I volontari dell’A.N.A. Verona di nuovo schierati in prima linea nell’emergenza coronavirus.

C’è un ospedale dismesso da oltre un decennio da ripristinare. La priorità è massima: servono posti letto per i pazienti Covid e servono subito.
I volontari della Protezione Civile dell’A.N.A. Verona sono dunque di nuovo in prima linea per far fronte a questa seconda ondata di Coronavirus che sta travolgendo le vite di tutti.
Teatro di questo primo intervento, a circa mesi circa dagli ultimi terminati per l’ondata della scorsa primavera, l’ospedale di Noale in provincia di Venezia. È di poche ore fa, inoltre, una pre-allerta per un’altra emergenza nazionale: è richiesto l’invio di volontari di P.C. a turnazione settimanale ad Aosta dove, in sinergia con alcuni reparti dell’Esercito Italiano, è necessario impiantare un ospedale da campo.
Intanto, dalla scorsa settimana e fino a domenica 15 novembre, giorno in cui è prevista la consegna della struttura rimessa a nuovo e pronta ad ospitare i primi nuovi pazienti, il Terzo Raggruppamento della Protezione Civile dell’A.N.A. è mobilitato qui.
La sezione veronese è impegnata con più squadre da mercoledì e sul posto conta in tutto una ventina di unità al giorno, salite a 40 tra oggi e domani. Inoltre, ci sono volontari, anche da Vicenza e Treviso.
“La situazione che ci si è prospettata davanti era piuttosto tragica. La struttura, al fianco di un’altra la perfettamente funzionata e ammodernata, è datata e chiusa da almeno dieci anni.
Stiamo ripristinando servizi e strutture, pulendo e allestendo i posti con letti, comodini, sedie.
Il primo piano è già ultimato, altri due li stiamo completando. L’augurio è di riuscire a rendere fruibile entro domani anche il quarto piano”, riassume il coordinatore della Protezione Civile dell’A.N.A. Verona Filippo Carlucci.
La struttura, una volta rimessa in funzione, dovrebbe ospitare una quarantina di pazienti per piano e, a regime, potrà accogliere oltre 150 degenti.
L’intervento più impegnativo riguarda il tetto che deve essere demolito e impermeabilizzato.
Ovviamente a tempo di record. “Stiamo smantellando il tetto terrazzato mattonella per mattonella per poter poi rifare la guaina e garantire la tenuta dalle infiltrazioni d’acqua.
Una squadra è fissa sul tetto, un’altra adibita allo smaltimento del materiale.
Gli altri sono impegnati nelle operazioni di pulizia e manovalanza”, aggiunge Carlucci. La corsa, dunque, ancora una volta è contro il tempo. “E ancora una volta, la nostra Protezione Civile ha risposto prontamente all’appello: dove c’è bisogno, quando c’è bisogno”, riflette il presidente dell’A.N.A. Verona Luciano Bertagnoli.
I volontari di P.C. della sezione veronese sono complessivamente 828. Si tratta di un numero raddoppiato rispetto a prima dell’emergenza Coronavirus.
Le unità effettive di P.C. sono infatti 450 a cui, dallo scorso febbraio, si sono aggiunti 378 volontari pronti a dare una mano.
A Noale, per il ripristino dell’ospedale, sono partiti solo i volontari under 65. La decisione è stata presa dallo stesso presidente Bertagnoli, in accordo con il direttivo e il coordinatore Carlucci. “Pur lavorando seguendo scrupolosamente le norme e indossando i dispositivi previsti, questo è un intervento potenzialmente più a rischio di altri.
La struttura è collegata da un corridoio a un ospedale funzionante in cui ci sono degenti e dove vengono svolti anche tamponi”, spiega Carlucci.
La scelta è quindi quella di agire con prudenza, prevenendo il rischio e seguendo le linee guida pur non obbligate che arrivano sia dal Governo che dall’Istituto Superiore della Sanità.
Gli alpini e i volontari di P.C., tutti, sono mobilitati anche nelle campagne di vaccinazione antinfluenzale, per garantire il distanziamento, e in altri eventi dove possa esserci rischio di assembramento. Sono invece momentaneamente annullate tutte le attività associative dei gruppi, le baite rimangono chiuse e, purtroppo, sono sospesi anche i nuovi tesseramenti e le votazioni per le cariche associative eventualmente in scadenza.
Per chiunque volesse contribuire nelle attività legate a questa emergenza sanitaria può effettuare una donazione effettuando un versamento intestato ad Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona tramite bonifico bancario – IBAN: IT 60 U 05034 11730 0000000 20967 – con causale RACCOLTA FONDI EMERGENZA COVID-19.

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