mezzora di macchina. Poi si prosegue a piedi e i punti chiusi da liberare distano anche un’ora in salita”, elenca Luca Brandiele, coordinatore del Nucleo sezionale di Protezione Civile dell’ANA Verona.

“Non possiamo che essere orgogliosi dei nostro volontari del Nucleo della Protezione Civile che anche in questo caso hanno dimostrato non solo impegno, disponibilità e dedizione ma anche professionalità”, commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

“Abbiamo lavorato ininterrottamente per settimane con attrezzi pericolosi e in situazioni senza registrare alcun incidente. Un ottimo risultato che fa ben comprendere anche il grado di formazione e professionalità dei volontari della nostra Protezione Civile”, analizza infatti il vicepresidente sezionale dell’ANA Verona Elio Maurizio Marchesini, con delega alla Commissione Protezione Civile.

L’Operazione Vaia si chiuderà domenica, il 30 giugno. “Possiamo dire: missione compiuta”, commenta soddisfatto Brandiele. E stagione turistica salvata.

“Davvero la quasi totalità dei sentieri è stata liberata, ripristinata e messa in sicurezza. Solo alcuni punti sono ancora inagibili e lo saranno ancora per qualche tempo. Si tratta di quelle zone in cui lavorare per noi, ma anche camminare poi per gli escursionisti, sarebbe stato troppo rischioso a causa delle decine di alberi e tronchi pericolosamente in bilico sui pendii delle montagne. A smuoverli ci vuole poco e trovarsi nella loro traiettoria è decisamente sconsigliabile”.

Il maltempo non concede tregua. E la Protezione Civile dell’ANA Verona è già attiva e operativa per far fronte alle emergenze che in queste ore si stanno moltiplicando sia nel veronese che in provincia di Modena, dove il fiume Secchia è a grave rischio esondazione.

Da ieri pomeriggio, sono circa una cinquantina gli uomini della Protezione Civile dell’ANA Verona mobilitati e operativi su più fronti. E dieci uomini sono in partenza in questi minuti alla volta del modenese.

“Una prima allerta c’è stata nel pomeriggio intorno alle 16.30, qualche ora è arrivata dopo la chiamata effettiva. Quella di questa notte sarà un’azione preventiva: faremo sacchi di sabbia per creare dei soprasogli nelle parti basse, dove sono attese esondazioni, con l’obiettivo di alzare gli argini, rinforzarli ed evitare il peggio”, spiega Luca Brandiele, coordinatore provinciale Protezione Civile Ana Verona. In partenza alle 21.30 dal veronese sono le squadre Mincio, Verona città e Lessinia. “La piena è attesa per domani mattina: nelle prossime ore, a seconda di come evolve la situazione, si deciderà se inviare altre persone”, aggiunge Brandiele.

Ma la situazione è critica anche sul territorio. Il preallarme – allerta arancione – per la parte Adige è stato emanato ancora nel primo pomeriggio, soprattutto nelle zone del Basso Veronese e in particolare a Cerea, Bovolone e Legnago. A seguire, le squadre operative della Protezione civile dell’ANA hanno effettuato i primi interventi. Le situazioni più critiche si sono verificate a Caldiero e Caldierino, a Castagnè, a Lavagno e Zevio (qui poi l’allarme è rientrato in serata), a Colognola ai Colli con strade e scantinati allagati e forti difficoltà nelle vie di deflusso delle acque. “In queste e nelle prossime ore siamo sia operativi sul campo che attivi nella fase di monitoraggio delle varie situazioni da tenere sotto controllo”, spiega Brandiele. Complessivamente, tra già operative o solo mobilitate, sono una cinquantina le persone allertate. A queste, si aggiungono una quindicina di uomini della Val d’Alpone, pronti a rincalzare le squadre presenti  e a dare una mano.

(Nelle foto la situazione nel modenese. Fonte: Squadra P.C. Mincio)

Ottimi risultati nella preparazione tecnica dei nostri volontari del Nucleo Cinofili ANA Verona. Si concluso oggi l’ Iro test a Torino, presso il centro Cinofilo La Piota; ottimo debutto per Tommaso Maschio con Batu’, classe V superficie, 91/100 in ricerca , 90/100 in condotta e si aggiudica il 3 posto in classifica. Risultati eccellenti invece per Enea Dalla Valentina e Maverick che alla gara di questo week end ottengono la qualifica Iro B superficie con 258/300 punti e accedono al campionato del Mondo per cani da soccorso che si terrano a Parigi a fine settembre.Tanto impegno e tanta passione al servizio degli altri.

Dopo le forti grandinate della notte scorsa che ha visto impegnati alcuni volontari della nostra protezione civile, la situazione questa mattina era ancora critica nella zona del Lago di Garda.

Oltre ai problemi dovuti ad allagamenti in più punti della zona, si sono registrati anche interventi a causa della caduta di alberi, che ha visto i nostri volontari impegnati fino a tarda sera.

foto: PC ANA Squadra Basso Lago
foto: PC ANA Squadra Mincio

Terremoto simulato a scuola. Anche i cani cercano i bimbi

La Protezione civile degli Alpini alla prova di evacuazione. Presenti i quattro zampe Impiegati durante i soccorsi.

Quattrozampe formidabili: la protezione civile degli Alpini tra le sue fila ha anche gli psicologi a quattro zampe. Sono Scot, Fibra e Sky, i tre componenti del Nucleo pet teraphy

della Protezione civile dell'Ana che ieri gli eventi collaterali all'adunata di zona degli Alpini hanno portato al polo scolastico di Montecchia di Crosara. Il paese, vestito a festa con bandiere, pon pon tricolori e invaso dalle penne nere, oggi vivrà la giornata clou dell'adunata della Zona Val d'Alpone che si estende su 10 Comuni e conta ben 20 gruppi.

L'appuntamento più imponente è quello delle 10.20 quando le strade saranno invase dalla sfilata delle penne nere dell'Est veronese e la chiusura sarà affidata al carosello della fanfara dei congedati della Brigata Cadore. La giornata di vigilia, però, è stata per gran parte riservata ai piccoli: tutta la mattina, per gli alunni delle scuole dell'obbligo del paese, è stata in compagnia delle penne nere per la prova di evacuazione della scuola che è stata anche l'occasione per scoprire buona parte dei protagonisti della macchina del soccorso. Tra loro c'erano Scot (labrador chocolate) condotto da Francesca assieme a Sky (golden doodle) e il bassethound Fibra condotti entrambi da Ada: sono tre dei componenti del secondo Nucleo pet therapy-Ana attivato in Italia a gennaio per «interventi assistiti ». Entrano in campo, con i loro conduttori, quando un post emergenza richiede un lavoro di rilassamento delle persone coinvolte e ieri hanno stregato i bambini. Più sprintose le performance degli otto componenti del Nucleo cinofilo da soccorso dell'Ana di Verona: sono i cani operativi e in formazione usati per la ricerca di superficie. A scuola, ieri, sono stati utilizzati anche per cercare i bambini che, nell'emergenza simulata, risultavano scomparsi. Protagonisti Wendy al fianco di Marco, Batu con Tommaso, Natalie con Carlo, Beacon Rosy, Artu con Enrico, Adara con Eros, Clover con Angelo e Max con Marco. Che si sia trattato di una festa è impossibile negarlo ma alla fine tanto i ragazzi quanto i loro insegnanti sono stati promossi dai professionisti dell'emergenza dopo la prova di evacuazione ripetuta due volte: a guardarli, correggerli e intervenire simulando micro scenari dentro lo scenario generale di un terremoto simulato, sono stati i 28 volontari della Squadra Ana «Valdalpone» di Protezione civile intervenuta con due mezzi, sette vigili del fuoco arrivati con due mezzi dal distaccamento di Caldiero (due dei quali fuori servizio più un ottavo pompiere in sala operativa), dieci volontari del Comitato Est veronese della Croce rossa italiana intervenuti con due mezzi. Promossi, dunque, i piccoli. «Esperienza bella, ma soprattutto formativa», il commento che Franco Casotto, capogruppo dell'Ana di Montecchia, ha condiviso sia coi bambini che con i protagonisti di questa mobilitazione.•  Paola Dalli Cani

Fonte: l'Arena

Foto:Nucleo Pet Therapy Cinofili ANA Verona

https://www.facebook.com/Nucleo-Pet-Therapy-Cinofili-ANA-Verona-364758054101221/?tn-str=k*F

 

CAMPUS GIOVANI – Anch’io sono la Protezione Civile - Minerbe dal 29 Luglio al 3 Agosto 2019

In collaborazione con l’Unione dei Comuni dall’Adige al Fratta, Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona, Gruppi Alpini Zona Basso Veronese

PREMESSA

Preparato o no, le emergenze avvengono. Ma se sei informato sai come affrontarle. Conoscere i rischi a cui è soggetta la zona in cui vivi, lavori o soggiorni aiuta a prevenire ed affrontare meglio le situazioni di emergenza. Ecco perché è importante informare, formare, sapersi organizzare, saper chiedere aiuto. Il ruolo di ognuno e l’impegno del singolo fanno parte del complesso e articolato mondo della protezione civile dove il fine ultimo, che è la missione di tutti, è quello di salvaguardare la vita, l’ambiente e il territorio da eventi di origine naturale o provocati dall’uomo.

PROGETTO DI FORMAZIONE PER DIFFONDERE LA CULTURA DI PROTEZIONE CIVILE

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TRA LE NUOVE GENERAZIONI

I ragazzi che decidono di vivere questa esperienza compiono un vero e proprio “viaggio” all’interno del mondo della protezione civile, scoprendo quanto l’impegno del singolo sia indispensabile al funzionamento dell’intero Sistema. Durante il soggiorno i ragazzi si trovano anche a condividere idee e procedure e imparano a sentirsi parte attiva di una squadra, per un percorso di crescita.

Con l’introduzione nel programma dei “dopocena con gli alpini” si desidera rivolgere ai ragazzi riflessioni di educazione civica e trasmissione dei valori alpini

DESTINATARI:  Giovani tra i 14 e i 17 anni residenti nel Comuni di Minerbe, Boschi S.Anna, Bevilacqua, Bonavigo, Minerbe.

ASSOCIAZIONI COINVOLTE:         Protezione Civile ANA Sezione di Verona, Gruppo Alpini Zona Basso Veronese

I Comuni  rivestiranno un ruolo centrale nello svolgimento del campus. E’ compito primario divulgare tra i giovani la conoscenza dei piani comunali di emergenza, primo e necessario strumento per affrontare con consapevolezza i rischi presenti sul proprio territorio.

AREA E FRABBRICATI INTERESSATI: Il campo base verrà allestito presso l’area del Palaminerbe con coinvolgimento anche dell’area e del fabbricato sede del Gruppo Alpini di Minerbe con le seguenti destinazioni:

          Palaminerbe: Dormitorio e sede delle lezioni teoriche

          Sede ANA MINERBE :  Mensa e sede di lezioni teoriche nei casi in cui si rendesse necessario .

 Per le lezioni pratiche  si utilizzeranno le sedi delle Squadre Ana dislocate nel territorio della Provincia.

Lo spostamento dei ragazzi avverrà esclusivamente con automezzi della squadra Basso Veronese.

                

FINALITA’ E OBIETTIVI

  • Stimolare tra i giovani il senso di responsabilità e di cittadinanza attiva attraverso le buone pratiche di Protezione Civile.
  • Saper operare in sicurezza, secondo una logica di prevenzione da osservare anche nelle semplici attività svolte durante la giornata
  • Conoscere e condividere il concetto di rischio e calamità.
  • Riflettere sull’importanza di essere preparati ad affrontare le situazioni di pericolo o emergenza.
  • Creare interesse nei giovani nei confronti del volontariato di protezione civile
  • Conoscere le attività svolte dai volontari di Protezione Civile ANA  e le dinamiche operative delle Istituzioni facenti parte del Sistema integrato di protezione civile
  • Gli incontri, le uscite e le esercitazioni offriranno ai ragazzi un esempio per impegnare il tempo libero basato sui valori dello “stare insieme” attraverso la condivisione dell’importanza di “fare squadra”.

METODOLOGIA E STRUMENTI:

  • Articolazione delle attività in squadre . Suddivisione dei partecipanti in squadre operative tendenzialmente di 8 unità, ognuna contraddistinta da un Caposquadra. Ogni squadra è seguita da uno e due volontari di Protezione Civile che svolgeranno le funzioni di tutor.
  • Le lezioni teoriche consistono in lezioni tradizionali frontali tenute da esperti appartenenti all’Unità di protezione Civile Ana – Sezione di Verona presso il Campo base. Le lezioni operative, invece, vengono svolte tramite modalità alternative come ad esempio simulazioni di emergenza, esercitazioni pratiche, gruppi di discussione su situazioni simulate.
  • Verifiche di gruppo.  Alla fine di ogni giornata sono previste delle verifiche per compiere un’analisi delle attività, delle modalità con cui si sono svolte e dei risultati ottenuti.

Bozza di programma giornaliero

                Lunedi 29 Luglio

Ore 16.00 : Arrivo partecipanti  e accreditamento presso segreteria del Campus

                 Veloce sistemazione nella zona dormitorio

Ore 17.30   Alzabandiera

Ore 17.45   Incontro e presentazione programma campus

Ore 18.15   Lezione teorica : Che cos’è la protezione Civile?

Ore 19.00   Ammainabandiera                                               

Ore 19.30   Cena

Ore 20.30   Lezione di sicurezza

Martedi 30 Luglio

Ore 07.00  Sveglia e colazione

Ore 8.00    Alzabandiera

Ore 8.15    Allestimento Campo base

Ore 12.30  Pranzo

Ore 14.30  Lezione teorica :  Terra , acqua e fuoco elementi di vita ma anche fattori di rischio. I vari scenari di rischio. Piano Comunale di protezione civile

Ore 18.00  Breve Breefing di fine giornata … a seguire tempo libero

Ore 19.00  Ammainabandiera

ORE 19.30  Cena

ORE 20.30  Dopocena con gli alpini  ( Un alpino ,un cuore .. testimonianze di solidarietà alpina )

                 Mercoledi  31 Luglio

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Casello idraulico Angiari

Ore 9.00   Attività teoriche e pratiche legate al rischio idrogeologico

Ore 12.30  Pausa pranzo

Ore 14.30  Prosecuzione delle attività

Ore 18.00  Rientro al Campo base e tempo libero

Ore 19.00  Ammainabandiera

Ore 19.30  Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini….. “ Dai che zughemo come na olta”

                 Giovedi 1 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Legnago con visita e incontro nelle caserme dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco e dell’esercito.

Ore 12.30  Pausa pranzo

Compatibilmente con l’orario di rientro al campo base nel pomeriggio si svolgerà una lezione di Primo soccorso con intervento della Squadra Sanitaria ANA Sezione di Verona

Ore 19.00 Ammainabandiera

Ore 19.30 Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini   ( I valori alpini)

Venerdi 2 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Monteforte d’Alpone dove si terrà lezione teorico pratica con le squadre Antincendio Boschivo.

Nel  pomeriggio rientro al campo base

Ore 19.00 Ammainabandiera

Ore 19.30 Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini  

Sabato 3 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Breefing di fine campo

Ore 9.30   Accoglienza genitori

Ore 10.00 Protezione civile in famiglia . Lezioni di Protezione Civile gestite dai ragazzi.

Ore 12.30  Pranzo comunitario con la partecipazione di autorità e rappresentanti dell’Ana Sezione di Verona. Consegna attestati di partecipazione.

Ore 15.00  Ammainabandiera e arrivederci all’anno prossimo.

Questa è solamente una bozza di progetto. Tutti i particolari non espressi nel presente documento saranno concordati e pianificati in documento successivo redatto dopo incontri preliminari con tutte le Associazioni coinvolte nella realizzazione del Campus.

               

Pubblichiamo i contributi pubblici ricevuti nel corso dell'anno 2018 per le nostre squadre di protezione civile e dei gruppi alpini ANA Verona.

Contributo ricevuti nell’anno 2018 (legge 124/2017)

Contributo ricevuti nell’anno 2018 (legge 124/2017) - Gruppo alpini Grezzana

 

Progetto sperimentale con l’approvazione del ministero - Scuola-lavoro Verona prima in protezione civile

Studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi hanno concluso un’esperienza pilota con il coinvolgimento delle sezioni Ana della provincia

I commenti dei ragazzi : «Siamo stati stregati dal Gruppo cinofilo»

(Fonte: L’Arena) Un’esperienza unica attorno a un mondo completamente sconosciuto ma anche una possibile opportunità per il futuro: così i ragazzi che l’hanno vissuta raccontano la loro alternanza alternativa. «L’ho scelta perché davvero unica. Ed è stato molto utile, sullo scenario di un incendio boschivo, capire come agire e come funzionano lance e pompe», dice Edoardo. Il sì a questa proposta Chiara l’ha detto dopo aver sperimentato personalmente il disagio e l’impotenza davanti al malore di una compagna di scuola: «Parlai di quella brutta Sensazione di impotenza con un professore che mi ha suggerito questa esperienza: ho detto subito sì , sia per accrescere il mio bagaglio che per imparare cosa fare in caso di emergenza. Mi sono detta che un’opportunità così non sarebbe più ricapitata e la promuovo a pieni voti, soprattutto per tutto quello che ho scoperto sul ruolo preziosissimo dei cani nel sistema di Protezione Civile e le conoscenze che in tema di Antincendio potranno essere utili anche nella vita di tutti i giorni». Dal Gruppo cinofilo è stata stregata anche Natasha che ha aderito alla proposta attirata dalla novità della stessa: «Non sapevo che cosa aspettarmi ma sentivo un grande interesse per questa attività operativa». Di «esperienza fuori dal comune ma anche proiettata al futuro» parla invece Denisa facendo sintesi della motivazione della vigilia e della prospettiva attuale. «Questa esperienza mi ha fatto riflettere molto sul mio futuro e valutare seriamente la possibilità che proprio nelle professioni legate alla sicurezza, alla protezione della popolazione e all’emergenza possa esserci il mio futuro campo lavorativo». Anche nel suo caso è stata la ricerca di persone l’esperienza che l’ha coinvolta di più. A Giovanni è piaciuto molto anche l’antincendio boschivo «e la possibilità di partecipare attivamente nel fronteggiare l’emergenza. Ho aderito a questo progetto perché di Protezione civile non si parla moltissimo e ho ritenuto imperdibile un’esperienza che in tutte le sue articolazioni si è rivelata molto interessante». Paola Dalli Cani

Progetto sperimentale con l’approvazione del ministero

Studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi hanno concluso un’esperienza pilota con Il coinvolgimento delle sezioni Ana della provincia.

(Fonte: L’Arena) Sono veronesi i primi studenti italiani ad aver fatto alternanza scuola-lavoro in Protezione civile: Edoardo Gabriel, Natasha Gianesini, Giovanni Lovat e Denisa Vizitiu (che studiano al liceo Copernico in città) e Chiara Maldotti (che frequenta invece l’istituto tecnico economico Einaudi, sempre a Verona) hanno concluso l’esperienza pilota benedetta dal ministero dell’Istruzione. Questa sperimentazione, già al centro dell’attenzione da parte del Dipartimento nazionale della Protezione civile e dell’Ordine dei geologi, è pronta a raccontarsi al salone Job&orienta per essere esportata e standardizzata in tutta Italia. Il protocollo che ha consentito di portare avanti questo progetto è stato messo a punto dall’Associazione nazionale alpini di Verona e dall’Ufficio scolastico provinciale di Verona che hanno trovato in Laura Agostini (geologo, docente al liceo Galileo Galilei e volontaria della squadra Ana-Valpantena di Protezione civile) e in numerosi gruppi Ana di Protezione civile della provincia il loro braccio operativo. L’idea era stata lanciata proprio dalla docente, «Riflettendo sul grande interesse che i ragazzi hanno sempre manifestato rispetto al termine rischio e rispetto ai frangenti in cui, come volontaria di Protezione civile, mi sono trovata a operare. Ho colto il segnale», spiega Agostini, «ne ho parlato prima con Luca Brandiele, coordinatore della Protezione civile dell’Ana di Verona, quindi con Maurizio Marchesini, formatore della Protezione civile dell’ Ana di Verona, e infine con Laura Parenti, responsabile dell’alternanza all’Ufficio scolastico provinciale». C’è voluto parecchio tempo per mettere a punto un progetto che avesse i requisiti idonei a farsi promuovere dal ministero dell’Istruzione e una volta conclusa la fase progettuale è iniziata la fase organizzativa: «Lo scoglio più grosso era rappresentato proprio dalla dimensione operativa e pratica dell’esperienza », racconta  Agostini (che del progetto è stata il coordinatore), «ma siamo riusciti a superarlo ponendo paletti molto precisi e adottando molti accorgimenti. Il resto lo hanno fatto gli oltre 50 volontari delle diverse squadre Ana di Protezione civile che si sono messe a disposizione ». Tante le aree scelte per articolare le 40 ore pratiche che si sono aggiunte alle otto propedeutiche svolte a scuola: la Protezione civile e il sistema di Protezione civile (in sede Ana), la ricerca di persone scomparse (al rifugio Novezzina con il Gruppo cinofili), l’antincendio boschivo (nella sede AIB di Grezzana), la gestione delle calamità naturali (a Salizzole) e il  rischio idrogeologico (a Monteforte d’Alpone). Ottenuto il via libera ministeriale è iniziata la fase di reclutamento che, trattandosi di primissima esperienza, è stata volutamente contenuta nei numeri: in sei, tra i 16 ed i 18 anni, hanno iniziato l’esperienza il 31 luglio e l’hanno conclusa il 14 ottobre. Manca solo una «reunion» dedicata alla consegna degli attestati. Tanti gli obiettivi da raggiungere, a cominciare dallo sviluppo della capacità di collaborare e lavorare in gruppi di lavoro fino alla crescita dell’autonomia e della responsabilità personali, lo sviluppo delle competenze richieste in un ambiente di lavoro ma anche di consapevolezza rispetto alle fragilità ambientali, ai rischi e ai comportamenti e alle prassi corrette da dottare in caso di emergenza. «Competenze, queste, che verranno messe a frutto anche nelle loro scuole sia perché di fatto i ragazzi sono formati in gestione delle emergenze sia perché», spiega Agostini,  «mostreranno loro stessi la consapevolezza dei possibili rischi nell’agire in conformità alle norme di sicurezza, tanto con la pratica che con la comunicazione ». Il progetto è stato disegnato attorno a molte discipline, da italiano a matematica, da informatica a scienze naturali fino a fisica assumendo dunque un profilo multidisciplinare: i benefit, però, li hanno avuti anche i volontari di Protezione civile. «Bellissimo modo per mettere in contatto il mondo della protezione civile con la popolazione», conclude Agostini. Le fa eco Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dei dodici volontari di Monteforte che sono stati mobilitati per l’ultima uscita: «Farsi conoscere è importante tanto quanto far scoprire criticità ma anche presidi di sicurezza del territorio: se poi così cresceranno anche i numeri dei volontari avremmo raggiunto un importante obiettivo in più». Paola Dalli Cani

(Fonte: www.ana.it) È terminata con una esercitazione di maxiemergenza sanitaria, che ha coinvolto oltre 30 feriti di varia gravità, nello scenario di Ferrara di Monte Baldo, “Vardirex 2018”.
Per giorni abbiamo raccontato le varie attività che hanno interessato il territorio abruzzese e quello piemontese, oltre allo scenario veneto: ora è giunto il momento di tirare le file sui risultati ottenuti grazie all’impegno ed agli sforzi agli oltre 800 uomini e donne, delle Truppe Alpine e della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini, ed è un giudizio che va davvero oltre ogni aspettativa: Vardirex 2018 è stata un successo, a dirlo le parole del Coordinatore Nazionale della Protezione Civile ANA, Gianni Gontero.

“La parola d’ordine di Vardirex 2018 era “integrazione”: integrazione tra il personale delle Truppe Alpine ed i volontari della nostra Protezione Civile, e questo obiettivo è stato totalmente raggiunto, – spiega Gontero – integrazione nella Sanità Alpina delle sue due naturali componenti di cui si costituisce, la realtà dell’Ospedale da Campo ANA e delle Squadre Sanitarie, e, anche in questo caso, vi è stata una operatività fianco a fianco, davvero, come un’unica grande forza coesa ed efficace, ed è stato sotto gli occhi di tutti in Piemonte, a Salmour, in Abruzzo a Coppito ed in Veneto a Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo”.

“Erano sogni cullati da tutti noi dell’ANA da molto tempo: oggi sono realtà – prosegue – e questo lo dobbiamo agli uomini ed alle donne della Protezione Civile dell’ANA ed ai militari delle Truppe Alpine. Sono loro che con la loro professionalità ed i loro valori hanno consentito a Vardirex di raggiungere il suo scopo, e per questo a tutti loro, a tutti coloro che si sono prodigati perché ciò avvenisse, va detta una sola parola, anzi, due: “Bravi” e “Grazie”!”.

E a testimoniare questo grande risultato, nel pomeriggio di oggi sono intervenuti i massimi vertici civili e militari, che si occupano di Protezione Civile, prima in un incontro presso il Municipio di Caprino Veronese con la Sindaca, e poi sul campo, a stringere la mano dei volontari e a complimentarsi con loro.

Parole di elogio per gli sforzi che sono stati profusi in queste giornate di esercitazione sono state pronunciate, in primis, da parte del Presidente Nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero, e quindi da Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile, dal Comandante delle Truppe Alpine, Gen. Claudio Berto, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Salvatore Farina.

Un impegno non ancora del tutto terminato, per i volontari della Protezione Civile ANA in quanto, domattina, saranno tutti a Verona per la celebrazione dell’Anniversario di Costituzione delle Truppe Alpine.

http://www.ana.it/…/terminata-vardirex-2018-parola-d-ordine…

#vardirex #protezionecivile #ana #alpini

Tutte le squadre di protezione civile ANA Verona e gli alpini della sezione scaligera, sono fortemente impegnate in questa particolare esercitazione:
“Vardirex 2018” (Various Disaster Relief Management Exercise)

Alluvione e sisma, tre Regioni in ginocchio: per fortuna è un'esercitazione

Quella di mercoledì 17 ottobre è un’alba critica per il territorio italiano. Tre regioni, Piemonte, Abruzzo e Veneto, sono ferite da altrettante calamità naturali: una alluvione in Piemonte, nella zona di Salmour, vicino a Fossano, un sisma in Abruzzo, a Coppito e un secondo terremoto in Veneto, a Caprino Veronese, che scatena uno smottamento a Ferrara di Monte Baldo e pregiudica la funzionalità degli ospedali della zona. Alcune aliquote movimentate su gomma della Protezione Civile Ana, delle Truppe Alpine e della Brigata Alpina Taurinense sono in movimento da oggi per raggiungere le zone colpite.

Per fortuna non si tratta di un dramma nazionale, bensì una sintesi di quelli che sono gli scenari dell’esercitazione congiunta “Vardirex 2018” (Various Disaster Relief Management Exercise) tra la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine, con la collaborazione del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, dell’Aeronautica Militare e dell’Aviazione dell’Esercito.

È, appunto, della tarda mattinata di oggi, l’avvio di Vardirex 2018 con l’attivazione degli quattro scenari, e con la mobilitazione di personale, mezzi ed attrezzature che nella mattinata di domani raggiungeranno i vari siti di esercitazione e, in poche ore, saranno operativi in loco. Saranno circa 800 le donne e gli uomini coinvolti, secondo differenti assetti, nelle varie attività che da oggi a sabato 20 ottobre opereranno per “Vardirex 2018”.

http://www.ana.it/…/alluvione-e-sisma-tre-regioni-in-ginocc….

(Fonte: l'Arena) Grossi elicotteri militari ad una e a due eliche e mezzi della Protezione e civile: nessuna emergenza tra Verona e il Monte Baldo ma la seconda giornata di Vardirex, l'esercitazione nazionale che affianca Forze armate, Alpini ed il Dipartimento della Protezione civile. Il veronese, in particolare l'area di Caprino e di Ferrara di Monte Baldo, è lo scenario di una delle tre maxi emergenze simulate in contemporanea sul territorio nazionale.

Nella simulazione ieri sera il veronese è stato l'epicentro di una violentissima scossa si terremoto. La macchina dei soccorsi si è messa in moto, dunque, per fronteggiare questa calamità che, nella "sceneggiatura" dell'esercitazione, è accompagnata anche da un meteo decisamente avverso con violente ed intense piogge. Il sisma simulato ha compromesso seriamente infrastrutture e viabilità e causato sei vittime oltre a numerosi feriti. I nubifragi, dal canto loro, hanno innescato frane e smottamenti.

Lo scenario di oggi si aggrava ulteriormente perché alcuni degli ospedali dell'area risultano inagibili: il post terremoto ed il perdurare del maltempo rendono dunque necessario adottare rimedi d'emergenza. Per questa ragione, attraverso una staffetta tra Aeronautica militare ed Esercito, arrivato prima a Verona e poi a Caprino un ospedale da campo leggero partito in volo da Bologna. L'ospedale è al campo sportivo di Caprino, mentre il Genio guastatori viene allertato per far fronte a diverse richieste di intervento. Questo, dunque, lo scenario odierno ma domani si annuncia una giornata ancora più complicata per la macchina dei soccorsi.

Vardirex, acronimo di Various disaster relief management exercise, per la prima volta mette a sistema l'interazione tra forze armate e volontariato di Protezione civile. L'esercitazione, che su piano nazionale coinvolge 800 persone, è coordinata dall'Ana e dalla unità operativa di Protezione civile della Provincia di Verona.

La nostra città è stata scelta come location della cabina di regia nazionale dell'esercitazione e anche per questa ragione nella giornata di sabato interverranno anche Angelo Borrelli (capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale) ed il generale Salvatore Farina (Capo di Stato Maggiore dell'Esercito). Gli altri scenari d'emergenza approntati per Vardirex sono in Piemonte (alluvione) ed Abruzzo (terremoto).

Paola Dalli Cani

A breve partirà il progetto: "Anch'io sono Protezione Civile", un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 17 anni. Da follower a influencer...vai oltre!

Presso l'Area PalaMinerbe - Via G. Verdi - Minerbe, dal 2 al 5 Agosto

Vita di Campo - I ragazzi vivranno, mangeranno e dormiranno all’interno del campo sempre seguiti dai Volontari A.N.A. Basso Veronese, toccando con mano le esperienze di una vera emergenza.

Attività di Protezione Civile - Tutti i giorni sono previste attività sul campo, approfondendo i principali rischi (idrogeologico, terremoto, ecc.) e tecniche di intervento di emergenza.

Attività Aggregative - Non mancheranno i momenti ricreativi e di svago rivolti ai ragazzi, organizzati dai nostri Volontari e dall’ AGE MINERBE, sempre con un’attenzione particolare allo spirito di squadra e alla sensibilizzazione al senso civico.

Chi può partecipare: Saranno ammessi al campo ragazzi e ragazze residenti nel Comune di Minerbe. Saranno ammessi i primi 35 ragazzi che presenteranno la domanda di iscrizione.

Come iscriversi: Occorre compilare obbligatoriamente i 3 moduli previsti e consegnarli di persona presso: • Studio Rizzo in orario ufficio
Tel. 0442 640424; • Biblioteca Comunale Sabato 19 e 26 Maggio dalle ore 10:00 alle 12:00. 

Attività organizzate con la direzione ed il supporto della Protezione Civile A.N.A. VR - Squadra Basso Veronese

(ph Gruppo Alpini di Paderno d'Adda)

Sezione di Verona presente in forze oggi 10 Marzo 2018 a Bolzano per la riunione di Protezione Civile del 3° RGPT con Alfonsino Ercole Vice Presidente Nazionale, Luca Brandiele coordinatore sezionale, Andrea Guglielmoni Comunicazioni e Vo.La, Sebastiano Lucchi Formazione e Aurelio La Monica Coordinatore droni 3^Rgpt.

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Chiamati alle 16,20 per un incendio a Capella Fasani, è partita una squadra di 4 volontari. Arrivati sul posto hanno constatato che, grazie all’assenza di vento ed all’umidità, restavano pochi focolai e per fortuna il fuoco si era fermato ai rovi ed al sottobosco non propagandosi ad alberi ad alto fusto. Sembrava che l’intervento dovesse concludersi velocemente, quando hanno scoperto una rotoballa di di fieno che stava bruciando. Una volta aperta completamente, per riuscire a spegnerla completamente, sono stati necessari ben due rifornimenti di acqua fatti presso al cisterna presente in contrada Gobbe. E' stato stimato che l’incendio abbia interessato circa 1000 metri quadri di terreno.

La tematica della Protezione Civile è sempre attuale per il suo ruolo preventivo e per le modalità di intervento operativo multi-disciplinare. Scenari sempre più complessi comportano la necessità di sviluppare professionalità importanti, fondamentali per svolgere un ruolo di supporto a beneficio dei soggetti istituzionali che devono prima effettuare delle scelte e poi adottare importanti ed urgenti decisioni strategiche.

Il mondo del volontariato della Protezione Civile a livello nazionale, con le sue molteplici competenze, rende sempre più ambiziosa ma evoluta la fase della prevenzione e quella della gestione di eventi naturali o antropici. L’eccessiva frammentazione di specialità, però, se non opportunamente coordinata, rischia di degenerare in forme di autogestione distoniche con la realtà degli interventi necessari, alterando i parametri del ciclo della sicurezza che prevede le fasi di analisi, misura e  gestione degli eventi.

Il Sistema della Protezione Civile si attiva all’insorgere di qualunque situazione o evento che comporti o possa comportare a persone, beni, ambiente un grave danno -o pericolo di grave danno- di natura ed estensione tale da dover essere fronteggiato con misure ordinarie o straordinarie. L’attività interessa trasversalmente tutti i settori della vita civile e si concretizza in un insieme di azioni riguardanti gli aspetti conoscitivi di raccolta ed elaborazione delle informazioni, come anche aspetti giuridici, operativi e gestionali. Funzioni esercitate con il massimo livello di coordinamento e di sinergia possibile.

Come è noto ed in estrema sintesi:

Il Sindaco è autorità comunale di protezione civile nel territorio locale e nel suo incarico è supportato da una Struttura Comunale di Protezione Civile che si avvale dello strumento fondamentale del Piano Comunale; struttura che è (e deve essere) attiva sia in fase di normalità (tempo di pace), sia in fase di emergenza (Centro Operativo Comunale) e di post-emergenza.

Il Prefetto è autorità provinciale di Protezione Civile e coordina le fasi di emergenza quando l’evento interessa più territori comunali, o l’evento locale non può essere gestito con le risorse comunali. Assicura comunque sempre un supporto ai Sindaci e condivide con Provincia e Regione le decisioni più rilevanti.

La storia della Protezione Civile in Italia è strettamente legata alle calamità che hanno colpito il nostro Paese. Terremoti ed alluvioni hanno segnato l’evoluzione anche orografica del nostro Paese, contribuendo a creare quella coscienza di protezione civile, di tutela della vita e dell’ambiente che ha portato alla nascita di un sistema in grado di reagire ed agire in caso di emergenza; mettendo in campo azioni di previsione e prevenzione.

Si tratta di uno schema che può essere modulato in ragione delle esigenze della collettività\società. Un Paese come il nostro, democraticamente evoluto e fondato su principi di libertà, di cultura della legalità e della protezione civile, può impiegare questa professionalità diffusa in diversi settori: dalla prevenzione di tipo tecnico-strumentale, alla gestione di eventi emergenziali.

Fenomeni sempre più complessi richiedono soluzioni articolate per la loro gestione. Un fenomeno conoscibile può essere affrontato e gestito riducendo il coefficiente di fallimento solo se l’approccio dedicato sarà di tipo professionale. Non decidere di affrontare un fenomeno, che non possa essere evitato o determinato nei suoi vari aspetti, costringe la società a subirlo.

Per cui è meglio gestire e non subire un evento.

E’ questo uno dei motivi per i quali la Protezione civile da alcuni anni viene attivata anche per la gestione del fenomeno migratorio, con le sue molteplici e complesse implicazioni.

Ancora più di recente, si stanno verificando (purtroppo con sempre maggiore frequenza) eventi atroci, come gli attentati terroristici in diverse città europee.

Più recentemente in ordine temporale, i fatti accaduti in pieno centro a Torino, sebbene non riconducibili direttamente a fenomeni terroristici; anche se proprio quel tipo di paura ha condizionato il precipitare degli accadimenti, hanno ulteriormente indotto il Governo a disciplinare più analiticamente la gestione degli eventi che comportano la prevedibile presenza di un numero significativo di pubblico.

Ancora una volta, viene in soccorso il Sistema di Protezione Civile.

Per gli addetti al settore, come chi appartiene all’ANA sa bene per la sua storica ed invidiabile eccellente organizzazione apprezzata a livello internazionale, le definizioni di safety e security suonano familiari.

Il 7 giugno 2017 il Capo della Polizia ha adottato una specifica disposizione che conferma la centralità e la priorità della prevenzione e della tutela della collettività prevedendo che, in tutti gli eventi pubblici in cui sia attesa un’importante affluenza di pubblico, occorra predisporre una pianificazione, approntando misure di safety. Analizzare quindi, prevedere, programmare e gestire l’evento; anche -e non solo- per prevenire il rischio derivante da situazioni di panico incontrollato, che possano determinare una situazione di grave danno per l’incolumità delle persone.

Viene qui in soccorso proprio la cultura della Protezione Civile, di cui l’ANA è universalmente riconosciuta alfiere, che consente a Sindaco e Prefetto di valutare ed approvare una pianificazione specifica, che tenga conto delle consolidate esperienze di settore, cui vanno aggiunte ulteriori prescrizioni. Tra queste, assicurare un ordinato afflusso\deflusso del pubblico; ripartire il pubblico in quadranti separati (cardo e decumano di romana memoria) per consentire evacuazioni improvvise o accesso dei mezzi di soccorso; stimare la capienza massima dell’area in cui si concentrerà tanta gente; redigere una pianificazione sanitaria adeguata; prevedere forme di avviso ed assistenza al pubblico con personale preparato e formato per questo tipo di eventi.

In buona sostanza, vengono ricordate le regole generali della pianificazione di protezione civile “classica”, adattate ed implementate in relazione alla specifica tipologia di evento. Coinvolgendo direttamente i Sindaci (che dovranno attivare il C.O.C.) ma anche l’Organizzatore dell’evento, chiamato a contribuire sempre più nell’elevare i livelli di safety a tutela del pubblico.

Le pianificazioni vanno poi sottoposte alla valutazione del Prefetto, in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza non solo delle Forze dell’Ordine, ma anche dei Vigili del Fuoco.

La scelta del Governo di coniugare principi generali di safety con quelli tipici della security richiedeva opportunamente di individuare una fase ed un ruolo inequivoco di sintesi istituzionale nella figura del Prefetto. Nel suo duplice ruolo di Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza (Security) e di Protezione Civile (Safety). Rappresentante del Governo sul territorio, responsabile nel cooperare e condividere le soluzioni\scelte più complesse con i Sindaci ed assumere le decisioni a tutela della collettività.

Avendo chiara la priorità per la quale, situazioni di tensione della tenuta dell’ordine pubblico (come, ad esempio, la pressione della gente che vuole accedere all’area delimitata e pre-filtrata) non possono mai anteporsi all’adozione ed al rispetto di quanto pianificato ed autorizzato in termini di safety. Arrivando, nei casi più estremi a consentire al Prefetto di interrompere o vietare l’evento, proprio nei casi in cui le valutazioni di safety rischino di essere seriamente compromesse.

Rimangono invariate, evidentemente, le competenze delle Commissioni provinciali\comunali di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo mentre, nei casi in cui per la tipologia dell’evento non sia prevista tale competenza le valutazioni di idoneità -prendendo a riferimento sempre quei parametri\prescrizioni- saranno valutati in sede di Comitato, allargato alla presenza fondamentale dei Vigili del Fuoco.

La professionalità di ANA, perfettamente nota a chi scrive per aver diretto anche la Protezione Civile nella Prefettura di Belluno per 10 anni, potendo testimoniare di persona l’elevata specializzazione e capacità di intervento immediato, ricongiunge quindi idealmente la logica per cui è nata la protezione civile, rendendone ancora attuale il suo significato, quale espressione di solidarietà, spirito di collaborazione, senso civico e tutela della collettività.

Principi che vivono nello spirito dell’Associazione.

Viva gli Alpini!

Alessandro Tortorella, Viceprefetto-Capo di Gabinetto della Prefettura di Verona

 

Legnago, bomba day

Il 21 aprile sul greto del fiume Adige nel comune di Legnago, a causa di un drastico abbassamento del livello  delle acque, sono state rinvenute due bombe ad alto potenziale della seconda guerra mondiale di circa 450 chili l'una. Si tratta di ordigni americani inesplosi risalenti al massiccio bombardamento del '44 in cui furono sganciate un centinaio di bombe e che aveva come obiettivo il ponte della ferrovia posto sulla linea Treviso-Ostiglia.

Il Comune con il supporto della Protezione Civile, oltre che della Prefettura e della Provincia, ha disposto una maxi evacuazione di circa 10.000 cittadini legnaghesi nella giornata di domenica 17 e lunedì 18 settembre per bonificare la zona.

Impegnati sul campo per il disinnesco degli ordigni bellici gli artificieri dell’VIII Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti Folgore.

Le autorità hanno lavorato a lungo per mettere a punto un piano di evacuazione che si è rivelato efficace e ben organizzato.

Tre le zone di sicurezza interdette a qualsiasi tipo di traffico su gomma e ferroviario. Sono stati istituiti 85 varchi di accesso presidiati dai volontari di Protezione Civile provenienti da tutta la provincia con 250 uomini tra Alpini e associazioni comunali, oltre alle forze dell'ordine messe in campo.

Anche la nostra Protezione Civile A.N.A. della sezione di Verona ha partecipato massicciamente alle operazioni impiegando 130 volontari con una trentina di mezzi e automezzi.

L’ammassamento volontari è stato allestito a San Pietro di Legnago in zona strategica per i collegamenti.

Il Campo base nell’area del parcheggio Ipermercato Tosano è stato allestito e gestito dalla squadra dell'A.N.A. Del Basso Veronese così come il campo base con tende e gazebo per zona segreteria, zona refettorio, posizionamento furgone radio, servizi di logistica e zona di partenza per servizio varchi.

I volontari di 10 squadre della Sezione A.N.A. di Verona hanno presidiato a turno per tutta la durata delle operazioni di disinnesco e brillamento degli ordigni i varchi di accesso alla zona rossa.

Volontari della squadra locale, supportati da alcuni alpini della zona, hanno curato la gestione dei due punti di accoglienza a Terranegra e San Pietro di Legnago dove era allestito anche un punto medico ben attrezzato e gestito assieme ai Volontari della Croce Rossa.

Alle 7:30 della domenica suona la sveglia ed inizia l'evacuazione per i cittadini coinvolti con il loro spostamento in direzione dei centri d'accoglienza, anche se buona parte di loro hanno approfittato della bella giornata per una gita fuori porta.

Ore 8:30 scatta l'ora X: nessuno può più circolare nelle zone rosse e arancio; si attende il “zona libera” per inizio attività e nel frattempo arrivano gli ospiti nei punti di accoglienza.            

Ore 9:15 dal centro di coordinamento di Protezione Civile che ha sede in via Olimpia, viene dato lo stop alle operazioni: una famiglia è rimasta bloccata con l'auto in garage per lo stacco dell'energia elettrica. Recuperati dalle forze dell'ordine, le operazioni proseguono senza ulteriori intoppi.

Intanto nei punti di accoglienza si preparano brandine, coperte e del tè e qui gli ospiti sono assistiti anche da psicologi e boy-scouts che animano la giornata e parlano delle proprie esperienze vissute in altre emergenze, anche se questa non è vera emergenza perché programmata.

Alle 13:45, mentre si termina di pranzare, nell'area di Vigo dove era stata precedentemente individuata la zona di brillamento il primo ordigno viene fatto esplodere. Si decide di proseguire le operazioni ed alle 17:45 gli artificieri fanno brillare anche il secondo ordigno. Si riaprono i varchi e alle 18 viene dato l'avviso di “Operazione Finita”, anticipando di un giorno il termine delle operazioni.

Bellissima esperienza per tutti i volontari impiegati che è stata anche un'occasione di verifica dell’efficienza e dell’organizzazione del nostro nucleo di Protezione Civile.

Un grazie a tutti da parte del capo squadra. Lucio Manara

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