L’Ospedale da Campo dell’Associazione Nazionale Alpini, con i suoi operatori del Gruppo di Intervento Medico Chirurgico (GIMC), è oggi la più importante struttura sanitaria campale dell’Italia e tra le primissime in Europa. Fiore all’occhiello dell’A.N.A. ma anche dell’intero Sistema Nazionale di Protezione Civile in ambito sanitario, ha guadagnato sul campo numerose benemerenze nazionali ed internazionali; la sua impegnativa attività, oltre alle emergenze nazionali ed internazionali e all’assistenza ai grandi eventi, spazia dalle opere di prevenzione sul territorio alle attività esercitative, dalle attività di studio, pubblicazioni, didattiche e promozionali alle attività di supporto e vicarianti a enti ospedalieri nazionali.

L’idea nasce nel 1976, sul campo nel terremoto del Friuli, quando un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, opera sin dalle prime ore dalla catastrofe nel territorio devastato.

Non esiste una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze di una grande calamità, vi è quella socio-assistenziale, che solo in piccola parte può vicariare la prima. Non esiste d’altro canto un “sistema” di protezione civile nazionale, che proprio da quegli eventi muove i primi passi, grazie alle intuizioni e capacità di colui che a buona ragione viene definito il “padre” della protezione civile nazionale, l’onorevole Zamberletti.

Negli anni successivi, piccoli gruppi ed a titolo personale, convinti fautori di un insieme operativo finalizzato a interventi sanitari in emergenza, partecipano ai soccorsi in nuovi eventi calamitosi, in particolare in Irpinia. Ed è al Ministro Zamberletti che il Presidente Leonardo Caprioli lancia l’idea di una struttura sanitaria campale da mettersi in cantiere da parte della Associazione Nazionale Alpini, che proprio nel Friuli aveva dato un’esemplare dimostrazione di efficienza e di abnegazione. “L’idea” viene affidata proprio a quei medici che, operatori partecipi del dramma e dell’impotenza ad affrontare eventi di quelle dimensioni, si mettono al lavoro. Primo tra tutti, colui che diventerà Direttore storico dell’Ospedale da Campo, il Dott. Pantaleo Lucio Losapio.

Riunioni, programmi, progetti. Nel frattempo si aggiunge al binomio Caprioli-Zamberletti il nome del generale Luigi Federici, così si apre la strada alla realizzazione di quella che sarà la tanto sognata e tenacemente perseguita organizzazione sanitaria campale.

I primi fondi messi a disposizione dalla Associazione Nazionale Alpini, i primi contributi dello Stato e nel 1986 in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo, vengono presentate le prime grandi unità dell’Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini per la Protezione Civile.

Nel 1987 il “battesimo”, con l’impiego di unità mobili e di équipe nelle alluvioni della Valle Brembana in provincia di Bergamo e della Valtellina.Ultimato e presentato a Milano nell’Aprile 1988 alla presenza del Ministro per la Protezione Civile Onorevole Vito Lattanzio, verificatosi il terremoto d’Armenia nel Dicembre dello stesso anno, una delle più grandi catastrofi dello scorso secolo con oltre 25.000 morti e 30.000 feriti, l’Ospedale da Campo viene inviato nel Caucaso dal Governo Italiano nell’ambito del “Villaggio Italia” e porta a termine nell’Agosto del 1989 una complessa e gravosa operazione che lo porta alla ribalta internazionale.

Solo nei primi 3 mesi il numero di pazienti trattati è stato di 11.855 con 6.329 accertamenti diagnostici.L’intervento dell’Italia in Armenia, con un imponente complesso di iniziative è stato realmente di valore storico, considerando anche che è avvenuto nell’ex Unione Sovietica.Il risultato, oltre che umanitario e di solidarietà è stato quello di manifestare una amichevole apertura dell’occidente a un mondo che di lì a poco sarebbe profondamente mutato con il crollo del muro di Berlino e l’abbandono del totalitarismo sovietico.

Nel Dicembre 1991 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga decreta il conferimento all’A.N.A. della Medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi di protezione civile dell’A.N.A. in Valle Brembana e Valtellina e dell’Ospedale da Campo in Armenia.La storia che si scriverà nei successivi 25 anni sarà segnata da importanti interventi umanitari in Italia e non solo, all’insegna della solidarietà alpina e del proprio motto “Hoc opus, hic labor” e cioè “Questo il compito, qui l’impegno”.

  Sergio Rizzini

  Responabile Gruppo di Intervento Medico Chirurgico

Nei giorni 23-24 settembre si è tenuto tra i boschi di Fondo dei Parpari, per le prove di ricerca, ed il campo sportivo di Velo Veronese, per le prove di obbedienza e destrezza, il 2° Campionato ANA, per UCS da soccorso, ricerca dispersi in superficie.

Tante le aspettative delle 11 squadre nazionali ANA partecipanti, divise in 2 gruppi: Giovani Promesse ed Unità Operative. La gara amatoriale, ha avuto lo scopo di confrontarsi e di misurarsi in una disciplina  di lavoro che  non è finalizzata all’agonismo sportivo, bensì al miglioramento delle tecniche per un miglior connubio dell’Unità Cinofila da Soccorso.

Con una impeccabile organizzazione, grazie all’aiuto prezioso dei tanti volontari ANA che hanno dato il loro contributo assumendo ruoli diversi, le varie fasi del campionato si sono succedute nel migliore dei modi, a parte un tempo avverso nella mattina di domenica 24. I risultati hanno visto sul podio per le Giovani promesse, due UCS di Belluno, ed al 3° posto Eros Signoretto della nostra squadra di Verona.

Per gli operativi sul podio al primo posto Rosella Sironi della sez. ANA di Lecco, al secondo il ns Attilio Moserle ed al terzo il ns caposquadra, Enea Della Valentina. Per i trofei a squadre, Verona si è imposta totalizzando il punteggio più alto e vincendo così entrambi i trofei delle due categorie. Grande soddisfazione per le UCS e le squadre vincenti, un po di rammarico e qualche delusione per chi non ha raggiunto le aspettative. Per tutti la consapevolezza di continuare a lavorare con ns cani cercando di migliorarci ed affinare quelle tecniche, che il lavoro di ricerca nel soccorso, oggi richiede.

Preziose le critiche, le valutazioni, ed i suggerimenti dei giudici Enci, Silvestro Terzi per le prove di obbedienza, Erika Bonzanni e Stefano Vergari per prove di ricerca in superficie, coadiuvati dagli ottimi direttori di campo Clemente Violino, Fabrizio Malcovati, Tommaso Maschio e Miriam Secchiati.

Un ringraziamento dovuto al ns coordinatore nazionale Giovanni Martinelli, ideatore del campionato ANA e guida instancabile per tutti noi.

Un grazie alla sez. ANA di Verona, al presidente Luciano Bertagnoli ed al Coord. Luciano Brandiele per l’appoggio e l’aiuto materiale dato.

Un ringraziamento alle amministrazioni comunali di Velo Veronese e di Rovere’ Veronese  per la disponibilità e l’accoglienza ricevuta.

Ringraziamo la società di calcio Asd Lessinia per la concessione del campo sportivo, per le prove di obbedienza e destrezza, e l’istituto Don Calabria per averci concesso l’uso della Casa del Buon Fanciullo a Camposilvano.

Un doveroso ringraziamento agli sponsor, che con il loro contributo hanno permesso la riuscita di questa manifestazione, Vittoria Assicurazioni di Sebastiano Sartori , Caffe Carma di F.Paganello, Trainer Nova Food, Camon, Italpet, Jack the Dog di Matteo Romanò, Ferro Sport, At-Os Inox di Massimo Lorenzini, Km Sport di Finetto Alessio, Bevande Quargentan spa, Moro Avellino carpenteria, Pastificio Giovanni Rana, Cons. San Zeno di Alessandro Bona, Creazioni Katia Guerra, EDF serramenti di Diego dal Forno, IIE Italia impianti elettrici di R. Perrone, Cartotecnica San Michele Snc, Tipografia Roma di A. Moserle.

Un grazie ai Figuranti, il cui lavoro è prezioso ed insostituibile, un grazie alle  ns famiglie, che condividendo e  sopportando  la nostra assenza e i nostri continui impegni, ci permettono di svolgere questa preziosa attività. Un ringraziamento a tutti i volontari, che con il loro lavoro hanno contribuito la buona riuscita della manifestazione.

Infine un ringraziamento particolare ai volontari che si sono messi in gioco partecipando con spirito alpino a questa competizione sociale, per accrescere le proprie competenze.

Un grazie speciale ai nostri amici a 4 zampe, che condividono con noi questa passione, dando tutto il possibile in cambio di una carezza, un pugno di crocchette o una pallina…

Squadra Basso Lago

(fonte: L'Arena ) Incendi in Puglia e tromba d’aria a Cavallino: è l’estate di servizio «fuori casa» di una ventina di volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese. Tanti sono i volontari che hanno composto le squadre partite per fronteggiare queste due diverse emergenze al Sud come lungo il litorale veneziano.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando furono impegnati due volontari della squadra Ana Valdalpone e due della squadra Ana Val d’Illasi, questa volta l’attività di monitoraggio del territorio e intervento in caso di incendio a Vico del Gargano è stata svolta da una squadra dell’Ana Valdalpone: Renata Pegoraro, Riccardo Pellegrini, Silvio Trentini e Alberto Saccomani hanno fatto parte della task force approntata dalla Regione Puglia per fronteggiare l’emergenza roghi ed hanno messo a disposizione il modulo antincendio in dotazione alla squadra.

Proprio i volontari veronesi, che sono stati ospitati alla caserma Jacotenente, struttura della 131ª Squadriglia radar remota a Monte Sant’ Angelo, in provincia di Foggia, si sono ritrovati a gestire un grosso incendio (in una delle giornate in cui il termometro sfiorava i 50 gradi) divampato nell’entroterra tra Peschici e Vieste.

I volontari veronesi, tutti abilitati nell’intervento di antincendio boschivo, hanno operato alle strette dipendenze della Sala operativa della Protezione civile della Regione Puglia: ogni giorno sono stati impegnati in due turni di monitoraggio del territorio finalizzato alla prevenzione e al pronto intervento.

Mentre loro rientravano è toccato ai loro colleghi delle squadre Ana Lessinia, Val d’Illasi, Basso Lago, Verona città, Adige Guà e ancora alla Valdalpone, intervenire per la messa in sicurezza di alcuni campeggi di Cavallino Treporti danneggiati dal violentissimo nubifragio abbattutosi nella zona di Jesolo: attivati dalla Regione Veneto, per due giorni i volontari hanno lavorato, anche con l’impiego di piattaforme aeree alla rimozione di detriti e al taglio di alberi seriamente danneggiati dal forte vento che ha danneggiato il camping Mediterraneo, il Camping dei fiori e Union lido.

Nemmeno il tempo di rientrare che i volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese orientale sono state nuovamente allertate per la ricerca di un anziano allontanatosi dalle piscine di Caldiero e ritrovato due giorni dopo sul lago di Garda. Poi il maltempo ha colpito anche l’Est veronese richiedendo l’intervento dei volontari preallertati dal Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale.

Paola Dalli Cani

Squadra Valpolicella

La Squadra è composta da 20 Volontari e Volontarie.
Siamo attrezzati principalmente per eventi idrogeologici ma ovviamente interveniamo per qualsiasi emergenza di Protezione Civile in tutto il territorio Nazionale ed Estero.
Siamo convenzionati con il Comune di Pescantina che ci ha fornito una sede composta da un magazzino, un garage per i mezzi e una sala riunioni.

Nel 2017 siamo intervenuti due volte a Montemonaco (AP) per l'emergenza Neve, due volte nel Comune di Pescantina sempre dopo una abbondante Nevicata e a dicembre nell'alluvione che ha colpito Lentigione frazione del Comune di Brescello (RE). Nel 2017 siamo stati impegnati 1.521 ore uomo tra attività e servizi di Protezione Civile, corsi, esercitazioni e rappresentanze A.N.A.
Abbiamo iniziato il 2018 con una ricerca disperso a Campofontana e in ultimo siamo stati operativi e reperibili h24 nel Comune di Pescantina dopo la nevicata straordinaria dei primi giorni di marzo.
Nel corso dell'anno svolgiamo attività varie ed esercitazioni sia locali nel comune di Pescantina, sia a livello di Sezione che di Raggruppamento. Facciamo parte dell'Associazione Nazionale Alpini e apparteniamo al Terzo Raggruppamento che raggruppa gli Alpini/Volontari Protezione Civile del Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia (Triveneto)
Le attività ordinarie nel comune di Pescantina sono l'assistenza alla corsa Hand Bike di luglio, la Festa Patronale di Agosto e la manutezione ordinaria delle Paratie Manuali di P.zza S.Rocco, Settimo e Piazzale Butturini.
Completano il Profilo dei Nostri Volontari corsi di vario genere, alcuni dei quali obbligatori per operare in Protezione Civile.
Iniziativa di quest'annno nel Comune è "Protezione Civile Porte Aperte"
Il nostro obiettivo è far conoscere ai residenti la Squadra e L'Associazione di cui facciamo parte dando la possibilità a chiunque di visitare il magazzino, i mezzi e le attrezzature oltre a spiegare cosa facciamo e cosa è la Protezione Civile.
Vogliamo diventare un punto di riferimento per il Cittadino.
La Squadra si riunisce ogni secondo mercoledì del mese per programmare le attività prossime e future.

Siamo pronti ad accogliere nuovi aspiranti Volontrari. Per informazioni si può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure ogni ultimo sabato del mese in via Risorgimento, 86 dalle 14.30 alle 15.30

Grazie                                                   
Il caposquadra Antonio Angeli

Il vice caposquadra Giuliano Zerbini

Il segretario Filippo Rosada

e tutti i Volontari

Squadra Valdalpone

Squadra Mincio

( fonte: L'Arena ) Operazioni di recupero e salvataggio di persone in acqua diventate spettacolo, perché simulate. Sabato pomeriggio lo specchio d’acqua antistante il porto di località Bergamini, a Peschiera, è stato scenario di una dimostrazione delle sezioni veronesi del Gruppo cinofili salvamento dell’Associazione nazionale alpini (Ana) e della Società nazionale di Salvamento (Sns), da anni impegnate nei mesi estivi nel controllo della costa arilicense. La dimostrazione è stata suddivisa in più esercitazioni.

Le due iniziali sono state curate dai volontari della Sns: la prima su una moto d’acqua, raggiungendo e recuperando un figurante che simulava l’annegamento; la seconda impiegando il gommone attrezzato con strumenti per assistere persone traumatizzate, tra cui barella spinale su cui il figurante è stato steso, caricato sul mezzo e trasportato in spiaggia dove l’intervento è proseguito con le manovre rianimatorie. Sono poi entrati in scena i nuclei cinofili Ana, formati da bagnini e cani soccorritori e dai loro conduttori. I primi a dare prova della loro abilità sono stati Eolo e Zoe, un Labrador e un Golden Retriever accompagnati da Fabio Lussignoli e Federica De Luca: si sono buttati dal gommone compiendo un duplice salvataggio. Quindi è toccato a Ego, Labrador nero condotto da Giorgio Guicciardi, che ha recuperato una persona partendo dalla riva. L’ultima simulazione è stata operata da entrambe le realtà di soccorso acquatico.

«Abbiamo messo in pratica la collaborazione instaurata tra i nostri due gruppi, che hanno le stesse finalità di soccorso acquatico», commenta Nicola Soliman, coordinatore generale della Sns veronese, e sottolinea: «Peschiera è l’unico paese lacustre a vantare due associazioni di soccorso acquatico».

Tra gli spettatori la sindaca Maria Orietta Gaiulli e gli assessori Elisa Ciminelli e Mattia Amicabile e una ventina di ragazzi e ragazze con disabilità del Gruppo Shalom onlus di Vimercate (Mi), che da diversi anni d’estate raggiungono il Garda ospitati dal campeggio San Benedetto Vecchio Mulino. «La manifestazione è stata pensata soprattutto per loro, che alla fine hanno potuto godersi un bagno con i nostri cani e provare i mezzi di salvataggio», spiega il responsabile del Gruppo cinofili Umberto Ferrari.

In luglio e agosto, sabato dalle 14 alle 18 e domenica dalle 10 alle 18 compreso Ferragosto, il Gruppo cinofili Ana e la Società nazionale di Salvamento garantiranno il servizio Lago sicuro: il primo coprendo le coste da località Fornaci a località Bergamini, la seconda arrivando al lido Campanello, Castelnuovo. Katia Ferraro

Squadra Isolana

Squadra Adige Guà

Squadra Val d'Illasi

Si è svolto con grande soddisfazione da parte del nostro Nucleo Cinofilo da Soccorso ANA sezione di Verona nei giorni 4, 5 e 6 Novembre, il 1° Campionato Unità Cinofile da soccorso ANA. Presenti con una forte rappresentativa: Enea con Trilli in classe opertivi , In classe giovani promesse Enea con Maverick, Marco con Wendy Tommaso con Mabi, Paolo con Chloe' , Enrico con Artu' , Azaria con Adamo , Attilio con Elly, Eros con Marylin, Andrea con Diana, Mirko con Argo, Felix con Ade e con gli Istruttori Andrea , Fiorenzo , Miriam, Carlo, Marco e Beatrice. Hanno dimostrato un elevato livello di professionalità e di preparazione tecnica, classificando il nostro Nucleo Cinofili al 1° posto della graduatoria generale, davanti alle Unità Cinofile di Treviso e Bergamo. Podio per Enea con Maverick (1° posto) e Attilio con Elly (3° posto) http://www.canidasoccorso.it/

Enea con Maverick ( 1° posto)

Marco con Wendy ( 21° posto)

Tommaso con Mabi ( 22° posto)

Giampaolo con Chloe' ( 10° posto)

Enrico con Artu' ( 26° posto)

Azaria con Adamo  ( 16° posto)

Attilio con Elly ( 3° posto)

Eros con Marylin ( 5° posto)

Andrea con Diana ( 29° posto)

Mirko con Argo ( 7° posto)

Felix con Ade ( 27° posto)

 

(fonte:L'Arena.it) Un drone di 12 chili, unico e certificato, realizzato apposta per salvare le vite umane. La sezione veronese dell'Associazione Nazionale Alpini (Ana) è l'unica in tutta Italia a essere dotata di un sistema di volo a pilotaggio remoto creato ad hoc da esperti scaligeri. La macchina, professionale e ben diversa dai simili occhi elettronici destinati alle grandi altezze, più amatoriali e utilizzati per diletto, è stata presentata ieri al Circolo Ufficiali di Castelvecchio.

«Potrà andare in luoghi pericolosi per volontari e operatori, per individuare situazioni di pericolo, di catastrofi naturali e, soprattutto, intercettare la presenze di persone disperse anche in condizioni climatiche avverse», spiega Aurelio La Monica, responsabile per la sicurezza del reparto volo della sezione veronese dell'Ana nata nel 2006 e, dal 2009, installata al piccolo aeroporto di Boscomantico. Il drone, infatti, è dotato di telecamere termiche che possono percepire la presenza del calore, e quindi di vite umane, in zone boschive o difficilmente raggiungibili.

«La nostra squadra di volo degli Alpini è formata da piloti con licenze aeronautiche e la sede nazionale ci ha riconosciuti come centro di riferimento per la formazione e l'addestramento di personale volontario», continua il responsabile. «Il drone ha ottenuto la certificazione Enac (Ente nazionale aviazione civile) ed è già stato collaudato con grandi soddisfazioni».

Due settimane fa, per esempio, il Comune di Monteforte ha chiesto di individuare, tramite il mezzo meccanico, persone che si sono finte scomparse e l'esperimento è riuscito senza problemi. Conclude La Monica: «Per ora si tratta di un primo pezzo unico, entrato in servizio in via sperimentale da luglio».

«Abbiamo 13.500 soci in Italia, impegnati in diverse specialità», ricorda Giuseppe Bonaldi, coordinatore nazionale di Protezione civile dell'Ana. «Gli esperti di volo sono a Verona e il nuovo progetto non poteva che nascere qui». L'obiettivo dell'Ana, però, è di finanziare altri sofisticati operatori elettronici.

«La macchina è pensata per essere modulare e modificata in base alle esigenze», spiega Marco Colantoni che ha realizzato il drone, che costa di base sui 20mila euro, insieme a Paolo Bellamoli. «L'immagine ad alta definizione può essere visualizzata anche su iPad e smartphone e il dialogo resiste fino a 2,5 chilometri di distanza tra macchina e operatore. I motori li abbiamo fatti fare in Cina».

Tra i sei piloti dell'Ana a Boscomantico c'è anche Giulia Stella, prima donna pilota di droni in Italia.C.BAZZ.

Foto: Il drone in dotazione alla sezione veronese dell’Ana, presentato al Circolo Ufficiali FOTO MARCHIORI
 
http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/gli-alpini-lancianoil-super-droneche-vola-in-soccorso-1.4442490
 
 

Sistemi di Aeromobili a Pilotaggio Remoto

Articolo di tipo Articolo   pubblicato nel numero di Dicembre 2015 dell'Alpino

Nel processo di miglioramento e sviluppo della propria capacità operativa in risposta alle emergenze, la Protezione Civile Ana non può interrompere il collegamento con l’evoluzione della tecnica. La ricerca di strumenti che possano accrescere l’operatività e la protezione dei volontari è un processo che ci vede quotidianamente impegnati.

 È per questo che i Sistemi di Aeromobili a Pilotaggio Remoto (Sapr), cosiddetti “droni”, rappresentano il nostro ultimo obiettivo. Lo scorso 13 novembre al Circolo ufficiali in Castelvecchio, a Verona, è stato presentato alla stampa l’ultimo nato, alla presenza di numerose e qualificate autorità e di tanti volontari che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Nel perseguire questo ambizioso progetto di ricerca la Sede Nazionale si è avvalsa della collaborazione tecnica della Sezione Ana di Verona che conta, tra le fila, esperti in materia e che è stata scelta come centro di riferimento per la formazione e l’addestramento dei volontario di questa nuova specialità.

Un drone di 12 chili ha un’autonomia di 30 minuti e con i suoi otto motori raggiunge una velocità di 90 km/h. È un attrezzatura che può funzionare anche con due motori fuori uso e in condizioni meteorologiche avverse, peculiarità che aumentano la sua affidabilità. Quello in dotazione alla nostra Protezione Civile ha ottenuto la certificazione dell’Ente Nazionale Aviazione Civile ed è già stato collaudato.

Per ora si tratta un unico apparecchio, entrato in servizio in via sperimentale dallo scorso luglio. Le immagini ad alta definizione che la telecamera registra possono essere visualizzata anche su iPad e smartphone e la connessione tra macchina e operatore è possibile fino a 2,5 chilometri di distanza. Il drone è pensato per essere modulare e modificabile in base alle esigenze e il suo impiego si affianca a quello dei velivoli ad ala fissa.

«Potrà muoversi in luoghi pericolosi per volontari e operatori, per individuare situazioni di pericolo, di catastrofi naturali e, soprattutto, intercettare la presenze di persone disperse anche in condizioni climatiche avverse», ha spiegato Aurelio La Monica, responsabile per la sicurezza del reparto volo della Sezione di Verona. Giuseppe Bonaldi, coordinatore nazionale della Protezione Civile Ana, ha ricordato che in Italia ci sono 13.500 volontari dell’Associazione, impegnati nelle diverse specialità e questo nuovo reparto può rappresentare un motivo di richiamo per tanti giovani.

L’obiettivo dell’Ana è quello di ampliare il progetto a tutto il territorio nazionale, rivolgendosi alle numerose Sezioni che hanno già manifestato interesse per questa nuova tecnologia, facilitando in tal modo interventi più rapidi e capillari sul territorio in caso di necessità. Bonaldi ha ribadito che «esiste una Convenzione dell’Ana con l’Università di Genova per lo sviluppo di queste nuove attrezzature e sarà ancora la squadra droni di Verona a rappresentare il nostro interlocutore tecnico». (g.b.) 

Arrivano i droni

Protezione civile: arrivano i droni

Conferenza stampa venerdì 13 Novembre, ore 15 circolo ufficiali di Castelvecchio - protezione civile, gli alpini veronesi sperimentano i droni

Protezione civile: arrivano i droni. Nell'ambito delle attività di informazione sullo sviluppo degli strumenti adottati dalla nostra organizzazione di Protezione Civile, dopo la presentazione di Bassano del Grappa alla presenza del Responsabile Nazionale, Ing. Curcio, e della Regione Veneto, con l’ Ing. Tonellato; il Responsabile Nazionale della Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) Ing. Giuseppe Bonaldi, presenzierà alla conferenza stampa che si terrà il giorno 13 novembre 2015 alle ore 15 presso il Circolo Ufficiali di Castelvecchio. Nel corso dell'incontro verrà illustrata la nuova Unità S.A.P.R. ( Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto ) che, nell'ambito della Squadra Volo del Nucleo di Protezione Civile della Sezione Alpini di Verona , introduce l'impiego dei "droni" in affiancamento ai velivoli ad ala fissa.

L' innovativo strumento si è rivelato particolarmente utile in attività di Protezione Civile.

La Sezione ANA di Verona è stata individuata quale centro di riferimento nazionale per lo sviluppo , l'impiego e l'addestramento del personale volontario, grazie alla presenza da diversi anni di un Reparto Volo di volontari in possesso di licenze aeronautiche con base sull' aeroporto di Verona Boscomantico.

L'Organizzazione, gli operatori e gli APR (droni) sono certificati dall’ ENAC Ente Nazionale dell'Aviazione Civile dopo anni di lavoro tra sperimentazioni ed analisi oltre a corsi formativi ed esami di volo.

L’abilitazione degli operatori SAPR autorizza la nostra Protezione Civile a svolgere Operazioni Specializzate non Critiche in scenari di Emergenza.

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