Martedì, 17 Marzo 2020 10:31

Raccolta fondi emergenza Coronavirus

EMERGENZA CORONAVIRUS - COVID-19
 
In occasione di questa emergenza dettata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e ormai tutto il mondo, la SEZIONE ALPINI DI VERONA oltre ai canali consueti di raccolta fondi da destinare poi ad un progetto che verrà successivamente condiviso e deciso dal Consiglio Sezionale Provinciale, ha scelto di attivare una CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI anche attraverso una piattaforma online creata appositamente per aiutare e raccogliere fondi.
 
Attraverso il nostro IBAN IT16 V084 1677 4800 0000 0300 204  BIC: ICRAITRRBK0 - Causale SOSTEGNO EMERGENZA CORONAVIRUS - ANA VERONA
 
Inoltre, grazie al potere dei social network e di internet, nasce il CROWDFUNDING che offre la possibilità e l'opportunità di raccogliere fondi per i propri obiettivi e per aiutare gli altri a superare questa difficoltà.
 
Abbiamo quindi attivato in aggiunta, anche una campagna sul sito GoFundMe, che è il sito numero 1 al mondo e la piattaforma più affidabile per raccogliere fondi online gratuitamente.
 
Ti invitiamo quindi a divulgare attraverso i TUOI SOCIAL questi dati e questo link inform

Per qualsiasi informazione la Segreteria resta a disposizione per ulteriori chiarimenti.
#iorestoacasa  #andratuttobene
 
 

PELLEGRINAGGIO SEZIONALE CONCA DEI PARPARI

28 LUGLIO 2019

36^ FESTA DEL TRICOLORE

 

PROGRAMMA

Ore 10.00 Ammassamento nel piazzale davanti alla Chiesetta;

Ore 10.30 Santa Messa celebrata davanti alla Chiesetta dal CAPPELLANO SEZIONALE DON RINO MASSELLA.

Ore 11.30 Sfilata dalla Chiesetta al Monumento unitamente all’Associazione Nazionale Carabinieri di Verona per la commemorazione ai Caduti e deposizione della corona di alloro; durante la manifestazione si esibirà il Corpo Bandistico di Illasi e la “Schola Cantorum con Coro La Stele” di Roverè.

Ore 12.30 Rancio Alpino alla “Tensostruttura Alpini” nell’area Camper.

Ore 15.00 Corsa podistica non competitiva organizzata dallo SCI CLUB Roverè in collaborazione con A.V.I.S. e GRUPPI ALPINI del Comune. Iscrizioni ed informazioni presso il Palazzetto dello Sport oppure al n. 347/4660332.

Ore 17.00 Premiazioni presso il Palazzetto dello Sport.

N.B.: L’ORGANIZZAZIONE DECLINA OGNI RESPONSABILITA’

Il Gruppo Alpini Marano di Valpolicella ed il Coro della Brigata Alpina Tridentina, hanno il piacere di invitarvi al 40° anniversario di fondazione del coro della Brigata Alpina Tridentina.

Il grande legame di amicizia che unisce il Coro e il Gruppo, permette l'unione di intenti nel segno dei valori alpini di fratellanza, solidarietà e senso di Patria.

I due eventi principali della anniversario saranno:

- il concerto di sabato 26 ottobre 2019 alle ore 20.00

- la Santa Messa di domenica 27 ottobre 2019 alle ore 11.00

Entrambi gli appuntamenti si terranno presso la Chiesa Parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo di Marano di Valpolicella.

L’improvvisa scomparsa di Pompeo Scalorbi aveva lasciato l’intera Sezione di Verona in uno stato di completa costernazione. La guerra in corso, con tutte le difficoltà che cominciavano a riflettersi a livello sociale, suggerivano il bisogno di trovare al più presto una guida sicura ed affidabile. Venne eletto alla quinta presidenza il Prof. Dr. Carlo Secco, già Capitano di Artiglieria da Montagna e Vice Presidente sezionale con Pompeo Scalorbi. L’ufficiale alpino Carlo Secco, laureato in medicina, divenne in seguito uno dei più noti e stimati medici dell’Ospedale di Borgo Trento fin dalla sua inaugurazione, datata 13 settembre1942; proprio in quel periodo tra l’altro, si era fatto il nome del compianto Pompeo Scalorbi tra i possibili collaboratori per la presidenza al neonato ospedale veronese: a tale livello di importanza era assurta nel panorama scaligero la classe dirigente della Sezione Alpini di Verona. Carlo Secco, nel settore professionale, ricoprì a lungo il primariato del Secondo Dipartimento di Medicina, e per la sua elevata competenza venne apprezzato e stimato sia in ambito locale che a livello nazionale, diventando un maestro per intere generazioni di medici, era inevitabile quindi, che gli impegni professionali dai quali era gravato, non gli consentissero di guidare adeguatamente la Sezione veronese in un periodo così delicato, lasciando l’incarico nei primi mesi del 1943. Gli succedette alla sesta presidenza il Ten. Col. Babila Falzi,  già “roccioso” ufficiale del 6° Alpini durante la Grande Guerra. La sua non fu una presidenza facile, tutti i problemi nazionali esplosero nel tormentato periodo in cui resse le redini della Sezione, dal 1943 al 1945. Ci voleva una buona dose di coraggio e sangue freddo in quel momento, che, solo chi era stato temprato ai pericoli della vita di trincea poteva avere. Coadiuvato da pochi irriducibili, continuò le opere assistenziali, sia morali che materiali, dei suoi predecessori rivolte agli alpini che transitavano alla Stazione di Porta Nuova per i vari fronti. Mantenne i contatti epistolari con i numerosi giovani ed i richiamati che si trovavano sotto le armi con le loro famiglie; poi, con l’8 settembre 1943, l’Italia divisa, la guerra in casa e lo sbandamento generale, cercò di salvare quello che poteva: la sede con quanto vi era contenuto. A lui si deve il grande merito di aver tenuto in piedi la Sezione, seppur nominalmente, mantenendo le basi per la sua rinascita a guerra finita. Cessate le ostilità, tornata la pace, in un paese da ricostruire sia materialmente che moralmente, i pochi soci rimasti ricominciarono a tessere le fila della Sezione attraverso gli amici ed i giovani che pian piano ritornavano a “baita” dai diversi fronti in cui erano sparsi. Nel periodo che va dal 1945 al 1946, la Sezione venne retta da un Commissario, il Capitano Mario Massi, il quale ebbe l’onere di transitare la Sezione attraverso un momento delicato di stabilizzazione del paese, con ancora numerosi conflitti interni; periodo in cui bastava esporre un tricolore per essere tacciati di far parte di una fazione piuttosto che di un’altra. Poco si sa della sua figura, nell’agosto del 1952, in occasione dell’inaugurazione del nuovo acquedotto di Caprino Veronese, troviamo il Capitano cav. Mario Massi alla direzione della “Eternit” Verona. In tale occasione, aveva offerto una donazione di Lire 10.000 al Gruppo Alpini di Caprino, per cui, possiamo supporre che una volta assolto al suo compito, sia rimasto in ambito alpino come collaboratore attivo. Nel 1946, venne finalmente eletto alla settima presidenza il Ten. Col. Rag. Paolo Benciolini, anch’egli valoroso combattente  della Grande Guerra con all’attivo due medaglie d’argento al Valor Militare. Aspirante Ufficiale nel 7° Alpini, Battaglione Belluno, la prima delle medaglie gli venne conferita per l’azione dell’11 luglio 1916 sulle Tofane, dove si trovò suo malgrado, coinvolto nell’azione austro-ungarica in cui vennero fatte saltare le difese italiane con una mina di ben 35 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale con la seguente motivazione: Sprezzante della morte quasi certa alla quale andava incontro per lo spargimento di gas e la caduta di pietre provocata dallo scoppio di una potente mina, accorse al preciso momento sul luogo fissatogli. Pur venendo sostituiti gli alpini della sua posizione, egli volle rimanere al posto di combattimento, finché fu nostra la vittoria. Con Paolo Benciolini, la Sezione riprese lentamente a rivivere, alimentata dall’ apporto dei giovani reduci del secondo, devastante conflitto da poco terminato, complice la loro volontà di ritrovare punti di riferimento comuni, nonché di ricordare gli amici ed i commilitoni tragicamente caduti in una guerra perduta, che aveva profondamente diviso e lacerato l’animo di ogni singolo italiano.

Luca Zanotti

Fonti:

-Ministero della Guerra – Bollettino ufficiale – Dispensa n° 50 – 10 giugno 1916.

-“L’Arena” -  mercoledì 23 settembre 1942.

-“Il Montebaldo” - anno 1, n°3, settembre 1952.

-“Il Montebaldo” – anno 3, n°2, febbraio 1954.

-Augusto Governo (a cura di ) “Verona terra di alpini” – 63^ adunata nazionale – 70° anniversario della Sezione – Ristrutturazione “Casa del capitanio”, Verona,  1990.

-A.A.V.V.,“Agli Alpini”, Edizioni di “Vita veronese”, anno XVII - aprile-maggio 1964.

-Mario Ceola, “La guerra sotterranea attraverso i secoli”, Museo storico italiano della guerra – Rovereto, 1939.

-Tito Nicolis, Piero Ambrosini (a cura di ), “Penne nere veronesi 1878 – 1980”, Verona, 1981.

-www.frontedolomitico.it/Uomini/protagonisti/BencioliniPaolo.

-www.sanmartinoba.it/p_SeccoCarlo

Il Gruppo Alpini di Bussolengo organizza la 49a Edizione della “Corsa Campestre Alpina” denominata “Coppa Città di Bussolengo” e “Trofeo Gruppo Alpini Bussolengo” patrocinata dal Gruppo Sportivo Alpini.

La gara è individuale ed è riservata ad Alpini iscritti alle Sezioni A.N.A. in regola con il tesseramento 2019 ed Amici degli Alpini.

 

  •  I partecipanti alla gara Alpini saranno suddivisi nelle seguenti categorie:

                1a cat. - Nati nel 1969 e successivi -    percorso lungo

                2a cat. - Nati dal 1959 al 1968 -            percorso lungo

                3a cat. - Nati dal 1949 al 1958 -            percorso corto

                4a cat. - Nati dal 1948 e precedenti -    percorso corto

 

  •  I partecipanti alla gara Amici e Simpatizzanti disputeranno la corsa con categoria UNICA con percorso lungo.
  •  Le partecipanti alla gara femminile disputeranno la corsa con categoria UNICA con percorso corto.

 

I percorsi saranno: quello lungo di km 11,600 e il corto di km 7,000.

 

La partenza alle ore 8.30 sarà data in linea per tutte le categorie da via S. Maria (di fronte alla Sede Alpini).

 

Le iscrizioni:

  •  per i gruppi: entro le ore 16 del 28/09/2019 inviando una e-mail a bussolengo.verona @ ana.it
  •  per tutti: entro le ore 16 del 28/09/2019 direttamente presso la sede Alpini Bussolengo - 348 0025525 - 348 7435858

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, a partire da oggi, il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 (le 17 in inverno), il monumento che custodisce le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra sarà visitabile a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria e conoscere la storia e le storie legate alla vita e alla morte di migliaia di giovani soldati, non solo veronesi.

L’apertura è resa possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato tra il Commissariato generale per le onoranze ai caduti e l’ANA nazionale.

“Questo nuovo impegno ci riempie di orgoglio. Il sacrario militare di Verona è un luogo che merita di essere riscoperto. Dagli studenti e dalle scolaresche che studiano questo periodo storico ma non solo. Il nostro obiettivo è far conoscere a tutti il sacrificio dei nostri soldati e commemorarli. Dopo tanti anni, finalmente, iniziamo con l’apertura continuativa del sito: per ora è fissata a due giorni al mese ma a seconda delle richieste valuteremo come e quando implementare l’offerta”, spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli presentando l’iniziativa.

“Ministero della Difesa e Commissariato generale per le onoranze ai caduti, Comune e partecipate, Associazione nazionale alpini  hanno operato in sinergia per valorizzare questo luogo sacro e i nostri caduti, per fare memoria e tenere aperto un monumento che altrimenti sarebbe accessibile solo a seguito di specifiche richieste”, plaude il tenente colonnello  Giuseppe Margoni del Commissariato generale per le onoranze ai caduti. Luoghi di raccoglimento e commemorazione, i cimiteri e sacrari militari in Italia sono circa 1.400, complessivamente 1.700 in tutto il mondo. E si tratta di spazi che ancora oggi, a distanza di decenni, ancora accolgono nuove spoglie che riemergono dai terreni di battaglia. Da inizio anno, solo sull’altopiano di Asiago, a fronte di lavori o anche di semplici escursioni, la terra ha restituito i resti di sei soldati della Grande Guerra. “È nostro compito prenderli in carico, fare rientrare le salme che ancora emergono all’estero, in Russia ma non solo. E dare loro degna sepoltura con gli onori militari”, spiega Margoni.

Gli alpini volontari dell’ANA Verona si alterneranno al Sacrario Militare anche per custodirlo e curarne la manutenzione ordinaria e saranno presenti con materiale informativo durante l'apertura. Il centro studi dell’ANA Verona, presieduto da Giorgio Sartori, è da anni in prima linea nella riscoperta dell’immenso patrimonio storico e umano che il sito rappresenta. Grazie a queste ricerche, “oggi di quei nomi e cognomi incisi sulle lapidi conosciamo anche paternità, luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, luogo e data di morte di quei soldati. Il censimento ha certificato come la prima causa di morte non sia stata la battaglia in sé, quanto le epidemie dovute a condizioni di vita estreme. L'87% delle circa 4mila vittime ricordate al Sacrario Militare, sono infatti decedute a causa di malattie nei vari ospedali e ospedaletti da campo allestiti tra città e provincia”, ricorda Sartori.

1^ CORSA PODISTICA ALPINA

Memorial “Ivo Squaranti”

Il gruppo alpini di Grezzana, con il patrocinio del Comune di Grezzana e la collaborazione della Pro Loco di Grezzana, organizza la 1° gara podistica alpina il 1 SETTEMBRE 2019 con il seguente programma:

Ore 7: ritrovo in Piazza R. Gozzi a Grezzana e iscrizioni

Ore 8.30: cerimonia di apertura con alzabandiera

Ore 9: partenza della gara da piazza C. Ederle

Ore 11: premiazioni degli alpini in gara e a seguire rancio alpino.

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
I più avevano 18 - 20 anni appena. Zaino in spalla, un penna nera sul cappello, sono partiti per difendere i confini della Patria sull’altopiano di Asiago. E lì sono rimasti. Le vittime veronesi della tragica battaglia dell’Ortigara furono circa 250. Per ricordare e commemorare queste e le molte altre vite spezzate su quella cima, le Penne Nere torneranno in massa sull’altopiano domenica, in occasione del pellegrinaggio nazionale organizzato dall’ANA Verona in collaborazione con le sezioni di Marostica e Asiago. La sezione veronese anche quest'anno ci sarà con la presenza di tutti i suoi 200 gagliardetti a testimoniare in questo modo, il senso di riconoscenza e di memoria che ogni nostro gruppo della provincia di Verona e Mantova ha con quei luoghi. Una quindicina di pullman da città e provincia si sono già accreditati per raggiungere piazzale Lozze, sull’altopiano, e molti altri raggiungeranno i luoghi del pellegrinaggio in auto e camper partendo già domani, per un totale di circa tremila persone attese dall'area scaligera. «Quello che abbiamo con l’Ortigara è un cordone ombelicale che non vogliamo e non possiamo recidere: tanti ricordi, molti tragici, ci legano a queste cime. Abbiamo un debito ancora da saldare coi nostri ragazzi – avevano vent’anni, potrebbero essere i nostri figli – che sono rimasti lassù, sepolti per oltre un secolo: non dobbiamo dimenticare mai», commenta il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli.



 Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Sono i numeri a dare la dimensione della tragedia dell’Ortigara: su quella cima persero la vita qualcosa come 2.865 persone tra militari e ufficiali dell'esercito italiano e 992 dell'esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena 20 giorni di battaglia, tra il 10 e il 29 giugno del 1917, oltre cent’anni fa. Tra questi, anche i giovani e giovanissimi alpini veronesi. Molti di questi sono stati censiti con precisione grazie al lavoro di ricerca del Centro Studi della sezione scaligera. Uno studio che si è concluso due anni fa, nel centenario della tragica battaglia. E che nel pellegrinaggio del ’17, le Penne Nere veronesi hanno voluto commemorare creando il Giardino della Memoria, a pochi passi dalla chiesetta delle Lozze, dove hanno deposto dei mucchietti di terra prelevata dai Comuni da cui cent’anni prima erano partiti quei ragazzi.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Il pellegrinaggio nazionale prende il via già sabato (13 luglio) alle 15 con l’Ammassamento nel piazzale dello Stadio del Ghiaccio e nell’adiacente Parco Millepini. Alle 15.30 la Resa degli onori al Labaro dell’Ana, l’alzabandiera e, a seguire, la partenza dello sfilamento in direzione del Sacrario Militare dove verrà deposta una corona.


 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Domenica (14 luglio) il Labaro, seguito dai vessilli sezionali, partirà verso il Monte Ortigara alle 7 da piazza II Risorgimento. L’inizio della cerimonia alla Colonna Mozza a oltre duemila metri d’altitudine è fissato per le 9.45. A seguire, la messa sarà concelebrata dal cappellano degli alpini veronesi don Rino Massella e da Padre Milan Pregelj. Terminata la funzione religiosa sarà deposta una corona d’alloro sul cippo austroungarico.

 

Sono tremila gli alpini veronesi attesi sui luoghi della battaglia dell'Ortigara
Per quanti non possono salire in quota fino ai cippi, alle 11 alla chiesetta del Monte Lozze, sarà celebrata una messa, musicata dal Coro Valbronzale di Ospedaletto Valsugana, Trento. Ultimo appuntamento del pellegrinaggio, ma tra i più sentiti, la cerimonia di deposizione delle reliquie di Beato don Carlo Gnocchi, alle 12.30, sempre nella chiesetta, “a benedizione perenne dei caduti dell’Ortigara: cappellano degli alpini, presente nella ritirata di Russia nella guerra del ’45 e autore di “Cristo con gli alpini” è una figura a noi tutti molto cara”, precisa Bertagnoli.


 

Il tradizionale pellegrinaggio alla chiesetta di Costabella, sul Baldo, quest'anno per gli alpini veronesi ha avuto un significato precedente, dopo la tempesta dello scorso ottobre, che l'ha scoperchiata e semidistrutta.

Ieri il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli ha spiegato: «Il progetto di ricostruzione è pronto. Fra una decina di giorni verrà presentato al consiglio degli alpini e immediatamente dopo ai sindaci e agli enti competenti. L’auspicio è di iniziare i lavori già in autunno, almeno per quanto riguarda le opere esterne e il ripristino del terreno adiacente la chiesetta».

Centinaia le persone presenti e trenta i gagliardetti di altrettanti gruppi alpini che hanno sfilato a Costabella. Domenica prossima pellegrinaggio all'Ortigara, sull'altopiano di Asiago; un appuntamento nazionale che Verona organizza insieme alle sezioni  Ana di Asiago e Marostica.

Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

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