Se si potesse definire in un termine l’anno 2020 appena concluso, sicuramente i vocaboli migliori sarebbero: fermo, bloccato, rinchiuso: ci ha privato della libertà di movimento e delle più piccole possibilità di ritrovo fra amici. Così è stato anche per le Associazioni. La distanza ha fatto da padrona, le sedi sono rimaste chiuse: niente ritrovi, niente momenti insieme. 

In questo scenario dominato dall’emergenza covid, l’unica realtà sociale che ha potuto vivere e che anzi ha assunto un ruolo importante ed essenziale per il bene comune è stata quella dei volontari della Protezione Civile. Donne e uomini che in questo 2020 si sono messi a disposizione per essere di aiuto alla comunità colpita duramente da una pandemia che ha causato perdite umane paragonabili solo a quelle di un conflitto bellico, distruggendo famiglie e soprattutto le certezze e le sicurezze di ciascuno. Eravamo abituati a muoverci, a ritrovarci, a creare unione, a passare tempo quotidianamente assieme, in una parola a fare “aggregazione”: parola ormai proibita.

In questo periodo così triste e tragico la presenza continua dei volontari della Protezione Civile alpina è stata preziosa: essi non solo sono stati d’aiuto per l’emergenza di natura sanitaria, rimettendo in funzione reparti ospedalieri, rendendoli atti a sostenere l’incremento esponenziale dei ricoveri dovuti all’epidemia e garantendo la loro presenza in ogni necessità, ma, con il personale sanitario e le forze dell’ordine, hanno anche saputo portare una parola di conforto, di aiuto e di speranza. 

L’ Unità Operativa di Protezione Civile A.N.A. della Sezione di Verona conta al suo interno 13 squadre e 6 nuclei specialistici, distribuiti su tutto il territorio della provincia, per un totale di 462 volontari. L’unità è inserita nel 3° Raggruppamento composto da tre regioni: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Il 2020 era iniziato in totale normalità. La nostra Unità Operativa di Protezione Civile A.N.A. aveva preparato, come di consueto, il suo piano annuale di attività e di esercitazioni pratico/teoriche, organizzando i servizi a supporto di manifestazioni come ad esempio la “Montefortiana”, la vigilanza delle strade per il passaggio del carnevale; pianificando le attività alpine a livello locale con le sfilate in occasione dei vari tesseramenti, a livello di Raggruppamento e Nazionale, come il Triveneto e l’Adunata Nazionale. Ma improvvisamente in febbraio tutto è stato annullato dall’irrompere dell’epidemia COVID 19. Fin da subito si è capito che questa allerta non era come tutte le altre a cui l’Unità Operativa era addestrata, che si andava verso un “percorso” al buio senza sapere esattamente cosa ci si poteva aspettare.

L’intera Unità Operativa, coordinata da Luca Brandele (coordinatore), Franco Foresti e Silvano Busato (vice coordinatori), ha iniziato una serie di attività emergenziali su tutto il territorio provinciale, partendo dalla riapertura di padiglioni ospedalieri in disuso presso le strutture di Bussolengo, Isola della Scala e Zevio. Un lavoro enorme, svolto con pochissimo tempo a disposizione e soprattutto senza alcun preavviso. In questi casi l’organizzazione è fondamentale, i Volontari hanno lavorato per pulire, verniciare, rimettere in funzione interi reparti a tempo di record, con turni massacranti e impegnativi, dove l’unica retribuzione era la consapevolezza di fare qualcosa di importante per il Paese.

Durante il lockdown le varie squadre ed i nuclei operativi hanno lavorato a stretto contatto con i Comuni convenzionati. Le attività principali sono state: distribuzione di presidi medici individuali; consegna di farmaci e viveri alla popolazione in difficoltà; controlli anti-assembramento presso chiese, cimiteri, mercati e centri medici. Ogni squadra era impegnata su due fronti, sia sul territorio provinciale, sia nel proprio Comune di appartenenza.

L’Unità Operativa ha continuato a operare senza sosta, mantenendo una professionalità altissima, anche nel mese di luglio, quando si è avuto l’avvicendamento negli incarichi di responsabilità, che ha visto Filippo Carlucci come coordinatore, Luca Brandele, Franco Foresti ed Emanuele Zorzi come vice coordinatori. 

Da marzo a settembre questa Unità Operativa ha affrontato, oltre alla pandemia in atto, anche tante emergenze locali, legate ai mutamenti climatici. Le più impegnative sono state: l’alluvione che ha colpito la città di Verona il 23/28 agosto; la tromba d’aria nei comuni di Montecchia di Crosara, Soave e Caldiero il 29/30 agosto; l’evacuazione di una casa di cura per anziani presso Albaredo D’Adige. Oltre alla ricerca di persone disperse ed allagamenti localizzati in vari Comuni.

“Ma la storia non finisce qui: - è il coordinatore Filippo Carlucci a parlare- siamo stati chiamati dal Raggruppamento per dare il nostro supporto nell’allestire l’ospedale da campo presso Schiavonia (PD); riaprire padiglioni ospedalieri presso Noale (VE); dare il nostro contributo in Cadore per l’emergenza neve ed il nostro supporto nella gestione presso l’ospedale da campo di Bergamo.

In tutto questo contesto ogni squadra ha svolto ulteriori specifici impegni: la “Mincio”, ad esempio, si è assunta l’incarico di scaricare e trasportare dall’aeroporto di Villafranca verso varie destinazioni i materiali per l’allestimento di un ospedale da campo, materiali di prevenzione individuale ed il montaggio di tende per il triage presso l’ospedale di Villafranca; la squadra “Medio Adige”, su richiesta della Regione Veneto,ha raccolto cibo, offerto da alcune ditte private e da alcuni agricoltori alpini, necessario al sostentamento degli animali del circo Togni situato nelle vicinanze di Sommacampagna; la squadra “Valpolicella” è dovuta intervenire spesso nei suoi comuni convenzionati per la tutela della popolazione; la squadra “Val d’Alpone” spesso ha dovuto monitorare i corsi d’acqua dell’Alpone o del Tramigna, per evitare esondazioni; la squadra “Verona Città” ha dovuto spesso montare e smontare le paratie a salvaguardia della città; la squadra “Lessinia” è intervenuta a rimuovere frane ed abbattere piante. Avrei tanti esempi da portare per ogni squadra o nucleo, ma ciò che reputo importante è sottolineare la sinergia e la grande collaborazione tra tutte le squadre che ancora oggi ci permette di dare un supporto molto forte per la tutela della popolazione in tutta la Provincia, nel Veneto e in Italia.

Ogni singolo volontaria/o merita la gratitudine da tutti noi per tutto quello che ha fatto e che continua a fare, trascurando giornate lavorative, famiglia e salute propria donandosi anima e corpo verso il prossimo.”

Non dobbiamo dimenticare che oggi la Protezione Civile A.N.A. è formata in gran parte da volontari che non hanno svolto il servizio militare negli Alpini, ma che hanno appreso appieno i valori, che questa grande Associazione ha saputo trasmettere nel tempo. Il ringraziamento prima di tutti è da parte nostra, da parte di quegli alpini che vedono in questi Volontari la continuità di un percorso intrapreso più di 100 anni fa, il senso di appartenenza, del dovere e che sanno trasmettere e condividere il vero valore della vita.

Quando tutto questo periodo sarà finito: quando ritorneremo ad una vita normale, quando potremo passare momenti assieme senza l’obbligo delle mascherine e magari i colori delle regioni saranno solo un brutto ricordo, di una cosa saremo consapevoli, che delle persone con buona volontà, saranno sempre pronte per ogni evenienza ad aiutarci e a rendere la nostra vita migliore. Giampietro Dal Zotto   

Articolo presente sul nostro giornale sezionale "IlMontebaldo" https://www.anaverona.it/.../IlMonte.../IlMontebaldo2021.pdf                

Nel 2003 è stato costituito il Nucleo Rocciatori della Protezione Civile veronese e dal giugno 2020 è guidato dal giovane Simone Martini.

Attualmente il nucleo è formato da 5 volontari operativi abilitati e da 5 osservatori, cioè in formazione e di prossima entrata.

In questi ultimi mesi sono stati chiamati ad eseguire vari interventi, ad esempio il taglio di una pianta secolare su un’abitazione dopo la burrasca a Montecchia di Crosara oppure la messa in sicurezza di camini e gronde nell’emergenza a Belluno, a Danta di Cadore, per le abbondanti nevicate.

Da ultimo la posa di fari provvisori sul Ponte di Bassano per conto della Sovrintendenza, in collaborazione col Nucleo di Bassano e per il quale hanno ricevuto i ringraziamenti da parte del presidente nazionale Favero.

Un’operazione non facile, ma grazie ai continui e costanti allenamenti in ambienti impervi, hanno reso orgogliose la PC e la sezione alpina veronese.

Un ponte al quale tutti gli alpini italiani sono affezionati e ora il Nucleo Rocciatori ha portato spirito e anima veronese. 

“Questo mi rende particolarmente soddisfatto -commenta Martini- in quanto i coordinatori, Carlucci per Verona e Sponga per il Terzo Raggruppamento Alpinistico, ci stanno dando fiducia e per questo mi sento di ringraziarli fortemente. Vorrei ringraziare tutti i volontari del Nucleo, la Squadra Val d’Illasi e Basso Lago per averci prestato i mezzi per far fronte a queste emergenze. Abbiamo molti progetti, anche per dare supporto e assistenza alle nostre squadre. Se qualcuno fosse interessato, noi siamo sempre alla ricerca di volontari”. Lucia Zampieri

Articolo presente sul nostro giornale sezionale "IlMontebaldo" https://www.anaverona.it/.../IlMonte.../IlMontebaldo2021.pdf

La squadra Volo della Protezione Civile dell'A.N.A. Verona è stata arruolata a Cortina nell'ambito dei mondiali 2021. I volontari specializzati sono chiamati a sorvegliare le piste delle gare durante le ore notturne con l’ausilio dei droni che ogni ora, dalle 22 alle 5 del mattino, effettueranno dei voli di controllo. Obiettivo del presidio, tutelare le piste non solo da eventuali atti di vandalismo ma anche dall’incursione di animali che potrebbero danneggiarle mettendo a rischio le sfide del giorno seguente.

I volontari della squadra Volo – a gruppi di 3: pilota, osservatore e assistente – entreranno in servizio domenica e rimarranno sulle piste delle Dolomiti durante la prossima settimana. Il drone che sarà utilizzato per le ricognizioni notturne sopra il comprensorio è un Mavik Pro Enterprice con camera per la visione al buio e termocamera, in grado quindi di captare la presenza di persone e animali anche in situazioni di scarsissima visibilità. L’autonomia di volo del drone è di 25 minuti, la squadra alternerà quattro batterie per far fronte a tutte le missioni richieste.

Nata a Verona nel 2007, prima a livello nazionale, dal 2014 la squadra Volo della Protezione Civile dell’ANA Verona che conta una decina di volontari tra cui anche piloti di aerei e ultraleggeri, si è arricchita degli apparecchi a pilotaggio remoto ovvero i droni utilizzati in vari ambiti. “Nelle zone di emergenza, come alluvioni o crolli, il drone mostra dall’alto la situazione in tempo reale in modo da fornire tutti gli elementi per capire come e con che mezzi intervenire. I droni sono molto utili anche negli smottamenti per effettuare un’operazione di monitoraggio sull’evolversi della situazione. Impostando il piano di volo, la macchina effettua sempre lo stesso giro e gli stessi rilevamenti: dal confronto dei dati, comprendiamo se e come si muove la frana. E ancora, nella ricerca di dispersi”, elenca il caposquadra Tiziano Castegini. L’ultima missione, in ordine di tempo, della squadra Volo con i droni è stata, dall’11 gennaio, tra Garda e Costermano per le frane che si sono verificate nella Valle dei Molini.

Il gruppo in partenza per Cortina, già sottoposto al tampone per il Covid come previsto dal protocollo dei mondiali, è stato salutato questa mattina nella sede delle Penne Nere in via del Pontiere dal presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli, dall’assessore alla Protezione Civile del Comune Marco Padovani e da Filippo Carlucci, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. “Questa squadra, che fa parte della Consulta della Protezione Civile, rende orgogliosa una città intera”, è intervenuto Padovani.

“Siamo così saturi di brutte notizie che è fondamentale dare risalto a ciò che di buono c’è. Ed essere chiamati a contribuire alla buona riuscita di un evento sportivo importante come i mondiali di Cortina, sicuramente lo è: ci riempie di orgoglio”, ha commentato Bertagnoli ricordando che domani le Penne Nere veronesi saranno impegnate tutto il giorno per la raccolta di farmaci organizzata dal Banco Farmaceutico. “Su 150 farmacie che a livello provinciale hanno aderito all’iniziativa, gli alpini ne presidieranno 130”, ricorda Bertagnoli.

La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo dei giorni scorsi.

I volontari della Protezione Civile dell’ANA operativi tra Santo Stefano di Cadore e il Comelico sono circa una ventina. I primi sono partiti già il 2 gennaio. Due giorni dopo, il 4, se ne sono aggiunti altri per un totale di circa 20 volontari tra il personale specializzato in questo tipo di intervento d’urgenza, con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota.

Oltre agli uomini, i mezzi: i volontari partiti martedì dalla sede della Protezione Civile comunale al Quadrante Europa, salutati dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani, hanno portato in loco un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala. “Si tratta, insieme ad altri strumenti, di mezzi indispensabili in questo tipo di interventi urgenti di pulizia e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose”, spiega da Santo Stefano di Cadore Filippo Carlucci, coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. Le abbondanti nevicate non sono l’unica criticità non ancora risolta: il parziale rialzo delle temperature ha portato anche a un alto rischio valanghe. E gli occhi rimangono puntati al cielo che promette ancora neve.

Ieri, intanto, il meteo ha concesso una tregua, “qualche raggio di sole che ci ha permesso di procedere spediti soprattutto con i rocciatori nelle operazioni di pulizia dei tetti pericolanti, sopra cui si è accumulato oltre un metro di neve e che potrebbero cedere da un momento all’altro”, racconta Carlucci. Inoltre, i volontari sono al lavoro anche per liberare le strade ancora impercorribili a causa di ghiaccio e neve. “Ora non risultano più, fortunatamente, persone e abitazioni isolate e irraggiungibili. Ma non è ancora tutto libero, soprattutto tra i percorsi pedonali e gli accessi a edifici anche pubblici, e dunque rimaniamo al lavoro almeno fino a tutta la giornata di oggi”, aggiunge il coordinatore dei volontari per i quali, oltre alla situazione emergenziale, in piena pandemia e in territorio veneto dove il tasso dei nuovi positivi rimane alto, devono far fronte anche alle norme antiCovid. “La soddisfazione, mia e di tutta la Sezione, per questi volontari che si spendono per il prossimo nelle difficoltà date non solo dalla neve e in un periodo già di per sé molto complesso, è massima”, è il plauso del presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.

A differenza di quanto accade solitamente in situazioni e luoghi d’emergenza, i volontari sono tutti alloggiati in stanze singole, si mangia all’aperto a mezzogiorno mentre è garantito il pasto caldo – distanziato o in camera – la sera. “Lavorare con la mascherina, i dispositivi di protezione individuale e secondo normativa non è semplice ma indispensabile. Anche qui, nel pieno dell’emergenza neve, l’emergenza Covid non deve passare in secondo piano”, fa monito Carlucci.

La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo di questi giorni.
I primi volontari sono partiti ieri con due mezzi - un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala - ed altri se ne sono aggiunti in queste ore. Complessivamente, si tratta di 20 volontari con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota. Appena arrivati in loco, a Comelico, nel pomeriggio si sono subito messi al lavoro. Come spiegato anche dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani presenti alla partenza insieme al presidente dell'ANA Luciano Bertagnoli, uomini e mezzi saranno impiegati in interventi urgenti di sgombero neve dai tetti e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose. Una criticità non ancora risolta cui ora si è aggiunto il rischio valanghe.
 
La Protezione Civile dell'ANA Verona è di nuovo in prima linea. Campo d'azione, questa volta, il bellunese duramente colpito dalle intense nevicate e dal maltempo di questi giorni.
I primi volontari sono partiti ieri con due mezzi - un camion con ribaltabile e un bobcat corredato di pala - ed altri se ne sono aggiunti in queste ore. Complessivamente, si tratta di 20 volontari con patentini per operare sulle macchine movimento terra e lavori in quota. Appena arrivati in loco, a Comelico, nel pomeriggio si sono subito messi al lavoro. Come spiegato anche dal sindaco Federico Sboarina e dall'assessore alla Protezione Civile Marco Padovani presenti alla partenza insieme al presidente dell'ANA Luciano Bertagnoli, uomini e mezzi saranno impiegati in interventi urgenti di pulizia e di riapertura delle strade montane ancora bloccate a causa delle ingenti precipitazioni nevose. Una criticità non ancora risolta cui ora si è aggiunto il rischio valanghe.
 

A seguito delle abbondanti nevicate degli ultimi giorni nella provincia di Belluno, i volontari ANA del 3° Raggruppamento sono al lavoro nei territori montani su richiesta delle Prefetture e su attivazione della Regione Veneto.

In particolare nei paesi del Cadore e a Santo Stefano 45 volontari e le squadre alpinistiche stanno provvedendo alla rimozione della neve dai tetti (in alcuni casi ha raggiunto il metro e mezzo), resi pericolanti dal peso e a sgomberare i lati delle carreggiate nelle principali vie di transito. A supporto operano due equipaggi della Sanità Alpina e la squadra Telecomunicazioni.

In Friuli, a Tarvisio, Rigolato e Clout, alcune squadre di volontari della Protezione Civile ANA sono al lavoro dal 3 gennaio per sgomberare la neve da strade e piazze.

fonte: www.ana.it

https://www.ana.it/2021/01/04/emergenza-neve-la-protezione-civile-ana-al-lavoro-nel-bellunese/?fbclid=IwAR3bXCQ1A1sIl-NGF_ovtcuOIldi83KgOiE8LL3Xe1P8FckIIXnLO4Hw7CY

I volontari del 2° Raggruppamento hanno passato l’ultimo giorno del 2020 al lavoro per sostituire la tettoia di protezione delle apparecchiature per la fornitura dell’ossigeno all’Ospedale da Campo ANA in fiera a Bergamo, danneggiata dal peso della neve.

La struttura è stata smantellata dai volontari del Gruppo di Filago che hanno poi proceduto a spalare i cumuli di neve e quindi al montaggio di una nuova tettoia.

I volontari dei vari Raggruppamenti che si alternano settimanalmente nei turni di guardiania, antincendio alto rischio e segreteria presso l’ospedale vengono ospitati a cena, a fine turno, dal gruppo alpini di Comun Nuovo (Sezione di Bergamo), approfittando della mensa che garantisce i criteri di sicurezza previsti dalle norme sanitarie anti-Covid.

Il giorno di Santo Stefano sono rientrati a casa i volontari del 1° e 2° Raggruppamento che hanno prestato servizio durante la settimana di Natale e sono stati avvicendati dai volontari del 4º raggruppamento che hanno così festeggiato il Capodanno in servizio.

fonte: www.ana.it

https://www.ana.it/2021/01/02/la-protezione-civile-al-lavoro-a-natale-e-a-capodanno/?fbclid=IwAR1dfOx6q_GK3J4rfU9ZCvEFQk3qjGnR0Pt4X2KgBYiJwwpN7dqum6icOW8

Nelle foto: I lavori di ripristino della tettoia danneggiata dal peso della neve e alcuni dei volontari delle varie specialità ANA di Protezione civile e Sanità Alpina in servizio durante le festività.

Allestito il sistema di telecomunicazioni presso il COC di Santo Stefano di Cadore per l'intervento emergenza neve.

fonte: https://www.facebook.com/PCANATriveneto

 

Emergenza maltempo

Sono diversi gli interventi in queste ore di Martedì 8 dicembre, che impegnano i nostri volontari di Protezione Civile ANA Verona.
Come l'intervento con cui questa mattina i 12 volontari della PC ANA Valdalpone, tra i quali gli specializzati del Nucleo speleo-alpino-fluviale (Saf), e 4 della squadra Valpantena-Lessinia, hanno liberato da un grosso albero il ponte dell'Alpone lungo la strada regionale 11, a Villanova e l'intervento sulla strada per Romagnano da parte della squadra PC A.N.A. Valpantena Lessinia.

(Fonte:www.ana.it) https://www.ana.it/2020/12/06/conclusa-la-prima-fase-degli-interventi-post-alluvione-in-piemonte/

I volontari di Protezione Civile ANA del 1° Raggruppamento, che comprende le Sezioni di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, hanno appena concluso la prima fase dell’intervento di ripristino a seguito dell’alluvione che ha colpito alcune zone del Piemonte nel mese di ottobre. Un impegno che ha visto coinvolti complessivamente 76 unità ripartite sui diversi scenari operativi in Piemonte, nelle province di Cuneo, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

Gli interventi sono stati effettuati nell’ambito dell’Operazione Luto 2020 (dal latino lutum, che significa fango), realizzata in stretta sinergia con gli alpini in armi del 32° reggimento Genio guastatori di stanza a Fossano, che hanno operato con mezzi pesanti ed attrezzature campali.

I volontari del 1° Raggruppamento sono intervenuti con squadre formate volontari, specializzati nel taglio e nella rimozione degli alberi abbattuti, a Garessio, in provincia di Cuneo, e a Balocco, vicino a Vercelli.

In particolare la Sezione di Cuneo ha contribuito con i suoi vari assetti, che vanno dall’istallazione di una segreteria campale e base di telecomunicazioni a Fossano presso la caserma del 32° Genio guastatori, alla sede operativa della direzione, oltre all’impiego di varie squadre di motoseghisti.

A Garessio, insieme con le Sezioni ANA di Ceva e Mondovì, hanno provveduto alla rimozione del legname accumulatosi nell’alveo del Rio Bianco, affluente del Tanaro, potendo così ripristinare il corretto flusso delle acque e salvaguardando la tenuta degli argini e dell’alveo stesso.

Il cantiere appena concluso di Garessio costituisce il primo intervento, al quale faranno seguito analoghe attività di pulizia straordinaria e di messa in sicurezza di altri corsi d’acqua in diversi Comuni piemontesi, nelle province di Vercelli, Cuneo, Novara e Verbania, coinvolti nell’alluvione autunnale.

Settimana prossima, neve permettendo, il lavoro proseguirà ad Ormea, dove verrà aperto un cantiere per la sistemazione di un parcheggio completamente devastato dalla recente alluvione.

https://www.ana.it/2020/12/06/conclusa-la-prima-fase-degli-interventi-post-alluvione-in-piemonte/

 

C’è un ospedale dismesso da oltre un decennio da ripristinare. La priorità è massima: servono posti letto per i pazienti Covid e servono subito. I volontari della Protezione Civile del 3° Raggruppamento sono di nuovo in prima linea per far fronte a questa seconda ondata di Coronavirus che sta travolgendo le vite di tutti. Teatro di questo primo intervento, a circa mesi circa dagli ultimi terminati per l’ondata della scorsa primavera, l’ospedale di Noale in provincia di Venezia. Il 3° Raggruppamento della Protezione Civile Ana è mobilitato dalla scorsa settimana e fino a domani, giorno in cui è prevista la consegna della struttura rimessa a nuovo e pronta ad ospitare i primi nuovi pazienti.

 

 

C’è un ospedale dismesso da oltre un decennio da ripristinare. La priorità è massima: servono posti letto per i pazienti Covid e servono subito.
I volontari della Protezione Civile dell’A.N.A. Verona sono dunque di nuovo in prima linea per far fronte a questa seconda ondata di Coronavirus che sta travolgendo le vite di tutti.
Teatro di questo primo intervento, a circa mesi circa dagli ultimi terminati per l’ondata della scorsa primavera, l’ospedale di Noale in provincia di Venezia. È di poche ore fa, inoltre, una pre-allerta per un’altra emergenza nazionale: è richiesto l’invio di volontari di P.C. a turnazione settimanale ad Aosta dove, in sinergia con alcuni reparti dell’Esercito Italiano, è necessario impiantare un ospedale da campo.
Intanto, dalla scorsa settimana e fino a domenica 15 novembre, giorno in cui è prevista la consegna della struttura rimessa a nuovo e pronta ad ospitare i primi nuovi pazienti, il Terzo Raggruppamento della Protezione Civile dell’A.N.A. è mobilitato qui.
La sezione veronese è impegnata con più squadre da mercoledì e sul posto conta in tutto una ventina di unità al giorno, salite a 40 tra oggi e domani. Inoltre, ci sono volontari, anche da Vicenza e Treviso.
“La situazione che ci si è prospettata davanti era piuttosto tragica. La struttura, al fianco di un’altra la perfettamente funzionata e ammodernata, è datata e chiusa da almeno dieci anni.
Stiamo ripristinando servizi e strutture, pulendo e allestendo i posti con letti, comodini, sedie.
Il primo piano è già ultimato, altri due li stiamo completando. L’augurio è di riuscire a rendere fruibile entro domani anche il quarto piano”, riassume il coordinatore della Protezione Civile dell’A.N.A. Verona Filippo Carlucci.
La struttura, una volta rimessa in funzione, dovrebbe ospitare una quarantina di pazienti per piano e, a regime, potrà accogliere oltre 150 degenti.
L’intervento più impegnativo riguarda il tetto che deve essere demolito e impermeabilizzato.
Ovviamente a tempo di record. “Stiamo smantellando il tetto terrazzato mattonella per mattonella per poter poi rifare la guaina e garantire la tenuta dalle infiltrazioni d’acqua.
Una squadra è fissa sul tetto, un’altra adibita allo smaltimento del materiale.
Gli altri sono impegnati nelle operazioni di pulizia e manovalanza”, aggiunge Carlucci. La corsa, dunque, ancora una volta è contro il tempo. “E ancora una volta, la nostra Protezione Civile ha risposto prontamente all’appello: dove c’è bisogno, quando c’è bisogno”, riflette il presidente dell’A.N.A. Verona Luciano Bertagnoli.
I volontari di P.C. della sezione veronese sono complessivamente 828. Si tratta di un numero raddoppiato rispetto a prima dell’emergenza Coronavirus.
Le unità effettive di P.C. sono infatti 450 a cui, dallo scorso febbraio, si sono aggiunti 378 volontari pronti a dare una mano.
A Noale, per il ripristino dell’ospedale, sono partiti solo i volontari under 65. La decisione è stata presa dallo stesso presidente Bertagnoli, in accordo con il direttivo e il coordinatore Carlucci. “Pur lavorando seguendo scrupolosamente le norme e indossando i dispositivi previsti, questo è un intervento potenzialmente più a rischio di altri.
La struttura è collegata da un corridoio a un ospedale funzionante in cui ci sono degenti e dove vengono svolti anche tamponi”, spiega Carlucci.
La scelta è quindi quella di agire con prudenza, prevenendo il rischio e seguendo le linee guida pur non obbligate che arrivano sia dal Governo che dall’Istituto Superiore della Sanità.
Gli alpini e i volontari di P.C., tutti, sono mobilitati anche nelle campagne di vaccinazione antinfluenzale, per garantire il distanziamento, e in altri eventi dove possa esserci rischio di assembramento. Sono invece momentaneamente annullate tutte le attività associative dei gruppi, le baite rimangono chiuse e, purtroppo, sono sospesi anche i nuovi tesseramenti e le votazioni per le cariche associative eventualmente in scadenza.
Per chiunque volesse contribuire nelle attività legate a questa emergenza sanitaria può effettuare una donazione effettuando un versamento intestato ad Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona tramite bonifico bancario – IBAN: IT 60 U 05034 11730 0000000 20967 – con causale RACCOLTA FONDI EMERGENZA COVID-19.

L’Associazione Nazionale Alpini conferma tutto il suo impegno e sostegno alla riattivazione come Ospedale Covid dell’Ospedale degli Alpini, realizzato all’interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo; dove, peraltro, col supporto delle penne nere, in questi sette mesi l’operatività a favore della popolazione non si è mai arrestata.

Per contribuire a fronteggiare l’epidemia, l’Ana aveva deciso già a febbraio di schierare a Bergamo il suo Ospedale da Campo, la più grande struttura di questo tipo in Europa. Sono state utilizzate strutture sia dell’Ospedale Maggiore sia dell’Ospedale Leggero. E, proprio grazie al patrimonio di credibilità della nostra Associazione, la risposta della società è stata eccezionale: al richiamo degli Alpini hanno risposto imprenditori, artigiani, commercianti e tantissimi volontari, che in una sola settimana hanno realizzato l’Ospedale.

E da febbraio centinaia di volontari di Sanità Alpina e Protezione Civile Ana hanno operato e continuano ad operare a Bergamo, fornendo anche l’indispensabile supporto logistico per il funzionamento della struttura e gli alloggiamenti del personale.
“L’Associazione Nazionale Alpini – sottolinea il presidente nazionale Sebastiano Favero – conferma così la sua storica volontà e capacità di azione a favore del Paese. L’Ospedale da Campo è una risorsa che le penne nere hanno voluto, con lungimiranza e notevole impegno, proprio per fronteggiare le emergenze; una risorsa, questa, espressa da un’Associazione che ha tratto linfa vitale dal servizio di leva; un servizio allo Stato che, ovviamente con moderni metodi e sinergie, chiediamo con forza di istituire nuovamente”.

“La Sanità alpina ANA – ha dichiarato il suo responsabile Sergio Rizzini – è impegnata nell’emergenza dal 4 febbraio, prima nel controllo degli aeroporti e poi progettando e costruendo l’Ospedale degli Alpini in Fiera a Bergamo; impegno mantenuto in tutti questi mesi fornendo il supporto logistico perché l’ospedale restasse operativo, grazie anche al prezioso aiuto della Protezione Civile Ana e dei volontari Antincendio Ana. Quando a inizio marzo – continua Rizzini – ho proposto di realizzare l’Ospedale degli Alpini in Fiera ho dovuto convincere, visto il contenuto innovativo del progetto, Regione e Dipartimento di PC nazionale, che poi però ci hanno supportato, autorizzando la realizzazione. Dopo la prima ondata abbiamo lottato per far capire a chi voleva dismettere la struttura a ottobre, che era opportuno mantenerla e grazie alla collaborazione di Regione e Prefettura di Bergamo ci siamo riusciti: la ragionevolezza ha prevalso e oggi, purtroppo o per fortuna, il presidio torna ad operare in configurazione Covid, anche se ha continuato ad operare a favore della comunità bergamasca”.

Un'immagine d'archivio di una delle corsie dell'Ospedale da Campo Ana durante le attività dello scorso aprile. (Fonte: www.ana.it)

https://www.ana.it/2020/11/02/lospedale-degli-alpini-a-bergamo-nuovamente-in-prima-linea-per-fronteggiare-lepidemia/

Aiuti all’isola di Lesbo

Il 16 ottobre 2020, pur con il dispiacere di  non poter festeggiare il centenario della nostra Sezione, la U.O. di Protezione Civile ANA Sezione di Verona ha ugualmente impegnato i suoi valorosi ed instancabili volontari in due distinte attività di solidarietà, segno della nostra devozione alla salvaguardia del territorio e della popolazione.

In sintesi, una prima squadra di dieci volontari è stata impiegata presso l’aeroporto di Villafranca per caricare due container di materiale ospedaliero da far confluire presso il magazzino del 3° Raggruppamento a Campiglia dei Berici, su richiesta del Coordinatore dello stesso raggruppamento Andrea Da Broi, mentre una seconda squadra, su richiesta dell’associazione CESAIM odv , nella persona della dott.ssa Luisa Caregaro Guarenti e su richiesta del nostro presidente Luciano BertagnoLI, ha effettuato il caricamento di due autocarri di materiale di prima necessità destinato alla città di Novara per poi raggiungere la città di Lesbo in Grecia.

La U.O. di Protezione Civile ANA della Sezione di Verona, spinta dallo spirito di solidarietà proprio del cuore alpino  e da un forte senso di responsabilità, si è prodigata ugualmente portando a buon fine gli incarichi affidatigli. Con i miei tre vice coordinatori voglio esprimere un caloroso compiacimento verso tutti i volontari di questa fantastica Sezione. Sono orgoglioso di tutti voi.

                                                                                                           Coordinatore P.C. ANA Verona

                                                                                                                         Filippo CARLUCCI

L’aeroporto di Verona Boscomantico ospita, dall’ottobre 2009, la sede operativa della Squadra Volo dell’Unità di Protezione civile della Sezione ANA di Verona.

La Squadra Volo è organizzata in due specialità aeronautiche: una dotata di velivoli leggeri ad ala fissa e l’altra, di più recente introduzione (la prima a livello nazionale) di APR, meglio conosciuti come “DRONI “.

L’organigramma è quello standard con Capo Squadra, Vice Capo Squadra con funzioni anche di responsabile “sicurezza volo”. I volontari sono tutti titolari di licenze aeronautiche, condizione indispensabile per la conduzione degli assetti in dotazione.

La Squadra Volo, per la sua particolare peculiarità,  opera in supporto a tutte le altre squadre ANA, alle strette dipendenze del Coordinatore Sezionale, per operazioni di ricerca, ricognizione, sorveglianza, monitoraggio ambientale, monitoraggio (antincendio, esondazioni, frane ecc), nonché per rilievi fotografici.

È inoltre inserita nell’organico della Consulta Comunale di P.C. del Comune di Verona.

La specialità droni, nata su iniziativa di Verona nel 2014 (cfr. “L’Alpino” novembre 2014) si è sviluppata a livello nazionale e rappresenta un punto di riferimento dell'area territoriale del triveneto di pertinenza del  3’ Raggruppamento.

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Un impegno “esplosivo”

Tra gli interventi  richiesti alla Squadra Volo di Protezione Civile della Sezione di Verona rientra anche una attività poco conosciuta ma alquanto inconsueta e particolare: l’assistenza al personale dell'8° Reggimento Guastatori Paracadutisti "Folgore",  di stanza a Legnago, che provvedono allo scavo per il brillamento di ordignI esplosivI residuatI bellicI, rinvenuti nel territorio veronese.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la nostra Provincia, ed in particolare la città di Verona, furono massicciamente colpiti da bombardamenti terrestri, aerei e teatro di aspri combattimenti che hanno lasciato una triste e pericolosa eredità costituita da migliaia di ordigni inesplosi che, a distanza di decenni, hanno mantenuto intatta la loro letalità.

Parte di questo materiale esplosivo, rinvenuto in occasione di lavori, viene quindi  raccolto e distrutto in una zona all’uopo predisposta sull’ area comunale dell’ aeroporto di Boscomantico. Il personale della  U.O. Protezione Civile comunale e i Volontari della Protezione Civile dell'A.N.A Volo forniscono il supporto logistico contribuendo a garantire la sicurezza e l’accoglienza del personale delle Forze di Polizia, della Sanità Militare e gli artificieri dell’Esercito coinvolte nelle operazioni di “brillamento”.

Ogni anno vengono recuperati decine di ordigni, sia da rinvenimenti casuali che da bonifiche programmate, come è avvenuto all’isola del Trimelone sul Lago di Garda e si registrano anche tre interventi nell’arco di dodici mesi che interessano l’area in questione.  

Continua l’attività dei volontari della Protezione Civile Ana nelle zone colpite dal maltempo.
 
E' salito il numero degli uomini impiegati (264 per 365 giornate/uomo complessive) ma è diversa l’attività svolta, perché nei primi momenti è stato necessario effettuare principalmente interventi di pompaggio dell’acqua e di presidio, mentre ora la maggior parte delle attività sono volte alla rimozione del fango e dei detriti, trascinati dalla furia dell’acqua.
 
La maggior parte dei volontari Ana sono al lavoro in Piemonte, mentre in Liguria operano in particolare in Val Tanaro e nel Genovese per la messa in sicurezza del territorio. In queste due regioni e in Valle d’Aosta rimane alta l’allerta per le prossime ore, in base all’evolversi della situazione meteo.(Fonte:www.ana.it)

Sono 200 i volontari della Protezione Civile Ana del 1° Raggruppamento che stanno intervenendo in queste ore in Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, regioni flagellate dal maltempo.

Le forti piogge cadute sulle zone montane hanno creato frane, smottamenti, con strade interrotte a causa dei fiumi esondati e in alcuni casi ponti crollati, come quello sul Sesia, nei pressi di Gattinara (Vercelli). I fiumi, ingrossatisi in quota, hanno poi riversato grandi quantità d’acqua a valle, provocando danni anche nelle zone di pianura già colpite dal maltempo.

I volontari con la penna nera provengono dalle Sezioni di Imperia, Savona, Genova, Asti, Alessandria, Cuneo, Val Susa, Vercelli, Saluzzo, Pinerolo, Biella, Novara, Valsesiana, Torino e Mondovì. 

In Piemonte sono al lavoro oltre 100 volontari intervenuti principalmente nel Vercellese, nel Cuneese e nel Verbano-Cusio-Ossola. Ricordiamo che ci sono 37 strade chiuse, compresi vari ponti (per un certo periodo è stata chiusa anche l’autostrada A4 Torino-Milano). In Liguria stanno operando attualmente 38 volontari, ma nelle scorse ore sono intervenuti i volontari di tutte e quattro le Sezioni liguri a causa dei danni e degli allagamenti su tutto il territorio regionale. Trentatré volontari in Valle d’Aosta sono invece in preallerta. Finora hanno effettuato l’equivalente di 250 giornate/uomo.  (Fonte:www.ana.it)
 

“Vardirex”, l’esercitazione interforze e interagenzia, giunta alla terza edizione, si è svolta, nel massimo rispetto delle normative tese a limitare la diffusione del contagio da Coronavirus, in Abruzzo ed in particolare nei comuni di Avezzano, Sulmona e Scanno. Si prefiggeva lo scopo di testare la risposta sul campo da parte del Dipartimento di Protezione Civile, delle Forze Armate e degli Enti locali in caso di allertamento per pubbliche calamità, anche di diversa e grave entità.

Presso il polo logistico della Croce Rossa Italiana di Avezzano (AQ) l’Associazione Nazionale Alpini ha provveduto ad allestire un campo base con relativo assetto sanitario della Sanità Alpina per la gestione ed il coordinamento delle attività di soccorso e ripristino delle normalità a seguito di eventi calamitosi simulati, in particolare, nella Marsica ed in alcune zone insistenti le aree dei Parchi Nazionali d’Abruzzo e della Majella.

Durante i tre giorni d’esercitazione sono state simulate situazioni emergenziali complesse dovute a scosse sismiche, condizioni meteo particolarmente avverse, alluvioni, smottamenti e frane che hanno richiesto l’intervento immediato dei soccorsi giunti sia via terra che via aerea grazie al simultaneo impegno dei soccorritori dell’Esercito, della Marina Militare, della Aeronautica Militare e dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (Sanità e volontari del 4° Raggruppamento).

L’Esercito ha schierato assetti specialistici e numerosi mezzi e materiali tecnici provenienti principalmente dalle Truppe Alpine che nelle diverse simulazioni ha impegnato circa 150 specialisti con competenze nei relativi campi di intervento; in particolare, i piloti e gli elicotteri dell’AVES (Aviazione Esercito) hanno garantito i collegamenti nella terza dimensione a tutto vantaggio della rapidità nei soccorsi, gli uomini del battaglione multifunzionale “Vicenza” del 9° reggimento alpini de L’Aquila hanno lavorato al ripristino delle strutture essenziali, ma anche alla tutela di strutture ed animali insistenti nel Parco nazionale d’Abruzzo (recupero congiunto di un mammifero altrimenti destinato a perire e tutela della particolare ambiente naturale), le Squadre Soccorso Alpino Militare hanno portato a termine operazioni complesse di primo soccorso ed evacuazione di feriti; nello specifico grazie ad una particolare collaborazione fra Sanità Alpina ANA e la società Telespazio a Scanno è stato schierato un posto medico avanzato con possibilità di trattare pazienti con l’ausilio della telemedicina.

Particolari mezzi speciali si sono esercitati nel lago di Scanno per consentire, nel massimo rispetto delle norme ambientali, il recupero di personale rimasto isolato. La sinergia fra operatori radio della ANA ed i trasmettitori alpini ha garantito a tutti gli attori della simulazione la possibilità di comunicare anche in condizioni estreme causa la compartimentazione del territorio montano.

Il tutto è stato perfettamente coordinato con le componenti del sistema di gestione e risoluzione della crisi emergenziale (Dipartimento della Protezione Civile, Protezione Civile Regionale, Prefetture e Comuni interessati), a cui si sono aggiunte le realtà universitarie abruzzesi che nelle fasi preparatorie dell’esercitazione hanno contribuito con studi specifici alla conoscenza morfologica dell’area di esercitazione.

La Marina Militare ha impiegato un elicottero SH 101A a supporto delle operazioni di soccorso e recupero. L’Aeronautica Militare ha rischierato, presso l’Aeroporto “Giuliana Tamburro”, un elicottero HH139A che ha partecipato a missioni di ricerca e soccorso ed antincendio boschivo; un velivolo C27J con i compiti di trasportare in zona il personale ed il materiali dell’Ospedale da Campo dell’ANA e di simulare missioni di evacuazioni per cause mediche (MEDEVAC); inoltre sono stati impiegati gli assetti necessari per garantire il controllo dello spazio aereo e la gestione dell’aeroporto stesso. Importante è stato il supporto del velivolo AMX che ha effettuato ricognizioni fotografiche ad alta risoluzione delle zone maggiormente interessate dagli eventi simulati.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha avuto modo di incontrare e salutare tutti gli uomini e le donne che sono stati impegnati, negli ultimi giorni, in questa complessa esercitazione. “Ci si addestra a operare insieme”, ha detto il Generale Farina, “per essere capaci a intervenire laddove insorgono le emergenze e prontamente. Questo è avvenuto in varie circostanze anche in questa terra, l’Abruzzo, dove quest’estate ci sono stati numerosi interventi antincendio. L’Esercito c’è sempre e si prepara di più insieme all’Associazione Nazionale Alpini, alla Protezione Civile e alle altre Forze Armate per servire lo Stato e per rispondere alle esi-genze dei cittadini in emergenza”.

Come ha sottolineato il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto che unitamente al Presidente Ana Sebastiano Favero ha siglato un accordo di collaborazione tra l’Associazione Nazionale Alpini e le Truppe Alpine (accordo teso a definire nel dettaglio quanto già finora messo in campo): “Le Forze Armate, in questa circostanza con le Truppe Alpine dell’Esercito e le strutture operative dell’Aereonautica Militare ed della Marina Militare, sono pienamente coinvolte in programmi e sperimentazioni che hanno come obiettivo il raggiungimento di una maggiore capacità d’intervento in sinergia con tutte le altre organizzazioni che si occupano di previsioni e soccorso”, quello che in sostanza rappresenta uno degli scopi principali della “Vardirex 2020”. (Fonte:www.ana.it)

I volontari Ana e il personale delle Truppe Alpine impegnati nell’esercitazione “Vardirex 2020” hanno ricevuto la visita del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito gen. Salvatore Farina, del comandante delle Truppe Alpine gen. Claudio Berto, del Presidente Ana Sebastiano Favero e di altre autorità.

A Scanno (L’Aquila) hanno assistito ad una dimostrazione di intervento di telemedicina, effettuato in collaborazione tra la Sanità Alpina-Ospedale da Campo Ana e Telespazio e hanno visitato la Sala Operativa Vardirex per saggiare l’operatività del sistema di Comando e Controllo dell’esercitazione. Raggiunti dal Capo Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, hanno anche potuto vedere all’opera i soccorritori durante un evento alluvionale, attività approntata sul lago di Scanno.

Ricordiamo che a “Vardirex” sono impiegati il personale delle Truppe Alpine e i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini. L’esercitazione si prefigge lo scopo di ottimizzare il loro apporto in attività emergenziali, di competenza della Protezione Civile in caso di allertamento per pubbliche calamità.

Approfondimenti: Vardirex 2020: Truppe Alpine e Protezione Civile Ana in esercitazione in Abruzzo


(Fonte:www.ana.it)

Il  24 settembre 2020, su attivazione della Provincia, siamo intervenuti presso una casa di cura nel comune di Albaredo d’Adige, dove l’intera struttura è andata distrutta a causa di un incendio originato da cause ancora da accertare.

Dopo circa 45 minuti le nostre squadre munite di pulmini, in sinergia con Croce Rossa e squadre della provincia, hanno iniziato a trasportare 83 anziani, temporaneamente trasferiti presso il centro sportivo, verso l’ospedale Chiarenzi di Zevio.

Sono stati momenti concitati: cercare di trasportare gli anziani senza suscitare in loro paure, mantenere la calma tra i parenti intervenuti che non in modo volontario accalcavano strade e vie di accesso al palasport.

Le nostre squadre hanno tempestivamente risposto al mio messaggio di allerta inviando mezzi e uomini riuscendo a trasportare tutti in circa due ore.

Presso l’ospedale ci si è resi conto che occorrevano 13 letti attrezzati per particolari terapie degli ospiti, quindi con forza e coraggio, sotto un imminente temporale abbiamo raggiunto nuovamente Albaredo e prelevato i letti.

Verso le 20:00 finalmente ogni anziano ha potuto riposare nel proprio letto e per noi è stata una esperienza favolosa cercare di non mettere in disagio psicologico questi dolci nonnini.

Ringrazio tanto chi è intervenuto: anche questo è amore per il prossimo.

Sono orgoglioso di tutti voi

                                                                                                               Coordinatore P.C. ANA Verona

                                                                                                                            Filippo CARLUCCI

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