La protezione civile dell’ana verona schiera sul territorio un centinaio di volontari.

LA PROTEZIONE CIVILE DELL’ANA VERONA SCHIERA SUL TERRITORIO UN CENTINAIO DI VOLONTARI SOLO A MONTECCHIA DI CROSARA. INTERVENTI ANCHE IN ALTRI OTTO COMUNI DEL VERONESE MENTRE DUE SQUADRE STANNO MONITORANDO L’ADIGE, IN VISTA DELLA PIENA ATTESA DA TRENTO.

Nemmeno una settimana dopo la violenta tempesta che si è abbattuta sulla città, e che ha visto mobilitarsi tutte le squadre della Protezione Civile dell’ANA Verona nei quartieri più colpiti, i volontari sono tornati operativi ieri a Montecchia di Crosara e in altri otto comuni del veronese flagellati da forti temporali, trombe d’aria, grandine.

A Montecchia di Crosara, ieri pomeriggio alle 16.30, a un’ora circa dal passaggio del devastante vortice di vento, le squadre erano già nei punti più martoriati con un totale di circa 50 volontari e vari mezzi. Fino a notte, hanno fatto fronte a circa un centinaio di interventi. Oggi, sul posto ci sono circa 70 volontari dell’ANA Verona cui si aggiune una trentina di altri uomini del Terzo Raggruppamento: una decina di squadre, tra cui le specialistiche rocciatori e alpinisti per intervenire nei punti più impervi su detriti ed edifici danneggiati, provenienti da varie zone del Triveneto da Treviso a Padova alla Valdobbiadene.

Gli interventi domenica sono stati una sessantina, di cui 20 eseguiti in sinergia con i Vigili del Fuoco. I volontari dell’ANA Verona si stanno occupando dei due punti più colpiti a Montecchia: il compendio della scuola dell’infanzia Monsignor Beggiato, il cui tetto è stato scoperchiato dalla furia del vento, e il palazzetto dello sport raso quasi al suolo. Inoltre, al cimitero cittadino e nei pressi degli edifici più colpiti. “Stiamo liberando le strutture dai detriti, aprendo passaggi, tagliando e rimuovendo piante, mettendo in sicurezza tetti e grondaie grazie all’ausilio delle piattaforme dell’ANA”, elenca Filippo Carlucci, nuovo coordinatore della Protezione Civile dell’ANA Verona. Eletto a marzo, l’emergenza Covid ha posticipato il passaggio di mano e Carlucci ha preso le redini della macchina operativa concretamente a metà luglio. “In poco più di un mese, è il terzo evento eccezionale: un vero battesimo del fuoco. Prima lavoravo sul territorio, coordinare tanti uomini e mezzi durante l’emergenza non è facile. Il coordinatore uscente mi affianca nelle attività  e in sinergia continuano ad esere una squadra”, spiega.

Sul posto, ieri mattina, in sopralluogo nei punti più colpiti e poi al COC allestito dal Comune di Montecchia di Crosara si è recato il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli. “È impressionante: è come un terremoto, ci dobbiamo tutti rimboccare le maniche per dare una mano perché la situazione è davvero molto seria”, ha commentato Bertagnoli.

In queste ore, la Protezione Civile dell’ANA Verona è operativa anche a Illasi, Colognola ai Colli, Roncà, Trevenzuolo, Soave, Zevio e Lavagno, oltre che in città, dove alcune squadre sono impegnate nello svuolatemnto di alcune cantine allagate. E ancora, due squadre stanno monitorando il livello dell’Adige sia in città che all’altezza di Pescantina e della frazione di Settimo. “Il livello è molto alto, fortunatamente dall’ultimo bollettino, la piena di Trento non dovrebbe avere una portata imponente”, anticipa Carlucci.

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