Sotto il sole, a picco, per una giornata intera e la notte a seguire per preparare i  5.000 «mattoni» con cui costruire il «muro» capace di tenere alla larga dal canale Leb gli inquinanti eredità dell'incendio di Brendola: la mobilitazione alla squadra di protezione civile «Valdalpone» dell'Ana è scattata, a Monteforte d'Alpone, ieri mattina alle 8. E, dopo circa un'ora, nella sede di via XX Settembre, ha aperto il cantiere dell’imponente «commessa» richiesta dalla protezione civile della Regione Veneto. Alle 13, erano già pronti i primi 600 sacchi, alle 16 il quantitativo predisposto era già di 2000 unità. Merito di tante braccia, quelle del centinaio di volontari che hanno dato la propria disponibilità all'appello lanciato dal coordinatore provinciale della protezione civile dell'Ana, Luca Brandiele, e di Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dell'Ana-Valdalpone.

Organizzati in squadre di 10-15 persone, volontari e volontarie del Nucleo cinofilo di soccorso dell'Ana di Verona e delle squadre di Verona città, Mincio, Medio Adige, Basso Veronese, Lessinia, Isolana, Basso Lago oltre a quelli dell'Ana-Valdalpone, si sono avvicendati in turni di sei ore organizzati col passare della giornata. Chi è arrivato subito, chi ha atteso la fine del turno di lavoro: ognuno di loro ha fatto del suo meglio, compresi i volontari che hanno permesso di approntare in breve tempo la cucina per garantire i pasti a tutti. Il «nemico» nella torrida giornata di ieri non è stato solo il tempo ma anche il gran caldo ed è stato per questo approntato un gazebo per far lavorare i volontari in sicurezza ma anche rifocillarli e idratarli costantemente.

Al lavoro, come detto, ci si sono messi subito, cioè ben prima che dal Consorzio Leb arrivasse il camion col suo carico da 300 quintali di sabbia e gli operai con la ruspa e la forca per lo spostamento dei pallet: in sede, di sabbia ce n'era già una montagna da 500 quintali e così è stata messa in funzione subito l'insachettatrice  che consente di preparare 200 sacchi l'ora.

Anche  ai  sacchi  la squadra Ana-Valdalpone  ha provveduto subito mettendo mano ai circa duemila già in sede ai quali si sono aggiunti gli altri messi a disposizione dal Genio civile di Verona. Alcune aziende della zona, poi, appreso dell'emergenza, hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, i pallet necessari allo stoccaggio prima e al trasporto poi dei sacchi di sabbia. È stato questo lo scenario  dell'emergenza  visto da Monteforte, alluvionata nove anni fa e che, stante l'allerta meteo, si era messa in allarme vedendo la mobilitazione dei volontari coi sacchi di sabbia ma anche i lampeggianti dei mezzi della Protezione civile della Provincia quando Armando Lorenzini, dirigente dell'unità operativa, ha fatto tappa a Monteforte.

Decine di volontari, dunque, andati ad unirsi alla decina del gruppo comunale di protezione civile di Cologna Veneta, coordinato da Riccardo Seghetto, mobilitati nella notte di martedì esattamente come i due (compreso il coordinatore Marco Grazia) del gruppo comunale di Pressana, che ha messo a disposizione, in caso di necessità, quattro persone sia ieri che oggi. A questo contingente vanno aggiunti   gli   otto volontari dell'associazione di protezione civile di Castelnuovo, coordinata da Alessandro Massari, che nella notte hanno messo in movimento la colonna mobile che ha portato a Zimella il materiale anti-inquinamento ed ha garantito supporto ai vigili del fuoco.

 

(fonte: L'Arena )

Dopo le forti grandinate della notte scorsa che ha visto impegnati alcuni volontari della nostra protezione civile, la situazione questa mattina era ancora critica nella zona del Lago di Garda.

Oltre ai problemi dovuti ad allagamenti in più punti della zona, si sono registrati anche interventi a causa della caduta di alberi, che ha visto i nostri volontari impegnati fino a tarda sera.

foto: PC ANA Squadra Basso Lago
foto: PC ANA Squadra Mincio

Terremoto simulato a scuola. Anche i cani cercano i bimbi

La Protezione civile degli Alpini alla prova di evacuazione. Presenti i quattro zampe Impiegati durante i soccorsi.

Quattrozampe formidabili: la protezione civile degli Alpini tra le sue fila ha anche gli psicologi a quattro zampe. Sono Scot, Fibra e Sky, i tre componenti del Nucleo pet teraphy

della Protezione civile dell'Ana che ieri gli eventi collaterali all'adunata di zona degli Alpini hanno portato al polo scolastico di Montecchia di Crosara. Il paese, vestito a festa con bandiere, pon pon tricolori e invaso dalle penne nere, oggi vivrà la giornata clou dell'adunata della Zona Val d'Alpone che si estende su 10 Comuni e conta ben 20 gruppi.

L'appuntamento più imponente è quello delle 10.20 quando le strade saranno invase dalla sfilata delle penne nere dell'Est veronese e la chiusura sarà affidata al carosello della fanfara dei congedati della Brigata Cadore. La giornata di vigilia, però, è stata per gran parte riservata ai piccoli: tutta la mattina, per gli alunni delle scuole dell'obbligo del paese, è stata in compagnia delle penne nere per la prova di evacuazione della scuola che è stata anche l'occasione per scoprire buona parte dei protagonisti della macchina del soccorso. Tra loro c'erano Scot (labrador chocolate) condotto da Francesca assieme a Sky (golden doodle) e il bassethound Fibra condotti entrambi da Ada: sono tre dei componenti del secondo Nucleo pet therapy-Ana attivato in Italia a gennaio per «interventi assistiti ». Entrano in campo, con i loro conduttori, quando un post emergenza richiede un lavoro di rilassamento delle persone coinvolte e ieri hanno stregato i bambini. Più sprintose le performance degli otto componenti del Nucleo cinofilo da soccorso dell'Ana di Verona: sono i cani operativi e in formazione usati per la ricerca di superficie. A scuola, ieri, sono stati utilizzati anche per cercare i bambini che, nell'emergenza simulata, risultavano scomparsi. Protagonisti Wendy al fianco di Marco, Batu con Tommaso, Natalie con Carlo, Beacon Rosy, Artu con Enrico, Adara con Eros, Clover con Angelo e Max con Marco. Che si sia trattato di una festa è impossibile negarlo ma alla fine tanto i ragazzi quanto i loro insegnanti sono stati promossi dai professionisti dell'emergenza dopo la prova di evacuazione ripetuta due volte: a guardarli, correggerli e intervenire simulando micro scenari dentro lo scenario generale di un terremoto simulato, sono stati i 28 volontari della Squadra Ana «Valdalpone» di Protezione civile intervenuta con due mezzi, sette vigili del fuoco arrivati con due mezzi dal distaccamento di Caldiero (due dei quali fuori servizio più un ottavo pompiere in sala operativa), dieci volontari del Comitato Est veronese della Croce rossa italiana intervenuti con due mezzi. Promossi, dunque, i piccoli. «Esperienza bella, ma soprattutto formativa», il commento che Franco Casotto, capogruppo dell'Ana di Montecchia, ha condiviso sia coi bambini che con i protagonisti di questa mobilitazione.•  Paola Dalli Cani

Fonte: l'Arena

Foto:Nucleo Pet Therapy Cinofili ANA Verona

https://www.facebook.com/Nucleo-Pet-Therapy-Cinofili-ANA-Verona-364758054101221/?tn-str=k*F

 

CAMPUS GIOVANI – Anch’io sono la Protezione Civile - Minerbe dal 29 Luglio al 3 Agosto 2019

In collaborazione con l’Unione dei Comuni dall’Adige al Fratta, Associazione Nazionale Alpini Sezione di Verona, Gruppi Alpini Zona Basso Veronese

PREMESSA

Preparato o no, le emergenze avvengono. Ma se sei informato sai come affrontarle. Conoscere i rischi a cui è soggetta la zona in cui vivi, lavori o soggiorni aiuta a prevenire ed affrontare meglio le situazioni di emergenza. Ecco perché è importante informare, formare, sapersi organizzare, saper chiedere aiuto. Il ruolo di ognuno e l’impegno del singolo fanno parte del complesso e articolato mondo della protezione civile dove il fine ultimo, che è la missione di tutti, è quello di salvaguardare la vita, l’ambiente e il territorio da eventi di origine naturale o provocati dall’uomo.

PROGETTO DI FORMAZIONE PER DIFFONDERE LA CULTURA DI PROTEZIONE CIVILE

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TRA LE NUOVE GENERAZIONI

I ragazzi che decidono di vivere questa esperienza compiono un vero e proprio “viaggio” all’interno del mondo della protezione civile, scoprendo quanto l’impegno del singolo sia indispensabile al funzionamento dell’intero Sistema. Durante il soggiorno i ragazzi si trovano anche a condividere idee e procedure e imparano a sentirsi parte attiva di una squadra, per un percorso di crescita.

Con l’introduzione nel programma dei “dopocena con gli alpini” si desidera rivolgere ai ragazzi riflessioni di educazione civica e trasmissione dei valori alpini

DESTINATARI:  Giovani tra i 14 e i 17 anni residenti nel Comuni di Minerbe, Boschi S.Anna, Bevilacqua, Bonavigo, Minerbe.

ASSOCIAZIONI COINVOLTE:         Protezione Civile ANA Sezione di Verona, Gruppo Alpini Zona Basso Veronese

I Comuni  rivestiranno un ruolo centrale nello svolgimento del campus. E’ compito primario divulgare tra i giovani la conoscenza dei piani comunali di emergenza, primo e necessario strumento per affrontare con consapevolezza i rischi presenti sul proprio territorio.

AREA E FRABBRICATI INTERESSATI: Il campo base verrà allestito presso l’area del Palaminerbe con coinvolgimento anche dell’area e del fabbricato sede del Gruppo Alpini di Minerbe con le seguenti destinazioni:

          Palaminerbe: Dormitorio e sede delle lezioni teoriche

          Sede ANA MINERBE :  Mensa e sede di lezioni teoriche nei casi in cui si rendesse necessario .

 Per le lezioni pratiche  si utilizzeranno le sedi delle Squadre Ana dislocate nel territorio della Provincia.

Lo spostamento dei ragazzi avverrà esclusivamente con automezzi della squadra Basso Veronese.

                

FINALITA’ E OBIETTIVI

  • Stimolare tra i giovani il senso di responsabilità e di cittadinanza attiva attraverso le buone pratiche di Protezione Civile.
  • Saper operare in sicurezza, secondo una logica di prevenzione da osservare anche nelle semplici attività svolte durante la giornata
  • Conoscere e condividere il concetto di rischio e calamità.
  • Riflettere sull’importanza di essere preparati ad affrontare le situazioni di pericolo o emergenza.
  • Creare interesse nei giovani nei confronti del volontariato di protezione civile
  • Conoscere le attività svolte dai volontari di Protezione Civile ANA  e le dinamiche operative delle Istituzioni facenti parte del Sistema integrato di protezione civile
  • Gli incontri, le uscite e le esercitazioni offriranno ai ragazzi un esempio per impegnare il tempo libero basato sui valori dello “stare insieme” attraverso la condivisione dell’importanza di “fare squadra”.

METODOLOGIA E STRUMENTI:

  • Articolazione delle attività in squadre . Suddivisione dei partecipanti in squadre operative tendenzialmente di 8 unità, ognuna contraddistinta da un Caposquadra. Ogni squadra è seguita da uno e due volontari di Protezione Civile che svolgeranno le funzioni di tutor.
  • Le lezioni teoriche consistono in lezioni tradizionali frontali tenute da esperti appartenenti all’Unità di protezione Civile Ana – Sezione di Verona presso il Campo base. Le lezioni operative, invece, vengono svolte tramite modalità alternative come ad esempio simulazioni di emergenza, esercitazioni pratiche, gruppi di discussione su situazioni simulate.
  • Verifiche di gruppo.  Alla fine di ogni giornata sono previste delle verifiche per compiere un’analisi delle attività, delle modalità con cui si sono svolte e dei risultati ottenuti.

Bozza di programma giornaliero

                Lunedi 29 Luglio

Ore 16.00 : Arrivo partecipanti  e accreditamento presso segreteria del Campus

                 Veloce sistemazione nella zona dormitorio

Ore 17.30   Alzabandiera

Ore 17.45   Incontro e presentazione programma campus

Ore 18.15   Lezione teorica : Che cos’è la protezione Civile?

Ore 19.00   Ammainabandiera                                               

Ore 19.30   Cena

Ore 20.30   Lezione di sicurezza

Martedi 30 Luglio

Ore 07.00  Sveglia e colazione

Ore 8.00    Alzabandiera

Ore 8.15    Allestimento Campo base

Ore 12.30  Pranzo

Ore 14.30  Lezione teorica :  Terra , acqua e fuoco elementi di vita ma anche fattori di rischio. I vari scenari di rischio. Piano Comunale di protezione civile

Ore 18.00  Breve Breefing di fine giornata … a seguire tempo libero

Ore 19.00  Ammainabandiera

ORE 19.30  Cena

ORE 20.30  Dopocena con gli alpini  ( Un alpino ,un cuore .. testimonianze di solidarietà alpina )

                 Mercoledi  31 Luglio

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Casello idraulico Angiari

Ore 9.00   Attività teoriche e pratiche legate al rischio idrogeologico

Ore 12.30  Pausa pranzo

Ore 14.30  Prosecuzione delle attività

Ore 18.00  Rientro al Campo base e tempo libero

Ore 19.00  Ammainabandiera

Ore 19.30  Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini….. “ Dai che zughemo come na olta”

                 Giovedi 1 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Legnago con visita e incontro nelle caserme dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco e dell’esercito.

Ore 12.30  Pausa pranzo

Compatibilmente con l’orario di rientro al campo base nel pomeriggio si svolgerà una lezione di Primo soccorso con intervento della Squadra Sanitaria ANA Sezione di Verona

Ore 19.00 Ammainabandiera

Ore 19.30 Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini   ( I valori alpini)

Venerdi 2 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Partenza per Monteforte d’Alpone dove si terrà lezione teorico pratica con le squadre Antincendio Boschivo.

Nel  pomeriggio rientro al campo base

Ore 19.00 Ammainabandiera

Ore 19.30 Cena

Ore 20.30  Dopocena con gli alpini  

Sabato 3 Agosto

Ore 7.00   Sveglia e colazione

Ore 8.00   Alzabandiera

Ore 8.15   Breefing di fine campo

Ore 9.30   Accoglienza genitori

Ore 10.00 Protezione civile in famiglia . Lezioni di Protezione Civile gestite dai ragazzi.

Ore 12.30  Pranzo comunitario con la partecipazione di autorità e rappresentanti dell’Ana Sezione di Verona. Consegna attestati di partecipazione.

Ore 15.00  Ammainabandiera e arrivederci all’anno prossimo.

Questa è solamente una bozza di progetto. Tutti i particolari non espressi nel presente documento saranno concordati e pianificati in documento successivo redatto dopo incontri preliminari con tutte le Associazioni coinvolte nella realizzazione del Campus.

               

Pubblichiamo i contributi pubblici ricevuti nel corso dell'anno 2018 per le nostre squadre di protezione civile e dei gruppi alpini ANA Verona.

Contributo ricevuti nell’anno 2018 (legge 124/2017)

Contributo ricevuti nell’anno 2018 (legge 124/2017) - Gruppo alpini Grezzana

 

Progetto sperimentale con l’approvazione del ministero - Scuola-lavoro Verona prima in protezione civile

Studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi hanno concluso un’esperienza pilota con il coinvolgimento delle sezioni Ana della provincia

I commenti dei ragazzi : «Siamo stati stregati dal Gruppo cinofilo»

(Fonte: L’Arena) Un’esperienza unica attorno a un mondo completamente sconosciuto ma anche una possibile opportunità per il futuro: così i ragazzi che l’hanno vissuta raccontano la loro alternanza alternativa. «L’ho scelta perché davvero unica. Ed è stato molto utile, sullo scenario di un incendio boschivo, capire come agire e come funzionano lance e pompe», dice Edoardo. Il sì a questa proposta Chiara l’ha detto dopo aver sperimentato personalmente il disagio e l’impotenza davanti al malore di una compagna di scuola: «Parlai di quella brutta Sensazione di impotenza con un professore che mi ha suggerito questa esperienza: ho detto subito sì , sia per accrescere il mio bagaglio che per imparare cosa fare in caso di emergenza. Mi sono detta che un’opportunità così non sarebbe più ricapitata e la promuovo a pieni voti, soprattutto per tutto quello che ho scoperto sul ruolo preziosissimo dei cani nel sistema di Protezione Civile e le conoscenze che in tema di Antincendio potranno essere utili anche nella vita di tutti i giorni». Dal Gruppo cinofilo è stata stregata anche Natasha che ha aderito alla proposta attirata dalla novità della stessa: «Non sapevo che cosa aspettarmi ma sentivo un grande interesse per questa attività operativa». Di «esperienza fuori dal comune ma anche proiettata al futuro» parla invece Denisa facendo sintesi della motivazione della vigilia e della prospettiva attuale. «Questa esperienza mi ha fatto riflettere molto sul mio futuro e valutare seriamente la possibilità che proprio nelle professioni legate alla sicurezza, alla protezione della popolazione e all’emergenza possa esserci il mio futuro campo lavorativo». Anche nel suo caso è stata la ricerca di persone l’esperienza che l’ha coinvolta di più. A Giovanni è piaciuto molto anche l’antincendio boschivo «e la possibilità di partecipare attivamente nel fronteggiare l’emergenza. Ho aderito a questo progetto perché di Protezione civile non si parla moltissimo e ho ritenuto imperdibile un’esperienza che in tutte le sue articolazioni si è rivelata molto interessante». Paola Dalli Cani

Progetto sperimentale con l’approvazione del ministero

Studenti del liceo Copernico e dell’istituto Einaudi hanno concluso un’esperienza pilota con Il coinvolgimento delle sezioni Ana della provincia.

(Fonte: L’Arena) Sono veronesi i primi studenti italiani ad aver fatto alternanza scuola-lavoro in Protezione civile: Edoardo Gabriel, Natasha Gianesini, Giovanni Lovat e Denisa Vizitiu (che studiano al liceo Copernico in città) e Chiara Maldotti (che frequenta invece l’istituto tecnico economico Einaudi, sempre a Verona) hanno concluso l’esperienza pilota benedetta dal ministero dell’Istruzione. Questa sperimentazione, già al centro dell’attenzione da parte del Dipartimento nazionale della Protezione civile e dell’Ordine dei geologi, è pronta a raccontarsi al salone Job&orienta per essere esportata e standardizzata in tutta Italia. Il protocollo che ha consentito di portare avanti questo progetto è stato messo a punto dall’Associazione nazionale alpini di Verona e dall’Ufficio scolastico provinciale di Verona che hanno trovato in Laura Agostini (geologo, docente al liceo Galileo Galilei e volontaria della squadra Ana-Valpantena di Protezione civile) e in numerosi gruppi Ana di Protezione civile della provincia il loro braccio operativo. L’idea era stata lanciata proprio dalla docente, «Riflettendo sul grande interesse che i ragazzi hanno sempre manifestato rispetto al termine rischio e rispetto ai frangenti in cui, come volontaria di Protezione civile, mi sono trovata a operare. Ho colto il segnale», spiega Agostini, «ne ho parlato prima con Luca Brandiele, coordinatore della Protezione civile dell’Ana di Verona, quindi con Maurizio Marchesini, formatore della Protezione civile dell’ Ana di Verona, e infine con Laura Parenti, responsabile dell’alternanza all’Ufficio scolastico provinciale». C’è voluto parecchio tempo per mettere a punto un progetto che avesse i requisiti idonei a farsi promuovere dal ministero dell’Istruzione e una volta conclusa la fase progettuale è iniziata la fase organizzativa: «Lo scoglio più grosso era rappresentato proprio dalla dimensione operativa e pratica dell’esperienza », racconta  Agostini (che del progetto è stata il coordinatore), «ma siamo riusciti a superarlo ponendo paletti molto precisi e adottando molti accorgimenti. Il resto lo hanno fatto gli oltre 50 volontari delle diverse squadre Ana di Protezione civile che si sono messe a disposizione ». Tante le aree scelte per articolare le 40 ore pratiche che si sono aggiunte alle otto propedeutiche svolte a scuola: la Protezione civile e il sistema di Protezione civile (in sede Ana), la ricerca di persone scomparse (al rifugio Novezzina con il Gruppo cinofili), l’antincendio boschivo (nella sede AIB di Grezzana), la gestione delle calamità naturali (a Salizzole) e il  rischio idrogeologico (a Monteforte d’Alpone). Ottenuto il via libera ministeriale è iniziata la fase di reclutamento che, trattandosi di primissima esperienza, è stata volutamente contenuta nei numeri: in sei, tra i 16 ed i 18 anni, hanno iniziato l’esperienza il 31 luglio e l’hanno conclusa il 14 ottobre. Manca solo una «reunion» dedicata alla consegna degli attestati. Tanti gli obiettivi da raggiungere, a cominciare dallo sviluppo della capacità di collaborare e lavorare in gruppi di lavoro fino alla crescita dell’autonomia e della responsabilità personali, lo sviluppo delle competenze richieste in un ambiente di lavoro ma anche di consapevolezza rispetto alle fragilità ambientali, ai rischi e ai comportamenti e alle prassi corrette da dottare in caso di emergenza. «Competenze, queste, che verranno messe a frutto anche nelle loro scuole sia perché di fatto i ragazzi sono formati in gestione delle emergenze sia perché», spiega Agostini,  «mostreranno loro stessi la consapevolezza dei possibili rischi nell’agire in conformità alle norme di sicurezza, tanto con la pratica che con la comunicazione ». Il progetto è stato disegnato attorno a molte discipline, da italiano a matematica, da informatica a scienze naturali fino a fisica assumendo dunque un profilo multidisciplinare: i benefit, però, li hanno avuti anche i volontari di Protezione civile. «Bellissimo modo per mettere in contatto il mondo della protezione civile con la popolazione», conclude Agostini. Le fa eco Gianfranco Lorenzoni, caposquadra dei dodici volontari di Monteforte che sono stati mobilitati per l’ultima uscita: «Farsi conoscere è importante tanto quanto far scoprire criticità ma anche presidi di sicurezza del territorio: se poi così cresceranno anche i numeri dei volontari avremmo raggiunto un importante obiettivo in più». Paola Dalli Cani

A breve partirà il progetto: "Anch'io sono Protezione Civile", un campo estivo per ragazzi dai 14 ai 17 anni. Da follower a influencer...vai oltre!

Presso l'Area PalaMinerbe - Via G. Verdi - Minerbe, dal 2 al 5 Agosto

Vita di Campo - I ragazzi vivranno, mangeranno e dormiranno all’interno del campo sempre seguiti dai Volontari A.N.A. Basso Veronese, toccando con mano le esperienze di una vera emergenza.

Attività di Protezione Civile - Tutti i giorni sono previste attività sul campo, approfondendo i principali rischi (idrogeologico, terremoto, ecc.) e tecniche di intervento di emergenza.

Attività Aggregative - Non mancheranno i momenti ricreativi e di svago rivolti ai ragazzi, organizzati dai nostri Volontari e dall’ AGE MINERBE, sempre con un’attenzione particolare allo spirito di squadra e alla sensibilizzazione al senso civico.

Chi può partecipare: Saranno ammessi al campo ragazzi e ragazze residenti nel Comune di Minerbe. Saranno ammessi i primi 35 ragazzi che presenteranno la domanda di iscrizione.

Come iscriversi: Occorre compilare obbligatoriamente i 3 moduli previsti e consegnarli di persona presso: • Studio Rizzo in orario ufficio
Tel. 0442 640424; • Biblioteca Comunale Sabato 19 e 26 Maggio dalle ore 10:00 alle 12:00. 

Attività organizzate con la direzione ed il supporto della Protezione Civile A.N.A. VR - Squadra Basso Veronese

(ph Gruppo Alpini di Paderno d'Adda)

La tematica della Protezione Civile è sempre attuale per il suo ruolo preventivo e per le modalità di intervento operativo multi-disciplinare. Scenari sempre più complessi comportano la necessità di sviluppare professionalità importanti, fondamentali per svolgere un ruolo di supporto a beneficio dei soggetti istituzionali che devono prima effettuare delle scelte e poi adottare importanti ed urgenti decisioni strategiche.

Il mondo del volontariato della Protezione Civile a livello nazionale, con le sue molteplici competenze, rende sempre più ambiziosa ma evoluta la fase della prevenzione e quella della gestione di eventi naturali o antropici. L’eccessiva frammentazione di specialità, però, se non opportunamente coordinata, rischia di degenerare in forme di autogestione distoniche con la realtà degli interventi necessari, alterando i parametri del ciclo della sicurezza che prevede le fasi di analisi, misura e  gestione degli eventi.

Il Sistema della Protezione Civile si attiva all’insorgere di qualunque situazione o evento che comporti o possa comportare a persone, beni, ambiente un grave danno -o pericolo di grave danno- di natura ed estensione tale da dover essere fronteggiato con misure ordinarie o straordinarie. L’attività interessa trasversalmente tutti i settori della vita civile e si concretizza in un insieme di azioni riguardanti gli aspetti conoscitivi di raccolta ed elaborazione delle informazioni, come anche aspetti giuridici, operativi e gestionali. Funzioni esercitate con il massimo livello di coordinamento e di sinergia possibile.

Come è noto ed in estrema sintesi:

Il Sindaco è autorità comunale di protezione civile nel territorio locale e nel suo incarico è supportato da una Struttura Comunale di Protezione Civile che si avvale dello strumento fondamentale del Piano Comunale; struttura che è (e deve essere) attiva sia in fase di normalità (tempo di pace), sia in fase di emergenza (Centro Operativo Comunale) e di post-emergenza.

Il Prefetto è autorità provinciale di Protezione Civile e coordina le fasi di emergenza quando l’evento interessa più territori comunali, o l’evento locale non può essere gestito con le risorse comunali. Assicura comunque sempre un supporto ai Sindaci e condivide con Provincia e Regione le decisioni più rilevanti.

La storia della Protezione Civile in Italia è strettamente legata alle calamità che hanno colpito il nostro Paese. Terremoti ed alluvioni hanno segnato l’evoluzione anche orografica del nostro Paese, contribuendo a creare quella coscienza di protezione civile, di tutela della vita e dell’ambiente che ha portato alla nascita di un sistema in grado di reagire ed agire in caso di emergenza; mettendo in campo azioni di previsione e prevenzione.

Si tratta di uno schema che può essere modulato in ragione delle esigenze della collettività\società. Un Paese come il nostro, democraticamente evoluto e fondato su principi di libertà, di cultura della legalità e della protezione civile, può impiegare questa professionalità diffusa in diversi settori: dalla prevenzione di tipo tecnico-strumentale, alla gestione di eventi emergenziali.

Fenomeni sempre più complessi richiedono soluzioni articolate per la loro gestione. Un fenomeno conoscibile può essere affrontato e gestito riducendo il coefficiente di fallimento solo se l’approccio dedicato sarà di tipo professionale. Non decidere di affrontare un fenomeno, che non possa essere evitato o determinato nei suoi vari aspetti, costringe la società a subirlo.

Per cui è meglio gestire e non subire un evento.

E’ questo uno dei motivi per i quali la Protezione civile da alcuni anni viene attivata anche per la gestione del fenomeno migratorio, con le sue molteplici e complesse implicazioni.

Ancora più di recente, si stanno verificando (purtroppo con sempre maggiore frequenza) eventi atroci, come gli attentati terroristici in diverse città europee.

Più recentemente in ordine temporale, i fatti accaduti in pieno centro a Torino, sebbene non riconducibili direttamente a fenomeni terroristici; anche se proprio quel tipo di paura ha condizionato il precipitare degli accadimenti, hanno ulteriormente indotto il Governo a disciplinare più analiticamente la gestione degli eventi che comportano la prevedibile presenza di un numero significativo di pubblico.

Ancora una volta, viene in soccorso il Sistema di Protezione Civile.

Per gli addetti al settore, come chi appartiene all’ANA sa bene per la sua storica ed invidiabile eccellente organizzazione apprezzata a livello internazionale, le definizioni di safety e security suonano familiari.

Il 7 giugno 2017 il Capo della Polizia ha adottato una specifica disposizione che conferma la centralità e la priorità della prevenzione e della tutela della collettività prevedendo che, in tutti gli eventi pubblici in cui sia attesa un’importante affluenza di pubblico, occorra predisporre una pianificazione, approntando misure di safety. Analizzare quindi, prevedere, programmare e gestire l’evento; anche -e non solo- per prevenire il rischio derivante da situazioni di panico incontrollato, che possano determinare una situazione di grave danno per l’incolumità delle persone.

Viene qui in soccorso proprio la cultura della Protezione Civile, di cui l’ANA è universalmente riconosciuta alfiere, che consente a Sindaco e Prefetto di valutare ed approvare una pianificazione specifica, che tenga conto delle consolidate esperienze di settore, cui vanno aggiunte ulteriori prescrizioni. Tra queste, assicurare un ordinato afflusso\deflusso del pubblico; ripartire il pubblico in quadranti separati (cardo e decumano di romana memoria) per consentire evacuazioni improvvise o accesso dei mezzi di soccorso; stimare la capienza massima dell’area in cui si concentrerà tanta gente; redigere una pianificazione sanitaria adeguata; prevedere forme di avviso ed assistenza al pubblico con personale preparato e formato per questo tipo di eventi.

In buona sostanza, vengono ricordate le regole generali della pianificazione di protezione civile “classica”, adattate ed implementate in relazione alla specifica tipologia di evento. Coinvolgendo direttamente i Sindaci (che dovranno attivare il C.O.C.) ma anche l’Organizzatore dell’evento, chiamato a contribuire sempre più nell’elevare i livelli di safety a tutela del pubblico.

Le pianificazioni vanno poi sottoposte alla valutazione del Prefetto, in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza non solo delle Forze dell’Ordine, ma anche dei Vigili del Fuoco.

La scelta del Governo di coniugare principi generali di safety con quelli tipici della security richiedeva opportunamente di individuare una fase ed un ruolo inequivoco di sintesi istituzionale nella figura del Prefetto. Nel suo duplice ruolo di Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza (Security) e di Protezione Civile (Safety). Rappresentante del Governo sul territorio, responsabile nel cooperare e condividere le soluzioni\scelte più complesse con i Sindaci ed assumere le decisioni a tutela della collettività.

Avendo chiara la priorità per la quale, situazioni di tensione della tenuta dell’ordine pubblico (come, ad esempio, la pressione della gente che vuole accedere all’area delimitata e pre-filtrata) non possono mai anteporsi all’adozione ed al rispetto di quanto pianificato ed autorizzato in termini di safety. Arrivando, nei casi più estremi a consentire al Prefetto di interrompere o vietare l’evento, proprio nei casi in cui le valutazioni di safety rischino di essere seriamente compromesse.

Rimangono invariate, evidentemente, le competenze delle Commissioni provinciali\comunali di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo mentre, nei casi in cui per la tipologia dell’evento non sia prevista tale competenza le valutazioni di idoneità -prendendo a riferimento sempre quei parametri\prescrizioni- saranno valutati in sede di Comitato, allargato alla presenza fondamentale dei Vigili del Fuoco.

La professionalità di ANA, perfettamente nota a chi scrive per aver diretto anche la Protezione Civile nella Prefettura di Belluno per 10 anni, potendo testimoniare di persona l’elevata specializzazione e capacità di intervento immediato, ricongiunge quindi idealmente la logica per cui è nata la protezione civile, rendendone ancora attuale il suo significato, quale espressione di solidarietà, spirito di collaborazione, senso civico e tutela della collettività.

Principi che vivono nello spirito dell’Associazione.

Viva gli Alpini!

Alessandro Tortorella, Viceprefetto-Capo di Gabinetto della Prefettura di Verona

 

(fonte: www.larena.it)

La squadra Ana Valdalpone di Protezione civile è da 30 anni impegnata su scenari nazionali e internazionali e, dopo l’ alluvione di novembre 2010, punto di riferimento del territorio. La squadra dei 60 volontari oggi guidati da Claudio Maschi utilizzerà la baita come sala operativa in caso di necessità. I volontari oltre che per le alluvioni, hanno acquisito competenze anche per l’ antincendio boschivo. La squadra negli anni ha portato aiuto ai terremotati in Abruzzo, per l’alluvione in Veneto, dopo il terremoto in Emilia, per la neve nelle Marche e prima ancora nelle zone di Asti e della Val d'Aosta alluvionate, dopo la frana della Valtellina e il terremoto di Marche e Abruzzo, ma pure inquadrata nella missione Arcobaleno in Albania. Oggi la squadra (evoluzione del primo gruppo che venne guidato da Gino Chiappini e crebbe con Luca Brandiele) è uno degli elementi della colonna mobile nazionale che viene composta in caso di emergenza e, sul territorio, si occupa di formazione e prevenzione grazie alle esercitazioni. P.D.C.

La Protezione Civile ANA Verona

«Un grazie è la nostra ricompensa più bella». Una sola parola basta a gratificare i volontari dell' Unità di Protezione civile dell'Associazione nazionale alpini di Verona e sintetizza lo spirito che li anima, ma ne servono altre due, impegno e solidarietà, per definire i loro primi trent'anni di attività al servizio delle emergenze, un anniversario che è stato festeggiato la'ltra sera a Isola della Scala davanti ad un piatto di risotto all'isolana. I cappelli degli alpini e le divise fluorescenti dei volontari, 260 persone in tutto, hanno riempito allegramente la sala del ristorante La Torre nella serata di festeggiamento del trentennale, un'occasione per ringraziare pubblicamente chi ha contribuito negli anni alla crescita dell'associazione, per sottolineare i rapporti di amicizia nati e cementati tra le emergenze nazionali e non, e per tributare un applauso ai soci fondatori, Sergio Zecchinelli, Giacomo Comencini, Mario Giaretta, Francesco Mavoldi, Gino Masotto e Giglio Zanetti, il primo sommozzatore del gruppo, che nel 1983 fecero nascere la Squadra di Verona della Protezione civile Ana. «Fu dopo il terremoto del Friuli del 1976», ha ricordato il presidente Ilario Peraro affiancato da Beppe Vignago, vicepresidente del raggruppamento Ana Triveneto, «che, assieme all'attività di ricostruzione, nacque l'idea di far nascere la Protezione civile, che è la branca operativa degli Alpini per le emergenze ma che si occupa anche di prevenzione e di esercitazioni». All'inizio la squadra era composta da una quarantina di persone tra alpini e simpatizzanti, ma con gli anni il loro numero si è moltiplicato ed oggi i volontari in provincia sono 492, di cui 203 alpini e 289 'amici degli alpini', 216 uomini e 73 donne. E sono arrivati tanti giovani. Negli anni hanno dimostrato il loro impegno solidale fronteggiando una lunga serie di emergenze, alluvioni, terremoti, emergenze per maltempo, incendi, neve, che sono state elencate dal coordinatore Andrea Guglielmoni. «Essere volontario di Protezione civile», spiega alla fine della serata, «è un impegno serio, presuppone il bisogno di fare qualcosa per gli altri e comporta la scelta di essere sempre disponibili e disposti a sacrificare volentieri il proprio tempo libero e a volte anche qualche impegno familiare o lavorativo; richiede impegno a livello fisico ma anche psicologico ( per questo nel gruppo specialistico sanitario c'è anche uno psicologo ), per esempio le emergenze lunghe come sono stati i terremoti dell'Abruzzo, 8 mesi, e dell'Emilia, 4 mesi, moltiplicano i problemi perché il volontario deve essere pronto anche a fronteggiare quelli legati a rapporti di convivenza così prolungati nelle tendopoli». Su incarico della Regione, l' Unità di Protezione civile dell'Associazione nazionale alpini veronese (che ha sede in via del Pontiere 1, telefono 045 8002546) forma i nuovi volontari; i requisiti richiesti sono la maggiore età e la buona salute, ed è necessario seguire un percorso di formazione e poi essere affiancati alla squadra per sei mesi nel corso dei quali si è “osservatori”; solo dopo si è volontari a tutti gli effetti. Mariella Falduto (fonte l'Arena) 

 

(fonte: L'Arena ) Incendi in Puglia e tromba d’aria a Cavallino: è l’estate di servizio «fuori casa» di una ventina di volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese. Tanti sono i volontari che hanno composto le squadre partite per fronteggiare queste due diverse emergenze al Sud come lungo il litorale veneziano.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando furono impegnati due volontari della squadra Ana Valdalpone e due della squadra Ana Val d’Illasi, questa volta l’attività di monitoraggio del territorio e intervento in caso di incendio a Vico del Gargano è stata svolta da una squadra dell’Ana Valdalpone: Renata Pegoraro, Riccardo Pellegrini, Silvio Trentini e Alberto Saccomani hanno fatto parte della task force approntata dalla Regione Puglia per fronteggiare l’emergenza roghi ed hanno messo a disposizione il modulo antincendio in dotazione alla squadra.

Proprio i volontari veronesi, che sono stati ospitati alla caserma Jacotenente, struttura della 131ª Squadriglia radar remota a Monte Sant’ Angelo, in provincia di Foggia, si sono ritrovati a gestire un grosso incendio (in una delle giornate in cui il termometro sfiorava i 50 gradi) divampato nell’entroterra tra Peschici e Vieste.

I volontari veronesi, tutti abilitati nell’intervento di antincendio boschivo, hanno operato alle strette dipendenze della Sala operativa della Protezione civile della Regione Puglia: ogni giorno sono stati impegnati in due turni di monitoraggio del territorio finalizzato alla prevenzione e al pronto intervento.

Mentre loro rientravano è toccato ai loro colleghi delle squadre Ana Lessinia, Val d’Illasi, Basso Lago, Verona città, Adige Guà e ancora alla Valdalpone, intervenire per la messa in sicurezza di alcuni campeggi di Cavallino Treporti danneggiati dal violentissimo nubifragio abbattutosi nella zona di Jesolo: attivati dalla Regione Veneto, per due giorni i volontari hanno lavorato, anche con l’impiego di piattaforme aeree alla rimozione di detriti e al taglio di alberi seriamente danneggiati dal forte vento che ha danneggiato il camping Mediterraneo, il Camping dei fiori e Union lido.

Nemmeno il tempo di rientrare che i volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese orientale sono state nuovamente allertate per la ricerca di un anziano allontanatosi dalle piscine di Caldiero e ritrovato due giorni dopo sul lago di Garda. Poi il maltempo ha colpito anche l’Est veronese richiedendo l’intervento dei volontari preallertati dal Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale.

Paola Dalli Cani

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