Cinquemila mattoni di sabbia per il muro anti-inquinamento

Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

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