(fonte: www.larena.it)

La squadra Ana Valdalpone di Protezione civile è da 30 anni impegnata su scenari nazionali e internazionali e, dopo l’ alluvione di novembre 2010, punto di riferimento del territorio. La squadra dei 60 volontari oggi guidati da Claudio Maschi utilizzerà la baita come sala operativa in caso di necessità. I volontari oltre che per le alluvioni, hanno acquisito competenze anche per l’ antincendio boschivo. La squadra negli anni ha portato aiuto ai terremotati in Abruzzo, per l’alluvione in Veneto, dopo il terremoto in Emilia, per la neve nelle Marche e prima ancora nelle zone di Asti e della Val d'Aosta alluvionate, dopo la frana della Valtellina e il terremoto di Marche e Abruzzo, ma pure inquadrata nella missione Arcobaleno in Albania. Oggi la squadra (evoluzione del primo gruppo che venne guidato da Gino Chiappini e crebbe con Luca Brandiele) è uno degli elementi della colonna mobile nazionale che viene composta in caso di emergenza e, sul territorio, si occupa di formazione e prevenzione grazie alle esercitazioni. P.D.C.

Squadra Valpantena Lessinia

La più giovane delle squadre di pc ANA Verona

(fonte: www.ana.it ) “Esercitazioni come questa della Valborbera sono esperienze da ripetere, il più frequentemente possibile!”. Questa l’opinione condivisa dal Vice Coordinatore Nazionale delle Unità Cinofile di Soccorso della Protezione Civile dell’ANA Clemente Violino, e dal responsabile UCS del 1° raggruppamento Daniele Banchieri, e di tutti i quasi 60 partecipanti che si sono avvicendati, nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 in Valborbera, tra le montagne dell’Alessandrino, per l’esercitazione delle UCS del 1° Raggruppamento.

Entusiasmo e soddisfazione espressi in modo generale dai volontari impegnati nella due giorni, giunti dai nuclei cinofili della Protezione Civile delle Sezioni ANA di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che hanno potuto sperimentare le condizioni meteorologiche più disparate, dalla pioggia battente del sabato fino al limpido sole e alle rigide temperature quasi invernali della domenica.

“Un momento di formazione e di scambio di esperienze tra i vari operatori e gli istruttori davvero prezioso ed irrinunciabile – ha proseguito Clemente Violino – una occasione per lavorare davvero tutti insieme, tra unità provenienti dai vari territori, tra operativi e aspiranti tali”.

“Speriamo davvero di farne altre, magari ogni mese, anche se la cosa, davvero, al momento pare difficile – ha concluso – ma chissà, almeno ogni due o tre mesi, magari sfruttando le case dell’ANA presenti sul territorio nei momenti in cui queste sono libere da altri impegni, per crescere e migliorare sempre di più. Perché è in questo modo che si cresce davvero!”.

http://www.ana.it/…/unit-cinofile-di-soccorso-valborbera-da…

La Protezione Civile

La Protezione Civile dell’Ana nasce in pratica all’inizio degli anni Ottanta, come attività organica ma si può dire che il germe sia stato gettato nel 1976 nel Friuli devastato dal terremoto in cui l’Associazione Nazionale Alpini prendeva coscienza di avere nelle sue fila un patrimonio di sperienze, volontà entusiasmo che poteva essere canalizzato là dove se ne rilevava la necessità. Da allora è stato un crescendo di coinvolgimenti, addestramenti, acquisizioni di materiali, mezzi ed esperienze ma anche e, forse, soprattutto di realizzazioni di interventi. La nostra Protezione Civile è sempre presente dove viene richiesta, sia al livello di Dipartimento della Protezione Civile presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, sia nei territori montani per l’antincendio boschivo e nelle opere di prevenzione in cooperazione con Comuni, Province, Comunità Montane e Regioni. Sempre pronta per interventi di emergenza, la Protezione Civile Ana è comunque impegnata costantemente nelle importanti e strategiche attività di prevenzione e previsione con interventi di recupero, bonifiche ambientali e salvaguardia dei territori soprattutto montani.

Rocciatori

Specialità composta da volontari, che agiscono direttamente o a supporto (sicurezza fisica) di volontari che operano in ambienti particolarmente impervi.

Sanità

Ci sono squadre sanitarie di auto protezione per i volontari delle diverse specialità, che operano in emergenza, attività esercitative e di primo soccorso alla popolazione. Sono disponibili diverse tende, che fungono da zona di primo ricovero. 1 ospedale da campo composto da 20 shelter con unità operatorie, radiologiche, cardiografiche, di analisi, farmacia; 13 tensostrutture di supporto, officina, cucina, ecc.

La sezione ANA Verona dispone di una propria squadra sanitaria composta da 8 volontari dotati di un mezzo ambulanza completamente attrezzato di recente acquisto da parte della sezione ANA Verona

Squadre antincendio

boschivo (A.I.B.)

Concorre su richiesta delle istituzioni preposte (vigili del fuoco e forestale) alla prevenzione, avvistamento e spegnimento degli incendi oltre ad interventi ambientali per la formazione di piazzuole per elicotteri, linee tagliafuoco, invasi per la raccolta delle acque.

Logistica

Realizzazione di campi di accoglienza in completa autonomia di mezzi e volontari, gestione di materiali e attrezzature specifiche dedicate all’allestimento di campi-base.

Droni

Recente specialità che è a supporto di tutte le altre attività specialistiche. La sezione di Verona ha una propria unità composta da personale altamente qualificato e certificato.

Subacquei

Concorrono al salvamento in acqua e sgombero delle aree destinate agli aeromobili (Canadair) per il prelevamento di acqua da impiegare nello spegnimento incendi, assistenza ai volontari che operano in ambienti impervi in adiacenza ai corsi d’acqua

Comunicazioni radio (TRX)

Utilizzo frequenze radio riservate ed esclusive, autorizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico, e realizza i collegamenti radio all’interno dell’associazione al fine di coordinare gli interventi delle varie squadre che operano in emergenza o in attività esercitative.

Unità Cinofile di Soccorso (UCS)

Concorrono su richiesta delle forze dell’ordine alla ricerca di persone disperse in superficie, sepolte sotto macerie, travolte da valanga e al salvamento in acqua.

Idrogeologica

Concorre con mezzi e uomini al superamento di emergenze alluvionali di diversa tipologia e grandezza.

Informatica

gestisce la rete informatica della protezione civile ana aggiornando Costantemente le situazioni di personale, materiali e mezzi. Durante le attività esercitative ed emergenziali aggiorna la presenza del volontariato. Convenzioni stipulate con Regioni, Province, comuni, Comunità Montane e altri enti territoriali: 113 unità cinofile; 19 squadre antincendio boschivo

(A.I.B.) di 2° livello.

 

 

La Protezione Civile ANA Verona

«Un grazie è la nostra ricompensa più bella». Una sola parola basta a gratificare i volontari dell' Unità di Protezione civile dell'Associazione nazionale alpini di Verona e sintetizza lo spirito che li anima, ma ne servono altre due, impegno e solidarietà, per definire i loro primi trent'anni di attività al servizio delle emergenze, un anniversario che è stato festeggiato la'ltra sera a Isola della Scala davanti ad un piatto di risotto all'isolana. I cappelli degli alpini e le divise fluorescenti dei volontari, 260 persone in tutto, hanno riempito allegramente la sala del ristorante La Torre nella serata di festeggiamento del trentennale, un'occasione per ringraziare pubblicamente chi ha contribuito negli anni alla crescita dell'associazione, per sottolineare i rapporti di amicizia nati e cementati tra le emergenze nazionali e non, e per tributare un applauso ai soci fondatori, Sergio Zecchinelli, Giacomo Comencini, Mario Giaretta, Francesco Mavoldi, Gino Masotto e Giglio Zanetti, il primo sommozzatore del gruppo, che nel 1983 fecero nascere la Squadra di Verona della Protezione civile Ana. «Fu dopo il terremoto del Friuli del 1976», ha ricordato il presidente Ilario Peraro affiancato da Beppe Vignago, vicepresidente del raggruppamento Ana Triveneto, «che, assieme all'attività di ricostruzione, nacque l'idea di far nascere la Protezione civile, che è la branca operativa degli Alpini per le emergenze ma che si occupa anche di prevenzione e di esercitazioni». All'inizio la squadra era composta da una quarantina di persone tra alpini e simpatizzanti, ma con gli anni il loro numero si è moltiplicato ed oggi i volontari in provincia sono 492, di cui 203 alpini e 289 'amici degli alpini', 216 uomini e 73 donne. E sono arrivati tanti giovani. Negli anni hanno dimostrato il loro impegno solidale fronteggiando una lunga serie di emergenze, alluvioni, terremoti, emergenze per maltempo, incendi, neve, che sono state elencate dal coordinatore Andrea Guglielmoni. «Essere volontario di Protezione civile», spiega alla fine della serata, «è un impegno serio, presuppone il bisogno di fare qualcosa per gli altri e comporta la scelta di essere sempre disponibili e disposti a sacrificare volentieri il proprio tempo libero e a volte anche qualche impegno familiare o lavorativo; richiede impegno a livello fisico ma anche psicologico ( per questo nel gruppo specialistico sanitario c'è anche uno psicologo ), per esempio le emergenze lunghe come sono stati i terremoti dell'Abruzzo, 8 mesi, e dell'Emilia, 4 mesi, moltiplicano i problemi perché il volontario deve essere pronto anche a fronteggiare quelli legati a rapporti di convivenza così prolungati nelle tendopoli». Su incarico della Regione, l' Unità di Protezione civile dell'Associazione nazionale alpini veronese (che ha sede in via del Pontiere 1, telefono 045 8002546) forma i nuovi volontari; i requisiti richiesti sono la maggiore età e la buona salute, ed è necessario seguire un percorso di formazione e poi essere affiancati alla squadra per sei mesi nel corso dei quali si è “osservatori”; solo dopo si è volontari a tutti gli effetti. Mariella Falduto (fonte l'Arena) 

 

Squadra Medio Adige

I Ranger, imbarcati su un NH90, si muovono verso la destinazione finale: un paese isolato dalla serie di incredibili nevicate avute sull’appennino centromeridionale nel gennaio 2017 che, unite ad un importante sciame di eventi sismici, hanno isolato interi paesi e frazioni in Abruzzo e nelle Marche. L’area di operazione designata per il personale del 4° Reggimento è la Valle Castellana, area completamente tagliata fuori dai soccorsi per il significativo manto nevoso, e proprio per questo assegnata agli alpini paracadutisti. Il distaccamento di Ranger, infatti, si calerà dagli elicotteri con la tecnica della fast rope (una corda spessa che viene calata dall’elicottero e sulla quale gli operatori scendono in maniera rapida, senza assicurazioni) e proseguirà con l’equipaggiamento in dotazione, le ciaspole e gli sci, verso le frazioni isolate, per portare soccorsi immediati e provvedere all’estrazione del personale a rischio.

Gli operatori del distaccamento, che fino a 4 giorni prima erano in Afghanistan per supportare ed addestrare le forze speciali locali, appena sbarcati in Italia felici di essere rientrati a Verona, appena dopo un veloce abbraccio alle loro famiglie si trovano a dover risalire su un elicottero simile a quello usato nella martoriata terra afghana ed a sbarcare in breve su altre montagne, queste diverse, per completare una missione agli antipodi di quanto fatto finora: è il cosiddetto “dual use”, ovvero l’impiego per missioni in supporto alla popolazione delle Forze Armate nella loro interezza, anche della componente operazioni speciali.

Il dual use parte dalla necessità di impiegare professionalità, tecniche e tattiche specialistiche sperimentate ed implementate dai nostri operatori Ranger per impieghi a supporto della popolazione civile e di interesse nazionale, garantendo uno strumento flessibile, concreto e moderno. Tale concetto è inserito nella spinta innovativa data al Comparto Operazioni Speciali dal  Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Claudio Graziano, in aderenza a quanto previsto dal Libro Bianco della Difesa.

Arrivati in zona, i Ranger si calano sulle corde uno dopo l’altro e, rapidamente, si mettono in marcia per raggiungere il paese isolato obiettivo della missione: Coronelle, nella Valle Castellana. Una volta in zona, gli alpini paracadutisti contattano gli abitanti del paese e provvedono a fornire assistenza immediata ed a preparare l’estrazione di personale a rischio.

Nel periodo di schieramento nel gennaio di quest’anno, il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti (RANGER) ha svolto svariate missioni di questo genere, dando la possibilità di raggiungere punti totalmente isolati a causa della neve e operando in totale isolamento, grazie alle peculiari tecniche acquisite nell’ambito dei corsi RANGER e durante gli anni di esperienza in addestramento ed in operazioni. Il reggimento ha schierato in totale due plotoni ed un comando di compagnia presso la Caserma “Berardi” de L’Aquila, in coordinamento con la Task Force SISMA, schierata dalle Forze Armate per supportare la macchina dei soccorsi a guida della Protezione Civile. Le missioni sono state svariate ed hanno permesso alla macchina dei soccorsi di raggiungere con velocità e senza ulteriori supporti le aree isolate.  I distaccamenti RANGER sono stati inseriti con i mezzi ruotati e con gli elicotteri su varie aree della Valle Castellana, portando soccorsi e prime necessità, prendendosi cura del personale dei paesi isolati fino all’arrivo delle varie unità della Protezione Civile e degli Alpini. Arrivate nelle varie zone selezionate, dopo aver ripristinato i collegamenti grazie ai particolari mezzi di comunicazione in dotazione, gli alpini paracadutisti provvedevano a prestare i primi soccorsi ed a mettere in sicurezza l’area. In paesi come Morrice, Pietralta, Rio di Lame  e Coronelle in Provincia di Teramo, i Ranger del 4° Reggimento sono stati la punta della lancia dei soccorsi, arrivando rapidi nonostante le proibitive condizioni e sparendo velocemente nel nulla tra i ringraziamenti delle popolazioni soccorse, per prepararsi a nuove missioni.

Proprio questo, se vogliamo, è il particolare connubio che è oggi il 4° Reggimento, dove la tradizione alpina e la vicinanza alla popolazione si uniscono al moderno mondo delle operazioni speciali, garantendo uno strumento di altissima qualità sia in campo nazionale che internazionale.

 


L’Ospedale da Campo dell’Associazione Nazionale Alpini, con i suoi operatori del Gruppo di Intervento Medico Chirurgico (GIMC), è oggi la più importante struttura sanitaria campale dell’Italia e tra le primissime in Europa. Fiore all’occhiello dell’A.N.A. ma anche dell’intero Sistema Nazionale di Protezione Civile in ambito sanitario, ha guadagnato sul campo numerose benemerenze nazionali ed internazionali; la sua impegnativa attività, oltre alle emergenze nazionali ed internazionali e all’assistenza ai grandi eventi, spazia dalle opere di prevenzione sul territorio alle attività esercitative, dalle attività di studio, pubblicazioni, didattiche e promozionali alle attività di supporto e vicarianti a enti ospedalieri nazionali.

L’idea nasce nel 1976, sul campo nel terremoto del Friuli, quando un gruppo di medici e infermieri dell’Ospedale Maggiore di Bergamo, volontari, opera sin dalle prime ore dalla catastrofe nel territorio devastato.

Non esiste una organizzazione sanitaria adeguata alle esigenze di una grande calamità, vi è quella socio-assistenziale, che solo in piccola parte può vicariare la prima. Non esiste d’altro canto un “sistema” di protezione civile nazionale, che proprio da quegli eventi muove i primi passi, grazie alle intuizioni e capacità di colui che a buona ragione viene definito il “padre” della protezione civile nazionale, l’onorevole Zamberletti.

Negli anni successivi, piccoli gruppi ed a titolo personale, convinti fautori di un insieme operativo finalizzato a interventi sanitari in emergenza, partecipano ai soccorsi in nuovi eventi calamitosi, in particolare in Irpinia. Ed è al Ministro Zamberletti che il Presidente Leonardo Caprioli lancia l’idea di una struttura sanitaria campale da mettersi in cantiere da parte della Associazione Nazionale Alpini, che proprio nel Friuli aveva dato un’esemplare dimostrazione di efficienza e di abnegazione. “L’idea” viene affidata proprio a quei medici che, operatori partecipi del dramma e dell’impotenza ad affrontare eventi di quelle dimensioni, si mettono al lavoro. Primo tra tutti, colui che diventerà Direttore storico dell’Ospedale da Campo, il Dott. Pantaleo Lucio Losapio.

Riunioni, programmi, progetti. Nel frattempo si aggiunge al binomio Caprioli-Zamberletti il nome del generale Luigi Federici, così si apre la strada alla realizzazione di quella che sarà la tanto sognata e tenacemente perseguita organizzazione sanitaria campale.

I primi fondi messi a disposizione dalla Associazione Nazionale Alpini, i primi contributi dello Stato e nel 1986 in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini a Bergamo, vengono presentate le prime grandi unità dell’Ospedale da Campo dell'Associazione Nazionale Alpini per la Protezione Civile.

Nel 1987 il “battesimo”, con l’impiego di unità mobili e di équipe nelle alluvioni della Valle Brembana in provincia di Bergamo e della Valtellina.Ultimato e presentato a Milano nell’Aprile 1988 alla presenza del Ministro per la Protezione Civile Onorevole Vito Lattanzio, verificatosi il terremoto d’Armenia nel Dicembre dello stesso anno, una delle più grandi catastrofi dello scorso secolo con oltre 25.000 morti e 30.000 feriti, l’Ospedale da Campo viene inviato nel Caucaso dal Governo Italiano nell’ambito del “Villaggio Italia” e porta a termine nell’Agosto del 1989 una complessa e gravosa operazione che lo porta alla ribalta internazionale.

Solo nei primi 3 mesi il numero di pazienti trattati è stato di 11.855 con 6.329 accertamenti diagnostici.L’intervento dell’Italia in Armenia, con un imponente complesso di iniziative è stato realmente di valore storico, considerando anche che è avvenuto nell’ex Unione Sovietica.Il risultato, oltre che umanitario e di solidarietà è stato quello di manifestare una amichevole apertura dell’occidente a un mondo che di lì a poco sarebbe profondamente mutato con il crollo del muro di Berlino e l’abbandono del totalitarismo sovietico.

Nel Dicembre 1991 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga decreta il conferimento all’A.N.A. della Medaglia di Bronzo al Merito Civile per gli interventi di protezione civile dell’A.N.A. in Valle Brembana e Valtellina e dell’Ospedale da Campo in Armenia.La storia che si scriverà nei successivi 25 anni sarà segnata da importanti interventi umanitari in Italia e non solo, all’insegna della solidarietà alpina e del proprio motto “Hoc opus, hic labor” e cioè “Questo il compito, qui l’impegno”.

  Sergio Rizzini

  Responabile Gruppo di Intervento Medico Chirurgico

Nei giorni 23-24 settembre si è tenuto tra i boschi di Fondo dei Parpari, per le prove di ricerca, ed il campo sportivo di Velo Veronese, per le prove di obbedienza e destrezza, il 2° Campionato ANA, per UCS da soccorso, ricerca dispersi in superficie.

Tante le aspettative delle 11 squadre nazionali ANA partecipanti, divise in 2 gruppi: Giovani Promesse ed Unità Operative. La gara amatoriale, ha avuto lo scopo di confrontarsi e di misurarsi in una disciplina  di lavoro che  non è finalizzata all’agonismo sportivo, bensì al miglioramento delle tecniche per un miglior connubio dell’Unità Cinofila da Soccorso.

Con una impeccabile organizzazione, grazie all’aiuto prezioso dei tanti volontari ANA che hanno dato il loro contributo assumendo ruoli diversi, le varie fasi del campionato si sono succedute nel migliore dei modi, a parte un tempo avverso nella mattina di domenica 24. I risultati hanno visto sul podio per le Giovani promesse, due UCS di Belluno, ed al 3° posto Eros Signoretto della nostra squadra di Verona.

Per gli operativi sul podio al primo posto Rosella Sironi della sez. ANA di Lecco, al secondo il ns Attilio Moserle ed al terzo il ns caposquadra, Enea Della Valentina. Per i trofei a squadre, Verona si è imposta totalizzando il punteggio più alto e vincendo così entrambi i trofei delle due categorie. Grande soddisfazione per le UCS e le squadre vincenti, un po di rammarico e qualche delusione per chi non ha raggiunto le aspettative. Per tutti la consapevolezza di continuare a lavorare con ns cani cercando di migliorarci ed affinare quelle tecniche, che il lavoro di ricerca nel soccorso, oggi richiede.

Preziose le critiche, le valutazioni, ed i suggerimenti dei giudici Enci, Silvestro Terzi per le prove di obbedienza, Erika Bonzanni e Stefano Vergari per prove di ricerca in superficie, coadiuvati dagli ottimi direttori di campo Clemente Violino, Fabrizio Malcovati, Tommaso Maschio e Miriam Secchiati.

Un ringraziamento dovuto al ns coordinatore nazionale Giovanni Martinelli, ideatore del campionato ANA e guida instancabile per tutti noi.

Un grazie alla sez. ANA di Verona, al presidente Luciano Bertagnoli ed al Coord. Luciano Brandiele per l’appoggio e l’aiuto materiale dato.

Un ringraziamento alle amministrazioni comunali di Velo Veronese e di Rovere’ Veronese  per la disponibilità e l’accoglienza ricevuta.

Ringraziamo la società di calcio Asd Lessinia per la concessione del campo sportivo, per le prove di obbedienza e destrezza, e l’istituto Don Calabria per averci concesso l’uso della Casa del Buon Fanciullo a Camposilvano.

Un doveroso ringraziamento agli sponsor, che con il loro contributo hanno permesso la riuscita di questa manifestazione, Vittoria Assicurazioni di Sebastiano Sartori , Caffe Carma di F.Paganello, Trainer Nova Food, Camon, Italpet, Jack the Dog di Matteo Romanò, Ferro Sport, At-Os Inox di Massimo Lorenzini, Km Sport di Finetto Alessio, Bevande Quargentan spa, Moro Avellino carpenteria, Pastificio Giovanni Rana, Cons. San Zeno di Alessandro Bona, Creazioni Katia Guerra, EDF serramenti di Diego dal Forno, IIE Italia impianti elettrici di R. Perrone, Cartotecnica San Michele Snc, Tipografia Roma di A. Moserle.

Un grazie ai Figuranti, il cui lavoro è prezioso ed insostituibile, un grazie alle  ns famiglie, che condividendo e  sopportando  la nostra assenza e i nostri continui impegni, ci permettono di svolgere questa preziosa attività. Un ringraziamento a tutti i volontari, che con il loro lavoro hanno contribuito la buona riuscita della manifestazione.

Infine un ringraziamento particolare ai volontari che si sono messi in gioco partecipando con spirito alpino a questa competizione sociale, per accrescere le proprie competenze.

Un grazie speciale ai nostri amici a 4 zampe, che condividono con noi questa passione, dando tutto il possibile in cambio di una carezza, un pugno di crocchette o una pallina…

Squadra Basso Lago

(fonte: L'Arena ) Incendi in Puglia e tromba d’aria a Cavallino: è l’estate di servizio «fuori casa» di una ventina di volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese. Tanti sono i volontari che hanno composto le squadre partite per fronteggiare queste due diverse emergenze al Sud come lungo il litorale veneziano.

Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando furono impegnati due volontari della squadra Ana Valdalpone e due della squadra Ana Val d’Illasi, questa volta l’attività di monitoraggio del territorio e intervento in caso di incendio a Vico del Gargano è stata svolta da una squadra dell’Ana Valdalpone: Renata Pegoraro, Riccardo Pellegrini, Silvio Trentini e Alberto Saccomani hanno fatto parte della task force approntata dalla Regione Puglia per fronteggiare l’emergenza roghi ed hanno messo a disposizione il modulo antincendio in dotazione alla squadra.

Proprio i volontari veronesi, che sono stati ospitati alla caserma Jacotenente, struttura della 131ª Squadriglia radar remota a Monte Sant’ Angelo, in provincia di Foggia, si sono ritrovati a gestire un grosso incendio (in una delle giornate in cui il termometro sfiorava i 50 gradi) divampato nell’entroterra tra Peschici e Vieste.

I volontari veronesi, tutti abilitati nell’intervento di antincendio boschivo, hanno operato alle strette dipendenze della Sala operativa della Protezione civile della Regione Puglia: ogni giorno sono stati impegnati in due turni di monitoraggio del territorio finalizzato alla prevenzione e al pronto intervento.

Mentre loro rientravano è toccato ai loro colleghi delle squadre Ana Lessinia, Val d’Illasi, Basso Lago, Verona città, Adige Guà e ancora alla Valdalpone, intervenire per la messa in sicurezza di alcuni campeggi di Cavallino Treporti danneggiati dal violentissimo nubifragio abbattutosi nella zona di Jesolo: attivati dalla Regione Veneto, per due giorni i volontari hanno lavorato, anche con l’impiego di piattaforme aeree alla rimozione di detriti e al taglio di alberi seriamente danneggiati dal forte vento che ha danneggiato il camping Mediterraneo, il Camping dei fiori e Union lido.

Nemmeno il tempo di rientrare che i volontari delle squadre Ana di Protezione civile del Veronese orientale sono state nuovamente allertate per la ricerca di un anziano allontanatosi dalle piscine di Caldiero e ritrovato due giorni dopo sul lago di Garda. Poi il maltempo ha colpito anche l’Est veronese richiedendo l’intervento dei volontari preallertati dal Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale.

Paola Dalli Cani

Squadra Valpolicella

La Squadra è composta da 20 Volontari e Volontarie.
Siamo attrezzati principalmente per eventi idrogeologici ma ovviamente interveniamo per qualsiasi emergenza di Protezione Civile in tutto il territorio Nazionale ed Estero.
Siamo convenzionati con il Comune di Pescantina che ci ha fornito una sede composta da un magazzino, un garage per i mezzi e una sala riunioni.

Nel 2017 siamo intervenuti due volte a Montemonaco (AP) per l'emergenza Neve, due volte nel Comune di Pescantina sempre dopo una abbondante Nevicata e a dicembre nell'alluvione che ha colpito Lentigione frazione del Comune di Brescello (RE). Nel 2017 siamo stati impegnati 1.521 ore uomo tra attività e servizi di Protezione Civile, corsi, esercitazioni e rappresentanze A.N.A.
Abbiamo iniziato il 2018 con una ricerca disperso a Campofontana e in ultimo siamo stati operativi e reperibili h24 nel Comune di Pescantina dopo la nevicata straordinaria dei primi giorni di marzo.
Nel corso dell'anno svolgiamo attività varie ed esercitazioni sia locali nel comune di Pescantina, sia a livello di Sezione che di Raggruppamento. Facciamo parte dell'Associazione Nazionale Alpini e apparteniamo al Terzo Raggruppamento che raggruppa gli Alpini/Volontari Protezione Civile del Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia (Triveneto)
Le attività ordinarie nel comune di Pescantina sono l'assistenza alla corsa Hand Bike di luglio, la Festa Patronale di Agosto e la manutezione ordinaria delle Paratie Manuali di P.zza S.Rocco, Settimo e Piazzale Butturini.
Completano il Profilo dei Nostri Volontari corsi di vario genere, alcuni dei quali obbligatori per operare in Protezione Civile.
Iniziativa di quest'annno nel Comune è "Protezione Civile Porte Aperte"
Il nostro obiettivo è far conoscere ai residenti la Squadra e L'Associazione di cui facciamo parte dando la possibilità a chiunque di visitare il magazzino, i mezzi e le attrezzature oltre a spiegare cosa facciamo e cosa è la Protezione Civile.
Vogliamo diventare un punto di riferimento per il Cittadino.
La Squadra si riunisce ogni secondo mercoledì del mese per programmare le attività prossime e future.

Siamo pronti ad accogliere nuovi aspiranti Volontrari. Per informazioni si può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure ogni ultimo sabato del mese in via Risorgimento, 86 dalle 14.30 alle 15.30

Grazie                                                   
Il caposquadra Antonio Angeli

Il vice caposquadra Giuliano Zerbini

Il segretario Filippo Rosada

e tutti i Volontari

Squadra Valdalpone

Squadra Mincio

( fonte: L'Arena ) Operazioni di recupero e salvataggio di persone in acqua diventate spettacolo, perché simulate. Sabato pomeriggio lo specchio d’acqua antistante il porto di località Bergamini, a Peschiera, è stato scenario di una dimostrazione delle sezioni veronesi del Gruppo cinofili salvamento dell’Associazione nazionale alpini (Ana) e della Società nazionale di Salvamento (Sns), da anni impegnate nei mesi estivi nel controllo della costa arilicense. La dimostrazione è stata suddivisa in più esercitazioni.

Le due iniziali sono state curate dai volontari della Sns: la prima su una moto d’acqua, raggiungendo e recuperando un figurante che simulava l’annegamento; la seconda impiegando il gommone attrezzato con strumenti per assistere persone traumatizzate, tra cui barella spinale su cui il figurante è stato steso, caricato sul mezzo e trasportato in spiaggia dove l’intervento è proseguito con le manovre rianimatorie. Sono poi entrati in scena i nuclei cinofili Ana, formati da bagnini e cani soccorritori e dai loro conduttori. I primi a dare prova della loro abilità sono stati Eolo e Zoe, un Labrador e un Golden Retriever accompagnati da Fabio Lussignoli e Federica De Luca: si sono buttati dal gommone compiendo un duplice salvataggio. Quindi è toccato a Ego, Labrador nero condotto da Giorgio Guicciardi, che ha recuperato una persona partendo dalla riva. L’ultima simulazione è stata operata da entrambe le realtà di soccorso acquatico.

«Abbiamo messo in pratica la collaborazione instaurata tra i nostri due gruppi, che hanno le stesse finalità di soccorso acquatico», commenta Nicola Soliman, coordinatore generale della Sns veronese, e sottolinea: «Peschiera è l’unico paese lacustre a vantare due associazioni di soccorso acquatico».

Tra gli spettatori la sindaca Maria Orietta Gaiulli e gli assessori Elisa Ciminelli e Mattia Amicabile e una ventina di ragazzi e ragazze con disabilità del Gruppo Shalom onlus di Vimercate (Mi), che da diversi anni d’estate raggiungono il Garda ospitati dal campeggio San Benedetto Vecchio Mulino. «La manifestazione è stata pensata soprattutto per loro, che alla fine hanno potuto godersi un bagno con i nostri cani e provare i mezzi di salvataggio», spiega il responsabile del Gruppo cinofili Umberto Ferrari.

In luglio e agosto, sabato dalle 14 alle 18 e domenica dalle 10 alle 18 compreso Ferragosto, il Gruppo cinofili Ana e la Società nazionale di Salvamento garantiranno il servizio Lago sicuro: il primo coprendo le coste da località Fornaci a località Bergamini, la seconda arrivando al lido Campanello, Castelnuovo. Katia Ferraro

Squadra Isolana

Squadra Adige Guà

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