Ospedale da Campo dell’ANA per la protezione civile, gloria alpina, eccellenza italiana

L’Ospedale da Campo dell’Associazione Nazionale Alpini, con i suoi operatori del Gruppo di Intervento Medico Chirurgico (GIMC), è oggi la più importante struttura sanitaria campale dell’Italia e tra le primissime in Europa. Fiore all’occhiello dell’A.N.A. ma anche dell’intero Sistema Nazionale di Protezione Civile in ambito sanitario, ha guadagnato sul campo numerose benemerenze nazionali ed internazionali; la sua impegnativa attività, oltre alle emergenze nazionali ed internazionali e all’assistenza ai grandi eventi, spazia dalle opere di prevenzione sul territorio alle attività esercitative, dalle attività di studio, pubblicazioni, didattiche e promozionali alle attività di supporto e vicarianti a enti ospedalieri nazionali.

L’idea nasce nel 1976, sul campo nel terremoto del Friuli, quando un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, opera sin dalle prime ore dalla catastrofe nel territorio devastato.

Non esiste una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze di una grande calamità, vi è quella socio-assistenziale, che solo in piccola parte può vicariare la prima. Non esiste d’altro canto un “sistema” di protezione civile nazionale, che proprio da quegli eventi muove i primi passi, grazie alle intuizioni e capacità di colui che a buona ragione viene definito il “padre” della protezione civile nazionale, l’onorevole Zamberletti.

Negli anni successivi, piccoli gruppi ed a titolo personale, convinti fautori di un insieme operativo finalizzato a interventi sanitari in emergenza, partecipano ai soccorsi in nuovi eventi calamitosi, in particolare in Irpinia. Ed è al Ministro Zamberletti che il Presidente Leonardo Caprioli lancia l’idea di una struttura sanitaria campale da mettersi in cantiere da parte della Associazione Nazionale Alpini, che proprio nel Friuli aveva dato un’esemplare dimostrazione di efficienza e di abnegazione. “L’idea” viene affidata proprio a quei medici che, operatori partecipi del dramma e dell’impotenza ad affrontare eventi di quelle dimensioni, si mettono al lavoro. Primo tra tutti, colui che diventerà Direttore storico dell’Ospedale da Campo, il Dott. Pantaleo Lucio Losapio.

Riunioni, programmi, progetti. Nel frattempo si aggiunge al binomio Caprioli-Zamberletti il nome del generale Luigi Federici, così si apre la strada alla realizzazione di quella che sarà la tanto sognata e tenacemente perseguita organizzazione sanitaria campale.

I primi fondi messi a disposizione dalla Associazione Nazionale Alpini, i primi contributi dello Stato e nel 1986 in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo, vengono presentate le prime grandi unità dell’Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini per la Protezione Civile.

Nel 1987 il “battesimo”, con l’impiego di unità mobili e di équipe nelle alluvioni della Valle Brembana in provincia di Bergamo e della Valtellina.Ultimato e presentato a Milano nell’Aprile 1988 alla presenza del Ministro per la Protezione Civile Onorevole Vito Lattanzio, verificatosi il terremoto d’Armenia nel Dicembre dello stesso anno, una delle più grandi catastrofi dello scorso secolo con oltre 25.000 morti e 30.000 feriti, l’Ospedale da Campo viene inviato nel Caucaso dal Governo Italiano nell’ambito del “Villaggio Italia” e porta a termine nell’Agosto del 1989 una complessa e gravosa operazione che lo porta alla ribalta internazionale.

Solo nei primi 3 mesi il numero di pazienti trattati è stato di 11.855 con 6.329 accertamenti diagnostici.L’intervento dell’Italia in Armenia, con un imponente complesso di iniziative è stato realmente di valore storico, considerando anche che è avvenuto nell’ex Unione Sovietica.Il risultato, oltre che umanitario e di solidarietà è stato quello di manifestare una amichevole apertura dell’occidente a un mondo che di lì a poco sarebbe profondamente mutato con il crollo del muro di Berlino e l’abbandono del totalitarismo sovietico.

Nel Dicembre 1991 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga decreta il conferimento all’A.N.A. della Medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi di protezione civile dell’A.N.A. in Valle Brembana e Valtellina e dell’Ospedale da Campo in Armenia.La storia che si scriverà nei successivi 25 anni sarà segnata da importanti interventi umanitari in Italia e non solo, all’insegna della solidarietà alpina e del proprio motto “Hoc opus, hic labor” e cioè “Questo il compito, qui l’impegno”.

  Sergio Rizzini

  Responabile Gruppo di Intervento Medico Chirurgico

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